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Full text of "Vocabolario degli accademici della Crusca"

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VOCABOLARIO 

DEGLI 

ACCADEMICI 

DELLA 

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VOLUME QUINf O* 

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IN VENEZIA. M. DCC. X LI. 

APPRESSO P R^ NCESCO PITTERÀ 
COijr LICENZA D £" SUPERIORI^ % P R 2 V ì Z £ G I O. 



THE NEW YORK 

PUBLIC LIBRARY 

A8T0R, L8NÒX AND 
7lU>B.ti FOKNDATIOMS 



VOCABOLARIO 

DEGLI 

ACCADEMICI 

DELLA CRUSCA* 



rUittrs di pfmfimU€ sTD, 
« emir nltrm,e0mg ETATE , 
ETADE , POTERE, PO- 
DERE , LITO , LIDO . 
Cttfemtt é^réi ft tstt, £ 
/« R , C9Ì fgtàerM éUfiMW$0i 
u, MM is h métUigtvimtHtt , frr. { 

ii9gmm , »r fi À/ifrrn, fé IM» im v*- 
fusti IM» /•» fmitt ùntTMmmt» »•• 

€%mM ATLETA , ATLANTE . 
Kfiimif[ligrfu9a§, 9 firn ufitmUtéO^ 
rimcifh àtiUféntU , ftt^jRff ntìmt%r 
me TRAVE, SCALTRO. iTi'rrov 

di /è im mmp déits fmfìm UL9U 
R, t/^S, r«»« ALTO, PUNTA, 
>, ASTA. /• fritulfié di éitfiètu 
U S, cfOTtf STORIA , STUDIO,* 
•mÙM U S mlfriwfiun^^ ftudt i 
DiK* CASA , €9mi tutu IttfrM S sa. 
iHtw . Jisddt^fUifinei tmKt*^tU*p*- 
uédmgMH tdr sltrtnmft^mnti * €tmt 
>, PETTO fc. 



«N HMf^pif , • médditturt, V!trek,Ert9f,9» < 
Quelli rali mal^kenrì fichiamaBoaFì- 
rcnsc niafo fingim , linguacce , lingue 
firacide, fingue (crpeatioe, e liagoe ta- 
bane. £^««r.s.i. Dubiro, non abl>iaino 
a ire in voce di tatto Fiitnze per cene 
lingue tabane, che ci fono. 

TABARR ACCIO. PfgghrMfédlTsk^r. 
rt; Téksrfcmniw, Bgfm.Ort,a,xS.^^ Hz 
prime un tabarraccioa'ha cacciato. 

TABARRO, ^i mM9»9 , ckt fli «#. 
mitti €9muH€mi»ttf9rttm9fgf9^£Ìimiri ir«- 
Jtlmtnil, MsHiéllg . ÌAt.fmém , fgmdm • 
Gr. Tp/';S»f.^fcr.iirir.7j.if . Io ti lafcerò pe- 
gno qae0o qbio tabarro di tbiavaio ce. Si 
cotefto tabarro , oche rale egli / Ft^me. 
Séitch.H9v, 1 s s ■ E eoo quello ti racconcerà 
i batoli de* voilr i tnbtriì . MUmg.fgm^aSi. 
Sena riderfi piii ^«1 nrio tabarro • 

TABARRONB . ^ccrgfeW. di Tsksné. 
frsme,Sscek,»9v,Èoo. Ella è colà da ave- 
re diletto a vedere ec. i nuovi gabbani , 
i nuovi tabarroni, e le antiche armi • 
B9rmwOrt,M^,^S, Cne dietro gli veniva a 
paflb lento InviInppMo in quel fuo ta- 



TA 



BACCO* Erlrdf 9hifgt^iér9n^é- 
ig dUimtj fimmftieM , ^ hrmcl* frr 
^ug Ujnmg^ 9 fi riduc9 ìnf^mtrifwT 
ifufgrU umfi i è di trt fftt}t ^ t 
ìfi smeht Erhs tggima, Lif* tl^nU^ 
t!'¥im.dife.2,^. Qoeirerba , the per 
I un Giovanni Nicot fu li pnma 
portata in Prancla, e alla Regina 
donata, da' Franzeli Nicof^^nave 
Rr^'oa vien detta ec. e digit Ira- 
rmilmcnte tabacco s'appella* Jttd, 
HI' Seri ile di aver tncrib in opera 
rabacco in polvere. 
lALLO. Ktd, Mmn9t, DjFlr,^^. Le 
pre fono alt tesi due flrummti dì 
la fbg già d i da e g ra nd j pcn e o I e ve* 
i cuoio, e per di fopra nel l^rgo 
K>cca coperte con pelle da famliii^ 
fi Tuonano con dnel>acc:hettc bae- 
con etTcviceodevolmenrca rempo 
la Timo , 01 fbpra Tabro df qttc- 
tmentì detti poi tabalfii cptclen^ 
re timballi . 
lANO. ffietfi trngMMW^ÙMtié é'Ut^ 



TABEFATTO . K L. ^ddn ìnfréUieis 
U . Lat. tédnfàSmt . Gr. fuipm9^ut,%Amgf. 
•4. Mi le tue molte tirano il.licore Me 
fcclato col limo, e tabefatte Corrompon 
r altre, e nmeton con dolore. 

TARELLA • Sin$m9mi9 difu9ff énfi" 
ftfi • tk9 fi fmgmd U f9tHmMms sémtti fa 
V999 dgìh téumféimg . Bnrcb, r. 91. Monte 
Motel di fuor tutto lummava IHelgran ro* 
mot , che ftcten le tabelle . Bu9m.Téute.i, 
I. Afnottdi legnai che^ colle tabelle/ 

1 1. Tgr'mgt^, védgCtMetkiMténtCiér» 
hmg . Lat. géf^rmlnt , Héttgf • Or. mtÓKt- 
%#i*. gr//i»r./t».a«8. Convien, eh* un 
dì mi frodi una btlacchi , Ptr 0011 efltr 
più giuoco alle tabelle •• 

$• II. S9msr li féb9lU dtitfg sdélemm^ 
vgi9 Dimg aa«/«, Skfjfévh, lAVhrldtrg, 
Gr. xXfwér»» • Cétr, bn, 1.17. Se tornere- 
te in qua inalato , vi foneremo le tabel» 
le dietro. »u9m.Fkr,j.yti. Perpetue le 
tabelle Fé Conu del fno dir erode , e 
'mportune . 

TABERK ACOLETTO . DIm. di T* 
yerms€9t9 . Lat. Màiculm • Gr. 9Ìni9i&f. firm 
^f» S7. C* mi veast veduto attaccato a 
una colonna f e. oa tabernaco!etto,efltto 
al quale erindiplate incarta non (bebé 
figure . 

TABERNACOLdfO. rjkiiMWffef#t 



L«t. éÈdhmIs . Cr. imitm. FrXtkrd^hriA 
R, Era naolto divoio d" un tabernacolr- 
no della Pdffioae dipinto nella vlatnae* 
Ara. 

TABERNACOLO. Cét^nèifd, ntlU 
fuétlt fi dipine999 , f e9HftrvéM9 im mét i n^ 

di Di9 , 9di S*mti \9fidk9 di i|ÌMlMM4^ 

ptg «/rr* tdifii^ fsf f9 s fmtU /W^ìgfiA»- 
IM . Lar. tmhgruéttdmm , fsegllnm , f«ro^ 
rhim . Gr. i^hff . g«rtf.iKnr.7|. j. Veden- 
dolo ftare attento a rignardax ledipin^ 
ture, e gì* intagli del tabernacolo- Kà/I 
Mttffl Sì s' avvide , che 1 tabernacolo sì fi 
viiiò • %^m,FsHd^\, Qpando io eUn alla 
donna rota congegnata tutta la cafa , Ter 
ratici in camera ella, ed io e' inginoc- 
chiammo al tabernacolo di noftra Ddn< 
na . M»ijf^s«si4« E dice : <iuefii mi paion 
miracoli; Facdam qui fai , non che tre* 
tabernacoli. 

TABP. S9rtéi di Dtàff9. rjrr*./ir.p» 
a^S* V abito de' Fiorentini, paffato il 
dicrottefimo anno, è la Rate, «quando 
vanno pct la città , una vette o di raia,or 
di rafcianera ec.foppannata ditafietti, 
ed alcuna volta di crmifino , o di tabi . 
Csm4.C4tm,tfj. Tabi, btlfi', renfe, e fe- 
re, Frafche, ftvole, e novelle Ci bannop 
vote fé fcatfelle. AMW .|.t. E tainn, che 
ù rpaccia i mìUioni , Mandi al pretto 
il tabi pe* panni lani. 

TACCA . PrgftUmiwtg Fknd ffth • 
itiLM,P9l, Certrarbori, ne* quali fi fan- 
no ettte intaccature , e pec quelle tac- 
che elcono gocciole. Duv. rt/lr.f^^. Fa- 
raivi quattro dita fotto un rortorio di 
tre, o quattro tacche, ond* egli sfoghi, 
e fi ftemperi. 

$b L Tmees , fi dSa mnebg Vn iiguttt^ 
divift fgr h hmgg iméugfMffi , Jkth fiM. 
li s rifc9»9r9fi fém»9 egrtì figmi fitedi fgr 
mgmgrié , ff rifmfs di gilif^ chg démm»^ t 
t9Ìg9n9 f9km « cfgdgnt^ , th9 fik e t mmm » 
m9mtg dieism9 Tsglis. Lat. ufgrm, Gr. 
néSi^, Mil,M.M. Egli non hanno let* 
tere, nèfciittnre ec quando hanno a &• 
re Tnao coli* altro, ranno tacche df le- 
gno i e Tnno tiene la metà < e Taltro 1' 
altra inetà. (^ando uno dee pacat la 
moneta, egli la paga, e ftfi dacV altra 
metà Mia tacca. 

|« 11. Téces , fi din émelm gmgl fMv 
di WAArjaafjafa, chg è ìàlvgkm im/ iéigii9 
dgl g9lt9lt99 9édtr§fgrr9 , fimitg édlmté^ces 
dgUs isflim, Fir.ii«v.4^|f. Fattofi dar 
dal fratello nn certo atfoiaccio tutto 



A a 



pieno 



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TAC 



TAC 



Pieno di tacche, col quale alcuna volta 
il labato la moglie gli (diceva ia barba «lo 
mife ibi cafTone • B*nv,CeJKOt*f.ì ^9. Si ft 
a i detti ferri alcune taccile» co* quali fi 
igroila r opera . 

5. III. TACcéy per fìntìlit, vate Tìcctim 
i^mscehis, Lat. mucuU, Gr. pùr^. Ttf. 
I^r.5.^. Gli uomini aniiani dicono, che , 
I ( «"{ ifa/itifc9 ) non nuoce a chi lo vede im- 
prima , e la Tua grandezza , e*fuo*picd:, 
e le tacche bianche (ul dolio, e lacrefta 
lono proprie » come di gallo . 

i. IV. T«#f4, permttdf. véth Vi^tt.Mék 
i'gf**' Lar. ialfiSy mmcuU ^ vìtìum , Gr- 
Xy>9, p'ór^^ X3XCT4?. Lì^fr,S,nt,CW\ 
biafìma Io rchernitore , fa noia a fc mede, 
lìmo , e chi biafima lo malvagio , acquifta 
delle fue tacche. 

). V. r«cc4, dielékmt snehtpir Iftéturs, 

Quelita, 9 Jtmilt $i tC M§m9^>i d* ttltr^ 

anifUMle, come: Bella tacca t u§mé,belU 

j iacea di cavallo . Lai. ferma ,ftatura . Gr. 

fiiiyt3'^ . v^wfrr.r»/.!,!. Come io capi- 

Ito Alla Corona, v* aocchiai una giovane 

I Oellt mia tacca • £«# «■•Fitf •f.4.9. £ d* una 

l.llefTa tacca ogni altro arnefe 9 Mantel, 

\ beifccra , bxache, e calze avea ( foi ftr 

' Jìmiltt.') MalM,^\^, E* Tao amico, ea è 

;pur feto adeflo Salvo Kofata un uom del 

la fua tacca . 

$. VI. Sfarg^ f TtHtr» fette UtaccM del 
X9CC9t0t maniera di dire, chi vale Stari , 
Tenere ctn f^ran feggetjene • 

S' \ll.*ytvere alcune nella tacca del tjc- 
Céle , vale le fteffe , dtt %Avere in ente .^ Li- 
Ik'-Sen^^S, Nella tacca del zoccolo io t' 
ho y Gi^i . 

TACCAGNO . ^dd, Mìfere , ^vfte . 
Lat* illilferalit , ferdidui . Gr. «ffXfvS^f 
P^9 pvvecpef . r4c.I>4V.4»A.2.34. Con 
gente sì taccagna • crudele , e l'upciba 
puof» egli altro, che maotcDcr libcftì» 
o roofìie? Fir,éifc,an,9à, Partiamo d'ac- 
cordo quefto tcforo ec a cui quel, che 
aveva del taccagno* rifpofe. tuen,Fier, 
*intr,j,y. Tu vorreftl, eh* ci foflc , Pet 
quaot'io veggo , un furfante, un racca- 
igno. Aff«3ì.y«f<ia. Un vii taccagno» nn 
! Aictin mendico. 

; TACC AGNONE . ^eerefcit. di Taces. 
gne . £M«».f irf.j.2.x$. £ pagai loc la fiera, 
Taccagnon , che ru fé* • 
■ TACCATO. *Add. Piene di tacche, eie i 
di macchie^ Scrediate, Làt» m acuì is a fier 
fus , maculefits . Gr. «aTKf rxT^, ^r/X». 
<ro« . rr/lAr.5.5. Ifatilis e una generazio 
ne di (er|>enti , che vanno lenramen< 
I tfl , ma ci li è ai bene laccato di divetfi 
[colori eh iati , e lucenti» che le genti lo 
; veggiono volentieri. Eeap»s7, Un'altra 
maniera di uipi fono, che fi chiamano 
cervieri, che fono taccati di nero, come 
leonza*. £ eap.ju £ l'ale lunghe infino 
alla terza paa< della coda, e U piuma 
di folto la coda fia taccata • Beee,mev,j7, 
as. La fcolare, che di mal pelotvea tac- 
cata la coda, diffe Cfuiè dettein manie 
r-a preverlf, d\ perfena , ebe tenga a mente 
it *niitme , -s per fé .iti nel difiderie di v 
ditarfi) 
TACCHEIUSLLA:^ nimUiTdccét. 
|. Per metaU vale Vttje . • Ma^bis di 
eefimmi » X^rjakecula - Gr. nuxi^ve . Baee* 



f»«v,tfo.7. Seozachè «gli ha- alctuie altre 
luette ». che it taccioo 
per Io migltote 



taccherelle con queti 



TACCIA.. ^•«*, Msncamwmte ^. Cel- 

fa . Lat. mends , vitinm . enlpor , Gf . 
TtaÀ^juìt . Fav» Efep^ PoflTamo^ intea- 
dcxe pei la aiagioiia lei tiranno ciafcno» 



taverna , nella quale hanno luogo Igiu- 
catori > e* cioncatori» e uomini di mala, 
taccia (fHf vedes di mala Jamé» di eat' 
tìveneme ) 

TACCIARE. Détre altrui mal noma , 
imputare, LMUerimiieari ^in/imulare , Gr. 
eu-nSAtA ,Fr,Oierd,Pred. X, Oziofi tac- 
ciano fublto il prolCmo di quello loro 
vizio . Tratt, fegr^ cef* denn. Tacciava il 
medico dì poca avvedutezza • Varcb.Er- 
cai. 75. Tacciare alcuno , e difettarlo è 
non lo accetti re per uomo da bene, ma 
dargli nome d' alcuna pecca » o manca- 
mento. 

TACCIO. Dicìame Fare un t accie i e 
vale Sfagliare , Finire, Stralciare . Lar. 
craffui a/timare , Gt.vaxffXtèrt^cvn/u^r, 
Ceecb.Servìg.^. 10. Veggiam di fare un tac- 
cio feca, e datti II manco, che fi può. 

TACCOLA . Vccttte Uifuace, fpci}e di 
cornacchia . Lat. ceraeìas • Gr. KO?aM.ieìi . 
But,Purg. 1. 1. Le figliuoledi Pierio , che 
furono mutare in piche, cioè in gazze, 
ovvero taccole , imperocché queftc due 
rpeite d'uccelli paiono eflcr d*«na roe- 
dcHma natura, fenonchefonodiverfcin 
colori, che le gazze fon nere, e bianche, 
e le taccole fon tutte nere. 

§. Per Trefea, Ciueee, Fir^ifc,an,%o, 
E come quelta taccola fu fle durata mol- 
ti giorni ec. e'fupplicò un dj all'uccel 
lo , che Io menafle a veder ì (noi com- 
pagni. £ Luc,z,i, Bè, q^oanto ha a du- 
rar quella taccola, vifodi pazzo/ Lafc, 
Spir, i.|. (^aefta taccola dorò qnafi per 
infino a giorno chiaro. DavScifm^óó^ 
Trovandofi utile qoefia taccola , fem 
pre, mentre vific, peggiorò la moneta* 
£ Camh ìoo, Nohdaaltro regolati» che 
dal fare in modo» che la taccola pofia 
durare. 

T A CCOL A RE. r;4r/4r* . lAUgarrht , 
ekfireptre, nugari • Gr* ^Kmtpiee, ^(ie^. 
9é, Per voftro avvsfo ad nnoue io voglio 
ftarmi ec. Ataccolare alfrefco, al pon- 
te, e a* marmi. 

i» Tacce/are , /Idice anche per Trtfearei e 
t alerà per ^tercare , Piatire . Lat. cent e n- 
dere, sliercari, Gt»*ptl^e*9> 

TACCOL\T A . il taceelare , Lat./*r- 
rulitatf nuga, Gr*0Kv»9m. Vareb,Suec, 
4» «. Tu mi ftai a raccontare taccolate , t 
delle cofe. che m' importano la vita * 
non mi drntilla. 

TACCOLATO. ^U,daTa€celare. 

TACCOLINO . Spetjt dipanttereKX.* ,f 
grtffelane. Lih.Viagg, Ancora r*è Ucafi 
d'Erode» nella quale fiie menato, e fiic 
«efiito d'un afpto tàccolino. TrMt^ev* 
fam. Ove bafia ite agnellino tOtaccoLinoi 
fefu fibno lavoratori » o pecorai , perche 
tu abbi afi*ai danati » non gli veftir di 

Sknno fiae . Guitt,iett»R,\l Tao veftirecri 
tto di povero, e vile tàccolino. ?rc«r, 
I.7.MV. I. FeceiàteuBa robadi tàccoli- 
no alla moglie^ falvoche la ^attedi die 
tro era di fciamico foderata dermeUlni ^ 
itedJett.t.fl, Che veramente il tacconi ^ 
no apprcfio de* nofiù antichi fbfie uni 
foru di panno» e Danno vilifiiroo , lo 
■ricavo dalle Nobile del lecotone ma 
.nufcritte. 

f . Tatceline , diciamo sneBe eggi di Chi 
pmU affai; efènes^veruufendsmeni$,Lit* 
garrulus » Gr. Vcix^ . 

. TACCOLa. Tr^a ,Seliem^, Tsteeia, 
melfitnifie.delj, 

i, Taetele » il dìcUuif nuche pir C*fa 
ueiefa, e imhre^ltatn- 

IlACCONClNO .iKa^ diTaarMM.Lat. 



TAC 

frufiulum, Gt»rt/utàxi09, Buen.Tanc.^^, 
E mi avea con que* dato un racconcino 
Di carifefecca, ch'accftor la coffi (^ut 
per fimilit, è vale : un pexiftte ) 

TACCONE . Pe^KP dlfnele , ette iappU- 
ca alle fé arpe rette . CantXarn.^^, Con to- 
mai, e rtamezzaroS'ìld'un pszzo,e non 
Uccooi. Buen,Fier,^^.\9, E ficea di tac- 
Con la gelatina . 

TACENTE. Che tace. Lat. tacem , fi. 
lens . Gr. «"/wrVrac . Dant.PAr.zo. Come 
*l fegno del mondo , e àc Tuoi duci Ne! 
benedetto rofiro £u tacente, •^mv^.^tr. 
7'hì' Selaperfona è tacente» dico, che 
quegli è favi». «Wiirr.pj. Tutte le don- 
ne aveano parlato, tacente Lia. ^4lam, 
Celt,2.is, Nella tacente notre alla fred- 
da ombra D:l fuo ferro iàral fenton la 
Piagt . 

^ TACCHINO. Neme dì Libre fimiìe a'. 
Catmanàcee, elunarle, Dett.lacDAnt, A 
voler giudicare. Sì conviene adequare 
Imprima il taccuino , Per vedere ec. 
Merg. af. 114. £'1 taccuin remenfo Mi | 
naccia il ciel di qualche cafo Arano . Cant, 
Carn,^. Siccome apertamente s'èdimo ! 
firoȣ la ragion del taccuino apptova. 

TACERE . In fign\fic. neutr, e neutr, 
paj: vale Star ebete, Nen parlare ,Se/tar 
di parlare, Ltt, tacere ^filere , Gt,ciyùf, 
iriaiT^f . Dani. Inf.x, Tacerte allora» e poi 
comincia* io. E y. E di fie; taci, mala- 
detto lupo . E Purr^^i, Ancor dlgefio 
fcende » ov* è più bello Tacer , che dire . 
Becc.nev,^t, G'ì ù tacea Filomena dal- 
la foa novella efpedira • B «•«.tS.tf. Aven- 
dola il conte già due voi te dimandata del- 
la cagione, perche fatto l'ave (Te venire, 
ed ella taciuto » altiroamcnte da amor 
fofpjnta eccosì mi cominciò a dire. £ 
h«v.^rjab Io mi taccio per vergogna del- 
le mie ricchezze. Petr^an\^j. E g\9w 
mai poi la mia lingua non tacque , Men* 
tre potéa. £/•>!• Né tacendo' porea di 
fua man trarlo, - 

i. I. Per metaf. Lat. /Sere , fukfcere . 
Gr-'T/ya?», xetvtd^tu , Petr,fe»,iji. Of»| 
che J cielo, e la terra, e'I vento tace. 
Be£c.g,6.f,^, Le leggi, coti le divine , 
come le unrane , tacciono . Dane. Inf» 
j. Mi ripingeva là , dove 'i fot race . 
BMt. ivi; Cioè nella (elva detta* di fo- 
prfrf dove non luce lo sole , e però dice 

I3CC. 

ì. II. in fynifih.att, vale Paffarcen fi- 
ìtHiJey Tener fegre te, Lat. filentie in vi- 
vere JlUeniie proferite ^ filere • Gr. O'iyaf. 
B*{c.nevj&.\. Né io altresì taceiò un mot- 
fu iato da un valentnoma fecolate ad 
uno avaro rcligipfo» Petr.fen. t9, VtetgO' 
I gnindo talor , ch'ancor fi taccia» Dan- 
nai per me voftfa beliezaa in rima. S, 
GriftJL Che mi coverebbe a tacer le pa» 
rok ,. poiché i fatti gridano ì 

TACERE. Neme, S ilenaje . Lti, filtn^ 
tìnm » Gf • «-lyi^ . Ovvid, Metam,. Slrad, 
SitiZM compagnia andò pet li mutoli ta>> 
cefi della mezza notte*. 
' T AGIBILE. .Add.Die ti cerjr. Da nen 
w parlare . Lat. nefarìus . Gr. apfi^r^ . 
Capjmpr,^, Ciafcuno a'aficnga dal taci- 
bilr peccato carnale, e d.' avolterio . 

TACIMENTO, il tacere ,. Lit. fileni 
fimm^ taciturnitas.» Gt,^iuvi , Declam, 
Slmintil. C, Il quale tactmento è fegno 
d'Innocerzia . Declam, Slt$$ntiL P. A-vol- 
Ecto farebbe ptovato tacimento dèi pa- 
drc . But.Par^i, a. foofcs filensio ». cioè 
cadmeoto. 

TACITAMENTE^ ^werkCe» Htci- 



TAC 



TAF 



TAG 



té€iit ycìma • Gr. Tiux^-itii . B»<e,m9V»iA^ 
IO. In c^it di lei medesima tacitamencc 
avea.^iio fare aa bagno . £ ii«v.i7-4a. Ta- 
citamenre colla TuAgnire dcìU rerra en- 
trato» molti fopra le Ietta ne pcefe . Bui, 
ii^.7. Tadtamcncc rimpioveca a Fiuto, 
e a Satan , che furon cacciati dal cielo 
per r An/^Io S. Michele • MsffirutX' i 
tfS. Siccome la moglie ha tatti i beni del 
ouiito tacitameace obbligati per la dota 
{oa , e cosi è data al maiito per le caie 
parafernali • 

TAC ITO . ^éd. Ch€f , K»n fsrìmntt . 
]jiff^<<*'; Gr. riarTi^pef. BucHty,»^, 
«1. Il convito, che tacito principio avu 
IO av«t • ebbe focoro fine • £ nwv. 97. la. 
Parevano nomini adombrati, sì tutti fla 
\an tacici, e folpefiad afcoltarc. X>4«r. 

I i b'^.S. r vidi qneir efcrcito gentile Taci- 
ii>3 pofcia f if'jardate in foe . Petr,f—,%6, 

Tacito vo, che le parole morte Farian 
pianger la gente . B»t\.Véireb,i^T9f.ì. Men- 
tre eoe tacito meco medeHmoqueUe co- 
le riandava ec. mi parve * che l'opra il 
apo mi lùflc ona donna apparita. 

I. TmcÌU, per Hi* ietf , S»ninttf», 
la;. r«rifaii. Gr.^/a^a»>ctfyÓ<«. B»cc^9m- 
(/•a. Ad alcanir corct:e ec. qaafi a tacite 
;!^':ftio<si moflfe di rifpondcre intendo. 

I I TACirURNlTA', TACITURNITÀ 
ilDl, • TACITUKNITATE . L» /?-r 

jckfa, n 9tn€n^ g fsr JtlunJ* , // m» 

■ fsHsn, lac. iégcitumiséu . Gr. ixi/Ao^itu 

. /Iirr.afv.a7.4s. 1-a taciturnità fttfa per lo 

} jftclcodoloie rapprefentato ne* veftimen- 

; • n olciiri de* parenti di Tedaldo . Ltgi.S. 

C.ff. Sì li mandò fopra la piaga della ta» 

citiirnitade. cioè 9 che li tolfeiapoten- 

ta del favellare. A/ar.,f.(jnx. Vedendo il 

canto della predicasione ftare in fìlentio, 

con doIoK. e tacicornità d mettono a 

pia viete. 

TACITURNO. ^dé.Ch€i0ee,Ch»fiM 
«Wffa.Lac i^cismrmuj. Gr. «'/a»T«;tf . u^«. 
£aW.j|. Matti a fé credono la moglie ne' 
un del marito eflere più taciturna , che 
Ciliao medefiml. Btum, Pier, 4.2. t. Si- 
'ie, o n falle baie» Taciturne, o Io 



J. ^rr fimiiif.fi dice a»eb* di Céfa . ekt 
■«!/«• m9i» mém fm€cUr9m9re , hit.féui 
^'Gt.wtw^sif, ^r,Fur.ji.7^ Quan 
do é\ fin fcnte dopo induge tante ,Che il 
taaiorno chiayiftel fi man va. 

TACIUTO. ^dd.MMTéutrt , Ngmdtt. 
fi. LtufiUtthfrMtermiJfus. Gr. raaxXJ- 
Xii/aA< «'>•«. 

TAFANO. Ufitf vintile, fimiU éJls 
mtfcm, M« slfusnUfiulump. Lat. r«*« 
•w. Gt./aifoJ/.^s'p^. /acf.»n/.77.$J. 
T erano mo(chè » e ta&ni in gtandidi- 
ma qototirà abbondati . £>«nr. Imf, 17. 
QBS'do Jbfl morH O da pulci , o da 
■olcbe, o da ttfan:. Af*r. S,aut. Voi 
l:iciatc il taiaoo» etranghiottiicjlcam 

BniO» 

f. Diciéum§ im S/eberx»: *^irélkMd0*9s- 
ftmi, the VdleTsrdi, IniermeéU met^e di, 
ft'ciuebi ^nell^ dnimslette »•« r m^a , fé 
•M è site il Mele, //j/a. io.8. Perchè il 
' Bìco air alba de* nfiiai Vuol cxncidaie 
CcgoUr battaglia . 

TAFFERIA, ^^f» di Ugme, di fetmm 
fmile mi lM€in9 . t,tt.f*timm. Psllmd.Fek' 
^- |i. Altri in nuova tafferia , o tetto, 
ba'lgefib (ecco, fpa trita Tuna dall' al- 
ita, le ferbano. But^urg^ix^ £ dicefi 
t Satira » che era ani tafferia , ovvero 
ftodelTt » che a' offeriva tgl* Iddei . Bel. 



lime. /•». aSo. Deh rompi di tna man 
!a taffetà . Bu»n, Fitr, s* 4- 4- Veg^o 
Turchefche taffierfe di drappi, e tele Pie- 
ne. 

TAFFERUGLIO, r TAFFERUGIA. 
^^ • i^M'/'f «if di melie rurftme in eenfufe . 
Lat. tuTbjt , turhtlU r!x.* . Gr. i^9»yi t 
'm.99'x^iliC'9 9 ipti , Tme,Mmv,mnn, r 1. 170. 
Nerone per le vie • taverne , e chiatfi tra- 
veftito di (chiavo con mala gente corre- 
va lecofeda vendere, ef^cevataff'fruffli 
sì fconofciuto , che ne toccava anch* egli, 
e neportòilvifofegnaro. Merg^sAg. E 
fé fi fece pili d* ona morefca Giù nell' 
Inferno , e tafferuglio, e trefca. B a?. 
^S« E' lì vedea cader tante cervella. Che 
1'.* cornacchie fiiran tafférugia • Vmrch^fiw. 
8. lyS. Si trovava, benché vecchio , a 
taffrragli» in giuochi, etrelchc con gio- 
vani . Ceceh. Cert, 1. 4. Lo fcoprir* or 
quefta cofa (axebbc Troppo gran taffe- 
ruglio • 

TAFFETTÀ'. Te/4 dt/li* Itfgerigmm, 
e arremdévle . Lar. Umkjciaum . G r. fii^- 
Svtitvet , Vmreh.fer. j. tai. Era qnefta 
bandiera di taffettà mefl'a ad oro . Aur. 
eh, I. a4. Sago di taffettà di carnefecca 
( ^ui in tfcher^e ) Csr, Utt, 1. 51. Farei 
quella di ccleftto chiaro, eqaeftod*un 
velo » ovvero d* on taffettà fcoro cangian- 
te . 

f. Tmjfe$tét , fidice mnciit Certe mrmefejmt. 
te delU medepmm telm , eem cui tmlmm le fem- 
tmime fi cueprmme il em^ , e le fimìle • %Alleg, 
57. Chi r ha rri(alata d'un paio di ma- 
niche di tela vergata d'oro falfo, chid' 
un taffettà co* dinderli d'orpello. 

TAGLIA, ilt^limre, l^t. emdet ,Gt. 
tt/ui; Peel.Oref Non è djBoqae giafto« 
ma ginffiflimoil ragliamento, elamot- 
talita di coloro, che non gluftamente il 
male , e la raglia feguirano . Gmid, G, 
Grande fue )*abbatr:inento, e la taglia. 
Quinci, eqaindicaggiono li morti. Aìv* 
M, Grande uccifione, e grande taglia ne 
farei. 

$• I. Tmglim^ fer Im^fitjeme, Ormvet 
V>. lAt.i»di£t'ie , xnHigml, Gr. apavlQ^y 
rp/uBoKi. C. K 9'->ia.i. La cagione fu, 
perchè i nobili gli gravavan troppo del 
la taglia, che aveano a pagare • Cem, 
/f»/ 7. Li Principi laici per ragunare pe- 
cunia con diverle aenerasioni dirai^lie, 
e di gravamenti affogano il fuddito. B 
la. Sono alcuni, che fotto coloie d* al- 
cuna signoria impongono taglie , e gra- 
vamenti . 

§• IL Teglim , egei fttt remmnemtmte 
fi dite il Preji^fi, ebei imfeme mgli pckirnvi^ 
efimilit fer rifemttArfi, gd miche ^netle, 
the fi frem§tt§^ e fi pmgm m chi mmmm^itjm 
symmdtti, 9 ribelli, Frmne.Smceh.Htv. |8. 
p!io(ongli ducati cinquanta di raglia, e 
lafciaronlo alla fede . Vét^eh, fer.^ 19, 
£ di più • che il sig. Cammillo ec. do- 
veffc fubitaoiente» fé nza pagamo qua t 
trino di taglia , cffer liberato . Smlv^ 
Grsmeh.^.u Fai bandito Di queffa rer. 
ra » e perfeguirato Con gro(fiffÌaie taglie . 
gif«ii.Fier.i.j.i8. Od metta la taglia , 
Fet avet fatto un tratto un manichetta 
A unfilofofiioldicappa, e fpada* Ben§, 
rt'Mi.i.ij. Si maoda via con taglie» ebao- 
di efprefli. 

f III. Tmglim^fw LegM. Itt. fmdut, 
Gr. ^r9ffi. O.V, f.So.i. Ch* etano al 
lora in taglia col comune di Firenze . 
£ emp.Z^ X. Vi fa intorno .ail* afiedta 
ie mafnade da*Tedcfchi, ch'erano alla 
taglia de*GbibcllÌAÌ di Tofcaaa • £ 7 



t4.a. Per pagarIeffiafnadede*Tede(chf, 
ch'erano coi conte Guido capitano deU 
la raglia. 

$. IV. Tmglim , ^r Is Perviene di ekee- \ 
cheMm , che i celtegmti eenvemgeme di dsf9 
neFfmr legm infieme . M.V.S.^ Con pat- 
to , che' Sanefi vi poteflbno entrare colla 
loro parte della taglia de cavalieri » 

|. V. Tétglim, per -f^/i. Divi/a, U- 
vrém , Fetgis . Ster. ^ieif. Li lbppraddet« 
ti cinquanta, tntii veftitiad una raglia» 
giuflfera a Pati/|i • Mmi.tmf.99**- Tenen- 
do famigli veftitiatagliat e fpeoditori. 
Vii.SS.Psd, Avea con lecodonselli,e don- 
selle tatti veffiti a taglia . DMr.//.5.a|. 
Egli aveaa cappe con cappaai balli Di- 
nanzi agli occhi fatte della taglia. Che 
per li monaci inColognaiaflI. 

§. VI Té^tU,Per ^rhltrie» Veleni i . 
Lai. éuhitrium , Gr. >v»uf • Se». Pif. 
Quando m vuogli m«iire» qucffo è m 
tua taglia. 

^ Vn. Tm^im , ftr.Tétecs^ nel fignifi€. 
del ^. I. Lat. tejfirm . Gr. ^/Uifi9k99 . Vel9. 
Celi, ij. Si feghino quefti laroi ia qae* 
pcut, che ne cleono » t quali pesai cosi 
rpiccati di lunghezza tre quarti di braccio 
1 ano, o ia circa egi: chiama talee» la 
qual voce s'è nMntenuta nel noftro par- 
lare, ma s'afa oggi in moftrare altro.che 
g'à non d* altronde (bno nate qaelle • 
che nel regnare quel, che fi vende a tem- 
po» noi chiamiaaao taglie. Bern.Orl.t.'jm 
18. Non d tìen conto d' abbaco , o di 
taglia. Ma ognun di contanti vuol pa* 

g^'^* « 

y Vni. Tmgliéi, fer NmfM. ^umlitd, 
Jdele^Crmndewm^ Mifurm^ Stmturm .Tefe-^ 
reti, Br,'tì. Che ion sì divifati ec. Di 
corpo , e di Azione , Di sì fera ragio- 
ne, E di sì ftrana taglia . Beni, Ori. i. 
IO. 9. Gigante non fu mai di miglioi ra- 
glia. 

i. IX. !>' fff^Ksimgfis, valeTrsgrà»' 
de,epiecei9 , Lat< medieeri» fimturs, Ceeeb. 
Stisv.x, j. Le cameriere convengono a' 
nobili,' E non a noi, che fiam di nKz- 
za raglia ifMk/^Hréistm,9 vmle: irs me>~ 
hUe^ e igmehiUy 

i. X. Tmglìs , ehlémimme smehe Mite 
$t rumeni e meccmniee^ eempi^e di edrmcele 
di meimlley per muevere fefi grmndi. Lar. 
trech'em. Gr.'^90X'f^f9f. Fr.Gìerd,PTed, I 
iDaeftri, che vog^ionocollare, o rizzare 
un gran pefo, si ordinano molte taglie, 
e molte nini. gatM.FiVr.a.^.is. Argani, 
verricelli , e taglie, e coni . Benv, Celi. 
Ortf. 1XJ, Avendo poffo una taglia a una 
trave del palco , t meffbvi deitro il detto 
canapo, fi dcbbe l'artefice l'crvire di un 
argano poflcnte a follener^ la detta fot- 

TAGLIABORSE . ^'4fgli,eheperruhm- 
re tmglim mltrui U herjm , Lat. mmniieulm. 
rittr , erumenifecm. Gr. $9keifrt9rifAÌ^, 
B9ce.uev,ii.io. Avendo udito, che pet 
ta«liabi>rfe era ftatoprcfo. 

TAGLIACANTONI. Stherre . Lnt. 
mìles glerie/ks , thrmfe. Gr. ^#«^41? . Cec- 
cb.Cerr,t,\, Cominciò a vagheg^f'ar la 
fteOa ilmioTagliarenroni. gii«n.Fier.4. 
4.ia. Dirompicolli, di tagliai an toni ec. 
Ta nte avance . £ 4. 5 . a. Sarà ftimaro poi 



ai» elofipillanra 

TAGLI AMENTO, il tmglisre . Ut. 
imeifie ^ feSie . Gr. 'ttfei . O. K. 7- aa, 
a. Di li faceaao gitttg £ao ri, moftita^ 



TAG 

da che folTe del ragli tmento del maro 



TAG 



TAG 



dclcftfteilo. ■M4#/(rt»^^.i.8s.Tuo(fi con- ,ci rivedremo. £ difc,étt,jo. Venendo a 

trarre matrimonioconquella,ciì*èiftrer-'^~-'~ '^^'—- *--»■'■ ;„:^- 

ta , ma per ragliamento fi paò fareatra ' 
ce. Dice Uso • che non crede > fé non fé 
quando è Atro il ragliamento, ^^nigh, 
tf j. Squali la nobil ^ta gli diede difarma- 
to al ragliamento .Tr. a.S.4.Concio(fie- 
cofachè l'uno > e Taltra^i^re fi» di 
rara fuftaam'm, comunica la faaTÌrtà tir 
altro, e cosi delle vìttadi mifchiatc nel 
laogo'del tagliamento è iàrtoibgo di 
nelcolare virradi • 

$. P*r IJecifkm . Lat. céUts^ Gr. ^f fO^ » 
C, V. X. |a. |. Nella qaale ebbe gran ta- 
gltamentodi Homami - M, V. 4. tj. Pochi 
di appreso il tagliamentodc*citndifii di 
Bologna . 

TAGLIARE . Divlint , Stpwért , • 
Fmrfiitfmrti é*ums ^UMHti9me§HNmmse$H 
ijtmmtm9§ fégUtm§^ Lat. imcid*r§ ^ficAr* . 
cMdtrt . Gr. Tt/uvnv . Dsnt, Péw, itf. E 
molte Tolte taglia fiìi, e meglio una» 
che le -cinque ipade. B§ce, név, ri. io. 
Egli è qaà aa malvagio uomo , che m* 
ha tagliata la borfa . £ num, r a. Facevi 
a ciafcua ^ che mi accnfa t dire , quando» 
e dove gli tagliai la borfa» £ nr».69, 18. 
filando Nicoftratonungiava« l'uno gli 
tagliava inaanai, e l'altro gli dava bere 
< ci9é : trimcìawM > £ nmm, jo. E ad un* o> 
ra te > e me vendica • tagliandolo • MéUm. 
J.a8. E col brando, che taglia, com'è! 
cuce ec. Vuol trucidare ognune^, ognun 
viiol morto* 

$. L Tégliéft » fi ila éncbt V Oftrétt 
dal fsrf , «lUré <bt fi4K€d éslts f t^(« i7 
^HH* , r jf /• éividé fet9mÌ9 is firmM , 
émdt dthha tucirfi • £*cr. «tv. too. 7. E 
oltre a qoefto fece tagliare • e iàr ^iù 
robe bel le «e ricche al doflb d'una gio- 
vane . Frmnt.Béirk, ioi. i j. Dal farto , che 
tagliare Non vuol ^ che 1 veggia > o la- 
re. 

i. II. QndtTàirìlémf9eiut9 il fémm ^figu- 
r»tém, «4/« ^dstimrji al kìfìgM . 

f . IH. Tufliitrt y far fimiiit. véitStpurM. 



Ttgtiamo il ragionamento * altra volta ^•ntm tmp§Htrt . Gr. ^pof frtfietyx»* 



miai! 



I 



'«rq'«r#..i#«#jfr«^,^.i.4c. Se il reo 
iftroe ragliato dalla Chietii , e ifpar- 
tito» ptecca mortalmente , lalvo che in 
cafo di neceflirà . ^ 

^ IV. TmglUn , per Fimtik. Lat. mifcSf^- 
dtr§, Gr. etrtnirttn , Bn^n.OrUi, i,6y 
Ma vo'quì il Jor tagliare • e '1 voftro 
affilano. 

$• V. Téiglisre , • TéglUre s pit^f , V4- 
laUccidert, L«t. r^drrf, iHttrfictrt, •cci< 
dtre , •iftruH Cétra , tmeidàra . Bacc* navi 
J4.I4. Con una fpada in mano or qnefto » 
or quel tagliando de*5aracini , crndet- 
mente molti n'accife . £ mv. 8$. aj. 
Cominciò umilmente a pregar la vno- 
glie, che non grida (Te , a'ella non vo- 
leva , eh* egli fofTe ragliato tutto a peui . 
S9m»bim,Vitr€k. 5- i^- Non folo dava il 
.légno, ma era eHb il fegnodtibandire 
tanti cittadini, e tanti ragliarne a peui. 
£ tf. jf. l'colonntili-de'foldati turono 
più volte rag] iati a pezzi . 

%. VI. Té^lèmpf frs- /# dna Urta , f»»'- 
Und^fi d'éilbiri , a di pimnfe , JS dica del 
Téigltéua 4/ piade fatta U fuparfeie dalla 
terra, Pr, Gnrd,Pred, Non bafta taglia- 
re le piante, e l'altre erbe malefiche tra 
le due terre, bifogaa totalmente eradi- 
carle ec. 

I $. VII. Té^ìisra it réiienamamta^.a fi- 
miti t Vé^iana Tramcarla , • Tarmimarhpri. 
[«M» akeeta fia vanuts la fiat . Lat. ékfiin* 
Wf • Gr. «Ivma'rTM» . fir, Trim* |, i 



noia al Caipigna così difcrere ragioni ec. 
tagliandoli le parole, dilTe. Tmc, iXiv. 
4IM. 4. loff. Chi lo fcantonava • chi , ren- 
duto il falnto » fuggiva • chi tagliava i 
ragionamenti . 

f . Vili. TaglSm- ta pairela im hacea . Lat. 
lefuamtem iniarpallare , akkfeti aliemi, Gr. 
iftx^^f *nt, Vmrth.ErtaLio, Tu m'hai 
rotto la parola in bocca, e alcuni dico- 
no tagliata, il che pare piottofto conve- 
nire a coloro, che moazano altrui » e 
interrompono tf làveilaxe . 

!• IX. Tefglisra il ritarma , la jtrada^ 
• fimiU , vale Inepedire la via del riterme 
te» Lat. reditum pracludera • Gr. vsVcv 
Hd'm.MXeian . Guiec, fer, ii« 5^^ Man- 
darono i loro cavalli, e 15. mila f^nrt 
Tedefchi per tagliar loro il ritorno. E 
19. rao» Oltta *1 Ar tagliar loro certi 
palfi, ricominciò ec £ lai. Serviva ec. 
a tagliare la ftrada a' nemici . Lafc, 
Gtlaf, j. 6, V alno , veggeado l' ufcio 
aperto, mi tagliò la ftrada. £ Plnv 1. 
6, Poco aiuto afpetto ^ perciocché m' è 
ftato tagliato la miglior via (f »«>%*' 
ratam.y 

i.X,Tagliarlacalfjt, •'Irhitbma i ma- 
lfarà pravaré, eha vola le fa fé , che Mar' 

frare . Lat. famam alicufus prefeindere 
Gr. naeittXaeKM» , èiebript&tu . Btm, Ori, 
a. a{. I. Che quel, che me* di voi le 
calse raglia. Colui, che più beftemmia 
orribilmente , Quegli è miglior (blda< 
co, e più valente. 

%. XI. Tagliale le lagna sddaffe a ebk' 
th^a , vale Kuaearli cen cattivi t^tj , 
Sparlarma, Lat. atleti ^ ektrtSare , 4/1 
4«ci* lacerare t lodare, Gr. ««inKatAMV, 
óiaa-ùpfaÒOA • Frane» Saech, nev. lotf. Cre- 
di tu , che io non .^ppù chi tu fé ? e 
non ti mifuri, e biafimi pur me, e ta 
gì imi legne addofTo . Léifi* Pi»(. s* f- A 
vendo iatto fcalpore , mi farei tagliato 
le legne addoflfo , e datomi , come fi di- 
ce, della fcuteinful pie.. Métm, tf. 69. 
Uo di coloro fii, ch'alia pjncaccia Ta- 
glian le legne addoflTo alle perfone. 

i.XìL^ vere urna litigua , eke taglia ^ a 
fende, V. LINGUA $.V. 

§. XI 1 1. Tagliare , figuratane, per Ginn, 
tara, Jugamnara. lÀt.fallere ,iHtercipara» 
Gr. iXocretràtf, Varch. Ereet,^^ Se lo fa 
artatamente per ingannare , e giuntare 
chicchelSa , o per parer bravo, fi dice 
frappare, tagliare, fiaftagliare. 

$. XIV. Tagliare , fi dice anche daTifna 
ri , Ruanda unafi mefctla , a fi temptracan 
r altra , Rad, 4i»n«r.Dir>.ijf. Lo cagliano 
<r 4fcrt> dikrctamente con acque di fiori 
ftillare. 

S, Xy.Tagliar le capriela , vate te /te fé , 
che Farle, Atatm.j,^^, E vede all'om- 
bra di falcJgne frafcbe Fra le più brave 
mu fiche acqua iuo le Parte d: loro al faon 
di bergamafche Quinte » e £efte tagliar 
te capriole. 

i. XVI. Tagliarenfi di Ma^ia , Vareh, 
Brcal, 9j. Quando alcuno dimandato d* 
alcnaa cola non rifpondea propofiro^ ^^ 
fuoldire: Albanefe mefiere S Io fto co"^ 
frati, o Tagliaronfi di Maggio, o vera- 
mente : A^nore ha nome I ofte . Lafc, 
PtnXf a. I. G. Oh quel Trebbiano è fiato 
delicato ! C. A propofito . G* E quei 
fegarellerrì caldi m'hanno cocco l'ugo- 
la ! C. Tagliaronfi di magi(:o 



G,K 10. j}. 1. Luchino , e Azzo gli ta- 
gliò in asp^oo- fiorini d* oro per loro 
rcden zioni . 

TAGLIATA . Tagliamente, Lat. ea- 
det,Qu TVMij. Ak«».r4iK. s. 5. Oh che 
tagliatasi fa, quand' una querce è ro- 
vinata ! 

f . I. Per XJtcifiena , Ltt.cades . Gr.tv.uy . 
£iir. laf, 28. 1. E perchè in qnefto luogo 
fu grande tagliare di gente , però ne fii 
menzione 1' 'autore. 

(. II. Per Ifiimnamente t che fifa in ta* 
gliande etfia , • 4r^fni , • fimlìi , Lat. inci' 
fit. Gr. faA»?. G, y, 10.87. a. Faccendo 
fare fortezze, e tagliate . M. V, 7. 75. 
Fectono fare una tagliata , die com- 
prendea i paflì di quello Stale , per ifpa 



zio d'un miglio, e mezzo tea due pog- 
gi i e fopra fa rai^liara feciono barre di 
grandi, e grofli figg'amodo di ftecca- 
to . Car, Ittt. I. 8. Si difegnano fj>ianare, 
ragliate , magazzini , gran cole s'im- 
prendono . 

S' III. Diciame: Fare una t agliata ^ per 
Minaceìar cen mette parete , aaravanda , 
Lar.fif rrMm«r«, increpare , Gt, tTfn/uvt, 
^•^•'S-S^. Giurando vendicar si fareo 
torto, E minacciava , e fàcea gran ta- 
gliata. Varcii, Brcel, 8j. Fare una brava- 
ta, o tagliata , o unofpaventacchio, o 
un fopravvento, non e altro, che mT- 
nacciate, e bravare, il che fi dìice anco- 
ra fqnartare, e fareuna fquartaca. 

TAGLIATELLI . Nil numera del pik- 
fidicene alcune Pafie tagliate in piaceli pet," 
X,i , che cemunemente fi u fona par farne mi» 
nefire, 

TAGLIATO. ^dd,daTaetiare, Lat. 
incifut^feeatus , Gr. iteirun^fi^ • Beee, 
nev, 69, 7. Trovatoti ta^Iiaro lo fpago 
dal dito, incontanente s accorfe, che'l 
fuo inganno era fcopetto* G.Ki.ja.|. 
T tagliati , e fediti ec fi ridnilero ove 
è oggi la cirri di Pif^oià . M,V, |. 70. La 
donna rimafe vedova di due mariti ra- 
gliari a ghiado in piccolo tra va licameatO' 
di tempo. £rrii.Or/. a.a^. ij. Cavalli,e 
fanti, e cavalier tagliati Subito fèrno il 
campo fanguinofo . Malm, 6, jo. Lui ma- 

![o, pur tagliatole a fuo doifo. Le fpedi* 
ce per fuo trattenitore . 

I. Tagliate, parlandefi di Statura ^ a dì 
Carpa , vale Bendifpefie, Preper^ipnate, Lat. 
fujfafermf, fiatura , Mtl, M, Pel, Me 
precolo, né grande, ma è di mezzana 
finta; egli ècannto, di bella maniera , 
egli è troppo ben tagliato di tutte le 
membra. 

TAGLIATORE. Che taglia, Lar.^»* 
etfar , feftar, Gr. «n/urór . Fitec, 7, |aa. 
Allora ella, e Floriole vari , e venuti a* 
verdi bofchi , e rimirando li nuovi ta- 
gliarorl, ciò , che Gloriala il paifato 
giorno le avea parlato ec. gli raccontò. 
PatrMemMl, Alquanti tagliatori di legab 
li qualrnienre temevano di quefto. 

TAGLIATURA, il tagliare , Divìfia' 
ne fatta dal taglia, Lat. intlfura, fiSie, 
Gr. *nfiii , G. K ra.8. ao. Poco appreflb 
per quella tagliatura della lingua mo- 
li . r ovaie, àied, cuar. Tanto l' uomoplù 
pazientemente pona U. tagliatura del 
medico , quanto più e fracida , e ria 
quella parte, ch'e taglia. Mir.Mad,M, 
Dormì, e vrde una donna belliflima toc- 
cargli colla mano la ratliarura del fuo 
piede . rr. a« 7. 7. Meglio s'appicca , a 



gUn per rifcoHe , TttgUeggiare . Lat. ìndi 



%, XVII. Tegliare , per MHtere là ha- vfve il ramò taglt'aco per lo traverfo- 



con ragfiatura alquanto lungat che qnet 

'lòT 



TAG ' 

b' è tsf Ilaio per lodixittodrcnlar- 
e • cioè A tondo. 

GLIEGGIAKE. A/«fi#r U téilU, 
rtil frtfx* < ftkiA'9*» héftditi , •fi 

Stgr.Fitr.Mt.nun^Klu Sì It^ 
IO inficme più brifate . le quali iì 
lUooocoiDpagBiea e eadavaBo ca- 
(jtDdfr le terre. Kirck/M'.Ao. a^o. 
Udo femprcL» e tt«iic|«ia»do, per 
sqae paluTa , qoaato poteva . £ 
tf.AlAia fitti per poterli* come da- 
i • tari Jegf iare • ^*'* ^^"^ /•'*• *• 
I VitdiiaBi allocsiatiadili(fiauoBC 

terre (pogliavano, rapIvaM) , ivei- 
iraoo » taglieggiaraiio , veadcvaao 
gni aTÌdrzzail lagro, e *1 proprio • 
lCIì£KT£ . w4id. Di fttU tsgli» » 
éfilMMé^%MfAtégìisr9. Lat. «m- 
Sr.ctiir. Umn, ^. Qoella^ che il 
ErifitoBC violò coUa taf lieate ka- 
E tfi. Feroce Jic V bbo coataglieste 
Jose hM laaìato il mifcro popolo • 
.i.i4f.Poruva Belle fuc owbi oaa 
»tc accetta. Paì/jì. Mf . < . la o^af 



TAG 



TAG 



'a.i8.^9.:MaediIorfiicea etri! boecomi.' goi ìb itfta del caglio fàiMi^lc na altro 



Che farian troppi ad of ai gtao tagHero 
Af«if. 18.194. lo ti Torrcipcctnio cotn- 
pagBoaveie Ad oj^ai cofa «ecoccto eh' al 
tagliere . 

a • » V4U Mmtig lért i^fiim€ , Fsr vi$ 4 ìajSr- 
wt • Lat. cM«i«frc . Cir. wnjuifltìw» Cov. 
im/, ay. Tirat^ la dcvaaa ia caiBCta den- 
tro» <Jic altri* che U compaga»a« eoa 
chiella era a tagliere , won fé a'afcorfe 
ec. Frsmt, Séuth. U09, ivj, £*1 Volpe ef- 
/cado a tagliere eoa na di loro» lecafi 
iaaaaxì oaa tèflicciaola « e coaaiaciala a 
partire . £ «ff /• .- Giaade icoftvinc è , 
Aaado a aa tagliere eoo na altro • che ubo 
BOB ha taaratctnperaau» che fi poil'a 
poco aljpettarc. 

§•11. £fftr éut gUitti « «« téflìtrt , • fi- 
miìì ifié'f imméuùersfrtvÉrk, itW %Am^ 
rtt • *^pftÌMdMgmms-m§d»fimmc9f^*lAXm 
Alt Mtmm tMfHMMi flumlttm . idwrc. 4 
5S. Ma pausi qaefto aflaì chiaro'veoere 



.».w -., , r. Cheaoiftranjduoghiotriaua tagliere 

d* ÌBBcftare, e di potare. edirici*j Bwm*(hL r. 35. tfi.Ch'ad ootaglierooa 
oraraglicoti. e dori ferri. TtfBr. poa due ghiotti ftare. gttr«l».i^. Qaaa- 
DJcoao molti, che qaaado ella (T do dae ghiotti foao a bb ragherc. Ta 
«) iaracchia* il bacco le cieCce laa- -vedrai (éfnprepetefpeticAaaAfibgar lor 
h* e* A volgfc ia giufoec. ella vae ad là nio(ca acl bicchiere . 
pietra , e ranto ella vi pcrcaotc ,< TAGLIEK.ETTO . J>Sm, di Téglkrt 



per Lo tiaverfo . (ìcchè li Aia cagli &ccia< 
ao qurfta figura . 

i. Vii. rsgli9 , ftr t^if^ • Ì4 Mér 
Hitrsdifétgli^ré, Fir.rioi.iitf. EU'haaa 
taglio mirabil ae'calcoai ( 9>i« '• «f^i- 

i. Vili. Osrg, 4 Vtndwé « r</2f, /k. 
'VtUmdédiitfida méUtgiéiMt v^ Kmdrr. 
M, dsg$m€ frimé H /*!£!•, • VtmdevtM s 
mÌMu$9i t farlémdtfidrPMmi^ vsUfiis^ 
menti VèmderMs mimmi», Cémt,Cmm.tH» 
Noi ne daremo a taglio >'C*A ratti imo- 
di « Che voi volete . 

f IX. Téglia , fgr TéftU . Mrck, 2. I7. 
Bcocazaumpato, e lia di megzo taglio» 
Sia avveduto, e bea vadaingaiaBaglio 
( 9^9 »«/ >%"i/f<. ^</ i. IX. di TéglÌM > 

y X. r^//#, fer Oecéfitmt^ apMmmH 
9* . Lar.«rr4i/» ^fp^tumitéki. Gr. '^M^ • 
féff. loi* l^i che» e come il coafcflore 
deU>a domandare • diremo nel luogo 
ino piò oltre, dove meglio ci cadrà ia 
taglio . Sfmm€.S^ek,mév, {i.Seioaverò 
tempo > io ne prcdicbciò Domenica 
otattifla » e fé io «oa aveifi il tempo» 
uBalrfodì.chemiveBgiaraglio. gufi». 
rMic.4.9. S'e'vicaeiliaglio, i*ci £110 
buon opra. 

I*XI* Bftf^ • Nt» efft téglia ÌM€k9C' 




I ombre oegriflimc , tcrmioate , e ZiMd. S' accoftaoo ingordamente a qacl ci conofco il taglio . Cétr, Utt, 1. _^ 
eafìpina/bi dell'ombre dille aoAit taglieraaco . ; Sebbene io ci ho vciIqio fgmpw poco 

f€r fimiiif. ti»è éumiO \ TAGLIO, fértt fmgUtmi* di Jfsdst • buon taglio . Ctii. Sfttt,^,^, |n fine nel 

ft9m9téif,sggimm9§sUmmn^véhìéétm frmmtmf fimìti d^ téglUrt. Lat. sti§9, poco parlare e ogni boon raglio. Imfc, 
t » Pmmgtmtt . rr«a. VtlU J7> Frate Gr.^ftK>u«..Nnr.«ir. si-S* Signore, que- |f«r«jir. 4. 10. Qui bob è taglio buono-* 



bertncoo del deito Taddeo ro comu* fia fpada ci figni6ca ficnttà contia il Dia 
di perfoaa ec. difcreto, e molto ca- . volo , e coorra ogai nomo » ch« mia£i- 
reko. molto ardito, e baono pio-'ceflie al diritto. Li dae ta^ ci iigaifi- 
oreconliagaa taglicatc. Ìcibo dirittiua. e lealtik. ^i7«c. 1. ht* IJ 



orsa qualcofa larà . Mah», 2.4a.:Pcr tutti 
in Comma Tempre vi fu taglio Di iìar lie- 
to così *n harba di gatta . 
i. Xll.rjj/.«,/*r mttrf. fidici di Ff. 



ìGLIENTEMEMTE . «d«tM|rA.Caa ' taglio della fa a arma era perduto. C«/. |f*»^H»iMr« féHr^ , • ^Uff^iMMdti r«r^ 



Di téglia, Ptr viM di iéigU^. 
iGUSVTlSSlM AMENTB • Soffri, 
égitmttmtnit , CsL MéL§ck. fiL r/t, 
eiaglieBrìlfimameare, e cradaoM»- 
laaato piò immagiaar li polla ,^ i 
, cooicxmiBano colle ombre < ۓm : 
ìMmémfmf > 

AGLIEMTISSIMO . St^wì. di Ts^ 
tt . Lat. m^aijfmms . Gt . •{«totO* • 
ua>a7. Sia la corteccia levata iòt- 
CBCCcoB uglieatjflimo fcarpello ia 
lodo, che la gemma bob riceva le- 
e. D«ir.r«/r. itf9«Auflzale, e (caa- 
COB taglicatiflimo ferro. 
AGLIiaE, « TAGUERO . Xif»« 
I , rìfmd9 s f»ggiA difimttéìh , dirvr / 
iM« /m U vkmsmde • CU Amticki t i^m- 
pgr PiMi§ , • PiAttdUégtlmamHmit , 
fuéàtm . Gr. WmI • Cr,). ja. i.Se oc 
IO ( dtir smtdsm») coaveaevoimcBic 
ieri » e bofloli , li qoali ladilfimc 
efeadooo. £ esf.jj. L'acero è ai- 
talTaigraade, rlqualeArinovaiieir 
• ottimo per far nappi» e fcoddlCrC 
ieri • gare. a«*. 49. it, £ qacfta mar- 
affffoftito l'avete avuto in tal taf licrr. 
: IO. 154- i> Fa 6rro ordine, che a 
o convito fi potcITe £ire più di tre vi- 
le, e a nozze avere pia dì venti taglie- 
Lfv.Jtf.Del rimaaeDte faroBo ntti 
aglicri d*oro, ne'qaali fne fcritto| 
ime di CammiNo . FrMut, Bsrk, >o.7. 



GWi,a4i.^n coltello di taglio acuto, e 
rottile raglia bcnitfimoil pane. e*l legno, 
il che non farà » fc *1 taglio lari otiafo , 
C grofTo . 

j^.L Téiglim trifM » •T^Uémérft iMi{/ia. 
m Téglia , €h§ fis «rata , « «riaya . Ssivim, 
fr§f. Ttfc. I. atfa. Colla faena di taglio 
«ivo ferrata d* oro feri Apollo «^ colla 
faetaadi taglio morto ferrata di piombo 
percoffe Dafrc. 

f.H. Ferir di téglie^ 9Mle F§rh ttiUfsMtt 
tmgliemtt . Lat. cé/m f§rir§\ Gr. T/«yfy* 
«auMV. Mrv.«a#.9a«s*Fedì il nimico a 
due mani d'ano gran colpodi taglio. 

$. HI. Mttttre «1 tagli» de tlsfisdstVétU 

Sit//a , thè •ggi fi» iMmmmtmrmtt dieiMm9 
Mttrré sfil diffide i U §ht Osmi, /«/Ut. 
dift: ^ciifimmrt él tagUédiUs fpsdM. G. 
V. IO. 19. s* Piccioli • e grandi mifeto 
al taglio delle fpade . £••». Mettere al 
tagliodella fpada tutti coloro, che bob 
foflcro di lor fetta. 

$. IV. TsgliB j ptr TégliétmtmB% . Lat. 
r^idri. Gr. ft/utn . S,%AgX. D^Con im- 
peto di graa taglio , e ucci fiore di gente 
diftrana . 

S.V,PtrUC»fétJt9ffék tégliMfn^ PédUd, 
Jimr\, ai ..Piaatanfi col h pianta del fico, 
e *l tercbÌBio» ovvero ubo taglio di les- 
ti fco. 

%. VI. Tsglh^ dìcÌMm§ a»€bt U SQmét- 
ci«r«r4, • UFtritst ihefifamtltsglisre 



è chi póma leva Da fé il tagfier) Lat. imcifmrn ^tsfmrm *<ir,9tctKar^ , Dmv. 
u gli altri maB^iaado. £ jo.aa. Me O/t. lya. Falle un taglio nella buccia 
^'— - Itti taglici lo fàle . £cra. OrL | iafino ^H'iOfro circa jdne^ta pcrJo lon- 



SéUvim,diJc, r.a^a. Come vfdeffiriOQBa 
femmina di bel taglio, e di baoca pre- 
lènza, ogni più prcaiofa cola ponendo 
in abbandono, fermano in qneliailfuQ 
intendimento. 

TAGLIONE^ rTALlONE. rMfmp. 
féipf . Lat. r«/ia . Gr. eÌMa/ii . Cem.Putg. 
ai. Taglione è fimilitudine di vendeiu* 
e colui ÙA punito , com* egli pecc6e « 
occhio per occhio , OMnoper mano . 
S. %^.r.D. Il danno, la prigioee, le 
battitore, il taglione » la -vergogna , T 
efilio. 'MM/nii^.f.)7.Voglieodoii ma- 
nto acca fare la moglie dell avoirerioa 
pena di legge , dee ifcriveie 9 e obbli- 
garti a pena di tallone, cioè di ricevere 
qaello , che-Tuole fate altrei , fc egli 
BOB prova ec. £ éffr^ •. g*egli vuole 
accafare innaaai al «indice ecrlcfiaflico 
a fpartiflacBto di Ietto , dee ifcrivera, 
ed ènne tenuro a dare il libello dell* 
accufa, ma ooBifideeubligarea^na^i 
talione . 

#• Telline, vsle mmtk§ Taglut^ mtlfi» 
gnific. dtl S. I. St^r, Iw. 4. 79. Mon poten- 
do pcrinadere agli abitatori il ricompe- 
rarli con ano taglione, adiratiti fuor di 
naodopropolcronon partire qaindi fco 
caloeticrminio di quella tetra. 

TAGLIUOLA. Orditgmw difirr», rao 

// '"l''*"* i^' *»'*«'».Lat^ir«. Gr. 
▼#«». ^'r. IO. |a. i. Volpi, e Inpi malfi- 
mamente fi pigliano con tagliuola di 
ferro, che intorno a £t haemoliiram 
.poni aguzaati, ed eglino hamio intorno 



8 



TAL 



TAL 



TAL 



ad clTe QB tacilo prdTo al hi oso « ore 
anBodatifivolgoBo, al quale a annoda 
anpexsodicarne» e ognicofa s'occulta 
fìior .che la carne • Mw,S,Greg, Naicofa 
è in rano la piedica , ovveto taflinola 
foafoprala-vìa. 

f . P»r fmillt, Frsmc, Séethi-nro. ìyy. E 
qaalrirannoèi che poflDi vÌTerc(ìcuro, 
e guardifi quantunque fa , che il fNu 
delle Volte non fia colto a nuove taglino 
le, in luogo f dove l'uomo non lo ^en- 
ferebbe giammai / ^^^ff* 7. Veggendo 
giunto il preae alla tagliuola. 

TAGLIUOLO. Picr«/iiftft^fVc//«, vi« 
U9n /t dirtbbéftrfk , fé »•• ài méttrim sifMA 
iéfglisrfi, Lat. frpfiulum , Gr. tiAi^X"* - 
Lsfc.Pértmi,^ 5. Dipoi fendo a ppa ree 
chiato , tanto iece , che io tolfi due 
tagliuoli, d' arifta fredda 1 « bevvi un 
messo bicchier di vtn bianco. 

TAGLHJZ^AMErNTO. Hs^limtx*' 
ri • 

TAGLIUZZARE • Mìnufmmémtt ts 
ffùiM • Lat. mimniim eémeitUu, Gr. Mf 

Alcuni cavano, peftata che ila » e ta- 
glioKsata r ova pofta incera» co fuoi 
grappoli nel tino , così deftramente « ma 
noQ aftatto, la mera del vino. 

TALABALACCO. Iftd, Ditìr, à^ E 
dal poggio ricino accordi , e fuoni Tala- 
balaccHi, tamburacci, e comi. £ ««««r. 
Stf.Talabalacchi ftmmento da fonare in 
gueria ufato da' Mori. «tr». Or/, j. ». }. 
Sopra lafciai <fe vi ricorda ) quandoS' 
udì il romor nel campo de* Fagani Ta- 
labalacchi , e timpani -fonando , Iftra- 
menti di bronco, e corni ftrani. 

TALACIM ANNO . Ofc»«, r*#-/'^f^ 
■ Smrsci»i ài fulU Urti chi^ms it ffU W 
r«jMi«. Clrijf.Céilv. I. a4- Tibaldo udì. 
va i fooi talacimanni , Che gridavan 
da certi torracchioni • Come tanno gli 
allocchi, o i barbagianni. £«.«4. Con 
jrtorinemt, e fuochi, e balli in trefca» 
Per ratta fa città fono in galloria. Can- 
tando in Tulle -torri alla moteUa Molti 
talacimanni pei vittoria > Che così s'ufa 
alk Saxacinefca, Né akri^nenri vi k fuona 
a gloria. Perchè non vi è campane, e 
non vis'ufano, B co* talacimanni il lao- 
no itcufano. 

TALAMO. *^- L. U9U nuKj^^t . Lat. 
thMmmns, Gt. 3k«A«#«^ . f'- '«f- r»*- 
28. |. Quando fente lo fno fpofo Nel 
fuo talamo oalTare , Neil* amor turca 
fprofbnda . Séivi: di/c. a. j??. Come no- 
vello fpofo • che dal ^lamo fuo efca 
giocondo, a h vedere allegro Ipuntare 
dall'Oriente. 

TALE. ìieléHUfdSfMMlUM^iptrUfiU 
f tri fpémde s Situiti • Lat. r^i»» Gr. t«m. 
Ktnr^ . B»€t, n§v, |2.8.>Non fono le mìe 
bellezze da lafciaie amare ne da tale» 
né da quale Ccitè t mi ds ^m^t, »* dA 
muilh^ • da mun» ) B f. i. f. 7. Tale, 
qaal tn J'hai. cotale la di" . £»«v.94-> 
U quale (^fddtni*) fu tale, e di tanca 
fòrza, che in lei fpenfe ogni fegno dì 
vira . Dat.jhtrg, 28. Che tcnewn box<Jo- 
ne alle <ue rime Tal» qual di ramo in 
ramo & «accoglie Per la pinera in fui jito 
di Chiaffi » Qiund* Eolo Scirocco ftior 
difcioglie. P#rr./M.9. Onde talfrutto« 
e li mi le fi colga. E c^«^.n.4- Mi mira- 
col none, da tal fi va ole. 

1. 1. ?if TmIum . D*mt, Imf, 8. E gii di 
quidaki difcende l'erta, PalTandoper 
iTccrchi» fenza fcorta. Tal, che per lui 
nc.fia la tetra aperta . 



f . II. ti» ftfCv» 4Mff hfiegi,chtVm etrf . 
Mia» leti, a. apf. Giorgio Elmaciao autore 
Arabo fcrijre, che da un tal medico fii 
tomminiftrato ad tw Principe della 
fchiatta degli Abafidi re. 

f . i IL dmémtji M t^t , GimpuM 4 #«/# , • 
fimiU , VÉtthni Cnfinrfi a tst firmimi , « 
diunts mìfkria . Lit. tp . P«rr. tmmx^ } r. i. 
A tal fon ghiato »' Amore • £ /W. 8tf . ivi 
m'acqueto, e fon condotto a tale ec. 

f ly. Tsii , In fmriA d'énvtrh. trmli U 
fitffi , dn TMmt^t^ M gmif» . Lat. fie , 
;r«. Gr. £?r4». M^«tw.7|. itf. loglida* 
rei tale di quello cmtro nelle calcagna» 
che egli il ricorderebbe forfè nn mefedi 
qucfta betfi . £ mv. 79. «7. f o fb boto » 
che io mi tengo a poco, che to non ti 
dotaleinfulla tefla, chefl nafocìcafcht 
nelle calcagna .. Dsmi» imf» a. E donna 
mi chiamo correie. e bella. Talché dì 
comandare i la richiell. £ P4r. fo. Edi 
novella lace mi raccefi Tale, che nulla 
luce è -tanto mera. Che gli occhi miei 
non fi fblTer dif«li- P'""- fi»» >S^* Tal 
eh' incomincio a difperar del porto • Stir. 
%j4iilf, Borcutte gli dih tale falla coppa 
del capo, che toppe l'elmo. OmiXrmlt, 
a<t. Ta! che la medeiìmfi tavoletta ec. non 
men (ì fermerebbe a mezzo V acqua, che 
circa la fuper6cie .^ 

i, V* Tmi fiét d' éUiitmi , métmrirs fr«. 
Vir^. ebivéUi li ftifit <k« Sn^dammi, >¥, 
DANNO J. H. Fir. Trìm. 1. i. Tal ne 
da di lei. Cmr.htt. 1. t. Ma tal (ia di 
ìvtU non mancate Toi di eflere il mede- 
fimo. 

TALEA • ^- ^- ^«"v* d" mimmi lai turi 
tMglimti fir pimmtmrh . Lat. imUm . Gr. 
-5sx/«. rr. 5.8. i.Seminafi nel mefe di 
Marzo in moiri modi » cioè con feme, con | 
ramo, e con glaba » cioè talea. £r4f.itf. 
i.Pfantafi ( it miff9li)nc\ mele di Marzo, 
odi Novembre con talee. Vitt^dit.fi, 
Sì feghino quefti rami in qnc'|>eBzi , che 
ne cleono, i qnali pezzi cosi fpiccati di 
lunghezza di tre quarti di braccto V uno » 
o in circa, egli chiama talee » la qual 
voce f'è mantenuta nel aoftro parlare, 
ma s'ufa oggi in moft rare altro, che già 
non d* altronde fono nate quelle , che nel 
fegnare quel , che fi vende a tempo , noi 
chiamiamo taglie. 

TA LENTAaE . ^mdmnagufii , ii r« 
Immti . Lar. mrridtM . Gr. Twryikmw, 
Gmid. G. Conciofoffecofache piìi ta ca- 
lentafTe il confentr mento, che lo fcon; 
fientimeato. Piti^/t, 1.48. Che fuor di 
ki nnll'akro a lui talenta. «>#r. f «ir.j4. 
93. Cui la battaglia più talenta D'ogni 
rìpofo. 

TALENTO . Viflis , Dlfidiri» , V^limim . 
I^t. VilnmtMt . tupidifat . Gr. /«*' ^.ui'm . 
^#cr.iMv. 7. IO. PrimalTo, il ^uale avea 
talencodi mangiare ec.fi trafledi (ènol* 
un de'tre pani. £ ••v*94«8-Nianaltto 
talento ho maggiore, che di mangiare. 
fr«»r. /r«r(f.ao{.i.Vienti in talentoUno 
oroamento. Damt, imf, a. Più non t'è 
uopo aprirmi il tuo talento. £ 5. lotefi» 
eh' a così fatto. tormento Eran dannati i 
peccator carnali , Che la ragion fommèc. 
cono al talento • Tef. Br. «. tf. Quello fer- 
pente .quando egli ha talento di kifiuria, 
mette il capo nella bocca della fenmaina, 
ond'ella l'uccide. Tif»ntt. Br, Qat con 
gran pianezza, E con bel piacimento Le 
diife tuo talento. 

^. 4 . Mal tmltmf , vmtM Mmmemn , Sdirmi , 
Ittemtjtai d'tfimdtM • B^ee^ un». 19. €» 
fellone, e pienodinul taleotocoanna 



landa fopramano gli nfciaddoflb gridan- 
do . Z);». Cimf, *. J9, Tanta paura li mi- 
fono» che venne fuori di Piftoia per la 
via d'un piccolo fiumicello.moftrando 
contro PiflFoia mal talento . £ a. if. Quel- 
li, che arcano mal talento, dicevano « 
che la carìrevole pace era trovata per 
incanno. Tef, Br, 5. ^r. Quando egli 
(i14i9mi} è pie cmcciaao contro all' no- 
mo, e più d'ira pieno, e di mal talcn*- 
to contro a Ini , allora gli perdona piut- 
tolto, fé egli fi gitta interra , e ik atto 
di dimandargli mercede. E/^, Pmf. N^ 
Tutte le Volte, che tu diitoopaternoftro 
ec. tutto ira, e catto rancore, e tutto 
mal talento . ^!mm. Gir. |. 67, Né qui t* 
ardito Kt refU contento , Ma fi lertt 
con lui di mal talento . Mmlm. 7. 89, Se n* 
efce colle man piene di Tentoj Ma dicci 
volte più di mal talento . 

f. H. Mmt tmlimii d'éUeiun , f*/« cmì 
mwifhialm. védi li ftif» , eèi dmfrm ♦#- 
llìm , ^ dìffitf d' mltumi , Lat. imjrHi 
slifmi. Eff.Pmt, hl^fi. Se egli ri fembra 
force cofa > e grave a perdonare mo ma! 
talento ec. 

%. T7I. Tédamii, è mmein Simimmdida. 
mari freffi gli am9iehi , i vi ^ il grmmdi ,# 
a fìtciti . Lat. tAltmtum . P-^ J4. Al 
fervo, ehcnafcofé il talento del fuo si- 
gnore, perchè non guadagnò con eflb, 
fit tolto il talenta. £ as. fntendefiper 
lo talento coamefTo al (èrvo , col quale 
Iddio mole, che fi guadagni , e Acciai 
prò. Ingrazia, ilconofcimeoco,tlrem-i 
pò, il bnon^olere, che Dio da alfuo*! 
mo. Zi^rd, ^mdr, 6, Domandandogli 
un poveto uno talento diffe : troppo 
far^ibe darlo a uno fuo pari . Ovvid. : 
P<>f. 9* Con qoefte.cofe ci donavano dieci 
talenti d'oro. i 

i, «V. Fir GratU^ Dimi , ^hilit^ . r.a|^ 
gratta^ dimumt, Gr. X'tf'^j St*ii% . Eff^ 
Km^. Non è ninno, che poflfa dire con | 
venta : io ^w^n ho ricevuto da Bio verun ■ 
talento . 1 

TAL10NS . V, TAGLIONE . 

TALLIRE. Far€ il ttUh. Lar. girtmi^, 
non . Gr. •9^^Xclv . Dtp, i>iCMm$. 77: Uii 
bel celio di latrnga fi dice , quando fi . 
allarga in terra, e fa come ona groflTal 
pina di foglie » ma quando fi innalza per I 
£ire il feme, fi dice con voce, come fi 
crede, cavara da' Greci; tallire. | 

TALLITO. ^dd.dmTéllir*. Fir.^f,^ 
rjk. Certe lartugacce tallire , che era! 
come mangiare Icdpe. Cam*. CMrm.Ott,^ 
71. Quando la nodrt èbentallita^edn- ■ 
ra» Se ne fiilla un liquore Prelco , e di 
tal natura , Che fpegnea molte i ufi rmità 
r ardore . 

TALLO . LaMifm dttVirhi, fornài 
vigUimé f§wum^in , Lat. thmllmi , g^rmim , . 
Gt. ^«XX«>. Cr,6»tot, f. E quel mede-: 
fimo adopera il fugo ptftaro , e i fno* 
talli , ovvero cime giovani frirte nell' 
olio« PéiUmd.Fihhr,zS' Voglionfi veliere 
i talli ancora mezzi fecchi col feme, e 
poi al sole feccargli . ^Imm», Cilt, 5. 
ra8. D' nn picciol fafTo Se le carchi la 
fronte, e tagli alquanto Del formoncan- 
te tallo. 

i. I. Talli, fir Martha da imnefitin ^ é\ 
Ram^mcilli da trafté^mtmrt . Tr. 5. 7. j.l 
Ottimamente d pranrano co' tallì , o 
colle vette ne* luoghi caldi del mefe 
d* Ottobre , e di Novembre . PétlUd, 
Mar^.Vì, Si pongono i tjIIi, cioè pìan- 
tonceili. in terra Icram' naca , e lavora- 
ita t ficchè catuco capo del tallo ùa 



TAL 



TAM 



T AM 



Ito di fterco . Dmv, c^lt. ip8. Po- 
fpODi iklYÌt , ramerino > ruta , 
rÌTuoli • 

, Mttitn , • atmtner» H $éìU t 
m. v^« kifurtn, Minvlgirirt • 
iv.Miii.ic.aro.Noii(liincoo Tada- 
rimife il callo . Màlm, tf. i«. Fei- 
!Uo rifiglìa • e inette il tallo • 
[. RitmtUTt nm $éit$fmi V€€eki§ » fi 
'hi ntlté viccbUUt tifili i^ vigtn • 
>ìr.i. 1. La forcaceli Contio Top- 
di tutti i medici Lo fc anacire » e 
re ttB tallo In fui vecchio. Stgr, 
Mmdr, s.tf. Voi, Madonna Sodia- 
te > fecondo mi pare » mcifo tm 
1 vecchio • 

XONE. or« d$l(iiétP0fié fu^fi 
1/9 fitu rli •$ ddU tibie • Ltt. 
Gr. àspvytiK^, G.Ka.7.a. A- 
ec« le oice faasa pedali 9 infino 
ni lanate con coregge . fttr» €én\, 
mata poi nd tallon d*an picciolo 
PC. Lieta ù diparta? - >f»r, 5, Grf|, 
irta èiDenatoper Taccsue ìniÌBat' 
• M. ^léhhr, P, N, jg. Ne 'piedi 
icTcne difotto i nllonidel ìtto 
it che la fi fica appena fcSitJche . 
C9Ìt,M. $4.Siannervore te ^^mbe 
rto il tallon, che non il pieghi a 

MENTE . %4vv9ry. €•• m$Ì9 téU. 

nf. 22. Talmente che la prima 
Inx* ) alla feconda abbia maggior 
aiooe , che la terza alla qaarta • 
almence che la rinunente C Fre- 
onto proporzionale alla E. SmIvìb, 
/r.i. 17. Quefta dote del fenno ce. 
tti fatta talmente fua>che lo fteifo 
edeteilfuomaefiofo iofieme» ed 
e fembiante , qoanto la prudenza 
ma . 
«OH A . %^vvtrb, diTfmf, chivstf 

IH • Gr. o»f iTti . DéMt, P4r.i. Cosi 
ilocor(b fi diparte Talor la crea- 
Ffir, frt, tj. Talor m* alfa le in 

a* trifli pianti Un dubbio . ^«cr. 
la. Fra fé talora dicevano . 
^OTTA • u^Wirb, T*l§rM , Lat. 
m • Gr. or/on . Fr,Gi9rd, Pnd,S. 
: aknii taiotta « e tatotta è mot- 
. B Mffr^M: Taglia alcuno mem- 
alotta la mano, taiotta nn dito , 
ta rocchio* C9Ìl,SS,PéU, Laonde 

fanno fedm per federe, e taiotta 
gonoptrgnaBciale, quando dor- 
. Oasf.vIf.Mov.S.Salvoche tal- 
lii (noi occhi mi parca 1 che fi voi- 
lad aa fiume bello , e corrente ce. 
^flL 47* Abitò taiotta folo « e talot* 
tutta la te famiglia , e talotu con 

LFA, e TALFE. lAt. tslfs. Or. 
Xt mrwdxtiìf . Bmt, Pmrg, 17. i. La 
è ano aoitiule fimile allo topo » 
te vive di terra , e dtcefi non man- 
anto quanto Tè bifogno, per pan- 
ie non le venga meno . FiV. rirt, 

Paotcfi appropriare lo vizio del* 
{a alla talpa , che otn ha oc- 

va fempre fotterra^ es*ella appa. 
liFaria • fi muore incontanente • 
•/.7. MeirApocaltfle capitolo no- 
:ritro.* guai» guai, guai a quelli , 
ftano in terra , li abitanti in terra» 
o di talpe , fono li avari . Cr, g. a. 
atro a copi t e talpe fa prò negli 
arte , o manfuete , e dimeflielie 



Kon altrimenti 9 che per pelle talpe . 
t€ir. frtt. Certo non pur le talpe nalcoc 
cicche. ^léum,C$lt, a. 17. Quefta chiude 
il icrrcn» quefta è veneno Alla notturna 
talpa , al topo ingordo . Bu9H.Fitr,^.z.y, 
Sott'acqua pefciolin» talpe fotterra Non 
fi celi ec. 

TALUNO, i^fiif^, cb«^ìeum§. 

TALVOLTA, ytvverk. Téil^rs. Lat. 
ii^ttrd^m . Gr. C#/0Tf • B§ec, nrv. t. j. 
A vvieneforfo talvolta, che da opinione 
idgannati ec. En§v.iy,t6, Come ulàto 
cHtjlvoIndilàre. C9U.SS,Pdd, Della 
qua] talvolta eravam toccati per tenta- 
i^ion del nimico . BidJttta^ztx, Ha non 
poca ragione l'erudirifitmo t ig. Erbelot 



-LI 



^ner§U ntl fignifU, dtl f . Vkreh,fi§r, 4. 97. 
Pagare per ogni volta cinquanta fiorini 
d'oroec. fctivere, e fare icrivere infur 
un libro nuovo ec. tutte Taccufe , tambu- 
ragioni, notificazioni ec. £4.78.Ttttri i 
fopraddetti magiftrat: erano tenuti fotto 
la medefima pena di dovete avere fra 
venti giorni • dal di della notizia , giudi 
cato fecondo le leggi , e ftatuti del comu- 
ne di Firenze ec. ogni ^ e qualunque que- 
rela, o tambo ragione in qualunque modo 
fatu. £ II. 144. Quando il magiftrato 
aptiva il tamburo ec. le più volle ardeva- 
no , e ftracciavano tutte le polizze « e 
ttmbu rag ioni. 
TABiBUaAHE. Siutrtléort MÌnui e^m 



di farnefiima, e dì non avere a vile di mattr^untU c§mtr§ di tf» uHU ctffittA 
comunicar talvolta feco gli amen ifiimi .d^rr^i/r^mv^ft. Vérek.jhr,iui^^ Ora 
fuoi ftnd) . £ '90. Quando fon coti rodi, ' chiunque vuol tamburare • doè accnfare, 
e maturi full'albero fi dMftili) ne goc- jo querelare chi che fia d'alcun maleficio 
cloìa talvolra ec. un certo dolce liquore , ec. feri ve in far una polizza .* 11 tal di tale 
che rappiglia . 1 ha commelfo il tal eccefib . 

TAMANTO • %^dd, Tdnìt gréttUi ,' f. Ptr Béfitmmra , Ptrcu9Hre . Lat. C4. 
T'iiiN/^rff. Lat.r«m ms^must tantus •.dire, Gf. tvttmv. Jurrib.r.as. Tambu- 
Gi*tWt^. Tmv, it ir. Acciocché ta-j ratonoilculdiCramolazzo .il«/M.5.2a« 
man ro difonore fia per voi ammendato • Etalor non vedendo ov'eifi daanoSi taon- 
i>;r#4ai. g. ri. Tamanta invidia per que* ' 
Aos'accefe Nel cuor di Saul, che come 



buran fra lor come vitelli • 
TAMBURELLO. J>im. 



di Tswthun^ 



e derro. Più volte , e più alla fua morte ^«f. Si». Ciafcun prete di ogni popolo 
-.«r. ^.--1. Mfr^u .- . . w^-^. -I.. jalanottetrevolte con tino tamburello 

fonando . Frème Jseek. rlai.14.Gitt trom- 
be , e trombettini , Sveglloni , e nacche- 
uni Ver li nemici comi, e tanburelli • 
Mfi,f^ go. Nacchere . e corat.c trombe* 
e tamburelli. £ia.|g. Sentieafi tandw 



actefe « Cttcb, B/mlt» cr,^ 1. Io vo* » che 
noi pigliamo 01 fi ramanti . Bh»h, Téme, 
j. j. C. Evvi cipolla ) G. Si • fii* tn , u. 
manca, L*ho *afii1ata , condita t ed^holla 
ia^aata . 

TAMARINDO. .Aìhw di %rMmd$K%A .•.,-. «««^.««.u ^.uw» 

JimiU éUfrmfmt , ehi mmfct metC^réAU À- < relli , e zufi>tetti . But, 7a/.aa« t. Prendo 
'iV#, É Hf irinditOrttmtéilit e OceidemtéUit no cammino eoa foonidi tamburelli» di 
dtndt fitti MHtif§rtéitiffr u/9 di mndiciBé corni, di naccari. 
J fuMi frutti fimili «* héetiUi^ ditti sneh* j TAMBURINO. Si»At§r di témibun « 
tJfTdmMrimdi. Ltt. Umurimdus. M,*^l']tM, tymfémifiit , tfmfmmetribm . Gr. 
df^n Tiene il corpo foluto con acqua ; vvA^vocFffVf , ro/araeviT^'iS;^ , ig.r.ii.«p, 
cotta di tufi ne, e di caflia fiftola, e vi- 1 Mandarono nn loro trombettino, e uno 
ruok , e manna , e tamarindi . Mil. M, * tamburino in fui feifo delle mum . Btrm» 
PmL Si gli danno a berci tamarindi coli' Orf.i.28. s|. Mentre ftanno alla Mtà . 



Ig 

acqua lalCs. per farlo andare a fella • 
Vft£. Mif. Sono i ramarindi eerti datteri 
agretti, e acetofi, e fo.no frntn d*nna 
palma falvatica dell'Indie . Tif,Piv.P.S. 
f'p.tf. Anco la medicina di tamarindi 
non ha pari . Bkitt, Fi^r, et. Il tamarin- 
do ce. è frutto d*un albero fimile di fkt- 
tezi» al carrobbio. 

TAMARISCO. Témtriit. Uh, em, 
tttétjat.XX vino fia fiato tenuto pertre ore 
piima in un nappo di tamarifco di buon 
fondo,, e ben coperto, e'I coperchio fia 
an cor efib di legno di tamarifco. Tr/.Ptv. 
P. S.€éip.»6. Anco molto giovano ( «/ 
mtltdtìlMmtil^^éi) le foglie di tamacifco 
corto in aceto , e poftovi fopra . 

TAMBELLONE . Sirtd di Méttimi 
gwéwdi^ tki firviprimtif elminti f ir nfi£ 
émméttiméiiifirni . Lmfc, Strtg, j. 1. Eh 
eh fava ceci , tambelloni , di che tidete 
voi / C ftii ditti éltmifir iwglnrié, e fibtr» 
«f , ivéli StimuHtti^ Défftti^ 

TAMBUR ACCIO . PiggiirétMTém' 
buri, 

%. Pir Sirté di Jhuminn de fimén 



un tamburino Dal catafiilco ^ getta a 
ft ramazzo . 

%. LFéniMnittémburiin , mémkréfn. 
vitbiéli , ebi Véli Titar de ehi vinci, 

$.11. £ TémbmrlHi.diiiémi émcht 4 U"*. 
mi finti ^ diffii ,icbi fé V èrnia éiémem- 
dtulifértiantrérii. Bm».Fiir, 4. a. 7. 
Si ri vpltan frittate, e tamburini Saltai 
da qua a u fcambiando nunto • 

§.III. PirTémiburifiecili, Birm,OrLM. 
ta. 1$. Sonavan trombe , e corni , e tam- 
burini .»^r. fiw. 10. 74. Dove ne' prati 
alla città Vicini Vide adunati uomini d'ar- 
me, e fimti, Ch'a fuon di trombe, e a 
loop di tamburini Venian partiti* a belle 
Ich lete avanti. 

i IV. SiUéTi il témìmrlH§ fili dite , 
véliBéttifli fit thnebifsié . rme fi Juiì 
fénfultéMibHri , Gélét.ts, Non G deono 
anco tener Quei modi , che alcuni ufano, 
cioè cantarfi fra' denti » o fonare il tam- 
burino colte dira . l^éreb. Ercil,z6s,Comt 

. nvede chiaramente io fino quando altri 

|fttonail tambufino colle dita. 

' TAMBURO. Strmminti miti milite 



Cirif,Célv.x,iB, Tante trombette, fve« t« , chififmtné , Lat. tjmpéimm , Gr. 
glie, ecembanelle, £rambnracct,enac-|T»>«-«r9y . Démt^ Uf, aa. Quando con 
cheroni, e comi Si fonavano ec. Btd, ttombe,e quando con campane^Contam- 
4ii»ar.Dirir .89. Il rambn taccio è nn gran* buri , e con cenni di caftella . £/>. Sélm, 
deftrumento da foono alla motelica , Ci- \ Landino il nome fao nel coro.nrl tambtt- 



mile di figuta a uno de'due timballi della 
cavaller/a Alemanna, fàttodi rame, co- 
perto di pelle di nmburo, e fi fuona 
nmnKnciCon battervi fopra un pezzo di canapo 

le . Démt, Pufg. 17. Semai neiral-l incatramato . 

colfie nebbia, pet la qua! vedegV TAMBUR AGIONE . ii témbnrért , 

dtlU Crufié. Tim. V, 



tOi e nel faltero, dicono i falmi a te . 
r *'^'7'^,^' ,diciémi émike ed urne 
fftK'i di Véligié fétte di ligHémi é ufi 
di firiJiM , i cifirté di cut'ii , Bui», 
Fi»r, Jétr, a. 4, Apri , e riferra Or calle • 
ora tamburi . £ a. 1. jj. Uno , dne 



ere. 



IO 



TAM 



TAN 



tre . quattiQ , c Tei Fra ttmbari • e 6« 
valifc. 

I $. il. TéMturé, ftrftmìHt. Véircb» /«r. 
SI. J44. Scavano, elianno ancora in al- 
cnna delle chiefe priacipali.e fpecialmea- 
re in santa Maria del Fiore cerre cafliette 
di le gno aliai ben grandi , ferrare a chia- 
ve» appiccate d'i nror no alle colonne, le 
2uali cafletre chiamate tamburi hanno 
Inanzi il nome (cricto di quello uficio, o 
inagiftrato » a cui elle fervono» e di fopra 
on'apcrrara • per la quale fi può da chi 
vuole mettervi dentro , ma non gii roefla 
cavare alcana fcrircura . Ora chiunque 
vuoltamburare. cioè accufare, o que- 
relare chiccheffia d'alcun maleficio ec. 
ieri ve in fu runa polizza.* il tal di tale ha 
coounefl'o il tale eccedo ec poi la getta 
fegretamente nel tamburo di quel^ magi- 
ftratOi al quale s'afpcrta ordinariamen- 
te la cognizione di quel del.rto ec. Dìf. 
#tfw. a.aj. Qui non temeva la iS^ote co 
rouna Trovaifi nel rambur , oè d'eflcr 
prefo Per lo bargello iànza colpa alcuna . 
SmIvìh, ^i/>»2.74. Qiuefto tamburo s'apr'- 
va dairefecutoredccli ordinamenti della 
giuftizia. ufiziale torefìicre. 

§. IJI. Téunùur», /ìdìct dtulH «•« 5>e. 
\ledifefce, Jted.Ojf, *nn, ì66, Neno(tri 
maripercafi, ancorché di rado, un certo 
pefce,cheda*p^^<^*tori Livornefi chiamafi 
pefce tamburo, il quale ec- da! Salviano 
fu nominato mf/tf, e da) Rond.:lezjo fu 
detto •TtTAgtrìffHt. E 167. Avea lo fquar- 
ciò della bocca i' doppio più grande della 
bocca di quello pefce tamburo . 

TAMBUSSARE. DArkttfe, Ptrcntt, 
rt^ Ba/ttnére, Malm, {5. Ctl*eglì fieflb « 
che fa d'allrcbgn, Vuol prima, cbe*l 
nimico fi 'amoulfi, Veder> cbe*a cielo 
lienben'gni infiufli . 

TAMERICE, TAMERICE , e TA- 
MERIGIA . ^Ibrr» di /isturs , » dif§ 
gli§ ml^HéiHto Jìmil* *l aprili» i ed è di 
due fptK't . Lar. iMmarifiut , myricM, Cr, 
y 6^, I. Il tamaiifco, detto tamerige > 
e arbore, 'il quale ha foglie Uretre , e 
fottjti lempre vctd'i^ P^Ud. N9v, 8. Di 
quefio mefe all'entrata l'api fanno il 
mele di fioti tamerici , e d* altri fioti 
^Ivatìchi < f iù i»/m'i^« d'Add,€ va'.» : di 
témtr'u*) N§v, Mt, aa. 1. Avea difiefa 
una tovaglia bianchifiima fuU'etba wtidt^ 
ed aveva fufo un tamerice con vino , e 
Iho mangiare molto polito ( o>r t un v»f% 
dì tdmeriee) 

TAMPOCO . ^wtrk, ^mfTé, , Ni 
wum» , Ni pura . Lat. ntc ifiépm, mt quidtm. 
Gt. fàÌ7% . ^Utg. I4S . Né convengon 
tampoco Nell'avet favorevole la mula. 
CMl,Sifi,lt^7. Ne io tampoco ho prete- 
fo dì provarla « ma folo di molìrare 
come ce. £ 2S7« Non fi fcorgendo una 
tale ( Mtir«v'MM.) oc tampoco uaa mino- 
te nelle fiife. 

TANA. Stsn^ét ds htfiit^ CsvtrnM . 
Lac. /«/'*"» » r«wr»« . Gr. 0^#X9U0? . 
DdHt. Jiif»z^ San Vanni Pucci Beltia.e 
PìHqì . mi fu degna tana . Tr.io. j4.a. Le 
volpi nelle tane loro fi prendono in qne 
fto modo . CAVéUe, MU,^ cuw, JUc volpi 
hanio tane, e gli uccelli nido . 

f . L P^r Ftffk , Bue* . PsltU. S'infia- 
cidercbbonlevitipofle, raccolto Turno- 
fc in queAc tane , fc incoataaeote non fi 
licmpieflono colla terra • 

f. II. Ptrfimilii. Bt, Inf.^^i.z. Riem- 
pionfotco il ciglio tutto il coppo , cioè 
tutta la una degli occhi . 

TANACETO . S»rts tt ErU Uwfét 



fimllt étl liéirScslt , dÉttd éitrimfmii ^ts-é 
•mJU i ed è di duefp€%ft . Lat. iéuuutfm , 

TANAGLIA. SfrMmtut9n»ttdìfirr§ , 
ptr ufo di ftrìrugrt , di fconfiecMrt , • di 
ìrdrrt ebeecif^s fu vieUmijk , Lat. ffr- 
€eps . Gr. vvpeiypa « Boce, jmv. 69, ir. 
Meflegli le tanaglie in bocca , ec. fa 
dall'altra per viva forza un dente tiraro 
fuori. PéHaff,6. Con le tanaglie di cer- 
racchio venne. Btrn,Orl, 1. 4.45. Scon- 
trafi con Spinella per la vìa, E l'afferra 
qual chiodo la tanaglia. £a. is*';. Chi 
non fu rtefto a fiaccar le tanaglie , lo 
dico a Iciorteil cavo, ebbe la ftretra 
DAV.Wéki^Ceu.dtUy. t^Z, L'iggavigoi 
e cinga, e l'aggrappi, e tenga come ta- 
naglia . 

f. I. Per fimlltt, Ddut, /«/. 29, O tu , 
che colle dita tidifmaglie. Comincio'! 
Duca mio a un di loro, E che fai d'elfe 
talvolta tanaglie ec. 

$.11. Levéire, • Cmvàre sleums ffn file 
tdnMglie i m9d»pr§ver^, che vaI» Otttntri ^ 
• Fsre Alcuna cefm otu p'sndijfmo sfir^t 
vi«/rn^«. Séiiv.GrAneb, a. s* Io non ho 
ancor dietro A quefio tuo ghiribizzo po- 
tuto Cavarti per di bocca una parola Col- 
le tanagUe. Bern, Orl.uto.M, E quand' 
ell'e di quella fina, e buona, Colle ta- 
naglie non fileveiia. 

i, III. Tsuégtis , per metétf.Diu,C9mp^ 
j. stf. Teneafi col popolo graffo , peroc- 
ché erano le fue tanaglie, e pigliavano 
Iil ferro caldo (ri«f : itfmef»rff) 
f. IV. r4Mr/f'4, per h Termtuf dell 
mttéMégliére , M, K jo.jj. Sinza alcuno 
' tormento confcfsò la fua iniquitade , e; 
I condannata alla tanaglia ec. fece tenibile 1 
jefempioair^lrre. 

TAN AGLIETTA . Dlm, di TMUsgliMi ' 
' Piecets téumilim, Vtlg, Mef, Tiralo colle; 
tanagliette , e taglialo tolto colle forbi- ' 
cine roventi rafente la radice. Benv.Cell, 
Ortf, II. Tenendoli dal manico con cerre 
tanagliette f^tre a polla. ' 

TANE'. C»i»rli»uMnfcur9, Fir. disi, 
heli. dtuH, J94. II color biondo è un giallo 
non molto accefo , né molto chiaro , ma 
declinante al tanè. £403. L'ufo comune, 
irare, che abbia ottenuto, che il tanè' 
jolcuto tra gli altri colori ottenga nell' 
occhio il primo grado* Libr, Set, «4. 
Vcltimmi di tane in un certo fjflb. Bergh, 
Rip, 241. Il tanè è color mezzano fra il 
roflb, e il nero. 

TANP AN ARE . Tértéffeirt . T-r. -Djv. 
f«/.4Si. Teocrito ne'Diofcuri dice, che 
Amico Re de'Bebrici facendo con Pollu- 
ce allepugna col cedo, te lo tattaflava, 
tanfanava, zombava* conciava male. 

TANFO . n Peter delU mufa . Lat. 
fiiut mephitis, Gr. C^fiM^ff, «▼v^ps* . 
Vsreb.fterA. itfi. Unapeftilenzioù infer- 
miti ec. era enttata io tutto quel campo , 
nel quale tra il nul governo, e il tanfo 
degli alloggiamenti tutti umidi, e ripieni 
d'erbe, erano morti tanti ce. Fir.^/.is j* 
O tu • che mi hai venduta qucAa botte , 
ell'e molto vecchia . e per lo tanfo, che 
vi è d tento , non poflo itdcrtt le c'è 
alcun buco C^ttì/tfA/f Umufs mede/i^ 
mu)Serd,Jt9r,iA.if64, Il peftileto puzzo 
della featioa, e'I tanfo, e'I foccidume 
affligge , e corrompe i corpi . 

TANGENTE . Cht teccu , ed è preprid- 
mtpie sg^ìmnte di liues refts , cbé teccbi 
uuM curva . Gèl!. Sifi, i7|. I tiri , che 
fono aggiufiati fecondo la detu tangente 
allo fcopo Orientale ( il quale» meotte la 



TAN 

palla virn pei la tangente , ù abballa} 
dovetebbec liufcir alti, e gli Orieouli 
balfi. 

TANGERE . V, L. teeesn • Lat. t^ia- 
S*rg, Gr. «rifi^aU. 

f. £ figuTMiétm, Dsut, J»f,z, Io fon 
fiitta da Dio, foamercèt tale , Che la 
voftra miferia non mi tange . FrMuc.Bsrb, 
}$.i7* Lo quarto molti tange, Eccedet 
troppo fuo grado ioveftire. Oiitéom^ y 
aa. Così come donaella ^ a cui Tuom taa* 
gè Parole prove/biofe . L«r. Mfd. cetuK^ 
9Z. 6. Io non vo'contar la trama , Tinge- 
rei *1 particolare. 

TANGHERELLO. DSmMTsugbtr»^ 
vecebéfu > • vale VAUuelU slfusuf rw 
ftiee , e grelf^Uu» . 

TANGHERO. PetfeuA gfffélém* . t 
rufiics . éied,Ditir, tu Ouei Lapponi (oa 
pur tangheri] Sonpurlozzi nel lor be- 
re 1 Solamente nel vedete Mi fkriaao 
ufcirde'gangheri. Emuut, 45. Tanghe- 
ri, villani , antichi, dicofiomi rozzi « 
di natura invida • e rozza» epiteto prò- 
ptìo, ma pet difprezzo , de'coatadiai 
p iifalvatichi. 

TANGIBILE. ^dd.ChtfpuifccéiM^ 
Chteadif^itwU fiufe del tdtt», Lat. fui 
tangi »te/t . Gr. ««tt®- . Déui, Tmv. 
I itf. Non a può dite , che fia propriamen- 
te vifibile, oè propriamente tangibile • 
Cai, Sift,6x, Sebbene la materia celefte 
non può efier toccata , perche ouaca del- 
le tangibili qualità. VéW€b,Lt\tA'it> Noo 
ù, può trovare alcuno miglio! giadice 
delle qualità tangibili. 

TANTAFERA . ìfMgièuéméuf laagt 
di cefe , ebe ne» beu ceuvemrmm» iufitmt . 
lAt.féiMM/iue 0éipit§. Gt./ùvò'^ «x»9|x. 
xj^ . Ber», rìm,u tf$ . Io non v*accoppie- 
rò , come le pere , E come l'uova freiche, 
ecomeifrari Nelle mie filaftrocche , e 
tantafere ec. Sslv. Spi». 4. 4. Qiiefta taa 
tafera non mi piace poato,e hl n mi pofft 
immagi nate, ove diavolo età fia pet bar 
tere. Bue». Tane» 1. 1. Nèmiflar più fii 
per le tantafere. 

TANTAFERATA. TéMtdferd. gma. 
Ff«r. 1.1.2. Nèch'i procuratori mlafi- 
nocchino Con lor tantaferate. £ a. 4* 
la. quante tanufèrate , e qaanci ag* 
guindoli . 

TANGOCCIO . Dlee/i di Cbi ptr /•- 
vercb:axreffì^t,aMpp»nfce^i'ffe. Lat. rrv/l 
fier , ebe/ier . Gr. v«xv\«n?^ . Vértb, 
/•r.is.tfzi. PerchèeJcndo tozzotto , C 
tangoccio, gli rendeva un po'd aria. 

TANTINO. Dìm,dìTA»tei Piecetif- 
firn», Lat. r4Mf //m . Gt^/utupò'j Sr^, 
TdcDMv.Jler,^. J44. Sia lecito , anzi che 
correte tantino di rifchio, fprofondate il 
compagno . Bu»», Fjer.4. 4. a. pcr trarne 
un untino Di fugo più di falfa . Gsl. 5^. 
}tf j. Perchè tanto remore , acciocché tp» 
patifcano untine, enienreafTolutamea* 
te polfano operare in terra ì £ IH. L'ap- 
parir tantine non dettae della loro opaca* 
zione . 

TANTINETTO . Dim. di Tém$U 
me . 

♦. V» UHtt»en9 , pejle a'wverbiédm, «a- 
/f, ^IcH» pece, ^l^udute. SiUviu.pref» 
Tefc, e. 99, Convenne un tantinecto lo- 
darmi . I 

TANTO. Neme reléHive , « Pre»9WM « 
ebeti dicane i grammatici, riferente fiuia* 
iitài che fé riguardi una yuautitm €—tU 
nua , di»0ta ira»dt;^ia . Lat. téuuut • 
Gr. ttriÌT^ : fé uua fuMiitd difcri^ 
im 9 difegud meltitudiue , Lat. ff 

GtT 



TAN 



& 



Gr. ^-àrf^tv • Tédfnfiufà cflU rfrrì/J»«A- 
demtjt di fittsHf , « di Cht, t tsl§rafimxm • 
FiUc, |. 201. Taate volte » quaoc* efl« 
aclla memoria mi Tieor « tanto quefto 
ditto più fucofoiii me t'accende* B§ce, 
fr.a. Kcliaqaal nota tanto lifrige rio gii 
mi porfero t piacevoli ragionamenti di 
atraao amico, eie fae Uodevoli confo* 
Iasioni . che ec E utv, 7$, 14. Il maeftio 
ce. diede tanta fede alle parole di Brano» 
qsaata B faria convenuta a qualunque 
verità, e in tanto difiderio s'accefc di 
volere eflere in qoefta brigara ricevuto , 
quanto di qualunque altra cofa più difi* 
dctabile fi potefle eflfcre accelo. Pffr» 
fm, #• Non ebbe tanto , né vigor , né 
'fpuio. Che pofeflfe albi fogno prender 
.Tarme. £ 1 19* Non può più la vertùfra- 
-gik» e fianca Tante varierati ornai fof 
' ffire . Dmmi, Psr. a. E forfè in tanto , in 
quanto un quad tei pofa» E vola, e dal- 
la noce li dìfchiava • Giunto mi vidi 
( cW : in tM»S§ timf ) V^utb, ft^r. Il . J44. 
<^«n</o \\ magiftrato apriva il tamburo « 
cbe Jo «privano ogni tanto tempo ec. 
( €%•€ : tgmi dttnmimMf tem^9 > 

$• I. OMfMt • T»ceMrm§ téMtt , e i'f»* 
ttudt Mufft , tMi/« P€rcuttr4 , § Effitr ptr. 
c^. B^ec, mév. |a. 10. Prefomi per la 
cappa • e citatomi fi •' pie , tante mi die» 
che mtto mi ruppe. £ mum. 11. Io ci 
{tolsero , e darottenc tante , che io ti 
ine trillo pei tutto '1 tempo » che tu 
ci fiverai. Bgrm. Ori, 1. r;. 19. Perchè il 
Ae gliene dava ogni dì tante. 

fw II. Comprare , •Vtndert fmHi$^ VéUf 
Cmfrmrt , a Vèndtre m um detnmìa4$§frtf 
V- Lat.f4a#i. Gr. Ttti Tnry-iH, 
I. III. Efir iMHf , vai» Efféf fuficUm. 

f. IV. Témi0 , f»//' tufi£»l9 , e /#ina ì» 
firt.» di f%ft,f€r Véjhatf ài tAHf add, 
fftr, €sm^ ag. 6. Quel tanto a me non 
piìi dd viver giova . ^orr* mv. 27. itf. 
Ncl\a quale ce. tanto di piacevoleszi 
gli dtiDofirafie, che fé egli prima v' a- 
mava, io bea mille doppj facefie 1' a- 
mot raddoppiare . X>4«f. /»/ 4. E '1 mio 
«ac^fo Ibrrife di tanto friar : di dà > 
MtÌm.7.9^.E fpalancando poi canto di 
4ofa, Urla , beitemmia il del , minac 
eia» e brava • £ ro.ay. Così le fi ingoiar 
nato di micca. BJt. 18. Si ringallucu , 
e U tanto di cuore • 

TANTO . %^vvitk Dìn9iM tunfibei^uf 
iit§mft CrmHdnK^di ffmK*»^ Stn^utitÀ 
ditt/km SiMd9Ptra, nMcb* e»' vtrki , ms 
fvei ntmi d'tgmi rtnsre , e »ii«#r«, hir. 

kfnftrìmiivl . S§ Sa U cwriffmdtnt^m del. 
hfsrtkelk CHE f QUANTO r^. tfprimt 
Ù9tffifemtim0mfi , C9mt ImguifA , Talmtm 
*•, Ditf fttts mmmierm , Si féUtsmefUg . 
Lac tmmtum, tétm » «i«« , Hs » its ut . 
Gr.tmr» «rvnvTvv, *Vr . £«rr.ji«v. 5, |. 
(hianro tra cavalieri era d*ognt vitto il 
■irciiele fimolb y tanto la donna tra 
{■tte Talcre donne del mondo era bel- 

Emt^ S mév, atfr 15. Tanto pregò, e 
to fcoaffiarò, che tU* vinta con lui 
. .^eficd^. £»«v.4a.8.E canto It pre- 
^ • che io una fua capannetta la me- 
• £a«tr.4j. 2. Amandola , tanto fcP 
•perare » che la giovane cominciò 
1 meno ad amar lui • che egli amaf- 
llti. £ jaav. tfo. 04* Affermando,' che 
» quanto eifi fceouvaao a far quel* 
onci, por lictcfcevano nella caflct- 
p. f aav. ptf.tp» Tanto y e sì macerò if 
9* fiero appetito, che ce. libero rima- 
* ^ tal pamone • £ ««9.97. 1 j. Di que- 



TAN 

fto fu la giovane tanto lieta , e tanto 
contenta , che ec. apparver fegni graU' 
diffimi della fua fanità . fiil»c, 7. 4^4. 
Apprefib i quali Biancofiore ec. veniva 
tanto bellÌHima, che ogni comparazio- 
ne ci faria fcaria . Pttr,f9»,%7» Le tro- 
vo nel pcnfier tanto tranquille. Che di 
null'alrro mi rimembra , o cale . Di»- 
r«m.4.io. Qui appreOo |sli Antropofà- 
gi ù ftringono , I quali vivon canto 
crodcliflimi , Che d* utiir carne umaaa 
non a* infingono • 

$. I. TsHto , per Tsnt$ eh» Lat . «/«• «r. 
Gr. ikt . G, V, ra. gtf. tf. E di fua peifona 
fece maraviglie in arme, tanto fece ci* 
trarre gflnghilefi a) cairino. 

f . II. T««t» , ftr S§iém»Btf , mdnitrs 
Utinm, £at. téLmtum , Gr. fiónf. Dm9» 
P«r. a.Seraro, odenfo ciòfìcefler tan- 
to, Una fola virtù farebbe in tutti. £ i8. 
Tanto poff* iodi quel punto ridire. r«/l 
Ar.7.44. Eglino fono nomini^ non per 
opera, ma per nome tanto. C4/./<ff.a). 
Rallegromi fcnaa fine non tanto pei 
r efalrazione di cafa mia, quanto per lo 
gtandiflfimp contento, che ce. ìdéUm, \, 
4tf. Non eh' io fugga il pertcol di morire , 
Petvh* io fo buon jpec una volta tanto. 

$. HI. TiMt9 f§léumtmtt. Vede U fttff» . 
Lat.tMifMa*. Gr. yu0y0y. £acr.»««.9S.|o. 
Efiendo contento d'avervi tanto fola» 
mente ricordato di quelle ec. Liv, M, 
Non erano rimafi , fé non li foccor re- 
voli unto folamente. 

fk IV. Tsntt , vélf fslv§ltd Si lung» 
9tmp9t Pirt4mt9fpMV»ditemp9, Lat. M» 
diu . Gr* IVTVVTW , Tf tt( . Ptfr* csm, 7. 6, 
Se tanto viver può ben colto lauro . 
B9€e»n9v, ^, 4. Niun di loro aveva ne 
ben, né cipolo, fé non tanto, quanto 
erano ioficme. 

§. V. ^ tMHt9t V4/« %A tèi itrmint . 
Lac.M* B9ecjBtr9d. 2^ Era la cofa per- 
venuta a tanto , che non altramcnti fi 
curava degli uomini , che morivano r 
che ora fi curerebbe di capre . 

§. VI. DéitMnt9, inf»rt,s d* M£giu»t9 , 
VéUt Di tAHt9 vsUrt . B9ec, m9v, ij, atf. Fu 
da unto , e tanto feppe faro* che egli 
paceficò il figliuolo col padre. Ptr,*Af. 
9S* Ma non fui nui da tanto , eh* 10 
potelfi dat la volta tonda. 

f . VII. Di té^nf , vaU Ufi ^9 , eht T^m. 
i9 , Si^fétttéum*t^t9 , In ulguifs Lat . its, 
Gt. avTiK . Bt€C,»^ !$• 19- D. tanto 
l'amò Iddio , che ninno male 11 fece 
nella caduta. 

KVllI. 1» (0^9, vsltjn ^nefi^memire, 
Lat. im»9r9m, Gr. cr t^ /xim^ù, P»tr, 
C4n^j9. j.E*n tanto lagrjmando sfogo 
Dv dolorofa nebbia il cor condenfo . 
V. INTANTO. 

i, IX. PtrfM»t9t ^vvtrb. Perciò. \ax. 
pt9iMde , idcir€9 . Gc. àiéftp , àet iviifTte . 
V. PER ». CIV. 

i. X. Tdlers vslt N9mdim9»9 , Turr^i 
vis . Lat.m'^f'/aavlMtti . Gr. lutifntyt . LaU, 
l^, A queflo fervigio , e ad ogni altro 
molti , anzi tutti quanti , che di U ne 
fono , farcbbono ftàti più di me fuffi- 
eienti ec- ma per tanto a me toccò la 
volta , perchè la cofa ec. in parte a.me 
apparteneva, v. PER. ». CV. 

I. XL N»m per t Ante , vaU Nemdimeno, 
ÌjAUnibiieminug , Gì* f*irr^€>^» NON 
PER TANTO. 

|. XII. TAntet, efMAHf^ denetét Sì^aI. 
the p9C9. Lat. AUfUAntuium , Gr.voXXff- 
ff>uo9/0v. Liv,M, E quando egli venta- 
va o unto , » quanto r no» puc fola- 



TAN 



II 



u«nte la polvere , ma la cenere gli feriva 
ne vifaggi . Petr. eaf . a. Ed ella \\ crede , 
E tu, le tanto, o quanto d'amor fcnti • 
EtApé |. Coilei non è chi tanto, o quan- 
to firinga . Ninf, Plef, 1^0, Né non mi 
Suo di quefio ninno arare. Né confbrta 
onarmi tanto, o quanto . Berf. Orlg^ 
Fir.i ]9. Non fu nazione ti fiera , ehc no» 
fentiflTe tanto , o qnento di quefta dolces- 
za del colto divino . Berm, Ori» r« tf. tf t. Se 
canto, o quanto accoftat mi ti'poflb r 
JV«/m. 9. éj. Stim.indo , che l' indugio 
tanto , o quanto Sia fempre ben pcc 
ogni buon rifpetto. 

». XIII. TAmf'é , pr9nttn^Ut9 c^mtemm 
f9lAdiKi»>f, VAle in feturnst ^ tentleifie" 
M, In f Atti, tit, in fumm A, Gr. tri tu- 
^\tìuu • SaIv, Spin. 2. a. Tant* è noo mi 
dite a me , che a ogni modo ella noo fap- 
pia un poco di non fo com* io debbia cbia'. 
marmela . Belline, fen, a68. Tant' è poi 
eh* io fon Arto Calandrino , A gran peri' 
col vo , eh' io non mi fconci • GelLypen* 
1.7. Tant* è io me ne voglio andare al- 
le mie faccende. Fi>. Trìa. j. 7. Tant* è 
io per me la vo* credere a mio modo • 
A/fff.ar. ISO. Tant* è, che fpeflb è util 
difperarfi, E falfi per ifdegoo di gtén 
Ci fé. 

». XIV. ^AtAHfperiAnte, vaUsA^uì» 
f» tAggnAglie , CentAÌ prepetxjen» , 

». XV. Più che lAnte , vaIc ^UAnSe f 
eenverrehté , • ^UAnU^fArehbe neeefétrìe 
Cnr,lett,ui^t.E non fiicendofi più che 
tanto, imputatelo alla difficoltà, eh* io 
vi dico. £ 171* Ma poiché ne fo fcon' 
ciò , e difpiacere x voi , noo voglio 
gravar vene più che tanto. £ a. tfj. Mi 
duole non aver potuto cavar di quefto 
nrgozio più che tanto r 

». XVL TAnte the , véle di ntAniers 
ebe , Per mede che, X«at. its ut ^ Adee ut ; 
Gt «Vi. £«fr. MIT. a. S.Giannotto di foU 
lecitarlo non finava giammai , unto 
che il Giudeo da così continua inftan- 
zia vinto difle. Benv,CeU,Oref %7. Al- 
cuni ( cefetUyiotko più volti , alcuni man- 
co volti , tanto che egli fi viene a quelli , 
che fono diritti. 

».XVn. Per /nJtnAtt Antiche, Lat.fM. 
Ady denee , Gt.teti, £trc.MV. 7J. ii« A 
me pare , che noi abbiamo a ricogliere 
ratte quelle, chenoivedrem n*re, tan- 
to che noi ci abbattiamo ad cfTa . 

TANTOSTO. ^vvtrh.Difnbite.hm. 
mAHtimente , Lat. fiAtim , illice . Gr. oU>' 
T/xflt • Beee, nev, ìj, 18. E cono fc luto tan- 
tofto colici effer femmina ec. la voleva 
baciare. £imv. 18.45. Fifo guardando- 
lo, tantofto il riconobbe. £ n*v.8a«4. 
Il che tantofto fepper quelle, che a ciò 
badavano. Sen.Pifi, Credi ra, che 1* al- 
tre cofc piene dì fraeidume ec. tanto* 
fio , che 1* hanno gittate folla brada 
oc. Guid, G. Adnnqne lo Ke Agamen- 
none tantoilo fcci'e in terra « e andòe 
al tempio di Diana . £ Altrèvt : Egli ,■ 
fbrncndofl dondunque porco , nncofto 
: venne. Bim, Ant, Cuitt, y/, Tantofto > 
I donna mia , Comico voi vidi r fui d* •- 
' mor forprifo • Bem.Orl, j. s. aj. Ma fa- 
I tÌL ben tantofto liberato r Ciriff. Culv, 
'4.r28.Ma chi vive a fperanzi muore a 
1 lienror Un tantofto di Francia vien p(F 

fcrai ( qniinferx^ difujt, > 
) TAPINARE . Vivere im MìferSu, Afir- 
UAre infelice vitA, TribeUre, Lat. in miferih 
decere ,■ Gr. ivrvx^^ • ^*^^' *'^* '^* ar. 
Ahi lafto me , che pafTati fono anni 
(piatrordiei , che io fono andato »p» 



& a 



Dan* 



12 TAP 

nando per Io mondo « £»fv. 29.16. Per 
lafcìar te tornare, e ilare in ca£i ma, 
laogameote andata foo tapinando . 

f. Injigmifie, mnttr. fsjf. ai» mt^^kéfi^ 
vslt TriM^fi^ %AffiigriTfi ^étmdtmtmt* % 
SéUvim. afe, a.j«5« ara venita per a- 
gnexlo airufansa dclptefe, e inìbalfa- 
marlo. e ai noi trovando» fi tapinava. 
TAPINSLLO. Dim. il Tsfinti Mi- 
fihinelU . Lat. miftUui ; Gr. tatVHfif . 
B§tc, M^, i7» s. Solamente le donne ta- 
pinelle coftrigne . Fr, iéic. T. {. 10. 4. 
Guaì air uomo tapinello , Che fi mo- 
ftra coai duro « E 5. 34.]^. Or ti muta 
tapìneìlo. Elei d*cfto Mongibei Io . ihtr. 
cb,t.6$. Andando a uccellare una fta- 
gione , Di mezza notte in fui levar la 
uclla Una chiocciola prail capiacUa. fir, 
ur/.iiS* Impaorita adunque la tapincl- 
la percoaì ntte parole, voltolfì a quel- 
la vecchia »e baciandole le mani, dif- 
ic. £270. Pofcia • chela tapinella fifa 
crociata per lungo fpazio co* pianti , e 
co* lauMoti ec. diede pur.finalmente 
luogo al gran dolore. 

TAPINO. ^Add. Mjfif, Jnfglici.Trh 
Méif . LiU.mifir , in/elix . Gr. rotrMysf . 
V. Flts 14. f «re. Mv. 27. a a. E che voi 
del Tuo efilio, e dell* efTere andato ra- 
pino ^er lo mondo fette anni non fia- 
te cagione, quello non fi può negate. 
DiMt./ii/La^. Ritorna a cala, e qua, e 
U fi bgoa> Come*l rapin , che non fa 
! che fi faccia . Ftabc, Ssecb, imv.x r j. Ed 
(egli con l'avanzo > che v* erano rima- 
fi» fi fierte mifeio, e tapino. Bfrn,OrI, 
1 1. a4;.atf. Perchè principio ardito» e de 
'hiì noe Eatto ha fpeflfo molte anime u- 
' pine » 

U Ftr fimtllt. vditGn$t§ , BmJò^ Ordì 
»Mri9 . Lat. exìlis , bumUis , dtmiffm . Gr. 
TflirM»a'f. Csrl/BUr.i^^, Il primo <trff/«; 
e *I terso di gretta , e tapina tifcita • 

TAFPBTO. SfftJ» difAmH§grrf§s9ft. 
r^ di Véri ctUri, ffc«»fr/«, ftrmf» prim- 
9ì^mlmMU di etprir tsvle * Lat. tupts^ td- 
p§tum , Mujjtum. » Gì". 'nT^t , Stv, smt. 
i8«a. JF finifcalco, ovvero teforiere pre* 
fé qnelli marchi , emifienno tappeto in 
sna fala ». e verfoHivi i'ulo. G.F.7. io.a. 
U quale (ttfirw^ fi fece venire innanzi , 
e porre in fu 'tappeti. B*c€,g,7.py^ ttt- 
ti in fii l*erba lappcn diflendere» e vi- 
cini al lago a (edrr poftifi, comindòil 
Bjr ad Emilia , che cominciaflGe^ t Bem. 
Or/, i. 1. 2o. Ad un tappeto vide armi 
diUefe Di ciò rche ad un bifogna iute- 
Itmenie . 5*//i»c.yi#i.a79. Per tempre ti 
diciam: leva il tappeto ( €i§é : »•» ti 
dér mài più da msHgìMrf > 

$«I . Dic«fipfVtrbtMÌment€ Ltvme^ • L»- 
vsrfi dii ts^n, eift Vddt ^Abbsmd»iHtr is 
^mpref/if cht i ha tvéiman^^ f»snd^fie: 
M/c», eli tlUMu pué rinfeirt ì H elu di- 
tiéimé AHcbw Twftnt giù . SéUv,Spit^2,p 
E- quando eg!i avedè altro capriccio » 
mettalo puf da parte a fiia poila,e lievife- 
■e pur da Tappeto^ ÌÌ4/M.10. j^. Quin- 
oltre gli ^nno ftati tatti riero Per le- 
▼•r quello morbo da tappeto. 

f. 1!. ÀUtt9r fui tépptf , vMkMtMtr§ 
te iréitfsi^t Cfmineìétre 4 tr»%tmrt , Prp 
B9nt , SsltHii,pr§f,T0fi, r. if}. Quando 
le coiè mede fui tappeto non fi Tpedif^ 
(ero in una (efllìooe . replicare le tor- 
nare qui a lavcla , fintantoché le ma- 
terie fi efauriflero . 

I. III. £ PégAr fui $é>pp9t9^ , > die* dtl 
Péisr Per vU di ewtt . L»t. «fW fr^r*. 
r*mf$lvtr€^ Pléttu, Jidsim,6»9}* So gii» 



T AR 

che qualche debito ha Baldone , E eh* 
e* lo vuol pagare in fui tappeto. 

I. IV. Sfsrt Alla fiiujhétetl téippeti ,fi- 
l%rntam.H diet delUStarfiet»ajrÌ9^ t fi' 
enrt^^a , afpgtiéimdi Ctfit^di cbteemfiék • 

TAPPEZZERIA. PéTémtnfdéifia^ 
V . I«at. ptrìpttsfmM , éStalUét , ptri/tré- 
méitéi^ snUé, Gr. vi^v-fTocr/uai, wt^A' 
rptffjM, Uri. Quello abbonde voi mente 
fornirono di letri» tappezzerie, e altre 
cofe ncceflarie. Fir, ^f, loo. Che cafa 
era quella , dove ella mi menò ! che 
rappezzcrie per lefale! che fergentiec. 
Bu§n* Fitr» 4. s. as* Seta , e tappezzeria , 
E aromati reca di Sorfa . 

TARA. JlfMTMrt^ ÙtfdU»^ cbefifs* 
fti fUAmdtJi V9gli9m9 faìdart ì 9p*r fi 
miiit. fi trmiferìfct ad nìtrg cft . Burch. 
i.$7. E lol per la gran tara, ch'elle An- 
no , Corrono i buoi , e *t carro non ù. 
muove . Vsrcb,Ere9l,y^* Ouando ci pare, 
che alcano abbia troppo largheggiato di 
parole, e detto più di quello , che è, 
lolemodire: bi fogna sbatterne» o tarar- 
ne, cioè £irne la tara , come Ci h de' 
conti degli fpeziali . Car. Ittt, i.atf. Nop 
lepofib accettare fé n za roffore, efenza 
tara. BM9n,Pitr^^ »m, £che noilefbc- 
ciam qael pò* di tara » Che par , che fi ri 
chiegga per boon ufo C ci«r : credUm9 mg- 
IM di ^n9lf ch9 viin rìfgriti ) Sslvimjifc. 
1. 1^1. I precetti fono buoni * ma fono 
ulvolta come le fpeculazioni mattemati- 
chele qual i adatrare alla materia patifco- 
no le lor taieCrà*^ * 9ceg\i9ni ,difif9ltM ) 

TARA BARA. Kf rtib. £rr«/. 2 sa. Che 
vuol dire tara bara/ ce. Vuol dire, eh* 
ella è ne fa ne &, o volete, come di- 
ce il Patafiio» ne hai, ne hai, o come 
a pailt volgarmente , It tonfa del Val- 
lerà. 

TARABUSO . S9rfs d* uetilU . Lat. 
ardgn JteiUris . Gr. tptiit^ ÙTtpiHt . 
Affi;^.25.48. Provato avea per ifcalsat- 

Sii il dente Tutti, ifaoi ferri , e poi 
ci tarabufo L* artiglio , e non avea 
fatto niente. 

TARANTELLO. Piwdl ^uédiUiu- 
fgriurg , ^ fi dd ds éUenni béitg^éti 4* 
c9mprMt9git me fi dirgbh prgprimmtmtg ^ fg 
mgn di egmmgfiibiti . Lar. mu^arimm^ mmm* 
fifa . Gr. érf/uurocf . 

TARANTOLA. SgtpgnigìU fimltg ed 
la incirtéU » di eglgr biaacbiecig , ebiaf 
taf fM^ cgmgdi Igatìggiag» gdididut 
fpni9 . Lar. fieilig . Gr. yoixttiriii . 
Mil, M, /»•/. Se vi viene alcuna taran* 
rola, che ce n*ha molte. Fir,^f.i^% 
In che modo reftrignerò io qaefla ta 
rantola è Caaf.Carm» 87. Se tarantola, 
o fcorzonc , Donne balle , vi pungefli 
Fatev'ugner tutti i felfiDi voftra gen- 
til figura. 

TARANTOLATO. «^</.ifory«d4//tf 
taraafla . g«f ». Ori, 1. ty.tf . Come in Pu- 
glia fi' fa contro al veleno Di qiielle be- 
ftie , che mordon coloro , Che fanno poi 
panie da fpirirati , Schiamanfi in val- 
ga r r a rantolati . Sgld, fai. |r Vedefi in 
.Puglia , che i tarantolati , Come che tat- 
ti al concento falobreComnK>l& al fai- 
teUar reftin fanati» Non guarifeon pe- 
rò tutti al lugubre , Oal eonrrario fiion. 

TARARA. Si dicgdtì Ridurre nel Jitl. 
dare i C9»H «»' giufi^ H feverchi» pre^K!» 
dgmandatg dall* art efiiw , § dal wenditere, 
Varcl^. Ereet^Th Quando ci pare , che al- 
cun abbia ttoppo largheggiaro di paro- 
le, e detto aflRii piii di quello »■ che è 
wlemo dira » bifogna sbatte»^ » o tarar* 



TAR 

ne» cioè farne la rara » come Ci h. de' 
conti degli fpeziali (fai ptr fimllif, ) 

$. £ pgrgbg iegmti ^uafi femprg fitàrs» 
ng , a Quel , cbg # * gdg dirg s* millamfat^m 
•ri , fi dieg prrtfgrbialmemtg , Tarapgr mjh • 
Saiv*GrMn€b,i,i, Oìmti Granchio «appe- 
na credo io , Che fu (Te un miglio taor di 
porta.Gr. E anche Meno» tara per «fo. 

TARATO. *Add, da Tararg, RÌ€g$f, 
Figr, Prevv, Dipoi riveduti » • tttatr 
divenrano in verirà debitori . £ ^fr^fi 
/•: Ancorché aveflbnorefecazioae pa- 
rata, edi fartodi taliconti nontatati.- 

TARATORE . Cbg tara . Jfiegtt, Figr. 
Provv.Lì taratori diFirenze tarino i con» 
li della città intra fel giorni . £ altrg/g/€ r 
Non faranno (late iìgmgrcamnU) in cai 
tempo tarate, per li raratoti predetti. 

TARCHIATO . ^dd. v. bèffa . Di 
grgffg membra , Fanicetg . Lat. mtmbtif 
crafgrìbus . Gr. v«xvX»T#^^. B«fr.iM«, 
71.4. Era pure una piacevole, e fìrefira 
forefozza, brunazza, e ben tarchiata . 
Crgm,Vgll, Matteo ce. è piccolo» t tat* 
chiato della perfona, e trae dal padre, 
Ler. Med, Ngnc.iS. £11* è grofroccta,tat< 
chiata, egiaUa, Frefcoccia » « cnHl» 
che fi fènderebbe • 

TARDAMENTE . «^vfcr^.rMi r«ri^ 
tst ^dagig^ C9a fgafggx* . Lat. r«rdf» 
eun^anter, Cf;$fi»^Ì9K » Bnt»f»f* il* E* 
ci conviene fcendere rardamentc , al 
che s*aafi lo fenfo dell* odorato al tri- 
llo fiato • y»tj^, JMef, L*aloè è nel aove- 
ro delle medicine» che purgaao taida- 
mente . 

TARDAMENTO. // férdéure » Imdm 
(^(•. Lat. farditas, cntgBatig, Gr.MpM- 
ryr , axy^ic. Af.K.7. ta. La piena vit- 
toria» che Iddio V* ha apparecchiata » 
non vi fcampi» per tardamepto de'vo- 
(Iri tratrati . Tgf. Er.s,^ r. La dilcttasio- 
ne non è'movimento» perocché ciafcv- 
na cofa, che fi può muovere t ha tac« 
damento, e affrertameato. 

TARDANTE. Cbg iarda . Lar. c«a 
Saas, cHm&afr. Ct, jSpgfltfi ^ fiUÌXrrti, 
Liv,dee,i, Che fé egli con iftanziarar- 
dafle conrro a* tardanti Nolaoi • chela 
plebe moverebbe alcun movimento. 

TARDA NTEMENTE . ^vvgrb, Cgm 
iardamt^a, Lat. cutt^émtgr.Gt. figutiggt, 
Libr.cur. malati. Opera feaM fallo» ma 
però fempte tardaatemente 9 e conaaa- 
fea. 

TARDANZA. // tstdarg^ Limimi, 
Lar, iarda as , Qr. fipttinr^t ^ •Hf^rt9 > 
Fi7*c.s.|o$. L*amor della donna perfot 
tardanza aveva perduto. ^mm,amt,fu 
a.f. E fi conviene configliare con ta^ 
danza. D4»r. n'av. 21. Però* con taa tà 
gion piana , e umile Muovr » novelli 
mia , non hi tardanza . Caf kn, ij. 
Che tolga via ogni fofpezioocSd'aalflBOb 
e ogni tardanza. 

TARDARE. Indugiarg , Trmtitturfi 
g fi ufa in fignific, »guir» g ngmtr» paf 
'Lat. cunGariftfHrMri* Gr* /uti^fig , a'xm. 
Paffiii» Ricordati» che la morte htda 
venire» e non tarda. Cr. V, 10.25.2. L» 
indugio della cavalcata della gente del 
Duca fi tardò. ^lbgri'cap,6^ Kob ri 
tardare adunque a conve rrire a Dome- 
neddio . Cafjeit,^^, Io ho tardar» a ti- 
fpondere alla letrer» di V. B. Illaflrìffr 
ma de*i$»i di qoello. 

^\, Talgra vahEferg gra térdd.M.r^ 
5» 7P' Già fi cominciava a tardate il 
giorno. 

^. IU£e»/mv eafg, t.</< PargrimdW 



TAR 



TAR 



TAR 



13 



rmtfrsr gtém iefidévU é^ glcmnm 
tMid . Dmni. imfi, f . Oh quanto 
ne 2 eh* tlcri qaì Rìnnga • E 

mi volfi 9 come V aom • evi 

veder q«el 9 che gli 



(late pur • perchè tardi, oper tempo Lo 
Te onte là • 

1 II. Imftr%,Mdimmt^ nniU /•/«//* «-4 
tMriék , yScÌMt «U* «-4 f 4rÌ4 , if ds ftré , 
«W d4 mmifinm • j|y«rr. »•«. r j. 6, Efleodo 
giik tardi, diUdaCaftel Soiglìclmo, al 
Talicare d'an fiamc ec. taalicolo t il 
rubarono, 

i. III. ^liérdtf ftfii ékwtrhÌMlm» vm- 
It U fttgk • Lat. fw • à退, Mv. fo. II. 
Madonna « io vidi quella fera al tardi , 
ditimpettoalU bottega di qae^ legna- 
iuolo nollro vicino » unT arca • E a^v. Stf. 
4. Tolti una fera al tardi dae ronzini a 
Tettara ec. fopra il pian di Mognone , 
cavalcando, fervenncflo. 

4. IV. F4ir/, ^gtM, Stmkrén tmdl^ • 
fimiU i, i^}rrjRMJM difid€ri9 di vmIém ' 



«re, Tmur€ imdietf , Lat.r«rar. 

riser# ^ tsrdéW • Gr ov/X'*' » 

. DM»t,inf, aj. Ma tardavagli 

e la via (Irecta. G. K it. t|. j. 

tsa del Re Roberto ec. tardò 

foccoifo , che in qaelta ibnaa 

iglielmo ec. venne a Meflina • 

• f. Avicenna dice, che la faa 

ie(di<cavt/«^e '1 Teme tardano 

da. 

»ATO. ^éd.ddtéirddrt, Ptfr, 

(. Onde net petto al noovoCarlo ci/« cfmprmHt^t^ • F'^ir. S« i54« Amico « 



a me fi fi tardi , che queU che impromet- 
ti» fifomiTca. ftf.ija. Dehonanto mi 
è tardi, che io manireftar mi ti poiTa • 

TARDISSIMAMBNTB . Smptri. dì 
Téwdémtét*. Lac fétrdi/fmu. Gr. fifmH- 
T«i«« Tr. 4,4. t. t^ «B* akra maniera 1 
che fi chianu Albana , la quale catdbOi- 
mamente pallnla » ed è uva bianca ec. 
Gnkr./vp. p, 411, Avevano lècondo le 
ila liceoca, che m' avete data xonfnetc aia loro camminar» tardtl&ma- 
rinM voAra , che io Io ficefli a- mente. 

TARDISSIMO • S^. di Tsfd». Lat. 

iéHdigmus, Gt.' $pMrm^3i m Guk€,Jhr. 

LarghiffimeproaaeflTeec. maenttti 



vendetta , chea noi tardata nno- 
t. F4r. |o. Se fi fvcgli Molto tac- 
Talanaaraa. 

IBTTO • Dim. di Tstd9 . Lat. 
■!•#. Gr. fip^inft • Fir, ^f, 
elle caprioletre minate, Quelle 
tette , quegli fcempi tardetti • 
. 1. 101. Se VI pare» che la rifpo- 
ata tardetta ec. ricordatevi al 



r 



lamente. 

IETTO. ^vv€fyMim,diTsfdi, 

\Stfeul4» Gr. ffpmiiiVf- FirJju4f. 

laado ieifera un poco tardetto da 

tordi cafa ec io ritrovai avanti 

ra dd mio alloggiamento ce* tre 

imi ladroni. 

>EZZA. TMfdémtétt Umt9KK^ 

dìi^t , figtifim . Gr. /«i^^vf . 

M* V. ij.it. Riprendendo fna 
t, e polendo con fuo onore ftarc 
\ . r«/. Br, 7^5. Dee fuomo goar 
le Tua andatura non fia uoppo 
rr tardezza , che ciò è fe^no di 
I. Déua,C9mf,99. L*una at é la 
I del fuo movimento per dodici 
I m«dmM Uit^ kn tardanza > ^^ 
r. 4.81. Già quel, che ogni altro 
cza avanza , Il buon fratto di Pai- 
irdcflaaato Volge in oleato. 
Dl« ^ffvérh. Fu»r di "m/* • ^a*- 
I pgr Jéwercòit indugiti Trs9éli' 
r.4, Dwft 7 t*mf§ §*mvtmvU , « 
I . Lat. fir: Ct» iò^i . BéeeMtm.ì 5 • 
beegli gii fofpettando , e tardi 
ganno cominciandoli ad accorge- 
f r. ێf, }. Tardi pentito di fna fc 
£/is.a|a.Edè(ben (ai)Qai ri- 
i i«tempefljvo« e tardi • X)aar. 
ilacquifablolfo, ancorché folle 
£or. iri : Cioè benché fofie 
mio nalccf e , e quello dice » pei; 
9 fuo nafcere preiTo alla morte di 

Péf, ij$. Riipoadendo egli » che 
va bene d* avere erraro« naa che 
era tardi a tornare a penitenza 1 
chcrico , che la vera penitenza 
mai tardi . Vétcb^Erc^t, s?. Tu fa- 
di alla fiera a Lanciano . 
TsUré^ nfédtCM imditgU^ Center» 
Lat. fMrd€ . Gr. fffttittfi • CsvmU, 
!iaf . <^ndo Iddio tardi eikndi- 
reggia li Tuoi doni , non gli nie- 
•r. Cmv, 108. Amore ec. non é 
:bconiiiiento (pirimaie deil'ani- 
ielUcoià amata, nel quale uni- 
di propria fna natura 9 1* anima 
>fto« e tardi •fecondo che élìbe- 
mpedita(rt«r : ctrrt etnfrtti»*^^ 
iuA€m imdfigi§^ Médm. tf,'.a. Ma 



i.rt ^ 

piccolilfimi , e tardifiimi 

TARDITÀ'. TARDITADE,vTAR- 
DITATB. ^/htéUf di Tard9. Lat. ter. 
ditMS, Gu^Mr^t • %Amm.Mmi» a|. 4.ir. 
La divina ira con lento grado va alla fua 
vendena , ma la fua tardità compenfa per 
gravezza di tormenti • Tv»». Pi^x* >7* Le 
ipczic d'.invidia fono tepiditade , mol- 
lezza , Sonnolenza . oziobtade* indugio, 
urditade . GtMVr./fr. 5.722. Non ci deb- 
be adunque fpavcntarc quefia taidità. 
Téff.Cer, 5. 6, £ Gria la nurata tardiu- 1 
te, Ch*in alui è provvidenza , la aoi 
viltate. 

TARDIVO, ^dd. Té»d*. Ja^. finti, 
mmt • Gr. S4fip^ . iJh, gmr. mutUtt, 
Sono pih fimi 1 frutti piiauticci«die i 
tardivi. 

TARDO, ^dd. fitn^ Uni* , N<fli 
Ctimtrmri9diS§lUeiu 



gtmiti 



lM.tMrdmt 



figt. Gufymivf^ aam. Daiif. /«/. 11. 
Lonoftro Iceader convieneel&r tardo. 
t Pénr, 12. Si movea tardo , foljpccciofo , 
e raro • Btecntv. p.4. Il Re inilno allora 
llato tardo, e pigro, quafidalfonao fi 
rifvegliailè ec 

f. L ia fgnlfU, € Jmttmftfiv fir f ra- 
va^icaaitar* di ttmf, àte, mv. 4]. la. 
La giovaae veggendo , che 1* ora era 
urda ec difie . Pttr, firn, ir. Non fia 
<h* aloien non giunga al mio dolore 
Alcun foccorfo di tardi fbfpiri . £ 17. 
E non io fare fcbermi Di luoghi tene 
biofit o d* ore tarde. 

#. U,^ Pu GT4tv , Stmré . Dmt, /•/. 
4. Genti v*etan con occhi tatdi, e gra- 
vi . Pt9r» /•«. i|2. E con r andai • e col 
(bave fgnardo S'accordan le dolcilfime 
paiole » £ Tatto manineto , mnile • e 
tardo. 

TARDO. s^9verh. Temila Lat. fif • 
Gr.f 4f^ • J>émf, Psr^ aa. La fpada di qaaf- 
sn non taglia in fretta « Né tardo . Pttr. 
fin^jt» A wtdct voi tardo mi voi fi > Ver 
non rawicinamiiachi miftrngge . E firn, 
222. Quella eccelleazia égloria , s*to non 
etto • Grande a natura • a n^B fornaio di 



Ietto, Ma che} vien tardo, efubito va 
via. E firn» 228. Alma realdigaiflitna d. 
impero , Se non fiilO tra noi fcela ai 
taido. 

I. ^ térd§ 9 p^§ Éirtmirisim. v. AL 
TARDI. 

TARGA • Sf€tjt di SciU§ di /m«, • 
dieu9Ì9» lAt.psrmét, elfpem. Gr. ««▼/>• 
Liv, Dt€. |. A colloro fu comandato, che 
aveflero una targa in luogo di feudo • M 
r. |. «}. CatnnoC^rrtfv«;una grande 
bandiera tutta di queir arme , colle tat< 

f;he rilevate , nel campo azzurro un 
eone rampante. Frème. SMecè,m9v. rpa. 
Con li loro configli ordinarono* che*l 
detto Podefià avefie uno pennone , e 
una targa dal popolo di Fiaenze. ìSmo* 
Fitr. 4. a. 7* Cilcranae aflai fcommefie • 
e targhe vecchie. 

TARGATA . C9Ìp§ dsf ttlU faif a • 
r^c. D«v.4m».4.98. £fli pei contra gli 
ripignevano , ammazzavano , precipita- 
vano eoa taiflate , lanciotmte , (affi» e 
cantoni . 

TARGHETTA. Dim.di Tmgét. Fféuu. 
^acrà.Mtr. rse. in ifpigneie, e lipigne* 
re alcuna urghetta cotto un altro (/»- 

fin») 

TARGONE . ^eertfik, di taira; Ter- 
gdgréndt , «a difirwuk dhrrtfk . Lat. clf» 
ftu$, Gr. «rr/?« An'ci. t«r24. Qual col 
fiilcion, qnalcoUafcimitarra, Qual còl 
targoo pareva una teftuggine . Brngk. 
^Arm,fémji6. Vaggionfeue aliai delle rof- 
fé, e gialle in pittura ne'oaUrefi» e tac« 
goni , e ancora in alcuni forzieri • 

TARGONE . £rhd •dtrìfirm diftp^f 
éU9f , § di figlitfimiliéd hm . Lat. dra- 
cumefthu k9r»t^^ H^ekum . jOavu CélMm 
rf 9. Trafponi ogni erbaggio pei ÌA fia- 
te , nuota t targone < capperi • ^/aai« 
CiU. $. ifo, U foave targon . che mai 
non ^ide II proprio feme fiui • ma d* 
altrui viene. 

TARIFFA. Arf«mi;M(aaM difret^f 
• fimiìi* Tmc. D4V.4JM. ij. i7p. Cefaic 
adunque bandì , che le tarifie di tutte 
le compagnie de* pubblicani fino allora 
oaulte fi puòblicafièioCfW U T. La». 
hs : legea coiufque* public! • Am*. 
Fitr. I. 4. 4> Le tariffi; attaccate Fei le 
gabelle. 

i. I. £*tfac««ilcMra d§'frHA} 4^if^ 
fiétiid§rvtmder9* 

$. II. £ Ar«»rr di lUr» emtnemtt «aria 
rtgiimdi nmmtriptrfémi cmai/mUt mitt- 
r# , » fimili , 

TARLATO. JuiétrtMti . Sitett. Fkr, 
S7. £Icggefi quella ( fMlf^rigiu > ec 
non tarlata , non nera , ne fcortecciata. 
rar.l#ra,j.77^Col quale pei non aver 
fin QUI avuto a pena entratura, où pai 
d euci nuovo lenritote , ancoraché fia 
de vecchi , e de* tarlati di cafaCfai mt 

TARLO . Virmt , ^htfitittmté^ mi ia-ì 
;a«, « /• fW«. Lai. larvd» » Mrj« . Gr.i 
r^iim . Fi^.irat. ^. M. Siccome il 
tarlo confuma il legno ec eoa! confii- 
oula'uvidia il cospo deir«omo. P«rr. 
cM<.4l. 5. Che legno veccàiomai uoft 
iole tarlo > Come qacfii 1 mio cote • 
FrMc.SMeek.rim. af. Credi tu (empie, 
vetenofii fitrpe , Regnar vivendo pur 
dcU altrui fangua » Eflèndo a tutti ve- 
lenofo tarlo è 

i. I. Téirl9 , fi dke étuebe pulìs iWv«- 
re^ ebeim redemdi/a H tétte . Cr. f, *o^^ 
A fiildare tutte le piane lefioai ti 
fi pongano quefte polveri • cioè 



Ulh Crufié • Ttat. K. 



S I 



M 



TAR 



TAR 



TAR 



tioe fecca polvcriizata ce. putredine di cola di Fifa, t Seravesia > «d a MafTa 

legno eocrottOt la quale rolgaimentes*, di Carrara, e nel iìume Arno fopra • 
.appella tarlo. .' e fotco di Firenze, ed in altri laoghi 

1 i, il, im fr$vfTÌ,di€Ìém§: L* £m9f iti ancora > è pietra aCTai nota-, e cono- 
:i^f/«,.^i C^j Mi«/W«ffr /«• iffi(«. Lat. fcìuta . £ Mfpr^ff» : QaefVo tarfo più 
j«f iufus 4^n§t, ut Input §v4m . , bello, e bianco, chefia poffibile, iipe- 

§. HI. *^vfrt il tarh <•» 4frwn«, vsle Ai minMamente in polvere in pi ledi pie- 
k/ftwrri rmHU • Lar. slieui irsnum «^ • tra. 
\Gt' òfytkv9 iX^'nfi\Mslm,i9.i^M.i\ TARTAGLIARE. B^Iklf^rf . Lat. 

fii' pur guanto fai, ch'i' ho teco il tar- [ t*;^"* jr# . Gr. Tp«»x/5«» . Fkrcib.£rr«/.59. 

lo, E ti Yo* , fé tu foffi in gtembo a Di coloro, i quali per vizio naturale, o 



Carlo. 
TARMA . 



Verm'iccìu9l9f éit slU W4- 



accidennle non poÀTono profferire la let- 
tera R ce. fi dica ec. più FiortntinaTnen< 



Hi9ra érltmrUndtélivtrftnfi, Bn»n,Fmr, te trogliare, o barbugliare • e di pm 
{.5. 2. Ovelìcuro Schermo aver pon da*ittrtagriare.Z,ilT.M«r.wW4rr.SetartagIia- 
tarli, e dalle tarnaeGrillttftribrevi>cle' no, taglia loro il frenello del la lin/|na.£ 
pregiate carte . ) éffrtfsé-. Dopocheavrai tagliato il filct- 

TAROCCARE. K«re kéiffn. Ctììmu ,to della lingua a* £incÌBlli,chc tartagliano 
adirar/i, Lat. ir* exeMudefeert . Gr. 0(0. ec. Bu»m, Fitr, r. |. 9. Qual €\ dia a creder 
^v/M«v , tlfufiómf . Mslm.y.ió» Mon ti fo ; mutolo, tin tanagli .A£(i/im.5.j9. Ch'ei 
dir. Te Meo allor tarocca. | tartaglia, e fcilingua anche a bacchct- 

TA ROCCH I . S*rtm di Glu$c9itd «jkW ta • 
die9i^ T^r9€cki sleume dtlU Cmrti , rvn ch§ TARTAGLIONE . Ck§ tMtmf^lU, Lar. 
/i^luuA. r4rri&. Ercf /.8 8. Dare il ilio mag- '^W^rifMi. Gr. tpnvKt'Lm . Bureh, firn, 
giore f tolto dal giuoco d^ germiaì, o; meff^ttftlm.-juloii ri(pondo» Burchiel 
veff<r de* tarocchi. itfWaa.i.jS. Han pei> tartaglione, Che tu ti puoi chiamare aliai 
infegna il diavoi de' tarocchi. I infelice. 

S, Ejfert c$mt il mAtt§ frs' tdr$echi, • TARTARA . Stria diartM^Tt/, ?§v, 
/tmili, fyurMum, védt Entrar ftr tutto.. P.S.tép,^^, Fa* tortelline a moiodi rar- 
rercir.r«rr.].tf.Ioeratra1ot ( come Si di- 1 tare , e mettivi mandorle peAe . Lafi, 
ce) Il matto ne* tarocchi. \SihilL a. s* NelKultimo duo! migliacci 

TARPARE. Prtfrismtntt Sfntmr /«bianchi, o tartare, die fé le chiamino 
f9nn€ deW mli é^li uccdlii 9firfimilit,fi coftoro. 
die* anckt d* mitri vlsiili. Lat. aUt rir. 1 TARTAREO. %^dd, JmferuéU^ . Lat. 



tumcidire . Gr. vn^o^ Ttpinirrtn . Sal-^ tarturtus, QwnLpréipu^ , Pttr,fm,i^ì , 
vìn.pff.Ttff.ì.ios.Antcttontt, Bonpo-jChc col pie ruppe le tartaree porrà, 
wndo cavaiii il Tonno , e foenare con «f«f». Af«»f». Af«r(.ai.i. La grazia, che 
agio per una rondinella garrula, eciao- fa, che quell'anima » la quale dìansi 
ciofeliaf «hegli rompeva nella tefta 1* producea frutti tartarei, producafrutti 
alto fo^BO ce. minaccia di prendetla , edi divini . 

tarparla» craendule le penne maeftre •! TARTARO. Gr§mma,Làt.tdrtsrtut, 
gMMi.Fitr.4«f .2 j.Che maftro accorto Sap; Gr. 'mpTtx.p^. Cr. 6,66,1, Contt* alla 
pia tarpar le vcfpe MoUfteal fianco de' rogna prendafi il fugo del lapazio acuto 



téirt, Lat. fu^trutrt , fl^tfi* mah Mcl- ■ 
f ffrir,vrar«rc,/«c«r«r# . Gr.Kflr«fuv,flUxilMV. 1 
Toc, Dav. ann, 4. 89. Taefarioata adni»- 
que rparge fama« che i Romani da altre { 
nazìoai erano urtafTati . £ Feri, «/«f . 
41 S> Con che torrente» e impeto difend* 
cgU lo noftro frcolo' con quanta « e 
varia copia ha taitaflato ^li antichi} £ 
Ptjlillj^i, Teocrito ne* Diofcuri dice 9 
che Amico Ra de' Betrici » dicendo eoo 
Polluce aUe pugna col cefto , te lo tartaf- 
fava « taa&aava , zomba va > conciiva ma- 
le. 

TARTASSATO. ^dd.daTértétfiart. 

TARTUFO. Piévua di ifuraktrmttf- 
tutajku^^ rsdit* , •f4m%/tUfli§ , U Muiia 
fia fimprt /»if • ttrm , e finmt di én§ Z^- 
Xjiti altri di fifa mtra, «d altri hiau^ 
c4. Lat. tuktr. P4r«/. 9. Tartufi lerg». 
match i , e pece Greca . Btllime. firn, 
asC Perchè cagloo ioti caldi sì t carta- 
fi, Standofi nella neve, e non al fole « 
Burth, t,to, PerqaeAole ieftufila1,c i 
tartufi , N' hanno pofto T affcdio alle 



corrier fpediti. 

». Efy^uratam.fidSei dtlF ImdtMirt al- 
atut , » T§j[Iierli Uffxfi . Af«r{.ia.i j. Che 



ec. e alla cotatu ra fi ginafa polvere di 
tartaro f cioè gromma di Tino» e di fu- 
ligifine. Likr,cur.malatt. Aggiugni una 



tempo aa* ha tarpato in modo Tale»' mezza oncia ditartato.T«/lP9v.P.^.r4f.j. 



Ch*fo mi comincio accordare or con lui. 
£ 11.70. Io vo'che *1 ttjditor tarpian di» 
fcofto . £ ^).i la.* Se bob che corte ab- 
bia m tarpate 1 ale. 

TARPATO . ^dd, da Tarpare. Ur. 
JdarttU, ritit, j. E rimpennate fono Le 
tarpat*ale al signor nofiro Amore. P§ 
ìi\fi,i^6. Mafia ch'air alta imprefa tre 
mo » e brano » £ fon tarpati i vanni al 
mio dca{o. 

TARPIGNA, tTARPINA. Sp*i}td 
Erka, detta anehe Cufeuia. v, EPITI- 
MO. 

TARSFA . Lavere di minuti pe^^ueli 
di legname di pim eeleri eemm*^ enfiente , 
Lat. tefftlla,Gt.*MMfutei'n99, Ne^^nt, 
ioja. Il detto Manetto era. ed è ancora 
uno, che fa le tarsie, e ftava a bottega 
ùilla piazza di san Giovanni, ed era te 
nato Duoniflìmomacfiro di dette tarsk. 
£«r».riM. r.i OS . Fare Ifuocapo lacofmo- 
grafia, Pien d* ifoletie d* azzuro , e di 
bianco, Commeflfe dalb tigna di tarsi'a 
(^iperfimJtit.) 

f . r^r jf«, dìeffi anche In mede hafft di 
Ptrfena avara t efpilwciam 

TAP.SO. Marme dure, e'^nehtJSmet 
che in Ttjcana fi cava appiè dtlla Veru. 
cela , a Seravtxx* * ' altrtve , di cui i 
vetrai fi ftrutne per far la frìtta . %j4rt, 
Vttr, Ser.t. ^. Il ta ' 



L' aceto > nel qualefia cotto« e bollito il 
tartaro, ungendone larafchia, elTcndo 
prima ben fletta, fana. Capr.Sett.^^fj, 
Mi ordinò non fo che ricetta ec. dove 
infra l'altre cofe n* entrava una , cheti 
chiamava rob» un'altra tartaro, un'al- 
tra alt^a, le quali mi credetti io, che 
bifognafle mandare per elfe in quefte 
ifole nuove , e poi 1' una era fapa, e 
r alrra gromma di botte , e V altra 
malfa . 

TARTARUGA. Te/luggine-, edèanU 
mele terrefire^ edanchtfpe\iedipefce.iitd. 
Ojjlan.ift, San vifitite ancora altre moire 
tartarughe terreftri, alle quali eccavai 
tutto quanto il cervello. £ 142. Non 
fon fole le tartarughe terreftri ad aver 
quefta virtù di viver lungamente* e di 
muoverfi di luogo , prive totalmente del 
cervello • ma ciò avviene ancora alle 
tartarughe di acqua dolce. £ i«a. Ta 
gliaronodi nettola tefia alle tarrarnghe, 
e fiKCvanocon gran mifterio fiil'ar rubi- 
to rutto quel loro freddo fangne fulle 
reni della medefimadama, e le teftu^gi- 
ni poi fé n za teda continuarono a viver 
molti giorni. 

$. Tartaruga f fi dice ancht certa Materia^ 
dì fefiént,a ^ea , cavata per ^la di fuece 



da*%ufci delle tefinggimi^ che firve per fo- 
lio adunque è ntì^ire fiìpìti, ftecche di ventagli ^ e fimili la. 
fpecte di ma^rrno dujo , e biancbiin-t 



mo, che in Tofcana h a pie della Ycru- 1 TARTA$SARB.il/4/Mes«r«,il'4lrr«t- 



calcagne. Jticett.Fiir.ij. L'ariftoJogtfa. 
detta da* Greci arìftolochia, è di tee 
fpezte ec. rotonda, lunga , e clemati- 
tCf fra te quali la rotonda è oggi no- 
tiOima , per avere ella la radice roton- 
da a modo di capa » o piattofto di cai- 
tufo. 

y Tartufi kianchi , diciame ad alcune 
Jtadicbe finteli a quelle dtlle canna , che fi 
tlUtngiane in divtrft maniere in tempe d* 
imverne , e fi cavane da una ptmin de$m 
ta da* Lat. afieir Pemanus tuherefék radi» 
<r . 

TARVA. Serta d' animale. Med, efp. 
net, S9. Negli ftomachi pur delle vigo- 
gne , delle tarve , de guanachi > a de* pa • 
chi. 

TARUOLO. Strta d' infenjiena , ehé 
viene altrui fulla verga . 

TASCA. Sacchetta. Lat. peptt • Gr* 
n^^ìx. Dantjnf.ìy. Che dal collo a cia- 
fcnn pendea una talea . Ch' avea cert» 
colore , e certo fegno • Vie, S. Git: Bat. 
B così fiando , eGiufepps truova la tafca 
del pane. rr.9*i«4*i« > Poi quel, che 
nella tafca rimane » ù ponga a fiioc» 
lento in un paiuolo, e lanza bollire fi 
fcaldi . Pttr, frttt. Rade volta J* alchi* 
mia empie la tafca. ^«/w. |.| 9* Feichè 
all' uno, ed ali* altro empie la talea , 
Acciò gli fiiccian fède» ch'egli ha nu- 
le. I 

i. ^vtre in tafca, figuratam. inmedn 
hajfe , vale Odiar» , DifpreKV* « Hen nu | 
rare» Salviti prif, Ttfc. i.ioj. Non cura' 
il più fulgido pianeta, il pianeta dcl-j 
le fi>rrune, della giuliizia 1 della liba- 
raliià, ededomlniii infomma ha in ta- 
fca Giove. 

TASCATA . Tanta materia , fM4a#4 
ne capifre inunatsfca, 

TASCHETTA. Dlm. di Tafca ; Sag- 
chef t ine, Cr. 9. 1C4. a. Con una paletta 
vi manda il mele» e la cera , il quale 
poi in una force raich atta poni . £ ntim, 
;. Se più volte a* addoppi la tafcher 
ta , tanto meglio fi (Irigaerà . Meeg» 
8. at. Subito tolfe lataichetca» e *1 cor- 
no. 

TASCHE*rTO. Sacchette, htt.faccm, 
Ivt. Gr. ^einnfof . SevMnt.9^.M. Allora 
per fentenza d'Iddìo apparve in quella 
nave un grande scimione, prefe il tafcheff- 
to di quefia moneta , eandonoe in cima 
dell' albero . Frjac.T. tf. 7. 7. Tutta mo- 
neta ria LalTa destro '1 tafchecto. • i 

TAScà 



TAS 



TAS 



TAS 



15 



SCONE. .^cffcitJ'i TétftMi TsftM 
r. itf«/m.ia. }t. Ellcfaa massi» e 
I ukop di cecf . 
SO . TétrtéM . l^t. 9ttttrm • Gr. 
t;ef . Lìkr, tur, mmU$t. Il tafo ttco- 
!i!a botce del via bianco ce» £ie 

il ventre. 

ISA . Jmf§fiKJmMt • C9mftfiiì»m9 di 
i é^ fH^'^ ^ c$mMM€ • Lac. «i 
tisHum , MrMaJ4 mt%liM$itU» ÈLV, 
Atìcbo latta la 'mpolla a tatti i 
iai. ecortifiaai, laqoak eraiiiu 
taflJa io nome d; capo ceolb » e 
tfa • e per fimiglìe » e boitcj{lie . 
ì$t, 51. Lafcia pace , che U tafla 
»a dalla cortcfilfioDa fiia aatuia . 
. t. f. D'accoad , taflc » e laftì ichi 
ide. 

SSAGIOVS . Tégkv^i » Il tMfsrf . 
Mmff. A Toloati « e {ccoado la 
ioa del deno giadice. 
SSAJIE. Prtfrumtuii Ordiuért^ • 
w is tmfa . Lar. ct»ltitm$re , foms 
r. mm^mtsLt . GJ^. 8. 8a.{ . Coarea- 
hc mcci i cictadiai ec. pagaflitro uaa 
la» come era taflàto • Mdijlru^j^ 
AUora coloro» che dicroaoUca- 

1 mila etfm%^9m$ iellt ff» d^vi»* ) 
da condennare , e anche a tutta 
iqaant là da efTcre taflata a e0a 
i. Bella qaalc ficcfco. e dcficoo- 
ic ad colti va meato divino . B§fib. 
fit.éx. Che ik ae* principi di &o- 
aiàu da Servio Tullio per la 
ipr Canuna • r«r. Utt, i. 4^. Re- 
ai folamcn te obbligalo alle fpeCe» 
'craao fàtre a Fermo nella piima 
a» iccoadoche dal Vicario (àxeb- 

laflatc. 

, Ttgmrt , fftu^téom. vmU St^lirt » 
r. P^. jog. La facis&xiooe iimi- 
emcate fi tafl'a • e impoae ael 
io del prete, a cui fi fa la confeft- 
. irca>#«.K4rr4.|.5.Maeirendoma- 
ale il taflare aoa cofi incerta « e 
uarcqaaJ pesa ù convcaiflea oao 
to, lo condcaaammo folaaaieaic 
dìailo» 
L Ts^éM «i^tiaa , W* ImpwiU U 

r • Jtf. K 7. 4. Pagando alla corte 
e perccato di quello» che cataao 
fiata dagli aficiali • E 9» no. Avcf 
pagai» alla camera Tua qacUidaaa 
le 'I beocfiaJo era taflàco . 
II. Tsjkr^^fgr h^tftt ibtTdctis- 
>«r tsceiét . Lat. tsxmr* . Gr. x«v«r- 
iid^ . Si». £tir. 4. Ss. Sfogò fiati- 
t lo Cdegao fito , avvegnaché tri- 
are » e da cflerne Tempre tafliitD. 
Os^, «M» ij. i6t, Tai&ti fiiroBO 
i» che facevano il gra^e, d'eflerfi 
e ville quafi prede fparrttita tale 
ne. Amx^. Ta/r. jS7* Bifogaercbbe 
ed*oaa eftxema aegligensa TaBO. 
rro tcrittoie. 
SSATO . .^d. dét Tégkrt , Ln. 9ét- 

, ^imstms . Gr. ti/u^ittf • S^mJJt- 
Giaftaaacnie addinaadò la ufia- 
ywifioae • 

*er TsscUf. Zir.a«r#r«r. Gr.>pc- 
rar. B0t[lb.Orii, Fir. aTt. Si trova 
» Mano da gravi IScficcoii cobm 
iolo» e icdixioro. 
SSAZIONE . a tsisre , Tétfm . 

f • j re. £ fitta la taflàaioae , 
per some » e iòpraanome tutti li 
ri ce. e *1 beaincio cifpoadca al* 
Salone • l£M/r««.v '. t. €. la 
I mado è panico» fccoaUo il giu- 



ramento deli* attoie » e la 
del giudice* 

TASSELLARE. Fétt . a Mtftmr ff^ 
fila . Lat. tfm ufkllMtum ttmfietrt . Gr. 
'•/> •» rtrvmkjktifm irmxtTt . 

TASSELLETTO . Dim, di Té^tlk. 
Lat. téxiUuSj uJtrHlé . Bm^X^lLOnf. 
4<* Lavorando (opra quel uflelletto ,0 
aacadinuiaa, che dì (opra dicemmo. 

TASSELLINO. T^ilìttf . Lac m- 
xillns » ttftmU . Bmv, CMm Owwf, tu Si 
mettoao fopr* una ruota d'acciaio k- 
gatl ia ceiti tafl*ellini di piombo » e 
Aagno. 

TASSELLO . PaMa di fémm é$isctm 
té di fufs fiité 7 Wv«rv dwl muntaUw , 
Aff'*'* ^'^' difmfttét . Rìewrd, Àidtfp, 

i<r. E pafiavano la magdiore parte d* 
naa gonnella ftrena • e di gioflb fcar- 
lattiao di Ptoino» e di Camo , e cinte 
d* ano ifcheggiale air antica , a ano 
mantella fedeiato di vaio col caficllo 
di (opra. 

f Dit^ MrW Té4iìU m Fittiti fnx» 
difittrm^ • /«{«a» • éUtf fimiH msffrit, 
tkt / ctmmtitd imlmtf, dtvt Jks puiftéi- 
mtmté , • Mitms fer riféreirls i # tmitrd 
éuuht ftr trmmmtmi» » a «Mf 4fi^« . Lat» 
ttftltm . 

TASSI A . Lat. rhé^/U . Cr. 6. 1x5 > i. 
La tatfia è calda, e fecce ael terso gra- 
do» e(crbafi perrreaani, e traovaU ia 
Arabia ia India . e in Calabria , e met- 
telì nelle vomiche medicine , e fì. dee caa* 
tamcnta porre ec. ha calfia è erba taai 
caaonim » tmptiocchèpefta fa enfiarla 
faccia « e 'I corpo , come fé fbffc lebbro- 
fo, ecarafi, come è detto, col popa 
leone» e aceto » e col fugo della fempre- 
viva. ML^idikr, Recipe gitranme arro^ 
ftiro gella tegghia calda , taflìa perfice 
di cataao ooce aaa • 

TASSO, ^i^n mtiti S^t. Ut. $^ 
xtu. Gr.r^/X«|. Cr. 9, ft. i. I fratti 
fieaoec.teccbiato» lcotifchio« cederti , 
tigli» leccio miaote, etafli. sAlsmX'tlf. 
5. 108. Edi mortai liquor produca l'erbe » 
O le piarne cradei cicate , e ta(C . 

TASSO. ^mimMie ttk» dmmt éifféd ^ fif 
c§mt I ghiri , t/imih , a r« a« /•— di dmt 
ff*tl' » eiaf tégtfttty 9 ts/ftcMut^ • */ 
tsfi f»€4 è tmimt s muimgisrg . Lat. om- 
Hi* Gt.fiiXK, ^4r.Fmr. |i. la.Ohqaan- 
te volte da invidiarle dieroE eli orfi, 
e ì ghiri • e^ i foaaacchiofi tain 1 ^'Ug. 
jir. Oiqoci compagni un ruflTa, onper 
tfpaflo Bofonchia » na fé ne ride , an ne 
coateade» Da &r morir di foaaona ghi- 
ro» oan taflo. 

TASSOBARBASSO . ^ItrimtniiVwrhé^ 
fc9, Fi^mtét mtts di vturit ffttj9 , «/c«m 
dtlh fmsli /••• d0ttt tttmumtmfmtt Gu^ 
Téguéf hi . V. Diéfc. Lar. thmf/ùt hjuhétfms^ 
vtfhéfcmm . Gr. i^xifjill^ . Tr.tf. 1 17. t. fi 
bagno dair acqua della fua decosione 
(dtlUfcMffs) e delta(robafbaflro» va- 
le contro alla lopisìa. £ c^^. rag. t. Il 
rafrobarba(ro ècaldo, efecco, e la fb 



taflàsioaa* chiarate. Cio.|.Eicosaptgar tafle. o 
chi lonsedichi» Dar campo » che di lai! 
femprc ù predichi • 

§• Flgm^4im.,jimhr.Fmn, u t. Caacho- 
to l cotafia e aoa ^ran taAa • LsfB.SikiUn 
a. 5. Spanderete latoraoadaoi (codi 4* 
oro ec. M. Io verità, che ella è tafta» 
che ù può comportare. 

TASTAME. MtUiBmdimtdi $sfi. «pmc 
rim. hmrL a. *^7* La awfica vi cieac il Ino- 

E primo» EmaiSme dicotda» adita- 
me. 

TAn-AMEMTO. Jl fs0mt. Imifd. 
yirf. i taftamenti vadaoo diaaaai alla 
ma rì9, 

TASTARE. Bftttiféirt il ftmft dtiis- 
/#» Ttecétn. Lat.MJ^4rt» ffMMrv • Gr» 
>\|^«t^9. Sttt.uÉitif. li fc di(àtniaic » 
e tatto *1 tafi^ , a' egli era ferito • • 
percolTo. •^aMf.éf. Collarrcaaaati flu- 
ai rafia li vaghi ^mi. JDmmt.pmrf. mk^ 
Pet quel , che Clio li eoa teca tafia • 
Jaa. lari ; Tafia » doè cerca i ufiare è 
cercata. 

imtmden fr MlMgmifé^ ^ Lat. ttmisrt , «a- 

fìwfétrt. Gr. aMTwvMpov . Cnm» MtttU. 
jep. Diliberoii mandarvi a vedere, e fen- 
tire, etafiare Tanimo » e la pofi'vOtVtaaa. 
t.'j. La guida mia mi tanta ancor eh' io 
1 1 raft i , Per adirlo parlare . Frsme. Bmh. 
a^Caf. fer certo» ch'appoftando Vaa- 
ao, e ciò. ch'hai •tafiaado. Frmm€SAt- 
ck. aao. lej. Il cherico avca oaa nMSsa » e 
andava ianaasi taftaado il gaado. Fir, 
Trim, r. a. Aleflàadro Amadori halitra 
cattare pib voltecoai dalla luaga» fe voi 
volete lafitocchia.' 

TASTATO . ^dd. d* Ts/itrt » Lat. ia- 
Smt^ MttrtMmiup^gMfitréUm, Gt.ifttftti- 
v«r, hmifiuAfif, Btce. mty^. 80. j|. Fri- 
miaraaieate teliate le botti • che n erede 
va» cbepieaedolfc>foficro. mr^qael 
le ettét pieae d'acqua marina ( titi : «*r- 

cAtr , fétrdMtt > 

TASTATORE. Che té/tm, 

TASTATURA . V Ordirne dtT isjti , 
SsivkK frtf. Ttfc. I. ao8. Il loro corpo 
( dtlh €icéd§ > è sa corpo di linto ce. 
aaa fi tinga colle file divifioai» oaata- 
(katora . 

TASTBTTA . Wa». di Té/t^ . Li*r. 
car. wBsléttt. Metti nella cavità aaa la- 
ftetta di radice del tatamaglio lèccaca 
all'ombra. 

TASTO. Taf». Fr.lac.r.Dt ciaqoe 
parti veggio. Che ta m'hai allcdiato» 
Andito» vi(b» eufto» 

I. L ^ndmre mi tmfitt • ^ 9^*% v^ 
Str^irfiétì tsttt U Ttte dtìU v>/« • Lat. 
pshsmdt imetdtrt . Gr. e/c^^o»tm ila 
iil^ttw» B«r».rim.». f|. Cori vivendo voi 
quieto, e cafto» Aadrere ritto ritto 'm 
Faradifo, E troverete I* ufcio andando 
al tatto. BMf.Fitr.i. a. a. Sempre ga- 
ragollare, e ir col tafto. 

f.IL Tétjti^.fidictm smtht fmt^ Lt^mÈ- 



ti dell' trtém» , émtmMte§rd»,0 JBmili Jhn- 
meaiasjoae fatta della foa decosione va- mtmti , cW fi fresm far fimsrt , e ftMj/l 



lecoattoalleroorici. Tc/.P«v.P..f.M/. Sf^rtimmi dtl mémitt dells eete^M , • 

acltemcaoci lo talFobarbairo ia acqaa » del liutt , • d* nitri /mmmri di mIU 

e £ioae fomento . ">. f ««A • ^'** i'ffgrcv^a U ct*dt etlU «a. 

TASTA . PUeÌ0lvi!t^tt»d:Mlfméi»tt/L mt métmes . Ctm, Uf, 16. Ed è fiiooo di 

UdittUlinm^ tdichttcè^M, thtfimnt' talli» comcqaello della chitarra . Lìhr. 

ttmtlltfiéÈght, ftr ttmrlt n^tt , mJJSmcht Stm. 11$. Ma fa . Recca , che itali i fien 

ffmrgkimt. Lat.r«r««d« , itmmifgns ,Gt^ di cala. Vsreh. Brttl. *7S.ìie\ fonare il 

fàór^. M.^ldthr.PM.ij-Anconwne- fiato la manofiaifira, chcfi adopera m 

re prendere una rafia di cotone» cioè barn, fai manico ia toccaadoi talli» cagioaa 

bagia. If4/H«. i.tfo.Confàice, peiiae, e ìlnumeto. 

tafte accomodate Fer ht& alle lieriiele |. III. Ttctart «a tsft, ftr mt tdf. v^lt 



B « 



£a. 



I_21 



TAT 



TAV 



TAV 



§ defrttJUt» Lat. rtm cétMtgtàmfert , Gr. 
^MiS«f i-r-TiT^tu • SéUv,Sfi», a. a. Per 
rl(|jpoodece al primo tafio, che tu toc- 
caci. Mmlm.^,^. Adendone più volte 
tocco an tafto » £ fcotcBdofi dar tem- 
pie cartacce*. 

f.IV. Tt€cér0 it téf9 htuif , ««/# Emm 
tféKf mt fmmtw frimeiféth , • ««!/« aMf** 
rt4i, chi fiat éffradét. S^lv'm» iife, z.xa^ 
Quando fi trriTa a toccai^» come fi di* 
ce» il taAo baono. cioè quel foggerto, 
e qaclla materia di ragionare, che all' 
afcolrante piò aggrada, dove prima era 
egli fiato queto , e coropofioinndirc, fi 
toglie allora, noo fo come» dairiadil- 
fcrenxa ec. Jtf<»^. /«'. a. Dica il Mec- 
coli poi . t* io ccKCO an ufto • Che fia 
de' buoni . 

TASTOLINA. DSm.diTt/tdi Tsfttf^ 
M. LArjcurjmMlMt' Si vagliono di ceree 
taftoline fatte di gianco. 

TASTONE, ff TASTOKI . ^vvith 
^mdéir téfitM, t «ra)f«M» vmlt %^uéMr 
Ar«K«/«ai*. éìrm/té. Va, Béri. 2u Sslfa 
egli aiSii quandova ataftone, e sì cade 
alcnna voJta in ano fbfiato . Séd^m, dife, 
i.aót* Oi^oano crede d'avere dal canto 
iiwlavericà» gli uomini la ranno alba» 
io » come a tafioni • cercando • 

• 41 ««»«ffr4. hu»tem€r0, Gr.fia?. Mim. 
sm$. SéUvim, IHmi i^i« Grazia ||li iè la di- 
vina potenza» Senza la qual ciafcun par- 
la ataftone. M^^AUthr, F,N. 44. Sanza 
oaefte cofe gaardaie non paote ninno 
dirhtamente operate » le non a taftone | 
ficcome al giorno d*oggi Anno ancoiai 
malvagi fifichi . 

TATO. • TATA. Vtci fdmtinUtfibt , 

$tr^ (9^9^ . Gr.aìlFX#jf » «<fX#4« inalai» 
a. tftf. fi piangendo diceva : o tato mio , 
Se tu maori ec. £«•«. Fkr.imir,à^% • Che *n 
cara m'accettò tata , e tutrìce . £ a. j.ia. 
llle tate . e nutrici L'ebbcrcrefciuto ami- 
co. elÌM felici. 

TATTAMELLA. FkrcA. ErcW. 5 a.Kcl 
mcdefimo lignificato fi piglia tattamel- 
lare» onde naice ttttamclla>cioèimo,die 
cicala alTai, e non fa che, ne perchè. 

TATTAMELLARE . eiérlsn . Lar. 
ùumittr vtrksJumdUme , tftUin . Gr. ^»- 
y^aXa^Mjr. Vmtb, frrW.sx. Nelmedefimo 
ugnificato fi piglia tattamcllare, onde 
nafce uttamella, cioè uno » che cicala 

lai • e non fa che » ne parche . 

TATTERA. TacM» melAmific.dtl ). 
W. Msitm. IO. 19. Dell' eOer folto il 
boCco. e d'altre tattere» Cbe gli narra 
coiai» iaper non cora C f » *'/« : mi* 
••aia » • tirnfémts di fes eémfidtpm^f»* 
> 

TATTO • Pé^»^/é fimfiitvs •fitrlmt , 
fférftLfirtutf *lfrf^ ptrU ^Uédt i*4f. 
frtudt U ^édiU tsmriyUt , frffrt« dtiU 
€9f€ €9fftr§€, Lar. r«Ji«i. Gr. di$ii . £^« 
Kiiar. I cinque fentimenti del corpo » 
ciè^toiio: vedere» gnfiace, oditc» odo» 
tare» t atto- Pétr.fiMa%t. Alena d'acqua, 
adi fuoco il 00 fio» elutto Acqoeuo» 
Déuu.Pitri. 8. Per lei aflaidi lieve Jì com- 
prende Quanto in femmina fiiocod'amf s 
dura » Se l'occhio » o *1 tatto fjpaifo noi 
raccende . 

TATUSA • S»r$é£étUmél9 . Sttd^. 
la. da. Le tatufe di vi fia tnfolita» di gran* 
Ideaaa come porcetletti , hanno nella pel- 
ile alcune fcaglie. 
> TAVERNA . QHtti^ . Lat. rakrsii 



muriifUf eémfÉtta.GwmiUfniw.Btec, 
inir, IX. Ora a quella taverna » ora a 
quell'altra andando. £«•«, 1.8. Le ta- 
verne, egli altri difonefii luoghi vifita- 
va volentieri. Uv.Dtc.j, Allora piefe 
Virginio la fna figliuola , e la balia ì 
traflcle da ^rte apprefl'ouoa uverna , 
ch'eraquivi. G. I^.ii.a.ar. Piìifi logo- 
ra oggi in nn popolo di Firenze a ta- 
verne» che non fcUeano logorare i noftri 
antichi in tutta la città. T*fir€ft,Br,E 
tengo grande fcherna Chi difpende in 
taverna. X>Mf./a/.aa. Ma nella chiefa 
Co* aanti, o in taverna co* ghiottoni . 
£#r». Or/, a. ij. a. Per gloria gii folca la 
guerra fiirfi , Taverna > e mercanzia può 
of chiama rfi . 

TAVERNAIO, gmegli, cbt fitnt r^. 
«fr»« , Ojtt » € gli émfieki U ff^ff't ^^ 
€htftrBtcca1^. LAUcsmp§. GCrtfoéT^xaf. 
Li^r, Mttt, Un tavernaio » dicendogli 
uno» che coinperava carne da lui , per- 
chè gli vendcue meglio ec. FréuuSmcck, 
or». 70. Il peafier ha voftro, che vole 
te tot l'arte a' tavernai ifétU dì dnt^ 
cif vlrommé dm Un msctUnr due fwei ) 
£ «#v. roa. Sempre vi è fiato nn taverna- 
io, che ha tagliato carne; e fra l'altre 
buoniffioie vitelle, e |ran porci . Fr,idc. 
T.x. J.5. Or fon così avvilato Da una 
mercenaia » Figlia di tavernaia . V*f,SS. 
^4Ì. a.aas. Fece chiamatelo f«o fatto- 
re, ch'era fopra gli tavernai, econun- 
dogli ec. 

i. I. Ptr FrefmemtMfr di isvtrmt . lise- 
ftruMj^t.^, Se fono pubblicamente ta* 
vernai, ette volte ammoniti non fé ne 
rimangono ec. 

i. II. Vms M fM/k a gkUin , « r a2. 
trtk il tsvfTBsiM , V. GHIOTTO . |. 
VL 

TAVERNIERE. Cha fnmtmAÌt ra. 
vtwM' Lat.rM«a, killm. Gì^tut^ ^ 
yureiju^r^^ . #•«». /»rr. Pim, ^41 a74. 
Acciò ch'io caccia per meno vergogaa 
di noi i ghiottoni, t taveroieri , 1 pot^ 
tanieri, egli altri difimile lordura di- 
foncAt uomini . Péf. ij^. Non fia cbcia- 
co, aè uveraieie , non giocatore , né 
mafoadiere. 

^ I. TAvtrmitrt , frr r^tvmMit . Lat. 
cm^9, Gr.Ki^riixÓ» . Vit, SS,P4d,i,AMS, 
Un giorno venendo egli a briga con un 
taverniere della tetra ec Béffrtgei fa- 
cominciaronlo ad animario , e provo- 
carlo contro a quel taverniere , 'dicen- 
do, che ttoppo gli tornava a grandif- 
onore , che il fno nipote fbffe villaneg- 
giato da una vile perfona . £ «yfrrj^ : 
Comandagli, che daqneltavemiezecc 
non toglieife mai né gabella » né pi- 
gione . G«fd. G. Quivi li tavernieri , 
quivi U fpeziali. %Aw»m. smi, a», j. ti. 
Qntllo » ched e* & al canto del (econ- 
do gallo, lopcoffimo tavernieri annidi 
fapri- 

$. 11. Un fnttfék iltk'MUy f •• «i. 
t9^ il tmvetmitre ; frnHfb, €kt wi/e hftf- 
/•, ebt Fan H €•»$§ fem^ te^t^ YmA. 
)br.ss.éoo. JCa come dicono i volgari 
con qnel proverbio plebeo t Un conro 
faceva il ghiotto» e un altro il taver- 
niere . 

TAVOLA. %4r»4^ €¥mff% d* «•#» a 
a ^ik Mf mtgt i»BÌMm§ , €b0 ji nm /•- 
^ra MM , • fik piedi ». a ferite fepdivetfi 
f|/f , aM frtmcifélmemte per memfs . Lat. 
memfs, Gt. Tpoivr^ic . Vit, ct\fL Che im- 
bandigione non cooofciuu fiie potuta 
dinanzi a qnella uvola i 



I.I. Fffete 4 ratw/a , %Andém é r«o#- 
/« , e fimìli , "WéigHene Effere , e %MHdm9 
élU memfn pert^é^fi. g«rr. arv. <• 7. Co- 
me che gli altri , che a! la tavola dello 
inquificore erano , rutti tideflÌM*. C 
nrv.ts. 17* Ed eflcndo da tavola levati 
ec. £ «•». 29. a$. Sentendole donne, e* 
cavalieri nel palagio del conte adnnatt 
pet dovere andare t tavola ec. £ aav, 
41. jo. Le nuove fpofe ec. gii a tavola 
erano per mangiare afTettate . £ mv. sa. 
11. Efiendo noi già poftia tavola, Bt< 
colano , e la moglie , ed io , e noi fen- 
timmo prefib di noi ftarmitire, E mmb. 
is* Senza alcuna fcufa Are , da tavola 
fi fiiggi . Guid, G. Efiendo il detto Re 
allora a tavola ripiena di divetfe imban- 
digioni . 

i. II. Mettere^ • Fsr ténela^^ nutU Far 
eeuviti» lAt.cemvhféue, GudtMfX^^^» 
g«rc.»«v.89.8. Io foao ricco giovaae » 
e (pendo, il mio io metter, tavola » e 
onorare i miei cittadini . Crem, Menti* 
a9o. Fra quefto tempo i Ciompi non 
tettavano di far male» di rubare certi, 
e d'ardere per le vie, e ad ogni o(cio 
era mefio tavola . Ceeeh, Cenr, a. 7, 
che nel campo E^ necefiatia la cucina • 
e maflìme A chi tiea gtado , e À tavo- 
la magna . 

$. III. Mettere » e Ls^sre h tét^eie^ 
vMle^Apféireetkiétret e Spéireeckltre , BeeCm 
f.j./.f. Come levate furono leravofe* 
cosi comandò, che la Lauretta nua dan- 
za prendefle . £ —v, 79. tow B^ matavi- 
gliofa cola a vedere ec. le tavole metle 
alla reale. 

f. I V. «^ #av«/a aaa r* im^eeehid ; fra- 
verkie , che Ji uft per dinetmre f mltifrU 
delle menfe, 

5. V. Xé^iemsr de' meni « tm/ets 
Rieerdàre i merti a rav#/a i prefmrh, ehe 
Véle Dire cefn nen prtpergjemé»^ si 1 
M, f al /a^a, Péw eefm Swepreprim, Lat. 
Vfc#, & temperi mem eenfitlere^ m%m pref^ 
cere, Cueh,Servig.$. ti,Cofù\ va ricor- 
dando i morti a tavola. •^mhr.Cef, |.a. 
Sicch' e' farebbt un trainare» e preme- 
re Le piaghe vecchie, e ragionare a ta- 
vola De' morti. 

$. VI* Lét idveld è aaa mt\tjk eelisi 
prevetk* ehe Véle , ehe Gli uemimi fifref" 
fatti déd eihe , e dèi vìaa féciimente 



mife/lsme U verità delle réfe ^ Lat.iaviM 
veritMs» Gt» «A^fia crvO». v.Flar tfg. 
Red. Mmmet, Dìth. rj. La tavola è una 
mezza colla, (fa/vìa. di/c. a. 171. Noi nel 
Boftto dettato : la tavola é una 
colla • cioè ec. la tavola pet mezio 
del vino è un dolce sì , ma fqnifito 
tormento per fiirconfe^rc, epetapci- 
le il Boftro interno • 

f. VII. Tavf^ , per le Msnce de' htm- 
ehieri, Beee, aav.7|, te. Cheavremnoi 
a htc altro» fé non ce andate alle tg' 
vole de cambiatoti , le quali ikpete v 
che ftanno fempre cariche di grolfi , e 
dr fiorini. MK.ir.jS.rir. Come in Fi- 
renze t' ordinò tavola per lo conranc 
per fervire i foldati . Dep. Deesm^reem, 
tf". Avea ìì nome nella ragione degli 
Scali della tavola , che cosi allora di- 
cevano , pigiando la voce da* Latinr 
nel puro lentimento loto , che 1' nlb 
comune ogm dice iasra , e kémeki 
quel , che allora diceano tMvelìere s Tg 
qual voce non intefa nel Novellino 
era fiata mutata ia e^vuliere • BerghJ 
AIm. t8j. Onde ebbero agevolmente! 
principio le tavole del camlao minato» 

en 



TAV 



e a ML'afto» etdaIrro6oe coafegaen- 
icmcAte del groflp'. che mi piace qnì per 
on chiamale co* noftri vecchi , chepre- 
fct« il nome paro de' Lattai, fsvU, t 
ttmUùrm ({Bclt ch« oggi diciamo ^4iirt, 

I.VI1I. TMVéld^JHrUfit tPru» dV 
\fi femtfti€tm€mif , B§cc,imtr^i», Fatto YC- 
I air baca » e tali fiiroR0 9 che per difetto 
Idi qndle (bpca alcaaa^ tavola ne ponie- 
ao. £ «•«.!{• !?• Sglì era in un chiaf- 
teo ftretto ec« fopra due travicelli tra 
rasa cafa ali* altra podi , alcune tavole 
confine ac^ delle qaali tavole quella t che 
cam laioidde, era l'aaa. 

§. IX. Efpttéism. Pétfi. pr»l. Quefta 
lecoada tavola (étlUftmiftn^) dova è 
lo fcaoipo » e la Ulaca della maggior par- 
te dclhifcatcaiBaoa, accortamente pre> 
Te ac- M ^ffrtfM s Stendiamo le mani a 
picadeca qoefta acceflaria , e vinuolà 
I cavala della peoitenaa . 

$. Km TéKtU , fwr St?uUr§ d* édtétf . 
^2imK 4-7* Fcciono tratte fiiori 1* antica 
' figara di nofira Donna 9 dipinta nella ta- 
vola di aaata Maria in ?funeta . Ftmuc, 
SmtkjumA^u la quelli tempi • che mori 
fapa Urbano Quinto» una tavola emen- 
do di lai pofta in una nobile chiefa d' una 
. _ citta , vidi a quella eflere pollo ao 
taicbio acccfo di due libbte . Bttib.Rìf, 
US. Daa tavole ci rimangono ia santa 
Caace. 

IL 21. Tétmim , f§r lffénj§ fusdf . Tr. 
f#^ Da qaattro , ovvero cinque gene- 
nnoai di aalnli fermenti porremo , e bi- 
iógacià maflioMmeate le generazioni a 
iavak dilporxe . B téf, if.i. Sicché uaa 
vita fia aal nacazo di quefta tavola , e 
ralcte tatarao ftaati • 

f. XII. £ Td'mléy S§rtsdliiH0et che fi 
f^Jul 9sv$l§€r€ . H9V, smt, 5. i. Appteflb 
BMagiafC qaalprefèa giocare a zara» e 
qaal a tavole» oafcacchi, o ad altri di- 
vedi fiaochi» J«fr.r.|.f.io. Chi a gio- 
cale a iScaccbi» e chi a tavole, mentre 
^i altri dormirono» ù diede . Fréuu. 
iWfèiMv.f «S- Quando gracava a (cacchi, 
eQaaadoatavoIe. 

f. XIII. X>4rfl 4 da# #tfv«ftf , • lkir§ s 
dm $sml9 M m» frMfi», w$€tdf. fnfs d«/ 



rlMM di tkéirmUmt , v«/« /t fitff , §hé 
/Sp» aa viéi/X" t ' ' 

KMr dm§ fÌ9mki a 

JéUn «a« té^* du9i éìfft f du9s fèrie- 



W iW fé 

a mms /ci 






«f f téétm fduié deMéwt . Mslm» 5. 14. 
E a dae tavole dar vorrebbe a un trat- 
to. 

$• XIV. OlmtfdifelHfénfUyVéltlm- 
pt[m Awov , • fstib • F«r. TrU, t.i. Qpc* 
io è aa ciaoco di poche tavole a chia- 
liricoe. 

fi XV. Férid-mls, TéK9dér9 , ìntétw» 
(ara. B9€ejtw9»xo^ Ytt la prima notte 
incappò aaa volta , pet confumare 11 ma- 
triaaoaio» a toccarla» edi^poco61lò»che 
cpli di qaeU* aaa bob fece tavola ( fai 
yaaraw. «vali: aaa énì'wi s €9mfumsr 
rWMcaraalf) 

!• X VL TénmU rifmdd , • r^itmdék , «ra 

I aatica Ofdimt di ctkiMdkrlék , eh* fi 
ii§è Mmtkt TM*§léi vtccbUa^ difiu^M9 
dar ^•ff Ordirne rimmtvsiidttf TmvIa 
an«va. Tao. Jtif, Scoattaao on antico 
cnalicte • lo quale era ftato della tavola 
vaccbia. Ki^.il .4- Io fa rb centomila ia 

a momeato Civalier della tavola ro- 

Mda. 

ib XVIL OBd# / dicÉ P9ftre Mmdé^t^ • 
tmt At^eynU nraada, dì Ckftch^^ cèe 



TAV 

éthhimimfi f9mms ecctlU^tj», Btd, Ditir, 
ag. Ma Bon lice ad ogni vino Di Fumino 
State a tavola ritonda . 

i. XVIIl. TSV9U, f€r Uh; 9i»f*Ji, 
mih y §vi fi rtriftréM9 U eo/h fukhìkht » 
Lat.t4^«/4. if.r.s.74. MifoBOÌnnasTri 
a* signori , che fi ^cefle una tavola , 
nella ^ualefifcrivelfonotutti i beni im- 
mobili della città, e del contado, Pulf, 
ifS., De* dieci comandamenti delle tivo 
le diMosè, ec. Icommandameaci dclU 
ptimsC tavola a* appartengono all' «moie 
di Dio. Liv,D9c, i. Già era paffati la 
maggior pariedeiraano, e leduc tavo- 
le delle leggi erao giunte . 

f.XlX. £ TMveUtjfidieMMéUtrtii^Uih 
U Céri4 0g^iuHi» ék^likrif ntìlt f««ii/fnc 
>%t(f«» immurimi «r. imté^liMt ihrMmf.a 
im Ugn9, 

$. XX. Tétvlttfi dic9n9 dtu9r4 ftuUt 
Bétc<9li9 di itrmimi psrtieeléu^i , 9 di nm- 
mtri defrrmiiuiti , ftr e§m9dt drlh fr^ti 
elfi dtUe /citimi^ t dtlCértit féntinf^r- 
ms di r§firt9ri9, € ftmf di divrrft fonjt i 
fm9 Tmvlt éfiriètmicf»» , gtntAt^Uh^ 
««. Strd,fi9r, I. ai« Con uguale avvedi- 
mento fecero le tavole delle deci jnai.io< 
ni » delle quali oggi fi fervono i mari 
nari a uovare ia latitndioe ce de' luo- 
ghi. 

I. XXI. r«Wa di' libri ^ ftr té fi^t , 
ckt IndicÉ » Riftrfrèè • Ltt. indt^ . Gr« 

I. XXII. E Tsv9lit » ftr quelle C*rBm 
Cimt9m§»i9 l*éilfdlféf9tfmlU fiM/c if^rlmi- 
li iM9fMém§ »l9gi9T9 . Lat. 9éMU étètCt- 
détris, 

#. XXIII* ia UV9Ìét^fi dic9H9 U Ghtt 
di fmf€rfici9 fiémA étffm€C99téi9 fétémtMtt 
mtU* tfir9mi9d . 

TAVOLACCI AIO . Ck9 /• ." 9éV9ÌMtcL 
Cutd. a. Quivi li legnaiuoli ec ì qui li 
acconciavano li carri colle ruote volgen- 
ti , quivi li tavolacciai . 

TAVOLACCINO.,f«rv« di' ms^ip^* 
fi • Lat. sct9mfiu • Gr. ^'/u/9< . pMtmf, 
4* E in Catalogna i buon tavoUccrot . 
Vsreb, /hr, 11. ^Su E perche le cofc an- 
darono per r ordine loro v* erano non 
folo oltre i ramarri delle compagnie , i 
tavòlaccini, e i mazzieri della aignoria» 
ma i Amigli de* signori Otto . B9lli»c» 
/M.17J. Pili, cheuB tavolaccio , mi tro- 
vo al verde. Mé^Im. 6. icB, Tavolacciai, 
Raccogliete pel numero, e te fave Piglia- 
te in man. 

TAVOLACCIO. Sp9nj9 di Target di 
Ì9gm9 • Lar./«rw« . Gr. 9dpptti . Béccmv, 
iS • J '• Coftoro alfetaci . podi giù lor ta- 
volacci , e loroatmi , e IorogonBe1!e,co. 
mÌBciarono la ftine a tirare . E mv. 4j. 
14* Pofte gtaJor lance, e lor uvolacci 
ec. V«/. MMfit Prefe un tavolaccio . che (ì 
portava a collo a certo coftnme di fa- 
cnfido. Likr» ^/htl. Si dee coptire di 
cuoio, eoa che fi cnoprono gli feudi » 
o i tavolacci. 

|. Dietfi Fétr taviUceii , cb9 ^él9 Fmr 
grandi sffartecli'f , Ciccb.EfaÌ9,cr,%»^, Il 
padre, eh* è avvezzo a far baacbetti» E 
tavolacdo» fola terrà là. 

TAVOLARE . Cbaggifin e9mmn9m9m* 

99 diiiami Imisvilérei Fm 9MV9lst ciii 

PM99sr9 a jtMr*, 9 di99fi d9gli fsatcbi • 

j Filit, ۥ 87. Mofttaado con alcuno at- 

: to di ciò avvederfi » tavolò quel giuo- 

(CO. 

I. Tsvilari » ina/a aacAt dfrir di fa. 

Vili • 

TAVOLATA, MHnfiV ^Aggr9gài0 dì 



TAV 17 



f%«ìl9 genti i ebe/hf allam9d9fimA tacila 

1^ f9r maugUirr imfi9m9 nàlU tav9rn9 , • Wf r«. 
tr«. Méim, jr. ]5. però lafciami andare» 
eh* i' ho faccenda. Avendo fopra an* al- 
tra tavolata. 

TAVOLATO. Sufi. Psr9te,9 Pavimen- 
ti di taviU ; ehi ancbi diciam» %AJfi9i « 
Lat. tabidétnm . Gr. «vaUiàtAX . Bitc» 
Mv.i.ji. S*eran poftiappreflb a un ta- 
volato,il (}uale ia camera , dove set Ciap^ 
pellettò giacca, divideva da un* altra . 
M.r. 9.11. Scefe nella cappella, ed arfe 
i paramenti , e *1 tavolato dell* altare 
maagiote. Fir.u/.79. Tutta conturbata 
falle lopra d* un certo tavolato, eh* è 
folla pili alta parte della cafa . Sétdjtwr^ 
91. I tavolati parte diftaccati dalle loro 
fcdie caderono in acqua • 

TAVOLATO . ^dd. da TdvelsM i r#. 
f9r$9 di iaviU. Lat. antabnUtUi . Gr. 
ne^itiitfjUnt . Guid,G, La fua copertura 
era tavolata di legni cedriai. Cr. 5.I9.I4. 
L* uliva , che fa olio • d dee ragunare in 
moncicello, e nectarfipcr cialciia diia 
laogo tavolato. 

TAVOL&LLA . Picali ligmtti f9rufi 
di giman a taveli . Tr. 5. |a. t. Del fuo 
legno Cdil biffi) ù h ottimi pettiai» e 
cucchiai, e manichi di coltellini » e fcac- 
chi , o tavolelle . 

I. Pir Tav9l99ta inc9rata mfata degli 
amichi f9r nfi difcrivin^ i dì difignarc . 
Lèt» pngillaris, fngillar, Gr. vmtKttìef . 
Bmt.Purg.iA. I. Come difegoa lo dipin- 
tore con lo ftilo nelle tavolelle . Sin^ì/t, 
87. La noftra vivanda è apparecchiata a 
tutte r ore , ma tatto ciò aoa è iànaa 
fichi fecchi, o (àoza le mie tavolelle i^ 
T.Lai. ha: pugillares) E 108. Vero è, 
che alcuni fé ne vengono con loro tavo- 
lelle da fcrivere. 

TAVOLSLLO. Banm, Bmin.Fur.s.i. 
8. Ch' io mi tol^a giammai Dal tavolel , 
dov* io fili cambiatore . 

I. 1. EfiTi^ 9S9ar9 fui 9sV9l9lU\ figm. 
ratam, vaU £/Wre in feriali . Emm^Tanc^ 
4. 6. L'ooor tuo ila teftè fui uvolel- 
lo . 

I. II. £ TdViUlli » f9r Picc9l bnmm , 
div9 lavarana gli enfici . 

TAVOLETTA. PiccieUtdveU. Lat. 
tabella . Gr. vranciiìtof • Fir- ^f je. 
Trovailo » che '1 ù era appunto allora 
poOo a una fua piccola tavoletta • e vo- 
leva cominciate a cenare {. £ ia8. Le 
venne veduto li vicino entro ad naa 
belhi , e ricca ftanza , fatta ia fuifa d* 
una lana , appateccbiata una tavolet- 
ta. 

f. I. Per Snadn ficaie . Becc.uevaj 
19* Davanti a una tavoletu » dove no- 
ftro Signore era effigiato ec. gli ù fece 
fpofiite. 

#. II. Per TavleKtd, Cdn9, Cdtn, 77» 
La tavoletta abbiamo pe* coioti Per po- 
terli acconciare. 

$. Uh Per Tav9l9lld mi /^nifie. dil |. 
^ww.«»r.9.8.a8. Aggiognc Tullio »che* 
luoghi fono come tavolette , o carte » e 
r immagini come lettere . «^Mvf. V^ùir* 
Zaccaria domandò uaa tavoletta,efcriaa 
Giovanni . 

TAVOLIERE , • TAVOLIERI • 
Tavil999a , fifra la fmal fi gimeca a 
iavili, a K9rd, i fimili . Lat. alvim , 
alveelut , fritillm • £mv. imr» stf. 
! E ^acci . come voi vedete > e tava- 
' lieti* e fcacchieri. Cem,Pnig,6, Quan- 
do li giuratori fi partono dal tavo- 
liere, quegli, che ha perduto, rimaot 

folo» 



i8 TAV 



TAZ 



folo, e 4Ì!ce fir« (cfieiT»; qaadeino, e< 
•Ctt Teiiiie con Bara • »Mrigk»st, Som 
come lo fciierfiifo «ÌBCacoie . il quale 
ti ravolìecc riticiie. Strm^ rim^ i. io. O 
fi reca dinanii nn tavolieri . 

f.1. •AvÉre tmfflfm im fili tévlittry 
mémUfd 9 §lf vslt *Ajnf i» ripfki» ^'f^ 
fsfliÀ^ Lat..Mw»Ì4» iMì mMmi trtàUifft, 

f . II. ^Ifif^ • ittfÉr§fiU $àv§IUr$ , «*• 
/• Efér mei irstfat* . 

1* in. Tmimrs vmU Effirt imferimU • 
Buém, Fin. j.i, 5. Gli Ipiffti nuei idUr 
itti tavoliere. 

TAVOLIERE» BéuukUré. Lat» mtm. 

2|. A te convenga raccomandare la mia 
pecunia al tavoliere, ecornandoio avrei 
richie fto quello , eh* era mio eoe ufura . 
Dff^Dtcmm, fr§em,6, Avea il nome nella 
rag:ione dcg^i Scali della, taf ola > checo- 
tt allora dicevano, p'gliando la voce dt' 
Latini nelpuro fcntimcnto loro, che 1* 
ufo comone oggi del mcccaro diceir««« 
e», g^smcki^re qoel» che allora diceano 
téi^»iitr9 , la qual voce non incefa nel 
Moveirino eia ttata mutata ia tavMitf . 
B»TihM§H,t%^, Onda ebbero af eaolmen- 
te principio le tarole del cambio minoro, 
ed a be: Tagio , e ad altro fine confeguea 
tement: del groHTo : clic mi piace qui per 
ora chiamare co* noftri vecchi , che pre- 
fero il aoae puro de* Latini, tsvls^t 
f4«il»tfrr qael , che oggi diciamo ^4»c#« 

TAVOLIKA. Dim.tiiTsv!ék, Bitgh. 
JEif«.||a* Dipiofe fra Filippo nella Pie- 
via di Braco io naa tavolina fopra alla 
del fianco ec» la morte di aaa 
Beraacdb (p^i tl^JU. M (.X. di T^. 

TAVOLINO . Dim. di T0P$l^ , 
Jjkt*. fhéUéf .. Gr- rivaaiftoy- » #«•«. 
Ftor.iiitr.a.5.. O in oa tratto di dado 
Fer venir (opra un picciol tavolino A 
pafccr cento pecore- ^r volta . C a..a. 
4. Beo mi vi litrovai pia. di ici voice 
A limil tavolini . £ a. j. ro. Son tatte 
ta volto, defchi» e trabacche. 

TA VOLITO. V, wf. Téii9lMf, Lat. 
tmlmUtum , Gr. ^mtfU>fjt», Virg^Bmid, 
M. Tu tao vi ficc^e il fiioco, dal laro 
della quale abbrucia il tavolilo. Féd- 
Ud,Fttér»^, £ ie fol tavotito oidina- 
tamence le pofaoo ( /« auUy 

TAVOLONE. TavwIs grsmdt . Tmc. 
Dmf./Ì0r^» JI9, Avevano i Bacavi ria- 
lato naa torre a dne folai » la quale 
accollata alla potta Pretoi ia , luogo pia- 
aifliìmo, fa co' ta voloo i , e travi battuta. 

TAVOLOZZA. S!^lUfiniU00eelU, 
JmlU muélt f9af»$ i ^àtteri $ etléri ntU* 
éiU deldìfigntre, F*v.Prif.89. Col pro- 
porgli que'molti, evariari coloci pofti 
to conAifo fopra una tavolosaa . OmI- 
fji#. ioa. Il pittore da i lèmplici colori 
diverli feparata mente pofti iopra lata- 
voloaaa va , con 1' accozzare uà poco 
di quefto « e un poco di qaello • e di 

Xueli'altco» ÌìgiiraodoBonÌBÌ» piaste» 
iberiche ce. 

TAVOLUCCFA. Tévls fUnU.Ts^ 
vUtté. Lat. tmbilU, Gt,Ttf9KxìtC9.Vàreh, 
/•'^•rasp-Gli uomini della quale ( ^arf <i- 

5HUd§l Ttmfi» } dato che s*ètlconMB- 
ameato delVanima ad alcano, che dee 
ciTcr giuftiziaco,vanno a confortarlo tot- 



TAURO . V. L. Tér9 . Lat. fjarax. 
f . Per LAva dyfitni dfi vdis€9 . Lat. 

riunii . Gr. iiptm* taZp^ « léMkiém. 
P«rr./«»*9. Quando *1 pianeta , che di- 
ftingue Tore, Ad albergar col tauro fi 
ritcraa- X*«i#. Pwrr,i$, Ora era » onde 
*1 faliff non volea ftorpio 1 Che *I aole 
avca Io cerchio di merigge Lafciato al 
tanro»e la notte ailoacorpio. 
TAZZA. Sériét di va fi difwméftéÈ 



TE 

K' AhttJtgH§ , ifimpre mil Urtjt c^/a • 
Bue, w«. 42. 17. Io mede (Ima tei Im» 
v^couta a figai£carr. 

S*1L Tf ,A prifm mlU pérfUtìU LO, 
Lt, GLI, LA. LE» ^E • Cbf faMife 
vfifff f*fffr9 »•» fin fi dirtUff TE » 
*i«TI. -t. TI. Btcc.»«v.4j.i5. Figlino- 
la , (t ru di q^ueftecofe ti crucci , 10 non 
mt ce maiavigfio, oè ce ne fo ripigliare • 
£ «tV4f«». Vogliamtelo aver detto 



TE 

TE. Céir E rhtmfé . V»ei di iutti i tttfi 
•ùhlifui del fr§n$tme frìmirttw Tu , 
difiints ds* figìti de* céf^ 9 dsltt frtf^fi- 
(ìMÌ effreff* , éfiftiniefi . L2t. rtri, f.hi, 
o. £«cc.Mv. 18.24. Kiuna cofa e* che 
per contenramento di te far potei!! ce. 
che io . come ^r me medefima , non 
la £ice(fi . E H9v,i2,zà^ Tu non gli puoi 
nò vedere, ne udire, le non come clfì 
te. Lek 9' Mentre tt» eftimi altrui in 
te crudelmente adopeiare , tn foto fé 
colui, che veribte incradeliicc. £i9|. 
Ahi caccivello a te, come t*eran quivi 
colle parale graffiati fli n(acti i. Petr, 
témt^i9*S» Sgombra da te quelle dan- 
nofc fpmc • £ C4«c 40. 8. Non la per 



ts mI piede di dimerfe mémiere, Lar. fa- pccioccliètu poi, feqoeftoavveniire.BOn- - 
rtfrA, eetjU» Gr^KpmtifjKjrréKii^Fréme. 
Sdcek^mev.mJif, A meOer Ilario Daria 
ec. è tolta una tazza d* argento di va- 
luta di trenta fiorini. £ apprefe: chia- 
mò nn fno fiunigtio , e fcgli dare una 
ttzaa>che paflàva ben tre libbre d ar- 
gento. SeH,kem,Vàrch.7,9. Veggovi tazr 
ze di porcellana, come fé nelle fnper- 
chie fpefe ficonfumafle poco, fee*non 
beeflfono Tnno all'altro in tazae pre- 
ziofiffime, e piene di gemme quel vi- 
no , che poco dipoi debbono ribaltare, 
.^r. F11r.a4.aa. Gran tazze, e pieni lia- 
fchi ne tracanna. B«r», OrL r. i.if. E 
fchcfza or col bicchiere » oc colla taa- 
za . 

$.1. E per fimlììf. fi dìcene r«((.tf Sue' 
gTAn VAp reitull di MMrme , • di Pietrm , 
ette fervtne per ricevere CMcfue dtìle fem- 
tAHe , eke fitlgeme I» «/r» . 

1- II. *A téLUji^fi dice d*ums Àiénterei 
di fender metalli . Bèt9V.CeU,(he/.%i.Q\ìe' 
Ilo è nn modo facilìffimo, e perfcrtif- 
tìmo ( difendere ) del qaalc enendo io 
fiato inventore, (lami lecito chiamarlo 
ec. nirtdcre a tazza . 
- TAZZETTA . Dim. di Téf^m. Berfb. 
^•«p.ifS. Né era nelle loc cafe» te non 
fé una cotal tazzetta» e come ciotola, 
e una piccola fallerà , che adopera- 
vano ne* privati lacrifizr. 

TAZZETTA. Seris di fiere di diverfi 
fpetje , dette iUt rimenti Hnreife^. Lat. unr. 
eiffut». 

TAZZONE. %Aìtcufeit. dlTn^n^s^Fìr, 
•^/.joj. Piglia quel tazaone, e lavalo 
molto oeae .. £ ^ppttffe r Bevvi tntto^ in 
uno forfo quel grandilfimo tazzoae di 
vino • Bue», Pier, r. |.6. Che qucLoo* 
bil tazson di quel tazzefe K* andò 
più già pel fen , che per la gola - E 
}. I- ij. Quefio gran tazzon di vino 
Io ptopino A te» Dio , labro degli an- 
ni. 



ti pnH] di noi rammaricare. £ arv.éf. 
7- Lufca * io non pofTo credere , che 
qut^K parole vengano dalla mia don- 
na » e ptrciò guarda quello , che tn 
P^rli, e Te pure da Iti venilTero , non 
credo, che con l'animo dir re le faccia. 
E n14m.it. E' mi pare» che egli fica ia 
maniera , che fenza a.^cun maeftro io 
mcde^ma tei trarrò ottimamente, £«•«. 
^^A2. O difTe Bruno, tu te la grifei ai. 
fìUc^t. itRe mofTo a pietà di lei» che 
S'am^t^a come figliuola . diflit: non l>ia- 
sncrei che non ce gli darò. 

f.llh Tr, ^usnde è pefie ^VéUHi Me 
^arsUtiU NE, e sjffs, e men éjpfm él 
ha^ è te fifjfe » riW j/ TI , the mfitem 
p^X^A il 1/erke , • fèlle ueuir, pég^ e ra/ 
ir* ftmpficemente hn fertjt di Pé^ticells 
ritr^pitiva, A Per. «M». s 8. 4. CeUa » che 
vuiil dlì€ qnefto , che » eficndo oggi 
feila > cu ce ne (e' cosi tofià cornata in 

TE. PrenunOnU rWrs/Ma. è Ufe- 
ttudfl ptrfene dtl finguUre dell* èmfermti- 
1/0 dti vrrke Tenere ^ e vnle Tietd • Ltt* 
t^cipe. Ci r » T4 . ^•cr..»«v.#a.iji. Te que- 
llo lume , buono uomo , a guata • fé 
egli è netto a tuo modo. £ mv. ioo. 
1;. Te, fa'compiutanoeate qoelh>«.che 
i L tuo , e mio aigaore t' ha impofto . 

f . L Tt, fi eengiu^me tnlerét celU NE, 
r*dd*fpUndéJi /a V, ed mllers, ME /«rat 
in vtit dtl ftcemde enfi . Bete, meit. fé. 
14- Fprle che alcuna altra cofa alide 
fece Iputarei tenne un.* altra ( dee ne 

141. r«r«, ciu réUdeppiéUe ^ Mtde di 
alhttére i eéni . Ciré, Qell, 6. i8|. Ma 
ciie «noi da ma qaefto cane y che egli 
mi fa tante carezze) cete. Oh quanto 
t: amico» e fedele all' nomo queft'ani 
EBiIel 

, 4. III. r«f«, r smehe Serts di giueee 
fnntinUtfee ^Mslm.6,js;, Altri giuocaa 
ce te con paglie, e (pilli C v, le uste) 
' TE . ^rèéfteUe , eke- uéfee mei Oisppe 
ne, nrlUChinn, e nel Sinm ^ dende mmei 
i/*»if tn# U figlie éucnrteeeidfe per ufe di 
kifi ij hf9 Pecette , cbe p^riwtenee fi af- 
^•lU Te* Imi,* the, Jled.sMmet, Ditir. 
^@. Il te è una bevanda ufitatifiima ira 
U periune nobilr nella China, e nel 
G. appone , equafi in tutte le patti dell* 
[nd4c: Ojfientali, e fi compone col tene- 
re ìnLn» nelfacqua bolleote a 
erba ci»: mata Te, ovvero Cià 

TEATRALE, ^dd, D> recare , J>« 
ttatr9. Lat. thentretlt , thretriem* . Gr. 
^♦«T^iaac. Snlviu,prer. Tefe. t. ffs. E 
chi direbbe •che !a cinora Mrlpoaia< 
flc. guernttai^na teatrale tt -«Rica rim- 
bomb^ince. f^R», col pianto ftrffodilet- 
rnn io, movefie, e ammacfirafle) 

THATRICO. V. ^. uldd, TesMt^. 



- - - - - - . 8c 

_ ,tedi ftar fira gente allegra » Vedova Lat. thtstrélit , themtrleut . Gr. -^ea- 

la notte, eitdìrsceornpagnaooaarodijfconfolata in vefie negra . Détnt, J»f, rptKÌs, S.^^.CD, Non vo*dire, cha' 

battati, colla tavolucciatamaBo»fem-|jtfk Felice te» cbe ac patii a tua pò- quelle coir miftiche poetiche fica pi»' 

f>re coalbrtaodolo . £ro.;ic. Gli teneva fia . brutte, die quefie rearriche . E nltwe» 

a tavolttccia dinanzi agli occhia | j-L Te» faaada ftg^m U pnutmffin. ve i Quella teattica » e Eitrolofì teologìa 



difcca- 



TEC 



(• da (fnefta civile » e rìfpondclc 

erfi de* poeti » come rimbalaaife 

pecchio. 

TRO. Eiifci»^ d§v^ fi ré^r§Jn^ 

i fféttMC9ki . Lat. fkéstmm • Gr. 

. B9C€ g, 6. /. 9. Le piagge delle 

lOntafaecre coti digradando fiè 

piano difcendcvano , come ne* 
rcgfiMnodafU lor roininitài|ta'' 
lo air infimo vesiie facceffiva- 
ordinati» fempie liAri^Acndo il 

loro. PaiKfim, io. Qqì bob p»- 
Doa rearro, o los;;ii. 
ERTINO. V. TIBU&TINO 
CA. fiveélìJfmM mucchi Ut Unmi- 
e éi cmsiv . LlC i^wtm , meués • 
M'Ar«v . 5e». /i^. Della qual cofi 
hee ne vixio» né tecca. Tef.Èr 
ila menerai io no va fello di lamc 
:tto« e s'ella genera alcuna nula 
nÀn tie di « qaell* acqiu non è 
. £ t. 14- lo non perdono iroicn- 
rrai lo mis^tfo » di clie io non 
olU rKca in one. Vsrcé, MrMl,9%, 
o i ntaeftri voglion finificare, che 
.Ili non (e le fono lapate» «non 
■• detto Affaccio , ufano qntfie 
toccata • boccicata, bocciconc,ci' 
l'a , gamba • tecca ec. 
CHI RE/ ^Attacebirt. Ltt. frr»*^ 
ir, vsoxsVrfir. 

:C8ITO . w^dd. de Ttethirt • Fé 
%A è nuovo irKigogo, e mal tee- 
gÌ9Ìz cbak»fMtfm4déifru§vé) 
COLA. Dim^éiTfus.lMUlé^' 
Sr. M Vi(r«v . 

COLINA* Dim.diTeecaU, Lat. 
» • Gr. nJiKih99 , Fr. G'tsrd, fr§d,R, 
sC in maniera, che non ciaianga 
?BWPa taccoliaa di ptccatoda di< 

O . Ct» fi, C9H9ffoUi É fiMce»wt* 

\ienmék V9ÌMS tM9 nfei STESSO» t 
SI MO t • ^éÈUfé étncbt «pi* fi r^/iV« U 
Ì1U CON im Mm§mdm§ igimtri . Lat. 

Gr. yu#-n£ ra . A»m. mv. to. aé. 
l'avere ancora «ffai di buontem- 

teco. £ ntv. 8j. 6. Egli ti dirà 
taentf , che tn avrai a fare . e noi 
MB teco. £ ^mtr, vif, ai. In- 
mc oc ireani teco iftcflfo, E fai, 
pìccioliao mio fratello Uccifi . 
. i. f4. Certo voler no! dei » né 

che 1 Togli > fé favia teco medcfi 
lafigli. F«»r. /m.aoé. E con doro 

reco vaneggio . Dumt, I»f, io. 
flfOt ov'è, e perchè nonèiecp? 
r. F. Jt, Con teco a goer reggia r 
ire Amore . Cirijf, C^iy, i. |. 
vcoir con teco» acciocch* io in- 

OMECO . P«#« '« VM di p^. fi 
Caini , cAv férléuUé teca , die* 
fi fa é>w9ar farla , # MUa*HC—$ra^ 
\99péraao<^ ; CéWéiU. PuttgH, E 
rali fi chiamano coronncraente 
co , che non hanno ^rmezaa in 
ole. s) che per feguenre genera- 
Iti Icandoli. Vétrck.ErcaLjjf, D* 
imertimale , il onalefotto ipe^ie 
zia vada ora riieteado a qucAi > 



TED 

Antichi malìa fafatini$Àmm}àli » Lar. r^da. 
Gr. kft • •Amet. yj. Ed entrata colle ac- 
cefe tede sella gemerà del novello fpo- 
fo ec. iieta tralraltre giovani contenta 
mi poteva dite • E 4o« La quale «(fi 
piatofi ad uno armigero di Marte con 
giunlbno con dolocofe tede in matti- 
monìo • 

TEDA » Sfatiti di Pina fdvdtica ^ dal «ni 
legna fi fanna vsrj Isvari, Lat. taddt ih*» 
éé^^inut ffl'^afirit . Gr. ìfhm . MamMrl 
}• 7. ttf. Ove aveva di piante ogni ma- 
niera» Lecci» querce » ed alui arbori 
da jhiande» Larice, teda» pine» abeto 
v'era* 

TEDIARE • Tantra 4 tedia » Jntartanara 
nainnda^ Nainra . Lat. Udia é^ìcma» M» 
V, IO. loo. Ogni nomo • che l'udia «te- 
diando facea maravigliare. Marg,n,art, 
E' colpi» e ralttecofe» cheiàccia. Por 
non tediar chi legge» non fi conta . c^f, 
hit. Par non tediar V. 5. llluftriiSiiia 
con lungo ragionamento . 

TEDIO. Neid^aka /i fdt^ce far 2t piit 
mail' Mff et taire i Rimcrefeimanta , Lat. tn- 
dium$ , malefiin • Gr. è^^a^x , nrin . Msé» 
fim^x»^ IO. I. L'accidia imporra alcu- 
no tedio, idi r. 9. Sa. Le cui volture, e 
travaglie continove lenaa intramefla 
delle fbreftiere pofiboo ingenerare -te- 
dio. Cnvnte, Fruti, iimg. Almeno per 
tedio fi vincano <»W : farlmfartuniti) 
Fatr^eàfm j. Vuoi vedere in nn cuor di- 
letto « e tedio Dolce • ed amato / or 
ama il ftco Erode. fl«r«, OrU 1. 4* ^f • 
Pien di malinconia tutto • e di tedio 
Sol ie ne fla » ne vuol poi » eh* «Itti il 
veda. 

S, Tamara dUdW a e ^f<«« ' tedim^ v«- 
giiMM Tedine , • Eftr trnttemmta naiafn- 
memta • Mtr^. 5. 8. E non ha igaun 
per renella più a tedio, Ch'a corpo a 
corpo con lei voglia guerra . £ ■!• >S« 
Si dipartì feasa pia (tare a tedio. 

TEDIOSO. ^Add. Di -tedia , Hei^a^ 
Jiinara/eevala .Lat. melefius . Gr. tCft%9é% 



TEG 



'9 



tadidentra, davafieuàeamafarta , mUgUne" 
ci, a fimtiti cafy. E Tagghln fi ebiamei un 
Ynfa fintila dì terrei^ a di ferra ^ aan èra fi 
re il pintta^a il tej^nme , f nnahe U 

,'dU 

iSoev^. Dnnf, 7^*. 29.10 vidi due fede- 



fi^fa tagghin i U funì tegghin Infacntn 
rafaln la vlvsnda . Lat. elìinneu • Gr. kKÌ* 
iSoev^. Dnnf, 7^*. 29.10 vidi due fede- 
re a fe eppo^gitti , Come a fcaldar fi 
poggia te/|gbia a tco^hia. Cr. «. 19. i« 
Si confetti la fila polvere ( dalU hifiann ) 
con albumi d'aovu , e fi cuoca foprt 
una ttgghia» e fi dia allo'nfisrmo. 

i.ETegghiM parimente fi dica un ^Arné fa 
di 4'sma di fmfarBtiB €anva£n fumana dn 
nlanmi fiadi di /arra , fepra di ani , fr^flr* 
^i fatta il fmaca^ fi iifiandtnn i atUdri^ e 
fimili. 

TEGGHINA . l>im. di Teggkin : Taf, 
Pav. P. S. Empine una fallioa » e cnoci- 
la in una regghìna. 

TEGGHIUZZA . Dina, di TegMn. 
Baccnav. so. 14. La tegghiatM, fopra 
la quale fpaito l'avea ec. io la oùfi £otttm 
quella (cala. 

TEGLIA. Tegghin, Làt.eUhnnats,Gr. 
Kkifixr^^, Mmn,Fiar, a. i. if. Da vafi 
rifprangare, e teglie fefie,. £ 4« 4- 7* 
Sopra *1 cappello Meflàgli una gran te- 
^ia , ov' altri in capo Gli Aia a man- 
giar la toru a fuo beli* agio . MalmAm 
aa. Teglie» e padelle» inorili ornamen- 
ti » Star appiccate al maro pei gli orec* 
chi . 

TEGLIATA. innntitÀ di nhn dn tm9- 
earfiln-nnn va/tn melUteglin» 

TEGLIONE . Teglin grnnde . H'a/aa.i* 
SI. La pala nella deftra tiendel forno. 
Nella fiaiftra un bel teglion «uruiA-i 
to. 

TEGNENTE . U fitga , <1h Ttnanté . { 
dee Che mttnecn^ Chat iena nttncanta , Ch€ < 
dijfellmentafifintan , Tannce . Lat. tannx . | 
Gr. f'Iai^f. rr.<i. II. 2. Ma fii ia tetrt 
fi nuova più (biuta « cioè menotegaea» 
te, fi deono i fjidamsiti più adeatro 
cavare . OvfN'd. Pifi. Qiaodo vengo a 



lMc.g.i./.j« Giorni per le vivanda. le te, la via mi pire una fcefa.maquan 
qaali s ulano in quegli » alquanto ee- do io iotao . mi pare una falita di te- 
dioh alle pia genti ,Finmm, 4. ioi.|gneote acqui . ^mrt. 45. Con loro 
Poiché quelle danxe eOeadomi divena-'eongtuate con tegnente vinco. Fir,rim, 
te pet altro peafier tediose ec. M, V, htul, ga. O che bella calcina , Biaaca 
f. S>. Loro guerre erano inferme » e come fiirina » E più tegneate > che la 
tediofe . Cren. Merell, Tu diverrai te- gelatina. 

diotb, ootofo» e aianincoatco » e tri- |. I. Par udnmra , RltaVa mila 
fto- fpendere * Lat. par cut . Gr. 0M^(i*X^f» 

TEGAMATA .Tnntsmstarin ,jnnatn J^«. Pnnd. 67, Dicemi uao mio ami- 
•ntrs in uà ta^ma , [ co , uomo in altre cofe intero , e fere- 

i. Pere alpe data e amtegnmt. L^/c. rini. fo , ma nella inafrerxa forfè troppo 
mndrig, jo. V ha tocco più picchiare, tegnente , che ec £ ^pprefa : Ove vi 
Panate, e piartellate, e tegamate. Che doverre'io infegnare erTerc Iibsrali » e 
non ha peli addofio. cortefi » io v'iofegno effcre troppo te* 

TEGAME . Vmfaditerrn piatta aanarla [ goenti . 
sita , par nfadì ematar vivnnda . v, FUt 24. ' $, U, Tegnente , per Peffedenta . Lat. #«- 
Frékmc,Sacch.nav,t»\. Avendo mandato e^ns, Gr. x;«tof. ^met.Z^, Oh meco 
uno teaaaM con uno lombo, e con ari- tegnenti le cafefuperne« 
Aa al forno. E nfprejfai Quello tegame TEGNENZA. ^Afinitia di Tegmsnii | 
è carne d'attMii , e non è la aoftra • Tenncttd, Cr.^^ix. |. Congiugne, e h 
Marg, 27. stf. E Roncifvalle pareva un tenere le patte di quei pani , che cotti 
tegame. Dove fodc di (angue un gran non hanno tcgnenaa , maCpexzaofi» e 
mortilo. Buan, Fi*r,x. 1. 17. Accompa- ^riranfi . 

s.i« Tsu* i/t- .»«.»— w - ^ .- , 5P*'« <*• ">"• if*n to'** D'orciuoli, e T£GOLA.T«(«/«.Lat.re^/4.rff«/«r, 

anelli, fi dice* cgUèMitecoiiie- 'di tegami. £ Tanc.^. 1. Edhalaiciato P/-i»f . Gr. tLÌpufi%* . Cr. 4. jj, 2, fa 

.- -. - .. r j- j: '^ andar tutte le dame» Perche tu pigli un mondovafo fi ponga con falvla avente 

vifo di tegame. nel (ondo due marze , ovvero una te* 

TEGAMINO. DiM.dfTriMfa. ^rr. gola netta. Bnan.TAna.^ 1. B le faine 
l^ftrr.N«r.7.i29. Quella polvere d'oro fi ammazzinmi i pippioni , E del tetto mi 
merra in tegamino di terra a calciaare rompano ogni rcgofa . 
in fornello, canto che venga polvece TEGOLETTA.eTEGOLETrO.OÀaa, 
tofia . 1 dì TegaU , e di Tegéla . PieciJ ttgela . 

TEGGHIA . Vnfa dimmi pinma^Mfidgn^ \ TEGOLINO . Dim, di Telala , 



»f, àinntaU. E jU he Coda di scoc^ 

vi(o umano » Gran tecomeco , ii- 
o, e*ogoffdo , Lupo rapace» ^ di 
e di mano. Lihr, Sem. 10. E* fi 
: fra' tuoi zibaldoni Vn certo 
I » un tecomeco . La fé. mndr, t. 
li .che tn (e* un tecomeco. 
A . r. L. FiMe^n , che uféndnagli \ 



TB. 



20 TEL 



TEGOLO . Tr^friémunU Swrté ii JL««t- 

ftr €frir9 fu I ttftì U ewngifuUurt àigU 
•mkriti. Lat. ttfiàls . Gr. KÌpa/M.^.Cn 
U7»*» La cafii . o piccola , o gnade che 
fia, o Risrata* o noii nnrata , fia co» 
pena di rcfoH , o di canoocce . St9,P^* 
9c. Mifelo in prima a cuocere fotro la 
cffaerc calda « poi dopo alcun tempo il 
mife in ODO tegolo cafdiffimo. VmlMéff, 
P.Sm Tolfe tegoli di maimo. 

TELA • Létv0r0 di fiU f^nit ImJUim , 
th9 fi fffmdt pn $mtt9 fUtf/Zt, elf in une 
vltajS mttit im #«/«/•, €fm e9mmtgmin' 
re s'imitnde di fuelUfiuték di /Im. Latt 
ttU. Gr. 9^, v^. Péff. jtfo. La don- 
na baoaa maflàia fogna lino, c'ibaon 
filato» e fatela ordita» e teflota. Btee. 
Mtp.i|:4. Vcggcndoloi ancora contnN 
te le lue ricchezKe da niona altra cofa 
cCTere pia avanti, che da faper divìfare 
nn me(colato» o Are ordire una tela • 
E »«v.io. j^ Li cinquecento t che mi 
rendefti, incontanente mandai a Napo* 
li • inveftire in tele . Dsnt, Inf, 17. Né 
fiir tal tele per A ragne impofte . Pttr. 
fi^*i^> S* amore* e morte non dà goal- 
che (Iroppio Alla tela novella, ch'ora 
ordifco. E9MP,\o, ?oi con gran fobbio, 
e con mirabii fufo Vidi tela fottil tef- 
fcr Crifippo. CévdU.Fru$$Jh^, La tt* 
la della vita tua fpefle volte e tagliata 
per m^ortc in fnl telaio. Su^u» Fitr,^,^. 
«• Da' foadachi vi s* offre il drappo a 
fiamme. Il panno verde , e le tele d' 
Olanda • 

f. I. Ptfr meisf. Mmu C. S, fni. Li no- 
ftia cogaiaione velata dalla corporea te- 
la, a difcernet la veiitade de* nngalari 
effetti , e le loro cagioni per fé mede- 
fima è infofficiente . N§v, sut,%j,^, A 
dir come fu temuto • (àtebbe gran tela 
Ì€i§é: c$fs lum^s) r4rri&.>r«r.8. 187. Gia- 
no foggi, come (i dice, la tela, e fece 
vifta o di non iàpere , o di non cnrar 
quello, ch'aveva di lui fparlato Loren- 
zo (ci$è: h imfidie^ 

I.IL rff/4, véUi slntii fluMdr§ , Pit' 
iur^, 

TELAIETTO. DSm.diTeUh; Pke9Ì 
ttUi9. itktii.Fìir^z. Lecofc nmideec. 
fi paflano per ffamigna , o panni refi 
fopra un telaietto. 

TELAIO. StrHmtHi§ di /efiMnae, mil 
^M̧ fi i§ffi U ttU • Lat. textrinum. Cs- 
vsic. Frutta lìng. La tela della vira tua 
fpeffe volte è tagliata per morte in fai 
telaio. Fir,^j'. 174. Tu troverrai certe 
vecchie teflìtrici, leqnalitiprcgherran- 
no, che to fii contenta d'aiutar loroan 
poco a teflere ona tela, ch'elle hanno 
in fai telaio . £«f(A.a.a. Ed a pena fon 
pofto il fnl defchctto. Che mia madre 
lì leva dal telaio , 

$.1. TtUi§ , ««/e ducbt Ligusme cwm-. 
mefi iu ^UAdM , f in étlirmfirms , fui f «4- 
If fi tirnn» U teli ftr dipigntr^i fifrs . t. 
il V^csk.del DlfigM. 

|.1I. TeUi§, i mrubt un^rntfi di ftr. 
r«,t dì 1<X»#, nel ^U4iUtliJlsmpsttri/er- 
TéUf fn VÌI i, éfimili. Te firmt ptrUpik 
uil metUrU in t9rc9U» 

TELERrA . SlmMuiitm di Ule . Ctetb. 
Strvii, i.f. E ciò fu , che morendo L* 
anno ttentoico in Bologna un mercan- 
te Di telerìe ec. Bmu. Fin. i. 4. 8. £ 
a traveftono Non pur di teler{e ec. E 
4. a. 7. E panni , e teler{e » velami , e 
tocche . 

TELESCOPIO • S$rum§pt§ di fin eri. 



TEL 

fijiUt , r^r ^méUt fi vtdtu» U fft di liufs* 
mi tha }*iH c&mummtntt fi dìc§ CMn§t 
tbittr . amL Séifr, }rr* Quando aoi ab- 
biamo detto , che il telc(copio (poglra 
k facile difioello irraggiamento, abbia- 
mo voluto dire ec. Bu»n. Fitr,^^,7, Te- 
ner vidi tn mano Libri . e compaflì, e 
^lefcop}, ff fqoadre. Etd.Utt. §€§b, la 
quella giiifa acanto , che ec. avvenne 
al noAio fimouffimo Galileo Gslilci, il 
quale avendo adico per fiima , che da 
un tal Fiammingo rofle Aaco ia venta- 
to qaeU occhiale tango, che con Greco 
TocaboJo chiamafi teleicopio, ne lavo- 
rò uno fienile con la fola dortrina delle 
refrizioni fenza averlo mai vcdoto. 

TELETTA . Dim. di TtU . 

f. Ttlttté, ditìénf éuukt uns f§rtA d\ 
Dr^po , f r^r* per h più e§9 •f , • «r. 
Itntè . Str4,fi«r, Ind, 15. tfr^. Lt foPpan- 
nò di dentro di dommafco, e di fuori 
ta coprì di eeletta d'oro. £ is^^o. Si 
jftg ugnevino doni di rtfal magnificen- 
» , velli di teletta d*oro, e d'argento. 
£ Uii^ iftd, t. 8otf. Erano Aati portati 
dàìV India alconi fornimenti da chiefa 
con una pezza di teletu d'oro. Vmrch. 
fitr. ir. J49. Avevano indoffo ciafcnno 
una cafacca di rafo roffb , colia mani- 
ca medeHmamente fqaartata di teletta; 
avevate I? le calze di lafo roffo filettate 
4i reietta bianca . Fir, ^f, 50. Vede- 
vano i tetcj ficchiflimi , e di cedto, e 
d' avorio rifplendenti , le coi cottine 
parte erano di bloccato, e divelloto» 
■[cune altre di teletta d*oro. 

TELO. Prtpriémtntt Pnx» H 9eU,ehi 
enpìtà imm Mitri /•migli sn$i ctmP^ntvtfii" 
t§, Um^ft§/9t 9 nfs fimitti td Ipn hfik 
d$iU lungbe^t^ét dtUs r»/4, iht tgli Mm- 
p9n§, B9CC, M9V, ]8. 9. Dietro a teli di 
trabacche, che refi v'erano, fi nafcofe. 
Fréime, Ssech. rìm,^-j, fece la terra il Re 
dell' nniverfo Sì grande, e'I mar, che 
infra lungo telo. Può folo fbi chi vuol 
fenza conrefa ( fui per fimilit,) Mslm, 
7. 14. Mentre in qoel telo Contempla 
in campo bianco i fior vermigli ( yvr 
fi psrU di tovéqrliéh ) Véircb. Let^ ar^. 
"^Non conobbe un telo dipinto , giudi- 
candolo vero, ecomandando, che fi le. 
vafle per poter vedere la figura C f«I 
vmUì teU} 

TELO . PrMunnJàiit c»lV E Urge • K. 
L, S9'ts dUrmt dstsncitpi, Lat. ''/««■• 
Gf. fiiKoi . X)4»r. Purt, la. Vedeva Bria- 
reo fitto dal telo Celcftial giacer ( $ui 
p«r fulmine ) Mim.Mui,Culif,90, Rappc 
r a orco telo Per empier del Roman le 
sante voglie, Tefiid, t.7. Ciafcuna col 
Tuo telo De'malchi faoi gli fpirti fan- 
gninofi Caccio. »/#»■. Fnr. ir. aa. Ma po- 
co ci giovò, che'] nemico empio Dell* 
umana natura , il qual del telo Fu l'in- 
ventore ec ( fai figuréttnm, par srehiifU' 

TEMA • PrtnunKistt celi* E firettn , 
Sttfi.dn Temere, Temere y pAura , Temen. 
(4. Lat. riM«r. Gr. ^«iSaf ./rtre.tJtrr.ai. 
Molfi non meno da tema , che la cor- 
ruzione de* morti non gli offL'ndelTe , 
che da carità. £ace.iMv.i7^t. Per tema 
delle riprenfiont del padre , e che la 
donna rubata non gli fofle tolta. Nev, 
nnt, 59.4. Per tema di ciò, che era av- 
venuto, che non avveniCfe • D4«r. Inf, 
a. Di quefla tema acciocché to ti fol- 
ve. Dirotti perch' 1* venni . £ |. Sì che 
la tema fi volge in desio, x^ltert, cs9, 
so. La tema di Domcneddio ila prò- 



TEL 

ctcciamento tao , e vertatti guadagno 
fenza fatica, perciocché la tema d'Id- 
dio è chiave ad ogni bene, ed 4t coft* 
dotto ad aver parte della gloria • 
Trdtt, Ceufet, Meglio è nn poco acqot* 
fUto con tema di Dio , che non fono 
molte ricchezze guadagnate in aul mo- 
do. 

TEMA • Pr9nuHtUf*c*W E lérgs . S^ 
gene , %^em§9»e , Muterid . Lat. fty*- 
fi$um , 4rfMmcariMO • Gr. ^ifitu • Pefr, 
€sp, 6, Ma per non fegair piò si lungo 
tema , Tempo è , eh io torni al mio 
primo lavoro. Vémi.ìnf^, Perocché si 
mi caccia il lungo tema , Che molte 
volte al &tto il dir vien meno. Btcc^t 
f . /. !• Io dubito che io non aveiG gran 
pezza penato a trovar tema da ragio- 
nare . Pier, S. Prnne, ìt. Per tema del 
fetmone propuofe qoefte parole , Gsm 
Ut, a}. Kon fi dee anco pigliar tema 
molto fottile, nettoppo fquifito.*^ ^r- 
ciocché con fatica s* intende da' pia • 
Mmlm. a.47. Che quei , eh* efce di te- 
ma nelrifpoadere, Convien, che '1 pe- 
gno fobito depofiti. 

^L Trevéfi Mche , ms di tmì* , od. 
gtmere femminine . Beccg, p*/ 4. La te- ! 
ma piacque alla lieta brigata. X>i;re«av,! 
r.i$. E icguir oltre alla mia lunga te- 
ma. 

MI. TemA, per Endhtt OrSginw^ier- 
mine grumutieéle • SmIvìu. dife. r.aaa. £* 
Arano veramente il carattere Ebciico 
ec. r afpra , e gatturaie pronunia • il 
ridurre i verbi al fuo tema , o fciacì- 
pale radice. 

TEMENTE. Che teme , Timid%. Lat. 
timen$ , timidut . Gr. ^#ixèr , ^tjkpif» 
CV' if.f.fs. So^giaceati a tanti nu- 
rofi ec. tementi il pericolare . LAt^jU 
mer» Temente battagliete non é di pro- 
dezza lodato • %^met, 19. Acciocché di 
cader non fia temente . £ 41. Il analt 
in parte fegreta trovatofi eoa lei , T 
uno, e l'altro tementi con voce fiam- 
mefia a* loro congiognimenti invocaro- 
no Giunone. 

TEMENZA . // temere , ridire . Lat. 
r«a»«r . Gr. ^ó^ . Nev,Mnt,Zi,z, ^quau- 
to ebbero temenza, ma por fé li para* 
ron dinanzi perfapere, perché fiiggiva. 
G.K^ì^.z, Ma per temenza di aiorie 
qoafi come monaca ù nutricava • Fifr. 
esnt, 18. a. Oh fé qnefta temenza Non 
temptafife i'arfura, che m* incende* E 
fen.its. Che gran temenza graa defiie 
affrena . Dnnt, Purg, tf. Tal che *1 mo 
fnccefibr temenza n* aggia . Bert, a«v. 
97«f* Digli, che a morre vegno • Ce- 
lando per temenza il mio volere. 

TEMERARIAMENTE. ^werkCf 
temerità . Lat. temtre • Gr. «Ixj» . Um, 
Dee» j. Venendo temerariamente , urtò 
li cavalli . £ Apprefe : ElTendo teoKra- 
riaroente il cavallo molo, poteva edcr 
combattuto. ^4ir/rii(^ i. 8o. Il padre t 
e la madre non temerariamente giuia- 
no il matrimonio -de* figlinoli* 

TEMERARIO. Trif^a ardita .Mfra- 
dente , IneenfiéerAto . Lat. temer nrìmtJQt» 
Sfi§oK§f . Petr,€nnK. 5. 7, Pon mente al 
temerario ardii di Set fé . «^. Fur, a?* 
lai. Temerarie, crudeli, inique, ingra- 
te , Per peftilenzia eterea al mondo 
nate. 

(. Giudicie temerarie • Tr4rr. peer.staft. 
Chiamafi giudicio temerario, cioè giu- 
dicar per infpizione i hxti altrui 4 

TEMERE. ^verpsurUf Effhrfeppr^ 



TEM 



m tìm&ra . Ite. rfNttrf , WHiutn . Gr. 
ilK<r3>au. ftcr* Mv. II. ij. Tcmettcr 
»ffte, Icco ^ìcaido* furv.^i^ Mefle- 
r» e voi ficie in ptrte fenoto» dove ^ 
Illa fbrsa di Dio m fiiori t di niente et 

teme per noi. DsMt. hf.j. Alla riva 
m1 vagii » Ch* attende ciaicun uom »che 
te oon teme . Pttr, /•••jt. lo remo 
i de' begli occhi 1* aflìilto ec. Ch* i* 
igfo loff « come fiiocinl la verga . £ 
■w ao7« Onde 1 cor laflb ancor s'alle- 
m« e teme • ^ktrf, esf, % i. Cotidia- 
ameate fta in totmeoto chi fempreite- 
ie« 

II. I. TtmtM 9 f «^ Ditbitért, Lat. duhi. 
•«» «rrfrl. Gr« •frfpfi'f , ètihtu* Bhc, 
nr.av.7. Temette di non dovervi e(ftre 
icerato • £ imv.4].4. Temevano d* effet 
sgnicati. £ «tv. 77. 12. Credi tut eh* 
9i fé qnclben gli volcfli, che tntemi, 
>fièiii&. che egliftcfle laggiufo ad ag- 
hticcsarc/ Par, firn, 84* Ch*io temo « 
afle. «01 foverchio aAnno Diftruigga 
l cor» 

k IL Ptr Patirt . Cr. Ouell* arbore 
a tenanto. Div.rt/^.aSa. Trapiantalo 
Uà Iona d' Ottobre con gran pane di 
era » acciocché egli ( non fé ne av- 
cgseado qaafi le barbe fue^ non te- 

♦. IIL Pir CUTéTt , tl^nlfc. dtli. 
[^•Cnmjièrtii. Nata di buon nomo, e 
Mtt OMVefflàta, cioècol marito, che da 
ftaiOy o i% nomo » che tema vergogna • 
^4^i70* Fotiebbe eflfere alcuna cagione 
blh vute dentro, o grande letiaia di 
■oar , eh' altti areOe , o afpetcafle d* 
veic» o grande abbondanza di molto 
uuMe> ocbelaperfona temeflc mo-to 

dikcico. £j7a. Qoalanqne di quello 
igme fia • o 1 Termine, o *1 temere 
: dilccico, o altro, fi termina a quel 
»• Lm.Mid,€M9^p.^ Paccheellc 
n ^atletico, Qnando no reme 
fico» «oan più, cheArtigobel. 

f. XV. Nm iMwf» gréUfmttteit • ìftm 
ftr flMSM , €h€ Ums irmttétieei , vsU 
ìmfi tmtém tii £ fmi ffs » « Jtér ttfit, 
m%A mmynrfi dmifut fnf^fiit » pn ^mm- 
I mitri fi dicSf § fseciéi, 'Fir, ««9.5.140. 
)mut qoella , che molto bene Io co 
oiccvtt > e (àpcva • che egli non era 
oso » che temefle grattatici . ^Itt- 
II. Ricordatevi nella voftra ma Ioniche 
*noB tcmoa grattaticci . £ 258. Non 
canoa piò le Aiufe grattaticci . J/4/ai. 
. >of. E perchè tu non temi gratta- 
icciot Mentre Hima non fai delle bra- 
ate,Qacft* altra volta le farao pcccia- 
e. 

TEMERtTAS TEMERITADB , t 
fEMERITATE . K^firmtu di Ttmers 
ia . *^d»r fiwrtèh , Im^f vitUmf 4»IU 
•*« krégimivlt ftBK^ 9rdim9, $ ràil^m 
'dU mttm99 • Lat. itnuritss . Gfi ▼;•• 

ìLC* Cerca il cradeliffimo vecchio del 
onicntimento de* medici trarre la fcn» 
• della ina temeritade . CékvmU, Ftutt, 
iy. Oh proAna temeritade , oh fomma 
ittila t lo Dio della verità di doppia 
gnoransa condeanare ! Bu$, Imperoc- 
he aadrebbono lecolc fenaa ordine 9 e 
jon temerità icM : etnfi^fmmtnti^ « m« 
&• XxuttmtM ) 

TEÌCIMENTO. V.^. Tim^n . Lat. 
«»«r . Gr. ^iS^ • «^«. Pdni, a8. 
«a villa pof^ utile grande , e one. 
b \ tutti gli altri ekrcizl fi trovano 



TEM 

pieni di travagli , di pericoli , di fofpet- 
ti , di danni , pentimenti , e temimenti . 

TEMO . C»IV E Uria .y.L.t Pttica > 
Tim0Ht • Lat. fim§ . Gr. t09kfU9f . Dsnt, 
Purg.iz, E già le quatrro ancella eran del 
giorno Rimafe addietro, elaqatntaera 
al temo . £ jt. E volto al temo, ch'egli 
avea tirato , Traitelo al pie della vedova 
frafca • Bui, ivi : Al temo, cioè al timo- 
ne del carro . Fr. lac.T.u 4. 4. Mal va 
barca fenaa remo , Né ù torce fenaa 
temo. 

TEMOLO. SftKS» di Pefct d* Mcqua 
d»Ici . Lat. thjmmllus , thjmélut . Gr. 
^ójutsiXK^, £<r». OW. i.a5.ia. Tcmol i 
chiama Ton, l'altro carpione. 

TEMONE. V,^,Tim§m«. Lat.rfwa. 
Gr. i^ixntif . Fr4»<.g4fi,a59.a^ Or tor- 
na fn, e poni D' arbore , e di temoni 
Vele grandi • e veloni . £ ays* x8* L* nn 
remon leva info , L* altro leggiet tien 
giufo . 

TEMONIERE , « TSMONIERO . 
Kw4. Tim§nitr* , Frmnc. Bértf.j^j^t, Pe- 
dotte, ctcroonieti. 

TEMORE. V.^. Tìmtrg, T§mM,Ut. 
iimar, Gr. 0éfi^» %Amm,ént, ^0,7. 11. 
Quefio cotale remore è coltello mefib nel 
lato mio . 

TEMOROSAMENTE . ^wtrh. C— 
iimart. Lat. rimiif. Gr.^fitpSf. O.V. 
7. 9* 7* Tutti temotoiàmente diCTono di 
sì. 

TEMOROSISSIMO. Suftrl.di Ttm: 
ffi» Lat. iimid{/fmus • Gr. ^iSfpa»T«e. 
T^. FiMmm.u66,Con temorofiflimo 
caldo sì m* infiammava 1* animo , che 
qnafi ad atti tabbiofiOimi m* induceva . 

TEMOROSO. V.^.^dd.Pitm^di ti- 
m§rt , Tim§r§f§ , Lat. timidus , pavidus . 
Gr. ^itxi% , ^fftfét . CM. SS.Péul. Quan- 
do con temoroio cuore contempliamo 
la fua potenzia • colla quale tutte le co- 
le governa , tempera , e regge • Finmm, 
i.Ss* Poftecpaumil cuore le ginocchia 
in terra , cosi temoroià incominciai • P«- 
fr^^,7. E la fronte , e la voce a falutarti 
Mofli ottemoroia, e or dolente. Guid. 
G. E'aonviebbe intra loro tanto forte 
ec. che e'nonaveiTe l'animo dubbievo* 
le » e temorofo. -i?iM.«ii#. Déua, Mmìm», 
7>. Ch'omo, ch'ama di core « è remo 
rofo • £ spprtf§ : Ver la mia donna fon 
sì temotoio ec. 

§. Per hduamte fiMMiv, Spavent§fi . 
Lar. ttrrikUis, IfrrihUis, Ór. «itrx^aTi- 
nes , ht/txoiki^ . Libr.Yiéiif, Aperfe la 
lèpoltnra, enfcinneuncorpo brutto, e 
fozzo • e temorofo , il quale ftrangolò il 
detto giovane , e la città , e *1 paele inna* 
biis^. 

TEMPACCIO. PnfUrtt. di Tempii 
Cmitìvitemp», rr«a,iu«r«i/.i8 a. Piglia de- 
gli otto di una volta a tai tempacci una 
barba di gcngiovo in conferva, e bevi 
mczao bicchiere di malvagia . 

TEMPELLAMENTO. ÌT. ^. Il ttm. 
pellurw . 

f. Pir mttmf, v»te VdeHUm€»i9, %^m. 
Ifituifs» Lat. véuilUt$§, Gr. rorpat^poc . 
M.y,j.»^ Procacciò con ifmifnratidoni 
nel continuo tempellamento del Papa 
per lo Tuo aiuto . 

TEMPELLARE. V. U. Pismdmfntt 
€flUr§^ DimeHMTt, Afoi^f. a7. 50. Tutto 
il ditempellaronleampane, Sen^a la- 
per chi funai a mono , o feda . 

§• I. Per mtt*f,vmìe FmrwiùìUr* t Tt' 
nert Ambigua , ii^trm du€ , irrtfiluf • 

Cran. Mwtìl, B dall' altro lato tem- 



TEM 



21 



pellava la mente Tanibizioa della sigoo 
ria. 

§. IL Jnfiinific. ntuir, vtd§ VéeiUsrt , 
StéWÉ ambij^u$, Lat. VéuUUre, tifuhér§. 
Gt.rmpei^t PIGOLI t «V0p«?9. Jtf.Kj.tf. £ 

Sto tempetlavano negli animi tia'l fo- 
_ etto , e la paura . 

TEMPELLATA. TtmptlU.Luìf.Pmlt, 
Btc, aa. Se tu vuo' la pih bella rempel- 
lata • Noi verremo a fonarti ana bri- 
gata. 

TEMPELLO. Su9i$t imftrrwif , • 
fttnU di cmmpéUUt d'mlfr» fttumemf 
Lat iìMitus, Gr. fiijLiS^, Tmc. Dav» 
Perd,tla^^i6, lotorreianai l'impeto di 
Gracco , e la matorezza di Graffo , che i 
ricci di Mecenate , e i tempelli di Gal- 
lione C^ui ptr mite/,} 

TEMPELLONE. Utmatréfsa.ebifMe. 
eie iliffti tdmnebefidlc» di Chi fi s ìrrt. 
fiha§ , namcémebiude , e fi léfcinfipréfér 
déCntgni, 

TEMPERA.» TEMPRA . CamfilìdéitJ» 
H9 artificimle , Imduréum§nf fmtta f» ar^ 
tifi\i§ ^ « dicefi ptr U piit dtl Ftrra , che b%U 
lente tfidta tujfmtg i» scfé y in nltf li. 
^uert per cenfelidarl» . Vìt, Pluf, Aveva 
una corazaa di ferro con pietre, e una 
fpada dimaravigliofatempeta. 

h I. Per^MéUttdf Mnniern, Petr.fem, 
iS. E fiumi, cfelvefappiandi che tenW 
pre Sia la mia vira . £ c*in, i j.a. E tende 
lacci in s) diverfe tempre ec. Beet,. Vnr 
eh.i,rim»i. Ma non può chiuià in qae 
fto career cieco Col lume oppreifo , e 
bieco Vederla mente tutte umane tem- 
pre. 

|. IL Per Csnte^ Cenfensn^ . Petr, 
r«»^4.4. Ne mai in si dolci, osìfoavi 
tempre Rifooar feppi^liamorofi guai. 
Dnnt. Pnr. io. Cosi vid' io la glorioiii 
ruota Muoverfi, e render voce a voce 
in tempra. £14- Ecomegiga, ed arpa 
in tempira tela Di molte corde firn dolce 
tintinno. 

§.111. Ttnipern y fiufàéncht nff'$!utnm, 
pir DtfftfiKiene, £«rr^.tf./.i8. Il Re, che 
in buona tempera en,firto ch iamar Tin- 
darò, gli comando, chefuor traeflfe la 
fua cornamuGi . Frnnc, Sseek, ««v. tf. Chi 
fiipeflè ladifppfiaione de' signori, quan- 
do foffono di buona tempera • Ceech, 
Det^j. Io non fono oggi in tempera Oa 
iàr quiftione. Cur^lett, a. ps. Quanto 
alta baila, io non (pn punto in qu^fta 
tempera . 

§. IV. Tempere , di€m» I f <rr»ri* , epti 
Li fere ^ e fin eelU, ecbinrn d*uev$ , cen 
che lif efnmnei celeri i ende Diplgnere ^ • 
Lnvernre n tempern , -m/c Dipigmere ec. 
C0* celeri liquefntti nelln fnddettn mnniern 
fent^ mefceUrvi elle , Vnrch, /.«vai 5. Ol' 
tra le diverfe maniere, e modi dì lavoca- 
re , e colotitc io frefco , a olio , a tempe- 
ra , a colU , e a guazzo . Berpt, Itif, 170. 
Quefta ( pitture) in tre maniere operan- 
do fi manda ad efiètto , e quefte fono 
lavorando a frefco , a tempera , ed ul- 
timamente a olio. 

§. V. Tempern deìUpennn , che più ce- 
munememte fi dice Tempernturn, i f«iri 
Tdglie, che fé le fn per rtnderU nttn nlle 
fcri^ere. Dnnijnf,!^ Ma poco dura alla 
fua penna tempra . 

TEMPERAMENTO. ;/#eafff«r0.Lar. 
tempernmentmm . Gr. npirn . Mer,S.Greg, 
Per fingolar medicina di Dio, e per fin- 
golare temperamento di dolore. 

S, I. Per Gemerne , liede di reggere > 
e guidare . Cem, Inf. 17. Quegli doman 

dò^ 






22 



TEM 



TEM 



TEM 



dò il carrocci ptdre % e *1 cempeumento | 
de* cavalli. 1 

9. II. Pe9 M'ifnrét . Li'», dtc. J, Né guaC; 
dava (pefa , ne temperatneaco , purch*^ 
elli fé lì potefTe ht€ obbligaci . 

f.IIl. Ptr Ctm^tnfi. Rìfifg; DéOtScifim. 
j}. Parendogli aver trovato certo cem. 
peramcACo » lo volle al He dire . OéU.Si/t, 
9^ Potremmo trovarci quefto» o altro 
temperamento» che fapplifTeia vece di 
quelle, come accade nell'Es^itto de1!*i; 
Qondazìone del Hi la . £ i79. Non vi 
gettare del tatto al difperaro, signor Sim 
pltcio, che forfè ci è ancora qaalche tem- 
peramento per le voftre difficuità . 

§. IV. Pfr Me/ctUmtmt» . Fr.Gitd.Prtd, 
S. Pei vennero a tanto , che qaefta fan- 
ciulla la fi manicava fenza altro tcm- 
pcrameoto • 

f . V. P*r C§mhtHMment9t • %^cc0ppiM' 
me»t§diftiM!iiM, TuZt» timptr^turm t tim- 
ptrsmeiuum .Gr< npSff'tt. TrMtt,g§v.fam, 
la ogni lor cibo erano quefti due tem- 
peramenti fol venti ciafcnna indifpoGzron 
corporale . Cr, a. 17. i. Quando il caldo , 
e fccco fi miiichia aH'amtdo» e al fred- 
do, fi fa aa temperamento. Ttf, Br.i, 
Ijv Siccome il tempc/amenro • che ac- 
corda ladiverfità di elfi elementi» fa li 
corpi ingenerare, e nafcere. e vivere , 
cosi il difiempcramento di loro lì cor- 
rompe , e li fa morire . 

$. VI. £ ptr Qualité , t Statuiti rtrft, 
cht étncht dieUm§ Ctm^tii/^mi . 

TEMPERANTE ^ Cbt ttm^tra. Lat. 
nmptrmnf . Gr. ^vyKtctiif . %Amtt^ 42. 
Diana gli afpri fochi temperante Colle 
foe onde • e con arco protervo Cbi la 
volieffe oflfender minacciante. £74- Nel 
qua4e temperante Apollo i veleni fred- 
di di Korpione , ficura , e fola una notte 
dormiva • 

fi TéÀmék vmU Chi Ss U wim dilU um- 
ftréut^M . Sslvim, dlfe, 1. ìi|. Il tem- 
perante , che ha acquiftato 1* abito» 
Clange nella medefima aftinenzi a go 
dere, 

TEMPERANZA , t dnehef Mitra fr^Jf» 
»/i*'ff TEMPRANZA . Vìrtm mwalt. Lat. 
ttmffràmtis , Gr.. r«»^;a^v99 . C§m, Psr, 
ai. Temperanza ec. è ftrìgnimento dal 
difordinaco appetito nella potenza-coii;> 
Oipifcibile . £ ^fpreff» i Temperanza è 
signor eggiainento di ragione contra^li- 
bidine , e contra gli altri boa diritti 
hnpeti deiranimo. Tef, Br.j.it» Ttm- 
pcrana è quella signoria, che Taomo 
ha contra iuiJaria , e contra agli altri 
movimenti , che fono di(avvencvoli. 
\AÌberr,féf, 55^ Temperanz» è signor (a 
della ragione contro alla libidine , e 
contra agli altri ìnctefcevoli mwimen» 
ti • S, ^. r. D. Coperfe , e condk la 
fila temperanza con bel motto*» e giun- 
cando . 

i. I. Temftrmn^myftrTtmftrémtutr^ 
Dmnt, Pnrg, jo. Sicché per temperanza 
di vapori L' occhio lo foftenea lunga 
fiata. Bf%^. yétreh,^.rim^ tf..<^eft»tem- 
pranza ciò » che fpirar fuole Vita* nel 
mondo > a lunghi giorni, e brevi Pro- 
duce, e nodre. 

i^lh Fir M0de/is. G. V^-j.rj, j. Con 
gran temperanza, e iàvie paroJeritcone 
U Re. 

(^ IH. Ptr MidtrMXftne . Hvr, S^ Greg^ 
Almeno perla temperanza della coxrezin- 
ae ritornino a fiato di (alate. 

TEMPERARE , r p#f /ìmttift TEMI- 
IRARB, ftr U fin frtfé i futi. J>ArlA 



umptrdj, 9 fi M/kaneBi Htl utiiSr,psf.lAt, un dì. Bwm, rìm, 1,67, E mcntrcilfer- 
umftrmrt. Qx. «■»>!«/;»«?► PdU4ul,LMgK' ro a remprarla «* armora ( U fennn > 
S. Chi faceflie bidenri ec. di fèrro ali* Mtmt^fàt, }. Forfè che nella curia ilpa- 
arare, e cifnefTegli di fangae di becco, dre, o Tavo Fé un po' di roba in un 
e quando fabbricano» gli vi temperaffe temprar di penne } 



entro ac. 

§,l.T*mfirsre , f^nrmtém, Ddnt,I»f,»7, 
Come*l bue Cicil:an , che mugghiò pri- 
ma Col pianto di colui (e ciò fu drit- 
to ) Che r avea temperato con fua li- 
ma. Buf. ivi : Che l'avea temperato, 
con fua lima, cioè, che l' avea fatto con 
fuo artifizio. 

f . II. TimftrmTi i per Ctmctrdért , Lat. 
c§mfiituen , c«owii<>#, féuifci . Gr. ^vfA, 

o^fàBÓK'JHK . G. f^.9.80. 4. Come furono 
in Fifa , come era temperaro , k detta 
fpia fcoperle al Conte > e agli anziani 
del detto cotriere. 

f . III. Ttmpgràrgffir Cerrerger» , § ^dt- 
gumrt il ftverebit di chtccheK C0IU ftn^d 
del /%• centrsrh » ColUSS.Péd, la tal 
modo» che quello fpiritnal vino , che 
rallegra il cuor dell'uomo, non fiamo 
lafciati bere, fcnz a temperarlo con clTi . 
Dant, Purg, a8. Vago glàdi cercarden* 
rro, e dintorno La divina forefia fpef- 
ùt e viva , Ch'agli occhi temperava il 
nuovo giorno. But.ìvi: Temperava il 
naovo giorno» cioè rendeva temperato 
lo fplendore del nuovo dì , ch'era ve- 
nuto. Mtr, S. Creg, Temperando la bi- 
lancia dall' una parte, e dall' altra, effa 
santa Scrittura non paia grave a* letto^ 
ri per troppa fottile euminazione • 
Sem, ke», Vsreh. €, aj. Opelle cofe ec. 
che temperano egualmente il mondo » 
s'accendano in un tratto» e fi abbruci- 
no» 

(.IV* Tempererei per Medergre • Hdf- 
frensre . Lat. temperare , mederarì . Bece, 
»rv.79. 15^ A gran £itica fi temperò in 
rifervarfìdi richiederlo, che cuereilvi 
£icefie. £ M V. 94. iJ. Temperò onefta 
mente il fuo fuoco . £ mev. 98. 7. Raf- 
frena il concu pi fc ibi le appetito, tempe< 
ra i dìfideri non (ani . G. V, ir. aj. 4. 
Fu giufio per remprarela foperchiaant- 
bizione del frate. Celi. SS» Pad, Quan- 
do con temorofo cuore contempliamo 
la fua potenza , colla quale tutte leco- 
(c ffoverna , tempera » e regge . Dami, 
Inf, 14. In quella parte del giovinetto 
anno » Che 'J sole i crin forto 1* Aqua- 
rio tempra • £ Par. zi. Quindi m* ap 
parve il temperar di Giove Tra *1 Fa- 
dre, e'I Figjio. f«rr.c«»^i8.2. Oh fé 
quefta temenza Non tempra ffe 1' arfa 
ra, che m' incende» 

f . V» Temperare , per Unir le veel degli 
firumemti , » aecerdargli amebe tei eamte 
F. V, ir. 101. G'ovanni dell* Agnello 
che con Giovanni dell' Aguto avea tem 
peraca la cetera ec. C H*^ figmratam^. e 
vale* cel tjmale era fegretamem$^e d*aee$r. 
de> Petr.can^, j^.a. Tèmpra rpDtefà* io 
in si foavi note 1 miei fofpiri, eh* ad- 
dolcifibn l'aura ( 9mè per fiminr. y Bee^. 
G.S, 91. Temperando le corde a fuon agu 
to Dkllo firumento.. £mc l^arch, i.rim, 
11. Ivi alle corde amate Temptando i 
dolci omei . Merg. 08. 47. £. per Dèlo-, 
Ci per Delfo r e pel roa cinto r Ti pre- 
go r che tu temperi la lira ». 

Ì> VI.. Temperar la pemma , dietfi deir 
^eeemcìarla alV ufe di fcrìvere .. Frame, 
Sacche m9v,\Si^ Comperò non una pen. 



(. VII.r«w^#r«r/» per Preparare mei fi^ 
gmifie,del i. Fiamm. 2, 1. La nimica for- 
rnna a me di nafcofo temperava i fuoi 
veleni . 

f.VIII. P«r Mefceiare^ Rimefiaft.Pal. 
lad, Gemm, ai. Togli ec. libbre di me 



le otrimo, e ogni cofa inlìeme cempc* 



ra. 

f . IX. Eptr Regetare . Segr, Pier. fie^. j, 
78. Tepiperava 1* orinolo di palagio in 
quel tempo , che Simone fi tormen* 
tava, e che i cittadini d ragunavano » 
uno Niccolò da san Friano. 

TEMPERATAMENTE . ^vv. Cem 
temperamtente , Mederai amemte , Lat. me- 
derate , temperamter . Gr. /Uf t^ik , r#. 
^^oviK. Beec. mev, 19. 7. Ti farcbboao 
(opra quella materia più remperatamcn- 
re parlare. £ »«v. 89.9. Afl'ai tempera, 
tamente lo'ncominciò a battere .^cimv. 
98. 12. Dt\ piacere della bella giovane, 
avvegnaché più tempera eamenteaera pte- 
fo. Scrm,S,y4g. 5. Concedo, che colla 
grazia di Dio ec. la Domenica beviate 
del vino temperatamente, e fpezialmente 
gli antichi. Cavale, Fruii, ling. CJlano 
li beni del mondo temperatamente • 
lìberi. €é^, y8. Chi temperatamente dì- 
fpone il fuo . più lungamente durano 
le fue polKeffioni. 

TEMPERATISSIMAMENTE. S^wl. 
di Temperatamente , Lat. ♦ iemperatijfme , 
Gt.^ a'ef^pùftTX'TVt . Becc.imtr, 10. Ottica 
tilllmi cibi , e ottimi vini temperatiflS- 
inamente ufando. 

TEMPBRATISSIMO. Superi di Tem. 
ptrate . Lar. temperatijfmut . Gr. ^et^pi- 
fi^'ni» Cell.SS,Pad, D'un temperati f- 
fimo caldo rattemperiamo il tiepido ar- 
bitrio della noftra volontà • 

TEMPERATI V O - ^dd.^tte a tempi- 
rare . Cem. Purg.^o, Moftra , che eli! fia 
velato d'una nuvoletta , la quale hae 
vFttute temperati va » Omel. S, Greg, Il 
mortino è di virtù temperativo- 

TEMPERATO, ehedapeetiperfimeepe 
fiufa anche TEMPRATO . ^dd, da i ver. 
hi Temperare ^ e Temprétteim iuiti i lerefi. 
gnifieati , Llt.Umperaius. Gr. )U«t^0^» 
^«/«T^^ «•rr.ii«v.77.s 1. E fcfcoir cote- 
fio caldo il mefcolerai , (eoza &II0 i) 
sole fentirai temperaro • £ Ki'r» Dami, 
A| j. Qnefto recente cafo ti ficci» con più 
temperate redini correre ne* tuoi piace- 
ri . £ /*rf . Pim. Reff. a75. L* ambizion de- 
■gli animi non temperati trovo le ric- 
chezze .. Fiamm, i^ 70. Sovra *l tirato 
nerva adatta- le fue faette da noi fiib 
.brfcate» e temperate nelle nofire acque. 
£fp. Pai. Hefi, V nomo dice di una' ra* 
dice» o di nn'etba , che ella è- tempe- 
rata^ t quando ella non è né* troppo 
fredda » né troppo (ècca , né troppo 
umida- . G. V, i, 5. 4. Quefla terza 
parte ec è def tanto la p n popolata 
parte del mondo .- perocché tiene al 
freddo , €<t è più temperata ^ Dami, 
Inf, 19, Trane lo Srricca , Che feppe 
far le reropecate fpeic . £ Pmrg,. 5. E 
'l signor mi parea benigno , e mite 
Rifponder lei conr vifo temperato.' Che 
farem noi ì f eiei t medejte > Maefiruxx- 
a.jo.9. Chiunque toglie alcuna cola del 



na, ma un mazzo di penne^ e penon-'mare , ne dee avere alcuna remperata 
ne a tcDayctarc una gran biigau' bene particella , S. .jtg, e, X>> i l povera ec. 

alle- 



TEM 

egrili^i dolcilGiiiapace, relìc'ofo» e 
roto di pietMle , benigno di ftienrc , 
IO del corpo, temperato di vita, cafto 
ceftomi» eficuto di cofcientt • Sui, 
tgiognendo ancora altre iuafiooi da 
Bovcre ocoi modefto .e temperato ani 
9 • Ptrr. Jm, i^. Clì* a Giove tolte fon 1* 
Dt di mano Temprate in Mong ibcllo a 
tte prnofe . VimeMmrt, tim, 1 5 . Ma voi 
tto temprato amico cielo TornaAe 
tdda , e cicca il primo giorno , Che 
edcr gli occhi il tot nnzio al core. 
*rm. Or/, i.u. s^ Eqocftafia d'un pia* 
voi veleno Con tal*indu(lria, ed at- 
temperato > Che *1 fpirro noftto a nn 
loto venga meno. 4«d. #/f. »«r. 15. 
veano la lor propria pelle temperata 
botta di piftoia. JB^rgk.Mì^. ijS.^i pò- 
anso leggermente toccate i dintorni 
»n incbìoSro dato con penna tempc 
Ita foccile(f«i nal figmifit, dil%* VLdi 

T£ilPEEATO • ^W9try. Tfmfersts- 
€9te . Lat. umptrau .^ Gr. fAtr^éts . 
latm, MMt. a.4.s. Dtonifio tiranno un 
mpo bevendo temperato , incontanen- 
r cadde in tifica , e non ne potè guatile » 
unott tornando cbbto. 
TEBCPEKATOIO. Snumtnf , t9lj%M. 

jf umf€rsm9 per h firn le ftune . tsc. 
Uv.smm»^, lop. Vitellto» vedatofi dar 
ifimgbìcf e rperansc , e timori , fi fece 
laienn fcapcratoio, qaafi permette & 
I fcn were . 

TEMrEHATORS . Cb9 tempere , 
ùdÉrMer» • Lac mederéier , umpenaer . 
ir. iftMurii m 

TEMFEJIATJIICE. VtrM/tmm.Cbt 
rmfrrn . Lat. medtrserix . Gr. mtnirìip*, 
ùLSS.Pétd, Ladifcrezione è madre, e 
aazdiaoat « temperatricedi ratte k vir- 
idi. S.^.CD. E per qoefto vogliono, 
bcqoel l'opera abbia pet tempetatrice la 
leatc. 

TEMPERATURA. TMiftfr^, Tempe^ 
meue%^ Htempersre im fmt' $ freiJSgmi- 
r«if . Lat. tetmperéamm . Gr. xpa^K . Cét- 
r,Beet, I. is. Guardati dal fat difordi- 
i di lotte, chequellatemperataradel- 
I compIcfiottCy dove è fondata la tua 
tn^ ncn venga ad alterarfi di maniera Je 
idocMC gli Ipiriti vitali, eh* io fia fer- 
ita partirmi da te < <» étltre idl^J§ni/! Itg- 
r: tcmpctnnsa y Ciré, Celi, 1. 19. Que- 
o nafce dalla temperatura della com< 
lefione, scila qnalcofa noi vi trapaf- 
amo di gran lunga « ^«f'v Ferri da 
ttona ccmpemrnra a £ire arme • ^«r. 
1/. a4« 1. fòeo da ra la brinata » xome 
■ra^oco la temperatura della penna 
Jo Krittore, «quando iciive con efla • 
ira. Or/.ja. 4* -a^- Tofto /)ttcl brando le 
ilfedi «ano. Che iii per darli morte 
ibbricato , Ch*era latto con tal tem- 
eiatiira. Che taglia incanti , ed ogni 



TEMFERAZIONE. Tm^^nu.Lat. 
if II ■■lin . Gf. ^i»0p9rvf^ . Libr.^mer, 
•- Molto mi pare dura la temperaaio- 
c voAra • ma a tanta, t tale aatoiità 
mM di conrtadire. 
TEMPERIE • Temperétmenié . Xat« 
tmperlet, Gt.KpSrti. 
TEMPERINATA . Cetp» dst» cwtem^ 

TEMPERINO. TrmperMfie. 

TEMPESTA , TEMPESTA DE , • 
IMPESTATE. Ma per U più fi ufétU 
'imm V9€t . Cemm§%^eme im^gtuafm delV 
:f$ 9 f primeifmhmmte di fueiU del nm- 



TEM 

r« Mgitmie dtiUM f§r^* de* venti, hit-ttm- 
pe/téu t pr§ctllM, Gr. X^A^^'» t*^** '•*"*• 
t»v. 17. 8. Quelle tutte per la tempefta 
del mare« e per la pauta grinte, fu per 
quella, quafi morte, «tacevano. Petr, 
céiHt,,xi,^, -Se non glici toKe o tempe- 
ftate, o fcogli . I>Mnt. I»f, 5. CBe mug- 
ghia, cornea mar per tempefta . SeeK,, 
G,S, a^ Rettore etterno , coftrigni l'a- 
mare Tempefie ec. E 17. "E raggia il 
mare con tranquillitade Ifpeflc volte 
fanaa maovet onde , Poi fi rivolge in 
dora tempeftade. 

§. l.Timftfts, filurétém,per Jmpetu$fM 
Vimtin^ét • Lar. vìeltntim . Gr* iS/di . D*nt, 
;•/. ai. Con quel furore, e con quella 
teropefla, Ch'efcono i cani addofio al 
poverello . 

§. II. TempipA , per mttéif, vmle %Af- 
féuMy Trsviiflit, Cren tury^Af^ne . /*#- 
tr, r4#it, ao. 4. Cosi nella rcmpcfta , 
Ch*jo loftengo, d'Amor, gli occh' lu- 
centi Sono il miofegno, e *ì mio con- 
ferro felo • B§et, Vmrcb, a. prtf 1. Ma 
perciocché ne/Tono mutamento di cofe 
lubito non avviene fensa una qualche « 
come noi diremmo , tempefta d* ani- 
mo, quinci è nato, che tu alquanto ti 
fei dalla tua confuera tranquillità allon- 
tanato • 

$.111. Tempifid, per Crsgnu$U , Fr«« 
esìge di ^nfit e ditwni^ Burrafc», hit, 
grmmde^ turbe, Gr. x«^«5«- Cr,^i%.^, 
La tempera ancora fpefle vphe la vi. 
gna coofuma in tutte . Tef. Br, a. i7* L* 
altro principale ( '»«•#• ) diverfoMes- 
sodi si è caldo, e umido , e fpeflb h 
folgori, etempefte, edaciafcuna fitte 
d'intorno lui ha venti caldi , che tutti 
fanno fpclfo rempcfia in «erra . G. V, 
ia.ii.4. Fu in Firenze di fordinara tem- 
pefta di venti , e tuoni , e baleni molto 
Ipaventevoli • 

(.IV. In mede pr§verhiMle dieUme : 4/# 
tsl'etrm gingnefft Im ttmptjtét ; 4 Chi arri- 
VM ptr msMgìMTt , ^UM»d§ gli mitri bétmné 
qudfì finii9\ e v*le, cbe Cétninem pregiu- 
diem s €$»vitétti , fice§me nen prtrindicM 
Is ttmpeftm d9p§ U r$e§ltd, Lat. fife p*fi 
tempus vnis , 

f. V. E' s'intendi sequM , e nem tempe- 
ftm\ férimente mede pr§verbiMlt^ e %sJ» « 
che If§K fi dei cere Are in vemns cefs tee- 
ee/fè , ebe èfempre biefimevle • Lat. mednt 
eptimns emnìum . Gr. fiirfOi vdmtf fiik- 
TTTOf . c*f.rim,burl,t,j. Ma pur ei s'inten- 
de acqua, e non tempefta. 

TEMPESTANTE. rA« è infemtejla, 
Cbe faffre tempefi* . L%t,precelU Ubérsns, 
0,V, 11. j. 15. Ot non è quella tetta 
quafi una ^nn nave portante uomini 
tempeftanti ì 

TEMPESTANZA . V. ^, Temfefis . 
Lat. rempe^ai , Gr. X^f^* • ^'^« '"'• ^« 
N.JfeEnt,, Dotto marino fo^ffe tempe- 
ranza , £ attende chetanza . FrJéu,T,y 
I. a. Nave far.za -nocchiero Rompe in 
temperanza . 

TEMPESTARE. Mtndr tempefia, Ef- 
fere i« tempefin , Lzx, eieri ^ surbari^eem» 
j tn.veri , ventis ^itsri . Gr. 24^TXpirn' 
.AoJf ^^ffllAXVo^OU . J.ibr.Pred,J\mz- 

refi cominciò fortemente a tuibare, e a 
tempeftare . Mer,S, Gregei mateècom- 

j modo a tcropcftar contra cffi . 

I $.1. TempejUre ^figmeatsm, vdle Star 
ceirsnim» trAVAfUmte . Sei^ P^, Son da 
riprender quegli, che fempre tempera- 
no, eangokianoin fatica, e in penfie 
10 . Gnid, C' Per la qual cofa non paten* 



TEM 



23 



do il f^rvor di amote t con angofciofo 
defidetio rempefta . 

#. II. Tembeflure , veleeuube tmferM /ut- 
perverfare, Sen, P.fi, V uomo noi POÒ 
tenere, eromifce, e fatta, etempeita. 
FréMe, Séueb, néV' itfo. Il qual mulofen- 
tendofi bezzicare quel luogo, di che pia 
fono fchifi ec. cominciò a trarre , e a rem- 
pefVare sì dìverfamente , che ec. E rim,^ 
<^aal gonfia, e quel tempefta con iftri* 
da , Qual gitta la bet retta • e viene a 
refla. Mer^, j5. j« E mentrechè '1 cavai 
furia , « tempefta ec Sur, £«r. tf. 114* 
Ma il conte ec. temporeggiava il pia » 
che e* poteva, tempeftando peiò tatto 
giotoo , e facendo mille raoleftie alle co- 
fe di Gifelberto . 

y III. Tempefiétre, figurdtéum.in éUt,fi, 
gnìfie^ vali Centnrbare ^ tn^ietmre^ Met' 
"«•/•/•f*. Lat, perturbare . Gr.24dPTit< 
peirr^f , Cavdle, Frutt, ling, O perchè 
pedìmo ladrone d rempefti il mare et. 
per quello , che tu tfmpefti torto *l 
mondo , cioè , per più avere. Cuid, O, 
Il qualeperci^ fono tempcftato con mol- 
ta angouia. Treat,gev,fmm, 5eia qae- 
fto^tto il fonnofiig^, godi col dilet- 
to ,■ fé veramente ti rempeftafte, per- 
chè poco dormito avaflR . Frane, Sseeb, 
MV.70. I porci andarono in cucina* ed 
in quella tempeftatono ciò, che v'era. 
sjimbr, Fnrt, j. 9. Chi tempefta ^uefta 
porrà f (^i vede : ehi hatti fitriefemente 
quejtn pertm } ) 

i. IV. Tempefiéire^ pure in fi^nìfie, Mtt7 
vale /ff/ir«r«, JmpertunMrg, Ltt.-eiere, 
urgere , fiilicitMre . Gr. ireiyeif , LivJee, 
I. La ditleal femmina punsea^ e attizza- 
va il marito, e non fi na va di tempefta t- 
lo . E Liv, M. Foftè futa tempeftata , e 
io'izzata . Varch. Ercel- 7 j. Subii la ce è tan- 
to dire, etanto per tutti i ver&, -e con 
tutti i modi pregarlo , che egli a jrtva 
forza , Jt qua uà uio marcio di (petto pro- 
metta di fare tutto quello, cbe ccHui. 
il quale lofubitla, gli chiede; il che u 
dice ancora /erpeorare , e tempeftare , 
quando colui non lo lafcia vivere , né 
tenere i piedi in terra; il che i I«atini 
dicevano propriamente feilicitétre.» • 

TEMPESTATO . *^ddja Tei^pefisre , 
G.K.$.ao. I. Papa Geegorio veggendo ia 
chiefa d'Iddio xosl tems>eftata dafede- 
rigo Imperadore, ordino difire a Ao». 
ma concilio generale (Wm: tretvegliéUM , 
mMltrattdtn ) Buen, fier. a. 4.9. Tc(ltoa* 
frangenti Di quefta noftra tempeftaca vi- 
U ( eiéèi travéiglieféi ) 

•$, ETempefiafe, Vufiameper Biliettmte^ 
Hicamsee . hzx.gemmit difiinditt , rigens . 
Gr. Ki^ot^ wtrwKt\f4,ifeuCeceh, E/Mlt,.er, 
1. 1. Nel mezzo d'una faccia della fala 
E^ un tribunal tempeftato di gioie • 
Bnen, Fier, 1.1. 17. Pregiare, aggherooa- 
te , tempeftaref f «r/4 d*i«/«S»0 £ 5. s • a. 
E tcmpeftate di bifanri d'oro. Jied,Of, 
an.j. Appariva di color chiaro di rng^ 
gine tutto tempeftato vagamente di 
macchie nere. 

TEMPESTIVO . K L, .Add, Oppertune. 
Prefittevle . Lzt, Jempefiivut , Gr. «flU- 
C4'j^ . Buen, Fier, ^ 4. itf. Ch" io non fo » 
s'io me gli ho rifpofto cofa Utile , € 
rempeftiva. £5.1.8. E fpiegm tempe* 
ftive egual la gloria. 

TEMPESTOSAMENTE . ^vvetb.Cen 
temfefia , Lit. precfììefe , Gr. dv«XX«- 
^•»« . Ow'id, Pip, firmi , che quanro 
io fono più follecito di ri^uaidare il 
mate , le egli €1 rabbonaccia , cbe egli più 

tfm- 



24 



TEM 



TEM 



TEM 



fcmpeftoikniefiKC osdeigt • Unì^k» «t, 
On aquilone tempeftofaincote fpirtndo 
tatti gli diicaocia . ^ , 

ff/«. Lat. imft9U9ft . Gr. /SretiiK • f «/•«. 
I. 9j. Vcigendoglt si tempedofanicnte 
venite I divenne ficcome timida cerva 
dinanzi al leone diviene. 

TEMPESTOSISSIMO . SuptrIJi Tetm- 
fr/l0f», Gr//. /ff r. I. L#^ 4. no. Cammi- 
nano propiiamaote con qoel rofpctto • 
e eoa quel timore» che fiona nave ec. 
in an mare tempefiofiOimoa e perico* 
lofi (fimo. 

TEMPESTOSO • ^dd.Chtpérts iem^ 
ftfim^ Che iimttmfefid^ ^gitsfdd gtém 
ttmftfék. Lat. tempffiu§fits , fr0e§lUfus, 
Gr.»i^XJèT» ^9t>Xtif^, ^«crjMtr. 41. 17. 
Sorfe un tempo fieriffimo , e ttmpefto- 
fo • «^BMf • 48. Ed il tempe dolo Danubio 
crefcente per le rifolate *»tvi . tetr.fm. 
ut. Non d'atra , e tempeft ola onda man- 
na Faggio in porto giammai ftanco noc« 
chiero. Compio. CMVéilc, Fmff./iy.Il 
cuor dell'empio è come mar tempeftoiot 
il quale mai non può polare . 

§. Fìgurétsm. vrnlt C9U9%rhét9 , ^ìf «f •, 
Ctmm^» . GWi. G. Awegaadiochè 1* 
animo mio pertanto fpeue volte fia 
tempedoìb i nondimeno con maggior 
tempcftade è travagliato di ciò, che tu 
detti alla morte Patroclo. 

TEMPIA . P^f' ^'i^ JéeeiM ffts tr» 
rtebU , e /'trm***. Lat. umfus . Gr. 
x^rm^M . B%et. vii, Dèmi. ^%u Li quali 
degni li fanno di doverfene ornare le 
tempie. L«^.ioi. Se le tempie .già bian- 
che, e la canuta barba non mingaana- 
Do ec. Par. /•». 17S. Non a' accorge 
Del fiorir qoefte innani tempo tem- 
pie. D*n$. inf.9. Serpentelli , e ceraEe 
avcan pc1r crine , Onde le fiere tempie 
erano avvìnte. ^ ^ „ it j. 

TEMPIERE . S^fTé^mUtéUs ni/Wi4 
del temfh . £ Tempri mei mumer^ del 
Più s'imfendemp i Csvélierì d,mmm relìgie 
ne, rwere mUiv^ €9ti detta dslU cuff- 
diM , che dvevéme del Tempie I» Tenafem. 
r«. Lat. * templétrim, C. r.tf.iJ.a. Lo 
'ropctadoie n andò in Acri . e yoUe 
diafarc il tempio d' Acri a Tempieri . 
£ MMi.t. Lo Imperadore lauenti per 
dirpetto, e maU volontà, ch*avea co' 
Tempieri. ^. ., ^. 

TEMPIERELLO . X>««. ^ì ^•«^•* • 
ttt.sdic^U./éuellum . Gr. htcf 9iKiìt9f. 
f . Jlr. r. D. Non lo teanono degno d 
BB piccolo tempierello . 

TEMPIETTO. Dtm.d$ Tempàè. Lat. 
Jaeellnm. Gt.ìtph •ijKiiin . Vett. Celi. 
ai. Maico Tullio in una lettera parlan- 
do d'un orto, che e|li aveva alle nu- 
ai di comprare per farvi un fepolcro, 
o più prefio UB tempietto alla figlino 
la, dice, che fapcva, che v era deatro 
una felva nobile . Mergh.Onr.Fir.ité, 
L'accompagnò eoa ana cappella 9 p tem- 
pietto coBiecrato lecondo que' "" • * 
too. Vi fu aggiunto un tempiettoaeuo 
Attgufio . n» . 5#»»X'*//.409. Avevo fat- 
to an tempietto di otdine lunico lotti- 
lilfimamenu lavorato. ^ . - ^ - 

TEMPIO . Frefrismemté EdtftH fmcre 
dédiesf 4 Die ^ • éC Smmtì \ ms / di/e 
smemm di ^elli de* GemtUi . Lat- tem- 
a/a». Gr. #f;»V, r»ii . Dmì, Uf. io. 
Tale oraaioa H hi ael.aoftzo tempio. 
Juf. r umpio leogodi coatemplauo- 
•c. «vfcfo ampio tetto. Vìt. SS. P*d. 
1. 7t. PcrvcBBea Pelafia aa giorno , che 



Docili della terra • che erano Saraciai » 
tceano la fefia del loro idolo, ed era- 
no tutti congregati nei tempio di Vene- 
re . Tsf. Oer. itf. s7- O cieli , o Dei , per- 
chè (bnrit queft*eropi , Fulminar poi le 
torri, e i voftritemp)! 

TEMPIONE. CelfedMteeemméUfueU 
U tttmfist • ì»term§ Ad efn , Bum, Fitr. 
u imtr. Mi lafciò andar an sì fatto tem- 
pione. Ch'incominciai a girar, come un 
paUo • £ ^f^tfe : Ch* ammoain da lei 
pria cu' tcmpioai A torteti d'appre(fo ec* 
SéUvluJtifc,x,\tf. Dalle patti , che fi feri> 
fcoBO col colpo della mano, fortirono 

2 netti colpi varinomi, coom quei, che 
da uno al le tempie, tempioniec. 

i.Fer Veme fi elide ^ efeieece, lAt,fie 
lidm, Gr.ai'ysfT^. Lì^.^M.siJdaada 
fuor quel templon della ribeca . 1 

TEMPLD • Tempie, Lat. rnM/tu» .< 
Gr./f;aV, c^nni^. Ddni.Fmr, it. Sicché: 
un* altra fiata ornai s'adiri Del compera- 1 
re , e vender dentro al teaaplo • £ at. In 
queAomiro ed angelico tempio. Ldh^tMm 
A te s'appartiene ec.pik d'alare i (olitarì 
luoghi , che le moltitadiai de tenapli . 
FrMm€,SéU€b,mev,HM, Salio egli medehmo 
ec. chi fono, oda che, fono li più, che 
hanno a gorerno li Tuoi templr* ' 

TEMPO • ^udi^titéi , eke mi/mr0 ti 
mele delle cefe nmtékUl ^ tifiettesl [ri* 
ai«, • 4/ pH. Lat.i#Mf«i. Gcx#«^*i 
Dm^.Tmv. ifff. Il tempo, fecondo che 
dice Arittotileael quarto della Fificat è 
numero di movimento , (iecoado prima 9 
e poi . £«r. Furg, 34. 1. Tempo aoa è al> ! 
tro , che lo fpasio , acl quale anefte. 
revohisioni B fanno , e qaefto fpaaio ' 
produce Iddio dal fuo eflère eterno • Cs» | 
v«/r. Friitr. liag. Il tempo è uB bene , che 
tanto n*ha il povero, quanto il ricco •', 
Céfr, Bett, 9. 191. Il tempo ec. non è' 
I altro , cha una milura , colla quale fi 
milurano lutti i moti, che Anno leco- 
fe corporee in quel modo , che fri tu 
Icon quel braccio, cheta hai gin in bot- 
tega, tntte le lunghezze. 

f . 1. Temtpe , per Età . I.at. Misi . Gr. 
{K/Xf«> Bete, név. ]8. |. Con una fan- 
ciulla del rempo fuo figliuola d'an (arto 
ù dimefticò* 

§.I1* Tempe, perEtÀsvéuetMét^ ' ''** 
demle éUU vecckie^x*, Pttr.fem, tt, E fé 
'1 tempo è contrario ai be'defiri, Noa 
fia, ch'almen non giuo|a al mio dolore 
Alcun foccorfo di tardi fofpiri. £joa. 
L'altre di maggior tempo , e di fortuna 
Trarfi in difpaitc comandò con mano • 
Nrv. «nr.Ss.a. M.G- da Cornio un dì 
cfTendo in una cavalcata , perchè era 
giudice, edi tempo, comemaravig'iio- 
dofi , donuodato come ciò era, ditte, 
che'l fece per potere configliare fopra 
guerra , o cavalcata . M,y, 10.70. La qaa 
le era di tempo » e vedova di due mariti. 
Ifp.Fst.Ke/, Omette due perfone, che 
fono due, una giovane, e l'altra è di 
pia tempo. L»^.«^m. 5. Non potei con- 
tradire alla divina eflànata, che il oa- 
fcimesto mio contro a fuo provvedi- 
mento indugiattc • o pih tardi mi menaf 
fé a luce, e peiciò non è mia colpa, fé 
tanto fono in tempo. 

$.111. Tempe , A prende tslersper U» df- 
ttrmin^e punte del ee'fe del gierme , delU 
vitsummms^ efimilf, Beee, mev,ìt. 16. Io 
la mat iterò a quel tempo • che convene- 
vole farà • X>Mf . I^f, I. L'ora del tempo , 
eladolceftagione. 

f.IV. Temfe^fifremde Ameke ftr tfpn* 



%^m 



tjm preti fé ^ petrfkelMrt , f deitrmèms 
mUumi Mmmi , wie/ies. Beec. uev, 1 a. a. 
adunque al tempo del marcbefe Aza 
Ferrara aa BMrcatante. Fetr.cmmf,.. 
Tempo Terràancor fiorfe, Ch'all't 
foggiorao Torai là fera bella , e mai 
ta. £ jt. t. Qaaate lagtime , Uff 
qaanti veni Ho già fparti al mio ten 
G. K 1. 4a. i. In poco tempo ù fece b 
dttade facondo il tempo d' allora . 
I ai«4. Mi trofai oficiale con altri a q 
amaro tempo . Déuet,Féir, ai. Tcmp 
turom'ègiàael cor{>etto, Cui aoa 
queft'ora molto antica • 

i. V. T««i^ , per OppertunitÀ , Oe 
me, %/1gÌ0t Cemede. Lèi, epperiumilM 
céJSe. Gt.aS^a;/»*. Liv.dec, |. Ali 
boni parve tempo , e luogo d'affai 
fuo' avverfarì. Fetr.fem, a. Com*« 
ch'a nuocer luogo, e tempo afpc 
Beee, utv.ig.xa. Come prima ebbe 
pò , quefto raccontò a Currado . i 
a7* jo. Parve allora a Tedaldo rem 
palefatfi* Téu,IUv.s»»,6,i2*, A 
chiamò arati di Scitia, efeoza dat 
pò a*BÌmici a penfare, né agli aor 
pentire, corfe via così lordo per 1 
vere nel volgo rancura. ^r.Fur.i 
Perchè d'ogni urdar , che 6tto ai 
Tempo di giunger dato avria ad 
aa. Che veafa dietro, ed era om 
daa . £ af.g. che ad or ad or ia 
do gli afficttaTa, Che aettfaB ceni 
iadugiar le dava . 

i.yi.T9wepe, perle Me/hmeieUed 
Lat. m9^ , uum/humm . Gr. x«tte^ 
Tef. Few, F. S. esp, 7* Una mezza li 
del faagae del tempo delle douM 
cato , e fpolvertzzato è cofa ottim 
esp, at- Togli vino di cocitura di 
mo , bevuto fi venire il tempo alk 
ne . £ ^ffrife: Item la &rina di 1 
la confètta con mele , foppofta , f 
aire il tempo eoa Tiolenzia . ma è 
pcrfColo(à . Vsrek, LeK, $itf* Cornei 
vedere negli fpcccht, dove fi fiano 
chiare .'donne, OTeccbie, che abbi; 
tempo loro • 

f. VII. Temepe degli trSveti^ /Sdite 
Impune^ ckeueregeìseeuegUéilì vikr. 
il mevimemie . OéU,Sifl.4^7, In queff 
to accade ^infto quel , che avviea 
tempo dell orivolo , rappreientand 
luna quel piombo , che s'attacca o 
lontano dal centro per far leTibra 
dell'afta men frequenti , e ora più 1 
per farle piii fpeue. 

f. Vili. Teimpe uelU me^es , /i d 
Mifurm del mete delle veci , e de* fm 
tumghif e krevi iutervM , per met 
il ritme , feeemdmr la battuta , • r 
lavtlecttày e U tardaufjg^ e lepamft 
de andare a tempe , %Aadare a battt 
Varcb. Lix. $lj. Quando uno o noi 
U a o non canta , o non fuooa a 
pò , cioè noa offerva la battuta , e 
fuori della mifura, aoi diciamo 
egli noa va a tempo, e ciò non 
ragione, e verità , perchè il nu 
confitte nella proporzione de* mo 
cali, e il tempo non è altro, che ] 
fura del moto, come dichiarammo 
lezione del tempo. 

f.lX. Tempe, per Ijtagleue , Lat. 
f»i. Gr. efpei. Beet, g, j. p. j. Ef 
ogni cofa piena di que* fiori, che 
cedeva il tempo. £«*v.79-ir. E< 
a qnetto le molte , e varie viva 
fccondochè ciafcun di fiderà, chei 
ci fono davanti cfafchednaa a ino tei 



TEM 

.éa.In Actla ec. farge un reonte , 
4el 4«4le coire un picciolo fiume 
npi cftÌTÌ povcriffimo 4* onde . 

FiUf,C»S.Jfà per beo vivere mu- 
I di dbi in diverfe tempora • 
C Prìm9 ttmf « • Ci0V««« r^a;^ , 
tPrim$M9gr0. h^Ufrimum ««r. Gr. 
«• mJÉmttut^. ElUle fae armirac- 
a tal jnerra utili • veggendo il gio- 
«opot oeica k£elve . C Ky. pj^ 
e dnarmare» e Te t e fua gente xi- 
:ÌAfiBoal piimo tempo. 
CI. T^mtf mv , fi dUs étUtra , eln 
. §f€Mrsisfim^M vitine praceiU i é fi 
u m€Ì fTÉfrk f €4me utl meUftif • 
|«v.^ja».ii. ijp. D,icono> che Ve- 
dente per capriccio .inarpicò fopra 
IO admc» e domandato, che ve- 

f ìijpoic i venire di vcifo Oftia un 

» «CIO. 

cu. TtwtfdtfédU^ •temf, Mjftltt^ 
fmUM del ihuew drìU fslU , del 
t, §fimÙi , #• intendi Sj^ilUfpMXjt di 
, €è0imfi^s Ufédiéktc, mei fercueie- 
'iksiK^n t fere mitre fimUeeffette . 
CsU. 9* Male (apra pigliare una pal- 
fifliectcrla ««o ben darle colui , che 
ni crao tempo di palla (ciW ; ette 
frM^mdicéwme il tempe }E J7. E dal 
ton tempo , fenza pericolodi fallo » 
adcveanero, fi umettano. 
mi- ^^'t^smtjr tewefe ^ véle %Am$Ui 
ITdlffir — / %Auekr, Cef.j, j. Mi pia- 
iraBÌam fempo . 

UVm *Aver§ y e Ddrfi imem temfe i • 
f«, vmrlieeee Fmr sempene ^ Simreal^ 
\m$9 » r.«r <«mm cerm , 5"; iMj^urtf • 
udul^ere renie f fecere smiMefu§ ve 
tmime0ije4fmum fumere t PléUt^Qt. 
fJbrtfjf Ì4ti9^ m £*ce. Mev, ao. 21. 
afoso * e buon tempo fi diedono , 
i^.i. Avendo infiemeaflai di buon 
> 9 e discare • £ »n;.4j. 18. Din* 
ai quale trovò paftori 9 che man- 
ie • e davanfi buon tempo . E mev, 
^•flniociò ad avere di lui il più bel 
idei mondo. Beet» Vétrek. s.pref.z» 
Simi poi fono coloro » i quali mi- 
» il fmtto del bene col godere, e 



TEM 



TEM 



25 r 



:V. Cmrre il Seempe, e fimili , v4^/<a- 
UtreU emgiumtnrM. Dèmi. Im/. là, 
ivarrefebea fao tempo colfe . Berm, 
ax. aa. If el menar le percola a(prc > 
tic , Rinaldo , che afpcrtava , il 
) ha colto* 

:VI. I>sM il iempe , véle Fiffkre , 
ire il um^ . Lat. tempera medmmfis 
temifersre . 
CVII. Vsr tempe , vale ImdmgUre . 

I. Iti. Caccia Gotarze fprovveda 
e ipaveotato «figlia 1 fenza dar 
9, ttS: fiati vicini. 

CVIII. Nemdsrfemp§dltemp$f Vdle 
Ure temfeverehidfrettm in ^ueieke if «- 
e, Mslm, IO. 27. Senza dar tempo 
■pò, o pigliar Xofia , Infacca nel 
Udoveèilballo^ 
IXX. J>sre^ eyemderepe'fempi^vé' 
Jìemvemdereji€em$smii, mm perriee- 
f pretAfifetmmemteéd iempe , • 4* iempi 
isti • l«at. fiMìs mmmitemperikms ds. 
ufelver§, Gf. t^r9,yfAÌnt% ^gA^et^ 

II, 4| eiwrrieee . 

[X. Efere éi$mHpe éfér checche fs, vsle 
immeermecmfe^ prlms che ps/f is eem- 
«M dctfsrU. Cmf. leti, 67. Che ancora 
a tempo di frrti dorto con facilità . 
XXI* Eferèmemiemfpe , v mie ejfereum 

r. delU CntfcM . Tem. K. 



piixe , EJfer j^i4 ctrft mulie iempe , Becc, 
«•«. 41. 18. 'Egli e buon lempo» che io 
intefi , che tu perduta eri. 

$. XXII. Fare imvt itmpe , che fi dice 
encht Fdrtemptne, veleSisrc im Milt^rim, 
S^mdKKiere, Cecch. Sfin 5. 5. E venitene 
via tutti » Ch* e* u faccia buon tempo 
in tante nozze . Cent, Cam,^ «j.^ far 
buon tempo, e trionfare Tutti noidif- 
pofti fiamo. Cmr, lai, 1,9, Raccoman- 
datene r uno air altro, e tutti infieme 
fiire buon tempo . 

i, XXIII. Fare huem iempe ^ vale effir 
huenafi^iime, Effer* il cieìeftrtme , Lat. 
ifemam tempefiasem effe , ftu exìfiere . Gr. 
Xlt^09 xpone $4f(fj . 

$. XXIV. Far catiive tempe , vale il cem» 
ir^ri*, Lar. maUm tempefaiemeffe , Gr. 
««afV x^ére? mpiu . 

>. XXV. Far iempe 9 vaie Cem^ederiem. 
pe t Cemctdere dilatieme . Lat. iemput c«»- 
eedere . Gr. ^t/yx^P**^ %s/^pif • Cecch.Dei. 
a. 5*Infino in quella fomma , eh* e* vor- 
rebbe. La prometterò io, eh* e* me ae 
faccia Un pò* di tempo . 

$. JCXVI. Meiier iempe im itms etfs , 
vale Ctmfumarvele , Impiagarvele .^ Paff, 
ii« Molto tempo fi mette nelle medicine . 

f. JCXVII. Hem mei ier iempe immeixe , 
vale Operare femt^a dilai}$me di iempe , /«•> 
t,a imdmgi§ • Lat. ••» intermUiere « Becc, 
vii. Dami. aa8. Sanza mettere guari di 
tenspo in mezzo , al ragionamento fegni 
r effetto , e fu fpoQtto . £ a4f* ^nza inet- 
ter tempo in mezzo, xaccolle , e ordina- 
tamente , come pofie erano ilate , tecitò 
«nelle. Fìr..^/. 94. Volevano adunque i 
ladroni ec. f>er non metter tenipo in mez- 
zo, levarmi la foma d*addouo. E 17$. 
Non mefie tempo ìa mezzo • Pliche ce. 
feh* entrò nella (egnau fi rada Cglifidmpa- 
iihammtper errare sdegnata) E Trim. i.a. 
Voglio andate via adefib , che non è da 
mettet tempo in mezzo . 

f. XXVIII. Paffar iempe, vale Stlla^. 
tarfi, Fiii£ir V §f^Ì9 ^ Impiegare,, e Cenfu- 
mare il iempe , Lat. itmpus ierere . Gr. 
fmrpifien XPO'O'* ^«^'* eemcl, io. A chi 
pex^mpo paflar legge« niuna cofa^aotc 
clTet lunga. , ^ ^ 

9. XXIX. Perdere a iempe ^ vale Siarfi, 
e Cemfnmare il iempe ^ im vane . Lat. fruflra 
iempus ierere. Gr.fixl itoirpifiuf x^^**^* 
B9CC, mev. 50. 6. Per non perdere il tempo 
della voAra giovanezza . Varch. Ercel, 57. 
Tu perdi il tempo, tu non faia* quanti 
dì è san Biagio* 

y XXX. Pigliar iempe. Ter iempe, e fi. 
mili, fi dicene dell* Indetgiare per prender 
più f repria cengiuniura. %Amei. ]. Peroc- 
ché il piagnere accompagnato non rileva 
il caduto, né gii fi può per indugio tot 
tempo . %Alams Gir, j j. tf a. Ma in animo 
gli corfe Di dar dolci parole, e tempo 
torre, Per conlìgliarfe, e il lao volere 
efporre . v. TOGLIERE §. XIIL 

i. XXXI. Vrenderfihuen iempe d" alcuna 
cefa , vale Pigliarfeme giuece , Prender fene 
piacere . Lat. veluptaiem capere . Gr. Ti;- 
Tt&^tu . Becc.nev,Bs* io*Il miglior tem- 
>po del mondo prendendo de* modi di Ca- 
landrino . 

i. XXXII. Raeeemeiarfi ^v Xaffetiarfi il 
iempe, vale Bafferensre , Di ierbide farfi 
muevamenie ferene • Lat. ferenare . Gr. 
>aMfT0vy. Becc, nevu ^1*7* H tempo non 
fi racconciò prima , -che elfi ec. a dover 



[cere , %JÌvanx,atfi in eia , Invecchiare 
Lat. adélefcere . Gr. twl^rsl^eu . Frane. 
Saccb. nev. 205. Quanto piii verna in tem< 
pò, meno (apea. Libr, ^m.40. A me, 
cheoggimai vegno in tempo, amore pa 
re coli inutile, e tU fchifàre. 

I. JCXXIV. Chi ha iempe, haviiai ma. 
niera Preverhìale , cella ^uale fi accenna » 
che Cel iempefipuè mutar forie.Dep.Decam. 
8s. £ pare che accenni il proverbio co- 
mune : chi fcampa di un punto, fcam- 
pa di cento, o ver quell'altro.* chi ha 
tempo , ha vita. 

i, XXXV. chi fempe ha, e iempe a- 
fpeita , iempe perde ; evver§ Chi ha tem- 
^e , mea ajpeiii iempe , e fimili , prevar. 
Ifj , che fi ufane per dineiare , Nen dever- 
fi lafciar paffare Vece^fieni, Malm. 7.87. 
E mal per chi Jia tempo » e tempo 
afpetta . 

(. XXXVI. r«Mi^a, e »•» grafie i M4. 
mitra di chiedere elilaaiene , a mem é^ffelm* 
i^ieme deli' affare , di che fi parla. 

§. XXXVII. Tempe viene , chi pmà «. 
/penarle , efimilt', mede freverh,che vale^ 
che Cella patienta fi eemfegeUfce i'iniente» 
Cani.jCarn, 59. Kicfcc meglio chi foo 
tempo afpetta . 

$. XXXVIII. «^«(2 iempa , • InmaniJ 
iempe, vagliene Immamijiil tempe devute « 
Lat.^«»re tempus , immeaiure « Gt. Tpi 
nsfdpi , eieipé}^ . Peir. camx,^*^^ Onde •* 
i' non-fon giunto Anzi «empo da morte 
acerba 9 e dura , Pietà celefie ba cara 
Di mb falute , non quefto tiranno « 
I>Mr./ii/,ji.EÌ4rive, e lunga vita anco- 
ra afpetta , Si innanzi tempo grazia a 
fé noi chiama . 

.§. XXXLX. ^ tempe, ^^ temfi, pe/U 
avverhialm, vagliene %^d era epperimma , \ 
%Al iempe debite . 1,U. mature, im tempora 
eppertune . -Gr. de tlgJip^ , tvKóùpttt* Becc» j 
nev. $1.1. Per farvi vedere quanto abbia- 
no in fé di bellezza Ci m«rrì)a* tempi! 
detti. Damt. Par. 8. 9et fuo -signore a 
tempo m' afpettava . Tac. Dav. ann* 
a.jS.Efibateiapoaadrebbe a foccoiter- 
lo . Caf, leti. a«. Che non è proceduta . 
da altro , che dal voler fare io queft* J 
ufficio più a fuo tempo . | 

■$. JCL. 4/# iempe , e ^ tempii vaitene • 
anche Per Mlcum iempe ^ Per qualche /pa^fe 
precife di iempe ; Centrarle di Sempre. Lat. 
ad tempus , alifuamde. Or. rirt. Cr. pr» 
1. Avvegnaché la loc fbrtana a tempo 
paia profperevole , in fine pur manca , 
e perifce^ ^. K.7. ao. a. Non dee ninno 
porre fède, né fperanza in signoria mon- 
dana , che é data a' tempi .fecondo la 
difpofizione di Dio , e fecondo 1 meri- 
ti , e peccati delle genti. 

i, XLI. *Al iempe , ^Ifue tempe , e Nel 
tempe, pefii affelutam* vagliene ^l iempe 
devute , e prefiffe . Becc. nav. ^9, aj. La 
donna ingravido in due figliuoli mafchi, 
come il parto alfuorempo venuto fixe 
manifcfto. £iMv. loo.ia. Al tcmpopar- 
torì una fanciulla. Par. <anK»*o.z. Or 
m'abbandona al tempo, 4 fi dilegua. E 
4S.tf. Che morte al tempo è non duol , 
ma refbgio . M. V, 9. irò. Convenne, che 
così fatto fofle, perché il volle* e nel 
tempo . Lafc. Par. frel. Al tempo una fua 
figliola legittima , e fola gli diede per 
moglie. 

4. XLII. 0I tempe t e luege^ e%A Inege, 
e tempe, vagliene Incengiuntura preprta , 



fi racconcio prima, ehe eOi ec. a dover e tempe, vagitene incengtuntura prepr$a 
Cegretamente r un dell'altro aver piacere 1 S^uande il luege , * il iempe le petmcttune 
eroero ordine dato . J Lat. efpertune , tempere . Bece, nev, f8. 

J. XXXIII. Venire in tempe t vale Tre Ì2i.Poialttqgo,«atempo maoifeileremo 



il ht' 



26 TEM 



TEM 



TEM 



il fitto. PiUc. }. 2ro. Sperasdo» che a 
luogo • e a tempo gl'Iddii rimateranno 
conlìgito. FUmm. i.Stf. Di me fia.^fic- 
conir ci piace « e , come prometti » a 
luogo, e a tempo merita la mia fede» 
ac«. piche io ài te tra l'altre lodandomi, 
e re Ir a il namcrti de* rooi fudditi feiiza 
fine. fr. i.ij. 7. Ancora le cofe, che 
s'apparcngono alla feroenta, ù deono 
a loro laogo» e tempo apparecchiare . 
4/#r. f'iir,2S.79* E ch'era certo, che mag- 
gior del vanto Farfa veder 1* efiètro a 
tempo , e a loco . 

f«XLin. *yi miflUr iemptf vaUPiuM 
lrU4»*9rA. Lar. itmftjiivius , ^p§rfunius, 
Gr. /uàrxxof cr K<up2 . Ptir.f»n. 67, Poi 
che mia ffieme è lunga a venir troppo, 
E della vita il trapalar sì corto , Vor- 
remi a miglior tempo efler accorto Pet 
fuggir dietro più, che di galoppo, 

$. XLI V. v^ msl ttmf , • D* msl ttm- 
f», fi dict di C»f* cdttivM, Car, letf, i. 
18. Qaefto ofte è pesglo , che da mal 
tempo. 

$. XLV. w^ i»mpé « m§gli9 , munterM 
kéfk^ valt Ntl esf» di prender fii«(/ic, 
diceud$fi: Oli b9 déit9 détnétri 4 tempe 4 
meglii i eieè per riavergli , fUét^dt prem* 
derà meglio . 

%. X L VI. Di gre» tempe , e fimill , vé- 
gliene Un pex\e fm , Lat. \Mmpridem ^ 
multe éih bine tempere . Gr. «-«Xou . Beec, 
n9v,x7*6. Un lor fratello, che di gran 
tempo non e* eri ftaro ec. fb occifo . 

f.XLVII. Di nette temp§ , véUe Nel 
gtrftdelU mette, Lat. neSm, Gr.fWcm. 
Péffl *to. Venendo di notte tempo alla 
cella di coftui, cominciofli a rammari- 
care dolorofamente della Tua fventura. 

§. XLVIII. D'egmi tempe , nnUe Sem^ 
prt . Lat. femper . Gr. «r« . Pttr, csnt,. 1 1, 
6, Così «li occhi mìei piangon d*ogni 
tempo, Ma più nel tempo , che Ma- 
donna vidi . 

§.XLIX. CimtetmPe, vsle Utempegim 
decerfey Vn\pett,e fs . tjit, tinnite sì mmc 
tempere , elibe , jétmpridem . Gr. ▼«XflU . 
Nev. emt, 5I. i. Fu già tempo in Ro- 
ma , che ncanm donna a* ouvi di zi- 
maritare. 

§. L« Griue fempe , r le f effe , the Per 
lunge temffe ^ Per grtmde JpmnM di tempe, 
Pett'fen.ì. Ma ben veggio or, iìccomc 
al popol tutto Favola rai gran tempo 



§. LI. in prectffe di tempe , véUe Nel 

Mfèerrer del tempe, Cel tempe, Lat. ^t- 

etdemte tempere , Celf,%^met»^z, lopco- 



trmfeeirrer del tempe, Cel tempe, Jai» pre^ 
etdemte tempere , Celf,%^met»^x, Inpco- 
ceflb di tenrto moftrandogli io, come 



le viti, gii olmiec. erano contenti del 
le loro frondi ec. Ej», Là dove i loro 
difcendenti per la loro viirù avanzante 
fempre chi fcguelei, in procedo di tem- 
po ebbero grandìflfìmo flato ed in fic- 
chezze, e in uficj, e in uomini. 

§.L1I. in tempe, pejte svverkitilm,^*. 
U*A tempe yOppertHHMmente , 'Lzi,epper» 
fune, Gr.fvnfltipaif. Arm^.f*/: 1.199. Ed 
è in tempe delle profe. Efier. 1.8. Non 
fempre lì poflbno i configli del nemi- 
co prevedere, non femore altri può in 
tempo e/fere apparecchiato. 

f. LUI. P" n tempe , vsle Per slcnm 
tempe , Nen per fempre • Lat. ndtempm , 
Gr. VAM xvrpsv. Vinc,Métrt,lett.ì6, Le- 
vato per a tempo dal fervizio del signor 
Ptincipe di Salerno. 

I.LIV. Pir tempe , fnUe %A hiem'ern, 
Lat. prime métne . Gr. Wf1 • Beee, nev, 
6%. 9, E quivi andafle la mattina per 
tcnpo . Pttr, csm^ jy. a. Che dabbiofo 



è il tardar come tu fai , E il cominciar 
non fia per tempo ornai. Fir, *Af, ait. 
Menatomi la mattina pet tempo perla 
(olita flrada a quel monte per una fo 
ma di legne ec. 

f . LV . fer temfigme , fmpert, di Per tem* 
p§^ xA kuemijfm 9rs, "Làt, fumme mmne , 
Gr. v^*/. Beee, nev, ff. r. Pietro una 
mattina per tempiflimo levatoli , con 
lei infiemeirtontò acavallo. Vnreb.fier, 
Mo. Moflfo per tempifCmo tatto il cam- 
po. 

§. LVI. Ptce tempe nfpreffe , vnle Pe- 
ce depe, ^met, 9f. Effcndo Corito bel- 
liflimo monte , il quale qui a noi di 
fopra vedete, di poco tempo appreffo 
lo'nganno di Europa abitato da Atlan- 
te figliuolo dì Già peto. 

f . LVII. Tempe fu , vmle Per lUddietre, 
Gin , Nel tempe paffete , Lat. a/ìM • Gr. 
reiktm, Péff.^g. Coftoro fono» i canali, 
tempo fu. avemmo «vile* e indifpre- 
gio • Csr. lett, t.7. Tempo fu > eh* io cre- 
detti non avere nui più « capitate in 
paefe abitato • 

§.LVin. Tempeper ttmpe, vsU Di tem. 
pe in tempe , Secende U fngiene , Sueeef 
fivéumente» Lat. ffn4is temperilmt . Gr. 
rtretyjuiyOtf KtupoTf , Ciré, Geli, 4. 105 « 
Voi , che lo fapere » vi vedete tempre 
la morte innanzi , e contate l'ore a una 
a una , e andate penfando fempre di quel, 
che vi bifognerà tempo per tempo . 
Dife. Cnle, 6, Quefta voftra città tenen- 
do le medefime vie , che tennero i Ro- 
mani , non ha mancato giammai infino 
a qui d'occupare la gioventù inefercizl 
nobiliffimi tempo per tempo • Bergb.Cel, 
Ldt, 411. Ma confeguentemente fc ne 
condoceflcro anco:^ tempo per tempo. 

f . LIZ. Vn tempe , ptf» svverhidlm. 
Véle Per ^uslebe fpa^Jìe di tempo , Per ^unU 
che tempe . Lat. mlifUémde , slifusndiu , 
Gr. ^'x^«w»» ^'v/foe xf^f9f,B9cc, 
nev, 27. a. La donna avendo di fé a 
Tebaldo compiaciuto un tempo » del 
tutto fi tolfc dal volergli più compia- 
cere. E nev, 91. a. Prelo per partirò di 
volere un tempo cfiere appiefio ad An- 
fbnfoRe d'ifpagna. P^rr.c^»^ 15.4. Fe- 
lice agnello alla pcnofà mandra Mi giac 
qui un tempo. 

f.LX. Per Già, Petr, fen.joe. Fa for- 
fè un tempo dolce cofa amore . 

LUCI, inpreverk. Il tempe vemdt HMr. 
ft. V. TEMPORALE Sup,i.m. 

TEMPONE . %Aeertfeit. di tempe, 

$.1. Figurmtmm, ff prende per %AllegrUt 
Gieis , Feftd^ P^nttmpe , e firn ili , Csr, 
Ittt, r.98. Credete anco , che noi vi deb- 
biamo avere invidia i e dì che ^ di cote- 
fio voflro tempone? 

$.11. Onde diciame Féirt impene \ Dtrfi 
tempene , %Avtr tempent ; che vé^litne 
Ddrfi kuen tempe , Stére i» étllegrié, ^4(- 
Knn . Lat. genie indulgere , Gr. i^thtu 
TùSi iìofout . Varcb. Ercel.ó^ Attendere 
con ghiotto rnie , e leccornie , fenza 
darfi una briga, o unpenfiero al mon- 
do» a godere, e trionfare, il che oggi 
fi chiama fiir tempone . Cecch, Den:^. s* 
j. Penfiamo a far tempone allegramen- 
te. £ Eftlt, er, 4.4. Difpofto di cavar 
fol dello fiato Vitto, evcftito per lui, e 
pe' fuoi , E la comodità del far tempone. 
£ !>#».].}. Si dette a fpendere Quel poco, 
ch'egli aveva , e far tempone . L*fc, ma- 
dr, 9. E di fanta ragione Con appeti- 
to poi mangiare , e bere. Attendendo 
a godere » e far tempone . MéUm^j.jo, 



A ballare » cantare , e far 
Buén,Fi»r,j,j,M, Se voifapefte, compo* 
gnì » 11 tempone , Che quefto caroovtl 
noi vi ci demmo. Cdr,lett,t,j, Noavi 
btf^a il tempone , che ora dovete avcie 
fenza noi, che ancora da noi volete cf- 
ier trattenuti. 

TEMPORALACCTO . Pegglfst. di 
Temperale , Ctceh, Efalt, cr, z, z. Oh • 
noi fiam oggi Pur in an mal cempo- 
ralaccio. 

TEMPORALE . Sufi. Tewepe, Lat. tttm. 
pnt. Gr. >c;9w<. Krf#^. Tutte F altre co- 
fe a temperai fi polTono arare , ma la 
vivanda , e 1* annona nella aeceffitade 
non ha rimedio. VaLMaff, La quale co- 
nofduta a fuo temporale pervenne itili 
fuccefibri d* Enea . Cren, MerelL Ma fo- 
condo il temporale , e U condizioa 
delle cofc fi vuole fapere pigliar parti- 
to. Dant.Ceuv, i^i. Torto quefto fu il 
uno temporale , che Davit nacque , e 
nacque Roma. Lihr.op.div,%A,tio.yt' 
dea morire la povera gente di fame per 
li forti temporali , che fono pafTatiptr 
quefia città . Tef Br, 6, 19. Effer favio 
in prudenza fi vuole avere per longo 
conofcimento di motte cofe particolarit 
le quali non fi poffono avere fé noa 
per longo temporale. 

f .1 ,T9mPeral* . per Ifiagìet , Lat.rtai. 
pus, Gr. «poe. ZihaU,^ndAt, Siccome 
vedemo ne* «quattro temporali deira»- 
no. come primavera, fiate , aataoaa» 
e verno. 

f.II. Temperdle, ptr Tempefis , SsMm. 
difc, 1.49. Per volere fpiegare aa graa* 
de , e fcnro temporale . 

(•III. DieUme in preverh, TttHpeiréU 
vendo merce ; e vale , eh* £* kifegmei «*>' 
lerfi delPeceafiene , che ferge il temp9,ati 
vendere ben la mercamtjia • 

TEMPORALE, ^dd, Caduce , ito. 
dame , Lar. temtperalis , Gr. KOÀpr^, Beeem 
mevM,z, Neil* ifola di Cipri fii uno b»> 
biliflimoaomoec. di tutte letempotalt 
cofericchiffimo. MeT,S,Greg,\,^, Prioaa 
defcrive le licchezze della mente, ap- 
preflo l'abbondanze temporali . Frmme. 
Saccb, rim, 16, Che gli omeri guafH 
Dalli ben temporal non han podere. 

f . I. Temperale , per Secelare ; iff^a a 
Spirituale, Lit,jrefa»nt , Gr.«vm#f^ 
G. K. la. 51. E fcomunicò , e privò dr 
ogni beneficio fpiriruale , e temporale 
chiunque aveffe operato ec. Maefirnij, 
I. a7. Che dee fare il Vefcovo, cheia< 
alcuno luogo ha temporale ginridizio- 
ne ì Freme, Barb, ags* «9. Anco alle 
temporali C eefe ) Aggia cotanti, e ta- 
li Chente è lapoffa tnatE la bifogoa 
foa. 

$. II. Per Durevole « ffeaifa ; Ce^tré' 
rie di Perpetue , Lat; temperarSus , Gb 
rpoVxor/p^. Damt, Pmrg,2.y, E dìfIÌ!:il 
temporal fuoco, ci* eterno Veduto hid» 
figlio ì 

$.111. Temperale ^ vale amebe Di tem* 
pe , But, Putg, 17.1. Or quefto è ec. av- 
verbio temporale, cioè ora 

TEMPORALEMENTE.v. TEMPO- 
RALMENTE . 

TEMPORALITÀ \TEMPORALIT A- 
DE , e TEMPORALITATE . ^firattt 
di Tempermle i Contrarie d" Etermità, Lad 
temperdlitat , Gr. «nJ neùpttf , Mor, S, 
Greg. Pigliando l'ombra della noftia 
temporalità, mife in noi il lame della 
fua eternità . 

i. Per affetto allo cofe mondarne , • 



TÈ NT 



t E N 



"TEN 27 



ULLmX» iempérnliuni rttumJÈudìum» ' 
kfa. Qaegli , che hae a fare ra- 
ggio • coQvieae clTere fciolto da 
fidezza, cccmporalitii la quale* 
Tua ladice in coocapifclvo appe- 

I 
IPOR A LMENTE, « TEMPORA- ' 
NT E • *Avvtrh, %4 ttmf , Stn tter* j 
'c.L^t. ìempéTétlitir, Gr. XP9">iÀ)«. 
Fonifccfi di peccato temporale- 
. £ t. Vclea temporalmente fare 
il di fé . S.^S'^.D. Li rei oondi- 
re. fono temporalmente flagella- 
rftochc non lieno eteinalmente 

r Mmééiusmente ; Cw^trarU di Spi. 
tenie . Lat. /r«/cM . Gr. fitfiti\t»i • 
$4. Che temporalmente è tenota 
!ie BÌan' altra, eccellente. A/4«- 
^f. M2 qaeAo cotale oon (ara Ie- 
tto qaantochèagIiatrifecoUri,fe 
Dcìle terre, che temporalmente 
i>CtoilPapa. <?. r. i2.j.ai.Ez:an- 
icooo rempotal mente ad clemplo 
camenro de* buoni. Mw.S^Grtg, 
qaeAo cotale dolor femina , e do- 
glie • quando pei tali pecveriìtadi 
temporalmente. 

IPORANEO . ^dd, Temftruìt , 
I $4mf ,^ N»u perpetH0 . Lai. temp»- 
Gr. Wp OTKtUfi^ • I>4M/.r#» V.147. 

latoIacopoApoilolo nella fuapU 
iqaioto capitolo.* ecco lo agricola 
I l»preziofo frutto della terra* pa- 
■cacc loHeoendOfiofinochè liceva 
pormDeo , e lo ferotino . L«r. Med, 
r. La pace è una perpetua quiete 
loea. 

LtOREGGI AMENTO. // t^mp» 
'• lat, pr0crMjHmMìi§ . Gr. X9a$6K>i, 
f^. ffjl dwm, SI governano con 
emporeggiameuto ncli' applica- 
le] rimedio. 

LPOREGGI ARE. Stetmdmrt V twm- 
ìftrmMrJi fttwvd» t 9pfrt%MÌtM\ eh* 
nwrbisimtMtt fi dìct Nsvigsti /r« 
t vtmi» i •fittfninfignificmit^ntu 
•rr./^^. hzt.iempiri infervire, Gr. 
cstw tii KOApii. L^Kizj.Sccon- 
4itam;nti de* tempi fanno tempo- 
e . Jfeti, Tuli, Tempo è da vende- 
mpo è da comperare i tempo è da 
• e tempo è da incalzire i lavio e 
7 1 che la bene temporeggiare . Se 
Cli^ r.i. Addio , temporeggiati il 
puoi, e fc vuoi cofa alcuna, par- 
«/e. Spir, j. a. Non è meglio , 
mporeggiargli , e andar loto a* 

tr imdmgUre . Lar. cunUdri , Gr. 
V. Gmc,JÌ$r.i,iix, Si fermo a Mon 
li« per temporeggiarli fenza ten- 
fortuna . St»r, Enr.6, 1J4. Ma il 
che molto più (i valevadclf adu- 
te delle fotze, fenza voler venire 
ini» temporeggiava il più • che e' 

l?RA. V. TEMPERA. 
IPRANZA . V. TEMPERAN- 

IPRARE. tr. TEMPERARE. 
IPRATO . V, TEMPERATO . 
lUTO. ^dd, d* Temere . B^n. 
|.tf. Andtio , per quant* io fcor- ; 
temuto , E Dicco tanto amaro 
e unir:, Iniìeme amati ,egualmen-| 
ori Vi (graveran di qualuiìa gran \ 



TACE .^ sAid, Fi/I./t . TtgntnUS^H 
8f7.r« i*«rr«cc«, e ritiene, Lar. re- 



UMX , vifffus . Gf . ìlèiifi , yktTXP9i . 
Dsnf. Jnf.iu Quale neirarsaoà de'Vi- 
niziani Bolle rinvcrno la tenace pece. 
PetTmfem^lx, £ s'io mi fvolvo dal tena- 
ce vifco. Ct, I. II. I. £ fé fi troverrà 
foda » e tenace argilla , batterà , che fi 
depoti a* fondamenti la quinta , o la 
fcfia parte dell'altezza di quello» che 
fopra terra fi dee murare . Ttf/.£r. j.a. Il 
mate morto ec è tutto , come il buturo, 
tenace . 

f • 1. Per fimilit, véUe Che ritiene lumgs. 
mente , • fortemente • ^mm. mnt, 9. 8. 7. 
Molto è più tenace la memoria ài quel- 
le cofe » che s' apparano neHa prima- 
ticcia età . f^^ 194. 1 beni naturali 
dell* animo fono ec. la tenace, e falda 
memoria , coli* altre potenzie intellet- 
tuali» le quali fon pur nell'animo . Pc- 
//./•••xaS. O tenace memoria • o fero ar- 
dore. 

f. II. P<r ìflMe , Ferme. Lar. een- 
ftmns, Gt.ei/uiiu.rtt^^. %Alheri^iip.6^ 
Non ti dà la natura del luogo, che tu 
vivi dirittamente , anzi lo ti dà la 
mente difcreu»c lo tenace propooi- 
mento. 

§. III. Per^Avétr», Lat. rc»4»,«v4rfti . 
Gr. ^etSuhót . Albert. |8. Scevota , tu 
fé* tenace a tutti, cniuno a te; e fecchi 
i beni altrui , e oiuno fecca i tuoi • 
v^gA. Pdnd, 67. Aiutandovi e (fere non 
liberali , non larghi , ma tenaci , e ft ret- 
ti • Cem, Inf, 9, Le ricchezze mondane 
non fanno \ uomo eflcre liberale, ma 
tenace . 

TENACEMENTE . ^»wrK Cenjte, 
nneitÀ . Lat* tenaciter . Gt. yf^t^yjSi . 
Imtredyin, E perciò hanno prefola fede 
Pagana molto tenacemente. Cuìd.G. E 
quantunque perfone per fbituoa navi- 
gando vi capitavano,erano si tenacemen 
te pre(i, che mai più non ifperavano di 
partire. ^mm,MHr.t6,u^ Conciofliaco- 
fachè ec. quefti (Ifent) tofto fi dimenti- 
chino , le *ogiutic tenacemente fliano 
nella memoria. 

TENACISSIMAMENTE. Superi, di 
Tenacemente, Red.Efp.nne,^ Si appicca 
vano a quella tcnacilGnumente a goifa 
di piccole coppette • 

TENACISSIMO . Superi, di Tendee . 
Lat. tenetcìjftnui , Gr*>X/^96TarT^. Fr, 
Gierd.Pred.it, Tenaciflìmi d' ogni loro 
eretica opinione. Ceccb. lac.^.j. Eccovi 
quedi trenta ducati d* oro cacati dalla 
renacifiìma borfa di Baldo voftxopadre.. 
w^r.r«i/^5.^. Ediafi Ilguafto a queUo vec- 
chio renacilfimo. 

TENAC1TA\ TENACITADE , e 
TENACITATE. ^ftrntte diTenseeill 
ritenere , Vtfeefitd , Lat. tenneitMS . Gt. 
VA/TX96T*'! . rr.$. 9. a. fi generalmente 
fi fii di quello tutte quelle cofe, le qua- 
li richieggono durezza » e tenacità di 
legno. 

$. Per metdf. vmU ^AvmtIxJm, Lat. te- 
nacitéis, avMTiti* , Gr. a'juiKpokoyi»^ C* 
Xxp>tfp/ec . Vit.SS.Péd. D«ie generazioni 
fono di 6 me ; 1* una sì è difetto di fapien 
zia, e d'inrcndece !a parola di Dio, e 
non empierla) l'altra d'avarizia, e te- 
nacità. Mer.S.Greg. Volendo fare oneOa 
mafieiizia, noi caggiamo in peccato di 
tenacitade. Omel,S,Gref,hii riprefolodel 
delicato mangiare, edifupetbia» e di te- 
nacità. 

TENASMONE. V.^. Tenefme. Tef, 
Pev.P.S. PJciene la foccorrenza t e (àna 
lo teoafmone . 



TENCION AMENTO. Il tencienere . ^ 
lAt^cencertntie , Gr. éyutto'fAé^.VAl.idnlf» 
Egli avea intanto pacificati gli . fcorde- 
vuli tencionamenti. 

TENCIONARE. TenK^Mreiefiufein 
fignifir, neutr, e neutr. paff. Lat. eemeertere ^ 
centendere . Gr. tf'owtyajy/^f^eu . Libr„ 
Mete. £ cominciarono a tencionare di 
tornare, non accordandofene 1' uno • 
Gr.S,Gir. li fervo d* Iddio oon dee uV 
que tencionare agli altri . Uv. M. Ne voi 
non riortate, e non tencionate dìquefia 
cofa . £ ^pf'fffe: Fu fatto Edile Curule» 
e fieramente fi tencionò contra i gen- 
tiluomini. E di fette'. 1 fuoi compagai 
fé ne tencionan con lui. E ultreve : I cit- 
tadini , egli amici cencionavano infra lo- 
ro . *Amm.Mnr,G,i77. Troppo tencionan- 
do fi perde la verità. 

TENCION ATO. ^dd.dnTeneiemtré, 
^met,n, l voftri efiètti moft tino chi più 
pofilede della tencionata qoifiione . 

TENCION ATORE . Cbe teneieun.^Al- 
yeft.enp.to. Non fi converta inamiftade 
di matto eco di tenciooatore» od*adi- 
rofo . Zikétld,%ytndr,i 18. Sì è fciocco,pau- 
rofo» e tencionatore . Lìv.Dfc.j.^lino 
eleggetann(> i più rtottofi » e i maggiori 
tencionatori di tutti. 

TENCIONE. r#»M»r. Lat. lit^ttr- 
gium , dijfdium „ Gr. f>:r . ^•c^.»«v.98.aa. 
Dopo lunga tene ione vel par mandò • 
Celì.^b,Ifec,i%, £ con tendone fi sforza- 
vano di menarlo nelle loro cafe . Zibnld. 
sAndr,ié, Ove farà foperbia , ivi fiuà ten 
cione . 

TENDA . TeU , che fi difende in nrìét , 
e éUle fceperte per ripmnrfi dnl tele, déd- 
/' nrin , • daiU pUggìm • £ generéumente 
TeU , ebe fi difende per eeprire , • pnrmr 
cbeeehejfd . Lat. veUrium • Tef. Br, i. 
ao. Quella Cubabel , e coloro , the di 
loro ufciro, fi;ce primamente tende, e 
logge perlororipofare. 

f . 1. Levdr le tende , fi dice del Psrm 
tir fi gli efereiti dml Inege , ov* emme nt. 
tendati • Lat. Cé^rn mevere , vafe celli, 
gere . Gr. iltif*x^f^* '»'*' Tr»rteif , 
xeoL^KivtlCitt , 

$.11. Tenda, fi dice anche ne* teatri 
quella TeU , che diftefa dinan%} al paice 
cnepre le fcene ^ finché nen fi dia cemincia' 
mente alUcemmedia, Làufiparium , Gt» 
ftuTiru^/jut. Malm.1,19. Che qual ten- 
da calando alle calcagna. Scoprì fceoa 
di bofco , e di campagiu • 

f . III. Tende . per li Padiglieni degli efer- 
"etti . Lat. tenteria . Gr. rx^fM/ux-nc. /.i«. 
M. Fidandoli del difcordiodc'Roouni, 
gli a (Tal ito alle tende. Cnid, G. Lo Re 
Peleo comandò, che lafone , e Ercole» 
e gli altri Re, e maggióri del fuo ofte 
veniffeto alla tenda fua. £ ^Itreve : hi 
Greci traboccando in gran fretta ù rac- 
coglievano per fuga alle loco tende . 
Ovvid. Pifi. Profferendo a re di raccom- 
pugnarmi infino alle fue tende . ^trc/rrr. 
pin' Reff, 17 f. Gaio Matio col padre cre- 
fciuto dietro agli efereiti faccendo i 
pinoli, a quali fi legano le tende» fog* 
giogaia Affrica , carenato ne menò a 
Roma Giugurta. M.V, 6, 54. L'uomo, 
e '1 cavallo in fui campo a fcoperto 
cielo fanno un letto Oinza altra tea' 
da. 

$. IV* Levarle tende ^ figura» am. vale 
Terminar ehecrbijfa . Bern. Ori, t, io, 
Z9' Forfè eh* io vi fiirò levar le rende» 
Gente fol da dormire » e da ber buo- 
na. 



C a 



>. V. 



28 TEN 



kUlm, véilt ^1 fitt del fmtt»^ ^IV ullim0, 
Lat. fAmJem , p9firém0 . Gr. TiV^ » vVr- 
\pn. Pétdf.^, Al levar delle tende par- 
ve afHitra . Mt£. st. t. Non mi Ia(ciar 
pciir preflb alla foce » Poiché noi da- 
mo al levar delle tende . 

TENDENTE . Cèt ittUt . Vìv. éife. 
%Arm, a8. Rimettendomi a ciò , che in 
tpf>artato difcorfo ne diedi fcritto ali* 
A. V. S. molt* anni fono con altro ten- 
dente a facilitar lo fcarìco d* Atno a prò 
della cittì di Fifa , e delle campagne 
ad elTa adiacenti • Jiieitt, Fi§r, a«. O^ì 
ù tt(k la Cina detta vot^trmente impie- 
trita, di colore tendente al bigio ofca- 
ro. 

TENDERE. Difiemdtre , imf^mife.d" 
^lUrtMr* , • Spi'gMrg , Lat. ixfémdtf 
iMUndtre^ txfiieéirt, Gr. tKTirotffvfiJt 
V^tK' Sopra ìc qnali fì tendano pezze 
di citicelo , le quali rifrenano il furor 
delle faette. ^«v.Mr.r^. j. Il padre fe- 
ce tendete uno ricco padiglione. £ 95* 
t. Uno mercatante » che recava berret- 
te , fé gli bagnarono » e avendole te- 
le, sì vi apparirò molte (cimmte, eca- 
tiina lène raife aoa incapo. Viéig^Si». 
Poiché gli aveva lavati , gli portava a 
tendere in no orto qoafi • una gittata 
dì mano» e quivi gli tendea fopta. 

$. I. Ttndar reti » Ueei , tréffU , » ft^ 
mSli^/i dicMP dtit ^Acfuelétrt c9tsJi ffe 
ftr ufi dr scelriépfmrt étnimsii , • fimili ; 
• fy»4féLm.vdgli4iB§ 1»fidUT§ ; eht Mebt 
dieiéumé Ttndert infidìt • Cr, io. 17, ir. 
Doe reti affai lunghe > e alte ec. che 
voigarnieotc (t chiamano pareti, eten- 
donfi io prati» ed in vie » ed io cam 
pi • e preiTo ad acque ec. B^ce, »•«. 15. 
aow Avendo quello» a che ella ec. ave- 
Tft tefo il lacchiola. E mv .77.45. Mil- 
le Itccioolt» col moftrar d'amarti, t'a- 
Tevft te& intorno a* piedi • B n9V,gi» 4. 
Ghino di Tacco, fentendo In foa venu- 
ta » tefe le rcri . P«rr. firn, 48» Sicché a- 
vendo le reti indarno tele» Il mio du- 
ro avverfàrio fc ne fcornr. FrumcBurlt, 
t'ir. 6, Ognun , che tende , non piglia , 
»• fpeflò Cbf viffila più trova ^ Dor 
mendo ,. rado ù. fa buona prova . Détmt^ 
i«/|o. Gridòr tesdiam le rtti » ilcch*io 
pigli La lioneffa, e t lioncini al varco 



TEN_ 

f.IV. TindtTf Par €9 dtìV infglUtU , / 
^uriktém» Veda V»tgert :! WH/!tr$, ^Pfti- 
<sr r*Him9i t§h§ délV Affiifér i' •echi* ^ 
cka fi fs in miranda , ava fi vual frànt t 
eòa smcka dìramma Ptrre , • Carra U mi- 
rM, Baccmav, 97.àj, Alla qual cofacg- 
ni pochi, o niuoo ha Tarco telo del Ed 
ntel Ietto . 

f . V. Tandtr gtl araethl , gli acehi , e ft- 
mili , v^liama Stara attanta talV ndita, t 
calla vifta, Lat. arrigaraanresjaculatim^ 
iamdara, Gr. W^feu ir? «vae , raSft^ai to 
0/«yuatift. Bmam, Fiar,M.^.io, Stiampoco* 
e intanto tendiam ben Torecchio. 

f.VI. Tenderà ^ par la fieffa , e ha Tirarti \ 
^ctaftatfi . Lat. vargara . Gr. ^wtwVmit 
Tpó? TI. Fir, dial. MI, damm, J75. Furo- 
no plafmare adunque d'una materia , che 
cendefTe al molle, ma non fìiffe langui- 
da» ficché al ripolò non deflfe impaccio, 

TENDETTA. Dim.dlTtnda, Btmk* 
fiar,^,$7, Chianoati i proweditorf « ei 
capitani fotto fa tendetra facra , gT in- 
trodn fleto nella città ( ^mt per h*tdMe~ 
abina } 

TENDINE. Termina auatamtea» F^r- 
te del mufcela , eba hianaha^ia , a far mm 
CefiremSti dalmadefima, Ltt, tenda, Gr, 
7tf€èr» Lih; CUT, malate. Foni fica qncfla 
unzione le fibre de^mufcoìi , e de'ten' 
dini. Salvine dtfe,i,^ì» Galeno ec. non 
trovò migliore fimilitodine, colla qajt* 
le fpiegaflre il muoverfi de'tendini» e 'i 
pronto slungarft , e raccorciarli de'mti- 
ìcoli » che quella delle macchine, che 
con occulti fili appiccativi ^no varj 
giuochi, e movimenti. 

TENDITORE . Che tende • Filae 4. 
ra. Io roedefimo fili il ttnditot decite- 
ci, ne* quali fon caduto. 

TENEBRA. Seurità^ Buia ^ Manean. 
xa di luca ; e fi nfa più eamunamanta ntì 
numera del più. Lat. tenekra, ealiga, Gt* 
rxoT^, ee^XtK. S,%^g, C, D, Non ity- 
no altro le tenebre di qualunque luo 
ghr, fé non aere fenza luce. Ealtrtvf. 
Dove non è la luce» é ncceifario , clic 
fien le tenebre. Taf,Br,t,tOk La natura 
degli Angeli , che non trapaflaoo la vo^ 
lonré di Dio» è chiamata chiarezza , e 
la natura di colororchc trapalfano ^ è 
appellata tenebra . E però dice la BtIi 
bia, che al principio fu divifa lachla 



TEN 



Fir. ^f, aog. Egli non vi andò guari , -rezza dalle tenebre, cioè a dire » che 



che rendendomi una maggior trappola, 
«gli mi vi fece cadere dentro fenza dar- 
mi ad a6raporare il cacio • Gal, Sifi, r. 
t^ Qucfti, che tendono le pareti al co- 
mune t fi f nno anco fiirc aurorr dell* 
invenzioni d*'altri. 

fmll^ Tenderà, per ^v<r ta mira, Ef- 
fire diratta, Lat. fendere . Gr. c*T«r*- 
S'Xt , Frane» Barh^ lap. io. Non dee al- 
cun fol tendere a dannare Quel , ch'au- 
de tutto. Caiat.ó^, Queftimodi , e mol- 
ti altri, s qoefti fomfglianti» che ten- 
dono ad impedir la voglia» e rappeti- 
to altrui ec. fono fpiacevoli . Fir, difc,, 
étn, 110.^ Se la leggerezza in ogni uomi- 
ciatto è biafioKvoley che dobbiamo di- 
re di quella d^'on Principe , del quale ogni 
atto, ed ogni operazione tende o al dan- 
no , o airutila dello univerfale ^ 

f.UI. Tender Varca , vale Cartcarfe , 
Lat. arcnm tenderà • Gr- To^cr crrtirt- 
iètu. %Amm,ant, ao. i» a, A ftudio fi 
ftende Tarco , acciocché nel fiio tem- 
po Qtilmeate ù tenda • Fetr, eant* 41. 
7* ladano teadi V ateo » a voto ùoc- 
cbi • 



Dio creò ratti gli Angioli, e de'btian 
fece la chiatezza, e de" rei le tenebre, 
Fr. Giard.FradS, Or quefta bene é grin 
cechitade , e fomma tenebra • B Pftd, 
D„ Spefl'e volte avviene , che V uomo 
difiderando d* aver lume di grazia di 
EHo fpirituale, eufcir di tenebra di pei: 
cato» il rimane, ed é impedito per To 
grido del le genti .. X>mM*/'.|. Nelle te- 
nebre eterne in caldo , e *n gielo . £ P^r^, 
7. Non però, che altra cofa deffe bf^ 
ga. Che la notturna tenebra ad ir Tufo. 
^•rr.i(«v.77»ti. Veggendolci colla biafi 
chezza del fuo corpo vincer le tenebre 
della notte • C»ILSS, Pad. Di notte cer- 
cando per r ofcure tenebre • Paf»j^. 
Quando Iddio ilhiminerà le cofenako- 
u, e fatte in tenebre, e al buio. 

f. Tenebra , par mataf. vate Ifnaranx^a,^ 
Petr, r«»^4.tf. E ciò (epp io dapoi Lun- 
ga ftagton di tenebra veftiro» 

TENEBRARE • Rabbuiare , Farefturs. 

TENEBRATO . ^dd. da Tenebrare . 
Dant,Purr,i6, Buio d'Infèrno, e di notte 
privata Degni pianeta, fotto pover cie- 
lo, Qnanto e(Ìet può , di nuvol tenebrata. 



TENEBRI'A . V,^, Tenebra, 1 
nthra , Gr. ^kct©-» ix^^^ * ^^-^ 
Prtd^S, (^dli, che non ci vcngon 
mangono in molta tenebrfa . Tef. J 
S. eap,9, Item zucchero fretto 
una pietra da arrotare con vino E 
dramme tre , e di quello vino 
nelTocchin, toglie la macchia, e 
firbfla. Fr, lac, T. 5. |5- "• Disfi 
tenebria L*alta luce del Mellia . 
19.S • Che par tutta fi disfaccia I 
mia per tenebria . 

f. Per metaf.vale Ofcurìtàylgnm 
Pj/.tof. Acciocché convertine il 
do a via di verità dall' errore, e 
tcnebr/a del peccato , (lette dieci 
che non bevve vino . 

TENEBRORE. V,^. Tenebra 
tenebra , Gr. a-KÒr^ > «X'^^? • ^* 
». Quefia bolgia a tutti li fenfi 
alla veduta da tenebrore ec. Fr, 
In te fento ripofo veramente, ^ 
perfettamente. Perch'io fono in 
tenebrore . 

TENEBROSISSIMO. SufarLd 
brafa, I^r. tenebrefijfmut , •bfcnrij 
Gr. maretfé'tfiLr^, Bee^. Vareh, : 
i- Al cielo é lecito di cavaj fiio 
[tifimi giorni, e quelli ftefli nafi 
k: con notti tenebrofiifime. 

TENEBROSITÀ'. TENEBRO 
DB , a TENEBROSITATfi . Te 
Lat. tenebra . Gr. tf-a^r®- , « 
Cem.Par,M., Li quali lumi , e nel 
ritade» cioè in chiarezza , e ten 
rade» e nella qoantiradc , cioégt 
^t, fi polTono confiderate efler 
te figure. 

f . I. Fer Bufera , • Tempejfa 'di 
0. g. 1.5. Sia chiufo dalla pan 
traria per h tenebrofità , e pef 
de' venti , che quindi Toffiano 
Lat, ha : turbulentiam > 

^. IL Per OJfùfcamente di vìfia 
menta. Valg, Mef, Torto avià fco 
o vertigine, cioè cotale tenebro!! 
avvolgimento, come fé il mood 
girafle intorno iotoriro. 

TENEBROSO, ^dd. Piene diì 
Buia^ Ofcura, Lat. tenebr^fut , Q 
Twflf . Nav, ant. rj. 1. II Re Io f 
rricare» eguardare intenebrofe 1 
che. Petr,fen.ì7. E non fo fare 
mi^Oi luoghi ttnebrofi , o d'o 
de. Filac,t,i9, Giove da fé il 
e in fna parte a lui » e a'fuo*^ l 
Jiede r tenebrofi regni di Dite • 
s- »► Le nature de* fer penti Cor 
cbe quando egli invecchia , li fi 
chi diventano torbidi , e ten< 
Dant, Info, Grandine grolfa , e 
tinta , e neve Per l'acr tenebro! 
ver fa. 

$. Tenebre/i t per metaf, vafeTt 
Ter bidè, Canfu/a, A/. V, io. *s. 
per quello i govrrnadori, e i ci 
di Firenze nel tcncbrofo fofpctK 
^mer, 2, lì vero amadjre di r 
avarizia può eflTjr renebrofo . C 
i. Il vino ec. l'oppilazlon del 
leva , e apre la tenebrofa fiimr 
e la triftizia aenerata dal cuor* 
eia , e ì membri di tutto 1 corj 
tJtica. Bffce.vìt.Dant, 18. O mei 
che, o tenebrofi intelletti, oar^ 
ti vani di molti mortali. 

TENENTE. Che tiene , Lat. 
• Gr. Kpatratf , Bace, nev, 95. 15 
I le fue mani tenente la preja . 
' ^6, E già di ciò , che pella lor 



TEN 



TEN 



TEN 29 



n doreflèro operare, tenenti trattato. 
I 44- Apollo tenente del cielo quella 
fuic» che oi« tratcorce » più i favori 
Abclliva. 

f. Hr Ttuéct . Ltt. tenéx . Gt* yXt" 
%iit • Tt/, èr, i.itf. La memoria è sì 
rcMOte t cbe fé alcuna cofa Q leva di> 

lost del corpo, ella ferra io fé la il- 

liiimdiBC di qaella cotal cofa. 

TENERAMENTE . ^vvethX'^u ient- 
nf^A 9 *^ft*i9»f<^m9mtt . Lat. r^rr, ««4»- 
ffr. Gu ^XfX4)$. ^«cr. «tv. 16.8. Quel- 
li teneramente prefe» e al petto gli /i 
po(e. -£ Miw. |a« Lei nelle braccia ri- 
cemta, ìagricnando , teneramente ba- 
dò. £ ••». if.jtf* Teneramente, ficco- 
... r«o marito, abbracciandolo* £»«v. 
42. il. Teneramente lagrimando, Tab* 
braccio. r«/^r. 4.1. (Quando la madre 
fli vede aati . ella gli va guardando 
■otto delceaaeiite « e molto tenera- 
mente. rirr.t7«7/.s. iji* Ma la natura 
ec. ba pofti Ip loro < nt*ftili%tU ) una 
certa iodioaatone d'amore verfo delle 
madri » cbe e* pare , che la maggior 
parte amino pia teneramente quelle , 
che non finno i padri • 

§. P«r Dek§tminti , Cm f9cd fishllStÀ . 
Omu Mèrtll, alp. Per allora fi qoirtò 
ia parte, come che teneramente (lava- 
to le cofe • 
TENERE • Viri» , ehi uptU i» vmtìì 

aMVkrf , jf mésttm « /tivtrfi j^nifiednt,tt 

h fudiit M tnéggUr etmuliis dt* Uteri ^ 
/srsrrÀfnvri eHfilif •riint diir mlfd- 
wtfw • 

TENERE. Pfl^/#rt, xjivtrt infuspo 
daid. Lat. ttm«T§ , fjfdert . Gr. x;x- 
TMF . Pctr, esmx, 4. i. Che tien di me 
quel dentro , ed io la fcorza . Bocchìv, 
af. IO. Voi mi potete torre quant* io 
tengot e donarmi, ficcome vodro uo- 
mo, a chi vi piace. £jmv .8 5.20. Quan- 
to tempo ho io defiderato d* averti, e 
dì poterti tenere a mio fenno ! ce. Può 
egli efler vero «^ che io ti tenga? Eu»v. 
ioa.aa. Né mai, come doBatolmi,mio 
il feci , o tenni . C7. K. 4. jtf. t. Monte 
di croce fi teaea per loro , e guerreg 
grava • Fir. SS, Psd, r. aj. Eziand{o pur 
l vogliamo tenere qocfie riccheue roon- 
'dane. 

l TENERE, ^hiurt, Lat. etlere , ;•- 
etUrt , B»cC'99v.)t.6, Era in una delle 
camete terrene, la quale la donna te- 
neva. 
TENERE. Jtmpedirt fn mam , • c^n 

• Cédgrtt •fuggir* , • ttdffrttf , Lat. 
t*mer§, Gr. /Wxfir • Btce, »«v. 69, ar. 
Tenuto fcriiumente dalPnna , fu dall* 
altra per viva forza uà dente tirato 
fuori. £ Mv.7S'7- Mafo dall'uQ lato, 
e Ribi dall'altro pur tenendolo. 

$. Per Jmfédin dff^lMtéiméBft • Sut, 
fwg, 9. r. Lo malo amore delle cofe 
mondane • che ci tiene Ja 'ncrata della 
peaitenzia. ^^ 

TENERE. ^ArrlvdTt , « Efer jj}unf, 
Lat. finire i ptrvtnirt . Gt.Kp«Tnf. %A* 
mt,6, Difcefo alle piagge, teneva il 
piacevole piano . £ tf8. Per coi fpero 
tener la fomma altezza . 

TENERE . Pigliar i , Preudtre ; ms 
••mfi ufMyfinén imferstlvsmfnig . Lat. 
àeciferg. Òr. r^69'^«>u;S«yMv • Nev, sHt, 
H-S* Rendete il danaio mio , e tenete 
la medaglia voftra. i?«cr.««v. 7 1.7* Ma- 
donna, tenete quefti danari , e darete- 



glia voftro marito , quando faUtoxna* 
to> EH§v,y6,i^ Tenne un'altra, e pre- 
fa la feconda , gliele m/fc in bocca . 

TENERE . V/Are , Ofervare , Lat. nti, 
ddhjhiri, Gr. XP4<^^* ^»cc* »*i/. js.ii. 
Noi ci fiamo accQa;ti > che ella ogni dì 
tiene la cotal maniera . £ név. 77. zj. 
Ma il modo , xhe ella abbia a tenere 
intorno a c'iòt attendo di dire a lei . 
G. V.5,60. 1, I Fi fa ni terrebbero il pefo 
di Firenze, e lamifucade'panni, e una 
lega di moneta ( cesi nel T, Dmv. ^ £ 7. 
9.2. Non tenne lordine della battaglia. 
F.r. 11.82. Adunque fi renne quefio or- 
dine. Kir.i9«r/45. Poiché quefto coman- 
damento è così antico, perchè noi tie- 
ne dunque tutto il mondo? £ dpfriff»: 
Molte genti il tengono « ed hanno te- 
noto. £ ^pfefii Noftro Signore ci co- 
mandò per li fiioi Profeti, e per li Tuoi 
Apofioli , che noi tegniamo la Tua leg- 
ge, e fé noi non la tegniamo, non ri- 
mane perciò, eh* ella non fia buona . 
Vìf.SS,Pdd.i.24. E' dunque da tenere 
continuo, e fervente lo rigore della pe- 
nitenza. 

TENERE. Mantintriy Ccnfervdrti $ 
fi nfd dnchi in fignifie, neutr, Lat. firvd. 
n . Gr. /rflt^J![My, ^nkirruf , Petr, fm. 
80. Laflb, ben fo , che dolorofe prede 
Di noi fa quella, eh* a nuli* uom per- 
dona, E che rapidamente n'abbandona 
Il mondo , e picciol tempo ne tien fé 
de. Ifiv, dnt.fidmf,dnt.j, I regni non 
fi tengono per snirola , ma per prodez- 
za, e per franchezza. E/p.Pdf.Xtfi.la- 
naffialo della fontana , e lo tiene in ver- 
dore, e in vita. Frdnc. 8drb»^9»ìi,l)i' 
cem* alcuno: io fpargo Li don per mia 
libertate tenere . £ 105. j. in flato 
grande, e onor ci tenemo. Buin^Tsuc. 
1.4' Ma il color fu a guazzo, che non 
tiene. 

TENERE . *^ver faPtre , edm , • di- 
trd quàlitM di chicthi^d^ Lot. fdfire. 
iUre . Gr. X"A*'?"» » c^i/» . pdnì. ì^f, 
14. £ tiene ancor del monte, e del ma- 
cigno. B*cc,n9vj6\A, Perciocché tenen- 
do egli del femplice, era molto fpeflfo 
fatto capitano de' Landefi . Trt». ÌA%. 
relt, il 9. Tengono (i etiti ) parte di fal- 
vatico, e parte di domeftico. Cr, i. 4. 
14. L'acque , che tengon ferro , rifol- 
vono , cioè diflruggono la grofiezza 
della milza ec. quelle, che tengono ra- 
me , ior\o utili alla corruzione della 
compledìone . J^urr^.a. 47. Beo d* un vi- 
no a pafto, che par colla , E tien di 
mnffia, e fa di rifcaldato. 

TENERE . Kitentre . Rieetidre , Lat. 
reeipere, Gr. tUfetXv/u/Sxutf . %ytmei, 4j. 
Cipri di moire città ricchifllma tenne 
il padre mio non di fangue, ne d'ani- 
mo popolefco, ma di meftiero. 

TENERE. OecupdTi, Difitnderfi , O. 
K. 7. 14.4. Tcnea la detta cavallerfa da 
porta san Piero infino a san Firenze. 
£10.155. La qoal baftita teneva più di 
fei miglia nel piano. 

TENERE . Stimdfe^ Giudicmre^Mipu. 

;'>'*, PdT etnie, Credtre^ Effir df epinie- 

I ne . Lat. béhere , exìjtimdre , eenfere . Gr. 

! Wfàitjiy . Bice, JM V. 1 tf.a8. Currado aven* 

i do coftui udito , ù. mafavigliò , e di 

; grande animo il tenne. EMv.ja.j.Chi 

è reo , e buono è tenuto , può fare il 

male, e non è creduto . £»«v.94.i4. Gli 

altri tutti, eh e alle tavole erano ec. rotti 

infiemedifiero) fé tener quello, che da 

I Niccoluccio era (tato xifpoflo • %Amet, 



sa. E come Dafne femprc portante le 
verdi foglie, era tenuta bella. N*vAnt, 
Jldn7p, dnt.j. Se tu dirai loro dolci pa- 
role, parrà, che tu abbi paura del po- 
polo . onde eflb ti foggiogherà , e non 
ti terri.per tignore . Nev. nnt» 5 .a. Quan- 
do alcuna qncftione^nafceva intra igiu- 
catori, quefti diffiniva le fentenze , e 
ctafcuno tenea fuo giudicio per diritta 
fentenza per farli onore. £ ««v. aj.j. 
Fue tenuto, che a colui, che a vca det- 
to, che poteva dare, e torre « come li 
piacea , donadfe robe « e palafreno » co- 
me a giullare. Ttforett.E tengo gran- 
de Ichsrna Chi difperde in taverna • 
Cren, Mtrell» J17. Dipoi fi rubello mef> 
fere Otto ec. e tennefi toccafle danari 
da* Veniziani. fir.Ntv.tAjj, Non con- 
tenti a valorofi fatti de* lor pafiati f 
né tenendo le opere altrui per veri or- 
namenti . Gdldt.jB, Ma chi va alquan- 
to pili oltra di quello , che egli e te- 
nuto, pare, che doni del fuo, ed ca- 
rnato , e tenuto magnifico . Sen, htm» 
Vdreb.^.it, Alcana voira eziandio que- 
gli è grato • il quale è in concetto d* 
inarato , perché 1* oppenione degli uo- 
mini • che male interpreta le menti al- 
trui, rha fatto tenere per rale. 

TENERE. Jfitinerei CentrdriediVir^ 
Idre, ^mm.dni^,7.t. Le piccole valèl- 
ia, le quali non tengono, avvegnaché 
ricevano abboodevolmente , non s'em- 
piono , come ii vede dei vaglio , e le 
vafella grandi , s' elle tengono , avve- 
gnaché non ricevano così abboodevol- 
mente, a poco a poco s'eo^iono . ^«r». 
Or/, a. la. s* -Terdonatemi , donne, ia 
quefto cafo , Parlo del rener voftro fola- 
mente, ffftff». f irr.a.4. a8. Quel tuo in- 
volto bianco , Che tu ti le' creduto Met- 
tere in quella ma nica,C7rc in ne perdi fot- 
to i ella non tenne , Come tu ti credetti. 
Mtn\,fdf,^ O pur provar , fé qualche 
pozzo tiene. Cdr, Un. 1. ya. Aremmo 
tutti cetre memorione grandi , le quali 
arebbono piò buchi « più ripoftigli , e pia 
foccerebbono , e più terrebbono, che le 
fpogne. £ dpfr^e : A guifa delle vefci- 
che , le quali quanto più fono tramena- 
te , p]ù s'empiono , e più tengono • 

TENERE . Trdmuere\ Ritentre . Lat* 
eehihere . Gr./r/x'^. Ntr^dnx.^ia, L'al- 
tra mi tien quaggiù contramia voglia* 
Pdlldd.Mdrf,, 18. Se 1* albero non tiene 
1 fiori, mifchia orina vecchia periguai 
muura con acqua. Vìi.SS^Pdd.t.^^.i 
volgendo Ila rione la faccia, e volendo 
tiiggire, quella arditamente il tenne, e 



perchè volgi la faccia ? perchè 



uggire 
lille : 
fuggi } 

TENERE, wivfff efficdcid , Vdiire 
Lat. VdUrg . Gr. ìetatSaA . Btrgh» Orkg, 
Fir. «7. La fi»rza , che colui taceva fo- 
pra quefta voce le non avelTe altro ap- 
poggio, terrebbepoco. Btm, Orl.t.zj^ 
|4 Non vede , che quell'obbligo fol tie-; 
ne, Ch è fatto a buono effetto, e per 
nr bene * 

TENERE, ^dundre. Ltt. hdhiri.Gt. 
a-Vfxytiè<X4 , Tde. Ddv. dnn. a. 4r. Venne 
dunque in senato , che fi tenne in pa- 
lagio « con quattro figlinoli alla poc- 
ta . 

TENERE . %Anddret inedmimdr/L Lat* 
Prigredi, iter drripere . Gr. wpovytit ^ 
•Jovomf^su. Vit. SS, PU. 1.5. Parlan- 
do <<"nc l>otea , anzi linguettando 
conraiamente , moftróe ad Antonio 
la via I onde do vca tenere • frmmci 



rpcdHUCnifeé Tdtm, K 



C 2 



Sdech. 



30 TEN 



TEN 



^4r(&.jMv.48. Ufc/o di Firenze, e ten- 
ne verfo Bologna . 

TENERE . Si dire delU pMmU^ delU 
flU , e fimili c»fi vtfffi , t ttnmci . 

$. In msmkrs frovirb^ Ttner le pMUid» 
V, PANIA i. III. 

TENERE, tètri Amd^/ì di dtnne, £!•- 
vj»i, fifrtnde fimprt in cattivéi fsrtt , 
# i/ji»e Fsrgli fiure 4 fun ptfid , • re^Mifi» 
^ì»»e ^rr fimcer^ r«» r/^« /»r# . Béce, ntv. 
so. g. A Paganino, vedendola così bel 
la, pareva 0ar bene, e non avendo mo- 
glie, fi pensò d: Tempre tencrfi coftei . 
E C9m, DAtt. Quando '1 figliuolo fu 
grande, e bello, ella le lo teneva, ed 
ebbe a fare con lui . 

TENERE . S.'utr.pnjf Dìmtrdre, St§r. 
Emr, 1.28. Dfffidarofi di ogni a*rra cofa 
fi ritirò nella fedelifiìma foa Verona, 
con animo di tencrfi dentro di qaella, 
fino che venifife maggior fortuna. 

f. I. Tenere^ nfUtr»p.i(f,*(!9*Mt€m,ditf 
XfMle ^x-wre fiimm , e rì^utétient di fi . 
Se», ben, Varcb, a.atf. Il troppo ^ tenrrfi ; 
viz'o comune a tutti gli uomini di ùi- 
mare troppo fc mede fimo , e le cofe 
fae. £5.7. Tanto fi riprende uno adu- 
latore» che feconda le pirole d*a1rmi , 
predo di lodare ancora le cofe, che me- 
fitano biafimo « quanto uno « che fi 
compiace in femedefimo, e fi tiene, e 
per dir cosi , è udalatore di fé (le fio 

f.II. Ttnerfi le piat^x^e , /* f$rte^x,e , e 
fimili ^ vsle Nei srrenderfi ^ Nem eedere . 
Refiftere é^li m/falti , • «f /i M/Tedj . G. V, 
6. ftf. a. Per lungo , e torte afiedio , e 
fallimento di vittuaglia non potendofi 
più tenere» féceio que" d' entro confi- 
ggo di patteggiate. £7.1]}. a. !G ceta- 
ni fi tennero francamente , e mandato 
per foccorfo al Re Carlo. Cren. Mtrelì. 
aaj. Afiai fortezze foiHcienti a tener fi 
da tutto il mondo . £ 100. Per molti 
ài, e fettimane foce combattere Govet- 
Do, il qna^e ù tenne bene, e fé fi pet- 
dea , con venia al signore perdere la tet- 
ra, ccsr Ci tenea. Bemy, fier. 4. 49. La 
rocca di Marata tuttavia nella (ommi- 
tà del monte pofia, per edere di d'fen- 
ditort ben fornita* fi tenne. Téu.D^v, 
«»». i|. 175. Afta fiata fìi arfa , e fp-a- 
nata, perchè tenere non poteafi per lo 
fao gran cerchio fenza gr^n Kente C il 
T,Lar,hM : nec teneri fine valido prz 
fidio) 

§. III. Temerfi * mortelle j vsle Reigere 
marteUe ; # dieefi de* metalli , che ntn 
ifcbiéMtdne fitfe U pereeffM del msTtelle ; 
e per metaf, vsle K»h fi Isfcimre fvelgere^ 
Semfipiefsrei chi Mncbe fidìcetsleràTe' 
ntffifemplieemtnte . Lar. nem fleSi . Gr» 
>K e4Kf49 . Bcec, nev, 74. 7. Io nii fon 
forte matavigliato , come voi vi fiere 
tanto tenuta. Eappreffe: Se le fommine 
fofieto d'ariento ,^ elle non vatrebbon 
danaio , perchè ninna fé ne terrebbe a 
martello. Berrh, Orif.Fir.Sj, 11^ pili ga- 
gliardo (verifimiJe) fé alcuno ci è, che 
potefie tererfi punto al marrelto, farà 
quello, delqua^e appreflb fi ragionerà. 
f.IV. Tener/i^ per Ritentrfi ^ ^fientrfi ^ 
Centenerfi, Beec, nev, 79. 29. Va* tienti 
oggimai tu di non fiir ciò > eh* e* vuole. 
£ ««v. 81.9. Avevan sì gran voglia di 
ridere, che fcoppiavano ec. ma pur fé 
ne tenevano. E nev, 9^16» Non poten- 
dofene tenere, ladomadò, fé Bologne- 
U fnfki o foreftiera. %Amet, too. E di 
loi iBvidiofo palefare, Tatvolrafn, mi 
volli» poi mi tenni . Temendo condi- 



ztoB non peggiorare. Nev* snt, 99. 6, 
Per poco mi tengo , che io non vi fac- 
cia un grande male. Ovvid.PiJ^, A pe- 
na mi tengo , eh* io non mi girti ne! 
mare* EdUreve: A pena mi tenni, che 
io colli capelli ipatti, coT>e io cra,aon 
gridafiì ec. Cmt, Un, r. 5. Io mi tenea 
di fcrivetvi per temenza d^eficrvi mo 
lefto. 

■J.V. Tener/t ^ per ^ppi^l'Mrfi , KAttemer. 
^. Tef,Br,2, 1*. L* Ordine del parlare 
artificiale non fi tiene al gtan cammi- 
no, anzi ne va p:t fenticri . e per di. 
rizzaroento , che *l mena più avarcia- 
mente là, ov*e^li vnule andare . A'«v. 
4iir^«ir^.4iir.7.5. Lo fiolriflìmo Roboam 
fi tenne al giovane confirlio. 

5. VI. Tenerfi^ per^ Inerefeere , Calere. 
Lat. miferert, Gr. ìhtMf , Boec, nev- 11. 
'I EogB* cofa per ordine dettagli, con 
loro infieme il pregò , che de* fatti di 
Ma irei lino gli ter.efle. 

i.Vìl. Tenerfi ^ per *Attenerfi ^ Stétre 
sttmeeste. La*. éidhMrere , Gr. «•:5txìX. 
KSihiu , rr. 5.48. to, Qiiando feguiterà 
quaii a far filo ile t^unl-en) fé !;> roc 
cherai col dito, o che pendente fi ten- 
ga aliameftola, farà cotto. Fr.mc.Bxrlr. 
94«.'* Or ci convjen tener meglio agli 
arcioni . 

§.VIII. Te»etfi,per Réttene'fi, ^rrefiér. 
fi, Dsnt,lnf,xi, Al'chin non fi tenne $ 
e di rinroppo Agli altri diffe a ìni.Bece, 
nev,ìj,6. Di Firenze ufciri , ni>n fi ten- 
nero sì forono in Inghilterra. N§v,émt. 
;5.8« II Re gli chiamò, eque*» quando 
il viddero, tennerfi. 

f . IX. Tenerfi fAvie^ ielle , d* sffmt , e 
fimili t V egì iene Riputar fi ^ Stimmrfi téle . 
B9cc,nev.6%, j. Altri ersi firti uficerri 
aveva afi*ai fovente, dicheegli da mol- 
to p'ù fi teneva . £ «tv. 98. j9» T'ù che 
gl'Iddìi, o che gli altri uomini , favj 
tenendovi . 

f.X. Tenerfi d" «114 eefm , véle ìnvék- 
^bìrfene , Clerlarfene . Lat. glerìsri , Je 
taitsre, Vit,Cr:fi,D. Qitando dee pen la- 
re di Dio , e quegli or. fina , e pcnfa 
nel cuorfuo, come pò (fa fate bello la- 
vorio, e quando l'ha fatto, e sì fé ne 
tiene. Sen.ten, Vsrch» 0, jo. Demarato 
Lacedemonio difie , che quella ftefi*a 
moltìtud'ne < onde egli tanto fi teneva, 
e gloriava ) difordinata , e grave a fé 
(lcn*a, doveva efiete cernuta da chi la 
menava , perciocché ella non sveva fjt- 
ze > ma pefo . 

f. XI. Tener/i in /*, véle Reggtrfi fiprn 

f.XII. Tenerfi fulle gémhe , vsU Reg. 
§tr{ì in pie , l.ar./«i'i viribus inn.ti , Cr, 
9.ÌJ-2. Pet le quali cofe indcbolifce il 
cavallo, in tantoché appena fi può fui- 
le gambe tenere . 

f.XIlI. Temerfi infieme y • in fi ^ véle 
Stére mnìte, eellegéte , Lat. c«À4rrrf. Gr. 
Tìttèxt^uj, Tr. t.rs.s. Nel tempo, nel 
quale un poco la terra è ha;;nara . e 
non ha ranro d*umore, che le fue par- 
ti in le fi tegnano. G, V, tf. ?4. 2. Era- 
no in fette per le dette rarti , e tene 
vanfi infieme. Mer. S, Greg, Elie s' ac- 
cofteranno Tuna alPaltra, e renendofi 
infieme non fi divideranno. Tef. Br,x, 
i$. Altresì fono gli altri elementi, che 
fi tengono infieme in quefia manie- 
ra . 

S* XIV. Ttnerfi di petti , vsft C»nten. 
férfi, Lat. me^uie fiere . Gr. òipnilòct* , 
Téc,Dév,fier.^ J49. Ammazzando ile- 



TE N 

gati foM delle legioni , gli altri di già 
colpevoli, per la fperar.za delpcrdono»! 
le ne rerrebber di parti. 

TENERE A BADA . Tréttemert » t 
Ritérdéte éleune dui fie penfiere^ edélU 
fié imprefi, Lat. remetéri , retéP-détre ^ 
detinere. Gr. irixf*9' Petr. eép, t. Che 
con arte Ann'balle a bada renne . M» 
l''.i,69, Comi'iciardnvi l'afialto pette- 
r.ere t nimici a bada . Sem, ben, Vareh» 
7. r. Non ti t:trò con verfo tango , e 
dubbi Difcorfi , e varj aggirameoti t, 
bada . 

TENERE A BATTESIMO. Efercem^^ 
pére, Lat. tenere, G,V. 9. I7r. 1. Avet' 
j tenuto a battefimo il detto Re . Ge!L[ 
\Spert,ì,i, Per averla tenuta a battefi» 
Imo, e* vuol fapete quand* io la mari- 
ito. 

I TENERE A BOCCA APERTA 
Cé^ienére in é'trni méirsviglis ^ defiderì§, 
( curi9fitéi , efpett.t^ifne . 
I TENERE A CALCOLO . Dmrg s!. 
trui debite , • credite refpetlivmmente fi* 
cende il eélrele , 

; TENERE ACASO.GevermMr»,9^m> 
mlnijirére fin\é cehfideréxjiene , • innV" 
I vertentemente, 

TENERE A CENA . Fér refisrt jf. 
Iirifi ce» fé m eené, Dér eemm , 
} TENERE A COLEZIONE . />«»• et. 
lei,:ene , Fere ed mitri c./«v'mc , irnhém. 
dirgli de eeietjeie , 

TENERE A COMUNE. Peffidtrt im 
cemune . Ciré. Gel!, j 80. Tenendo a co- 
mune, e lalciandofi governare da ano 
di loro. 

, TENERE A CONTO . Regìfiremt U 

_ conte per riceverne il davute pégmmemt» . 

Lat. rMtienilfMSédfiribert . Gr. iyypà^ei^, 

' TENERE A CUORE, ^ver pmgame^ 

Premere , ^ptl cére , Lat. eerdi bmhrt . 
Gr. 1^oì\ihAj*. 

TENERE A DESINARE.F'r.rW^f- 
tri defini fice , Ce'ivitérle , DérgU defimmrt» 

TENERE A DETTA . Oper èriche mitri 
fi ne fiié él drtre, e mìV eppemiem tnm, 

TENERE A DIETA. Dietmrt , Sem^ 
minìfirsre ìli He fcérfimente, e m fiemte, 
Lat. vi^nm extennmre, cihe*um mhfiimem' 
timm pra ^e-ilfcre . Gr. ^rtVraf t^rtKXen. 
Liir.Sen. 11^. Ma lo DÌO de* pallori il 
tiene a d'età . 

f. Per fimilit. Véle Simmìmiftrére^ffér. 
fimemte checeh'Jé , G. r.ii.tir.s. Al Re 
d* Inghilterra fallia moneta, che ifiioi 
uficiali di là il ne tenieno a dieta , e 
fcarfo. 

TENERE A DISAGIO. F^irr/jff 4/- 
trni cìn ifiem^ioy Fsrle mfpettmre , Lat. 
cum inremmede detmere , imcemmedmre , 
Gt.9tTu/u^6;§>i irixeif. Ftr, Trin.prel, 
Ma lafciamo andar quefto, per non vi 
tenere P'ù a difagio. 

TENERE A DISCRIZIONE . ^Pé- 
re in fue m kìtrÌ9 , e deminie regeléf del* 
le cenvenien^é , e dtfcrixjiene , 

TENERE A DONDOLO. Trmttn*. 
re , Fere mitrai perder tempe . Lat. deti» 
nere, mersri , Gr. drrx'^ft «Vfvny, 

TENERE A DORMIRE. Dércem»- 
dite di dtrmire , 

TENERE A DOZZINA . Temere mU 
trut fi» céfé . rttevende dm ejfi il pmttmile 
re^mmeite . Lat. lemviiinm leemre . Gì. 
cu// 5 «ir /y etrsci/^ovT. 

TENERE A FONDO. Fmr ehe Uè*- 
ff »"•*«'« »•» vengé m gélU , wea Éin é 
finde . 



TB. 



TEN 



TEN 



TEN 



31 



TEKERE A FRENO . RégrtnéTi . 
Lar. T§frmM4trt , ctbiktrt . Gr. f r/x<^' • 
(7. K. 8.73^1. Perocch*era molto force % 
ed in una contrada, checenea molto a 
freno f li Aretini. St».hii. Vmrtb^ 5. 7. 
fm afcvòìe cofa è tenere a freno le 
genti barbare ce. che non è raffrenar 
l'an'mo Tuo medefimo. »yl/4«i.r«/r.|.s9. 
Che'lfomroo Giove Tenga perqaalclie 
dì le piogge a freno. 

TENERE A GALLA. Fsr gmllegrls. 
ni € imfigmife. nentr, pé£'. Sten m géUÌék . 
Ss^.msf,efi, IP. Q'jcfte per l'aria » che 
hanno in fé. doveranao tenerli a galU 
ia iiiliacqaa. 

TENERE A GIUOCO. Difpnv.*r€^ 
Km fmr e§Hi§ . Lac» f^^héthtn . Gr. eV- 
; o;m f • Rim, snt. C'm, 50. Così degg* io 
tener la motte a giuoco • Da che mi vien 
ài così alto loco . Cspr, B»tt,to. 199. Noi 
altri vecchi non iiamo folamente flimati 
poco, msfiamoqnafi sbeflàti, e tenuti 
a f 'aoco da ognuno. 

TENERE A GUADAGNO . Trétgi- 
CAT» dst^n , •fimUì ctft «'• ««d» da trsrnf 
lMéiÌMgm4 . • dm farvi uiih .. 

TENERE AL BUIO. i.« fnft , che 
TtMtn slUfcun, E figurMiém. Far, tb» 
mitri JM» sidris lumt , • r«C»i'^i«»« di ^mel. 
b, ditUfidiffrim, 

, TEMERE A LIVELLO. P«/cd«rfrt« 
filli» di livlU a «^vrr« in enfiitufi^ ^vtn 

/ TENERE ALLA GRANDE . Ttn*- 
\M mltrmk in fwmm , cht mtftri grandtt' 
(«, Tréttar r«n mmgi^ìfinmji . Lat./4«. 
u fuftifn^ tréSmn, Gt.KvfitvpSi vra. 

TENERE ALL'A RIA. Truffr »«/««{• 
fnfrf , • ifp»ff Ali'Arim • 

TENERE ALLA VIA . Ttntn m «r. 
dint^ ^ven in pnnt§ , Lat. im fnmftn 
kéé§re . Gr. ▼##>«»«» » X«» • 

TENERE ALLERTA. V*lgirfi Virf» 
ttrtA, imesmmiiMrJi vitf» Vtrtéit ^vmn- 
^/trfi éUi'irtM^ 

9. T4Hertumc9C9men mir grimi tbt ftr 
U fin/tnfm e»!U negmtivm ; N*n ttmtn %m 
ctrMMr» mH'trtm , ^mle N§m fifer ttmr 
feftef , avtdff bmjfi,^ Lat. ftcrttì imcéfét- 
cim tfà, Gr. àrc'pfii-rtf àv9K:6rrMf « 
t-juxAoA . Mmlm^ 47. Non U tenere on 
cocomeraairerta ^ 

TENERE ALL'OMBRA . C9Ìlécdn 
I» psne , d»V€/Sm §mifrm . 

TENERE AL SOLE . CtlUcmrt in 
ftfr»r, d§vtbmtfM Hs§lt, S»dfr,C»ir, 90. 
Qoello che fi fcola da per fé • lafciato 
bollire ne'rafi , dove li fcoki , per Qtia- 
laata dt al sole & tiene r e appieflo 
l'Imbotta . 

TENERE AL TRATTATO, Vmir/i 
dnmt$mi9 , C§m€9rrtn m ^umiche trmnmt; 
LiUfmvirt mlicMfMSpmrtibut , vtl e»n/ilils . 
Gr. rvyur^flrTTf» T/rr , C. V, 8. tff. ^. Dif- 
M coiraiTento d*a]cuBÌ Cardioali » che 
teneaao at tttttatv. 

TENERE AI, VENTa. CMnàrw im 
fmtgf #vt tiri il vtmf . 

TENERE ALL' UMIDO • CdUcmrt 
im l9tg9 umide y dtud§ ptfs ritrmrji mmi' 
diti, 

TENERE ALL'USCIO. N^mémmit. 
ftre im emjfm . 

TENERE A LOGGIA. Ttmrt m hm. 
ié, TtMff m difmgim $ #7 più delti vlt» 
fitende ^umR ۥ% hfjft . Lat. mttmri r 
éit'mirt^ dijkmtrw, Gr. ««tlXMV» 24*- 
r^iS»r, 'Q^^rtifftf . Vmnh. Enti, 54. 
Inceri «BC»» tcaecc % loggia, gabbarti 



d'atcono. Bem.Ort, t,t9, ti. A loggia 
m'ha coftui tre dì tenuto . Ceccti, D»t, 
I. 1. Ti tignano in bocca. Poi ti tcn- • 
goBO a ìog^h . 

TENERE A MANO, ^vtrmmmefcé, ; 
• pr»Ht9 ptr l'ufi, ; 

TENERE A MEMORIA . Temtrt f) 
mentt . Iau merutris temtre . Gr« ie«ti- 
X«» rf ^f^jutr, xAmm^mnr.f^'j. i.Poco 
gioverebbe apparare , fé nomo non ^ 
brigafle di tenere a memoria . £ 9. 8. |5. i 
Li verficiafcuno tiene meglio amemo« 
ria . %Ar, Negnm, pnl, A'cun vocabolo 
PafTandoudJ a Bologna, dov'è iftadio. 
Il qual gli piacque, e lo tenne a memo- 
ria . Se^n, Pred. 1^ 10. Però tenete qam^ 
to abbiamo detto a memoria > finch'io 
mi- ripofr. 

TENERE A MENTE . Rìnrdér/i , 
C^nfervmr Im mtwnrtm . Lat. mtnte tt- 
ntn , Gr. irt/ÀfitrKM , Btct.ntv, 90.9. 
Guata ben , com* io farò , e che tu 
tenghi bene a mente , com* io dirò . 
xAmm,m»t.9.S. ì^, Metrodoroftlofofo 
percontinnoadopetamento fi recò a rale 
memotia , che parlando moki iniieme , 
tenea a mente ciò, chedetto aveano di 
parola a parola. Frmnt.Smcch, n»v, 187. 
Se alcuno uomo di corte fu vendicativo , 
e teneHe a mente , fu mefTer Dolcibene . 
Vmrch,Sutc. 1, 1. Io ti protefto, tienlo 
a mente , e Tesatelo al diro . Bern, Ori, 
r. 19. j8. Uccilel Ferrau , s*a mente ave- 
te Quel , eh* io ho detto ^ tenuto , e 
terfete. 

TENERE A MODO . Ctnfirifmrt ctn 
diligtnx* . 

TENERE A MOSTRA . Cdltcmre 
mlcunmffm inlutgt^ dtvtpt/fm ejjtr vtdu 
tm , ptr ditti mrnt i- ttmpr mitri , # indur. 
nt drfdtrit, 

TENERE A ORDINE . ^vert in 
prtntt , in mjftttt , prtpmrmtt . 

TENERE A PANE , E ACOUA . 
ÌHtn fimminiftrmrt mìtrt eibt, utbtvmn' 
dsy fentndipmntt • d*mcqum, Fr,Gitrd. 
Pred, R, Lo tenevano in prigione a 
pane, e acqaa. 

TENERE A PARAGONE . Stttt 
ptrrt mi pmrmgtnt ^ ptr prtvmrnt Im btntd , 
Mlttxm , t fimìli . 

TENERE A PAROLE . sAltungmr U 
pmrth per nmtrt mltrui ftj}eft , Ntn vtni- 
r« silm ctnelujìont, Ltt.ftrmtne mUfUtm 
ttntn ^ Ovid, Btec, »«v. 77.46. A cni lo 
fcolarc, che a diiettala teneva a parole, 
rìfpofe . 

TENERE A PARTE, ^vtrtfepmrm. 
tmmtnit , • in lutgt fepmrmtt , 

TENERE A PETTO. ^//4/r#r#. Lat. 
ImStmrt, Gr»>oeXdtxTi«r. 

f. Figurmimm, vmlt Psrt ftmrt in nn^. 
irmdiiitri^. 

TENERE A PIGIONE. sAhìtmrt cm. 
fét , • fimili ttn pmgmrnt in rietmptnfm U 
piritnt . 

TENERE A PlUOLO. Fan mfitttm^. 
rt . Butn, Fier, 2. 4. 4. Non mi tenete 
più qui apiuolo. 

TENERE A POSTA » ^vtrw ptr mT- 
iun dtttrminmtt fint . 

f . Ttntn m ptfim d'mfcuntf^ vmlt Mmn- 
ttntrt m fum rtfuifixjtnt . Btce- ntv, 76. 
ì6. Tu avevi quinci fu ana giovanotta 
che tu tenevi a tua polla. Enrv.Zs.^' 
Ve ne menò una , che avea nome la 
' Niccolofa, la qnale un trifto, che era 
chiamato il Mangione, a Tua pofta te- 
nendola in una cala a Camaldoli >prefta« 
vft a vettura r 



TENERE A PROVA. Sttnptm mlU 
frtvm , mi eìmtutt , mi pmrmgtnt . 

TENERE A QUARTIERE . Ddrt l 
fumrtitri , s^Upggimrt tm fttdmttfcm . 

TENERE A REGOLA. Fmr, ebt mU 
trijfim C9m regtlm , ««i» tfcm di rtgtlm . 

TENERE A RITROSO . Lt ft^t , 
the Ttntrt mi contrmrìt . 

TENERE A SALARIO . *Avtrf mi- 
trui m'fnti ftrvlgjetn iftìptndi» , 

TENERE A SCUOLA . luftgnén , 
^^ddtttrinmrt, 

TENERE A SEDERE. Fmrtfimreml» 
truimfrdttt \ t figurmtmm,vmlt Ttntn in 
t%j» y Ntn impttgmn, 

TENERE A SEGNO . Rtprimtrtr 
Fmrt t cht mitri ntn ejcm dtttrmini dtllét 
t9nvtnitn\,m , dtl rifpttf , • deltm tbkt» 
ditHKn- Lat* etnttntt mli^tm hmhtrt , 
Flmut,x^fin,Mtn^,fmt.%. Se non che gli 
occhi ftralunòil padrone t E renne quelli 
fcimuniti a fegno . 

TENERE A SIEPE . Fìgurmtmm.vmtt 
Fmrt fimrt m fif^»» Ltt. intrm emnctlUs 
etkihtrt . Gr. or t^ ^( Cf rt' tiviix*^ • 
Frsnc, Smccb» ntv. 114. La qaal cofa 
in tutta la vita fua ne avea fatto , né 
avea trovato chi a tavola il teneffe a 
ficpe. 

TENERE A SINDACATO. Rivedtrt 
i ctnti . Btllint. /on, 1 5 5 . E* ci è venuto uik 
^nfodi Cuccagna , Che tiene a findacatd 
I qoartenioli . Cmpr, Boti, 6, ri5. Oh que- 
fko mi par bene un voler proprio tenere 
Iddìo a lindacato . 

TENERE A SPERANZA . Ddr lut. 
f • di fptrmnt,m , Dmrt f^rmnt,m , Fmrt 
fptrmrt . 

TENERE ASSEMBLERÀ. sAdunmrt 
mfftmblim per ctnfultmrt , • riftlvtrt ftprm 
chteebtjfm, 

TENERE A STECCHETTO . fnré 
ftmrt mltrui ctl ptcé , mmpmmtntt , t ctn 
ifcmrfitÀ di vittt, di dmnmn, • tVmltrt . 
Vmrtb,Suot,i,i, Non mi piacciono quei 
pad ri , che vogliono vederla (ortilmente 
61 lìlo co* i figliuoli» e tenetli fempre a 
flecchetro . Umlm, x, aa. Che il Duca per 
la fua fpilorcerfaOgnor viepiù tene vaio a 
flecchetro. 

TENERE A TEDIO. Ttdi-f*, Fért 
mfptttmrt ttn ttdit , di/mgit » Lat. tmdìt 
mjpetrt . Qt, dr§KfWÌ*49 ti Né. ^mhr, C*f» 
Ir a. Son certo , ch*egli'mi terrebbe a te- 
dio Un'ora, o più , com'io Co, ch*è *t 
ftto Tolito . Mtrg.^, 8. E non ha ignuu pei 
tenerla più a tedio. 

TENERE A \EGlAK.^vtri mppreffi 
di fi ntlVtrt dtUm vt^tìm ,. 

TENERE A VÌLE . Dirprn,xjtrr . 
LaC pdrvi fmtfrt , prt vili hmhtrt . Gr. 
éKtytpiif . Efp, Pmt, Ntft. Umiltà è quel- 
la vittù , che h l'uomo fé medeumo 
fpregtires e tenere a vile . Dmnt, Ctny. 
51. Si fa feguitatrice di viziofe dilettazio- 
ni, nelle quali riceve tinto inganno , 
che per quelle ogni cofa tiene a vile ^ 
Vinc. Mmrt, rim, 5 r. E gir cantando , e 
ringraziando amorei Per voi la- libertà 
tenendoavile. 

TENERE AVVERTITO . Fmr ^ €h§ 
édtrifim mvvtrtitt , ^vvtttirl» . Lat. aw- 
ntrt ^ ctrtitrtmfmctre, Gr. (àlmitit , 

TENERE AVVISATO . ^vvifmf , 
Déw U nttii,it tpptrtunt , Lat. ctrti§nm 
fmctrt . Gr. fnxwr TtÓK ritti . 

TENERE BANDITO . ^Itontmnmr 
ttn kmndtt EfUimrt , Ttntrfktri , t Itnìm- 
nt dtlpnprit pdtfi, Lst. rtltgmn • Gr» 



C « 



TE- 



32 



TEN 



TEN 



TEN 



TENERE BENE . Q$virm4tr et» ék- 

h§ndMm\m , Cnjiodire dUi^mttm§utt , Fu- 
rt sltTUì ^MM trékt$étm*nf, Fir.%Af*io^ 
Gli Halloni di quella roafldcia, che per 
elici beo tcnuci , e ben pafciati , e non 
dorare ùrica alcuna erano gagliardi , e 
terribili ce. 
TENERE BOTTEGA. Fsr b»tsegs , 

pr»prÌM mrtt nelU b$rieg4i» 

TENERE CALDO . Dieié^mt fr U 
fÌH di qut'VeJttvitHti , ebe riteng^n* , r cf »• 
firvént0 il céUdc . 

f . Ttntrfi e4ttd§ , vmU Ntn fi. Ufcléf 
•fftnàtf itti fttdÌ9 , 5acr. »«v.8j.8. Vat- 
tene, e di* a Calandrino, che egli fi ten- 
ga ben caldo. 

TENERE CAMMINO . Cémmìntut, 
Yléggitt,^ iHcammiméufi . ljit,is*rféu§rt, 
f9*g*r€ , Gf. ihxottTf . 

TENER CAMPO. C^mpeggUre, Lat. 
cufirm bdtire, ;• emfiris tf* , Gt. ?-;xT6- 
Tiitùuf* G. V, 8. )8. s- L'oae del Re 
venne in tanri difetti di yittuaglia , e 
d'altro, che non poterò più tener cani- 
po. £ cMp, 78. 7. Sentendo, che *1 Re 



Kti • Ovvld, Pìjt. Or ella nondimeno tien 
tecofbrfepiù , che ella non doverebbe • 
G. K.2.ia.|. 1 Fiefolani Tempre fi ten- 
nero co* Gotti , e poi co' Longobardi • 
^•cr.vfv. i|. 8. Tatta Tlfola ii divife » 
e chi tenea coll'uno, e chi coli* altro . 
Cfm. Mtrill, 2$ I. Sempre renne co'baoni 
uomini antichi di Firenze, Guelfi t e 
leali al comune. pi»,C*mp,j,^o, Van- 
nuccio Boncontt Filano tenea per mone- 
ta con parte Nera, e però da luiniuno 
aiuto ebbono, ofarore. Vis. SS, Ì*Md, r. 
49* Alquanti Arriani andavano dicendo 
come Antonio teneva con loro, ed era di 
quella fetta . 

TENERE CONCISTORO . Ttrmifu 
prtpr'f delU c*rt§ fétuìfieié , xAdumart il 
e9Hclfiar9 , sAdut^rfi $ CardinéUi ddVdBii 
«/ Psp* per ajSf*ri dif^nmn imporr éut\M . G. 
F;ir. 4T.r. E (Tendo per Papa Benedetto 
tenuti più co.-iceflori con (ùoi Cardinali 
ce. fopra l'oppinìone di Papa Giovanni 
della vinone deHanime beare . 

TENERE CONSIGLIO. C9nfiglUrfi , 
^duHMre i e§/$figtitri ptr eénfiltAre ebeC' 
ehejfm . G. K.8. J5. 5. CafTano conttillato 



con Tua fcìiiera tenei campo 9 tornarono 1 di ciò tenne coofiglio cuYuoi l'avi . £ 10. 
a dietro. I 160. 1. Prefo Montecatini , in Firenic 

TENER CARO . %Averi U png'a .1 n*ebbegran queliione, e più conli^li (e 
Tratt*r bgne . Lar. cbérmm trmbere. Gc.\ ne tennero di dista rio al tutto , o di la- 
mysizàf . B9CC, ««v. so. ao. Etiella cara, (ciarlo in piede • Fil$c,%. J09, ComincioflS 
come ii dee tener moglie . P»fr. cmn^. ap. per la corte un gran mormorfo , poicbè*l 
S. Tien caro alrrui chi tien fé così vile • ', Re fu partito dal conHglio , che tenuto 
Cmf, uf, c§m.i2A. Ma certo non è cofaj avea ,del fallo, che dicea aver fatto Bian- 
veruna da far più agevole , che anure , ! cofiore. Ar«v»4»/.ai. i. La poteftade ne 
e tenere grandemente cari coloro , tenne conligt io 



della cui grata famigliarità Tentiamo di- 
letto . 

TENERE CELATO . NAfcé^den . 
Lar. éccultétrt , in •cculté béiktri , Gu 
ttrcKpvfrtif . Bwec. n§v, ra. 18. Pregan- 
dolo, che quc/lo renelTe celato • i>«j^ 
151. Sopra tutte le cofe attenda il confèf- 
foro di tener fegrete • e celare le cofe , 
ch'egli ode in confcfTìone. Fir.utf,i6^ 
A cagione, che fé alcuno fraadolenre- 
mente la teneflfe celata , e* non abbia ca- 
gione di dilcnderfi con dire : io non la 
conofceva. 

TENERE CERTO . ^vtr ^cttteixéi . 
Lat. pr* ctrt9 héiktTi . Gr. tu o/lf viu . 
^Ar, Cékff, 1. |. Pur vo* creder , e tener 
certo, che li nofiri amanti non ci abbia 
ho a lafciar giugnere a tanta 'mifcria . 
Ctccb. Efslf.cr,^. IO. Tien certo, o som- 
mo Frincipe invittilfimo. Ch'ogni no- 
firo valor ce. 

TENERE CHETO. Cbet4we,Féir,cbt 
MÌfri taceu . ^r,fit, 1. Segià'l timor non 
vi ttnefTr cheti . 

TEN£RE CHIUSO. Fétrefimrcbluf^^. 
Lat. cléLufum tentrt . Gr. Xiti\iiTfiiifi9 t- 
XC/f. Petr.fin^ó. Ginnfe nel cott non 
perTufata via , Chc'l Tonno tenea chiù- 
la, e'I dolor molle. 

TENERE COMPAGNIA . ^Acctm. 
fugmart . Lar. cémit*ri » ftcinri . Gr. 
ruji^sxsX»5^«?y tr:w*y tKoil^Hf. £«rc.»«v. 
19. i§. Battile venire onore voi ifUmi ve- 
ftimenti femminili , e donne, che com- 
pagoitleteneffeco. £»fv. 49. 10. Non 
avendo t cui hi\c tener compagnia ad 
alrrui , dilli: t madonna , poiché altri 
non c'è, queda buona-donna nooglie di 
igiae.^o lavoratore vi terrà compagnia . 

TENERE CON ALCUNO . Ejftr 
fuA p*rtty di II M fu A 0pii$i§ne , • fi- 



TENERE CONSOLATO. C^mfiUre, 
Fsré /«r quieta jcbi ptr éiltt^ i irsvu- 
gli»i0 . 

TENERE CONTENTO . Canttnim^ 
rt . 

f. Ei»/ìgnìfie,Httr,pMff,Re^MrfietB^ 
tento, Btecnsv. 68. aa. Io non mi terrei 
mai ne contenta , ne appagata % fé io noi 
levalC di terra* 

TENERE CONTO, ^vft riguardt , 
FMrtfiian, Fnrcnft» lAUrMt'.onemh^t-. 
re , euTAm gerert . Gr. ^o'>flf , ^ ^^juti- 
xnaf <xrf>T/m. Bece,m9v,77. 11. Non 
ci fi t'cn coAtode'compari • circ,Gell,to. 
aia. Dove tu eflcado filofofb ec. non ter- 
rai conto akuno de' piaceri del corpo • 
Sttr, Eur.t, aa. \l Re vide il rutto » e non 
moftrò di tenerne conto . Se»,hen. Vsrcb, 
7. i3. Debbo tenete più conto , e far mag- 
giore «lima del debito ,di che fono obbli- 
gato all.i fpcaie umana, che di quello , 
di chea un fulo tenuto fono • Stgm.fitr,9* 
a4tf. Non gli re(larono altri nimici ec. 
che i fuoi figliuoli da tenerne conto . 

S. I. Tener conte di cbecebe£lm , vsle Ai- 
fpérmiéule , sA ver ne eurs, Croa.Merell.z.2. 
Il provvedimento della fpefa , e di rurte 
cofe opportune fu coinmeUb al detto 
Gualberto , avendone elfo a tener conto. 

f . IL Ttner conte , v^le nncbe Prender 
tnemerin, e riarde . Bed» lett.z. 99. Tenga 
V.slg. conto di quello, che fp^nde. 

f. HI. Tener conte 9 vmlodnebe Qjfervn' 
re. Me/lettere, ^^Umdéwe . Lat. r«r4r« , 
profpìcere . Gr. t^/utXiì^^a • Segn. fior, 
6, ì6i. Era ancora incolpato di >non tener 
molro conto , in che n^odu guaiagnaflò- 
nola roba gli agenti Tuoi . 

TENERE CORTE. F«rr4M/*. Lar. 
conviviuméiere , Gr. iòux^t^'^^ > ^i' 
AAf.s.r. TeiMie una grande co.-tc, e fe- 



jieiUi e finfeMncU in fignìjtc. neutr, f^/liVa, dove furono tutti i gentili uomini 
J^. éé itlifue (tette ^ team édlque fjuere^y |delpaefe* £»c^.»tv. 11.4. Cominciarono 
fetrtesuiieupetfiStéri . Gr. /Mm t/v^ f t - a fpendere tenendo graodiflìma fìuniglia. 



e molti , e buoni cavalli , e cani , e accel- 
li, e continuamente corte. ^r.Fur.t6» 
15. Che là dentro do vea fplendida corte 
Tenere il ricco Re della Sor/a . 

i. I. Tener certe kémdlts, vale Far ta- 
veU pubbli ca . Libr, OpJi v^, 1 1 8. E' n fci • 
to della via di Dio, e tiene corte bandita 
d*amote, e di cavalli, e di buffoni, e 
giucolari (quìfigurstam.) 

i, lì. Tener corte , vale ancbe Far tribte. 
naie, %Amm inijtrarginjìii^ia . Bimani .Gmid, 
Cavate, 6 i.lÀ m'ei folli occhi ec. Fu r quei, 
che di voi , donna , m' accufaro Nel fiero 
loco, ove tien corte Amore. 

TENERE CREDENZA . Non méimi^ 
feftarey Tener [egreto. Non ridire f utile, 
che è flato dette i» cenfident^a . Lat. celare, 
clam babtre . Gt'ùxtKpriwrttf, Bete, m 
ai. IO. Se io credeflì, che tu mi reaefG 
credecia, io ti direi un peoiìero, che io 
ho avuto più volte. £ ntv. 79. a}. Ove 
voi mi promettiate ec di te-ierlomi cre- 
denza . Nov.attt.6<^i, La madre , che gli 
avea promeffo di tenere credenza., il ma- 
nìfpAo ad un' altra donna , e quella a 
un'altra . 

TENERE DA ALCUNO . Seguir la 
fua fortuna , CerrerUfun forte , Stguitare 
il fm partite . L9t, parte mlicufus feSate, 
prò aliano /lare . Tac. Dav./ler, 1. asa. S^ 
elelfero i Prefetti de 1 Prero rio a lor mo- 
do , cioè Ficaio Firmio già foldatelloal- 
lora capo di fcolte , e quando Galba era 
in pie, tenne da Otone. 

f. Tenere da alcune cUecbejfa , vale 
averle ottenute da quello , Bice no feerie da 
quelle. Petrxanf,.^,^. Eche'l mc4>ile in* 
gegno , che dal cielo Per grazia tien del- 
l'immortale Apollo , E 1' eloqaeazla 
fua veri ù qui moftrì . G. y. 5. j.i. Rico* 
nofcendofi fedele di sacra Chiefa, e che 
r Ifola di Cicilia tenea da lui . 

TENERE DA BANDA. ^/««rMUrf^ 
KoH permettere , cbe alcuna cofafiaettfii, 

TENERE D* ACCORDO . Operare, 
cbe fifiia in concordia , Promuovere la quie 
te, e la pace. 

TENERE DA PARTE . Temer /#•- 
tomo , e in Itioge feparate . Lat. areere , /•- 
mevere. Gr. àT9X*'0il^ttf. 

TENERE DENTRO. Fare jtar dea 
tre , xAv ere nella parte interna » 

TENER DICEIVTA. Tetur parlamea- 
te , Begionare . Lat. traEtare , fermonem 
babere, ioqui , Gx.'TùnT^d-su koyet.Nov. 
«ar.s4-<'* U9 gente di Roma , e d* alttoa- 
de ne tennero grande diceria. 

TENEEUE DIETA, adunar la dieta 
per confultare, ripilvereckeccht^ . 

TENERE DIETRO. Seguiterò. Ut. 
[equi. Gì» yx9X8 3r?? . Nov.ant.^ |.i. Quel- 
li gli tenne dietro per lo prezzo • (^<f* 
SS. Pad. incontanente fi levo (aao,c ten- 
ne dietro al padre > egiuofcio . I^ajf.-jì. 
Gli tenne celatamente dietro, efalutol 
lo . Dant.lnfi, Allor fi mofle, ed io gli 
tenni dierro. Frane.Saceb.n0v.is9. Voi-! 
tofi dietroallacavalla, ve.-fo santa Ma- 
ria Maggiore le teniie dietto fiiriofb 
com' è d' ufanza degli ftallonì • 

i, Te$ur dietro et une, vale Offirverel 
fuii andamenti . r«ceJb Jl/«^f.5 .9, DubitaB- ' 
do , che li fuoi , Che mi teoevan dietro, 
non mideflono, O mi facefiba dar da* 
lor caisnotti La ftrerra . 

TENERE DlGlUNO»F«r»/«M4/#raJ 
fenxji mangiare . 

TENER DI MAÌfO. Lefe(fa,tbtTe. 
»er mane . 

TENEKE DIMESTICHEZZA . Mfi- 



TEN 



TEN 



TEN 



33 



», PréficMft^ C9HV€rfétrt^ %j4vtri 
\ . Lar. cnnt Mli^ut c^nfuttudimtm 
Segr, fi§r. MéMdr, 1. 1. E perch* 
iaccvole uomo , mefTer Nicia tte- 
lì ana ftcetca dimeftichezza . 
^ELE DI MEZZO. «TEN ERSI 
«ZO • N$m ifuiinare più « unn far- 
li ultra , Effir neutralt . 
ìRE diritto , • DRITTO . 
' ; # Féirtfiar chtcchfjfs ptr dìrìtt; 

^•itf. Ha potuto teaci diritta la 

r éLBcht %Andar* a d:ritt» . Lat« re- 
r« . Gr. ^S^f^tf li%ii{^ttf, 
:R£ DISTESO. Férf, cbtsUuiM 
éìftefa. 

ìRE DUBBIO. Férg fiore alimi 
. L»T. fnfftnfum Unere . 
ÌRE DURO . Stari neìV •finUn 
, Mautenerji ttjìanft nel fu§ pr§- 

Te»tr i«r*, il diciamo anthe dtl 
\sf»T%jt ftr ftjttntr chttebtjfa , Tae, 
\ j. {i9< I ioldari prirati tennero 
r Viceliio. Ctech, Dtt. ). a. Mi 
I cenni doro» £ moftrai *1 vifo ec. 
ino ora il podere. 

Ttntr dur§ , vmh anche Non rìve- 
•saiftjf tre alcuna e§faachi te ne 

, Tenerla fe^ret a, "Lit, fecretum 
r. aiwépptirnr etTWpÓTTiif, MéUm» 

tutto quello finge, e in fé tien 
a £iccia tofta , e ?a.con lieta fìmn- 

;RE FAMIGLIA. Sf e far gente di 
Lat. familiam alere . Gr. OxOy 
Beec. n«v. i j. 5. Tenendo ^ran- 

Famiglia , e mólti , e buoni ca- 

:RE FANTASI'A . Eferfe^ra fen- 
ver V anime turbate ^ e alterate . 
i.a|.{7. Rotra la lancia» Ghia- 
ia, Che 1 Tuo cavai teneva fan- 

Hi ferfim'ilit. ) 

:RE FAVELLA. Jfefi^ di parla^ 
*nefer tfdegrte, Lat. celle^ie in- 
, Beec. nev. 7^.15. La Belcolo- 
: in ifciciioKol Sere , e tenne- 
la infìoo a vendemmia . Bern, 
': as. Perch' e* fi dice , eh' ente- 
lli Ali* cccelfo signor di Moo- 

vREFEDE. Credere, severe fi. 
^t. epinari. Gr. ^o^a^f/r, 
;RE fermo . Non mueverey Fér 
ta e» fa non fi muova , sAmet, 80. 
X. gii occhi, gli orecchi, e la 
d un'ora al sì(o » alle parole 
imori della ninfa teneva fermi, 
f.tf. Non avea membro» che te- 
rmo. 

:RE FORTE. Ritenere tenace- 
ìocc.nev, «7. la. Piclà la fua ma- 
aroendune le fue > e tenendoi 

uratam, vale ìefieffe^cbt tener du- 
'.beccherà di forila , €%n vìgere , 
ente^ Non mutarfi . %Amtit, ant. 
Lo ripofo del monaftcfio • lo 
ivendo non tenni force , perden- 
do cognofcèito , come firerta- 
ra da tenere. Mor^. 2:. 77. Or- 
>e^chè ognuno abb'a paura» Ed \ 
, e uli alrri tenien forte. j 

RE FRESCO . Centrarle di teneri 
(atitener frefce, j 

RE FRONTE . ^ffnntarfi, Fétr \ 
'arfiimcentroy Opporfi , I 

r fronte , e tener fronte fcef erta ^ 
te buanafamat Non a\/er di che 



'vergegnarfi. Dant, Inf. 27. Se *1 nome tuo 1 mofla di quivi ogni fotta di ferro , ci ten- 

nefmondo tegr.a fronte. Bu9, ivi: Te* nero femprc il fermo. 

gna fronte, cioè abbia fama. TENERE IL FILO • Preceder e«» «r- 

TENERE FUORA. Efeludtre » Operata \dìne. 
re, che altri non entri. j i. Tenere il file aMiccat e , vale Non rem, 

TENERE GIÙ* . ^Abbaffare , Inchinare .pere la pratica , • il trattate di chtcchejfa » 



veifv la parte inferiore . Lat. demittere 
TENERE GIUCO . Dar eemedità di 

giucare . 

TENERE GRADO . ^ver dignità . 

%Ambr, Furt,^j. A qucfto modo fanno 

gli nomini» chetengon grado ? Cecch, 



benché fé ne intermetta il dìfcorfe . Ceccb, \ 
Det,x. 1. Pure i gli ho detto» che tenga 
Quello filo appiccato. 

TENERE IL LUxME. Fiiuratam.vale 
Intervenire in alcun m anfggie fenejt avervi 
utile , e faccenda , ma fole per fervigieaL 



Corr, 1.7. Anche nel campo E' necefTiria \frui , che anche diciamo Servir per lucemìe'' 



la cucina, e mafiime A chi tieo grado 
e fa tavola magna. 

§. Fìguratam, vale Gradire » Refidr te- 
nute i e obbligate d" alcuna eofa, 

TENERE GUARDATO . ^jfcurére » 
Cnflodire . 

TENERE IL CALDO . Dìcefi di vi- 
vande , e d' altre materie , nelle qteali duri 
ajjai il réti ore • 

TENERESL CAMMINO. >4rrrr U 
fiìada. Lar. iter facere. Gr. Top^eÒM 
rif e^o'y • Becc. nev. 89. 6. Ufcendo d* An- 
cioccla con un altro giovane chiamato lo- 
fefo» il quale quel medefimo cammin te- 
neva , che ticeva elfo • 

$. Tenere il cammin dritte » vale %yindsr 
per la vis retta , Non ufcire della firada di- 
ritta ^ e piti pratiche a, Lar. reSa vin pre- 
gredi . G.y. 7. 7. a. Non tenne il cammino 
dirittodaCapova. 

TENERE IL CAMPANELLO. Sidi. 
cedi Chi nella eenverfaejiane cicala per tut- 
ti gli altri i dette perchè nelC udienza de* 
magìfirati, quegli^ ebeéPropofie, tiene il 
campanelle in mane , e dà le r i/pofte per rur- 
ri. Lar. «>lrrAir« erepitacutum . v. Plot 
179. Malm. 7. 50. Brunetto » che teneva 
il campanello » Dice chi fia » e di che cafa 
egli e (ce. 

TENERE IL CAMPO. Campeggiare. 
Lat. eafira habere . Gr. Ti>»t9n9ivtif . 

f. E figuratami vale Efferfuperiere.lAU 
primas tenere . Gr. rpài-nóttf . Dant.Purg. 
II. Credette Cimabue nella pittura Tener 
lo campo , ed ora ha Giotto il gtido, Sic- 
ché la rima di colui ofcara . 

TENERE IL CAPO ALTO. Firurs- 
team, vale %y4ver baldan^s , Efer fafieje , 

TENERE ILCE&VELLO A BOTTE- 
GA . Bndare cen tuttaaffìicaejlene a f«r/, 
che fia d'uopo . htx.remfumma euret agere, 
Gt.irrMì^tif wtfit TT. 

TENERE IL COLLO TORTO» • A 
VITE. Stare in pofitura umile , e deveta, 
Malm, ». 9. Tenendo gli occhi in molle , 
e il collo a vite » E le nocca col petto fem 
prein tire. 

TENERE IL CONTO . Centeg^Ure , 
Scriverei conti. Lar. r at iene s put are , fub» 
ducere . G r. kìyov ì^mf!f • 

f. I. Tenere il conte aperte , vnle Non 
faldare il cento . 

f. II. £ figuratale, vale Seguitare a 
far ehecthegfa lungamente » « centineva- 
mente . 

§. III. Tenere il cento per bllancì^f dice- 
ne i mercanti , ^na-ne non ifertvene etn 
debitore, eh* e* non le impefiine anche credi- 
tore delle femme p^g^f . Lat. eedittm dati, 
& accepti habere . Segr, Piar ìiandr. 4. 1. 
La fortuna , e la natura tiene il conto per 
bilancio<fiii^#r SmiUt. > 

TENERE IL FERMO. Nenféf varia- 
sjiene alcuna y Non mutarfi. Toc, Ddv. fior, 
|. |ii. 1 foidati ci tengono il fernoo t e' a- 
vanza il favor del popolo ( il T. Lnt. ha .- 
periate mìWttm jSagg.uat.eff. 214. Ri* 



re. Varch. fior, u,^9o. la fomma non fa- 
cevano altro, cheAare» come fi dice, a 
vedere il giuoco , o tenere il luaie . 

TENERE IL LUOGO . Occupare al- 
cun pefe . Lat. lecum habere , ebtinere . 
Gt^Xap^f *X"'i irtxiif* Beccmv.xyi 
j. Se o* andò alla signoria, e in fegte- 
to a un cavalier , che quella tenea , 
difiTe cosi: signor mio» ciafcuo dee 
volentieri &ticarfi in fir, che la veri- 
tà delle cofe Ci conofca » e maflima- 
mente coloro » che tengono il luogo 
che voi tenete. 

§. Tenere il luege d* alcune , vale EJftre 
in luege di quello . Lat. vìcesgerere alicujut, 
Serm, S, ^g, 1. Colui , che Iddio vi darà 
per vo(>ro capo, ubbiditelo con grande 
reverenza , perocché tiene in voi il luogo 
diCrifto. 

TENERE IL MERCATO . ^Adunar 
gente , e mereatétne^ie ad effette di eemfrare, 
e vendere, 

TEUEBJE IL PIEDE. Fermarfi. Lat, 
fifiere gradum . Dant, Inf.zj. Eun» oKe 
Vtefe la parola Tofca , Di rietro a/noi 
grido: tenete i piedi. Voi, che cerrete 
si per l'aura fofca. 

ì. I. Tenere il piede nel fepelere ,1 vale 
Effer vicine alla morte , Lat. cum Lpiihi- 
nacengredi, Gt.TpSs 3'cir'xtw lyyd^ti.'. 
Albert, cap, i. S* iotenelfi lo piede nel fé- 
polcro , ancora vorrò apprendere • 

i, li. Tenere il piede ^ mera re che altri 
fcortica , fi^urafam. vale Dar mano , • 
Pergere ajute aWepera , Lat. alieui e^ri 
manutdare, eeltaborare, Gr. a^fitT9riif. 
Cecch, Inc. a. 4. Gli hai da tenere un piede> 
mentre eh 'io lo fcorrico . 

$. III. Tenere il piede in due fiaffe^ vale 
Incamminarfi per più , e diverfi firade , 
attendere a due fini diverfi^ T ener tratta- 
te doppie . Lat. diverfasf^sfpeSare. Varcb, 
£rc«/.|a. Per giucare alficuro» avea te- 
nuto il pie in due ftaffè. 

>. IV. Nen pster tenere i pieii\ e Non 
pettr tenere i piedi in terra , • fimiti , va* 
llione Sdruceielaie^ accennar di.cadere • 
ìdMlm, 4. «7. Là dove non fi può tenere i 
piedi , Ma bifogna , che l' uom vada car- 
poni . Varch, Ercel. 7{. Quando colui non 
lo lafcia vivere , né tenere i piedi in terra 
iqui fiiuratam.y 

TENERE IL SACCO, aiutare altrui 
a rulfare, eafar male i che anche fi dice, 
tener manot e tener di mane, LAUliradere 
operai mutuai . Com. Inf. x6, Diomedes 
per lo più tenne il facco , e colui furóe • 
Gell.Sport, a. I. Io dubito , che coftui non 
fia anch* egli un trillo» erengagli il Tac- 
co . Varch.ftor, Tenevano il lacco a chi 
rubava. Ceccb, Dene.. |. a. Avendo ia 
cafa chi Ci tenga il Tacco . Buon, Pier, 
f.1. 6, La ferva a me difcreta tiene il. 
tacco . 1 

S. Onde in proverb. Tante tee va a ehi 
ruld , che a chi tiene il facce , • fimili > 
e vale , ebe Della fie-fa pena fon degni i ^ 



itmfO^ 



' l 



I 34 TEN 



TEN 



TEN 



I 



complici ^ e i delinquenti , h^t. égentet , éP 
fnfttitlentii pari pttné puniuTtìur , FrAnc, 
Béìb., its> )^. Taoc'c chi t:en, quanto 
chi emp:e '1 Tacco. 

TENERE IL SEGGIO . R*%nére,, D» 
mlnàf , Lar. imperare . Gr. «PX^*' ^X'^' • 
P#ir. /•». no. Amor, che nel penlìcr 
mio vive, e regna» £*I Tao {eggio mag- 
gior nei mio cuor tiene . 

TENERE IL SEGRETO. Non mani/e. 
fiéirg le cofe occulte^ • eenjìdmte , Lat.^r» 
mìff'§Jeeret$ ftare , Gr. oìrcp p'^.^nr rny^f , 
Af4f/rMu.a. ji. j. Tenere il fegrctoèdi 
rag-ore naturale. 

TENERE ILTENORE. Tenere il fer. 
!»♦, • Secondare altrui nel parlare , f ne* 
«i«ri.//it/m.tf.j5. E rutti quanti in quei 
traftulli imiAerà Si tengono il teoor» Ci 
vanno a'vetlì. 

TENERE IL VISO BASSO . ^ tare colla 
fàccia inchinata per umili À ^ § ver^o^ns . 
^•cc. n#v.a8. ij. Li donna teneva'il vifo 
baffo , né fjpeva come negaclo* 

TEMERE IN APPRENSIONE , Fare , 
che altri ftia een timore , • cenfefpette .. 

TENERE IN ARIA. Tenere fé fptfe in 
uria , tener fellevate da terra , Ovvik, FijK 
40. Le^'andoti in fui pr rro Anteo ec. tanto 
iltenriìilnaria , che I' uccidevi. 

TENERE IN BANDO. Fare fiate i» 
efUiOt Sbandire, 

TENERE IN BILANCIO . BiUmcìare , 
E^nllibrare, 

TENERE IN BILICO . Tenere le ceft 
hilìcate in forma , che agevolmente fi mno^ 
vano, 

TENERE IN BRIGLIA. Fi^nratam, 
vale Kfg%rre ^ Governare, Malm, 9. ao. 
0»d|elIa'rprnb, che lo tiene in briglia , 
Lo tira fu con qualche bella cappa • 

TENERE IN CAPO. Portare 1/ capè 
C9pert9 con cappello , fimili , Lat* •ferto 
eé^te incedere , 

§. Tenere^ altrui le mani in capo . v, 
TENERE LE MANI. 

TENERE IN CARCERE. Trjff wrr 
alcuno carcerato ^0 prigioniere . Lat. in vin» 
culit detinere. Gr. tf àr/uìTi xmti'x^v . 
Caflett,4.%, Vuol tenere Flamminio in 
carcere, ed in mifetia. 

TENERE IN CERVELLO. Cofirifnere 
snonufcir de* termini dovuti, Tac, Dav, 
ann, 15. 209. Già fi mandava loro o'trc al 
Pretore ec. vifiratori, che ec. tenevano i 
popoli in cervello . £ vit, ^r. j9|. Ne 
perprofperità invanito, quella appella- 
va imprefa , o vittoria, ma aver tenuti i 
vinti in cervello. 

TENERE IN COLIO-. Softentre alcuno 
svvinghiandolo colle braccia ,e accofiando- 
feto al pett9. Lat. in finn tenere , Gr. tf 
KdXTjt ^h»f . Vit, Crifi, D, Tienlo un 
poco m collo , almen tanto, che pianga 
la mad re • 

f. I. Tenere in collo , V ufiamo anche per 
Impedire lo sfocamento y perlopik^ delrke- 
fue, Tac, Dav, fior, i, «75. Portò bene 
danno predente, e fpavento di futuro il 
flibiro allagamento del Tevere, che al- 
zato a difmifura rovinò il ponte Subii* 
ciò > e per quelli materri tenendo in 
collo, cavalco eoa pure i luoghi ba(Tf, e 
piani della città, mt i non più allacati » 
Croio, Veti, 8a. Per la qnal cofa ( tape/eaia } 
tenendo molto in collo , (cmpre guaftava 
di molto terreno de'Fucecchieil , ediq^ie' 
di Valdinievole . Viv, dtfc, ^m. 20. Tro- 
vai , che la prima pefcaia colle Tue fole ta- 
Tote teneva allora Ombrane in colio in» 
torno a braccia uno, e tin quarto. 



J. II. Tenere in collo ^ fi dice anche per 
Impedire affolutam. Fsr. ««v. 4, ajz. Av- 
ven^achè per elTere la ferratura tutts 
fcalììnata » il boncinello- teneflfe in mo 
do in collo , che IT coperchio non fi 
accoftafie alle fponde del cafibne a un 
mezzo dito. 

f. III. Tenere in collo, por Trattenere , • 
So/pendere checche/fa. M. tT.g.t^, Il va- 
lente cavaliere ec. formò francamente 
fuo proceffo ec. ad animo di famegio- 
Oizia , fanz,a cenere in colio il pcocef- 
fo. 

$. I V. Tenere in collo , fi^nratam, Varcb, 
Ercol, roj. Qiiando a!cuno>non dice tutto 
quello» che egli vorrebbe, o doverrebbc 
dire, fi d ce egli tiene in collo. 

TENERE INCOLLORA . Datealtrui 
caf^ione-di continuar nelC ira . 

TENERE IN COMUNE, fojfedere in 
comune , 

TENERE IN CONCORDIA . Coope. 
rare , che altri fiìeno concordi, » d* accor- 
do >, 

TENERE IW CONTRASTO . Dar 
materìAdicontrafiì^ didìfunioni, didifpa- 
reri . 

TENERE IN CUORE, .^ver nelV a. 
nimo yinpenfiero , "Lm, tntnt e agitare , Gr* 
»» fo iyoef. 

TÈNERE IN DEPOSITO. .Avere ap^ 
prejjò di fé con titolo di depjfito per refiituire 
a chi fidei'fa, xAr.Caff, 1, 1. Non (ai tu , 
come io, che quella cada ec. e d'Arì- 
Oando , che mio paire \x tiene in depofi- 
to/ 

TENERE IN DIETRO . allontanare, 
Non lafciare accollare , 

S , Figuratam, vale Impedire ad alcuno il 
fuo avantjomento . Se^n,. Mann, Febbr, ta. 
i.^Ard!rel)i tu d'arrivare fino a vantarti 
d'aver tenuto in dierro queir emolo an- 
cora per vie non giufte? 

TENERE IN DISCORDIA . Contrario 
di Tenere in concordia y Dar materia di di 
feordia , 

TENERE IN DOZZINA. Trattare 
deK.Onalmente . 

TENERE IN DUBBIO. N'n manifefia, 
rela cofa, ma far ,che altri ne fila fofpefo , e 
dubbìofo. Petr.cap,7. Tcnnet molt'anni 
indubbio il mio delire. 

TENERE IN ERRORE . Far, chi 
altri fiiatn errore, s'infanni, 

TENERE IN ESERCIZIO . Eferci- 
fare , Dare occafione d* efercitarfi , • d' epe. 
rare , 

TENERE IN ESILIO . Lo fiefie, che 
Tenere in bando , Impedire il ritorne alla pa- 
tri a . 

TENERE IN FEDE. Mantenete altrui 
in fede ^ Conftr vario nelléi opinione, e ne' 
penfieriy. che fi vorrebbero, 

TENERE IN FILA . Confervàr choc- 
chefiia nelU fila , e riga diritta , 

TENERE IN FORSE. Dar materia di 
fiare in dubbio , Ptrgere occafione di fiat dub- 
biofo , 

TENERE IN FRENO . Lo fi effe, che 
Tenere a freno, Lat. cohibere . Gr. irìx*tf , 
Segr, ftar, decenn, a. Intanto Papa Giu- 
lio- , pia' tenere No» potendo il feroce 
anima in freno» Al vento diede le factc 
bandiere.. 

TENERE IN GOGNA. Fare fiare in 
gogna i- e figuratam. Schernire , Lat. ludi- 
brio exponere . Gr. KXtrtptoAÌiSf . Lor.Med, 
ean\,72, |. Non fi vuole un amadote Sem- 
pre mai tenere in gogna. 

TENEREINGRASSO. NudrirUnaa. 



mente, Bcrn, rim, j,Zi, Voi fete quel fii 
mofo^ Pritaneo , Dove teneva in graffo 
t fiioi baroni II popol , che difcefe da 
Tefeo. 

TENERE IN GUARDIA . ^vere in 
cufiodia . Cufiodire , Guardare ,. 

TENERE IN MACERO . Tenere nelV 
acqua checehejia ad effetto dì macerarle 
Dtp, Decam, 72. Si dice tenere in ma- 
cero, coniedef lino, della canapa ,ede* 
lupini , e di altre cofe tali fi ufa tutto 
giorno. 

TENERE IN MANO.^^vwi» w4im 
e figuratam, x^vere apprrjfo di fé , in ficure 
LtiUhdbere apudfe . Gr. n X"C^ 'X*^- ^^'' 
n«T/. 44. II. Tua figliuola è f)ara sì vaga 
dell' ufignuo!o , eh* ella l'ha prefa, e 
ticniofi in mano. Dant.rim.t, Al!egro 
mi fembrava Amor tenendo Mio core in 
mano. 

TEN ERE IN MOLLE. Tenere cofa fo 
lida immerfm m alcun liquidi , Red, tfp, 
nar, 4. Affermavano que' buoni Padri ,ef- 
fer neceflario lavarle col latre munto di 
fcefco, rd in quello tenerle io molle. 

TENERE IN OPERA . Tenere oecnpa 
10, • in faccende , Lst. curam alieui de- 
mandare , Gr. ÌTirptrert -n crr/ . ^r,Caff, 
r.a. Mi mandano c»Ta a trovare Filoftrato» 
acciocché mi tenga in onera, ne rìtomaic 
mi lafci , fioche non abbfano efli ti lor 
difetto fornito. 

TENERE IN ORAZIONE. Operv 
che ahrifiia orando e dte faccia orazione , 

TENERE IN ORDINANZA. Dtfper^ 
re, e Conftrvare neirordinan^M, 

TENERE IN ORECCHI . Dar tmate- 
ria^ che altri fiia con attenutone , 

TENERE IN PACE . Porger materUd 
unione , dìcencerdia y di pace, promuover 
la pace , Cron. Morell, aaj. A tutte qoefte 
cailella fla un Poteflà cittadino di Firen- 
ze » il quale ec. tiene in pace i faoi fot 
topofti . 

TENERE IN PAROLE, allungarle 
parafe per tenere altrui fofpefo , Non vanire 
alla conci ufione . hit. fermoneéiliquem fe- 
rire, OviJ,.Bocr,nev.so,^, Acciocché io 
non ti tenga pio in parole, ti dico ce. 
Vit, SS. Pad. i.6t. Vedendo li frati , che 
ig'.i s'affrettava di tornare al fuo romi- 
c:^tio . i:.j;egnivanfi di tenerlo in parole, 
ed! ritardarlo da quell'andata. 

TENERE IN PEGNO, ^vereapfrefo 
di fé con t ito- odi pefn-. . 

TENERE IN PENDENTE. Farisei* 
alcuna cffariman^a fofpefa , dubbia, eòn- 
decifa , Lat. fub indice litem habere, 
^Albert, cap, 29. V amif)ade dell' imi- 
co dubitato tiellì in pendente . £ ap- 
prejfo : D.'l!i dubbi non ditfiaire t ma 
tieni li fcntenzi tua in pendente • M, 
i'.?. Ss.Diffimulo il fatto, e tenneloia 
pendente . 

TENERE IN PENSIERO. Fart^ cA# 
altri fiia coli* animo fofpefo , 

TENERE IN PETTO. Occultare alcuna 
cofa , per pubblicarla a fut> tetmpe, Tae, 
Dav, ann, j. 5]. Ogni' altri per futuro 
Principe s* intonava , fperava, venera- 
va, che coflui, che la fortuna teneva in 
petto ( UT, Lat. ha : fòrtu.-HL in occulto 
tencbjt ) 

TENERE IN PIE\ Stergere, Conferva 
re. Manti nere in tfiate, in tjère • Lat. 
coufervare , Gr. Téi'^w» , G, K 4. 5.4. FaC" 
cendr* - Fiorentini della città loro piacer^ 
di disiarla, o tenerla in p'ede. 1 

TENERE IN PONTE . Lofiefe, chr. 
Tener dubbiefb , • Tenere I» petodeoH^ 



Noto 



TEN 

9m dmt rlff^jt* rifflvtM . Cecch. M§^1. z. i. 
aant'ho io Atenccquclìacofa m pon- 
'/ Stgr. Fi»» r/iX.t. 1- Ha tenuto la co- 
in patire più Icrtimaoe. Malm.x,^^ 
cciocchè piti tener doo 1* abbii in pon- 

TENEUE IN POSSESSO. C^nfervar 
t P»ffiU^ f*r^ eht mitri pofeggM . 
TENERE IN PRIGIONE . ftiUuert 
I emrtrre . I.ar* *'» vimiullt bmbtrt . Gt. 
ì Urut9Ì% it«Tf ;cM» • •<;. K 4* **• J» Po» 
renio teanco io prigione alquanto il 
nro Papa, ci Cardinali, fu accordo da 
li al Papa. 

TENERE IN PROTEZIONE . JPn^ 
^trt , Lat. mtri , prtttftre . Gt. «•p« ra- 
rxc, vfàiifut» CMf.lett,S, Pregando no* 
ro S-goore Dio , che la conrolt , e tenga 
I fia sanridimapror?sione. 
TENERE IN REPUTAZIONE . S: 
i»er theetbtjfm^ éu<ì§ecbf/lM mvuté i» ri- 
tisX^hnt , é im i/timéi . 
TENERE IN SE. U^tf*, €htT*tur 
frttm . Tef, Br, Tieni in te ciò , che 
I odi, più rolentieri, che tu non parli. 
TENERE IN SERBO. Cu^UiumUu 

%€9fM€»'ifStfdir€ftitUÌrU, 

TENERE IN SXCUKO . ^vtrt éi$cu. 

TÈNERE IN SPERANZA. L»M»^ 
fa r#«^rr Mf^M»v^^ Fart fierdre, 

TEKERE IN STlhiA . Stimart , ^h 
fn^x^t, Lat. maini f Aceri . Gr. AS- 
TENERE IN TIMORE. Fdr.ebtMU 
ri /tu nm timwrt , ImiimwirU . 

TENERE IN TRANQUILLO . F*. 
f , cè# Mitri /lia in trsMjuUlitÀ , Trsn^uil- 
trt malfi%mife.éel %. M. K 10.24. Secon» 
o leotfcrte, che gii er«no fatte, dava, 

to^'reva parole, cteneain tranquillo. 

TENERE IN TRAVAGLIO -D^tm- 
iMff , €ke éUsriJti* irmvAiliéif yTrmvm» 
Urt0. 

TENERE IN TUONO . FifuréUém. 
«ff«, clm Mitri min tfeék dtl f«fi«r«, tm$d4 
99*t«. Lar. •» *fi^ etmttmtn, Gr. if 
itrtt »«T#x***» 

TENERE IN VITA, dn/ervétr v iv , 
\ff.PMit,S*lt. Innaffialo deila fontana, e 
9 tiene in verdone, e in vita. Par. fon, 
91. E*IcorfoftraggeA quel dolce pen 
icr, che'n ritailrene. 

TENERE IN ZUCCA. Tenertileéif 
•ftrf, Lat. teSum espmt bdUrt . Gr. 

ltZU\9/UifAif^9 Kf^K^f *>C«»' MsHtfAt. 

'. Sgorbia » fé nel pailtrti io tengo in 
acca ff Di tirannico sdegno , e d* ira 
iccefo 11 tuo fgauio -fupeibo mi pi- 
occa • 

TENERE LA TORTUNAPELCIUF- 
PETTO . %^vergrMHf§rtunM , «^vrr tmtms 
y*t. lAt, fTéfierMftrtund Ufi, Gt. ' t;rv- 

TENERE LA MANO. Pr$prÌMmtnte 
frendtr U mmmi di e»lui , chi imférM m 
ferhant i /imilS , fer mmm se finirli ntl 
mmttris ffr t ejf*tt§ fuddetn . Lar. m«. 
nm àHcMJms mMmm fiipirìmpéfitd ngen , 

f. I. £ fifurstsm, vslt %Ammdifirsn , 
Ct^rAr* « %Aìmisn « 

f. n. Timn ti memi mfi , vaIì N»m im- 
ftilArti A prei$tidi\ii , i AtgrAvii Altrui. 
Ijr.aMii«ff Ahfiimn^ anttncn, Grcc'rf. 
X«M T/T^. Fir,Trìm,x,6, Oh tien le 
anni a te» profantoofo, improntacelo. 
<n«.Or/.a. 19. ^6, Tarpino in qucfto lo 
chiana infenfato. Ma bada , e tien le 
•aoi a fe» ec»iD«ioa. 



TEN 



TEN 35 



$. ni. Tenere Ufiuin», ilemmnì a ein- 
iiU, e Tener fili mmnì a cinieU^ e firn Ai ^ 
VA^liem NiHifereitArle , StAffie^ìefi ^ Sin 
iperArei e tàiira Ancht Nin fi rijèntire, 
Lat. itiiindnlfere,difidem e/fi . Gt. oxvmv. 
8icc,niv.xo.z.'S* imniaginano.che le don* 
ne a cafarimafe ti tengano le mani a cin- 
tola. Afri». O//. a.] 0.45. Orchi farà quel 
tradito! villano. Che così far vedendo 
al fuo Signore, Alla cintura fi tengala 
mano? Bnen, Fiir,^,^. 1. E non m'hai 
vifo D'aver femprca tenerti A cintola 
le mani . 

♦. IV. TinerUmdnt^ iti mdmt Inctpt 
Ad Alemm , vaIc %Avirnt curA , FreteggerUt 
Cufiidirli , 9nd* per tnpps libertÀ , • per 
fevitehiA igmnMi^A mn cAdA ìm irr§rt . 
Lzt.f iccAn mn finire,, cufiidìn t tneri , 
Gr. «|«A<«^^«'«» »K fé?"», vTfp9trr/(«49. 
CavaIc, Mid.cuir, Se Iddio non mi tie- 
ne la mano incapo, così caderòio, co 
me cgVi , T AC. DAv.fier.é^, jji, Teniatea 
foldati le mani in capo, che non fallino. 
L^yZr.Cr/i»/. 4.1J. Uh uh , che san Bran- 
dano ci tenga in capo la mano. Csf^Utt, 
89. Nodro Signore vi teogi le mani in ca- 
po. 

TENERE LA MULA . FitutAtAm. va- 
ti ^AcampAgnAre Alcuni tAnti , chi /accìa 
^uAlcòifAciindA . ffiMn.Ficr.4.r.a. Né eh' 
anch'io pur la mula Non tenga a te , fic- 
comea me tu fai. 

TENERE L* ANIMA CO* DENTI . 
EJfer cAgiinefi , E(fer in ptrìali di prefiA 
Mirti, Lar. MgntAn , Gr. -rorwf . ter, 
A/ri.r4»x.7t.|. Non tien l'anima co'den- 
ti , eh' un non oe ha per medicina . -LAfc. 
Fin^.i.6. Benché egli non iìa troppo vec- 
chio, ti:n 4'animaco i denti. MAfm.6. 
24. Ond* è ridotto per lo mal governo Sì 
Aratro, eh* e' tien l'anima co' denti. 

TENER LA POSTA . Termine di giUi. 
cif ^Acanfentin dìgiucAìi Ia femmActn- 
venutAy due Ari A, 

S. I. Fi;^wAtAm,VAli ^ccinfentlrig^e- 
cettAr r inviti di cbeccbejfA . 

$. II. Tener lapefiA^ vaIì AUchi Timer 
cavaIU^ iCAlfJlpir dare m preKj^i m* vìai*. 
dnnti , cbi viéggìAm pir cAmhiAturA . 

TENERE L ARCO TESO . Fìgurm 
iAm.vAli StAr pronti^ EJfer prepArAfi pir 
Alcun determin Affini, 

TENERE L'ARIA. Impedire, che V 
ATÌA mn penetri, FAréuU, ehi mn ^«^f , 
chi neuij'ftdt, 

TENERE LA SIGNORINA . Jf»^*»'/^. 
%Amminifi:urlA , Llt. mdmìniftrAn , Gt* 
ftitxMf . Beee.n»v,x7,ì,Sc n* anJ n alla si- 
gnoria , ein fegreto a ancava'i.r, che 
quella tenea , difle. 

TENERE LA STAFFA . Fdr fert^A 
aUa fiAffA , Mceiicebì nen f <>i Ia fellA^fJUAm 
di Alcuni f Ale ACAVulli, Ler.MtJ,cAn\*it%, 
6. Lamitcnneiadaflfa , E io montai in 
arcione. 

TENER LA VIA. Lifieffi^chiTiner 
VÌA, %^r. Fttr. to.iij. Non più, tenne la 
via, come propofe. 

§. Figur^:.'.^, vaIì Tener midi . Frane. 
SAcch.r.9v.xzZ. Monfignore, io di pri* 
miera tenea iavia, che ora volere* che 
io tegna , e a voi piacque t che q-iella più 
io non fe^uidì . 

TENERE LEGATO. FAre, ette aìcu- 
HA cififiiAlegAfA', i figurAtAm. *Aver fai- 
d Amenti umti, tìiez,.VArch zfref,g, E me 
vorr^ la cu?idig'a degli uomini, la qua 
le mai non s' empie, tener legata ali. 
coftanza , e farmi efl'ere fiabile , e fer 
ma.' 



TENERE LE RISA. Nenriden, Raf, 
freuAre il rlfi . Lat. rifui temperAre . Fir, 
dife.An.10^, Il padrone de! ferro, udendo 
così fconcìo miracolo , appena potè tene- 
re le rifa. r4c./>iiv.4«}n.fj.i6j. Ma quan- 
do egli entrò nella fapiensa, nella prò- 
vedenzi, neuno renne Is rifa. 

TENERE LIBRO, • LIBRI. Scrive. 
re i Cinti «/ libre . Crin.Vrll,6^ Avea una 
t>uona tefta , e molc3 affaticaote , e be- 
ne efperto mercatante • e tenea molto 
bene un libro. <7«/«r.4o. Ci è un'altra 
maniera dicirimoniof^ perfone» le qua* 
li di ciò fanno atte , e mercaranzi'a , e 
tengonne libro i e ragione (ynipirfimi» 
Ut, ) 

TENER L'IMPERIO.. Tmpirdre. l,tt. 
impernre . Gr. KvretKv;tivc4f . Biet^GS^i, 
In quel tempo teneva lo *mpcrio d* 
Oriente Zenone. 

TENERE L' INVITO . ^ceettAn Vin^ 
'•iti, Lat. cinditiememmceipiri, Gr. ▼«of 
%uftfiv<rif X*;«<y. Bicej%iv.x-j,^z, Gì' in- 
vitò, ed elfi liberamente ec. tennero \o 
*nvito. £i«o.99.tf. S'avvide, chequeflo 
cavaliere avea dubitato , che effi non 
ave (Ter tenuto Io 'nvito. Mélm, t, 7$. 
Lo 'nvito tiene, e regge a ogni po(ia. 
£ 9. j4* RitiranH, e non tengon più lo 
'nv;to. 

$. Tenere V inviti del dielitti , fi dia di 
Chi cicAlAAffAi, VArcb,ErciL9s, Dirimili 
gracchioni fi diceancora.* e' terrebbe Tin- 
vito del diciotto. 

TENERE L* OCCHIO A CHEC- 
CHESSI'A. BAddrvi AttintAminte, r»« 
fiderATÌe , averne curm , Lat. invigilare, fé* 
duUm curam ugere , Gr, traOTKvprtp^f , 
M. V, 9.15. Semplici, e idioti, che foto 
tengono gli occhi alle cofe, che fono lo- 
ro cfa vanti. w^«/'i'.r»/.4.i5.Voglioci Te- 
nere gli occhi, e anco bene intendere ec. 
«>fr. Le», s.i, Tien 1' occhio , ciie fé U 
paffaffero Lecarra , in un momento pofli . 
corrervi . SegrFiir.Cli^.i.j. Tienvi fugli ' 
occhi, Pirro, ch'e'non v'anJaflfc nulla 
in capperuccia; e' ci è chi fa glucar di 
bagattelle^ 

i. L Tener /' iccbìi tefi , vaIì StATi 
in Attenx^ene , Biddre ', che Anche fi dice 
StAr air icchii tefi, 

|. II. Tener recchii, igliiccbi Aperti ^ 
Vile Vfér vigiUn^A , i mìtim^hm , Berm, 
Or/.i.ao.iS. Ucavalier di lui molro piìi 
efperto Voltava inrorno, e tenea V oc- 
chio aperto. E z,6. 26, Sicché, Namo 
mio caro, intendi bene, Tenere aperti 
gli occhi ti conviene • 

§. III. Tenere gli echi Addefe eUrui^VA- 
le ^vtrgli lurA , BAdArvi , OfervAn .4 
futi AndAmenti . ^r, CAjf,i,j, Poiché '1 
vecchio levatomi E'd'appreilb. «tener 
gli occhi continua Mente non mi potrà 
addoffo. 

§. IV. TemrigliecehìbAjJi, vileV.lger. 
gli A terrn per timere, umìltÀ, e firnili , 
w^iffrr.57. Gli occhi tenendo baffi, quinte 
volte gli aitava, tante gli afpciti di tutti 
vedea mutare . 

$. V. Tener V eechit aUa pennA , aI 
pennella, VaU StAr cAUte , GHArdAr/i,BAdm' 
re Aittnì Amenti . I,it. feduU tncumben . 
Gr. Tr^i#rnrai?«7 ttv^ /ì^*tf.Cir ff.Cmlv, 
t.8. E pei mar di Lion pdì volteggiando , 
Ci bifognò tener l'occhio al pennello. 
£^ I.2J. Mi non penfar, che Mildjcco 
di Ramma Njn tcne.lc rincoraci l'occhio 
il pennello. £a. 47. B f gnava tener V 
:>cchio al pennello , Perche e' menava 
:eiti colpi a fghembo- 

TE- 



36 



TEN 



TENERE LONTANO. ^AÌUntéMrt^ 
proibire , efjt éUtri n»»Ji éie^Jti . Segn, Preé, 
}.a. BiTogna perd(*r le ricreazioni, con 
tenerli lonrano dt tutte quelle adunaDze, 
dAv>g1i pratica • 

TENERE L'ORECCHIO, • GLI O 
RECCHI AD ALCWNA COSA . BMdMr. 
ri, St/'rvi Mtt*nt§j Lai. éurtsdart^ frét- 
biTt, Gr. «in »«3ix«» . ^«*. 80. Con 
tanto piacere di me, che alle loro pa< 
role tenea gli orecchi » che dir non po- 
trei . 

TENER L'USCIO, • fimlU. Imfedi. 
rej • Vlfidf slirul l' :H^r9ff§» B^ee, nrv, 
65. 11. E quale ufcio ti fu mai in cafa 
tua 'enuto. 

TENFREMALE. C9HtrMrh dì Temer 
bene i Tffcurétn , S*m c^tfiedirt c§Um deci- 
teli urs, e diligente' 

TENER MANIERA . Lefteffe; che 
Temer m»d§. hit. medumt tenere , Gr. /«f 
T^fl£C«f . Becr, n§v. 16. j5. Le caffioni gli 
moftrò. perchè quella maniera * che 
fatta avea, tenuta aveflfe. 

TENERE MANO , • DI MANO , 
^iutmre *fMrei e s' intende per le fm in 
pregÌMdiv9 d0l terrei »/ ette fi dice mmche 
Temere il féieee , ÌAt. epem ferre . Gr. ^ 
iftf. ffcr.iMv.Ss.iT-Ecooloroinfieme 
teneva mano a beft rio. <7.K 11.79.1. A 

Suefte difcordìe tenienomano i Baroni 
ci regno . Ceecit.fter,^, 5. Cosi fi fiacchi 
il collo , come ella Lo fa > « ci ha tenuto 
mano. 

TENERE MEMORIA . *^vere s mt- 
meriéi. Rieerdmtfi , Lat. remlnifci , m§m 
ekltvifei , Gt. etfttfAt/xfjentrò^tu, Cmf, 
lett»^. La ringrazi umilmente della me- 
moria . che le piace tener di me . «^r- 
Fnr, jtf. 69. Che fé già l'avea adito da 
fanciulla , Or ne tenea poca memoria , 
o nulla. 

TENERE MENTE, ^ttemtdmemte ri- 
guardare , Bddmre . Lat. strenteprefpieere . 
Gr. rr^;6rnr>u/ya»( rpQnfÌtA:u . S§ee,mev, 
61. 5. TenefTe mente in una vigna > la 
quale allato aMa cafa di lei eia. ^met, 
SJ. E tutrc infieme tenendole mente 9 
non conofce a quale apponga alcuna co- 
fa. Frsmc,Séieelf,ntv. 178. Noi ci abbia- 
mo quefta noftra uiànza di qucfte gor- 
giere ,0 doccioni da ceflfu, chcvogliamo 
dire , ne* quali tegnamo la gola sì in- 
cannata , che noi noncipofllamo tenere 
mente a 'piedi. 

TENERE MERCATO . Tr-fUr di 
cemfermre , t di vendere . Lat. meretitum 
ff«r«. Gr. ifATo;d^ir3^«u , Bete, nev, 1$, 
2, Affai ne gli piacquero » e di più » 
e più mercato tenne. £ mv. Sj.j.Con 
quanti fenfali aveva in Firenze ec. tene 
va mercato. 

TENERE MODO, ^d^ferar mee^t* , 
%^Jepermre . Lat. mednm tenere » Gr. f*M 
rc4xì^e*f . Beec, mev. 21. 6. Cominciò Ma 
fctto a pen fa re, che modo doveffe tene 
re. £ mev, 2j, 5. Avendo fcco penfato , 
che modo tener dovefle , fé n* andò a 
convenevole ora alla chiela. Crenicbett, 
d'^Amér, 251. Ragionato fopra le chiede 
quanto accadeva , e voluto da lui fapere , 
che modo terrebbe a darci la poffeÀìone 
libera di Fifa . Csr.Utt.rg, Avendo lodato 
ce. il nobii modo re. che aveva tenuto ne' 
luoi lagionamenti con 1* Illiiiiriffima 
Signoria di Venezia . 

|. Tenére a mede , v«/« Cenfervare eem di' 
lifeniA» 

TENERE MORTO. ?ArìéndefididM. 
msre , 9 fintile , v*U Htn le truffi aire , Ne» '. 



TEN 

ritrétrmeniSle, Sein.MMmn,Ctmgm,à, ^. Il 
loro diletto era qui non folo arricchire» 
ma teforeggiare infaziabilmente ec. te- 
nendo morto nelle caffc il danaro . 

TENERE NASCOSO . CeUre , Nmfe»m. 
dert . Lat. eelsre . Gr. dTonpvrrHf . Bece, 
r»j»r/.io.Effe, per non ingannare alcuna 
perfona , tutte nella fronte portan fecna- 
to quello, che efl'e dentro dal loro leno 
nauofo tengono. £ ii»v. 18. a5. Madon- 
na > niuna altra cofa mi vi ha fimo tenere 
il mio amor lufcofo ec. 

TENERE OBBLIGO . Effere eWigste . 

TENERE OPERA. OferMreJBér dill^em. 
^4 • Lut. ftndere, epersri, Gr. imMteif . 

TENERE OPINIONE, ^vereepimieme. 
Credere , Stimar» . Lat. epimsri , Gr. fo/uii- 

^TENERE ORDINE . ^usfihfielTe, 
che Tener mtode. 

i, VétleMnebe Preecmrsrf^ che mitri ftim in 
•rdiném\m.G, K 9.70* /.Non tenendo or- 
dine di fchiere ec. % atfrontaro co* ni- 
mict. 

TENERE OSTERI'a . Fét C efieris 
Efercitmr V mrte delV efie , 

TENERE PARLAMENTO. Trmttére, 
PmrUre » Rmgiemmre d' mlcums eefm . Lat. 
trmStmre , U^mi , eemfultmre . Gr. Tp%yjui^' 
tditAau, Ktygtf f fiorniJUtTé-aA . Nev. 
mmt.7, 4. Li baroni» e cavalieri ne ten- 
nero grande parlamento , e tutta la cor* 
te fonava della difpenfagionc di quefto 
oro • 

i. Vmrcb, £rc«/. sa Dicefi ancora Tener 
parlamento , cioè favellare a di lungo . 

TENERE PARTE . ^verpmrte , Pjrrr- 
cipmre , t fimili . 

TENERE PATTO. Offirvm^ U pmtte, 
Mmmtemer U premejjfk . L^Upremìgs flmre . 
Gr. •«£? vrtXfc-tti irtiiKiif . Dsnt, /»/, 
ji.Sicch'io temetti, non tenefler patto. 

TENERE PEGNO. Effère mgcnrmte cem 
pegne, 

TENERE PER ALCUNO. EferdmU 
U fum parte , Seguir U/uét fertunm^ %AiU' 
tsrle, 

TENERE FER ARIA . Temere fefpife 
$m MTtm . 

f . FigurmtdM, vmli Tenere irrefelmf , 
duhbìefe. \ 

TENERE FER CERTO . Credere eem 
eerteix'^ • 

$. Tener per certame , vmle Credere cem 
grmndi/^mm , • tndubitmtd certe^f^m, %AmÌT, 
O/.frW. Cofa gratiffima Gli farà fatta, 
chctienpercertifllmo. Ch'imparerà da 
loro : 

TENER PERCONTO D' ALCUNO . 
%^vere ehecebejfs per centefgiarlt cen effe lui» 

TENERE PER FEDE . Credere per 
fedM , hit. fide tenere, Gr. Ttr^tif . Dmnt, 
Per, 2, Lì fi vedrà ciò, che teacm per 
fède 

TENERE PER FERMO . ^vtr per 
eerte , Creder certamente . Lat. pre cemperte 
bmbere . Gf . xkcaB^ì otèifout , Bete, mev. 
26. 5. Sì per fermo da tutti fi teneva, 
che non ch'altri ^c.Din.Cemp, i.^r. Te- 
nere per fermo, che fé il noftro Signore 
non ha cuore di vendicare il mio fatto 
a vofiro modo , fateci levare la tefta. 
Fi>.w/</.99. Per la qnal cofa noi delibe- 
rammo, che coftui fblTe il primo fedi- 
to, tenendo per fermo, che, appiccan- 
do la battaglia con un folo » noi non 
avremmo difficoltà. 

TENERE FER ISTIMA . ^vere ap. 
prejfe di /e aUunm eefm per farne Imemm , # 
renderne Imfiimm pattuita • 



TEN 



TENERE PER NIENTE , Difprnntru 
Lat. parvipendert , fpermert , Gr. •ìaym- 
pt7f . %jilbert, a. i. Tenendo per oieatc la 
ricchezza degli avrerfarj ec. 

TENERE FERSICURO. ^wenents 
epimiene , Tener per eerte . 

TENERE PIEDE . ^ver piUt. Efir 
bete piantate, 

TENER PORTA. NemUftiéirpsfé^., 
Frane, Saccb, mev, a. Comaaclando a ntd 
gli altri, che quando set Museo volellb 
venire a lai • giammai porta non gli fblBs 
tenuta . 

TENER PRATICA. PrattcéM ^Tru- 
idre , Lat. dgere . Gr. aitfitsireifittw fuvi 
TTvid^ . Cremiebett, d* %Amarn as|« Con 
Gabbriello teneva pratica Papa Benedetto 
d' andare a ftare a Fifa . Day/, Seifim^ 
A lui » né fooi agenti ninno (èriveile» 
né tencffe pratica. 

TENERE PRESSO . ^ver «2c«m . Ltt. 
prepe babere , Gr. f>>9V ^X'"- 

i. Temere preffedife^ vaie^vertlm Jm 
demimi§ , im fua baUs , fitte U fit^^ smf* 
ritd, 

TENERE FRIGIONE , • FREGIO- 
NE. Ritenere im carcere . Lat. la ««nfv 
babere. Gr. i» Ììtiu§ì'k fV"v, G, K le. 
7. 9. In quello cafteJlo fa tenuto cor* 
tefemente pregione . Segr, Prtd. a. <• 
Tenne Faraone lungamente prigioni m 
fbndi di torre dae fuoi prima amacilB- 
mi famigliari. 

TENERE PULITO. Cufiedht, «r» 
fervare ce» tutta pulite^f^ . Segr, Fkr, 
mandr,^,!. Mutai an velo adTaiiaMa* 
donna 9 che fa miracoli • Quante volte 
ho io detto a qnefti firati • che la cco- 
gano pulita? e' fi maravigliano poìt fk 
la divozion e manca. 

TENERE RAGIONAMBNTa Mégjk- 
mare , Bece, nev, ai. is. Prima tennClO 
ragionamento infieme di doverle ao» 
fare. 

i, E Temer ragiemsmtmte , ««/« Tr^Tf jr% 
Praticare , Nege\iare . Cremicben^d^^Amm» 
354. Il signore di Padova ec. vedateli 
novità di Fifa, e i tagionamenti • dtt 
fitenevano » ruppe il rag ionameoco dell* 
accordo . 

TENERE RAGIONE, • LARAGtO- 
NE . %Ammimifirar fimfii^ia . Lat. fm diei* 
re, Becc. Mv,f^, tit. Tre giovasi trag- 
gon le brache ad un giudice Marchigw» 
no in Firenzt, mentrechè egli effeado 
al banco teneva ragione. <7. T. 10. i. |. 
Albergò nel palagio del comune di cotta 
alla Badia , ove folea flare la Pod^fbi 
e fi tenea ragione . £ ir.i.f. Al palagio 
del comune , ove ifià Ja Podefta , lali 
nella corte di fotto » dove fi rieoe la 
ragione, braccia fei . 

f . I. Ttmer ragìene , p§r Tener ctaf • • AacCi 
nev, 70, II. Va'fciocco, non dobitaiCi 
che di qua non ù, tiepe lagioae alcui 
delle comari. 

%, II. Tener ragieme, vale smebe Seriwtn 
i centi al libre. Lar. im nuiemet cmfirtt 
Gr. f'rtypd^Mf, Xeyit^trd-tu, Gaiat^ 
Di ciò fanno arte, e mercataaz/a. e tea 
gonne libro, e ragione. 

TENERE REGOLA. Cfervsf rmk 

TENERE RITTO. Fsr «W mlirì jKa 
ritte , 

TENERE SANO. CtmfervétM lo/aal- 
ta, 

TENERE SCOPERTO. Nem eifrjr», 

far che altri M» euepra , 

TENERE SECO. Fardimm^, 
di fé , ^vere unife nm fi . Ltt. 



i 



TEN 



TEN 



TEN 37 



fnff»,r«flMrf.Gr. fe«TlX«^v« ^»ff* ««v. | §, ìli, Ttiur f§t$§i^iedi,vM!* Dtprimiri, 
ic. 11. Ofièrendolc ce. di feco tenerla ' ~ ' 
ÌA qacllo onore, che Tua forcllt . Oir/i. 



fifi^z» poefto mìo fangae fparco nella 
nua camìcia tiene fece le fòrze d'amo- 
re. Serm, S, «^, id. Beato colui i che 
iéco ti tiene . 

TENERE SEGRETO. KènfAtUn, Ntn 
iifit>rrerg , Ntm ri/lire dd éilcun§ . B§ee, «tv. 
il.f. rarchèa yoi dea ti caore di fegreto 
reoereciò, che lo vi ragionerò. Péffit^i, 
Sopra rotte le cofe attenda il con feflfore 
ditepercfe/rrete, e celate le co(é, ch'egli 
ode in conieffìone . Ceccb, Ine. m, t . Ma te- 
eeccmi Segreto ciò , eh' io vi diro . Véirch, 
Erewl, asa. Se voi non favellate altrimen- 
re I io il vi terrò fegreto , ancoraché 
non mi ponghiate credenza . 

f. Temer fegreti i kéMdì , v^U Nafc9nitTi 
Uffe fukUieb*. Lit.filenth premere ^na 
■a ir» emmimm fumt . Gr. prni •»? ae ropM va 
x^tfTTMv . Fir, TrjH. 2. j. Tu mi ticH 
beor piò pota» eh* io non credeva ; tu 
vorrai teaexe a maao a mano fegreti i 
bandi. 

TENERE SERVITtr. ^ver itnti mI 

§. Teme' ferviti am étlcuH§^ vdl* ^ver 
eBmefeem^M , # fjkmilimriiÀ e§n eJP§ lui . 
TEKERE SICURO . %Aver€ tpeniint 

l' tnts^ StMrefiim • 
TEKERE SIGNORFA . Efen fìgntrt , 
ftfftitnfignéris . 
TENER SILENZIO . r4c«M . Lzx.fi- 
Awy tsttre, Gr. rtyàf^ cttur^f , c»U. 
^.ìféu.t. La difcrczione dimoftra al- 
lo intelletto dell'anime , che tenga fi- 
leaxio . Cr,S, Gir, ao. Lo ventefimo gra- 
do di qaeda santa icaìa s\ è tenere fi- 
IcDzio. E Mffref» : Tale pnò tenere fi- 
ICFZfO dalla nona per infino a vefpro. 
TENERE SODO. L«/r/«, tbtTiiurt 



TEMER SOLDATI . ^vermillKU, Su. 
nsrmMi» ^Stipemd'imr f§iddti . 

TENERE SOPRA, .yivert in lutgt fu 
ferirne , Temer dslU parte fuperi§ri , C$m- 
tterie di Tener f§tt§ . 

$, Tener fifrm di fé, vsle ^vete ftrfue 
teai§ , « fu§ C9»t$ , « p»Jtm fuM . 

TENERE SOSPESO . SìIIìvm re dm ter. 

f . FSfméimm, véle pMre fière in duih!§ , 
9 la éiteme}eme . lAX.^fufpenfum hekere . 
Gr. Ì9 «Top9ff xp«TM9 ttrv, m B9ce, urv, 
i.jt.Pbichc set Ciappelletto, piagnen- 
do, ebbe ao grandifiimo pezzo tenuto 
il fracecos) rofpefb» egli gittò an gran 
Cospiro. Ds»t,Psr,ào, Per non tenermi 
ia ammirar fofytfo. 

TENERE SOSPETTO . S^fpettsre , 
tfrre ftfpettefe , Lat. fuf^icéiri, Gr. vr9. 
vrrvr/f . Fr. Gieird, Fred, R, Tenendo io- 
fpetto • eh' egli volefle ingannarlo. £ 
ffrrfi : Non in rano avea tenuto fo- 
IpeRo di loi • 

^ TENERE SOTTO 9 Temer nttU psrte 
inftrierg, 

%.l*Temer fitte, vele mmche Deprimere y 
•Meff^e, Ceeeb»Stìev, 4. j. E fi par 
bea» eh' e' non chiamaron noi t E che 
e'folloa tenerci fotto fotto • Sslvim, 
^r.f.4as. Il quale CBurr$y di Concerto 
con S?oeca cofpirava a tener fotto 9 co- 
me fi dice, Nerone » e a governare la fua 
r-oventìi . 

9. II. Temer fitti di fi , vmlr ^ven imfud 
f^fftà , e im fne demimi9 . Ciré, Gill, 5* 
ijS' Niente di manco ci tenete Tempre 
•co di voi • 



Cele èri ; e fiiurétmm, Dominmre • Bie^,, G, 
lalu 



S,i6, Qualunque fia con Tanìmocom- 
pofto » Tien fotto i piedi il fnpecbo fa- 
to. 

TENERE STILE . Céfiumere , ^ver 
ntidi dipricedert . LiLfilere^filitumt eff* • 
.' Cren, Mirell. adi. Tenendo (fuetto di le 
' non potrai efl*ere di troppo incannato. 
jE aSa. Tenendo quefio, o migliore fii- 
le, tu verrai a purgire lo fiomaco , o 
vero il corpo tatto per modo 9 che la 
corruzione dell'aria non troverà mate- 
ria da appiccarfi . 

TENERE STRADA. L9fitffi, chi Te- 
ner vim . Lat. ìtit finire , Virf, ^r. Fur, i. 
jt. Altra ventura al buon Rinaldo ac- 
cade. Che da cofiui tenea divecfe fi ra- 
de. 

TENERE STRETTO. Sirrere , iFe* 
n , ehi Mitri fiiéiferréLti . Dmn$, Purg, 19. 
Così giuftizia qui ftretti ne tiene Ne' 
piedi , e nelle man legati, e prcfi. E 
as- I^cr quefio loco, Si vuol tenere agli 
occhi firetto il freno « 

§. I, Tenere ftrett» , vsle muchi Stri^jun 
alle MMui» Bice,nev,p, 26. Rivolta fo- 
pra la coppa, la quale firctta teneva , 
il cuor riguardando difie . 

i,\l.Tiuiri firetti. Vedi eltnsi Timn 
mecifti, Bice, mv. 4j. 5. Tenendogli gli 
fpronifiretti al corpo ec. il ronzino ec. 
ne la portava. 

$. HI. Timre/hitte, vele muchi Effin 
mffèfumte , Effìrfivi rehimmiuti icemme , 

f. IV. TiUire finttm U lurfm , vele Ufitf. 
fi . Bice, iMv. 8* {. In onorare altrui tene- 
va la borfa fi retta. 

f . V. Timn tiretti mlcum , vele muchi 
Gumrdmrliciu diligente t %^vtrnf ^rnneu 
rm . lAt. filltcite jervmre , Gr. 'cr^r;j3«». 
Bice, nev. tfj. 4. Tanta guardia ne pren- 
dea • e si ftretra la tenea , che forfè ec. 
Cnn, MtrelL 17. Tennelo il padre molto 
ftrerro , perocché era molto diverfo . 

TENERE SU , Sillevmn, Inmal^éve, 
Ciutrerii di TiUirgiù . LaLUixtillere,mt. 
titlen, Gr* ireuattf, 

TENERE SULLA FUNE , SULLA 
CORDA • efimiii, Tiuer fifpifi, Den 
mltrui Pium eelt indugie . Lat. fie terque^ 
re, fufpiufum timre. Stu,ben, Vmrcb,i,u 
Egli erra, fé alcuno fpera, colui dover- 
lo o aiutare « o amare , o rimunerare, 
cui egli ha fiancato col promettergli d* 
oggi in demane « e tenuto in fullafiine 
col farlo affettare di di indi lungamen- 
te. Vmreb.Suic, p 6, Sa, che c'è ? di* 
fu» fpacciatene per 1' amor di Dio * e 
non mi far tanto fioriare i tu mi tieni 
in fui la fune. Bueu. Fiir,i,^ a8. Il vo- 
glio un po' cenere in fulla corda . Mmlm, 
la. 47. Dite t non ci tenete filila cor- 
da. 

TENERE SULLA GRUCCIA. Timer 
fifpifi • Lat. mliquim fufpiufum detiuen . 
Gr. etvfsprti/uthof «otWx''' '"'a^- F«r,»»v. 
8. 299. Tenutigli un pezzo fulla gruc- 
cia, difi*e loro . E Trin: |. x. Guarda 
chi m' ha tenuto in fulla gruccia . 

§. TmUrm veti enehi XJ caliere . hzt.illu 
dire mlicui , Gr. irtrrcA^f tifi . Vmrtb. 
Eroi, 54. Dicefi ancora tenere a log 
già , gabbarfi d' alcuno ec. mandate 
all' UcceJlatoio • e medefimamente 
tenere alcuno fulla gruccia , dalle ci- 
vette , le quali in Inlle gtucce ù, ten- 
gono. 

TENERE SULLA MOSTRA , • IN 
SULLA MOSTRA. Li fii fé, che Timre 



m rmifrm . Lat. preixempU ifiindere . Buen, 
Pier, I. |. j. Vedrete uno fpezial , che 
'n fulla mofira Tien ben coperto un 
vafo di d'afpro. 

TENERE TERRA TERRA. Fmrefidr 
mi he/fi , Niu Ufeimr furgere . 

TENER TRA DUE. Tenerfifpefi,ein 
dubbie . Lat. in utrmm^ue pmrtitn verfmre . 
I Pitr^fin, 119. Ma pur come fuol far , tra 
due mi tiene . 

TENERE TRANQUILLO . Tra». 
quillmre^ Per ehi firn trenfuilUtd , 

TENERE TRATTATO . ^vtrprmil 
cMs iutilligin^,m » G,y,8,6j,i, Favorava 
i Fiamminghi fuoirubei li, e tenea trat- 
tato col Re Alberto d'AIamagna. Bue. 
uiv. 17. 4;. Avea tenuto trattato con 
Bafano Re di Cappadocìa . 

TENERE VIA. Tcmr cmmmine , c4». 
dmr pir vìa , Cemmiumn . Lat. iuiedere , 
ire, Gr. fixiitttf, w/#r. Pur, 14-. SS. Do- 
manda a cofiei r Angelo , che via Debba 
tener, ficchè 'I filenzfo trove. 

i.Timrvimt veli Prendin i metOm- 
cifféirj,i mdmttmti, TimrMide.BeccuiV, 
jo. 6, Cominciò ec. a penfar, che via, 
e che modo egli doveÒe con lei tene- 
re . E mev, 89. tf. A Salamone andava 
per aver con figlio da lur, che via tener 
dovcfie con una fua moglie plik y che 
altra ftmmina , rirrofa , e perverfa. 
Dmut, inf. 17. Gridando il padre a lai : 
mala via tieni. 

TENERE VIRTÙ' DI CHECCHES 
Sl'A . ^ %>ivire virtù , t Pmrteeipére delle 

?ìuelitmdieffm, Tr. 8. tf. t. La quat cofa 
atta, l'uva, che nafcerl, terrà la vir- 
tù di quella cofa , che fia mefia in cf- 
fa . 

TENERE VITA. Vivtre. Ltf. vivere, 
Gr. fiiouf , C7. K. IO. 7. 1. Tegnendo vita 
in avolrerio, ed in lufTuria. 

$. I. Temr butum vitm , veli Viveri 
fintememte , e fiaudi i pnatti mermli . 
Zibald. %Andr, Non tenevano folamen- 
te buona vita, ma ancora efemplarifii- 
mi. 

f . IL Temer emttivm vlis , il fite eem- 
trerii , 

i. III. Temer rrmm vita , Tenere vitm 
cmvellinfim, ejtmili, vegliem Trmftmrfì 
am meguificeux,m , mllm grdude . Lat. mm. 
guifice vivere. Din, dmp. Avendo ma- 
tato , e crefciuto il palazzo » e tenen 
do gran vita . Bice, mv, S4« a. Vita 
cavellerefca tenendo , continavamen- 
te in cani , ed in uccelli s' è diletta- 
to * 

TENERE. N^mifufi, ^uellmperti delU 
cifm , pir Im qumli ellm fi tiene in mene , 
Mmnice , Lat. mmnubrium . Gt, Kn/ii • 
Tmv, Rit. Prende la fpada per la punta» 
e rendela al cavaliere per lo tenere • 
^lbirt,cap,i^ La mano rpeflo unu BOB 
prende lo tener della fpada , 

f. Per Tenifrie, Demìuie , PitifiÀ • 
Lat. tirritirium . Jfim, mmt, P, N, Re 
Emjt . Diftretto m*ha l'amore in fuo 
tenete. Ch'io non pofib penfare Altro , 
che bene amare . Rim, mmt, Dmmt, ìdeimm, 
7a. Poi Io dimanda lo gentil parlare 
Della gioiofa , che m* ave. in tenere* 
E 78. E la fpietata , che m' avea 'n te- 
nere , Più non mi doneri dolor doglio- 
fo. 

TENERELLO. Dlm, di Timn.LàV 
temellus , Gr. ecrukii , *Almm, dlt, f. 
lao.Nè il tenere! fuo germe fvegliaaf-' 
fatto Dalle radici fiior. j 

(. Teuerelh , figmrmtmm, vele Di ptcs 

etÀ 



38 



TEN 



TEN 



TEN 



ttm , Cntd, C, Quale ardire t* ìndufle , 
chetuconfentiflà il £aoco della renerella 
pulctlla eiTère allato dello Arano uomo ì 
fit, difc. m». 79. Tuttavia tornava a far 
l'uova in quella colombaia, dóve mille 
volrel/eranofta^i tolti, e mangiati i H 
gliuoli ancora tcnerclli . Tmffl%AmiHt.i,j, 
Che vuoi rufiirdj quefti teoerelli , Che 
di molle lanugine fiorite Hanno a pena 
le Ruance / 

TENERETTO. TtntrtlU. Zzt.iemth 
fms, Gr.flrr9tx«?. Tr.p.tf?. j. Allora che 
1 cominciamento della rugiada fa lauda 
bile per fua faavicà la reneretta grami 

fini . ^Imm, C§lt, a. 49. Ne caldo , o gie- 
o Al tenecftro figlio oltraggio faccia . 
Birj^h. C§L milìt. 411. Sebbene ec. e* fi mo 
ftri alcuna volta un pò* teneretto, non 
pectanto non è , dico , da difpregi»- 
re C qni —l /gnific. del §. VII. di tg. 
tur§ ) 

TENEREZZA . *^lhMtf dì tener§ 
Lat. t emersi Md§ , seneritAs . Gr. «rotear;»? . 
P4/W. Gr»A. 17. Credefi , chequella ce- 
nere proccu ri tenerezza . C*ll. ^h, ìfé€, 
eép,20, Ladcttavirtudefà come la ma- 
dre» che 'nfegna andare alAnciullo, la 
quale fi dilunga da lui, e poi chiama il 
Bgriuolo ; e quando egli vegnendo co- 
mincia a tremare per la tenerezza de' pie. 
di , ed è in fui cadere, la madre corre , 
e portalo in braccio. 

f. I. Permeìaf, Vétte PleceU^ § GSevs- 
fetd. Va, S. Mdrgb. iji. O vana iàn- 
dalla, abbimifericordia della tua tene- 
rezza X confenti a me • e adora i miei 
Iddii.: Cren. MereìL z^i» Avendo dall' 
altra parte lifpetto alla tenerezza del 
giovane. 

i. LI. £ fignréidm, véle affette , Cem, 
péÈjjfeme^ %^m§r§, Lat. sfeSut^ miftrieer. 
du, £«rr. sfv. 17* 5 4. Da quello amore, 
e da QuelU tenerezza, che io a lui te- 
jiuta fon di portare , molTa ec. mi ti 
feci palcfe. eM9v.98.47. Tanta folate 
nerczxa, che nel cuor gli venne per la 
innocenzia di quefti due . P*lUd, AI 
campo tuo non foprappot mai roltiva- 
tore a te congiunro di parentado » o 
tenerezza d amiftade . Vif, SS. f^d, i. 
tfi. Xe quali parole quelli udendo, co- 
minciarono tutti con mirabile tenerez- 
la a piagnere . 

1 III. PmrfigwatMm. ferCurd, Zeh . 
Bete. nev. 77. 19- In lui t* ingegna di met- 
ter tenerezza <dtì rno onore . 

TENBRINO . Dìm. di Temere . Lat. 
Uneltus , mellicellus . Gr. etrocxof . Fr, 
'if'iT' 3- S • «. E' n qnefta carne tu V umi . 
llaftiCrucifi^gendo quel corpo tenerino. 
Pir, ^f. 1^7. Godeva a vedere fra le più 
grafie penne alcune tenerine piume bai* 
lare al fuono d'una dolce aura , che vi 
fpirava. Bem.Orì. a. 8.45. Orlando dal- 
la porta s'a'ionrana, E mentre calca l'er- 
ba rcncrina. Vide poAa nel mezzo una 
fontana Dr perle adorna, ed*ogniipietra 
fina . Ceccb, E/alt, cr.4. 7. E quei piccion 
beo rotti, e tencrini, Ch* avean l'oflii 
di zucchero. 

TENERISSIMAMENTE . Smftrr. di 
teneramente . 

f Per x^fettuefi/fmitminte . Becc. mv, 
aé. as. Voltata la fua durezza in dolce 
amore verfo Ricciardo , teoeriilima* 
mente da quel giorno innanzi l'amo . 
Vit, Cr'ijf. È pero la raccomandò loro 
recer.fli.namentc. £ Yit.Cfijt, D, Allo- 
ra quella rallegrandofi , e già rutta 
piena di I<ci2.ia, e acccià dello Spirito* 



santo , fi levò fu , e teaeriflSmamente] La novella re aadò a madonna Ifabecta» 
r abbracciò . | come il Re ^ armava , ed ella corre tene. 

TENERISSIMO. ^«M. di Triur» . ra del fratello . 
Lat. tenerrimus. Qt,ÌT%\»Tt,'ni , Guid,\ §. V. Per Permédofe , Che fi fde^tut fer 
G, Ella fi ftraccìa va colle Tue unghie }z'p»e9, G* 1^.5.41. j. Uomo vertudiofo in 
fua teneriflìma faccia ( cìeé : deUcéai/f- molte cofe , fé non eh' era troppo tenero» 
M« , f irv4»f^m« ) efiizzo(o, Gdtdi,22, Alcuni le ne tro- 

!• FìguTéitAm. fer ^jfittue/^me . Bece,\ vano, che fono tanto teneri, e fragili 



nev. ji. atf. Ho verfo me trovato teneiif 
fimo del mif) padre l'amore. 

TENERITA» . V. ^, Ttnerltudine . 
Lat. teneritude . Gf. «ratXsTJK . M. ^Al- 
dfibr.P, N, jtfz. Quefio medefimo opera 



che il vivete, e dimorare con efloloro 
ninna altra cofa è , che impacciarfi fra 
tanti fottilifiimi vetti. 

f. VI. PerCeUfe, ChedÀgeUsU. Sm!^, 
Gramcb. j. 8. Che in queilc cofe tenere 



il fugo (oo(deiU m/d) folo beuto , ej Appunto tanto vai l'opinione. Ed il fo- 



le tener'iàfue fritte nel l* olio, cfoprap 
pofte C cieè : le fue temere fumte , • eìec" 
che) 

TENERITUDINE . Temerei^^. Lat. 
temeritude , Gr. irtxirti^ . Cr, 4. 11,10. 
Conciofiìacofachè in ninno modo paia 
approvar la ragion naturaleper la molta 
teneritudine della gemma* 

TENERO . %Add, Dipees dMre^,\é , Cbe 
éucinjenre si tmtte , Cbe temde éU lìfmì. 
de, Cbe égevelmemte Ji eemprime, e cede, 
Lat. temer ymellis. Gr. Ti'ff, «vaX6( . 
Peir. cs»^ a8. 4. Qualor tenera neve 
per li colli Dal sol petcofTa veggio di 
lontano. 

i. I. Per metsf, Niveìle , Ghvsme , Di 
pecd età, Bece. mev. 4. io. Avendo forfè 
riguardo al grave pefo della fua digni- 
tà , e alla tenera età della giovane • 
Prir.c*»;^.!!, j.Lc donne lagtimofe , e 
'1 vulgo inerme Della tenera etate. Vit.S, 
Méirgb,tj6, Molto mi contriilo, quan- 
do da cosi piccola , e tenera pulcella 
fono vinto. 

$. II. Pur per metsf. VMle Delicate, h^t, 
meltis^ delicétus . Gr. /xxXxks< » rpv^t 
p0>. ^«ce. iMv. 18.8. Le quali (/«r^yi'^ 
i»fr«> fono di tanta potenza , che i for 
tilfimi uomini, non che le tenere don- 
ne, hanno già molte volte vinti, e vin 
cono tutto ti giorno. Psfflio. Diceano , 
che non potrebbe foftenere rafprezza 
dell* ordine , concioffiacofachè fofle mol- 
to tenero , e morbidamente allevato 
Csvslc. Speccb. er. Comincia un poco a 
dolerfi, e difpiacerfi , edeflTer meoote< 
nero. £ Med.cmer. Il potente in ciò ha 
peggio, che r uomo di ba (fa mano , che 
è sì tenero per la fuperbia, che fé ogni 
cofa non hae a fno modo , sì gli è grande 
crepacuore . v>fr. Csf, i. j. Chi creder/a , 
che qui » dove è si fplendida Corte , ove 
fono si galanti giovani , Non fi doTelTeta 
due fimcìulle tenete, Fiùche latte, tro 
var mille ricapiti? 

I. Ili- xAmc^rn per metsf. '•éde ^Jfettue 
fé . Lat. beneinlttt . Gr. tv.utfi^ , Becc^ 
»rv. 6. 1. Comechè molto $' ingegnaflfe di 
parere santo , e tenero amatore della 
Criftiana fede. £ n*tr. 15,8. E fio mara- 
vigliandoti di così tenere carezze, tutto 
fiupefatto rifpofp . Enmm, ij. Veggendo 
le tenere lagrime, gli abbracciari, e gli 
onefti baci, ebbe ciò, che ella diceva , 
piò. che per vero. Bee^,, G. S. 9. Perchè 
eflcndo nel gloriofo fiore Di me felice . 
e di mia giovanezza Non obliate del te« 
nero amore ec. 

f. IV. Per Zelefif Curante . hit. ftu- 
dtefms , fellìcitus , Gr. a-ry^cu^ . Becc, 
cernei. 11. Da buoti zelo movendofi» te- 
nere (ono'della mia fama. Cren, MerelU 
a76. Actfniftaro che avrai gli, amici, &. 
raì favio con- loror, e co' parenti , con 
quelli però, che t'amano, e ti fervono, 
e le no tenari dello fiato tuo » Ster.^ìelf. 



fpetto • quanto la certezza , £ la verità*. 
^mbr.Cef. i. ). I cafi degli stati si fon 
teneri i Pifton , bifogna girar largo a» 
canti, E non fi fidar troppo./ 

S* VII. FilHrstsm.per Semeemferméte , 
Nen sffèdste ^N$m i/tsiilite, Lat. infirmut^ 
dehilis.G. V. 9. 80. j. Efiendo, come è 
detto dinanzi , rinnovato Io fiato io Fi 
renzejper las'gnoria del conte da Batti- 
folle (ed era ancora molto tenero) e a- 
vendo la guerra di Fifa , e Lucca , non 
erano in ficuro fiato . M. V. j. 40. Il Re 
vedendo ancora il reame tenero fotto la 
fua signoria , e il Provenza le bildanzofo, 
temeva di muovergli guerra . Fir, Trim 
j. {.Dovelecofc foa tenere, ogni mini' 
ma cofa è afiai, 

$. Vili. E Temere, cerne Ueme temere , 
vate tslera Credule , Dzhele , DeUe di 
fsie. 

f. IX. Temere di cslcsgns , dUe/t dìCbl 
fiUfeis fscilme mt e /vigere . Sslv. Grsiub. 
i.a. Ciedi pure ec. Che noi fiam qoafi 
tutte quante un poco Tenere di calca- 
gna . 

f. X. Temere di checchejfs . VAÌeFrefee'» 
eNuevedi ^uelUcefn, Cirif.CAlv,^.U9. 
Laqual, ficcome tenera di parto , Face- 
va ogni mattina il fonnellino . 

TENERONE . ^ecrefcit. di Temne . 
Dav. Celt. 171. Facendo lor mefie C i m/O 
in pochi di calofce, e tenerone , che fi 
fiaccano per ogni poco • 
. TENERORE. K^. Teneret.t.d. Lat. 
temeritmde . Gr. dretKÓrtt . Af. ^Idebr. 
Per lotenerore de' membri, che volen- 
tieri fi piegano , e dirompono • 

TENERUCCIO . Dim. di Temere . Lat. 
teuellut . Gr. aVaXÌ$ . Trmtt. gev.fmm. 
Q;jella tcneruccia mente fi riempiè del 
mondo. 

TENERUME* Se/fsme,s bismcM, , gpig 
gbevele « U quale fpeffe è umitét sii* djlremitét 
'1'* *J^' L»'« esrtiUge. Gr. X^^?^* -Mfr. 
S, Grtg. II fuo tenerume è qua fi pia fi te di 
fèrro i il tenerume ha forza d'ofib, ma 
non ha fortezza dell' ofib , e per tanto il 
tenerume fuoèaflomigliato alle piafire 
di ferro . M. ^Idebr. P. N. 86. Ella gli fe- 
ce (tliereccbì)dì tenerume , che s' ella gli 
aveue fatti di pura carne s\ non potrebbe 
ro lungamente avere ritenuta la loro for 
mz,Libr.S»m.9t. Che cavava il midollo 
d'un barlorro , Ovvero il tenerume, 
dir più reuo Cf«"' figurstsm. ) 

S. Per le Pipite tenne degli édbert , Cr. 
6.69,1. Si prenda il tenerume <ftl lenti ^ 
fchio, e fi faccia bollire , infinchè fia 
confumaro Faceto . PseL Oref. EfiTendo 
crcfctuta per tutta Affrica fmilurata mol 
titudine di grilli, e non folamente ogai 
fperanza di biada , ma tutte Terbe eoa 
parte delle radici, t le foglie degli albe- 
ri col tenerume de* rami avefifero con- 
fumato , ma le cortecce , e aridi legni 
aveffero rofi . 

TENB- 



TEN 

TEKCRUZZO. L#yf#i/», thi Ttnt. 
nueh', Lac. teiUllus . Gr. a'raXeV . Vit, 
Crìa, Oggx rparfe il &ngue fuo prczio- 
filumo» e fa tagliata la carne Tua te« 
neruzza . 

TENESMO. StntgilmtnU e§Htitim9d* 

dì f§es mmc9fitÀ fimts al féngut . Lat* 
ttutfmui . Gr. rtifiTfjL9i . V»lg, Mtf, 
n tenermo è cagionato dalla ulcera- 
zione dello sfintere 9 o da q^ualche ma- 
teria, che pugne, onde nalce uno fze- 
qaente , e vaoo deiiderio d* andare a 
iella. 

TENIERC . Ftt/« dtlU bMliJIrs . v. 
BALESTRA. 

TENIMENTO. Il tentrt , St/litut 
C.y, «1^. Mé§m, La detta arca col Tuo 
corpo fta rofpefa in aria fcnza :nnlio 
altro tenimento. 

|.l. Ptr Tfittrli 9 Tenute . Liv, 24» 
1 Komanl gli condannerò in una parte 
di loro tenimento . 5en» Pf, 90. Scenda 
J loof ceinmenti in diverte contrade , 
dicendo , tutto cflere di faa poflclOone 
( il Lmi. hs : rnra > 

$.11. Per OMìge, Lat. §hlSeMt!§ . Gr. 
iriìtcrf. M, V. j. 106. Se la com{>era 
era licita, fenza tenimento di rcftitu- 
zione. P^jTs* Si dice penitenzia, qnafi 
fmn» feut'f , cioè tenimento di pena » 
pei la quale fi panifcono i mali , che 
altri ha Atto . 

TENITORE. Cb* tiene. lAt.tenent, 
CuttfarHf, Lilr. ^Jlr»/. Parleremo d* 
■n*altfa figura, la qnale fi dice in La- 
tino: ttnent hsbenssi in Callellano: el 
tened§r de lés rendasi in Fiorentino: il 
tenitor della redina. Gwìi/.G. Imperoc- 
ché corrotta a guidi di puttana la tie- 
ne il fno tenitore. 

TENITORO, # TENITORIO. Cen- 
femmt§ di d§Mi»i$ , e di ghtrìfditjiene i 
Diftretf , Lat. territerium . Gr. ^fif , 
XMify. C V. if. 89. j. Il caftelio di 
Teicia 2 e quello di Baggiano » e loro 
tcaitor] . Af. F. 7* '4« Acciocché non t' 
affitfchi Tenendo fopra il Milancfe » 
liagentino. ovrero Parmigiano tenito- 
rio. £ tr.4. La qnale é pofta a otto 

' miglia predo a Tortona • e pih altre 
caftella » e rille del tenitorio di PaWa . 
Fréuu.Séutk» Op, div. KK, Noi abbiamo 
6mo(a citti con bellimmo tenitorio • 
£iirv.axt. £' fii già ano Duca di Bor- 
gogna • il quale u dirpofe , come ipel 
lo s'uft» andare per gran parte delfiio 
tenitorio • 

TENORE » • TINORE . Suggette , 
Cmtennf , JBrtYf femms . Lat. ««X*- 
■MMMt , finmms . Gr. rtg/nx^ • <'• ^^ 9* 
|4f. I. Caftruccio gli mandò lettere » 
dicendo il tiaore • Ovid.PJft. Acciocché 
dia Cippia il tenore del fatto , raccon- 
tale le parole . 

$. I. F«r Fermd , MémierM . Lat. ttmtr . 
Gt.rpéT^9%ì/ua, Cem, M/. 4. Eli idi- 
Bior^c in quello medefimo tenoie di 

! volto nelle profperitadi , che nelle^av- 

!?erfitadi . Liv.M. Cinque confolati , }i 
4oali egli torti avea menati per un ti- 

iBorc. Otmtl.S.GieiCrifef. Non ceflerò 

' (prlTainente ricordare il tenore della 

, mia promifliobe . 

I $. IL P^r CencertB , utrmeniét . Lat. fm- 
cfMtms, Qr. ^Vfi^mft'» » i*«/ r-//^^» .4*' 4- 



TEN 



TEN 



39 



$. ni. Fare il tenere , vale %Aeeettdarfi 
nelV armenia , EJfere in eeneerte . %/tlam, 
O/m. 8. Ove il trifto lupino, oTumil 
veccia Fero a* venti tenor co i iecchi 
rami f ^uì figuratami ') 

5. IV. Tenere , fi dlet Mncbe XJns delle 
^uattre parti della muficét , ehe è trm *i 
Centralte , e U Baffi . Frane, Saeeé. nev» 
aas. Di che l' afino per lo cardo fcon- 
torcendofi , e faltando» nel l'andare fa- 
cea fonare il cembalo, e alcun' ora con 
Io fperezzare li facea il tenore . Llkr, 
Sen, 85. Ma e* non s'accorda il canto 
col tenore. 

$. V« Tenere il tenere , ^fsle Tenere H 
ferme » t Secendare altrui mei parlare ,^ • 
ne* metri . Mslm, 6, E tutti quanti in 
quei traflnlli immerfi Si tendono il te- 
nor, fi vanno a'verfi. 

TENSIONE. Djflendimente vietente, 
e sfert^ate di ebecchejfa , benché fi dica più 
prepriamente de^ nervi , rr.i.5.8. Avviene 
a tutti loro a fma, tenfione, cioédifien- 
dimento di nervi , ed epilefsfa . 

TENTA . Set tilt inftrument e ^<§lf na- 
ie il cerufice eenefee la prefendit-à iella 
ferita, Ijì.1. fpeeillum . Cant. Cam, tfo. 
Ha(fi una tenta , eh* é nn terzo lunga , 
Spuntata, acciocché dentro non lo pun- 
ga . C appreffe ^ Che ^ porrla d* altra 
cofa imbrattare La tenta, e fiilfi male 
al poveretto. 

S,l, Per fimilit, vale Tentative, Vareb. 
fier, 14. I quali dubitando ancor efli , 
che qnefia non fiifle una tenta ec. 

TENT AMENTO. TemtaKitne . Lat. 
tentati» , Gr. rfi^arr/AOf . «yfMW. ant, as. 
IO. |. Tentamenti fono da' chetici lo 
fpeflo andare a femmine . M, V, t. 7^. 
Ma invano s* affaticava con quefti ten- 
tamenti . 

TENTANTE. Che tenta . Lat. tet^ 
tant, Gr. yruptitj^i , Libr,%Am, Sì troo- 
va con femmina non conofcente, ocon 
meretrice , a tempo di tentante luflti- 
ria . %^met,%^. Onde iop ù volte fiato 
preflb alle fordide mani tentanti ogni 
cefpuglio, fpefle fiate m'immaginai co* 
miei membri compiere la fna rabbioia 
fame. 

TENTARE. Far jfreva, Ctmftan , 
Sperimtmtare i e fi ufa in figuifit» att, i 
uemtr, Lat. tentare , experiri , periculum 
facere, Gt,Tnp»f, ^•cr.iMV.i5.j#. Ten- 
tò più volte e col capo e colle ^lle, 
fé alzare porefie il coperchio . » »«'• 
18. a8. Si difpofe t voler tentaK t co- 
me quello potefTe ofiervare • il che 
promeflb avea . E nev. j8. la.- Prefe con- 
figlio di volere in altmi oerfooa ten- 
tar quello, che il marito dicefife di £ir- 
ne. £ nev, 69,6, Dubitò, non la donna 
ciò facefie dirgli per tentarlo . £ »•«• 
PS* 5* Pur feco propofe di voler tenta- 
re, quantunque fiite fé ne potefie . £ 
iM'v.99.^. Tempo parve a meflcr To- 
rello di volerla tentare, fé di lui fi ri- 
co rdafle . Petr,fen. 304. Tenta , fé forfè 
ancor tempo farebbe Da fcemar nofiro 
duol , che 'ofin qu: crebbe . ^lamiGir- 
17. ji. Io penfai ben , ma creder non 
S>ptea, Ch*ei volcflfe tentar si gran pe- 
riglio . 

(. I. Tentare j per Tecear leggiermente 
alcuna ce fa taftandela , ftr chiarirfi di 
gualche dubbie , ebe s abbia inteme ad 



Nèpaftori appreflavao, né bifolchi. Ma//*. Dant.I^f,!^ Ma tenta pria , s e 
Binfc,e Mufe a quel tenor cantando.rj»r. tal, ch*«lla ti reggia, hecc.nev, 17.9. 
r«ra.49. Rarecofe én nel mondo, perle E or 1 una, e or l'altra, dopo molto 
quali Non ila mifor a mufica » e tenori. | chiamare, tentando, poche ve ne tro- 



v6, che avellerò fenrimento. ^met.ix, 
I Volle con piecofo parole ec. tentate il 
' nuovo guado . 

$.11. P.ir Tecear leggìermtnte , e ptr 
\far veigere altrui a fé ^ e per avvertirle ^ 
[ ^mafi cem etnne , di ehecch^a . Lat. /•- 
dteare » Gr.iWTTé/y . Beecjtev,^. la. Ste- 
fa oltre U mane, acciocché fi fvegliaf- 
fé , H^ cominciò a tentare , e toccando 
lo , il trovò come giaccio freddo 
Dauf, Jnf, la. Poi mi tento , e dille t 
quegli é NelTo , Che morì per la bella 
Deianica • £ av. Quando '1 mio Duca 
mi tentò dì cofia . 

^. III. Per Tee care , • Ricenefcer calla 
tenta, C ant. Cam. ^i^. De' fèrri abbia* 
mo, e di quante ragioni Si pofili ado- 
perare ec. Quefti fon ptt tentare , 'Qncfi' 
altri a trapanat . 

^. IV. Per hnpertunare , Infiigare • JAt. 
tentare , infiigare . Gr. triMtifrSf , Tctpff- 
/umf. Becc, i»fv. 41. la. Più volte fece 
tentate Cipséo padre d' Efigenia , che 
lei per moglie gli dovfflc dare . Pagi 
^8. Il diavolo lafcia di tentare coloro , 
iquali egli pacificamente pofficde. CeiL 
*Ab, Ifae, Ogni uomo , che non é ten- 
tato, non é provato. Fit,SS, Pad.1,1^ 
Intendendo lo nimico dell'umana ge- 
nerazione in Antonio tinte virtudi,c 
tann fama , e gloria • brigava molto 
tentandolo^ di ritraraelo da quello san* 
to proponimento. TacDav. fier, ^j^Om 
Tentando con amba(cÌKe , e pxomefTe 
le legioni nella fède. 

(.V. Effir tentate d' alettna aefa, vàh 
averne rrandyfma veglia , affare in fre^ 
etnie dì farla , Beee, mev, 4. 4. X tono £à 
tentato di fàrfi aprire. 

TENTATIVO. Sufi. Freva, Sfènjt , 
Indufiria, LiUcenatue, Qr,itiipa,Segm, 
Mann.Magg,ij,2, Ogni tentativo, che 
il mifero mai ficefie a fine di recarfi 
feco nell'altro mondo punto di ciò , 
che qui gode, farebbe inutile . EOtteb. 
ij. r. Se non giunfe ad arrecargli rali 
danni con 1' effetto riufcito vano , fi 
Audio almeno , e s' ingegnò d'arrecar- 
glieli col tentativo . 

TENTATO .,*^i/i/. da Tentare. £«c». 
Ir !•/.«• .r voglio, che domane ec. in- 
m^ queftt termini ^ ragioni , cioè di 
chi con alcuno leggiadro motto tentato 
fi rifcotefie . Mer, 5, Greg, 1 1. a$ . Puoffi 
ancora quefio tefto intendere in alrro 
modo fé non vogliamo , <he 1* uomo' 
teotato dica così • 

TENTATORE. Che tenta, Lat. rr».- 
tater, Gt,riipu9iit, Filec^.^i, Io non 
aifalitor de' lor regni, né tentatore del* 
la loro potenzia, mafèdelifiìmo, e di- 
voto fervidpre di tutti. Paf,62, L'una' 
si è, -fé noi confideriamo ladebilitade 
del nimico tentatore. 

%. Per le Diaveile , Lat. diab^ut , Qu 
ffmfieX^ . Vit, Crifi. D, Incontanente 
renne lo tentatore , cioè il diavolo , 
pcf voler faperc, s'egli era figliuol di 
Dio . Cavale, Med, euer. Lo tentator 
ci fii , ma che elli non mi vìnccfk , 
tu m'aiutafli; Lo tentator non ci fii , 
e ch'elti non ci venifiè, tu lo v:etafti; 
Ycttiìt lo tentator tenebrofo in ifpesie 
di buono Angelo , ma eh' elli non m* 
ingannafTe, tu m'allumioafii, ch'io '1 
conofceffi ; Venne lo tentatore , e fé- 
rimmi*l cuore, ma eh' io non pordfi 
mettere in opera il peccato , tu m'im- 
pedifti, togliendomi '1 tempo, e *i luo- 
go , e l'opportunità deloulfiire. Mer, 

S.Gre^T' 



40 



TEN 



TEN 



TEN 



S,Cr^, i.j. ApprefTo è dito nelle m«- 
oi 4cl tentatore • E^Urruit Nella qua- 
Je licenzia il diiìderio del tentatore ha 
effètto • 

TENTATRICE . Vtrhsl, ftmm, Cbt 
ttniM. Stgn.ÀUiM^0lt9t,2jS,2,l\ primo 
Audio dee da tepord io difenderti dal- 
la carne, perciocché qaefbè una ten- 
tatrice ioieftina » che non fi diparte da 
te ne pure un momento* 

TENT AZIONCELL A . Dim. di Ten- 
f JtieiM . Tnaf.fegr.céfMnm, Afflitte dalla 
Tete fotfrono continue tentaaioncelledi 
bere . £ *^p/*lf» * Tali tentazioncelle 
non fi lauiano vincere ciammai , fé 
non con Tegretezza grande. 

TENTAZIONE . // tentsrt , Pru9VM , 
Cìmemtt, L*t. tentati» . Gr. «-«patcr/uoc, 
M,V,^,i2, Manifefto fu a rutti, eh* e' 
parlava daddovero 
tentazione. 

$. Per i/tigMtJ»n€ dUìflied . But. Pur^, 
8.1. Tentazione è I quando lo dimonio 
cerca In che peccato egli pofTa far ca- 
dere Taomo t e quando egli ha prefo 
elperienza dell'uomo» e vede, ch'egli 
è meno forte a contenerfi in un pecca- 
to, che in un altro , ed egli gli dà ec* 
ۥ11, SS, Pdd. Della quale talvolta erava- 
mo toccati per tentazione del nimico, 
ftando noi nelle noft re celle. G. K. u. |. 
IO. Non ci lafcia tentate oltra alla noftra 
poll'a» ma colla tentazione fa frutto • 
l'ir. SS. Péid, I . )«. Se fofie tentazione di 
nimico, incontanente fia fconfitto ve* 
dendovi cosi ficuri, e arditi • 

TENTELLARE . K */#. TiMttnnln , 
RifMATt . Stn, Pr§vv, Qiiefta boce è 
trair altre magnifiche cole del noftro 
Demetrio, e ancora Tuona , e tentella 
ne* mìei orecchi ( il T.Lmì. bM: vibra- 
le ) 

TENTENNA . DicUm§ Suu in te»» 
tenmt di C^fét « <he tentenni , héwcelli , 
Jtiéi mé^le in fiedì, • sccenni di csdere . 
Lat. vaeillMrt, Gr. '©^Vs^/pffl'^^cu . fir. 
«/#/. 19» 11 letto • che da Te medefi 
mo» per efi'er picciolo, e un pie man- 
co , ftava in tentenne ec. cafco per ter 

TENTENNAMENTO. Jl tentenmure. 

TENTENNANTE . Che tenttuns . 
A«f».Fi«r.|.^ a. Che 'nfieme andando a 
mazza tentennanti Si dolgon ec. 

TENTENNARE. Dìmtnnrti 9 fi^fn 
inj^nìjic, ntt,* nfMfr.Lat. étgitéirt , cem. 
im§ver$, Gr.ec'ysrf^Mr. PMtmfJi, SeccMg" 
gine eia all'ufc o a tentennare. Bmem'Fier, 
4.2.7. E rientrare, e tentennar di teite. 
M4Um» s. sa.Rabbiofa il capo verfo iiciel 
tentenna. MtnK'f^»^, S'cmefl'o a ten- 
tennar preflb un altare. 

i. Diemme Tentennare , e TentennMr* 

ts , fir VéuilUre , Tituhnrt , t Nen étndnr 

rifilut§ , • di kntne gnmké , s fét cine- 

€kej$M ; che dìtemm» anche ^ mn i» m^de 

più hàjf». Ninnarle, § Dimenérfi nel ms^ 

»(C*. Lat* tituberei nutart . Vsrch» Er^ 

' rW. 55. Ogni volta che ad alcuno pare 

j aver ricevuto picciolo premio d' alcuna 

' fua fatica , o non vorrebbe htt alcuna 

cofa , o dubita , fé la vuol fare , o 

no, moftrando, che egli la farebbe» fé 



li f che prdteftando , fé Cefare la 
tentennale , d' andare a fiirgliele far 
per fòrza, ufcirondi senato con furia . 
E fer, uz^9. I Germani ec. la tenten- 
narono. 

TENTENNATA . TentenuMmeute 5 e 
vede anche PiccóiatSt Celp», Lat. ìBus , 
Gr.TXfyV. Pir» ^/* i8s. Ne refiò mai 
con un bafton pien di nodi • eh* egli 
avea tra mano , di darmi ali* ufato di 
ftrane tentennate. Merg,iy tot. Diede 
ad Orlando una gran tentennata . Lsfc 
PiA^.4. la. E non conofcendo potrebbe 
darvi qualche tentennata » che voi non 
(arefte mai pìi buono. 

TENTENNATO. ^dd.d4 Tentennare, 

TENTENNATORE . Che fa tenten 
nare, $ Che tentenna^ 

TENTENNINO. Uii# di ^«*' neml , 
e non per alcuna .ci ^uali dal vige j* afftUa il Diavle, 
Patéiff,6» E*l diavoi tentennino al buio 
arriccia. -Wtr^. 19.7». Ch*cra per certo 
il diavoi tentennino* Malm, f.69. Go- 
dei è quella flrega maliarda» Che man- 
da i cavallucci a tentennino. Car,lttt, 
a. 41. I tentennini non defiftevanoperò 
di domandare quando fi rifpondercbbe 
( 9ui per fimllit, ) 

TENTENNILO • Tentennamenf , 7/ 
tentennare, Jdenx^.fat, x, Pttch' io m'ac- 
corgo a un certo tentennio , Che gli 
orecchioni ali* afino ftropiccio. 

TENTENNONE. Sidiceinuttdthafle 
rgf§lu^ 



di Celni t che è nelle f ne epera\}eni irrej 
t§ , rifelve adagte , e eenelude pece . Lat 
eunSater, GX'M9>^fl'rit . Buen,Fier,intr, 
4. Accieca le perfone , Fa '1 fordo , il 
goffo, il dormi, il tentennone. E4.1.7. 
Ch'ufcir dianzi fgridando* emìnaccian- 
do Que* tentennoni della ferenata • 

TENTONE, e TENTONI, ^vverk. 
Diciame andare tentene , 9 a tentene , e 
n*ale%A»dare adagìe, e le^ierìf ^uafi ta- 
fisnd» e»* piedi il fuele , • faccendefi la 
Jlrada celle Jt end ere le braccia innantj, il 
che fi fa per le huie^ eperneneferfentite, 
Lat. pedetentim . Gr. lii^fif • Becc, nev, 
86.8. A tentone dirittamente al letto, 
dove ti marito dormiva • fé n* andò • 
%/fr. Fmt. a8.6a. Viene all' ufcio, lo fpi- 
gne, e quel gli cede. Entra pian piano 9 
e va tenton col piede. LafcPint^,^ j. 
Andavi colle mani innanzi aqueftoaio- 
do tentoni, come coloro, che fanno a 
merci l'uovo. 

S, Per rneté^. Frane, Saech,nev. |.So- 
fpettando Parcitudino, che quella ro- 
ba non fofl*e ferpe, o badalichio • che 
*1 jDordefl'e , a tentone la ricevette 
( cieè : cen rigmarde ) Caf, uf, cem, pi. 
E^ da fiabilire • e conchiudere quale ha 
quella cofa , la quale in quefia. ragio 
ne d' amicizia il primo luogo tiene , 
acciocché non la iapendo , a tentoni 
non andiamo («»9r« cen incertetx^ , cen 
irrefelutjiene ) 

TENUE. y.L. ^dd.Che ha tenuità, 
Searfe^ Settile^ Lieve » Lar. rmufi. Gr« 
>1//X9f. Fir,di/c,lett,jìi, z tenue, e z 
rezzo. Salv%n,difc,n^,lSzitt dc*qua- 
^^Oegifii) nel colmo, e nel vigore del- 
la repubblica era tenue , e riiirettifii- 

, . ,., „ ma. £aoo. Con volonterofa prontezza 

ma^ior prezzo dato , o promeflb gli m* cfercito , incitando per quanto ^io 
fofie , fi dice 1 e* nicchia, e* pigola , ipoflb col tenue sì, maalfiduo efempio 
e* miagola , e la Iella , e* tentenna • 'mioi migliori, e più dotti a far lofìef. 
Fir, rim, bnrl, ia8. Pel vofiro tenten- |fo. Segn, Mann, Mar^, aff.t. S'ano pure 
nar • per vofiro amore , Il tempo fi ; ignobili le opere , che a te l'pettano , 
divide in mezzo, e*n quarti . r«c. ifian triviali, fian tenui, nondubttare, 
Dev, ann, la. 144. Vi furono di quel- baderanno a fantificarti , purché fian 



fatte con quella perfezione maggio» , 
che lor convienfi . • 

TENUEMENTE . ^vverh. Ce» tenui, 
tà . Lat. tenuìter . Gr. XsrrSi . Varek, 
Ercel,ij9, Neffnna delle fue parole ha lac- 
ghezza , e confeguentrmente non s'afpi- 
ra , cioè fi profferifce tenuemente • 

TENUISSIMO . Superi, di Tenne . 
^met, aa. Vede forgere in giro non d' 
altro colore, che le tenebre, duetenuif- 
fime ciglia .^ Viv, dìfe, %Arn, |o. Con che 
fpefa con venifie operare, la qualeapfo* 
porzione del benefizio grand iflimo io 
(limo tenui(fima . 

TENU1TA\ TENUITADE , • TE- 
NUITATE . r. L, ^firatte di Tenuti 
Scat/ìtàt Legleretxd, Settiglietl/t, Lat. 
tenuitas , Gr. XrrWrjjr . Cr. a. ij. 1», 
Spefle volte paflfano , e ù mutano in al- 
tra fpez:e , per la tenuità del cibo t C 
del letame. 

^ TENUTA. Verbale da Tenere; Il pef. 
federe, Pefefe. G,F, la. 57. i. EfTeado 
{per rettori del noftro coamne meflfoia 
tenuta , e pofTéffionedi certi beni. Becr. 
nev, 45. 7. Con certi compagni armari 
a dovere entrare in tenuta andò. 1#.F. 
I. tfp. Il milé a cammino, e mandollo 
a pigliare la tenuta di Bologna . E/k. 
Pat, Nefi. II reame del Cielo è loco 
non folamente per promeflfa , ma per 
tenuta certana . Frane, Sacch, nev, ipU 
Io piglierò la tenuta doman da fera € 
buon' otta • 

i,l, Diciame inpreverh. Chi è Snimtt' 
ta , Die r aiuta 'y per dinetare, che Chi é 
in peffefe è di miglier cendifjene . Lab 
melier efi eenditie pejfdentis, v,FleizA, 
Cecch,Efalt.er,uj, Chi è in tenuta, il 
ciel Taiuta . 

$.11. Tenuta , per Circuite dipaefe, %di 
terrene , chefipe/fegga , Pe/Mene . Lit^' 
dus, Gr.X^'Cif^t v'ypcs, G. V, 4, $.4. 
Altri le n'andarono ad abitare per lo 
contado intorno, dove aveano loro pol^ 
feffioni , e tenute . Cem, Inf.zj, E fono 
quefta promefTa enrraffe cautamente nel» 
le lor tenute. A/.K. a. aa. Facea gran- 
di, e belli fiirti di beftiame, traendo i 
buoi delle tenute murate , e guardate • 
Dittam, i.a|. Seflantatre città con pia 
tenute Prete. | 

f. III. Tenuta, ilCapirt, C$mf€mgn,» 
Ricevere in fé. Capacità. Paf. atftf. Fa 
crefcere 1* umiltà . la quale crefcendo 
fempre diventa p:ù capace, edtmaggioci 
tenuta a ricevere più della grazia • Cm. 
Par. |. Siccome cfemplìfica santo Agofti- 
nodelli vafidfifèrenti in tenuta , e rotti 
pien i , che cosi ha pienezza , e più là noa 
puote lo maggiore , rome lo minore . 
But, Par a. 1. Dirieto alla capacità , e te-i 
unta del mio ingegno « 

TENUTELLA. Dim.diTenntM, InjL 
gnific, di Medine, Lzt. parvutfumdut . 
Gr. ctyc4di9f . M.Kio. 8|. E quefti ia 
diverfi luoghi , e tempi tolfono certi 
tenutene del diftretto del comune di 
Firenze. 

TENUTO . ^dd.daTenere, Bece.g. u 
/. I. Se IO ho ben riguardato oggi alle ma« 
niere da Pampinea tenute . 1 

1 Per Giudicate , Riputate . Lat. U-' 
bitus, CT.fOf^iò»t. Frane. Barh^ jot,ii. 
E (e tu fei con egli , Non fegqitar ca 
quegli, Incoxreie a folJfa Che poi te- 
nuto n fia. 

>•,"• PfrCbblieate . Lat. devèuBut . 
Gr. 6tìt/AÌf9^, Nev.ant. 7. 5. Il mexca- 
tante non m * infegnò necnte , noa gli era 



lieeare 



TEN 



■ceste tenuto • Étee, ctsrf. ii. A qaefte 
Ibo io cenato di render conto • Cfnìchttt^ 
€*Jimt, IO}. Ofoi Ctiftìaooèteonco di 
frcebene e? Inoi • fit,SS* Psd, 1. 14. Sia- 
■oceBotidifenriteacoIoi» che ci creò. 
ry*B. MmMlL jtfa.$itino catti renati a quel 
dcpofico, eciafcano in tutto. £ atfj. Af- 
fegoa qncUcC mtftthSO^ appartengono 
a lei t e che ancora fia renata d' aflegna- 
R cafioBC • Btmk. /«r. #. 8tf. Gli diflc , 
■effiina colt eiTcre , di cai egli alla lepab- 
Uicn fenato non IbiTe. 

TENZA» V^^^Ttm^m, Ltt. rtAfta- 
fi* . Gu tpif m G. F. •• €7. 1. Ciò afTentà lo 
ILc di Fmncjt jper la tensa , eh' egli a- 
«tn colla Cbicfa. £10. Stf.a. Perlaten- 
n» che nvenno della detta guardia col- 
la gente del Dncn . Mim, «»r. P. N.Pier, 
fS(Bb Novella cnnsoa prega Quella • che 
<ensa tcasa Tutt' or t' agenia di gentil 
coftune. 

TEKZIQKAILE. v. TENZONARE. 

TENZIONC. «.TENZONE. 

TENZONARE. # TENZIONARE. 
O'ifpmtéuv p CvmkétUrt , Ctntraftére , 
^fw»m^9 • lAt. cmetrtMn , ffi(»«r« . 

è dialertica • la quale e* infcgna 
_ie» contendere, e di rpurare l'a- 
ltro r altro . DMt, Inf. 8. Che sì • 
e nò nel capono^i tenzona. Kirrir.erc*/. 
ili. Aberrare t onde nacque alrercaaio- 
■e • è «cÌn» de' Latini • t quali dicono 
aacwi «terrori io voce deponente • in 
vare diel qnafe i Tofcani hanno ten- 
BioBate. ovvero tenzonare , cioè rrfla; 
re • cootcodere , e combattere , cioè 
^ù^^nAfZ di parole. 

TENZONATO . ^di. W* TentjmiLf . 
Lat. étfimtsrmi . Gr* ttaXty^pt*^^ • 

TENZONE. € TENZIONE. Ctmira- 
/• , i^a«/ÌMM , C»mkéiHmtHf , e pjr U 
firn di f Mvftf . Lat. etuertMti§ , Gr. *ptf • 
G.r.«. |.a. ComiocioiC per così vii co- 
ù , coaac per la tenzone d un picciolo ca- 
. B§ec. tuv, ij. 37. Pur dopo 
laoga ceasonc un prete difl'e. Démt, Inf, 
ém Ed egli a me .* dopo lunga tenzone Ver- 
fanno al làngnc . ?»fr. cdnt^, f . 5. In nul- 
la foa tenzone Far mai cagion sì belle . 

TEODl' A . €*»$• in hai di Di§ . DsHf. 
P#p. j). Sperino in te, nella Tua teodia 
DfoBv color» che Canno il nooB e tuo. 

TEOLOGALE. *^dd. Di tfltgiéi. Lat. * 
tknUgmiiM, Gr. ffaAey/xo? . 

%, nrfk ittltgMli^M dietn* U Ftit^ U 
Sf0rMmnj»t eUCdrìtd, Albert» e*f. 4« E" 
nache un* altra ftde , la quale è virtù reo 
lofalet eqoefta st piacque a Dio , che 
1 Boftfo Signor Gcaà Cr*fto niuno no- 
■o làB4Ta , fé in lai férma Mt non 
tMvaflc(MM«rWl/fM>f^l, mmHttr^ttK 

IamT, sfnus dtlf ^ecéulfmis fi Itfgi : la 
fcdé sì piacque a Dio ) 



TEO 

allo dadio ^ e della filofofia • e della 
teologia. 

TEOLOGICAMENTE . ^wtrh. St. 
c§Hd§ tiiligis, Lat. thflwgiet • Gr. ^to- 
XtytxSt . C§m, Pdf. jo. Infino a quello 
punto ho io, non predfamentc tratta 
to, ma teologicamente del Cielo . Vétreh, 
L*K» xis- Sant* Agoftino ec. favellando 
teologicamente de' Giganti b e donde 
nacquero , dice ce. 

TEOLOGICO . ^dd. Di tnltrU , r##. 
Itfslg . Lat. * Tbe§l9iieut, Gr. •^stXoyi- 
xer. P4j/! 294* I beni acquiftati dell'ani- 
ma fono le virtù teologiche , e le divine. 
tfur.Ptirj. 7.1. Fede, (paranza, e carità, 
che fono virtù reologrche . £ 9- a. Quefta 
è lentenzia teologica . £ Mtr§v§ t Ogni 
virtù teologica, e cardinale hae in fon- 
damento la fede* Fr£uc. Saceih rim, |t. 
Nelle tre teologiche fu fino Vivendo o 
gnora colle cardinali (p4r/4 dille virtm) 

TEOLOGIZZARE . Serivert, 9 Pmt^ 
Ure teelegleétnente, Lat. tbeelegìee le^ui^ 
ferihere . Gr. ^t^ryi^f . Sslvi». difc. x. 
1J9* Da tutte quefte maniere , e vie 



TEO 



41 



per così dire, di teologizzare , come 
dM. varie corde ,1 
monfa ne rifulra 



f:izzaj 
a, e 



nobile ai- 



TEOLOGANTS. Che attende élUU9^ 
t^im . £«rr. vk. Démt, 54. Il quale alier- 
■a. fé aver trovati i poeti e (fere ftati li 
pri0*i rcolo|anti(l4 medermd edi^ ks s 
«Dlogtzaanti) 

TEOLOGASTRO. Ttiìtg* difeesfeitn- 
M. I>én,Seipm,rx, Quanti dottoncchif 
iieologiftri potè » comperò . 
' TEOLOGIA. lAX,theelegU . Gr.^«o- 
iryim . Sue. PW. it. r. La ragione uma- 
.na non apprende, fé noa le cofe fcnii- 
IbUi» e le 'ntclletroali fecondo le fenfi* 
lUlis ma la teologia infegna le fpiritaa- 
lE 1 che a' apprendono per fede , e non 
Iper cagione. l«rc.«ir. Démt. a|4. Se n* 
•.■aadò a farigi , e quivi tatto fi diede 



TEOLOGO. PrefeferediteelegsM, Lat. 
theel^ut, Gr. -d-f 0X9>6f . BMt,Pnrg,i6,t. 
Aggiunge la vera fentenzia de* teologi. 
EétTtrroe: Furon gran teologi, e fpiri- 
tnaliffimi^ uomini . Btef,. G. S, 6, Nico- 
maco arifmetrico , Euclide geomerio 
fono oditi Romani , Plato teologo , 
Ariftotile logico ec* difpntano . Fìr. 
di«/. Ml.denn, 357. Io affermo, non di 
mio capo , ma di fentenzia , non fola-^ 
mente de' favi natarali « ma di alcuni 
teologi , che la voftra bellezza è un'ar- 
ra delle cole celefti , una immagine, e 
un iimofacro de* beni del Patadifo. 

TEOREMA. Dim9/trsf,i9»e » e PrtvM 
evidente d' dlcnnd veritm interne ni fiiffe* 
/fff, egìÀfnite^ éi differente del PrelflemA^ 
chefref*ne mnehe ii fsre , Lat. tbeeremn . 
Gx, ^tèftifA* . Vnreb,Le\, Piit, Come mi 
avverti il gran filofofo Marcantonio 
Zimarra ne' funi dottiffimi teoremi . 
GdL CmIL 1x9. Il che dichiarato , e fup- 
pofto • vengo a dimoftrare la verità di 
quanto ho accennato , formandoli fe- 
gncnte teorema. 

TEORICA . Selent^M fieenhtiv» , ehe 
dÀ regelm mlU PrntlcM , erendertigient delle 
eHréxUni. L2U eentempUtht fpeenhtie. Gr* 
•9>r«;<flt . Tef, Br. 1. 1. Ciò appartiene alla 
prima fcieeza della filofofia, cioè teori- 
ca. Eeéip,i, Delle cofe. chel uomo dee 
fare , e che no , fecondo teorica . La 
prima sì è teorica^ ed è quella propria 
fcienza, eh' a noimfegnala ptin>aqni- 
ilione di fapcre , e di conolcere la na- 
tura delle cofe cefefliali , e terrene . 
TeeL Mifi. Imprima fi conviene aver la 
pratica , che la reorica . 

$. TeericMt é snele termine Mflren$m!ce ^ 
che Véle Ifetefi degli s/lrenemiPer répfrefen^ 
tdre i meti de* eerfieelefii , e jaif/ére le hre 
tffàrenejt» Cnl,Sifi. 449. Come poi eia- 
. Kun picneta fi governi nel fuo rivol- 
j gimento particolare, e comcflia preci- 
jian^f.ite la flmttnra dell* orbe fuo, che 
è quella, chje vulgarmenre fi chiamala 
!fua teorica, non poifiamo noi per an- 
cora indubitatamente rifolvere. 

TEORICO . CeM, che hnteerlen, Lat.* 
tbeeriemt . Gr. •3-r«;fK9V . Teel, Mifi. Così 
Jil pratico, come il teorico, nfa gli n- 
Ifici dello ntelletto . Bnt, Purg, 4. s. 



La ragione ha due parti oc. la fuperio- 
rp ^ teorica, eh «traffica colle cofe ce- 
lefti ec. 

TEPEFARE . K f . Bifeéldére . Lat. 
tef e f ètere . Gr. Jc^'b^^vm? • %Amei, |9. Ma 
poiché io col propri* caldo de Ila mia roa- 
no il petto fireddlflimo tepefeci ,, roanìfe- 
ftamente (entri li fmatriti fpiriti ritot- 
nare. 

TEPEFATTO. KL. ^U,dn Tefefn- 
re . Lat. tepefsBnt . Gr. y Xro^er . 

TEPERE. V, L,Effer tiepide. Lat. te- 
pere . Gr. XKt^^^ ***^ • Odnt. Pétr^ep, p* 
amor la dolcezza Divcrfiuneare in efle 
ferve , e tepe . 
TEPIDEZZA. V. TIEPIDEZZA. 
TEPIDO. ». TIEMDO. 
TEPIFICARE. F*r tiepide . Lat. te 
peféeere . Gr. x^^tHf . Cr. a. 11. 5. Poi' 
che farà tratta C '^ «cf»' > fia in alcun 
luogo pofta e '1 sole l'abbia tepificata, 
e corrotta. 

TEPORE. Tlepiditm. Lat. tepmr , f«. 
piditét. Gr. X'^^'^t^ • •>»■'*• ^n.' «Ji 
Quel tepore etereo cagionato non tan- 
to dal moto del cielo , quanto dal lu- 
me. £ «67. Una vinù fpiritale, la qaa< 
le alcuni chiamane calot celefle , ed 
alconi tepore etereo. 

TERCHIO. y. wtf. wtfdd. Zetiee , Séd- 
vétiee , Bnxe i %^9innte preprinmente d* 
fntndine, Fruncasech. rim,69. Meglio 
faria a ftar tra le marmotta , O traile 
zolle Tempre come terchio. 

TEREBINTO . SpeKie d* mlhere , dnl 
pedale , e dd' rnmi del fuMefiilU nn libe- 
re dette Trementine • Lat. terebintlfus • 
Gr. tipfAn^^ . Cr, 9. 98. r. I frutti fieno 
ec. roveri, bolfi , terebinto, lentifchio, 
céderni, tigli, leccio minore, e i talli, 
e i pini fi lievin via . Pdllmd.edp, j8. Fiorì 
d'alberi falvatichinont'ofi tenere loro 
a vicino, che fono nocivi , cioè Cerro « 
tiglio , lentifchio , terebinto , tf fomi- 
glianti . 

TERGERE. K L. Bipulire. Lat. ter- 
gere, Gr. òptopyyvfetr . Petr,fkn, 114. O 
rofe fparfc in dolce falda Di viva neve » 
in eh' io mi fi>ecchio , e tergo. llt.Pitt. 
57. Leviamoci dinanzi agli occhi le neb- 
bie, cterghiamogli umori. 

TERGO . Ld Pdrte der^tnnd dell' me- 
me , tppejld di pette , Derfe , Lat. tergnm^ 
dtrfum . Gr. 94)<|Vy . Ddnt, Purg, zg, £ 
chi è quella turba. Che si ne va diretro 
a' voftri terghi } %Ar. F«r.r8.ri9.Pn(chi 
fi vide a ratti dare il tet^o. Vincitrice 
venfa verfo l' albergo • 

4. ^ terge , e Dd terge , pefii dwerb. vém 
glien» %A dietre , Vi dietre • Lat. retre , re- 
trerfnm , Gr. TtJ-ref . Pefr. eap, 9. Ma chi 
h V opra , gli venfa da tergo . Tde. Ddv, 
fier, T. 2tf7. Il Levante , e Ponente con lo* 
ro forze a tergo , fé avefiefc avuto altri 
capi, erano materia da guerreggiare aa 
gran pezzo. Fir. n'w. 49. (piando la bian- 
ca manoQuefta mìa fida icorta Mi por- 
gè , acciò non le rimanga a tergo . 

TERr.. Sertn di menets Kapeteténd ^ 
eggipln eemunemente detta Tari . G. V, 7. 
IO. I. Trovò il rcforo di Manfredi quafi 
tutto in oro di ter! fpezzato. 

TERIACA . Le/leff9, che Trìded ,l,tì. 
teridcd . Gr. T^stTioi . Tr. 5. ir.j. Uni- 
verfalmente K U ecrteeetadeW dUere ) è 
teriaca a tutti i velrni bevuta . £ cdp, t4. 
|8. La coftcccia del moro è teriaca del 
jufquiamo . Jfteett, Fior. 19$. Teria- 
ca d' Andromsco vecchio fecondo Ga« 
'Icao • Cé^r. Bete. 4. 72. Io ti dicp 



;i 



1 Fae. ddlU Cnfes • Tm. V^ 



che Io 



40 



TEN 



TEN 



TEN 



S.Cr^. I. j. ApprefTo è dito nelle ma- 
ni del tentatore. Emltrru*: Nella qua- 
Je licenzia il dilìderio del tentatore ha 
effètto . 

TENTATRICE . Vtrhél ftmm. Cbt 
tenta . Segn, Mdnn, Otfb, 2JS.2. Il primo 
Audio dee da tepori! in difendertidaU 
la carne, perciocché qaeftaè una ten- 
tatrice inieftina, che non li diparte da 
te ne pure un momento • 

TENTAZIONCELLA. Dim.diTeH- 
tdt,i<n§ . TrAtt.ftjir.ffMnn, Afflitte dalla 
fetc fofiìono continue tentaxioncelledi 
bere . £ *W*B* * Tali tentazioncelle 
non fì lauiano vincere ciammai , Te 
non con Tegretezza grande. 

TENTAZIONE . // tenté^rt , Pr«#v4 , 
Cìmentt, L*t. tcnfsti§ , Gr. *f4paTfit6t . 
M.V,^,i2» Manifefto fu a tutti, eh* e* 
furiava daddovero > e non per alcuna 
tentazione. 

$. Ptr i/tigMti»»* dUìfìteA . But, Pur^. 
8.1. Tentazione è > quando lo dimonio 
cerca in che peccato egli pofTa far ca- 
dere l'uomo t e quando egli ha prefo 
elperienza dell'uomo, e vede, ch'egli 
e meno forte a contenerfi in un pecca- 
to, che in un altro, ed egli gli dà ec 
C$IL SS, Pdd. Della quale tal volta erava- 
mo toccati per tentazione del nimico, 

lilando noi nelle noft re celle. G. K. u. |. 

1 10. Non ci lafcia tentate oltra alla noftra 

'polla, ma colla tentazione fa frutto . 

i Vit, SS, Pdd.i. )«. Se fofle tentazione di 
nimico, incontanente fia fconfitto ve* 
dendovi cosi fìcuri, e arditi • 

TENTELLARE . K */#. Ti»tinntr$ , 
Rif§fntr» . S«n, Pr§vv, Qiicfta bocc è 
trair altre magnifiche cole del noftro 
Demetrio, e ancora Tuona , e tentella 
ne' miei orecchi ( H T, Lms, bs: vibra- 

TENTENNA. DteUm$ Ststt in tem» 
tennt di C^Js , c*# tentenni , kMrcelli , 
Jliéi male in fìedì, § decenni di cadere . 
Lat. vdCtlUre, Gt.'O^^ipiT^-tu, Fìr, 
%/if, 19. 11 letto , che da Te medefl- 
mot per elTer picciolo, e un pie man 
co , ftava in tcntenneec. calco perter- 

TENTENNAMENTO. Il tentennare, 
TENTENNANTE . Che tentenna . 

Buen.FitT,\,^ a.Che 'niieme andando a 
mazza tentennanti Si dolgon ec« 

TENTENNARE. Dimtndre\ e fi^fa 
infignijic, Mtt,e ntHtr, Lat. dgitare , rt». 
tntvere, Gr.a*'»^^'»'- ^«^«j^^. Seccag- 
gine era all'ufc o a tentennare. Buen'Fìer, 
4. a. 7. E rientrare, etcntcnnar di teite. 
MMm, 5. 52. Rabblofa il capo vetfo ii ciel 
tentenna. MenK,fdt.9. S'cmeflb a ten- 
tennar preflb un altare. 

i. Dìeimme Tentennare , e Tentennar^ 
Uj, fer VacilUre , Titubare , • Nen nndér 
rifilute , e di kuene gnmké , n far cine- 
€kejfia\ ebt ditemme anche ^ ma in mode 
più kajfe. Ninnarla t e Dimtnarfi nel ma- 
nice, Laf titubare, nutar§ , Varch, Er- 
eel, 55. O^ni volta che ad alcuno pare 
aver ricevuto picciolo premio d'alcuna 
lua fatica, o non vorrebbe htc alcuna 
cofa , o dubita , fé la vuol fare , o 
no, moftrando, che egli la fitebbe, fé 
maggior prezzo dato ,0 promeflfo gli 



li , che proteftando , fé Ccfare la 
tentennale , d' andare a fargliele far 
per forza, ufcirondi senato con furia . 
£ fer, 1. 248. I Germani ec. la tenten- 
narono . 

TENTENNATA . Temtennamente j e 
vale anche Piecóiata, Celpe , Lat. a^tu. 
GT.TXJjyì» Pir, ^f, 185. Ne reftò mai 
con un bafton pien di nodi • eh' egli 
avea tra mano , di darmi all' ufato di 
ftrane tentennate. Merg.ij, 101. Diede 
adottando una gran tentennata. Lafc- 
Pini,, 4* la. E non conofcendo potrebbe 
darvi qualche tentennata, che voi non 
(arefte mai piìi buono. 

TENTENNATO, ^dd.dj Tentennare, 

TENTENNATORE . Che fa ttnten 
nare^ « Che tentenna , 

TENTENNINO. Uii« di f«*' nemt , 
ce* ^uali dal velgo 1* appella il Diavele, 
Pataff,6, E'I diavol tentennino al buio 
arriccia. Merg, 19,71, Ch'era per certo 
il diavol tentennino* Malm, f.69. Co- 



fatte con quella perfezione maggior* , 
che lor ronvienll . • 

TENUEMENTE. xAvvtrh,Cent9nul. 
tà . Lar. tenuìter . Gr. htrtS^ . Vmreik, 
£rr»/.2j8. Neffuna delle fue parole ha Iar«^ 
ghezza , e confeguentrmentc non s'afpi- 
ra • cioè fi profFerifce tenuemente • 

TENUISSIMO . Superi, di Tentu . 
^met, 12. Vede forgere in giro non d 
altto colore, che le tenebre, duetenuif- 
lime ciglia . i'ìv» dìfcKAm, jo^ Con che 
fpefa convenire operare, la qualeapio- 
porzione del benefizio grandiflioio io 
ftimo tenuifldma . 

TENU1TA\ TENUITADE , # TE 
NUITATE . r. L. ^firaete di Tenne i 
Scatfitm^ Lt^eresxa, Sutiglie^lAm Lac. 
tenuitas , Gr. X/tWtjj? . Cr, a. ij. tu 
Spefle volte paflano, e fi mntano in al- 
tra fpezle , pet la tenuità del cibo t € 
del letame. 



TENUTA. Verbale da Tenere i 11 mf, 
"'"' "-'^'^ " " 12. 57. «. EfTeado 



federe, Pefeffe, G,V, 



(lei è quella ilrega maliarda. Che man- j per rettori del noftro comune mclToin 
da i cavai lucci, a tentennino. r«r. /«rr. tenuta , e pofTéfnonedi ceni beni. ^mt. 
a. 41. I tentennini non delìftevanoperò nev, 45. 7. Con certi compagni armati 
di domandare quando fi rilpondcrcbbe a dovere entrare in tenuta andò. M.V, 
( qui per fimilit, ) 1,69, Il milc a cammino, e mandollo 

TENTENNI'© • Tentennamente , 7/ a pigliare la tenuta di Bologna . EJt, 
tentennare, Jdent^.fat, z. PQtch* ìo vn^c Pat, N»Jl, Il reame del Ciclo è loco 
corgo a un certo tentennio • Che gli non folamente per promeflfa , ma per 
orecchioni all'afìno (tropiccio. tenuta certana . Frane, Sacch,tt§v, 198. 

TENTENNONE. S i dice in me d§baf e lo piglierò la tenuta doman da fera t 
di Celui , che è nelle fue eperaKìeni irrefelu^ buon* otta • 

r0, rifélve adagie , e cenclude pece , Lat. $*I- Dìciame inpreverb. Chi è ijitfMi- 
eun&ater, Gr*A(«>^'»T)t'(. Buen.Fier,intr, ta , Die r aiuta; per dinetare , che Chi è 
4- Accieca le pcrfoae. Fa '1 fordo , il *" fffef* ^ ^^ migliar cend igiene . Lat. 
goffo, il dormi , il tentennone . £4*i.7« f^fl»**" *fi cenditi§ p»ffdentit . v.F/ff aaS, 
Ch' ufcir dianzi fgridando, eminaccian- Cecch,Efalt,er,ì, j. Chi èin tenttlSt il 
do Que' tentennoni della ferenara. ciel l'aiuta. 

TENTONE, e TENTONI, ^vverb. SU.Tenuta , ptr Circuita di pae fé ^ % di 
Dìciam» andare tentene , § a tent§ne , e terrene ^ che fi p^eggntPeffeJfene^ Lat^/wi- 
vale andare adagìe, e leggieri, qua/t ta- </•»*• Gr. Xa»tfi«»f» otypcf, G, V, 4, $,4. 
ftande ce* piedi il fuele , e faccead»/i la Altri fé n'andarono ad abitare per lo 
ftrada celle ftendere It braccia innani}, il contado intorno, dove aveanoloro pol- 
che fifa per le buie, eperueneferfentite, fefllìoni , e tenute. rfM. /»/.a7. E fono 
Lat. pedetentim, Gr. /ià^if • Becc. nev, Iquefta promefTaentrafle cautamente nel* 



8^.8. A tentone diritumenteal Ietto, 
dove il marito dormiva , fé n' andò . 
«^r. F«r. aS. 6 j. Viene all' ufcio, lo fpi- 
gne, e quel gli cede. Entra pian piano, 
e va tenton col piede. Lafc.Pin^,^, j. 
Andavi colle mani innanzi a queAo mo- 
do tentoni , come coloro , che fanno a 
metti l'uovo. 

$, Per metaf. Frane, Sacch.nev, |. So- 
fpettando Patcittadino, che quella ro- 
ba non fofle ferpe, o badalichio • che 
'1 jnordeflè , a tentone la ricevette 
( cieè : ten riguarde ) Caf. uf, cam, pj. 
E^ da fiabilire , e conchiudere quale ha 
quella cofa, ,, la quale in quefta. ragio 
ne d' amicizia il primo luogo tiene , 
acciocché non laiapendo , a tentoni 
non andiamo (ritè: ten incertetx^ , e*n 
irrtfeluxjiene ) 

TENUE. y.L, ^dd.Che ha tenuUÀ, 
Scarf»^ Set file. Lieve, "L^r, tennis, Glm 
>J//X9?. Fir,dife.lett,ii\, Z tenue, e z 
rozzo* Salvin,difc.\, g^,lSAnt dc'qua- 
Uilegifii) nel culmo, e nel vigore del- 
la repubblica era tenue , e tiiirettilli- 
ma. £aoo. Con volontetofa prontezza 
m* efercito , incitando per quanto ^io 



Ile lof tenute. A/.K. j. 



f2. Facet ffrtB- 



1: 



foffe", fi dice 1 e' nicchia, e* pigola , ipoflb col tenue sì, maalfiduo elempio 
e' miagola , e la Iella , e* tentenna • 'mioi migliori, e più dotti a farlofìef- 
Fir, rim, buri, ia8. Pel voftro renten- !fo. Segn. Mann, Marx,, z6,a, S'ano pure 
nar • per vufiro amore , Il tempo d J ignobili le opeie , che a te Ipettano , 
divide in mezzo, e 'n quarti . Tae, 'fian triviali, fian renui, non dubitare, 
Dav, ann, ix, 144. Vi furono di quel- baderanno a fantificarti , putchè fian ' 



di, e belli fiim di befttame, traendo i, 
buoi delle tenute murate , e guardare. 
Dittam, i.a|. Seflantatre città con pi^l 
tenute Prete. | 

$• III. Tenuta, tlCaplrt, r#«r#Mrff,a 
Ricevere in fé. Capacità. Paf, n66, là 
crefcere 1* umiltà , la quale crefceodo 
fempre diventa p:ù capace» e di maggiori 
tenuta a ricevere piii della grazia . Cm, 
Par, |. Siccome efemplifica santo Agofti-I 
nodelli vafi differenti in tennta . e ratti! 
pien i , che così ha pienezza , e più U non \ 
puote lo maggiore , come lo minoie «j 
giir.r4r.*.i.Dirietoallacapacità, ete-i 
nuta del mio ingegno « 1 

TENUTELLA. Dim, diTennték , infùT 
gnific, di Peffe^ene . Lat. parvutfimdnt . 
Gr. etyf^ii9f , M.Kio. 8|. E qaefli n 
diverfi luoghi , e tempi tolfooo certi 
tenutene del diftretto del comune di 
Fi terze. 

TENUTO . ^dd.daTentre. Bwct.f.r 
/. I. Se 10 ho ben riguardato oggi alle ma- 
niere da Pampinea renute . 

y Per Giudicate , Riputate , Lat. hs- 
bltus, Ct,fefxtiò»t, Frane, Barb^ fouiu 
E le tu fei con egli , Non fegqitar cu 
quegli. Incorrere a folUa Che poi te- 
nuto n fia. 

^'Jl '*»■<>«/»;£-»• . Lat. devinOnt . 
Gì. Sifi/xh^, Nev,ant, 7. $. Il nerca» 
tante non m * infegnò neen te , non gli era 



lieeare 



TEN 



Bceate ccBttto • M9ce. rtscf. ii. A qoelle 
Gm io cenato di render conto . Cmìchtft^ 
fmjimmr, sof. Ofmi Ctiftìano è tenuto di 
frrebene i^lBot . fit,SS* Psd, 1. 14. Sia- 

reDOtidifenrireacoIai, che ci creò. 

etm. Mtrdi, jtfa.$iamo Catti teonti a qoel 
dcpofico, eciafciinoiatutto* £atfj*Ar«* 
((Bfaa qacUcC mé^triv*} fi apptrteagono 
a lei p e che ancora fia renata d' afle^na- 
re cagsoBe , Bfmh, /ttr. €. 8tf . Gli dilTe , 
■eflfaaa co(a eifcre , di cai egli alla repub- 
blica teaocofloa IblTe. 

TENZA. K-i^Trii^tM. Lat. rf»f«s- 
ti0 • Gr. ìpii • G, V, 8. #7. 1. Ciò afTcntà lo 
Re di Frauda jper la ceaca • eh* egli a- 
«CI colla ChicTa. £10. 85. a. Perlaren- 
n» che avcano della detta goardìa col- 
la gente del Doca . Mìm, é^nt. P. N,Pier, 
WSgm, Novella canson prega Quella , che 
fesco tessa Tace' or a' agenia di gentil 
coftone. 

TENZtOKA&E. v. TENZONARE. 

TENZrONC. «.TENZONE. 

TENZONARE, #TENZIONARE. 
Oiffmtmt > C§mkMtter9 , Cwtrsfiéin , 
i(B4/tMMP# « Lac. cmetrtére , ffi(»«r# . 

Gr. Ì9*X*** • f^OQ'^^ • ^'/^ '''• '• S« La 
è dialettica » la qoaie e* infegna 
cet conteodcrc.edifputarero- 
l'altro. D*»»./»»/. 8. Che si, 
e sé Bci capo mi tenzona. Vareb.Ercti. 
]!$• JJaacare • code nacque aìcercaaio- 
[■e»è «cAo de' Latini , 1 quali dicono 
aaepfi abrrMri in voce deponente • in 
fece del qoafc i Tofcani hanno ten- 
BioBare, ovrero tenzonare , cioè riffa- 
nr • coBceodere , e combattete , cioè 
^ftfooarc di parole. 

TENZONATO* *^^d. d»TeHK*»éirt . 
ìjtt. étjfmtsrmt . Gr*AaXr>tf>ury(^. 

TENZONE, t TENZIONE. r»»#r4- 
09 , Mj^P'*—* » C$mhMtimtHf9 , t ^r U 
firn di fsni€ • Lat. etuertst$§ , Gr. tp't • 
G. r. «• |. a. ComiocioiC per così Til co- 
ù % cone per la tenzone d un picciolo ca- 
gomlo • l«rc. MIT. 15. 17. Pur dopo 
laoga teosofie on prete dìfl'e. Dm», /«f. 
S. Ed egli a aie ; dopo lunga tenzone Ver- 
nsso al fiugtte • Pttr. m»^. s . 5 • In nel- 
la ioa reosoBé Far mai cacion sì belle . 

TEODf A . CéuU9 in Mt di DU • Dsni. 
Psr, j). Sperilo in te, nella Tua teodia 
iHce» color f che Unno il noa e tuo. 

TEOLOGALE. ^U. Di tfltgis, Lat. * 
tkniarslh. Gr. fiikoytKÓi . 

%, Vmk fM/iftf/i, / dir*** U Fidt, U 
Sfgrmm%A^ tUCdritd, ^tkfrt, eif. ^"^ 
aache un* altra ftde . la quale è vi itù reo - 
Issale • eqoefta si piacque a Dio , che 
1 Doftro Signor Geaii Crrfto ninno uo- 
■o là84Ta • (e lo lai férma f*de noo 
t80«afle(cN»«rW<#Mif^l, mékn$ir vitU 
wm r. 4tpm« dtlr ^eeddtmim /i Ufgi : la 
hàt sì piacqse a Dio ) 

TEOLOGANTE. Cktéi$i9udt élUtf^ 
t^im, 4brr.vir.DMr. 54. Il quale aner^ 
«e» U «ver crotati i poeti cuere ftati li 
priofi reolofiaci ( U mtdermd tdi^^ ks t 
«ologìcsaoci) 

TEOLOGASTRO. Tnìtg» dlftcéifdim. 

M« lX»v.^ri/«i.|a. Quanti dottoncchis 

ffieologiftri potè» comperò. 

I TEOLOGIA. Ut.fht9Ì9gU . Gr.^w- 

j |m>/«. Bui, Purr. 18. r. La ragione uma- 

Ioa SOS apprende* fé noa le cofe fcnfi- 
Irii . e le 'ntellcttsali fecondo le fenfi- 
bilts aia la teologia iofegna le fpiriiaa. 
|lz, che a* apprendono per lede , e non 
per lagioae. Bnt.^t. Dsmt, a14.Se n' 
a Parigi 9 e quivi tutto fi diede 



TEO 

allo (Indio ^ e della filofofia » e della 
teologia • 

TEOLOGICAMENTE • ^wnk. St. 
c»ud§ tfl§giA, Lat. thflBglc* • Gr. -^rs- 
XtyiKSt . Ctm, Per, jo. Infino a quello 
punto ho iO| non predfamente tratta 
to • ma teologicamente del Cielo . Vétrth, 
LtK^ xiS- Sant* Agoftino ec. ^vellando 
teologicamente de' Giganti t e donde 
nacquero » dice ce. 

TEOLOGICO . ^dd, DI tnttgU , Tr*. 
/««/< • Lat. * rbnltiicMs, Gr. ^fkoyi- 
xor. P4j/! 29f . I beni acquiftati dell* ani- 
ma fono le virtù teologiche , e le divine. 
g«r.P«rj. 7.1. Fede, (paranza, e cariti, 
che fono viitti teologiche . £ 9* a. Quefta 
è lentenzia teologica . B 4Utr9v§ 1 Ogni 
virtù teologica, e cardinale hae io fon- 
damento la fede* Fr£uc, Saceih rim» |t. 
Nelle tre reologiche fu fino Vivendo o 
gnoia colle cardinali (^4r/« dèlti virtm) 

TEOLOGIZZARE . Serivert, 9 Par^ 
Ut9 9t9l9gicéUHentt , Lat. tb€9ltgici /«fMit 
fcrihtr9 , Gr.<^f0X0V^9. Salvi», difc. u 
1J9* Da tutte quefte maniere , e vie t 
per così dire, di teologizzare » come 
dMi varie corde , una bella , e nobile ar- 
monia ne rifulra. 

TEOLOGO. Pr9fef9redlfe9l9gié» Lat. 
tbe9l^us . Gr. ò^tcXóycf . But, Pnrg, i5.f« 
Aggiunge la vera fentenzia de* teologi. 
Emltrroi: Furon gran teologi, e fpiri- 
tnaliffimi^ uomini • B99t^ G. S, ff. Nico- 
maco arifmetrico » Euclide geomerio 
fono uditi Romani , Plato teologo , 
Ariftotile logico ec. diTpotano . Fìr. 
dial. MI. d«9«. J57. Io affermo, non di 
mio capo , ma di fentenzia , non fola; 
mente de* favi nacorali « ma di alcuni 
teologi, che la voftra bellezza è un'ar- 
ra delle cofe celefti , una immagine , e 
un ilmolacro de* beni del Paradifo. 

TEOREMA. Dim9/lrst,i9»e t t Pr9V£ 
tvld9nt9 d* Alcun* veriim tnt9rm9 si fiiff9' 
A*i •g*^f^f% éi diftr9tH0 dil Pr9kt*mAf 
cb*fr9f9»9 mtht ii fsrg , Lat. tb99r9niM . 
Gr. ^té*ftifA9i . Vsrcb.Lt^, Pitt, Come mi 
avv^rri il gran filofofb Marcantonio 
Zimarra ne* fnoi dottilCmi teoremi . 
CmlGsU, zx%. Il che dichisrato, efup- 
pofto , vengo a dimoftrare h verità di 
quanto ho accennato , formandoli fe- 
goente teorema. 

TEORICA . Sctenxji fiecnUtivM , ehi 
dèi r9g9ÌM éUték PréUieM , 9rfHd9rMgÌ9He dell* 
tjf9rA%j9i$i, Làt,e9nt9mpUth,f^eftlAti9. Gr. 
ò-iètpia . Ttf, Br. 1. 1. Ciò appartiene alla 
prima fciei!za della filofofia, cioè teori- 
ca. Etéip,^. Della cofe* che 1* uomo dee 
fare , e che no , fecondo teorica • La 
prima sì è teorica^ ed è quella propria 
fcienza, eh* a noimfegnaìa prima qni- 
ftione di fapcre , e di conolcerc la na- 
tura delle cole ccleftiali , e terrene . 
TrW. Mift, Imprima fi conviene aver la 
pratica , che la teorica . 

$. r««r!r«, è sntln termini éfir9n»mìe9^ 
eh* Vdle lf9tefi degli mltr9m«miP*T rsffreftr^ 
9dr»im9iide' eitfieeleftS, e jmlvdre le hre 
tffàr9n^fi, CéU,Si0» 449. Come poi eia- 
: (cun pieneta fi governi nel foo rivol- 
} pimento particolare, e comcftia preci- 
!lan\#nte la ftmttura deli* orbe fue, che 
,è quella, che vulgarmcnte ù chiamala 
'fua teorica, non poifiamo noi per an- 
Icora indubitatamente rifolvere. 
1 TEORICO. r#/if 2, r^ /rofcffiVtf. Lat.* 
< tbe9riens . Gr. ò-tvpttiii . Teel, Mifi, Così 
! il pratico , come il teorico , afa gli u- 
Ifici dello ntellctto . l«r. PiMg. 4. i. 



TEO 



41 



La ragione ha due parti ec. la fuperio- 
rp è teorica, che traffica colle cofe ce- 
lefti ec. 

TEPEFARE . K L. BéfcMldéft . Lat. 
tepefeeere , Gf • Jc^'b^^vm? • %Ame9, ^, Ma 
poiché io col propri* caldo della mia ma- 
no il petto fireddlflimotepefeci , roanife- 
ftamente (entri li (matriti fpiriti riroc- 
nare. 
TEPEFATTO. V.L. ^U.dm Tepefm- 
. Lat. tepeféifus. Or. yx/o^er. 
TEPERE. K L.Efer tiepide. Lat. te. 
pere, Gt*X^^^***'^» Ddnt»Pér.e9.D* 
amox la dolcezza Divcrfamente in efle 
ferve , e tepe . 
TEPIDEZZA. V. TIEPIDEZZA. 
TEPIDO. 9. TIEMDO. 
TEPIFICARJ2. F«r tiepide . Lac. te 
pefiuere . Gr. x^flUfM» . Cr. a. 12. #. Poi< 
che farà tratta C '^ «cf^^ > fia in alcun 
luogo pofta e *1 sole V abbia tepificata, 
e corrofta. 

TEPORE. Tiepiditd. Lat. teper , rr- 
piditén. Gr. X^*^"^ • •>'•'*• i'^- «J» 
Quel tepore ^rereo cagionato non tan- 
to dal moto del cielo • <)nanto dal la- 
me. £atf7.Uoa vinù fpiritale, la qaa< 
le alnini chiamano caloi celefte , ed 
alcuni tepore etereo. 

TERCHIO. ^. wtf. ^dd. Zetice , Sai- 
Véttie9 , iir«^f ; ^j4f9iunt9 pr^mmeute di 
eentddine. FrMmc.osecb. rim,69. Meglio 
feria a ftar tra le marmotta , O traile 
zolle Tempre come terchio. 

TEREBINTO . SpeKit d* mUere , dml 
pedéUe , e ds' rami del fende filU %n liqne' 
re dette Trementinm . Lat. terebiutSis • 
Gr. tippuf^^ . Cr, 9. 98. 1. 1 fratti fieuo 
ec. roveri, boffi , terebinto. lenrifchio, 
céderni, rigli, leccio minore, e i talli, 
e i pini (ì lievi n via . Pdlléul, esp. j8. Fiorì 
d'alberi falvatichinons*ofi tenere loro 
a vicino , che fono nocivi , cioè certo • 
tiglio , lentifchio , terebinto , t foaii- 
glianti. 

TERGERE. V.L. Bipulire. Lat. ter- 
gir*, Gr. e^pyyvnti. P*tr,fem. 114. O 
rofe fparfc in dolce falda Di viva neve « 
in eh' io mi fi>ecchio , e tergo. Ut, Pitt, 
57. Leviamoci dinanzi agli occhi le neb- 
bie, eterghiamogli amori* 

TERGO. Lm Pérte der.téMH deW ne- 
me , 9pp9fiA ^ìf^f > D9tf9 . Lat. f ri;wDv« 
dirjfum . Gr. fS'nf • Dént, Putg, z6, £ 
chi è quella turba. Che si ne va diretro 
a' voftri rerghi ì *Ar, Fmr. 18. 119. poiché 
fi vide a tutti dare il terjo. Vincitrice 
venfa verfo l' albergo • 

4. ^ rerg* , • D* terge , pefii swerk. vé^ 
gliene %jé dietre , Di dietre • Lat. retre , re- 
trerfnm . Gt. fSivf . Petr. csp, 9. Afa chi 
h V opra , gli ven{a da tergo . T^r. D«ir. 
/er, T. zSj. Il Levante , e Ponente con lo* 
to forze a tergo, fé avefierc avuto altri 
capi, erano materia da guerreggiare oa 
gran pezzo. Fir, n'at. 19. Q:undo la bian- 
ca mano Qoefta mìa fida fcorta Mi por- 
gè , accio non le rimanga a tergo . 

TERr.. Serts di m9H*tm K*p9letMnd ^ 
eggifin r$mun*memte dtttm Tari . G. V. 7. 
IO. f. Trovò ilréforo di Manfredi qnafi 
tutto in oro di ter) fpezzato . 

TERIACA . L9/Iejlfe, eite Trinest ,IaL 
terimed . Gr. T9;tTtui , Tr. 5, ir. t. Uci- 
verfalmeote K U etrtiecU delV éflere } è 
teriaca a tutti i rclcrni bevuta . £ cap.t^ 
|8. La coftcccia del moro è teriaca del 
iufquiamo . BUett. Pier. 196. Teria- 
ca d' Andromsco vecchio fecondo Ga« 
Icoo . Cé^r, Bete. 4. 72. Io Ci diCQ 



Tm» dMs Cnfes . Tem. Vp 



che lo 



42 



TER 



TER 



che !o aprir degli occhi , che ha farro agli 
uoroioi quefia Accademia • è pei e/l'cic la 
teriaca loro (f«ì figurMtMm. ) 

TERME .. «i Z'. Bsgnt, Lat. ikerm^, 
B»rih,Orii,Fir, tjo. Degli acquidotti , e 
tenue ptìca faxicacifaraaroortrare, eh' 
ciy CI fermerò r £ 1)1. Dovendo fra l'altre 
coiefomminìftjftre 'tcquc A quc'bagni 
pubblici detiì con voi Greca ^ donde a 
piÌDC p^o elle vtuncro icfsnc, che an- 
cora 'ÌTÌe!ie r antico nome* 

TERMINALE . ^é-i.Di itrminf, T*r- 
minr^ìv* P*tt. Ofi/l lA tUiA di Carta- 
gine , Recati l pili terminali » che la dife- 
goavano , b notte da lupi fcoofirti, e 
moifi, e lofi fiujTO trovad' 

TERMINAMENTO, H ttrmimMrt, 

TERMINANTE • CU* ttrmi»^*. Lat. 
termìnans. Gr. if^^éit- rr. i. aì.s- Dal 
profondo della terra fi tira iC^c^um) e 
mefcolalibene, e dlgeilifce dal caldo del 
li ■'>-■- UTTTifna te. 

TEaM ^hK'L'TtrrtUrmlml^cUr€*n- 

mlttA Lat. urminaTM Gr, ''c^^^^ • ^* ^'• 
i s5, r^ichc fcnoo entrati la lafi^ni- 
mem^dj contini, diremo de' canmiì t£a 
il ncAfO coniane» e quello di Bologna 
ce* qua fntcnQ terminati per meller 
A derigh d iena arbitro intra i detti 
codiun Ovvid, ti^ «7* E^ la più no- 
b le contrada cr*Afid) che fia, la quale 
per la fua grandezza a p«na fi paò tet* 
minare . 

|. Ì.PerfimllU.vdl* Finire, X,at. fimm 
imfmtt9. Gr. tÌX^ ìxfn^hoj P*jf.J* 
Delle quali cofe co dc-bifo ordine naftrc) 
ttattato profeguendo , lullìclcntcìiiCfire 
il termtncrii 'a dotiùni dr la vera peni* 
lenza . Biectntnd. j. S eco mela eft reali- 
tà deiralIegtFizAÈI dolore orcupa i ccaì 
le mifcrie da io.p rav vegnen re krìzU £ano 
terminate. £ n*v»j7. it.O ftlkì anime 
alle quali in un medefimodUidivenae 
il fervente amore, e la moita viuter* 
minale. Dani, f«r. 8. Ove ogpi ben fi 
termina e s'in»£Ìa 

S. II, /n /gnifit* iMiitr, véle %Av€r Ut- 
mint , 9 pnt , H%n fi fitndwr fin avanti . 
D«sf. /•/• 1. La ove terminava quella 
valle. 

$. III. Pfr Mtrirt « B^cc, n§v, $i, $. 
Come fé inferma fofle, e folFc ftata per 
tetm,7n3re 

TERMlNiTAMENTE ^vvtrb.De- 
iirminstAmtntÉ Frecifam*ntt £emhrpir9f. 
|. lofi fl ir.tQjeta dix fi può tcrmlna- 
tamentecos V4rcfì.£rciLi69.J\ vcrfoec. 
ha tanti piedi, e tali ttrm^E^^u^cate» e 
con tale ordrn? pofi i . 

TERMINATEZZA TermJnMmgmtt , 
Umits^mt Lai* lìmtt Gr.c;^. SdU- 
vin.dàfc. 1. 177. Con«fccndo idifi:rti della 
materia del'r cofs ce. la fievotzxa cier- 
minatczza del' umano ì et end [mento 

TEKM KATISSIMO SupwrL di Ttr^ 
«biAdrt G*L Stfi, j8. Fer Aon (test li 
morofc:t^dIfu natura eterno mittt- 
nìi fiati filmo nonpuàaaiWTilmentetom' 
P<t r* alla retta £ jctf. Le ]rcize mt- 
ridiane dclli ilella {ono piu aj^eroli da 
offcrvarfi come quelle , eh* tono te)- 
in nsn LÌJtoe e concedono qu che fpaiio 
airofTcrparcìTc di pntcìlc coniinLiaie 

TEaM NAT VO *Aià,CbiéMftrmL 
nt £ut Purg^j, L oiizzoDteècircob 
tenninativo delia noflravj fi E^ltrtvr 
Òriubonte , qucfto è lo cerchio termi 
nativo della noftra vifta, mezzo tnuao 
emlfperio » e l' altro . 



TERMINATO U/-/ Ì4 Ttrmi,t*rt 
^mtt.ii. Libera laTc candida fro te 
mirare ad AmeiQ ^ quale ne U fom- 
mkà àtgW aufci lii^ cnn ro na^ro 
ponente ali' liti i è agli akti dovuto 
confine» te mi ata conofce . ^ia. Pifi., 
TS, Fa' un legnale terminato a te medclì- 
mo , che non polZii pafiare benché tu 
Folcflì BM'gh, Sip, iZ. 1 tre elementi 
ancora» che fcgaono fottoi cieli, come 
coipx fempticì ^ trafpa reciti , oob termi- 
nati » non KaniìO veramente colore 

TERMINATORE-rAfr*fjs»*fj4 Lat. 
finrUr , Gt» Ì*4Z*fT- Ptfr^Mwm^ HI Con 
fomma conSiàtczz dim^i^arorolu icr- 
minatore di si gran cofi J ^ C D. 
Si:ip:one mirabile » e preda o rermina- 
torcdiquclh ciudcle, mortale fecon 
da fiucru Africana E àpprfjft Ne Cd- 
inli ciameDro rtnszdtore, e nel ànt il 
termi A3 tote 

J, TjihTM Wf Ci ini che p§»i ttrntini , 
Bt^gh.Qri^F'ir^ Non fon ^;a fieno , 
cheque filili nito prim termina toi del- 
la prima condott dcìU Colonia 

TERM NAZIONE Termini H ter- 

VMreh/fur. A Tpetta doli da tuttf la uijni 
nazione dell'adire n queir anno. 

TER^MIKE P^rutprtms • ^tremits 
tifittuits m ^ hliUm £ étcnn* cefé ^ Ct»- 
fitit Lzt^Ttrm'miii Gr,W;ac. VMnt.Inf, 
9< Chelra lacJiiude e luo'tetmJn' ba^ 
gna. £ Per, A. Efl'er conviene un teim^ 
ne, da onde Lofiiocontia ioprùpa^ar 
non lafci^i Btcc. n«v. 34. j. Né fol amente 
dentro a'tetmìni di Cicilia fiette Ja fua 
fama racchiufa , ma ce. in Barberia era 
cU^aiiiììnu . £ n^v. 98. $ i. Ha cortei fior 
degli c&iemi termini della terra in elllio 
pcjperuo rclrgatj 

i. I. Termine, per Ctntfjftgnè dì eenfi. 
ne, 

f. II. Tetfitine , per Cendixjene, OrJlne 
prrjlilQ, 1,^1, finii , terminus. Gr. Tl'X'^ , 
Ti;«« . Eocc, nev, 14, i* A <|Ualiinque 
della prò pofla materia da qulnc' innanzi 
novellerà , converti ^ he infra qucfii 
fC m:ni^;Ca. E Jif*.lp»5 TfopptJ tuofì 
de ter min pofii loroli la tunjaDdJre. 
fìABim. 5.as. Oltre ad ogai tecmine di 
taf;ìon= t'ho amato. 

i, ìli Ttrmine ,per FlHe,T4rjBtrtA^hie, 
Bii^r.^nv. . . Gli ul imi refiiijoj co- 
nobber d'amore. £ nfti. jf. n, Ecoii 
fuodifa la oamoie ebbe icrmiike 

Jkf.KT^i. A Dio piacque di porre termine 
a quel o I ign aggro . Perr f*p. 6, E di tua 
virai] tennincnon fai 

dtt^hrifiprefij^a^ tdOf^ette, a che i\n~ 
dir'f%xl Hiit' Mptroft . Sete, vit.DAnt, i^i» 

Àfciocciìièfitcome in termine Hlfo , la- 
ffiaiìdo le r* lltotie cofe , in lui fi 
fÌTmiogn n&firafperanza Z.«^. 60. In 
lei, ficcome n rcrmsiicfiirci, averti fcm- 
pre ferma Ipertnza 

J. V Tfrmtiit per JfpézJe di tempe . 
Gr.S.Gir, a8. Quando cgl h di^ianato 
un termine , tai^ro he U pc k gli fi4 
avvizzarat ed egli va , e cerca im cigli- 
lo pertugio 9 e rt retto ec. e poi valica 
oltrt £t£fnpy, ìi II Se pur fon così 
fitti paicnradi di Cici la, cheinsìpic- 
ctotteimèiu lì dìmentìch no . £ »«v.99. 
t. Quc^a è b cagion, per la quale io 
<|iiert*>teimi»e e non maggiore» ci do- 
mando 

jA'LTrrWBinr» prrTtmpit prtfigk , Lat. 
dÀts diUé Qi if^i^x TKJ£r#. àttcf*nev. 



TER 

Arpetratono il tcrgiTncdato. £ 
fti sB.^.AppJclTanJofi il terrnmeddlt 
utute nozze Tti». Inf. 7. In vendere 
a termin ch'è fpeiìc d'uCura. CKf* 
ì\€, a. Di ciò diede termine a' fntj « 
che a qcierto a/ricola diJJb^ta^rameafC 
rilpondeOboo ^f.V.^^'^4^ Venne a com- 
poftzione di dare alla compagna in dl- 
verfi termini fiorini cento ottantamila 
d'oro. 

(* VII Ttrr^ime per Crade , Sr^t , 
F^ere . Becc, pr, |. A ni un con ve nev») 
termin mi laJ^iaira contento Aìre • £ 
Atv. II. ra. Mentre le cofe erano in que^ 
Al termini Marchefe, e Stecchi ce. re- 
metter fotte ^ E j»*v*^S*a^Scar>Jo adun* 
que in qucrti termici il matita^io di 
Sofronb, e di Tiro ^ Fublio luo padre 
di qoefta vita paiTò. Stfb^ fitr. p. 443. 
Allora j iigftori Venei.ianj eifendoi^rc^* 
ti d una gian fjmecc, fi condulTcìoiji 
catitTi terroifti • 

I* Vili. Ttrmlmt, prrff* ji' hid J»M* fir 
EfiMmidtìU prtprfi^ittig ^ eoeTlfpmdmti 

dtitiivii i feu*t*lm.enr4 foitt ^lufisxtat 
fi tàmprutdtftt fMtif h J^AtAÌe prefrii , f 
^drrrcal^j ÉtppMrtMmenti « fdfn^t * ed 
i*r* « the pernii fi dieeme Termini di effe » 
^«/r. ^--rrrrr? . j.f>r. Nel qual traica^ 
toi nomi, e i tctmini de'Latiai gram- 
matici uferemo quafi fempre , poiché 
oramai dimertichi fon divenuti in galla 
del parla nofiro » che ce 

|, IX* Tertmitii ini/" Arrhirfft'.s-Ji fi dh- 
cene unm Spesate di ^stvedi met,^§ Intfii^ the 
fiHÌfuntM/ts^iAdipiUfiri . V. il VncsheiMl 
Difigm. Bi7^h,Mip.^oy, Con un fregio 
difancM^lli. efemmr qfodi termini, 
r^rj.tt. 2, I picdHlali; , che foften- 
gono i termi ' S^tvin, dì fi. i. as. Lo 
lte(fo Ermes u ito con Atena, cioè Fil- 
lade , diede il nome ali Etmircnc ti 
forra di te/mini o lìame di mezzo b^* 
rto • che pe arnamentodel fuo (ludiuoJo 
di villa ,e 1 br«ii'acon tanta follecitudinc 
fita provi^cdere Ciccioiteda fuoamico, 
e confidente Attico. 

|. X.Vjcir de' termini , vaU PéwilrfidA 
giujìe, e d*l cenvemiente , Tmc^ £Mv.i4B«h 
|.AÌ.£e!adùnna fce de'termini , qaerto 
e cbjaoi molare lo nome fuo j cUp* 
poca^^in del mafiro 

TEliAlOMETaO Stfvmrnt ptrmjkéi 
mi furare 1/ cjtldi , 1 tì fredde . Lat- eberm^ j 

i. Serve quefio (fimmr^tp ) Uccome «li 
air ri » per tonoQeic le mutasioni del 
caldo » e del freddo dell' aria ,«e dicefi co> 
tr.iincmenre terniamerro. £ 4. Con nn 
limile mbuto adunLiiiefi pnU lìo d' 
empiere il tetmomttro. Esppreg* ; Al- 
lora fi ferra la bocca de canne ì Io ec. colla 
fiamma , ed è fatto rermometrc* 

TERNARIO TEaNARO . ^f- 

giuute d n%m€t^ %4LÌt ^stc^t* di tre e^9 
ir.fitme La numttmt tàrmMrimi . Gr* 
T(-:i«;. D**r f*rp mM, V altro ternato, 
checos gcrmogiia In qiierta primaven 
fempirerna . 

S. I. Ternmrf ^ fi dicen* 4kneht i Verfi T«. 
fcAui in frr^4 rima, Bu9n. Pier, 5, ^. j, 
M'^1:• = I^^ ree a'poemf Di^fjii-* che i 
tcrnaij far non panno Lor. Med tem^i 
lat. Confeffo, il ternario eQe re pia al» 
alto, e grande rtile. 

J. II. Per Ter^jitf , « Ter^inéi, Véutk^ 
Lei^,^ t62. Nel primo quadernario « e 
nel fecondo , e ne'due tercaii, k qualr 
tre parti dichiareremo ad una a4 una 

^— y -^^ - L-'^g ? 



TER 

r«f|. Qaeflfl maniera di verfì chiama- 
' ti oxft terzetti , oxa ternari , e quando 
. ccrunc ce. il dicono volgaimcnce terze 
;fiine. • 

I T£P,.NO. Pumt§ d€* d^di , ^uuftdt dm- 
] Udmt CcuàffnM tre punti . But. Purf, 6. i. 
'Sttre ha tre parità, cioè terno, ed affo» 
cinque, edambalfì» doino, e tre. 
' TERRA. Lar. arrd , tiUut , humus, 
Gr.^ctTflt, >?. Cr, j. 26, 1. La terra e 
ono degli elementi delle cofe generate, 
ir cai naturai luogo è nel mezzo di tut- 
to roBivcifo. Ttf,Br,i, jo. La terra è 
freddai e fecca, Tacie e caldo, e ami- 
do. 

f- !• Terra , ftr Lid», Btcc. n»v,iy.io, 
Veggendo la nave in teiia percofla . Stn, 



ìktm, l'sr€h.7» as. Lui. che dal mare era 
g traco a terxa • Kaccoìil , e ftoha del mio 
legno a parte 11 poil . 

§.II> Terre, ferU Terrene , che fi^ etiti. 
«ii.'Cr.a.as.s* La terra dolce, la quale 
abbtfoda ad caldo diflblvente , e nelT 
amido vaporante • IpelTamcnte ù lieva 
lin coin, ed in monti* e la terra di mol- 
jta (alfaggiric s'abbafTa giufo . Bee^, G, 
\S, i|. E chi la piiroavera verzicante 
! Tempri i si • che j fioretti novelli La 
, terra adornan con allegre piante . «r#- 
,dc% Cii#. ^ la terra grave, che non fi 
' p«6 viftccce con alcuna forte di lavoro , 
ì e U Wukre «che non fi tenga inlìeme , 
. ioao coauarie. £$• Ne è maraviglia in 
j tuia ijwqaenza di malli , e penuria di 
/terre. 

j %- III. Terra . fer Sutle . Bece, nev, 77. 
(jf. Fu qaafi per gittarfi della torre in 
;texra. Prfr.y»». i|. £ gli occhi in terra 
. lagr f mando abbalTo . Cre», Mtrtll, zHo. 
Mo!tifeoe gitravano ne' pozzi, a terra 
dalle finell re , e in A r no . 

f. IV, Terra, ferStlsiedellucge, deve/! 

/' * kemebè taUrm non /U di terra , B§cc, 

jwv.^1.14. IRodiani gittando interrai' 

asmi» quafi ad una voce tutti fi contef- 

ùiono prigioni . 

%, V. Fiàuea terra , fi dice il Piane , e la 

Sufer/eie della terra , Tav. Jlit. Traggon- 

ù anedixe arditamente di tal forza ec. che 

amenduc i cavalieri aadarono in piana 

rena . fir.*^f,i7z. Se ne andò da una zìtìC- 

fima torre , per volerfi di quivi gictaie 

in piana terra . Strn, Orl.z a.ai. In piana 

rena a* pie fi: lo difiefc . Che pa rve fija 

[ mazzata una civetta . lied. Inf.rj, Tao ef 

- fer parimente » che volendo ( i ra^nì) ten- 

tdcre il filo da un albero all'altro » Tatrac- 

chino piinu ad un ramo • e pofcia giù per 

quel filo fi calino io piana terra . 

I. VI. Terra , imfi^aìfic, di Mend* . Petr, 
'«•(-i.i. A qualunque animale alberga 
in terra ce. Tempo da travagliare e quan- 
to è U giorno . Bfe;^ Venendo in terra 
a illuminar le carte . £ io. Levan di terra 
J al cicl noftro ìnrel letto . Serm,S.KAt.^ A 
voi non ù, conviene polTedere nulla in 
terra . Gr.S, Cir.z, In quella via e pofio 
! ana bella ifcala , che è di rizzata dalla ter- 
ra al cielo. 

$. VIL Terra , fer Luege , Previmeìa , 
Paefe , Megleue , Lat. leius , regie . Gr. 
-Xmsv. • Petr, cant^ ao. j. Quedo , e 
queir altro rivo Non convicn , eh' i* 
tiapadet e terra mute. £eMp.6, Poi vi- 
di il padre noftro» a cai fu detto^ Cii* 
Bicifle di fila terra . Beee, nev, !?• jV. 
Che già alle terre del Duca s'avvicina- j 
*a. Tef.Br. t.atf. Il Re Nino tenne io 
faa signoria tutta la terra d'Afia, e gran 
Ibrie d' India. 



TER 

i. VfÌL Terra, per Cìttd , e Cafiel mi- 
rate , Lat. wh$ , epfidum . Gr. vox/?, 
Kèfjm , Becc. nev, 80. 1. E^ una ufanu in 
tutte le terre marine • £ nev,^^ 4. A una 
Tua pofcffione forfè tre miglia alla terra 
vicina eflendofi ce. andata aftare. Jtf. K. 
9.37. Standofi dimefticamente co'cittadl- 
ni per la terra in pace» e in follazzo. 
Cr§nichett,d'%yimar,2i^, Diccnrinovo fi 
ficea folenoe guardia per la terra di dì » e 
di none . 

f . IX. Terra , figuratam, ftr gli %AbÌta. 
tori delle terre , G,V,6,7\,2, Fu richefio 
di pace, la quale, raunate letcrre« on- 
da era il contado . fi fermò con matrimo- 
nio tra loro. T#/9r«rr. Che già non può 
fcampare Terra rotta di parte . Crtniehett, 
>/'^m«T.ijo. Per gli ammuniti il martedì 
fi dovca levare la terra a romore . 

f . X, Terraferma , /idice ^lutila terra , 
ehenen i eireendata dal mare'y Centrarie 
d'ii'Aa, Lzt.ctntinens, Gr. Ìre43^, C. 
r. i. ir. T, La quale Provincia di Frigia 
si è di là dalla Grecia pallate l'Ifole d* 
Arcipelago in terra ferma. £ c«^. 17.2. 
Il detto Antinoro fi partì di U, even- 
ne ad abirare in terra ferma » Ove èo^gi 
Padova. Tav,Rit. pafTa per l'altomare 
ce. ficchè ella fi trova con coiicro in 
terra ferma. Dittam,^.i^. Trovammo 
Olanda, Ch'è terra ferma, e par, eh* 
ifola fia. 

J. XI. Terra , fer Via , e Viar^ie fatte 
fer terra, 'Lzi,iter, via, Gr. oòi%, Vit, 
Crifi. E" ttoppo malagevole al Ànciullo 
andare cotanta terra a piedi . 

f XII. Terra tetta, vale Huella , ehe 
è cttta nella fornace , fettde jtata cencla 
avanti fer que/ie effette , ^met, ^9. Gli 
fpezzati monti , e la terra cotta con lavo- 
rato bitume raggiunti , più ficure io! 
fero via l'ufo dell'ombre de' pini . B^6, 
La quale ( età ) tenuta alloia peffima 
non fu rea come quella , che ufiamo , 
pervenuti dal ferro alla rerra corta . fir. 
^H- '1$. Tutti fé ne vennero fopra un 
pratello, che è tutto di muricciuoli di 
terra cotta attorniato . 

J.XIII. Ttrra terra fe/fe avverbialm, 
Def,Deeam, ja. Fra i molti effètti , e prò- 
pietà del replicare la medefima voce due 
volte quella è una , mofirarla cofa vici- 
na, ononfidifcoftartroppo,ecosìfi di- 
ce una pianta ftarfi , oun uccello volar 
terra terra, quando non molto fi alzano 
verfo il cielo , ma fi danno baffi balli vici 
ni a terra , onde poi la traportiamo alle 
azioni umane , dicendo una perfona flarfi 
terra terra , che attende a' fatti Tuoi feoza 
entrare in grandi imprefe, o impiegarti 
in faccende d'imporra nza • Likr. Son.tt^. 
Ecco a te un poera , Che ne v.'en terra ter- 
ra incoronato D* un certo alloro ufcito d' 
un bucato. 

i, XIV. Terra terra , cerne la forcellana , 
vale lofitffei e figuratam, fi dice di Chi è in 
b afe fiate , e non fi fui avantjare , Lar. 
circa mtntit radica ver fari , v, il ^ di 
PORCELLANA. 

$. XV. w4 terra eavìini, mede baffe di- 
notante la necffi^téi di aMrafarfi , 

i, XVI. K^adar fer le terre , mede baf. 
fé , valeCafcare, 

^. XVII. x^ndar fer terra, $ in terra , 
vale le fteffe . tAX.,cadtre , feermi, cenci- 
dere, Gr. m >?» vìttht, Btrn,0rl,i.6, 
11.11 conte per quel colpo andò per terra . 
£a.ao. aa. Ognun, che giugne, o d'ur- 
to , o della fpada , Non v' è itmedio , eh* 1 
in terra non vada • 



TER 



43 



i. XVIII* Talora vale Perire , Manca- 
re ^ Finire, Dant,rim,}S. Etoccz a tal 9 
cir è morto , e va per rerra • 

y XI X. ^ndar fer terra , vale talora 
Camminar fer terra^ a diftinejene del Cam- 
minar fer oretta . hit. terre ftr i itinere f re- 
l'odi, Gr.Tf^y ò^suropity , Bern.0rl,i.i6m 
2. Chi va per mar , chi pc^r terra , chibra* 
va, Chi fi *i ricco, chi'l bello ec. 

i, XX. %Andar fer terra , vale anche- 
%Andare toccando con tutta la vita, e al- 
meno altre farti , che i fiedi , la terra » 
Lat. ftj^tre , re f tare . Gr. ipTtl^ae , CéU, 
*yib. I/acca f, MS, Ma ancora andando col 
corpo per terra, e ancora non potendo 
volare. 

f . XXI. %ytndart in terra , vale anche Ve 
nirtalbéjfo, kAv vilir fi , l^zi. cadere , dita 
bi , Gr. rirteif . Fr, Gìord, Pred,K, Onde 
fu vinto da'nimici, eia potenza, e la 
ricchezza del fuo reame andò in terra • 

f XXll, Baciar la terra, i» rtr^o , va- 
io Bere al boccale, Lafc, Gè lofi s, 1. In 
verità, che quel baciar la terra , è una 
ghiotta cofa , cioè por bocca all' orcio- 
lo. 

f. XXI IL Cadere a terra , fi^ur^tam. 
vali Mancare , Perire , Venir mene ., Laf. 
deficere , Gf • Xt^^o^tifMle , Petr^ca^^ÀM. 
£ vinta a terra caggia la bugi'a , *■ 

S. XXIV. Dare in terra , vale Vrkdr na- 
vigando nella terra j e anche %^ff rodare . 
Lat* aff oliere . Gr. TpirKÌ>^fn , Flr.^f, 
194* Ma come prima egli die in terra al 
porto di Du razzo ec. 

$.XXV. Dare la terra, vale anche Per- 
cuotere in terra . La t. terram bui fare . %A- 
met, 84. In tetta dando del defito piede , 
e la terra cavando e e. 

S. XXVI. Dar del cute in terra j mede 
f'^ÌF'l P^lli^'e, Lit'deco^uere, Gz.yjtw 

H0T(4f . 

J. XXVII. Dare come in terra , vale 
Percuoter fen^^a difcrixjono , tAt.graviter 
verb^rare t fulfare , Gr. CjutSi /uoi7tywr, 
Bern, Ori, 2, 20, 15. Il giovanetto dava co 
me in tetra. ' 

f . XXVI II. Gettare , e fpargere a terra . 
vale abbattere , Rovinare , L,zt,felo aqua. 
re, dìruere ^ evertere, Gr. xoC7V^x^XMf » 
x«7Tt0'xar7My . Dant, Inf^xj, Fin or t* 
afToIvo, e tu m'infegni fare. Siccome 
Peneftrino io terra getti . Varch,ftor.a,xS» 
S'erano con infinito difpiacere, e ram- 
maricodichiunqueciòvidequafi tutte le 
torri ec. rovinate , e gittate a terra . Caf, 
fon, js. Per cui r Europa armofll , e 
guerra icc% , Ed alto imperio antico a 
terra fparfe. 

f.XXIX. Levar dì terra, vaio Uccide^ 
re. Lat. « medie tollero , Gr. flc^^y/^«r, 
Bocc,nov,69.zz. Io non mi terrei mai ne 
contenta, ne appagata, fé io noi levaffi 
di terra. 

f. XXX. Ntn aver terra ferma, fi dici 
di Chi è ramingo , Lat. incertis vagari 
fedibus , Gt. ei\iidcu , Malm, y, 96, E 
bench'ai mondo io fia, come gli. Ebrei t 
Che non han terra ferma, o patria al- 
cuna ec. 

y XXXt. ffen dare ne in cielo , ni in ter^ 
ra,vale Non operare aprofofito , Effèraftrat- 
to, e fuori di fé, %Avvilupparfi nelii epera- 
K,ioni y e ninna condurne a bunnfine, Lat. 
ncque cetlum , ncque terram attingere, Gt* 
«TI yìi 1 i'-n 0Ù3«»9t? óértia&aw , Lue, 

i. XXXII. Nonejfer terra, e terrene da 
per vigna , fi dice di Perfonafoda , e da nere 
lafciarfi indurre a far /* altrui voglie ^ •' 
eencerrere negli altrui fentimenti coti di | 

D a '*it*^ 



I 44 



TER 



eh* di Perfémn dafarnt ff cMfitéUi . 

i. XZX1II. ftglUrt^ § Prender ttrrm , 
Urmint m4rìfiMrefc§ , duefi dilV%^fPr§dét' 
rt mlléi ìtrrm , sectflsndovi il movili* p*r 
isksrcMfi . htt.Md litus 4pfiUert^sd sli- 
antm l§cum nmvim sPpetltrg , Gr* <^9PA(/' 
l^ti^óbi fìf Xt/AÌf9t . B*€c.nro^ì,2ì, Si sfi>r- 
satoDO di dovete io cffa pigliar iena , (e 
a poCefTe . Tef§r*tfJBr. Qr prende a terra, 
or laria , Or moora , e or dibalTa . Guid, 
G. l«o Re UliOe col Tuo oavilio prefe ter- 
ra • •Ameì.Zz. In Trioacrìa » ferfe da oc 
ce£Srà forpioto % prefo terra ec«fcetcoioii 
il mare ricercarono . 

^. XXXIV. SmtmtMrt, • Difm«m9srt in 
ftrrs , vaU hfifjj* « Btnn.OtJ,», i. 54. Che 
come difmoflcare in terra vuoi , Tutti i 
Criftiaai fitnno al tiro armari . 

§. XXXV. TsiUsre , • Jt!cid4r«frM U dtu 
ttrrg , • ttéHirrAt * tgrrs , vah TaflìMre i 
fruiti , f fimiìi y f9t.f Uprimm ctptrtM dtl- 
U nrrsr , sJ/Uebi rimrttsn; Fr,Gi§rd,Prtd, 
Non bafta tagliare le piante , e l'altre cr 
be malefiche tra le due terre , bifogot to^ 
talmente eradicarte. FéUlddMdrt,. 8. Poi 
ficicida tra terra, e terra. Jfgd.c^mf. 1 
asi.^eciraC Uf^M«>fra le dae terre > di 
nmfro'rigermoglia . 

I T£aÌlACClA . Pe^lgrét. di Ttrrs . 
TtÉg^SUK la Aleflfandria ha due monti 
latti per forsad'ogpi terraccia , d'ogni 
letame, efpazzatura. CarJttt. i.ns. So- 
no ftato aflediato in quella terraccia u. 
giorni. Eìì€, Sono quefta fera in una 
terraccia, fon folo» non ho che fare , 
r umor m'aflaflina ( I» ^m/* dut ifem 
fi è p9gti9réif. di Terrs nel Pl*ifc, deli, 
■Vili. > 

TERRACCia . K ^, i^lU pétru 
dtlU k§tig , perdrtft fi tftnds^ 9ggi dttfs 
Metjtfth . PMtaf. 7. Dà per terracdo » ed 
elice per cocchiume. 

T£RR ACREPO LO. Spetji dificfU 
eictrkifd , eb*. nsfi* per U MUrsglit dntl 
tb* y t fi mmcn» i» infàlstéi . Lat. * ier- 
rsgrepuim , Jgntbut Uvit étniufiifilius . 
DmvJliCélt, 198. Di Febbraio femina cavoli 
cc.lerbaftretla, ttrracrepoli » latruga ec. 
£slir§v€: Tra l'erbe più comunali i ter* 
xac repoli • 

TERRAFINARE. V.^. Efilisrt .lAt, 
t» exiiium mitfrrg . Gr. ÌKfii>X(*f « 0uytt 
Mi^y. Gniil.G. Deliberarono li Troiani 
con (olen ne configlio, che Antenore» 
perpetuo fofle terrafinato di Troia . Fr. 
Air.r.7. s* j. SottooMlTo alla ragione Lo* 
co l'ha terra fi nato. 

TfiRRAFlNE, « TIRRAFINO. K. 
•,/f. Efili0 , Confina • Lat. exUimm • Gr. ^- 
y^ . Gmid, G. Ma altro penfarono » che 
c'^fuiTero i figliaoK del Re» chevenif- 
fi?ro a pigliare li detti due reg^ amba- 
fciadorr » e ciberà Ulifla, e Diomede per 
U tetrafinidi Anfimaco. Emltrgvts ftt 
adempiere li terraflni r che i Greci gli 
avean comandato. 

TERRAGNO . *^dd. Ckt i m fuHA 
fìmuk terrei , « FatSt in terra , # Cèt i* 
éd^ pf du terrei, Shtutt, Pkrg» la. So- 
vra a' Tepolri le rombe rcrragne Forcan 
legnato quei , eh'' egli era pria- . Bt, 
ivi: Le tombe terragne, cioè li avelli, 
che fono in piana terra colle lapidt di 
&ypra. 

§. MuKw9 ttrrétwe . DéMt, Inf, 1 j. Nbfl 
co rie mai ik toffo acqua per doccia A 
Tolger rpota di mulin nrtragtio • EMt, 
hriz ho mulino terragno è quelTo^che 
ha la laota pkcol ba §otXf> ,. come 1» 



TER 

mulino FranccfcoThae grande, Ma la- 
ro, e Jha bifogno di più acqua , che'l 
Francefco, e però conviene, chela Tua 
doccia abbia maggior corfo . 

TER H AGNOLO . ^dd. Vicina « ttrrdy 
TerréigM . Ltbr. cur, méUtt, Come coftu- 
mano naturalmente tutte le piante terra- 
gnole, che ferpeggiano, e non s'alzano 
da terra . ilicen.Fi»r,j$, L'enforbio è nn 
fugo , che dittiila da una pianta fimile a 
una ferula ec.è pianta terragnola, e fa- 
condo Diofcoride fé ne trova di due ngio 
ni. «^//i^f.aSp-Sonlecafe terragnole , e 
fotterra La maggior parte . 

TERRAFIBNARE . Psre terrépieni . 
Lat. ^gltres extrnere, aggerAre. Gr. «-«i 
pdjt4f . g»«s. Pier. 4. ^. 4. E non ad altro 
buoni» Fuor chea riempier fofTe , Ter- 
rapienar baftioni . 

TERRAPIENATO. ^dd, dn Terrs- 
pienare j Jfipien», § FéUf s £uìfa dì terra, 
piene, Lat. ag^erstus . Buon. Fier,^,2,j, 
Saldi , fens» piegar, terrapienari . 

TERRAPIENO. BdfihMfmt te, 9 ripie- 
ne di terra, Lat.4rr#r. GcX^fli^'Guiee, 
fier. Ancora che fóìfe battuto il muto , re- 
ftava troppa altezza del terrapieno • 

TERRATICO. iJ«. /«/.iT-r. E jjul oc- 
corre uno dubbio , cioèfe'lrerratico, o 
r affitto • che fi riceve della terra , e 
ul'ura . 

TERRATO. K^.Smfi.RifMre fatte di 
terra, Jf.K 6.5 5. Francamente fi moftra- 
rono apparecchiati alla difefa, e contro 
a* trabocchi avevano fatti terrari , e altri 
utili ripari . Vit, Più», Ma in pochi di il 
fuo figlinolo s'adirò, e caddie d'in fai 
terraro, e mori. 

|. Per Battute y Selaie . Ctm. Inf, 17. 
Poi dovendo o(cire dello terrato della 
detta torre, e prendere il cammin per 
l'aere ec. 

TERRAZZANO. Natie , e sAhUatere 
di terra murata , e eafielle . Lat. iaeeU . 
Gr. «f0/x^. Guid, G, Salirono al ca- 
ftelto, lo quale trovarono colle porre 
aperte per ricevere li fuggitivi terrazza- 
ni. G.K.S.sr, j. Gliairri rerrazzaoi ri- 
mafer fedeli de'Lucchefi. £9.380.1. I 
terrazzani del caftello d: Catmignano 
ec. a renderono di lor propria volontà 
al comune di Firenze. ^rf.9.4o.Grand' 
onot Anno tutti i terrazzani A quel, 
che credon Ficramontefia. £aa. 109.I 
rerrazzan ria lor fon configliari, E poi 
facean quefla condofione . 

(. Per Faefaue , • Cbe è del medefime pae- 
fé. Galat,2, CouTÌene, che altri fi av- 
vezzi afalutare, e & veliere ec. edimo 
ftrarfi con ognuno qoafi terrazzano, e 
conofcente. Oav,Men.ìt9.Ua gran ma e 
flrodi faptenza ordinò ceche la repub- 
blica a chi di fuori confbreftieramoneu 
veaific non la togliefTe, ma giuftameote 
la gli pagafTe a terrazzana . 

TERRAZZINO. Pìeeet terra^K^. 

TERRAZZO. Parte alta della eafafce^ 
perta, e apertada una , e più parti . Lat. 
jelaHnm. Q%,i\iùxtifitinf , Cr^ 9, 80. 4. 
Concfofiiacofachè fofife in on luogo , 
cbe 6' chiama ager tàmreutamum , ael 
qua/c era-im luogo con un alto terraz- 
zo « ovrero- rrJrfinio . Frane, S-aeeh^, Op. 
div, 6^, Hannomi lafciaro cafohri , e ter- 
razzi, e quelli ben forniri deirarfe, e 
rotte coperte. yarch,Jter,9, z6i, Hanno 
raifci gli omamenri , e ruttc le como- 
dità, cbe pofTooo aviere le cafe , come 
terrazzi» logge , fialle , corrf , anditi « 
fiaevrì ec. MjOik %Or 19. E già dell'aria 



TER 

i campi azzurri fcorre Quel» chei ba 
cari in fu i terrazzi afciuga . 

TERREMOTO, «TERREMDOTO 
Tremuete • Lat. terraweetut . Gr. Tt^T/ué^ 
M,v, 10.65. tif. Di grandi terremuoii 
che furono in Fuglia. Fir, difi,an,aì 
Concioflìacofachè tutta notte io fiafta 
ta in tanto ttavaglio tra tanti ttroni 
tra tanti baleni, tra tanti terremoti ec 
che non pareva» fé non ch'e'foflfe Te 
nuto finimondo. 

f . Per metafDéint^tim, 4. Nel coor mii 
s' incomincia un terremoto. 

TERR AZZONE • ^eerefeit.di Terrai^ 
xj» ; Terratxe grende . 

TERRENAMENTE. ^vverb,Secn 
de V mende . La?, terrea» . Gr. y^/yart. 5 
w^.r.O.Allora intendono ter reoaoieatf 

TERRENO . Sufi, La terra fiejffa . Lai 
ager^ terrenum , Gt' eiypct , >? . Dani 
Purg. jo. Ma tanto più maligno, epii 
ftlveflro Si f^'l rcrrencol mal feme» 
non colto, t^'iant'cgli ha più di buoi 
vigor tertefiro . Bece, nev. 60, 1. Coa 
ciofficcofachè quel terreno produca ci 
pelle iàmofe. Cr. a. itf. 7. I troppo .ma 
gri , e naninconici terreni per la fec 
chczzi non fono alle biade convene 
voli . Giii'i. G, Abbiamo con bracci 
forte occupati li terreni delregaofao 
Beet^Vareh,x,rim.^* E quefta viene , Mai 
caadoleil terreno , A piegar tutta , e ve 
nir roflo meno . Serd.fierj^, 5^5. Andai 
fé cercando re rrenif odi, e incolti, tal 
to lontani, taoto difficili. Seder, Calf,i 
Non vorr/a anche f/^vìrr) terreno n 
rtoppo caldo , ne troppo freddo . 

$.1. Terrene ^figuratam,Beee,uev»y.'} 
Avvenne, che rro vendo Tingoccio aell 
pofeffioni della comare il ter ren dolce 
tanto vangò , e tanto lavorò , che nna it 
fermirà ne gli fopravvenne. Euev, j: 
8. E parendogli terreno da' ferri fuoi 
di lei fubitamente » ed olrrcmodo a' il 
namorò. «>f//«r. aj7. O^ni facciuccllo 
dov' e' trova il terren tenero » vuol lai 
del letteratone al buio. 

(.II. Mancare il terrene fetfe i piedi 
ehe anebe fi dice Mancare il terrema af 
lutam, vale Mancare tutte il ftie uate^ 
ferie i e fi dice d*ueme avare 9 cbe eli Ci 
fempre teme . Ceil Speri, 5. |, Chi fta co 
vedove , cbe Tempre hanno paura ^ eh 
non manchi loro il terreno fotto i piedi 
come a! prefente ftoio» paò dir di fta 
nello 'nfrrno. 

). III. £* nen e terrene da perei vig!iu 
cieè Nen ci fi puè far feudamemte , fM 
re fperaaxA, Fir, Lue. ^U Lafcìami ai 
dare a vedere, s'io trovo da sboccoi 
celiare in qualche lato , che qui per of 
gi non è terreno da porci vigna . Jhti 
18.117. Vedrai» che nmia fcniarra ao 
traligna » E eh" io noa fon terrea d 
porci vigna. 

J^ IV. Terrene , ftr Territerìe . La 
territerium, Gr. «y^a'r. xe^clne^ M* 
firuKK' ></9*4* E anche fé fiifle fatto a 
cimo micidio in (al fuo terreno, pa< 
te commettere ad alcuno, che io iip( 
zialità di quello micidio e* cerchi i 
verirà, e feguiti lagiuftizia. FramcSat 
eb.nev,tz2. Fece legge • cbe per tntt 
ino terreno fbfièpena l'avere, e la pei 
fona a qualcrache fiicelTe dadi • 

(. V. Terreme , diciame ancbt a tutt 
P^partamente abitabile delta cafa, ci 
i più vicine alla terra, e ebe pefa in fiU 
fa terra, Fir, Tfin,prei, E tornate l'aa 
no ift terreno a buon' òtta . Maim, 1 i,j r 

~5Ìcl 



TER 



TER 



TER 45 I 



Dd outtCO, e d'altri addobbi fi difpo-|ìl terreftcc umoic . E tfj. MaM fovra- 
E comincia a cixarlodal terreno. |ftar nella prigion terreftia^ ^^8'??. "?* 




ciocché della via • penetrando pe'fcifi > 
tB BOB fata veduta . £ mpfttff»: Starti 
coti pcf lo tecreno Tpafleggiando al baio , 
tanto che tu oda 11 cenno. Tsc.Dsv,smm, 
a.». Intanto foldati gli accerchiano la 
cau» giù in cerieno fanno rombaz^o, 
perche gli oda , e vegga ( il T. Lat. hn : 
in veilibnlo) Fìr.Mv. j.aar^Maftrando 
d'effer chiamata, in terreno la Iciatolo » 
(e ■*aado ali* Agnoletra • 
TEILKENO . •^d, DMmttrrét, Ttm* 

I. ao. Foichè Dio ebbe cacciato Adam di 

Fjradif©rerrcno,ingcneròe<liin£vafua 

modic C«im . « j- u lofino al mare frgni/c.diti.yilLdiTenM) 

^^ IO . e al Paradifo terreno . Ptfr. » « t,^,.».^ ^^rh^u^^Xt 

S.g. Volando al del colla terrena 
fona. £/•»• '$• Che'l duro, e greve 
Terreno incaico » come frefca neve, S: 
va ftniggendo . CM. SS. Pad. Vedete a- 
duqiie • che non è terreno • ne piccolo il 
tdoBO della difctcaione • Mit^. G» S» a. 
i talee fol cibo terreno. ^ _ ., . 

\tf mI fiéms dtlU céifék fik vkìn% a ttrrm, 
XMme^imtnd. 54. Entraci in una fala terre- 

Il aa » qini la tavole mefle videro . PmUsd, 
]ikt» 17. Ma meglio è ec. metterlo in 
/ttncM cella » e fredda • ^Ug. hs- Non 
/a/riÙDeaci che po(ate in camera terre- 
( aa, lotto la tfogatiflima volu della luna, 
lo come i legnami intarlano • o come 
I le pelli ifltrgnano • L^fi, Gtltf. 1. j. E(& 
ifitcaco ia tal letto di camera terrena 
così veftfco. . s ^, 

TERREO . ^dd . Chi id fuéUtM d% tir- 
ra. Lar. ivrtiu* Gr. >flu«^. Zihédd, 
wdadr.to. Q?*'>^o '^ '°<>* ^ ^ Tauro, 
è legno fermo di mcaaodi , fireddo , e 
ikco» malinconico, e terreo, e malcu- 
lino . Riettt, Fì»r. 1 a. Quelli C/»J^O che 
i ferbano fecchi , purgati prima dalle 
fecce terree €i feccaao al sole . Csl, 
(M/.a4o. Se fieno terrei» o aereiapce- 
; deminio* chi ce lomanifefterà/ 

TEBJLESTITA' . v. TERAESTBi- 
TA«. 

TERR.ESTO- v. TERRESTRE. 

TERRESTREITA' . Ttrrtfiritm.Urt. 
Var,Nir. i.t. Sì laici ftare il ranno per 
doe giorni • e di nuovo dando in fon* 
do altra tec^eftreità , la rannata vien 
f% chiara, e limpida , e quello fi rel- 
teti tre volte > che così % avranno le 
raaaatelimpidifiimet e Icarichedaogni 
itifeftteità. 

TERRESTRITÀ', TERRESTRITÀ- 
DE, TERRESTRITATB , * TERRE; 
STRITA* •c.^fétf di Ttmfirei^tuUiiM 
tmrt^M^ PéHfàd.céf, 4. Dee eficr lieve» 
e ouUa avere ia fé terreftitade • Cr, i. 
4. 7. Sono acque coftrette, e cheluago 
ampo ricevono Krreftriradi. £ 2.6.1. 
La materia della foglia in tutte le pian- 
te è l'amore acqaoio alquanto mutato, 
e mefcolato, non bendigefio, e purga- 
to dalla feccia della tcrreftrità . £ esf. 
i|. 5. Il corpo della pianta ha bifogno 
di ul cibo, che fia indurabilc. e fecca- 
bile per la tetreftfiti. 

TERRESTRE , TERRESTRO > « 

ITER RESTO . ^dd. Di ttrrm , Chi bs f «a* 
iitm di ttrrs , Ttrremé . Lat. ternftrli. Gt. 
in'>#fS«. Pffr.yM.9. Gra vido la di fc 



mincìaado dal mare Oceano, e Paradifo 
ter redo . Ttf, Br, f. 5. Quando quefto 
addiviene air acqua, fimoftra» ch'ella 
non abbia in {e cofa terreAra. But.Puri, 
jr.a. Inoanti che potefle falire a vede- 
re lo Paradifo terrefto prima 1 e poi lo 
celefte. 

TERRETTA. Dim^diTerrsi PiectiA 
ttrrd . Lar. tppidum , §ppidulttm . Gr. t«- 
Xt'xftcf . Bgmù, fit. IO. 145. Il Contari- 
no fottoptoveditore , ed Ale/Tandro Bi- 
gol ino , pcidnu la fperanza di poter 
quella teirerta ritenere, trattone 1 foc- 
cotfi , a Padova fé n andatono ( qnì md 



$. TerrtttA , r éMcb* uha Sp*i,ie di terrd , 
ch*jpervi ptrmfidtlisfitturdf di cui v, il 
Vécak, del Difign§, Btrgh, Rìf» 17J. Chi 
voIcOTe fopra le muradipiitnere di chia- 
ro o(cu(o, bifo^na» che faccia il campo 
di ter re tra, e pò: tre colori ec. 

TERRIBILE. V. ^, Sufi. TurihiU, 
Lat. ^ tburibulum . Gr. -S-v/u/flCt >^of . 
%Aiin»t, Vdiig. Nel quale è rTterribilc dell' 
oro • e l'arca del teftamento . Fnuu^ 
Séucb.Mv. 15, Il cherico udendo quefto 
nome così tettibile , e non fa pendo , 
che rifpondere , guardava il Cardinale , 
il quale menava il braccio, come quan- 
do fi dà lo ncenfo col terribile . , 

TERRIBILE. ^dd,Cbt Msptrts ttrf- 
f . Lar« ttrrikilis» Gr. ^fitp(K . Btee.mrv, 
87. 8. Ed ecco vicino a lei ufcir d'una 
macchia folu un lupo grande, • terri- 
bile. G.Ka.j. a. Al detto Toti le appar- 
ve in vifione, dormendo, più volte un' 
ombracon un vifo terribile, e fpavento- 
fo, minacciandolo. Ddut.Inf, 24. Evi- 
divi entro teiribile ftipa Di (èrpecti. P*tr. > 
.^ . c«:i AXit: . : ' 



della vile, che vuoi far razu, un tral- 
cio, ^ccendolo infino al ceppo pafTare 
per lo fondo d'un paniere » e quello 
empier di buon terriccio, nel quale ei 
barberà. £ 18 1. Si femina d'Ottobre il 
nocciol fuo ( del ftfet ) in terreno umi- 
do 9 e caldp^ duo puntate divelto eoa 
molto terriccio. 

TERRICCIUOLA . Dim. di Ttrrs , im 
Jigmific, di CdfielU^ § Cittd , Lat. flf^ida- 
lum . Gr. To^i X'/ov • A/, f^. 10. 8tf. Addi 
a3. furono in Valdera , e certe terric- 
cittole r obbjtdirono . frdnesSMecb,m$v, 
ia7. Con qacfto Q, regge coti bene «come 
terricciuola d'Italia. 

TERRIERE. V.^.Tfmnx/im» ,DilU 
ttrra . Lar. incèls ^•ppiddnus ,Gt* rsx/rjyc . 
M.V, I. 87. Cavalcando per lo Pattiar- 
cato, da certi terrieri iuo'fuddiriec.fa 
nel cammino afialito . Gnid. G. Gli a- 
bitatoti , e terrieri di quefto Caftello 
con armata mano , e con iftrabocche- 
vol corfo pervennero al lito . Frsne» 
Sé£cb,rim,6^, E di lor terre pocaguar- 
dia fiinno , Perchè a' terrieri tal iigno- 
ria piace . Segr, Fiw, /tt, 8. xcs, QuelU 
terrieri dlfperari del foccotfo ù dieto* 
no; 

TERRITORIO , • TERRITORO - 
Ttnittrit . Lat. territ»rittm, Gr. tiypitm 
X^teJiùf, StAt,M*re, Uannorigreflfo con- 
trai Ipopolo, e uomini* e perfone dei 
popolo , nel territorio del quale ec. fatte 
fi trova (fero . TréUt, pece, mnrt, I signori 
fé cono(cono in lor rerritorio £ir(i que- 
fte colè , e non punifcono , peccano 
mortalmente • MétefruiM,* a. 14. t. Puote 
il Prelato ifcomunicare fiaori del fuo 
territorio PCfnì per diecefi) xMdm.Gir^ 
9. 4^. Al qual miir altri Cavalieri ec- 
ranci Tenuti fon del territorio noftio* 
Bcri^ Ori, r. 9. 46. £ però femprc per 
quel territoto Chiamofia il cavalierdal 
feudo d'oro . 

TERRORE . SpdveHf,i Pdurdrrdmd§^ 



c«a^j4«). S'il dim, unquenon veggiaui Lat. tener, Gt. (ftfi^;, liér, S, Greg^ 
gli occhi mici ec.Nè donna , né donaci- 1 Nientedimeno in tutte quefte cofe ftette 
la» Ma tecribil procella • J/jr/m^^ a. (Quella mente (anta fenza 



[1^. 



29. $. La fine di tutte le cofe terribili 
è la morte . Vit .SS, Pdd. i. 47. Vide una 
forma.d'un uomo terrib'Ie. 

TEE^RIfilLISSIMO* Superi. di Ttrri. 
bili, Fr,Gierd, Pnd. Ji. Non Ci fpa venta- 
no il nome delle tcrribiliflime fiamme 
dell' Inftrno. Trdtt.fe^r, cef. dnue. An- 
corché atfiitte da tcrribilidimi dolori . 
Bergh.Fir. disf, 270, Con A|{iIulfo, che 
poco innanzi al fuo Pontificato era nel 
regno fucceftb al tetribilifilmo Autari . 
Buen,Fier, ^,i*6, E poi terribiIiflSma ci 
sferza. £ 5* 4* i> Terribililfim'ooabre t 
Ferociflime belve. 

TERRIBILITÀ*, TERRIBILITADE, 
#TER:R1BIL1TATE. ^/rdttedi Terri^ 
bili , Lihr. Op. div. Ed 10 Vedendo una 
terribilità di pene , dimandai ec. Cdr, j 
leti. a. 81. Ma per la terribilità fua & iarà 
largo da fé . 

TERRIBILMENTE. ^i/vfrk Ctnfer. 
rHUitji. Llt.^'tirribiUter, Gì. ^J^P^s • 
Ddnt. Itif. ir. Dopo la dolotofa rotta, 
quando Carlo Magno perde la santa 
gefta , Non fonò sì terribilmente Orlan- 
do. P^f» aji. In più altri luoghi della 
fciitruM terribilmente gli minaccia Id- 
dio, a dare ad intendere ia quanto o- 
dio egli abbia la fuperbia • 

TERRICCIO. Cernie mdc«r$, imefa- 
ld$%cem terrd. Dav.Ceit, is8. Barbatelle 



^ — terrore, e quella 

Città forte fa nza commozione. Micc.i.€^ 
f, 5* La quale iem/td) non che ragiona- 
menti lollazzevoli , ma il terrore della 
motte non credo, che potelFe fmagarc . 
A/4tf/}rii^va.jo.$. La qua! cofa è ordinata 
cosi a terrore degli altri. DdvJcifm,^x» 
A terrore degli altri citò 11 Barone Dactet 
Cattolico, e potente. 

TERROSO . >Add. ImbrdttdtediUrrd . 
tAt.tirrefus, Vttt, Cslt, ju Fermandofi 
quivi quell'acqua toibida, e ccrrofa. 

TERSISSIMO. Superi, di Terfe. Lat. 
nitidjMmus , emdtuldti/fmut , Gr* kx/UTpé- 
tktO«. Segu, Mddm.Rrvtneb. u. a. QuaP 
è nello fpecchio la difpofizione più 
proflSma a venir ratto inveftito del sol 
ptefente } è 1* edere già terfiifimo da 
ogni macchia. 

TE^ SO . *Addi dd Tergert ', Seutd mpmw 
chld , Netti , Pulitd , Lat. mtidus , terfiu • 
Gr. Kx/ATp^ j «o/u^/o'r . Dd»t, Pdr, ^ 

? Itali per vetri trafparenci, e terfi ec« 
urnan de'noftri vifi le poftille. Petr, 
fé», làj, TelTendo un cerchio all' oro 
terfo, e^refpo. 

TERZA. Su/t,Udd deirert cdmneicbt, 
citi fi cdutdf i fi ricitdmelterKjluegii ed 
dMcbd il Tempi » im chi elU fi cdntm . Mecc, 
imtred. jj. Come teiza fuona , ciafcua 
qui fia . £ Mv. iff. 7. Già l'ora della 
terza valicata . £ u*v. 4j. 16. Perchè 



aacotaaca^ogatto puoi fare, pigliando enttart ia vìa t ia (alla meaaa teisa 



y0f,ililUCn/€d. Tm, K 



D 1 



46 TER 



ri snififcro . Cr^^iz^ Se V ure fi col- 
ano dopo terza, ^nando la rugiada è 
rifcJuta, e che r aria fia calda > ecbiara» 
il vino fari più podcrofo, e miglior da 
durate. IX1iir.rjM.a4. Pigliandole ansi 
terza «Con eflc palferei veipro^e le fquil- 
le. BtrH*0rl,i,i6,}i. Né mattina, né fe- 
ra , a teiza » o nona Lafcitt che pur dal 
sole io iia veduta. 

TERZAMENTE . ^vvtrh. Nel tery 
lucg» . Lai. tmi§ , lerth 1§C9 . Gr. rptrTÌi.^ 
jEXrnf.rMV. 65. Teizamente perocché 1' 
operazione della viitìi per fé dee effere 
acqaiflattice d'amici. S.^f.C. D» Fri- 
luamente percuotono il fogliare colla 
fcore , e p«>i col pcAcllo , e cexzamente lo 
ipazzano colle fcope. 

, TERZANA . Felici y ehtvletu «» dì 
xr, ««»»#. Zitu tertiana , Gr.T;i'nt?^« 
M,V. 7. 47. Videfi la ftate lìngulare, e 
grandiflìjno caldo, e lungamente fecco, 
e ferene« cmolte terzane nell'arie gro(- 
(c. Tef,Br.*,i». Quelle, che fono per 
collera, fono meno aie, iìccome fono 
le terzane; perciò è bene, che li flem- 
matici uilno di verno cofe calde, e fec- 
che. B»*x^yéi9ck»i^r§f,t, Quello qualun- 
que ila* che voi con tanta meravìglia 
guardate, potere peruncaldicciuolo d* 
una fèbbre terzana dilTolverfi. Xtd,c»nf, 
Z.5]. Tutti fun d* accordo, che i mali 
vaganti fieno terzane, delle quali altre 
fon continue , ed altre fono intermitten- 
ti, e chele intermittenti pet lo più fono 
le terzane femplici« 

f. T trt/tnm dtffU, fi dia furìU Fehh», 
ehi vitnۃj^miihrH0t maefHbMi fAffifmi 
MltiTHémemtt fimìlì . Bemb, Uii, i. ]i6. 
Qpanto al mio male, egli è ftato una 
febbre terzana doppia aflfai veemente . 
Jted, rtn/.a. 5). Le intermittenti per lo 
pio fono le terzane femplici, ancorché 
quefte ec. fogliano di femplici farii dop- 
pie. 

TERZANA' . K. ^. ^rfenmìe . Lat. 
i»Av«.'c. Gr. uw, ButJnf.iiA, Terzana 
è luogo di navi] j , dove fi ferbano , edo- 
ve fi fanno. G,V.9, a8i. i. Ordinò ec. 
che in Napoli doveffero uccidere il Re 
R<>berto, e 'I Duca , e mener fuoco nella 
teizanà, ov'exa il navilio. 

TERZARE. TermiHt d* ugrìctlturm i t 
^Hih ^TAtiU urf,s ^fitéi. Lat. frrlfjrf. 
Gr.Tpmr. Tf.s. ao a. Delmefedi Set- 
tembte s' areri la terza volta il grafl'o 
campo, e quello, il quale avrà per ufo di 
tener Tumore, avvegnaché nell'umido 
anno ù pofTa teizare innanzi . PélUd.Stt> 
temk.i. Di qucfto mefe i campi ec. G. vo- 
gliono la terza volta aguale arare, ed an- 
che il campo graffo, avvegnaché l'anno, 
che corre omo rofo, U poffa anche terzare. 

TERZARUOLO . f. TERZERUO- 
LO. 

TERZAVOLO, rTERZAVO. Pédr» 
dil hlfétvh . Lav. shévu» . Gr. ^/eeretrir^. 
Fr.Ghrd.Prfd.S. Ora e' non ci ha oggi 
nullo, chefappiachi fifoflfe fuo qninia- 
voloi appena il terzavolo, anzi appena 
il bifavolo . But, Poiché ha moftxato 
gran congratulazione al fuo renavo . 

TERZERIA. Um delh Urxt fmtidi 
ffa , ehefin^imiriper tempi , • fimìli • 

TERZERUOLA . Spe^U di mifut* di 
vimt . M, ^Idtbr, Metti in una terze- 
ruola divin cotto, e fa bollire. Fréute, 
SMeeh,n$^.t-j€, Effendo mefcioto una ter^ 
seruola, ed avendo ciafcnno i bicchieti 
in tranocc. j 

TERZERUOLO, # TERZARUOLO. 



TER 

D«»r./M/.ar.Chi terzernolo , edartimon 
rintoppa • But, ivi: Artimone èlamag 
gior vela « che abbia la nave, terzernolo 
e la minore; imperocché la nave porta tre 
vele, una grande, che fi chiama artimo- 
ne, una mezzana, chefi chiama la mez- 
zana, e un* altra minore, che fi chiama 
terzeruoJo . FrsHc, BérO, 159. jtf. vele 
grandi 9 e velooi, Teizatuoli, e parpa 
glioni. 

$, h Fat ttnjirutU i fidici diW ^ec»m- 
cUrt U sltrg vtU tnéggitri édl'éUteu,^ , « 
f$rmm del ^ert,erntlo . 

f . II. Ter^erutlt , dieiMm« AmcÌM s una 
fpe%ji d* xArehìbuf* c*rt» . 

TERZETTO . C»inp§Himt»t9 in ferine 
riffM ', idantht ^luelU Parti di capitili^ ftt- 
mittt, mltraputia^ tb* i <»mprefaimtre 
Viffit TirHsri9, Tertìns, Varch.LtK'^ì' 
Quella maniera di verfi chiamati ora 
terzetti, ora ternari, e quando terzi; 
ne, i quali non fono altro, che verfi d' 
undici fillabe rinterzati > onde fi dico 
no volgai mente terze itine. Lafc rim. 
Udite, udife un pò quefto terzetto ; O 
tutti quanti voi, che componete. Non 
fate nulla mai , che vi fia detto , Se 
poco onore aver non ne volete . Jtid. 
^'F,* ^ i^* Oflerviamo foventemente i' 
priuu quadernari , e talvolta il primo 
terzetto d* una teflìtura, non come quella 
del Petrarca . e degli altri migliori poeti . 
SMlvim.pff,T»fe.t,29t. Se la terzina,o ter- 
zetto il confiderafl'e da s>er fé folo , come 
qa membro recifo da tutto il cotpo del 
fonetro , cferciterebbe 1* obbiezione tutta 
fu a fbtza . 

TERZINA. Cimpinimintiin tinjt ri 
mai ad amchi ^ilU parti di capitile^ f» 
Betti ^ 9 altra ptetia , chi è amprefa imtn 
verfi ^ Tirnarii ^T erutti . Vareh.Lex,.6^i, 
Quella maniera di verfi chiamati ora ter- 
;&etti , ora ternari, e quando terzine, i 
quali non fono altro, che verfi d'undici 
filiabe rÌRteizati , onde fi dicono volgar- 
mente terze rime . Salvin,prif.T$fe.ì, 29 1. 
Se la terzina, o terzetto fi confiderafTe 
da per fé folo, come un membro recifo da 
tutto il corpo del fooetto , cferciterebbe 
l'obbiezione tutta fua forza . 

TERZINO . Vafi da tener UfUtdi.i tii- 
m la tirila parti £ nm fiafei . 

TERZO . Sufi, Una delle tn parti del 
tutti , Lat. tirtia part , Qurp ircf fiiip^, 
M. V, 9. 107. Qoefta pcftilenzia ricomin- 
ciò delmefedi Maggio in Fiandra, che 
dilargò il terzo de' cittadini . Bice.mv.yj, 
j|. Qaefta non é ftata lunga per lo terzo , 
chefulafna. Dav.Camk.tco. Un terzo 
per cento per provvifione . Malm, ff.i 09. 
Di nuovo attorno il boflfolo fi manda Da 
vincerfi il partito pe' due terzi. 

4. L Trr^f , fi dia anebi urna Squadra di 
fildati , eempifia d* nn eerti detirminati 
numen, Maim,i,f;, Bieco de* Crepi Du- 
ca d* Orbarci Io Mena il fuo terzo «eh* ha 
il veder nel tatto • 

$. II. Terije^ vali falera XJm di' parti- 
eilari, che eitnpiufim alcuna univerfità,* 
tmltitudim , Sin.ben,yarch,^,t9, Erano 
alarne cofe, le quali non potevano toc- 
care al terzo, ed al quarto, fé non fi da- 
vano a tutti . 

TERZO. Nime numerale wrdiaativi^ehi 
feguiia dipi 7 fieindi , Lat. tertiu», Gr. 
rph^. Biee.ui'9Au%, V uno era chia- 
mato Stecchi, r altro Martellino, e il 
terzo Marchete. £ mv, 14.14. Baleftra- 
to dalla fortuna due volte , dubitando 
della terza pensò convenirli molta can- 



TER 



tela avere. £ »»v.97>8* Avantichè paii 
il terzo giorno • ti credo recai novelle, 
che fommamente ti faian cate • Petr^ 
/•«. 04. S' ella riman fra '1 terzo la- 
me • «Marte, fia la vifta delsole /colo- 
rita. 

$. I. Tentreunatir^a parti , vali Stare 
infra dui , Miutener fi neutrale tra due par» 
liti, Bte.vit,Dant,xix, Veggendo» che 
per fé medefimo non poteva una terza 
parte tenere ec.con quella s'accoflò.zel- 
la quale ec. era più di ragione. 

J. II. Terf,aeerfena,/t diee Quella , eìm 
j' interpene tra te due parti , che trai toni 
Vinc,MartJett,ij. Il non farla, o il fadt 
tardi , o per terza pexfona crelce il fofpei- 
to in fua Macfli. 

4* IIL Jn mMniiraprivirb,Idàbm,$,xj,\ 
due contrari fan, cheil tetzogoda f JUr« 
inter duos litigantestertiusgZDdet) 

TERZODECIMO. A>Ma numerai» ^ 
cemprendente tre §len la deeim^ • Damtm 
vit.nuiv.js- Ed ella fa dei Criftiaai dd 
rerzodecimo centinaio. Guicc^er,^, tft, 
I capirani il teizodecimodid'Agofiopo- 
fòno il campo alla rocca. 

TERZUOLO . Vecilti dirétpinm. Il ÌU- 
fch'ie dell' a^ire, Tr. io.9.r. Tatri q^iicÉi 
falconi fon femmine, ci lormafchi foa 
chiamati terzuoli, e fon detti tetzaoli* 
im perciocché tre per nidio ne nafcoao ia- 
ficmc • due femmine , e *1 mafchio, c^ 
peto terznoio é chiamato • re^gr.5.9..U 
minori iafieri) fono a goifaditersuoia^ 
ed é prode, e maniero, e bene Tolcace* 
f ofo di beccare , ed è leggieri da uccella- 
re. Fi7ar.s.tf4- M'eradivifo veder dalle 
guade mura ec. ufcireun terzuolo»ecoB 
forre volo agglugnerfi agli altri • Leit. 
Ì4ed.fi,96, Non teme la pernice, chcl 
terzuolo Laftiinga, come il fèrro fini 
tanaglh . 

$. Teri^uili, è anche una Spe^JU di trc2*« 
Cirtff.Cal^,t.6, Di poi *n un tratto fi naife 
Aquilone , E cominciò a foffiar • talché 
fu forzi Col terzuolo alia fin caricar 1* 
orza. 

TESA. Ver hai. d^ Tenderei II temine^ 
Lzx,*ten/ii, Gr. *nf9^, Dnnt, Pmrg. et. 
Come balefiio frange , quando fcocca Mi 
troppa tefa la fua corda, e l'arco. 

i. I. Tifa, dìciamianeb!a.Lmig»ei€C9^ 
eie per tendervi le reti . 

$. II. Tefa, diciamea^nelU pévtt dd 
cappelle , ckefifiendeinfuerifitH edcaecm^ 

Xfili, 

TESAUREGGIARE. V,^, TefarnH^ 
K^an, l^t.tbifauri^are, tbefaem^tfugefÉ' 
re . Gr* ^^ravptì^94f , GuitJeit,f^ Che te- 
fau reggi di tefauro con te pottcvolc • 

TESAURERPA . TefertrU. 

TESAURIERE . TeferUn . Lat. the(m^ 
ri eujtett tribunus aréieiut. Gt. ita/uar. 
Fr,Ciird,Pred,S. La quale era ftefaaricia 
dei fuo figi iuolo . Belfimc,fin.iyi. Maemm». 
timii, che c'èiltefiuricrc, Oilcanvi 
ru intendi. 

TESAURIZZARE, «^avavu/^ra ,,^. 
cumular et f9t0 , Lat. tbejoMnt cnlOgert^ 
tbefaur§s cen^eren, Gr. <^«r«v^/(Mp, G, 
V. 1 1. jo. ]. 11 volito tefora fia in Ciclo, e 
non tefiiu rizzate in terra • dft.SS» Pìtdm 
Non vogliate tcl'aurizzaretcforoin tet- 
ra . Fr, /«r.r.a.ao.ai. D'ogni ben sì t* ha 
fpogliato ec. Tefaurizzi il tuomercaiv 
In tua propria urìlitade . 

i, Pir mii.*f,Cavale,FruitJ:nr,^pttb 
6Ì tcfantizzanoiraaefgrorDo delgisftv 
giudtcfo di Dio . 

TESA URIZZATO . *Add. és Ttf amiK- 



TES 

Mr*. OmSé.G. Li vicetcl dcWoftrì mag- 
'fiori ék\ fendo roteiclaro, e le tefan- 
sizzate ricchezze de*Qoftri maggiori dif- 
'pttofero ■ preda • 

I TESAURO. Tifìf. Lat. thtfnufus , 
Gr. 9\9^v '9% e Fr^r. r4»^. 5. tf. Ta ch*hai f 
per arricchir d anbel tefanro , Volte Tari- 
rchc.e Teinodernecartc.CF.Kfi. j. 19. 
Konrraiioaufer né argento da provare 
■ella fornace del fuoco > né da riporre 
od feiiioro del foinioo Re* 
; f • Fmt mttmf, Rémmmtd , • Ctnftrvéf ài 

5*mlfifiM e§fs éi prt^h . MaeflrMi,^ 1, |tf. 
Hla Chiefaiìl rcfaaro de*niertri così 
della Chiefat come di Crifta, del qual 
tefavro il Prclatoneha le chiavi .^ 

TESCHIO . Lm rmu fmf trine dflU 
r^jfm i Crmmh • Lar* crémium . Gr. npiiffif , 

' C V, io,i7a« I. Lerarono alquanto del 
fbo trfdiìo del capo . Démt, /«/. fi. Noa 
slrriotieBci Tideo sfrofe Le tempie a Me- 
Mrtippoperdiriegno, Chft quei faceva il 
K^cbia, e l'altre cofe. E jr^Rìprefe U 

. ttfchro mifero co* denti • 

I 9. ^rr Ì9 Cmf ^leeéUè dml kufi§ . Lat. e«- 
f«». Gr. xff^Xf . »§cc, n$v, tfi. 5. Egli 

tvcdidiibe vir refchio d'afiooinCuunpa 

; Tv. Pffr.ctff. I* Tornir folerra Con nna 
anciira, e con Torribil refcbto. 
I TESO . ^dd, Dìjtefi , Diritf .Lat. tx- 
( fnfw, fvtf«y. Gr. intft^Mi òp S 99. Sgrm. 
\ f .^. Aprite li repo!crì voi ricchi , e gio* 
vaas » cheaadateco] petto tefo . Tef. Br, 
iSiTT* OkbIo è onor uccello di colore, e 
i di ^riidnAa di fi miglianza alio fparvie- 
re. Iblvoche è p<'ti lungo , ed ha il becco 
rIo • Cr, 9.7. f. n ventre Inngo , e 1' an. 
eie langhe » e refe . Frsnc,Saceh,M»v,t^ 9. 
n voftro cavallo ne va dierro a ona cavalla 
col- nasaafnifto tefo • Ovìd. Pì/t. 44. Mi 
parve vedere le vele refe al rrab'>cchevole 
veewchramaco Noto . FiV. ^/.xor.VolIi 
per la mia parte fkr (è^o di non efler 
— iBCo di loro • e refi gli orecchi . e gon- 
to il nafir* ragghiai quanto mai della 
gola mi afciva. 

f. \.%Ar€9 uf» , • Séttta tef» , fi d!e9H9 
^némd» fen§ In /mnie fer ifewceare , Guid. 
<7. Yari coir arco tefo il fèd{o . Dife. 

^Wr. la. Torte le zuffe ^ non alrrimen. 
'ì che an irco ftandogran tempo tefo. 
Ci fnervana. e Q fiaccano . Bk§n, Fìer. 
',. r. IO, Sicché ali* afta faetra Tefa in 
mia colpe tetre Da Dia mercè m* im- 



TES 



TES 



47 



i. Per ^mminljlréifjient del f e/ere , Vìt, parna(p , né dalle Mafe non m'allon- 
P/ir.Facea l'oficio della tefotcrfa molto tano. Beet^G.S, 11^ Convienft no po- 
bene . chctro quefta volonrade raffrenare coir 

TESORIERE. Jdìntfire^ « C»ft§de del indugio , infìno eh* io teflb infieme le 
tefere, iM^theféuricufte», tribunus «r«- ragioni . %^Um. Gir, aa. 75. Ogni ao- 
^ins, GwnLw'aif, i7M>c.fl«rr. 52. Voglio,' mo, ogni donzella intenta bida A lef^ 
che di noi fìa fpenditore , e teforiarc . fer tradimenti , a condar male . Bee^ 
LéU, i8tf» Perchè coaìtofto d* alcuna. Vmtcù, 4. prof, 6, BiCogna » che tu difiè- 
quantità di danari» eh* ia aveva , mit| rifca un poco , e prolunghi qnefto di. 
celoriera, e guardiana oon la feci. ATrv* letto , mentrechè io aanodo iofie- 
4»fr24.2. Fece chiamare fno teforiere»! me , e telTo per ordine cocali lagio- 
e difle . Csf, Imfr, Anime teforiere della ! ni ^ 
divina srazia • Vìne, Marr, Un, 17-. Laf- 
ferò tifpondereinmio laogoaltefoxiete 
del Frincfpe 



f. II. StMT eeiir aree fé fé ,fig9réttMm, véle 
BsdMr€t ^AUendere^ Vf^r dilifem^s , v, 
STARE COLL* ARCO TESO. 

f. IH. Orecchia , • Ocehie te fé , fi dicene , 
JtUMé§ fi tenfem» intenti per udire , e per 
•mdMTw, BétK» y^rch, f. pref 1, Ingordo 
di adire» e piena di mipore ftava con 
gli orercht trfi , ed a bocca aperta per 
afcoltarla . JLmfe, Geìef \. %, Sta' con 1* 
occhio telò, accrocchè^fe del tuo tinto 
OKfticr ti faceflé, et ne polli: acconcia- 
mente focrorrere. 

TESOREGGIARE. Tefirìixért, Lat. 
tbrfamr§s fUlgert^ velcenferere . Gr. fitfTttv^ 
ff^«fv . Segm, Msmn. GiugH. a. j. Il loro 
dflett9 ctt qa*f non folo arricchire , ma 
ttfore^lare iofaziabilmfeqte ec. teneordo 
rnori^ nelle offe il danaro. 

TESORERIA, kneg», Avr £ fiene il 
tefwe, Lar. srarinm, Gr; rtt..u^Cf,G,V, 
r«. iS4. a. Feceg!! dare nna camera fotto 
la fua teforeri'a , e libri da ftudiare • 
Db. rvm^.a. 54. Rappono It (agreftfa, 
9U tcforeria del Papa , e tolfongìi molto 
.«bra. 



TESORIZZARE. *^mmMffsr te/eri, 
Riperre nel te fere , Crescer rìetbexx» . Lat. 
tkeftmres cengtrere, vel cellifere . Gr.-^f'WV» 
^CMf . G, V, ir. 9S. j. InrendeS folo a 
tesorizzare» fensa volerlo fpendere al 
fervigtodeila criftianità. 

TESORO. SiuAittitmdrtrw^ « dTéttìenf^ 
ceniétmt e di ^itie , e etfifimili fretMf** 
Lit.thefsnrMj, Gr. f9r«v;tf . B0cc»nev, 
r. }. Avendo in diverfe guerre , e in 
grandi (11 me (uè magniHcenze fpefo tutto 
il Aro teforo. Enev. ij. ao. Con gran- 
didima parte dc*tefori del Re d'Inghil- 
terra mio padre. TefBr, %, 14. Penfa- 
vano lo comune teforo rubare . Lìbr^ 
Dlcer, li loro avere fit pubblicato , e 
meflfo in teforo . Giétrd, Cenf. Non e 
cofa ficnra , ma (lolta potre lo teforo 
in quel luogo, che a tua pofta noi podi 
ritrarre a ter Btm,Orhu^j, x. Cosi po- 
trefte, al mio parere, ft retto Tene re in 
cafTa anteforo di faflfl ( ^nì per fimilit,) 

i. Per metaf, vmle Rannate , • Conferva 
di jual/^ eefa dì pregie , Danf^ Par. 1. 
Qiiant' io del Re^no santo Nelli mia 
mente potei far teforo . Caf Utt, 71. 
Scopriranno i mataviglioH tefori della 
loro fcienza . 

TESSERANDOLO . Tegrere . Lat. te 
xter, Gr. d^«rTj>5, C7. V. 9. J09. i. Ne 
fÌBce cacciare tutti i caporali de'tederan- 
'doli, e folloni . M, K 9. |9. De' quali 
n fèciono capo folloni , e reflTerandoli. 
E a^preffè: Di loro feciono tre capi, uno 
tefrerandoto» e uno carpeatiete» e uno 
calzolaio . 

TESSERE. Fabbricare, e Cempwrrtla 
tela» Lar. texere , Gr. v^óùietr. M»r,S, 
Grrf . Efli ruppono Tuova degli afpidi, 
e tefTerono le tele de* ragnoli . Frane. 
Saeeb.nev. $0» Così per tutto fi tag'ia 
not e fiampano i panni r che con gran 
fatica fono teffuti» L^K jr. Nonèpan- 
no manoalmente telTuto ,■ anzi è un fuo- 
co dalla divina arte compofto. Petr.ftn, 
140. Qaanto al mondo n teflfe opra d' 
aragna. E fen, 1^5. L* auro , ch'Amor 
di fua man fila, e tefTe. 

J. I. Per firn Hit. fi dice del Cemf^rre 
ebecebejfa a gnifa d*un teffute, Vìt, SS. 
Pad, I. j9. Lavorando Antonio , e tef- 
fendo una fportella,. fenti'e tirare Ia*n- 
rreccianrra , della quale facea la fpor- 
tella. £ 66. Lavorava tefrendofportel- 
le. £ a. 15. lnfeg?»ò loro tefTere funi • 
Velg,Raf, Si teffono infieme vene fotti- 
li, le quali, q[uando la vergine fi cor» 
rompe , cioè li fpulcelfa , u rompono . 
Salvin, dife, \, 98. Quei buoni monaci 
aveano per coAume di trattenerfi in tef- 
fere fporte, in fare f^oie • e in altri 
fimilì lavori di mano. 

9. II. Per mttaf, vale Cemperrt^ Cene 



S. III. /• freverb. Belline, fen, toa. Ma 
1* nomo ordifce , e la fortuna relTe C • 
vale^ che idifigni delV Meme bannebifegnè 
deir aimte delU fortuna } 

TESSITORE. Cbe tefe , Lat. texter . 
Gr* vtdmif . G. K 8. 54. a. Oueflo 
Piero era teflTtot di panni • rr«ff 
Cenfol, l dì nofiri toftamente trapaifa- 
00 , e fiamo orditi , e teflfuti , e 
tagliati , come h il teflStor della tela . 
Buon, Fi€r, 4. a. r- In quella gutCì » 
Che'l teflicot tra *1 pettine 1 fooi flea- 
de.^ 

TESSITRICE. Verbaf, femm. Che tef 
fé, Ijiutextrix, Gr. v^ahrpi*. ^Atrigé, 
74* Con fragile tela la teffìtrice ragna > 
tefTe . Becc, nev, 79, ij. Or che menar 
di calcole, e di tirar le caffè a fé, per 
fare il panno ferrato , faccian le teffi- 
trici, lafcerò io penfar pure a voi. Fir. 
%Af 174. Né averai ^rtn fatto cammi- 
nato , pofciachè farai fmontata del pie- 
cìol legno , che tu troverrai certe vec- 
chie teifitrici , le quali ti pregheranno , 
che tn fii contenta di aiutar loro un po- 
co a tclTere una tela» ch'eli' hanno io 
fui telaio . 

TESSITURA . nrifute. Il teffert . 
Lat» textura , Gr. vt^tr^ioi , L'rf«»d. 
Sant, B, v: A modo d'una belliflima , 
e attificiofa teffitura. 

i, I. Perfimilit, Tr. ri. rs. 1. Lc cor- 
tecce nelle piante fono ficcome il cuo- 
re negli animali, il quale non è gene- 
rato per teffitnra , e ordinamento dt 
vene , ma per amor di vene mandato 
alla fuperficie.- 

$, ir. Per mttaf, Mer, S", Greg.Tet lo 
linteo del lenzuolo fi figura la fottil 
teffirara delta fanta predicazione. 

TESSUTO.,^*/?. Cofa intejuta, Lat. 
textura, Gt. vtttfrfxn. ^uad, rtir.Fu; 
tono per una rete , e intrecciatoio di 
perle > e per un teffuto d'ariento «^c 
per ana ghirlandozza, e pernnfòrzie- 
tino , eh' e* co-nperò per la moglie d* 
Andrea fuo figliuolo . Saìv'n, dife, i. 
l-jt. Formano come un temuto di ftrade 
cieche , ed uno inneaarrabile labetiato 
i fui per fimilit,) 

TESSUTO . ^Aid, da Tejirt , Lat. 
textus. Gr. ù^vr/uéi'^ . Mor, S, Grtr. 
8. ]9> Non ti metterai veftimento teT- 
futo di lana , o di lino .' «^"* ^'s'* 
40. Nel quale luogo lo indaffriofo ani- 
male offerva fua tedia , e manflone, e 
J[uivi dimora , refTuto, ed ordinato il 
uo lavoro . Bemb, %Afol. a. 94. Come fu 
air antica Penelope agevole lo Ueffere 
la poco innanzi teffata tela. 

TESTA, r^f^. Tutta la parte dell* a- 
nimaledaiceUeinfu, Lat. ri^''ttr.Gr. «f- 
^acK^. Boee, intr, s?. Ne fece un a ghir-^ 
landa onorevole, e apparente, li ^na- 
ie 9 meffale fopra la tefla , fu poi ec. 
manifcflo fegno a ciafcnno altro della 



filare , Ordire , Bece, g. 4. p,* t6. Perchè real signoria^. B nev, ì%, 24. A quella 
quefle cofc teffendo , ne dal monte boce levata la tetta, vide uno, il qua- 



1> « 



le ce- 



48 



TES 



le ce. E iMf. f9. ^. I fiioi famigliaci 
cCf voltate le telie de cavalli , qaan. 
IO più poterono £i fuggirono vexfo il 
caftello del loi signore # Pttr, r^i»^ 
ao. ^ Come a forsa di venti Stanco 
nocchier di notte alza la tefta . Dmi^$, 
/»/.!. Qaeili parea, che contea me ve- 
ncfle Colla tcAa alta* 

f. I. Tefid^/iprtnd* ancb§ ftr UPdn* 
MHttrièrt d9l capi9 degli •tebi in fu i 
fr§nt* . 

$.11. T*fiM , ftr Ptrf§ns l cbt ancbt fi 
diffit§/tdd'u«m§, B§ce, «tv. 99. ja. Nel- 
le fecche di Baiberia la percofle, né ne 
fcampo tefta. Af.K.8.i{. Mifonola ga- 
bella al vino, e un' altra più grave di 
fiorini uno^r tefta d*aomo. Bvrgb.Fir, 
duf,i%%» Gli finì di rompere con tanta 
loro ftrage , che e' non ne campòC co- 
me fi dica ) teila » che non fufie , o 
morto» o prigione. 

$. IIL T«/«rff«»4M, Ufiéf§, cbé Rt^ 
Berm, Ori. 1. 1.17. Poi a man dcftra , e fi- 
niftra ordinate^ Foron le menfe con 
gran difcrezione , Nella prima le tede 
coronate , Un Inglefe * nn Lombardo , 
ed un Brettone. 

§. IV. Tejts , pir Inullttt» , Ì»gign0 , 
lAt./iédicium , In^fniMiw ., Gr. yf9ÌM1 « tv- 
^ui « . M. V, 9. 65 , Era uomo al l'«o tcra 
pò riparato aftuco, e di buona tefta . 

J. V. Ttfia &4/^4»4 , fi ditt di Ptrfi- 
mm ftrAVMgsHt* , ftrMns . M, V, y 
79. O che il Vlcaro , che era tefta bal- 
zana ec. per (bverchia baldanza ec. fa- 
ccue da le cofe fconcc ( <»sì in slcnn bn§n 
Ufi9 Aftnnéy Ufiémfafbs: tcftt Lttc- 
chcfe^ 

f. VI. Tifidt dicUm» anche ali* Efirt- 
miSM dilU lungénnéi di ^uélttnju* fi v§* 
glie €$fd , C9mt tefis del p9n$e, delU r«- 
mtrs^ delle taveU , delln teU ^ e fimiii . 
Frane. Saccb. rim. s ?. Era da Rubacóate 
falla tefta Luis de* Mozzi, e Sandro da 
(^uaiata. DifcWalc.zz. Quando la palla 
in una delle tcfte dello fteccato condotta 
folTe. Bergb, Rip, 2x6, Con due baftoni 
ec. unti nelle tefte con olio di lin Te- 
me fi va rimenando la detta pifta per 
lo ranno. 

S. VII. Di fud iefid , pefie svverkinlm. 
Véli Giufté, U preprie iniendìmente^ Sent^ 
dUrui Minte, e cenfi^Ue, M. ^, 10. 24. Die- 
degli certe fcritture di fua tefta compila- 
te • ^ Téle, Dnv. dia / . p* rd, ele^, 40 f • Io non 
ardirei rifpondcrcdi mia tefta a sì gra- 
ve qutftione . Air^/y. Fir, disf, 289. Non 
è da credere, che fcrivefie quefto par- 
ticulare di fua tefta • 

%, VIII. Ttjìa tefidj e te/s per ieftd , 
pefiedvverhidlmjefiejfe^ cbe^A fele dfele 
Àialm,x.^j, Perchè a roder toglieva un 
oifodurot Mentre non lo chiappa fle 
tefta tefta. ^r. Fitr. i.tfr. Sacripante ri- 
torna con tempefta» £ cotronli a ferir 
tefta per tefta . 

$. IX. Fdrtefid, Véle Fermsrfi per ten- 
trdfiéire di nlmice ^ Oppftfi , Rtfifiere^ Di- 
fendirfi, Xai, vires eppenere . Gt,olf3't'9et. 
Aja, MKio. 59. Benché il f«bito cafo 
gliimaxriiTe, prefono ardire, e fèciono 
tefta» ordinaodofi alla battaglia in ftet- 
ta. £r4^.tf7.Colui, che morto Ioavea, 
con fiioi parenti, e amici fece tefta. Fr^ae. 
Bdrlf, 2ds.a. Faccia nave in tempefta. E 
in alto mar fua tefta . Ster, Eur. u 10. Av- 
vegnaché Suembaldo fi sfotzafie con ogni 
indoftiiadi ri&retefta, ora fermando, 
ora garrendo, ora nominatamente chia- 
mando chi ci vedeva . £6^m^ Né zeiU- 



TES 

tono mai di fuggire, nonchce*cemiflb. 
no di fat tefta , fé non dentro le tene 
loro . 

$. X. Ficcdrfi in iejtd , Vdlé Ojtindrfi . 
Cecch, Jl%/.i.>.Che mìo padre s'è fitto 
nella tefta Di darmi moslie • 

%• XI. %AnddT celU tefd altd , • levdfd , 
^ver Id ttfid dlid , e fimili , vagliene Pre- 
etder tenfnfie , Dxnt. Pdr, 9. Tat figoo reg- 
gia , e va colla tefta alta. Che già per lui 
carpir fi £1 la ragna . Cem, Inf, 8. £ di 
quefto riputare nafce atroganzia » la qua- 
le va colla tefta levata • 

f. XII. Elferfefid, dittftd, edi [unte, 
fid, vh efltre eftindte t capdrkU, Lat.c<r. 
vicefumeffe, dura cervicis ejfi . Gr. «rxXi»- 
porpaxi^Of fÌMff. G. K 9. 69» t. Cono» 
fccndo il Tuo fratello per più tefta, che fa; 
vio . ^Arch.fier, 9. 227. O pet le ragioni 
ultimamente raccontate , o pure perché 
e*fofledi fuirefta. 

$. XIII. Piglidr checibejfd per ifeefd di 
tefid , Véle Impegndrvifi e/tindtémentt , 
Met fervi jt^nifer^é , fiudie,^ dpplieéfjene , 
e diligente per eenfeguirne l'intente . Lat. 
tetit viritusinniti, emnibus nervh inten- 
dere» Gr. Stwn'iuhoA . CdT, lett, a. $9. 
Gli farebbe baftato ancora far le prime 
oppofizioni, fenza pigliare perifcefa di 
tefta a mandare ogni di fuori un fuo trat- 
tato contia le cofe mie • 

J. XIV. Fdre dltrui remere in teftd, vd^ 
le le fieffe , ebe Bravdrle , Beee.ntv. 79«27* 
DicheBufiàlmaccofi moftrò molto tur- 
bato, e fece aBruoonngian tomore in 
tefta. 

i. XV. Gridare in tefid éltrni^ vdle Im* 
pertunamente garrirle . Vit, Cr{fi, Gsidzn 
dogli addo fio, ed in tefta ,ei beftem- 
miandolo, e facendoli ogni diionore . 

i. XVI. Gridare a tefta , vdle Gridare^ad 
alta vece , Lat. veci/erari . Gr. fio»f» 
Buen,Tanc,x. 6, Povera a me, e* mi ^ri- 
darà a tefta. rrcciEr.rtrr. 1.4. Che cola e 
ftata , che tu gridi a tefta, Beftia incan- 
tata f 

i, XVII. Terre , • Mempere la tefta aU 
trui , dicefi dell* Infaftidire altrui tenfever» 
cbie (trepite , e cen impertunità , Lat. ek- 
tundere . Gr. rot^troxkeìf ttft . Fir, Luci, 
I. Deh di grazia non mi torre la tefta • fé 
tu non vuoi, e he io ti fpezzi ilcafto.^'ri». 
rine. i. 14. Non vo* 9 eh' ella mi rompa 
più la tefta. 

§. XVIII. Nen aver più tefta t vale e fere 
sbalerJite, e fmemerate per troppe afatica- 
re il cape, 

$. XIX. Darfifuper la tefta, vale Veni* 
re alle mani , Varch,fter, 4* 9 ?• I Sanefi al- 
la fine di Luglio fecero novità, e fi diede 
lof per ufar le parole d'oggi^fu pet la tefta. 

1^. XX. Dare in tefta , • Remper U teftA 
ad alcune, vagliene Percuetere nella tefta , 
BernmOrl, i,iZ, 47. Ruppi la tefta ad un 
maeftromio. Che pure intorno mi fta va 
a cianciare. 

S. XXI. Tefta di vetre rinfaccia a* fafi , 
e fiatili i preverl/ie fifnifieante , cbe nen hi- 
fegna metttrfi a rifcbie evidente , Cecch, 
Stìav, t.4. Chi ha Tefta di vetro non vada 
a battaglia Di falfi. 

i. XXII. Saltare in tefta penfierit grilli, 
e fimili , vale Venire in mente , Cadere in 
fenficre» Cecch, Stiav^^, 5, Ove che gril- 
lo gli e* faltaro in tefta . 

S, XXIU. Nen féper dtve un scabbia la 
tefta, vale Nen eferhuene a nulla, Malm, 
j.^s* Ma perchè I s* io mi parto « non 
ti tefta Un nom, che (appia dov* egli ha 
la tefta. 



TES 



TESTACCl A • P*ggierat^ di ufta, ^Ar, 
Lem, a. |. Non ho *n quefta teftacdt «neh* 
io naalizia . 

TESTACCIO. Ldvere difrdmmtmitdì 
terra eettd, Lat. epus teftauetm » P/law 
Pallad, cap, j9* Fa* (opra loto uno palco 
di final to t o di teftaccio • £ f|p|v«A 
fé : Le camere de* bagni fono più for- 
ti di macigno , e chi vuole fate di tc- 
ftacci . 

TEST AMENT ARE. Teftare^ Far r«. 
ftamente, Lat. tefiaweentum eender§ . Fr, 
Gierd, Pred. R, La turbazione, che Pitto- 
vano allora quando teftamentano. £ «if- 
prefe : Pafiano da quefta vita aell* nttodel 
tcftamentare . 

TESTAMENTARIO . ^dd. Lafiisf 
per teftamente , Lat. teftamentarius . Gr* 
Tkei99ypii^^ . Buf, Par, 6, a. Come ere- 
de teftamentario t prelc lo *mperiO| e 
combattette contra Marcantonio • che 
volea ufurpare lo imperio . Guid, C, 
Con animo teftamentario ti fo mio e- 
rede • Cren, ìderell. Tutori teftamentarj 
di Bernardo , Bartolpmmeo t e Gual- 
berto . ^lUg. 105. E' vero , e legìttiitto 
tutor tcftanienrario ec. cu rato r eletto e- 
ziandio de* mondani pupilli . ^ 

TESTAMENTO. Vitina veUnta, nella 
qudle V ueme fi coftituifce V erede ', e fi fd 
per le più per ifcritturd pubblica . Lat. aa> 
ftamentum , Gr. itxèiuJi, G,V,9, 156. |, 
E non potefle eftìere a nulla efecoftione 
di teftamento. Beccnov, }x, 6, Quafid* 
ogni teftamento , che vi fi faceva , era 
fedel comme/farìo • Paf 12. Si faccia ciò,. 
che fi dee fare del coniicfl*arey del reftì- 
tuire, di far teftamento. Fir, Lue», a. 
Eh pover uomo , ti fo dire » che tu 
ftai frefco > tu non puoi far teftamen- 
to. 

(• Per la Scrittura sacra • Ltt. ««/fra. 
mentum , Jacer cedex • Gr. 9 fiat ypi^i • 
D4iir.P4r. 5. Avete il vecchio» e*l nuo- 
vo Teftamento. Bue. ivii Cioè la Bìb 
bia , nella quale è lo vecchio Teftamen- 
to , e lo nuovo , li quali ù chiamano 
Teftamenti per fimilitudine • imperoc- 
ché ficcome lo padre della famiglia lafia 
nel teftamento quello, che vuole, che 
oftetvino gli eredi fuoi , fé voflinoo 1' 
eredità fua * così Dio Padre lece lo 
vecchio Teftamento » nel quale fu la 
legge della Scrittura a' figliuoli fuoi» e 
lo nuovo Teftamento fece alliCriftiani». 
nel quale è la legge della grazia, cioè 
Evangelica ef. Paf. 18$. Che gli Apofto- 
n predetti, e «li altri avanzailono tutti 
gli altri Santrdei vecchio Teftamento!»' 
e del nuovo, e in grazia, e in gloria, 
non é mia fenteozia » ma di santo A- 
goftino. 

TESTARE. Far teftamente , Lat. r#. 
/lari , teftamentam facere , teftamentum 
cendere „ Dant, Inf, jo. Tettando » e dan- 
do al teftamento norma. M, K. io. 100. 
Sanzadifporre altri mente de* fuoi fatti» 
dicendo, che niente avea di fuo da te. 
ftare ec. rendè 1* aninu a Dio • Cren, hU' 
rell,x\^ Teftò circa a fiorini quattromi- 
la . £ 240. Teftò il valfcnte di fiorini ven- 
timila. £254. Che noi, ovvero i noftti 
manova'di \\ traflbno di mano in po- 
chi anni fiorini cinquemila » di venti- 
mila ne teftò. 

TESTE*. ^Avverh, di tempe , Ora , /• 
^uefie punte, e Pece avanti • Lat. nuper, 
mede, dudum , Gr. uytim Bete, mev, 8ow 
t6, lo ho tefté ricevute lettere di Melfi- 
na. £iMv.8s. 6, Io me n avvidi tefiè . 

£mmì. 



TES 



li. Amcconvieoeandare teftèa 
«^fiMf.ia. A cui igDorantemen- 
.le AVCTipar teftè l'Aniau data. DéMS, 
\bf-^ Col!«fonuidItal, che rcftè piag- 
li. Stm,ht»yttrebj^ìi» I quali Con par 
Ifcftè arrivati ne' Boftri porci. £ y.tf. In 
Mttc qacflc co(è , che io ho pur teftè rac 
cotfate, l'nao, e l'alerò è padrone d' 
■SA mede fi aia cofa . T^icDétv^HM^jox, 
Cb« coAai nnorto gnn tempo di fame , e 
fcftè di qnelU arte arricchito , e fcia- 
beqaantc Ia fegaitaflie, non £a miraco- 
lo. rkrek»£re»l.297. Io mi ricordo, che 
1 Tellaidlo nel m. canto del Purgato 
ttìot qoaado egli (pone qaefto avverbio 
Lon^fdo i/<i, cioè r«/r, il qoat ttfié 
gli ^ re pìggioie» e più goffo che iffét 
dice ce. 

TESTEtLECClO.^dél. Ofii*éit§, Di 
/m ipssSffM, Di fuM tfftm , CMparhÌ0 . Lat. 
* c9rtn€0lui, Gr. wi^àits-;, Cuid,G, Per 
piccìolA» e vana cagione con teftereccia 
mpeibn s'awenrarono nePanoftra cit- 
tì. e-^Unntt Non per ranco a* voftri 
Dlx è gtaxrolà, e accettevole quella po- 
tCBSa • In eguale non tien fupeibia . e non 
conofce r vizj delh reftereccia orgoglian- 
lA. K«rr4/«r.tf.itfi. EfTendo egli di ni. 
linfa teftereccio . E Stn, ben, i. j7. In 
oacAo iblo fai pertinace , ece(tereccio, 
\£aao volermi lafcìar vincere di corre- 
\i|a. Caef*. XW.5.2. Sjirà Come dibatter 
r acfn sci mortaio. Gli è troppo tefte- 



TCSTESO . %^'9vnh, L§ fiiffi , eét Tt- 
f/r • Lat. mmfer , mtd§ , dudum . Gr. «pn . 
§ 9 tt,m mjt9.tj, To non fenciv! quel, che 
Ì9« qoando ta mi tiravi teftefo i ca- 
dili . E —V, 84. 7* Egli dee venire 
joaì teftefo ano, che ha pegno il mio 
toffctto. DMMt.furt. 11. Difl'c : perchè 
la frrcia tua teftclo Un lampeggiar d* 
u3 tifo dimoftrommi ? £ ^«r.19. E qael, 
che mi coiivienritrar teftefo. Non por- 
to voce mai , ne fcnflc iochioftro . ^l 
Wr#.c#p.tfj. Adopera adunque per Tal- 
tao fccolo » ficcome to do vedi morir 
teftefo. 
TCSTICCIUOLA . Ditm. di Teftm ; m« 

di esfreit0, fUéUèdtè /fétecmM . Lar. égni 
i eéfmi • Frsm€,Sscth.wv.tu7,tit, Volpe de 
■gli Altoviti, eflendo a tagliere con uno. 
taglia tefticciuole di cavretro. Emfpref 
i/t : Il Volpe, elfendo a tagliere con un 
,di loro , recaii innanzi una tefticciuo- 
lat e cominciala a partire. Fir, n§v,Z. 
a9^ E le teflicciaole rifritte coli' uova. 
iislm, IO. s<- Che'n due parri divifela 
d* netto, Com* tua tefticciuola di ca- 
pretto. 
TESTICOLO. 



pMrttfeniféilt deirsni. 

\mI§ , d§vf fi ftrfif,i§Ha ti fermi , § aiU gè 
merMtfiwmfifAMttei Cegliene, Lat. tefiien. 
ims, tefiit, Gr. hX'*' FiUe.^,16%, A*- 
granfe vi pietre cercare neli* cftremo O- 
rieate, e brina raccolta le paflace notti , 
infieme con carne d' infamate ftregl)# , e 
di tefticoli di lupo. FrAme,Sdc€b.n§v,»i. 
Meifer Dofcibene , avendo facto trarre le 
trabnle al prete. Io fece fa li re fu la botte 
a cavalcioni «eli (acri tefticoli fece met- 
tere per lo pertugio del cocchiume. 

|. I. Per ^stirie, Cr, 6, ic6, 1, 1 fuoi 
tefticoli ( del téitirimt^ • fiA épjtie /mIvm. 
iiM> coafeni con mele , provocano il 
coito. MieeSt,Fitr,62. llsaririo appreftb, 
gli Arabi e aome comune a catte le foi-j 
ce de* tefticoli • | 

f. II. TefileHodicsmi, tht sncbt fi di€t '■ 



TES 

Tefticuhemmls y 5'^a.itf di ftttirie. Lat. «r- 
ebis , ejifftrehìt . Gr. c^X'* » «»"•'« « ^'* • 
rr.tf.raS.i. Il tefticulo del canee un'altra 
fpezie di satirion, ed è ne'le fòglie, e 
nel gambo ilmig'iante a* tefticoli della 
volpe, e la fua radice è di dae nodi , pe- 
rocché haonotondodifopra, t un altro 
di focro, e 1* uno è molle, e 1* altro è 
duro, e pieno, e in quello è fuperflua 
umidità. 

§• III. Tefiicèlt di vlf§, •gilpeicba 
the fiditi Tefiienlivuìpis, Spev* difatirii . 
L»t, fnjriumtrifilium , Gr. <r«TÓj»f rpt- 
^vKXif, rr.tf.ra7. Il tefticulovulpis è buo 
no , e dolce al gofio , e prefo col vino dà 
ralenco d'afar con femmina, e dà a ciò 
aiutoriof ed è caldo, e umido , ed è 
(pezie difatirion. Ricttt,Fl9r,6z, Incen- 
dendo petccfticoli di golpe quelli, che 
apprelTo i Greci fi chiamano propriamen- 
ce sityrii, chehanno la radicegrotfa, co- 
me una mela , di fuori rofla, e di dentro 
b:anca . 

TESTIERA . ^tlUfsrtedelU hiflis, 
drut ètatdccdf UpiTtamorfi delU téutda 
defirs , epMJjaftpra U te firn del cMval'e , « 
Arrivm dslU kémdM msties , d§v§ termina 
eelU fguMneiéi , Mwg.ti.it, Una grillanda 
avea nella teftiera , Ed una in fulla grop- 
pa del cavaMo. Csat.C^rH.ts. Cuffieab- 
biam di p:ìi manicie , Chi ne vuol dia da- 
nar fu, Abendoni, ed ateftiere. Parie 
tonde s*ufjn più. 

TESTIFICANTE. Chi tefiifics. Lat. 
tefiificémt . Gr. fMtptwiUf . Btt» n§v, 
89. 1. Cofe tutte teftificanc: , noi avere 
dell alerai governo bifogao. Serd,fter, 
ìnd, j. 108. Lafciò nel liro una co- 
lonna col titolo teftificanre la fua venu- 
ta . 

TESTIFICANZA . V. ^. TtfiificéiKl»' 
ne, L*i, tefiificMii», G r. /uvprv; /oc . Bece, 
leii.Pr,S.^p,lu, Io ho udito , e credolo, 
lui avere con vifo, e parole, ed animo 
immobile uno giovane figliuolo d* ottima 
reftificanza ^rdato . Fr. /4c.r.4.ta.ir. 
Ne farà teftificanzall fuo Angelo gaar 
diano. £ la. Angel viene inconunente 
A far fua teftificanaa. 

TESTIFICARE. Far tefiimenUBt^é . 
Lat. tefiifiiéui , sejiim§nium '/lictre . Gr. 
fjMptvpuv, Becc.n9v.96,ì%, Teftificando 
per quello, qjanta fia la fede, ch'egli 
ha in voi. Mtr,S,Greg, La virtù fufle 
quencemente teftiHca, conchemenre fi 
dà lafentenziadella maladizione. Méu- 
y?r«^.2.)2.j. Se già non giura , che non 
imparò le cofe rettificare . 

TESTIFICATIVO. ^Jd.Cketefiifirm, 
»^$ttéifejtific*re. Capjmpr.prel, E prima 
fi porranno molte cofe ec. per prolago 
d' elfi ordinamenti teftificativi del finga- 
la re privilegio ec. 

TESTIFICATO. ^dd.ddTeftificére . 

TESTIFICATORE. ChetejUfics.h^v. 
tefiifieAter, Gt./u.à»rup. S.^Ag.CD, Te- 
ftificano efiere autori» e teftificatorl di 
vira f'cellerata. 

TESTIFICAZIONE. Iltefi\fic»e,Te' 
fiim9»immis . Lar. ttfiiiicMtÌ9,tefiimenimm . 
Gr. Meiprvpia . AiAefirutx» '• ar. Il bo- 
to è una teftincazione di fpontanca 
promilfione, hi quale lire fi dee di Dio» 
e di quelle cofe , che di Dio fono . 
Serd. fier, a. 74. L* accuCitore confu- 
fo da quefta teftifìcazione tanto chia- 
ra, e tanto miracolofa> quafi muco ù 
tacque . 

TESTIMONANZA . v. TESTIMO» 
NIANZA. 



TES 



49 



TESTIMONARE. v. TESTIMONIA- 
RE. 

TESTIMONE. tr.TESTIMONIO. 

TESTIMONIA. V.^. Tefiimemisni^. 
Lat. tefiimeninm . Gr. /mtprvpfx , Lihr, 
Op.div, Principalmente rende ceftimonia» 
e buona fama di turca la gente . CsvéUc. 
lied, tuer. Li fiilfi teftimonj comune- 
mente fono fcomun icari , e per certo fo- 
no tenuti ad ogni danno, che riceve il 
proffimo per la fai fa refKroooia . £ ^ 
heg»; Sentendofi grande allegrezza della 
buona fua pazienzia, e una teftimonia 
di buona cofcienzia dentro • ^mut, 47. 
Se la vifta di efl*e ec non mi foUè ve- 
ridica teftimonia, 1' audito non vi da- 
rebbe fede. Va. SS, Pmd,i.^. In fegno, 
e teftimonia della qual cofa Paolo vi 
trovò ancudini , e marrelli da quel 
meftiete . £ i^. La tua ifcurità, e lai» 
dezza » e sì 1' etade inferma ec. fono 
fegno a e teftimonia della tua impoten- 
za. 

TESTIMONIALE. .>ldd. Di te/tim: 
nìtfnvi, Clrn fm tefiimemiéun/é, Vit, Pluf, 
Serrava gli orecchi colle mani, e impac- 
ciava , che non lì ieggefie quella fcricmra 
rcftimoniale. 

TESTIMONIANTE . Che fd r«/r.'M«. 
»Ì4i«^4 . Lat. '</««<. Gr. /uctprvpétf, S» 
*^g,C.D. La divinità della fua verità, e 
la verità della divinità, eliteftimonian- 
ti fegni delti miracoli. 

TESTIMONIANZA. ChégU Mmtichi 
differo étacbe TESTIMONANZA . Pr*. 
prÌAment9 il deperre ^ che fi fé dfM 'l giu- 
dice d'sver vedute, udite ^ueìle, diekt 
urne è interregéUe, Lat. iefiimenium. Gr. 
/Anprvpix, Bece,u9v,tjf, Teftimonianze 
^alfe con fommo diletto diceva richefto, 
e non richefto. Méefiru\^z,6,à. Qjefto 
cotale diventa in&me , ed è cacciato 
dalla teftimonanza , e non puore eder 
reftimonio . £ '•i>*l' Inferma la tefti 
moniaaza per la difcoidia de' teftimo- 
ni> Rifponde sanTommafo: là diicor- 
dia de' teftimonj ec. toglie 1 cliicacia 
della teftimonanza . 

§. Per fimilit. fi dice d* egmi Ftd» , • 
Segne, che fi féuein sppe ehiechrjfs , che 
U cefd è cesi . Bece, nev. a. a. Ne deono 
dare e colle opere, e colle parole ve- 
ra teftimonianza. Eg.i.p.i. Gli uccel- 
li fu ^r ^li verdi rami cantando pia- 
cevoli verh, ne davano agli orecchi te- 
ftimonianza. £ utv, $7. |. Avendo, al 
fallo della donna provare , alTai con- 
venevole teflimonianzi ec. la fece ri- 
chiedere . CelLS^, Psd, Recandogli al- 
l'opere, e alle teftimonianze degli Ap- 
poftoli. DMnt,lHf,j», Tra lor teftimo- 
nianza Ct procaccia. Csf,lett,ip, Il va- 
lorofo mio Illuftrirs. Monfig. d' Avan- 
zone, edeflo Monfig. di Manna le po- 
rranno far firmpre verace teftiaionianza • 
Vit,5S.Pad,i.6. Sccondochè di ciò quafi 
tutto il mondo può rendere teftimonìan* 
za. £ 4^. Sccondochè perderlo, e tefti- 
monianza di provatiftlmi mònaci fi può 
manifeftare. 

TESTIMONIARE. r*#j/.'-i»f;«*irfiy: 

fire «»ri^ TESTIMONARE. Fét 
te/limeni*mx^s , Fmt fede . Lat. teftdri , 
teftimenìum perhihtre , Gr. /uimpT9puf • 
Bece, nru, 98. yf. Siccome effa medefi- 
ma può con verità teftìmoniare. M^m* 
firut^x^.ì .%6. Tutti coloro, che fono rice- 
vuti adaccufare, ^ ricevono a tcflimo- 
aiare . £ a.^.a. In quefto mezzo , come 
inÉime,noivpuò teftìmoniare. £a.ja^, 

T^ftiT" 



50 



TES 



Teftìmoiiindo oon dee V aomo affisi 
mire per cerro quello» di che e* non 
è certo. Di/r4B». i.au Oode il Tuo ram- 
po il reftimoaa * noi «^ Bfi> P^. Mùfi, 
Tutte lodaoo Dio, cteftimoBiaDO, co- 
me Dio ^ buono. %Amtt,Su Per leene 
eccellenti vittorie > le quali ancora le 
fpftite membra de*giganti teftimoniano 
in flegra. C§IL SS, F^d, ConcioflUaco- 
(achè ^uel vafeijo eIetto> teftimoni di 
fé • eh* aveva bi&bgno di ragionare co' 
Tuoi compagni Appoftoli» 

$. T*Jtim9misr9 , f9T %Aftrmnt9 cm gSu- 
'réuntut0 . Lat. jtuntrÉ « Or. e/uyuMv . Cuiét, 
G, In verindeper linoftriDei te{Umo> 
niamo». che noAra inrena'One ec. 

TESTIMONlATa. Udà.iétTefim» 
niiKf y Pr§véit§ £•% te/tim§KÌM»t,s . SaU 
vi». fr$f^ Tffc, I. 447. Bontà , e oneftà:, 
che «irta fono interne dell* animo • a 
lignificare Ja cortesir, e Tamorevolez- 
la con fegni efterni ceftimoniata ,. nel 
Eranzefe dolce idioma fi ftc(ero. 
. TESTIMONIO > # TESTIMONE . 
Si^igU , che f4t, § fmiféwt ie^im»HÌéim%4 • 
i^M|;/i , cht i friftmtt mi- mttMHM c»fs » 
Lat. ifjtìr, Gr. MéLprvp . ÈtC" intr^ tg^ 
Aflai n'erano di quelli, che di quella 
vita (enza reftimonio trapanavano . £ 
•M«. ja. Noi dimoriamo qui al parer 
mio non altramenti, che fe eflere vo« 
leffioio » o dovcflìmo tcftimoBe4i quan- 
ti corpi morti ci fieno alla, fepoltura 
recati • fi iMtr. 77. $1». Tu ora ne puoi per 
prnova eIVct varifliroa tedimonia^ . £ 
a««.9f.7. Quantunque io ¥i creda- fen za 
ttftimooio • B§tr, r4«^, 18. jv O» ttftimon 
della mia grave- vita .. Tm». inf. x. Che 
Dante vada io Ninferno per riporrar 
di> veduta a/ moruli quelle cofe , che 
lìB Scritture dicono, quafi fiatcftimona 
di veduta di quelle cofe ». che le Ccrit- 
tnre dicono.. 

iV.K. p. ij5. 5. Contuttoché le fue no- 
bili opere JaCciateci in ili: ritute facciano 
di lui vero teAinoonio. £ 10. if9*5» A. 
quelle cofe io polTo rendere tcftìmonio . 
£iUe,%, jif^ Chedunqjie pitc manifirfto 
reftìmonio vogliam , che quello-, che 
fia più allègiezza nel vedete ,. che nel 
penfare/ «/f/iwrr. «4^^ j j. £ ijè meftie- 
re, ch'egli abbia buon tellimon io da co- 
loro , che filo ri fono .. Dm^./a/^iS. E Ce 
di ciò vuoi fede, otcllimonio, Recati 
a mente il nollro avaro feoo . 

TESTINA, # TESTINO- DimJiT» 
/« i £ict§U te/tu . Céir, Un, a. i6x. Io non 
ho fé non una tefla del Salviati , e un pic- 
ciolo teli ino del Bronzino. 
■ TESTO . r«/« di ttrts attét , d§vt fi 
f»g9n. h fUnn . Lar. véi , tffiét . Gr. 
KtfafA^^ Btcf^mrtf. j$,9. Boi prefa un 
grande, e un bel tcfto di quelli , ne' qua- 
li fi pianta laperfa, oilbalfilico, eden 
tro la vi mi fé .. S num, io. E per ulànza 
avea prefo di fcderfi Tempre a quello te* 
Ilo vicina . Li^, S»m,7x, Cenami nn* in- 
falata iir cafa mia Di mia man coltala* 
telli a filo a filo. 

f. 1. Ptr fimilit, DànKfmr, 17. C come 
1 tempo tenga in cotal teHa Le fue 
tadlci . 

. f . ir. Ptr S^ìUa Jt§vSglU dititrs e§t* 
fS't rt§n4m\ § slfUMnf cti^ptf, cc/Zn f ««> 
'h JS ct$§prt lafÉntald, Lat. ieins, Li^r. 
icur, MMUti, Meni quelle cole in una 
pentola , e cooprila col fuo tvllo * e fa* t 
che il tcllo ferri ec. la bocca della pen- 
tola. ^Uttt, Fin^lu Ctiopcefi la-scn- 



TES 

tola con un tHIo forato , acciocché fi 
pofla comprendere per lo fummo , che 
efce daltcào, quand'cUe fon cotte (/• 
fndini ) 

S, HI. Ptr S9rtétdt fmlfUé di temt 
cMts , pisHM s fuif» di tmghtrt , ftr uf§ 
ditu§t9rvif9frm sleUHéi cì/a , Lat. tefium , 
Cr, j, 7. itf» Migliore è- quel C M"' ^ 
eh* è cotto nel forno, imperocché tatto 
egualmente 11 cuoce, ma quello,, eh' è 
cotto in tefti> è piggiore. £$:. iS.a. E 
(etto ella fi dee mettere o pietre , o 
redo» fecondo Palladio. Palidd, Febh^ 
li, Altti in nuova ralivrla , o fello , 
tra *1 gefio lecco , fpartita l*una dall' 
altra, le ferbano'. Fr.Glm-d, Prtd.S", Ec- 
co eh* io V* ho dato tutto ì mio fan- 
gne, e io fono rimalo afcìu'to come un 
tefto, e come un mattone cotto al la for- 
nace. Jtett,Tmll, Di patrimonio nonm* 
è rinufo un tefto, dove del fuoco po- 
tefif recate. 

TESTO- . Ctmfnimenf frincip^U » • 
Partictitéi di t(f»'y s dij^ntnjÉ dellt ehU- 
/r ,. • *lfri fmemti ,. ch§ vì/^rr /4frì 
/•pr« . Lat. fdex, c§mfextus . Gr. fiifik^^, 
D*»f. Purg, 6» V cominciai :• e' par , che 
tu mi nieghl,,0 luce mia» cfprello in 
alcun teflo. Che decreta del ciclo ora* 
«ioo pieghi . C§n.v, 114. Dove fono da 
vedere tre cofc » che in quefto tcllo fono 
toccare . Sem. JOecUm, E^ I i è tefto di leg 
gè , che non fi debbe laftiare il debito , e 
prezzo prefen te , per quello, eh* è ave 
nire. JI£K9* <• Chi volefle qoefto te» 
fVo chiofàre , a fuo modo-, e piacete- lo 
fi cKiòfi, chedire non potrà tanto ma- 
le, che aflai peggio non fia. 

ià Far ttftw , vmìt %Av€rt suitritJt dm- 
ptfer Jirvir di rtg^ts , a di /rjjr . SmI- 
vim, di/c, a. 14 ]i E* troppa vanità il 
voler &r tefto,- fenza ammettere altri, 
che quelle medefime con felicità ipe- 
colarono. £ fr»/. T»/r. ^ 579. Beato chi 
può inventare, e far tefto ; qnefti fo- 
no da* ripone tra gì* ingegni di prima 
sfera .. 

TESTOLINA . Dtm, di Ttfim ,- Piecw^ 
U tefia . Vit, BtKv, Ciìl, 150. Faceva quat- 
tro tcftolìne di liocorno con lemplicff- 
fima invenzione-. £ Ortf.6^ Intaglian. 
do' colla medefima. diligenza , che s' 
intagliarono le teftoline,.lé lettere del 
detto alfabeto. 

TESTONCINO* . Dim, dì Tifiént . 
A/4/»,8-.74. Ovver fi metta fiior in fui 
bo fletto Uh teftoacino » e fia guerra 
finita'. 

TESTONE • Sptzfr di m*nets d'Àrgen- 
t§ di vatu^M di trepmlj, Butn. Fìer,^,^. 
T. Come pelato l avea quel teftonc , 
•Che tofo tu Oli dafti. £4.5 .8. Ornici 
teflon di Cofmo, e Ferdinando, Spec- 
chi fereni miei ec. M*lm,%, ). Che 1' 
un di loro al' pia- vale un teftone . 
Ment-.fdt,!, Solo perchè adocchiòcerci 
tefto ni . 

TESTONE, syfecrefcit, di Te/fé i Tf/!* 
fraudi, C*r. itit. i, 87. Vi priego per 
parte degli amici ar tener più conto , 
che non fate, d* un tefto.nc,, qiialeè il 
voftro. 

^ TESTORE . T^fiTf , Lat. rtxur . Gr. 
vT«»Ti^. Trmtt^§v.féim, Come teftori» 
lanaiuoli, cambiatori, fetaiuoliec. 

f. Fi^rgUam.p^Cttnpù/ìfrg . P*tr,f§B, 
xa. A4 buon teftoc degli amorofi detti 
Rendete onor. 

TESTUALE. ^ddlDiltfft», !t fitni- 
fu di. SirittmrM. t Cbt è feeomd^*! te]l§ , 



TET 

Lat.*r«xt«Wi'«. Efi.SsIm, Qneftaafp** > 
fizioneè più teftuafe, e accoflafipiù i^ 
(porte il tefto. £ Mpprtf§ • Quella è la 
Ipofizionteftnaler e ftorievole. Bnf, la* 
oaazi ch*io venga allefpofizion teftualc* 
e alle fue allegorie, ovvero moralità. £ 
/»/. i.a. Ma farebbe qui un dubbio tcAna^ 
le . £ Pttrr, rtf.i. Qui fi può muovere uno 
dubbio teftuale . £ ao. a. Ora è da vedete 
lo tefto colla efpofizfonetcftiule • 

TESTUGGINE . ^nimut mté $ift€. 
/f», • uditali i€9, Lat.rr)f»d». Gr. Xtkm- 
lìf, Sin,Pifi, La teftuggine, quando elf 
è fupina, non ftnte niun dolore • T^f, 
r$v, P.S.eép. r. Lo fanguedella teftug- 
gine trrrena unto genera capelli. •AUm» 
Cff/r. 5* ij7> Chi^ porta iotornoLa teftof- 
gin palulire al cief fupina. Tef.BrtU, 14. 
D'un uomo pigro io dirò." qoefto è una 
teftuggine» ^mhr.c§f,^tj. Ma qoeftt 
fon più tardi, cheteftuggini. 

f.I. Per fimiiit, vdU tétV^lta^ •ICèt- 
U delU ItMHtji . Lat.r^«4/«, firmix, m. 
mtTA, Gr. -^cx^. ^Jirrr.44. J lunghi 
atij de' gran palagi' con tonda^ teftug- 
gine di pietra copertr. 

f. ir. £ pMTimtmt per fimilit. fi din 
di Certa erdioMmt.* di feldssi ufatM dmgli 
sntiM, Lat. tefiude . Tétc, Détv.fitr, ^, 
J09. Allora melicfi le targhe in capo» 
fatto ferrata teftuggine, vanno fotte le 
mura ^ £ étppreffìf : Vedendo i ViteHiaM 
non poter reggere a- tanta ferra , e ftorr 
della teftuggine ciò, che di fopra ptooa- 
bava , sbalzare, diedoao almaogasoue 
la pinra. 

§. III. Tefimime-y termime éfirelitritm , 
Seme di cefelU^Jiene^ L9t,lyrM , fdUm- 
U , vnltur csdtni . Gr. Xwmi , XtK9% . 
Ulfr,^ftrel, Parleremo dell'altra figura, 
alla quale 11 dice in Latino tefiué» , e 
in CaftclIaoo';«/4/>4|{«, e in Eioreatiao 
teftuggine. 

TESTURA . Tejfiturd, Il teffmte • Lat. 
textum , textuTM , Gr. la v^anrnw . 

9. Tefinrs , /^rmtmm, Gmi, Sifi, 351. 
Molte cofe farcbbono da dirfi , e da 
confidrrarll intorno alla teftnra di que- 
fto argo mer^o. Afem^.Ur,^, Quindi è, 
cheil vo>': c'iiauìi rozza» e ofcara 
OKni T'i- l^L'g:<< • eg!otiofa peaiitvLe 
frafi , « * • ;li, r-r-n; , elateftura*. 

TE; • AFARMACO . K G, Ttrmime 
medie i N r>,: gfMt*Ue di medicaweeuse 
rtr.veji.d ^'.i.i':r9 ,ngr (dienti, eccmprwm-^ 
deiiLS-r i.tr-. ly-.-.lafiri. un^uentt rr. Lat. 

L -M. A'Uj :. . e ' .i r: f . r '; ' r-: r ra fj r maco . 
Liifr.curjnA:. >: A ;':^iu. nialeè molto 
giovevole ;i . :-..••■!.-'». 

TETRAGON»..-. . ^iJ \'.G, Jfettd» 
geh equilatero tjuji.-t-.u Lat. fuMdrmtmm, 
Gr. 7iTi«>«-»CF. 

5. Talora j'i prerJe pfr Fi^itrs /elida 
cutneM , ufata per -.rKiclo di /«rr^^;^^ d 
énìmt i fp/l«i^«, f'jf-re*\/i y.efimHi\ e in 
qitejtejìgnijte, e nf-^f mhk ite im firf^ d* mdd. 
Dd%t, Pmr, 17. Avvei?r;ach* ? mi fenia 
£en tetragono a i co! pi di veirnn . Tae, 
DMv,fitr, 4, j jf . Per goveinafe k repub- 
blica tsn tetragono a'cclpi di ventura 
C il T, Lat. A« r Hrmior adverfus>fbrtu!ra) 
£ Orax^ €•/ /. ij7; Oh animo forte, e 
reiragono a'cclpi della foituna, e del 
rr-.^ndo ! 



TETRO . s^ldd. Che ha fero ì%tiet , Ofem^ 
3 Dì celere tendente al nere , Lat. f^ 
\fturMs, ater^ tettr , Gr, cnere^fie, Damt, 
; hif, 7. Così tornava n per lo cerchio- 
tetto . £ Pmt, a. Or dirai tu , eh* el 

h dì^' " 



TET 



TI 



TIE 



51 



tdiowlbt tetro iQuivi lo raggio. FfiT. 
«ifL4. BimiraiKio cr io fitto al sol di ne- 
ve Taoti fpirti , «sì chiari in career t«- 
no. mÀUm. Gir, ) .i4S-&' rigiace Girone, 
e^ folpira Pei la bocca veifando fsn- 
|ae tetro • 

TETTA • 7m«ji^l4r0 flT E chiafk . 
Pifftf, Jismnméllsm Lar.MiMVM«, «irr^ 
Cr.T/T^^. Ptir,u&m,iU, Traendo co Uì 
labbri il Une dalle rette della detra fìc 
is, ialino che liirono trovati da Tan 
^ftplo paftoie. P^r. Plut, Cosi, come k 
tetre ff qoaado 11 Anciallinolemug^^e, 
D'atam» i. ly.GIifoXeotireil «nel dclk 
fait tette. 

TETTARE. i»»V^« . Lat. /4c , «r/ 
«Itfrtf/ajcre. Gr. <&4X«(f/f. rMf».p4r.iiH 
Ce»! vcifo lui flendcano lebraccia » co 
■le fanno li piccioli lattanti ver io h 
ju^KC f qaaodiodimofiran Taffezioa lo' 
ro del tettate. 

TETTARELXO . -Dìm.iiTitf. Eut. 
tmf.t^M, Spingendo Tooo Taltro hno 
«n tetcafcUo» che era fopra la porta del 
•falaxao. 

TETTO. Ctp99t*itlUfMrì€ht. Lat. 
aiAwB . Gr. r/>9 • Mme, «r». 17. lU Vide 
«na giovane affai bella tener qoefto \^x* 
«tt, e vcrfo lei venir tre uomioi» che 
4d «etto qn ivi eran difcefi . Di^m.pH^g. 
liob Come per foAentar folaio» o tetto 
lltt «eafela talvolta una ^gara Si ve- 
Vét ffufcr le ginoccfaìa al petto . G, 
ÌTm MU f. », Foggeado le genti di cafi 
lm€^% e di tetto in tetto. £ 11. iij. 
I f. CwMr ia Firenze • e diotorno una 
laiainnula gtofla • e ipeffà , <he co per 
tlf le cettora. %jtmm,émt,à,6,ii. Or lag-, 
jaaida Qncfta moltiradiae , alla quale 
appena baftaoo le tettora di Roma , 
'Sar^.G.ff.Co. Se ella vobodo in fui!' 
alio tetto. Vedrà del bofco 1* ombr^ 
'gf«Bao(à»Avrà pgai efca, e cibo ÌE17II 

■HìpCftOa 

1 f . I. «^ fftr# , vaU %/tìr uUtm§ f^i^i 
idfiu Céfs , Sem^A éUtr§ f«/f» , eitw ii 

utfm *^tl*X* 1*1- A tetto , e corta, e 
i-ftfctta era la ftanza . BtlUnt, /•». 27tf< 

lo dofoio ra una caneraccia a tetto , 
^Cli*jni pdletrÌB non vi Aarebbe indo- 

I f . II. Km er§dert dal i§n§ Im fu , fi- 
gmMfmm. Ji dice étl N$m svtr crtdrn^ 
M déllt €9fé /ifraMMfMrA/ii Miti* kyf? « 
CÉfr^ Jtft.a. atf. Con tutto che efli mo- 
firaflbno dì non cxedei molto dal tet- 
to in fu- 

f . III. BtàtjKt U féiìU fulVéUtrui Mtw, 
mémkrs fnvtrkUh^ Vàreh. Ercél,^^^ AU 
caai^ quando vogliono iigaificarctcbe 
fi fia detto «ale d* alcuno , fogli ono 
dite: e* a* è letto in fui fiio libro* e la 
palla è balzata in fai fno tetto . CAnf^ 
r«nk Oiì» i6. Come veggton venire , 
o pafliii ano» La balza in fui fuo tet- 
to* 

TETTOIA. TfiU fatti !mUég0éftn9,^ 

TETTOLA • Dim^di Tsttsi èiékmmd^ 
ifiM • Lat. wtsmUts . 6r. -rnètw . 

%. pérJSmilit, BMrgiglÌ9m0 mi fignlpe. 
dtl f. ijkt^'MrnmtU» Cr^9.76,z. Colai, 
che vuole oidlaare, e Ht greggia deU 
le capre • cooviese nel fuo elegeti re 
coofiderì prima Tetadi ec. Nella lor 
lòrnia fi dee piaxdaie ec. che abbiano 
fimo 1 ioeato due tettole pendenti » 
peicfaè qaefle cetili fono più iettili « e 
lottnoie* 

TETTUCCIO . Pk€9Utttt9,Stn.Pttvv. 



cJo difendono ( #/ T. L«r. ^a : culmus } 
Sjtlv. Grdttcb, 2, a. £ quivi incrpican* 
do [a per qaello Melarancio» falire io 
fui rcccìiccio Della vofica anticamera* 



T I 

TI . FirtUills^ clu fir^t ftriffrìmtrt 
il ttrtj , a 7 fiMrr* tsfi del frint- 
fut TU» • ì*éUHi9gM dsvAHti ^l verh , •*" 
a£ilt Ad #/• , ficftmf MI , SI . CI , VI . 
£ffft»««,4z.iei Goflaoza ■» io ti mene- 
rò in rafa d'una bonilfima donna Sara- 
t:iaa . £ i>«v.4|.ii« Ma tuttavia ti vo- 
fitiam ncotdate , che per, quelle contra- 
cfc et. vanno di male brigate affai • £ 
ntv.Tì^ì^* Editti grave il coflafsù ignu- 
da dimorare. £ mmo. 52. Infcgnamegli, 
e io anderòper elfi, e «dirotti dicoftaf- 
sù fcendere. J^étmt.Psr, a. Fa*» che do- 
po'! do fio Ti dea -un lume , che i tre 
rpecchf accenda. Petr,f—, la. Da lei ti 
ricn raitiorofo peniìero > Che , mentre 
i\ i^gnìt al fonimo bent*invia. Vtt.SS* 
Pmd, f, ij, Oggimai non ti temo. £ U; 
Che vuoi tu» Antonio mio > che io ti 
taccia } 

S. I. TélvltA bs ftrnji di fdr» il vnÌM 
ii fihljicéxjtnt ntutrs péjfjut m f•cc.M•t^ 
ìZ*ì&. Se tu ti contenti di lafciare ap- 
pfcO'o di me qnefta tua figlioletta ec. 
lo la prenderò volentieri . 

-f.II. Talts è féuticilU ritmfitivs tP9' 
/fs ptr %tAibii:^k , t far frafrietd di /*»- 
Ì^*M^^ . Boce. »»v.2i.ii. Io non fo • fé tu 
tu Vh^i pollo mente» come noi fiamo 
tenute D rette. £ «•i/.4j.ii. Che tu con 
noi li f T Pianga per queft a (era, n*ccaro. 

ftlH' Ti ^/i frefmi mUì fArtUellt Slt 
Ci ^4 fi ^éffni 4 MI > SI • VI i ciai# f »• 
*§ ji ftfftnt siU pétrtieelle IL , LO > LI * 
GLIi LA, LE. £«cc.-JMv.2tf.i8. -Io non 
fi; I A che ia mi tengo , che io non ti 
fìceo le mani negli occhi , e traggogliti. 
£ nov, 4^.14. Acciocché io per «quello 
dono poTa dire d*avere ritenuto m vi- 
ta ti mio figlinolo, e per quello aver- 
loci Tempre obbligato. £iirv.<4.5. Ab^ 
bi pei certo, che tu non ci tornerai 
mai» in^DO a tanto che iodi quella co- 
fa Ku te D* avrò fatto quello onote ^ 
che ri £. conviene . £ mnm. s. Dìo il ci 
perdoni» farai tipotre queda mia roc- 
ca, che iolafcio qui. £ìì«v.7j. i9*Mai 
frate it diavòl ti ci reca; ogni gente ha 
già definito , quando tu tornì a defi- 
rar«É £ m»v, jS, ii. farò ftanotte in- 
sieme con Buflfalmacco la 'ncantazione 
fopra k galle » e rechcroUeti domatti- 
na a cafft. £ft«v.77.4'* Se io vendicar 
mi vokfli « riguardando a che partito 
ni f>nncfii l'anima mia, la tua vita non 
mi b4^frebbe toglicndolati , né cento 
ah re tlU tua fimiglianti. £ ii«v.8o.i4. 
SaUbacrro mio dolce » io mi ti racco- 
mando . £»«v.9i«>« Niuno è in qnefta 
contrada'» che meglio di me coteAo ti 
fappìa iDoftrare , e perciò , quando ti 
piacerà t io vi ti menerò . 

TIBUKTINO, * TEBERTINO. Pie. 
fr« vivm » di ^imnebe^s firn ile mlmsrme^ 
m* fp^l»*ftì tbeeiii pikxemnnememte fi 
dUi Tr^i/erti90^ £21, Isfi» tHurtinms . 
TefSr.i.i, La Calcina ila di pfetre bian- 
che* e dure, oroifetOtiboxtine» o pun- 
genti, o almeno canute, oalla fine ne- 
Ie■^ che fonopeg^iori. Cr,i, 11.4. Qnan- 
to ai] a calcina dico , che ù debbe fare 



La piova o con fronde > o con tettai di dato ùtTo j e bianco tibuttino, oco- 



lombino di fiume . PéUUd, csf, 10. La 
calcina farai di falfo bianco duro, ov- 
vero di tcbertino. 

TICCH IO . Capriech,GbirAi^\0 ; vee* 
bmffe. Mslm.9. €tf. Al fin gli tocca il 
ticchio Dì tot del fale » e ve lo fpolveris- 

TIELI5MO. Spii^itdiméÌMttU, nells 
^««/tf fnquemti^tnmmeHte fi fiuts • Lat. 
phtjédfmus , fhtìelifmus . Gr. ttuuXi- 
o'ff.iu'^tvrxtvfxé^!, Libr,curjandétt, $\ la- 
mentano d'un tielifmo fatato , -e amaro. 
Trmtt.fegr, ccf /«»». Kel tempo de' fiori 
fon iorprefe dal tielifmo. 

TIENTAMMENTE. Sufi. V$ee léiffé^^ 
che fiufm im ifcberxjt , Ber dineisr Celpe.ehe 
Mtruifi diM, ^ua/ì *d elette d' indurle a 
tenere eimemte eheech^A, ^Uei,rim,\U 
Il gtlllo per paura Si cheta , e *1 com- 
ponente Porle per non toccare nntìea- 
tammente . 

TIEPIDAMENTE. ^t;««r*.r«» vie. 
pìde^x^ , 

f . Per metéf. vale Plgrsmente , Preddd^ 
mente . Lat. pigre . Gr. o'xmìv . Beecnev, 
aj.i?. Affai tiepidamente negava, fea- 
vet mandata la borfa. Cem^ Pxv.i?* O 
per poco, o tiepidamente amarla. 

TIEPIDAE.E . Divee^lr tiepide . La& 
imtepefcere . Gr.^X/eUffdfltc . Seder X'elt. 
115. Si ichiuma in bollendo con dill* 
genia , e fcemato il quinto » £ pone « 
tiepida re. 

TIEPIDEZZA » « TEPIDEZZA . «^- 
firéUte di Tiepide . 

'i. I. Per Pi^ri\U , e Freddet\* , JLat. 
pigritis, Gr. -^Kriifti , iydnt,Purg, 18. Q 
gente , a cui fbrvore acuto adeifoJLTcom- 
pie f or(è negligenza » e 'ndogio Da voi 
per tiepidezza in ^n fat melfo . Ldb. 
187. La qual tiepidezsa il ^eftimento , 
che vermiglio mi -vedi ec. rifcalda. rar. 
fifr.a. II. Per voi medefìma potete eF> 
Ter certa , che ciò non può venire da te* 
pjdezza d'affezione. 

§» li. Per PeritMHui, Timidità . Lat. 
tìmidiims . Gr. iitxìct, Bece, ii«v. 9^.491. 
Prima della fua tiepidezza , « diflfiien* 
zia riprefolo, gli iece maravìgliolà ie- 
ila. 

TIEPIDISSIMO. Superi, di Tiepide. 
Lat. tepidijfmui . Gr. x^^^P^'^*'^^^ • 

i. Per metétf, vale JLentijfme , D<^ff- 
li/fmo, F;/#c. 3.225. Amor diviene tie- 
pidillìmo , come gli fguardi cefftno . 
CelLSS. Péid. Dall'altra parte, chegua» 
(laflfono quello ticpididimo fiato. 

TIEPIDITA'.TIEPIDITADE. e TIE. 
PI DITATE . ^firstte di Tiepide i Tie- 
pide^K*. 

i. Per met*f. vale PigriiìA , Lentet^^ 
V. lat. pigrieia , Gr. exr^r/?. Intred, 
Virt, Ticpidità è una p'grizi» d'animo, 
pet li quale l'uomo è neghittofo. Ca- 
vsle, DifcipL fpir. Così abbiamo vedu- 
to, che'l primo vizio ec sì -è tiepidi- 
tà, la quale non è altro , che piccolo 
amore del tcio bene . £ Frntt, lìmg, 
Quefta lentezza , e tiepidità comune- 
mente viene da difordioato amore, che 
quefti tali pongono ne' figliuoli. EMed. 
ciitr. Quella negligenza, e tiepidità aon 
ha buona fcula . 

TIEPIDO , e TEPIDO . ^dd. Che i 
di eMdetjt^ tempersts, TrscMÌde, e fred- 
de. LtUtepidett. Gr.xX'«ei<. Beec.^.h 
/. 4- Anzi non faccendo n sol già tie- 
pido alcuna noia, a feguire i cavrioli* 
e 1 conigli ec. fi dìerono. Pafr.AA.44. 
Latto ^ le nevi iien tiepide» e bigreeci 



Pei- 



52 TIG 



Tcima eh' i* trovi in cj$ pace , né tre- 
gua. £/«».aS4. L' ultimo » lafTo , de* 
mie! giorni allegri ec. Giant era » e'fat- 
to *1 cor tepida neve . Cr, 6, 6, i. Ogni 
ftato del cicl foftiene iV M^Ut) ma più 
del tiepido ù. rallegra . 

J. Per mitmf, vale Piir§ , Ltni§ , De» 
tfl§t Leggitri, Lar. figtrt Untus . L^b, 
187. Pih tiepido, che 1' nfato, divena- 
to fegniva il foo volere. P^f. 9%, Na< 
fce da sì tiepido , e dilettolo amore > 
che non agguaglia la mifura della gra- 
vezza del peccato . M, V, 11. i8. Pur 
moflb dal grido , ftrinfe la terra prima 
con battaglia tiepida . 

TIFOLO . Str'M , Strilh . VMreh,Ert§L 
tfi. Strillare, il cheli dice ancora met- 
tere urli» ontla, ftridi, o Arida, ftril- 
lì, e tifoli ec. 

TIGLIA. Cé/tégnéi. SttfVà, piriufs 
ts e§mumemtmt§ mei nuftier» d§l pia , e fi 
éict ffpriémemU dtlU esfi^fné e*tft . P«- 
r«#*.4« D*un groffo maiiignon le calde 
tiglia. 

TIGLIATA . Tigììé ; §fi Ueftré ctmt 
U va MMitcedemtt f ntl mnmtf del fin . 

TIGLIO . %Aìhtf ntf ^Jfti rr^d*^ chi 
bm It fr§nde ftmili « f «#//« del «tccitii/*, 
§ f reduce frutti fndi ^ efieceli^ «!«»•» 
btUmi 4 manglart , ed il fu9 Itgif i •tti- 
«•a fer iVimtsgli. Lat. tllU, Gr. ^/Av 
p«. PéiUéul, Cip, ìS. Pioti d' alberi fal- 
vatichi non s*ofì di tenere loro a vi- 
cino , che fono nocivi , cioè cerro , ti- 
glio, lenti(co, e terebinto, efimiclian- 
ti. rr.i.ir.tf. L*ano, e 1* altro lalcio, 
e *1 ciglio fono neceffari alle fcolture , 
ed intagli . ^Utm. Celt. 4. t]. Da ve- 
ftir forma in fé per dotta mano D* o- 
aorato fcoltor d* uomini , e Dei , Piti 
di tutti è richieflo il falcio* e '1 ci- 
glio • 

TIGLIO . ^» d$c§H§ fUilU Vene , twf- 
r» FiU, che fin9 Ufmrti pia durt dellt. 
gmdme , • d' altre materie . CAHt, Cétrn, 
104. Cafia^ni, e fichi effer foglino per- 
fetti, eh' han dolce tiglio, e ciò, che 
vuoi • ne fai . £ 458* Chi vuol ben fàc 
qaeft*arte, iodnftria, e*ngegno. Don- 
ne , aver gli conviene , E faper molto 
bene II tiglio , e *1 verfo conofcer del 
legno. Dav.Celt, 194. Il buono abeto 
vuole ec. avere il tiglio fitto , dritto, 
incerato. 

TIGLIOSO . ^dd. Che bs tifile . Cr, 
5. «7. 4. Il legno del forbo e fodo , e 
non tigliofo, ma agevolmente frangi- 
bile . 

$. Tigliefe , trsttsndefi di cdrméifgl , 
vÀle Dure, Centrarle di ¥relìe,Buen.TiMC, 
i.f. Eh quando l'appetito a un s'aguz 
za» Non vale a dir, che la catnc èti- 
gliob \ 

TIGNA . Ulcere fulU cetemms del e*. 
^, emdt efce vifcefé, msrcis , esfiemsfe 
dèi Mwure acre , e cerrefive . Lat. éuheret, 
Gr. «X«>;rf . Becc mev, 87. 4. Cotal gra- 
do ha chi tigna pettina . P^Tjij^. 5. La 
tigna con tignamica mi sbocchio . Tef, 
Pev. P. S,céif,j. Alla tigna , poni fopra 
tatto il capo elleboro bianco con fu 

?[na. Belline, fen, i|8. Averà mofcheaf- 
ai per la Tua tigna • Se va fcopreodo 
in quella valle il capo. 

f I. Per metMf,.^mie ^ugeftis , Neid, 
Fé/lidie, DsHt. /a/, ij. Se avefli avuto 
di tal tigna brama. 

y II. Grétte or U tlgmé , per metaf, va- 
le Offemdere , Far male , per le più ceu hat^ 
titure , » perete . Lai* efemdere , ladere . 



^TIG 

Gr. jSAflCTTMV, /Soepvfm . Démt, Imf, ai. 
Io direi anche , ma i* temo , ch'elio 
Non s'apparecchi a grattarmi la tigna. 
Malm. rt . ir. Che dovendo a Baldon 
grattar la tigna ec. 

9. III. Tigiea , ì» tmedo baffe fi dice £ì 
Perfens avarm, L^t. ferdidus » Gt.fvT»- 

TIGNAMICA. Erbd.ebemsfceialme- 
gbi fieni It dì caler Hanee, e di ^rave ed: 
re , la «ualt preduce fieri gialli s tappe . 
Lat. elicbryfuwe étugmfii$m9 felle . /«. 
'^j^S. La tigna con tignamica mi sbuc- 
chio . Cren, lierell, aao. Vedi grandi 
fcoperti, adorni diolorificheerbe,fcr- 
pillo, fermollino , tignamica , e gine 
ori • Ricett, Fier, yj. Il vero ( epitime ) 
liconofce dalle foglie piccole del timo, 
le quali fono portate infiemecoa Tepi- 
timo , come fi porrà no ancora quelle 
del rimbra, e della tif^r.amica. 

9. Per me taf. fi dice d^Ueme avare, l.zt, 
ferdidus, Gr. /vreipSi , ^yui»;0XQ>^. 

TIGNERE, e TINGERE . Dsr cele- 
re, Celerare, Far pigliar celere % e fi nfa 
anchenel fifHÌfic, neuir, eneuir, paff, Lat. 
tingere f inficere , Gr. liiwren, ^pjj.tÌT- 
ttn, Dant,lnf,%, Noi, che tignemmo 
il mondo di languigno. £ ]i. CJname- 
defma lingua pria mi morfe, Si che mi 
tinfe Tuna, e l'altra guancia (dee: mi 
fece atregre ) Pallad. *jipril, ir. Tignia< 
mo un poco le reni all' ape , quando 
bee. Calai, -jt. La tenera età , bccome 
para, più agevolmente €1 tigne d'ogni 
colore • 

$. Per metaf.FréncSatcb, rim» 49, E 
chi cerca valore, in quel fi tin^e. w^at- 
hr,^ Bern, 4, ^4. E ferrarlo beniflimo A 
chiave , e s'egli fcappa poi , rianimi . 
£ Cef, 4. 8. S' io non me ne vaglio , ti- 
gnimi ( in fuefii due efemp] i ufate 4 
maniera d* imprecatatene , 

TIGNOSO . s^dd. Infette di tigns. 
Lat* acharibut laberant , Nev, mnt, 50. a. 
Pigliar fi a* capelli i Io paffeg^iere gli 
puofe la mano in capo; quegli era ti- 
gnofo . Becc, nev. 50. ai. Non mi pongo 
con ragazzi , né con tignofi • Petr, 
Frett, Poich'agli nomini Icarfi Soveore 
innamorarfi per gran cola D* una vec- 
chia tignofa • Varcb, Suec,f,^, Io ho 
maggior bifogno di trovar Gualtieri , 
che non ha il tignofo del cappello . 
Car. /«rr. 1.45. Avendo pia bifogno di 
voi, che'l tignofo, come fi fuol dite, 
del cappello . 

f . In preverh' Cavale, Frutt, /lag. Se 
condoquel ptoverbio, che fi dice, che 
la madre ptetofa h il figliuolo tigno- 
fo C « vale , che Spejje nuece la feverchia 
delctxtja . Lat. fdmiliaris deminusfatuum 
nutrie fervum ) 

TIGNOSUZZO . Dim, di Tiguefe 
Lihr, Sem, loj. Mandami in campo ao 
po'qael t.'gnofiizzo. 

TIGNUOLA. Piccele vermScelle^ che 
rede per le pi» i fauni lami , della f ««/ 
refurmfi alimenta, e fi ferma la cafa,che 
è un cannelline , il fudte fi firafcìca die. 
tre in f^ella ftefia guifa , che fanne del 
iere gufcie le chiecciele , Lat. tinca , Hat. 
tm, Gr. «-^r, ^puo-a, Fier, Vìrt^^A. et. 
Siccome il tarlo confuma il legno > e 
latignaola il panno, cioè leveftimen- 
ta , così con fuma la 'nvidia il corpo 
dell'uomo. Frane. Saceh, Op, dìv. Por- 
raremi odio , come tignuola a panno . 
.^««.MT.as. 10. a. Siccome dalle veftì- 
menta procede tignuola , cosi dalla 



TIM 

femmina la iniquità dell' nomo, ^«w^gpc 
D, Quefte vefte fono fenza tignuola 
{cieè : fentja reditura di tlgnefld} 

§• Tignueta, è anche un Vermicelle^ekà 
fi uudrtfce nel gnute , e h veta . Cr, j. a. 
1. Columella comanda , che '1 grano 
non fi rimeni • perocché più ù mefico- 
lano le tignuole, o altri animali , che 
1^ abbiano a o^cndere . Celi, SS, Psd^ 
Là ove la rufgine , e la tignuola il ro- 
de , e là dove j ladroni imbolano 'Malm, 
tf.59- Come farebbe adir tonchi, e ti- 
gnuole. Punteruoli, mofcioo, tarli, e 
tàr£ille . 

TIGRA . V, TIGRE . 

TIGRANE . *^giMnt§ di una f^etM 
di Celemhe, Cr. 9.99. i. Dì quelli C <•• 
'•«*»i) che vi fi mettono, migliori fo- 
no 1 fafiaiuoli • e dopo quegli fono i 
tigrani , còsi dalla ^ ente per lo color 
delle penne chiamati. 

TIGRE ,* che gli antichi difere éuuh$ 
TIGRA, e TIGRO . animai mete per 
crudeltà , e fiereKK^ . Lat. tigrit . Gr. 
r,ypif. Lab. ijs. Le tigri , i lìoni, i 
ferpenti hanno piìl d'umanità adtrati.clie 
non hanno le femmine • Xim,MHt,Dsm$. 
Maian, 96, Siccome tigta per mirar fi 
prende. Ovid, Pifi. 6. Bacco Iddio del 
vino ec* fiede alramente in folle caica 
menato dagl'incapeftrati t'gri. Tef.Bt, 
S.tfj. Qiundo il tigro vede negli fpec- 
cki la tua immagine , crede, che egli 
fia il fuo figliuolo . Sannatx» %AreMd» 
egl. a. £ cerco un tigre nmiliar pita- 
geodo. Berm,Orl,i,t,z€, Da iàre laaa- 
morare on tigre , an fa(fo . Mwg» «7. 
74* Non fot tanto crndel mai tigri If- 
cani • Vinc, Mart, rim. ja. Sicché ogni 
tigre renderebbe oouno . 

TIMBALLO. V. TABALLO. 

TIMBRA, e TIMBRO. Sm^s difh. 
cela erba ederefa fimile alls fantweg^ • 
Lat. tjmbra . Gr. ^p/ufipei , Ricett^krm 
17* .Quello iepitime > che comunemea* 
te sia ù ufiiva , era l'epitimbra » pei 
nafcerccgli fopra la timbra, tenatagià 
per il timbro. 

TIMIDAMENTE. ^wtrb.CemHmim 
dita, Lar. timida, Gu ^ifitpmt . P«tr, 
•em.ill. Bene ch'elio foffe audaciffiaiob 
con pochi , e timidamente affali Tìbe- 
riada . Filec, 4. 5 ]. Vedendolo cotbaco 
u maravigliò , e tim:damente cosi gli 
difle. Car. lett, 2, axa. Non la richie- 
derei così timidamente , come fo • 

TIMIDETTO . sytdd. Dim, diTimSde. 
D^nt, Purgai, Come le pecorelle efoon 
del chiulo Ad una, a due , a tre, e 1* 
altre flanno Timidette , atterrando l'oc- 
chio » e 'I mufo . *Amet,2i, Pafconfi qui- 
vi rimidette , emite» Efervaalorgtaf- 
fezzadi tal forma, ìbhe non corna del 
lopole ferite. .>ign. Pand, 59. Bllaexa 
pare da prima timidetta nel cooMadarc . 

TIMIDEZZA . ^firatte di Timida, 
Lat. timiditas, Gr. 0ifi^ . £«f. Pmrg, 
as. I. Induce una fimilitudine della fna 
«rolontà, e della timidezza. £ dppr^^i 
Prinu volea domandare , poi timidezza 
mi ritenea . £ altreve : Qui dimoftra 1* 
autore letteralmente , che l'ardire» e 
la timidezza fi dimoftra nella Croate, 
imperocché lo levare fignifica ardite, e 
lo calare paura, e cosi la Tergogaa, e 
la sfacciatezza . Car, lett, itC Per aaa 
certa fna naturai timidezza fi rifol ve pio»- 
tofto a patire , che moflrarfi iaapoxtaao- 

TIMIDISSIMAMENTE • sJtH. dil 
Timidamente , | 

TI- 



TIM 



TIM 



TIM 



53 



TIMIDISSIMO . SwpeH. di TimU^. 

■4.7.^ I**aBiUcìa degli oomi- 

T1MIOITA\ TIMIDITADE , # TI- 
IlOrr ATE . 7i»«/r^v». Timtrt . Lat. 
)m iémMt , riMOT> . Gr. <*M^ • CirtXittL 
Hf. Tcovcrni molti , che chiamano 
EU fivrtcsu ec. la tìmidirà diliicen 
I. iWM.rMv.fl. Io coBoTco cb-aca- 
C9tc« ckc h clmidìri, ed il poco a- 
mo filo Boa tli la (eia coso&ere il vc- 
)• E iti. La pcima fi chiama fortcz* 
I. la qvtte è irme, e freso a mode- 
ic l'aodacia, e k timidità noftraiiel 
cole» che foao coricsiore de!!a no- 
ti vita. Fir.dif€,sm,€%. Te ne pociai 
liuifc 4m le fteflb per molti legoi , 
mtt è ftaa ialbltta cmiìdìti , an ne- 
»r 4Sl voce ec 

TIMIDO. ^^d.Ckt teme éige^mem. 
, « f^paf . Lat. t'umiéns , féivUns , 
wfifUfiM* Gf.#«i8r90f , ^fixoV , «rtJk- 
^. ilare. a«v. ff. t. Ci ha fitte ne* 
nfi diJicace > e morbide, negli animi 
Buà^t e pmuoCt. Peir.eéÈf.j. Timida 
téita vita decli amanti. 
f.L J^ Of^ef» 4m timeie , ImfsmrU; 
Mv,a*«.i7. II. Trovò la gentil giova- 
K ac lotto il b?cco della proda della 
■ic t ipa t imida fiar nafcoia • E jmv. 
fLu. Tktto timido divenato 9 e qoafi 
HA atcado pelo addotfo » che arriccia- 
mammMc. farv.la.w. La giovane 
• e timida , ficcome colpe* 
I (ape va che (i ri(poadere . 
4M. y». Io Bon^ afata di così fatte 
•p»^ nmida , dubitando di peggio « co- 
iMciaì a tremare come il mobile gtun. 
• HMflb dalle* foavi aure . Dmmì, Imf, 
y. AUor fii'io pio timido allo fcofcio, 
erocdi'i'vidi mochi, e fentii piànti. 
wàd. F4/F. f . La qua! cofa poiché per- 
case a* miei timidi orecchi » il mio 
etto è ftato (ansa anima . 
SlIL Per ftmmìimbili ^ Ckeitmfmeiime-' 
r. «^kMt.7r. Tutto il cerchio ripieno 
ì popolo poflcnte , e timido a tatto il 
•ondo. 

TIMO. Lat. thjmM$ , thym^m . Gr. 
Vi/u/9, Cr,4,j»9.t. Il timo è on'erbt 
noko odorifera, il coi fiore è epitimo 
ppellato» ed è qaefto fiore medicinale, 
crocch'egli ha virttidi purgar lama 
iaconia, e la flemma, e però valecon- 
r*alla quartana , e 1* altre malìnconi- 
he iafiermità . Vsler, Msf, Il quale è 
»raato , e fiorito di fior di timo . Uè- 
est,Fkf,é9» Il timo fecondo Diofco- 
ide è pianta fermentofa , fa le fb 
|ìc piccole, Orette, appuntate, e folte. 
TIMOLOGKA . K^. £tim»ltiim, Lat. 
tymUegU , verih nftéuie . Gr. irv/uoKt- 
rt9L. Fier, Itsl.D' Ifidoro neir ottavo 
tbro dcMa timolog{a. 
TIMONE . S^tl Ltgme, ce! ^UMU/t^m». 
W, • fegge Is msve, fj^t. inbermécuìmm, 
létmmsmMvis. Gr. rf^'A/o. FréMc^seeb. 
^.iliv. yr. Timone è quello, che Ter. 
e 9 ficchè la nave non percuota i né 
ada ia loogo pericolofo. B§cc.»ev,^i. 
. Fece vela • e gitrò via i remi , e il 
imooe. Eft:t,pdnt,è2o. Alle quali co- 
e qual fine «Terbi il giudicio d* Iddio» 
oloro il veggiooo , che il timone go- 
vraaao di quefta nave . DdHt, Purg,io, 
^1 limon gira per venire a porto. 

f. I. Timeme^fi àlee ^Mche ^uel Legme 
Ir/ cMrre , • fimilì^ «/ ^tuiU / affieesa le 
«/•f . cÌ9e r Umhb* « tirétee. Lat. t*m§^ 



. [ 1 S%I. TÀ«f4«a, è dmtht ««t Stfumemtt 
encdcfìmo carro due brevtfiimì timoni |**i«f^r, tume il T^mimn , e /T fìumei et 
\l B^ch'ùQ. Ent.P^rx*i'*** I*o timone r«v«f/«;rW mmtke/dìie TUmi*U* ^ Ta» 
di <|art^D carro è la croce diCrifto,la k^Ue^ t K^uUrm 
quale tgìì porrò ael Tuo corpo, ficchè 
bea figura I* autore, che egli tirafis col 
fuo colio Io rimone . £ ^r*fi - £ così 
tiiò?3Tifrone, che tira tutto Io carro* 

i^ lU T imene, fer mttef, ««/« Gaiiii 
^Um^ Gir, I. 54. Morir vog1*:o , poiché 
perduto ho quella , Che fii .del viver 
mio limone, e ftelìa . 

TIMONIERE. Celni . eie S^;^'^ H 
tlwa4Me . Ltt. j«Wra«f«r .Gr. ^wSin^rìt^. 
Mim^^ ftt, a. E die di cavalier V ìn- 
ugaaA ao malcalaonea aoa timonìer 
ai barra * 

TIMOKISTA . 9p^^* » thexevtrms 
hiLa tt^vtU timexe. ÌJtt.gn^rmster, Gr. 
MTfit^t^rk, Jéerf, at. 25. Ch' e* mi bi- 
ibf na r^aoibiar timonìf^a . 

TI Al CIBATO . ^di. Dikmem^ cefcUn. 
^ , Chf teme ìddie • Lat. timerMUi, 
flMi, rtli^iefui, Gu^^'^i' • Likr, Op, 
dn. Uomini timorati > e giufti reppellì- 
ro CIO Stefano > e (cciono grande pianto. 
ir. Uir, T, a. 11.^. Colui , ch*é timora- 
to. Dio, 1 guarda dal peccato. 

TIMORE. rerfrka;,ie» d*««ìM», ca- 
^ifAdid 4^j immegìmsxjeme di future ms- 
Ir . Lir. timer ^ mettu . Gì. ^i^ . But, 
/»/, 5.1. Onde qui è da notare , che ti- 
more procede da viltà di cuore , o di- 
rpeianrc d* avere la cofa defiderata, o 
ipsTi are d'avere la cofa odiata . Pttruéif, 
S. Timor d* in£imia, e fol desio d* o- 
noie , P^fto, Qaefio dolore debbia prò- 
cedere, e nafcexe non da fcxvil ti^moxe 
di tó/mcato , o di pena . ma dall'amo- 
re della caritade, che s* ha a Dio •>#««- 
A*^v*-io.j. II timore é peccato , fé 
coaJo che egli è dilordinato , cioéfug- 
xe dt fi re quello, che non é. fecondo 
la rastcme, da fuggire . Vif* SS, Ped, 1. 
li« Dq^o il timore fentiamo nel cuore 
ficurrà. e gaudio. 

TI MOROSAMENTE . avveri. Ce» 
fim*rt, Lat. fmvìde . Gr. ^fitfSt • Vit, 
CrifiM, Vergognofamente , etimorofa- 
menre li rivefie, come fbfTe un uomo 
ce. C*Uf,io» Timorofamente moHrano 
di dire loro openioni fopra qaalfifia 
propofìat 

TI MOROSO . ^dd. Timer éue . Mer,S, 
Grt^. i.e. Queirnomp era femplice, e 
diritto, ctimoiofo d*iddio. MaeftrntA> 
I* ^t. Se egli é uomo tale » che fi cre- 
da , che Jia tìmorofoec. poifo credere, 
che fla «doluto . E/^. P*r. N.fi. Fae il 
cuote umile, e timorofo. 

1 Ftr Timide . Eff, Psf, N«/. Qoe(h> 
pubblicano fi fent] a molto peccatore» 
e £fcfo ^^li ftava tutto timorofo. 

T ì M V A NITE . Sfexie d* idrefnU , ed- 
trimtfiti ditte IdrefisUventefu, Lat.fjm- 
fMj^ittt - Gr. rv^Tath^i , Lih»cur» ms- 
Uti, L'anice, rompendo i flati , giova 
ina timpanite. Trétt.fe^. cef,dem$. Si 
Umentano qnafi come Te patiflcro di 
timpAt9Ìce« £uen.Fier,i,t,y Dette In una 
timpaaicti, Ch* è poi crcfciuta afiktco 
In una confirmata idropisia. 

TIMPANO. Strumente di fueue fire 
psttft t rjuhémte d* fereefe dete sd urne 
frUw fece*, fer temente tirst^fefrs air erte 
d'um vsf* di figiurs tir teière c§neave . 
Lat» tjmfsuum ", Gr. rvfA^^nf . Bweit, 
fiVr. «,4, 7. o di conferto Di trombe, 
e di chiarine» E cenaamelle» e timpa 
Ini, e di pive. 



f.Il. Tim^AMe deirtrttth i e , e «•« Jfem» 
krAm* imteriere dei «mì^ìùo* , /trumeitf 
frimeij^sle dei:* udite , G^;. 5jjx* 1*7 < 1 
fuoni allora (ba fiitti ec. quandounfrc- 
quenre tremor dell^tia ec. muove cet- 
ra cartilagiae di certo trmpano, che è 
nel noftro orecchio. fdiW.i.aMf. S4S. 
Confonaati ec. faranno quelle coppie 
di faoni , che verranno a ^icuotete eoa 
«gualche ordine fopra il timpano. 

f.It I . Ttm^sne . fi d^t aacW ums Mm^ 
rù:«« (• /araa di ruts, fertirj^ fu 4C- 
f««, e mae^ter fefi* 

S.IV. Timf4me^ / dUt sltreti U Fét- 
cì« diir «/fr«/ai*0, mtlU fu ile feue ietr* 
eh} delU sferm, e che è ee^ert^ dmlU r«. 
te , iu rtit /ème /rgaaie le /Ielle» 

f.V. TtM«««, fw Metx^. £ut. itrf: 
at.i. Mai botte non fìi si forata per 
perdere timpano, o lulla. 

f.V I. Timfmue , termime £éttkttettmrm^ 
««/# U Piante firn ^Itm nei Jrtute/^iK}e ^ 

§. VII. Tìmpame , f dieemmtht ••« Pdt^ 
te del tercbie delU pemfA . 

$.VI1L Timf*me , è aadk «n« SfeK^* 
di t9rmemt§, 

TIMPANITICO. ^dd. Ditim^emitti 
Che féaìfse di timpanite . Lih, <«^.««« 
l*»t. In quella guila , aelia quale Cx goa« 
Ha, e riluoaa il ventre de*timpanitici* 

TINA. Piteettiue, Fr. Gierd. Pred,S^ 
Perocché*! fangucnon é unito col cor* 
|H>, ansi fta nel corpo , come in una 
(ina. Sedtr.Celt.jj, E* (edili delle bot- 
ri, e tine fono ancora da poierfi ma* 
tare, e acconciare a fuo modo. 

TINAIA. Luege, e Steueiià, eyefittm* 
teme le tims . S»dtr,Celt,yà* LaCComcvdat 
la tinaia a quello modo dee eCTer f«ito 
da coloro, che raccolgono grandllfima 
quantità di vino . £71* Ls tinaie, eie 
cantine ftaano meglio pih pulite 1 epiik 
accomodate con volta di fopra. cheti» 
trarornte. 

TINACCIO. K.w4.r컫.Lar./«ka». 
VM viudrium, Gr.e/ra^f^v. rr.f.t4.7« 
Alloia ottimamente ù lavi, e neiruU 
tiroo a rifciacqui con acqua caldi be- 
ne infilata, ed in queAo modo ù cu- 
rano i tinaccì . 

TINCA. Pefee nete ,ftr le firn dUc^uée 
fia^n-titte, Cr.9. 81.1. Ma fé farà dila-i 
go, ovvero di ftagno» che fia lotolà»' 
meglio farà per quelle tinche, le qua-; 
li , a modo dt potco , ù dilettano del ' 
fango. Arr». OW.i.4.49. A chi la tefta»! 
a chi il braccio ha tagliato , Chi fende' 
come tinca per la fchiena. £ 1.^4. sS* 
E lo parti In due pcaii in meiao appun- 
to. Come (i partiii'a tinca, o gallina. 

TINCHETTA. Dìm.diTimea. 

TINCONE . P'Jltma meiramlnsid. 
g«r».ri«. j.xiv. VoimaeAri e otali Medi- 
ci da guarir tigna, e tinconi. Siete uà 
branco di ladri, e di caftroni. BelUng.fem, 
|itf. Da medico il vorrei , non da tincone. 

TINELLA. Tinelle. Likr,eur,méiUtt. 
Piglia una gran quantità di uve falvati 
che acerbe, e mettile in una tinella di 
legno. Liir» Meit, I3a fanciullo acca- 
lato d*averc sforzata una fanciulla , per 
coofiglio della madre (lette un peuo 
in una r india d* acqua fredda. 

TINELLO. Dim.diTine, 

y Tintile, fi dice kntlte il Lno^e, deve 
mangiane è (.•rr*|ì4«l nelle tetti dt'PrìB* 



54 TIN 



ei^lt • i fMmlgflart nelle céift de^prlvttl, 
If* V, ).4{. I funi oAtcri tenne alla rea- 
le» con apparecchianienco di nobili vi- 
virante, con grande tinello di cavalie- 
ri . K^r.fdtt, j. La maggior cara , che 
fai cor gli calchi • E' che Fiammetta 
Aia lontana , e fpello Caufì, che Torà 
del tinel gli valchi. 

TINGERE. v.TIC.NERE. 

TINO . V^fi iTétide di leinsme , nel 
^u^il' fi f'gU l'HvéL per fere ìlvin^, Lat. 

rr.r. tj. |. Proccuri i vafelli del vino> 
eie tina, e gli altri vafellI , fé fono af- 
fa:, o pochi. £4.^4.1. ì\c(CcVa\c nel 
rino , incontanente co' piedi premere 
fi convengono da coloro , i quali fono 
ordinati a ciò. »^lMm.C*lf,sB, indi ag!i 
atti! ftrumenti, a i vali, a itini, Che 
alla rendemmia Tua dovuti fono , Non 
Ben cura convien , che a Quelle ifleffc. 

J: I. i>rrTm»^^4 . M.KAlMr, B.V.Qtit 
gli, che vorrà Tua fanità guaidare , e 
Utì l'ano, e 11 vorr^ bagnare in ilìufi, 
o in tino ec. £P. i^T. 19. Lo bagnare in 
acqua dolce fatto in iftufè , o in tino- 
la. 

f. II. Per Véf* ds c§ fi ferver e il vi»« . 
Vend.Crifi,sy4ndrA, Venne meno il vino, 
cJ ci^ii fece empiere letinora d'acqua. 

TINORE. V. TENORE. 

TINOZZA . Kc/« di Ugne, 9 di rème 
« «/• di ferri fette le tlrui , • di bagné»» 
fi , Seder. C^t>j%, AlctHii cavano ec. la 
metà del vino , e lo pongono in una 
tinozza . B 76. Dipoi vi rimettano den- 
ero quella metà della tinozza con bl- 
gonciuoli. £79. La caverai ( Imt^tHi^ 
la f«ra del mercoledì , depofitandola 
così avvinata in una (inozza a Hn, che 
efali . Ment,rMt.o. Come fc delH • yer- 
bjgrazia , un tul& In una d'aloe piena 
tinozza . 

TINTA . Materia, celU ^uéU fi tigne. 
Litrr.^fireL Affermalo. in quella apri- 
tura cor conio , e f«e nella tavola Ce 
condo cérchio con tinta » cioè inchio- 
ftro. Sem.ben.Vareh,7,^, Ne'qualt Qjuel- 

la (lefl'a varietà , e verità , che piace, 
é in modo con diverfe conce , e cinte 
dldinta , e colorata, che paiono anima 
li veri. A/4.'#».7.44. E fé ne incontra 
mai di quella tinta. Vuol poi chiarirti 
a' eli* è vera , o fìnta (^uì^Jfeimtam.per 
Celere, e Cehrite ) 

y Ti%ta, fi dice amebe UBwttega^ 9*1 
Lutge deve fi efergita t arte del ligntre . 
Fra»c.Saech.nev,io^. Avea accattato un 
cavallaccio di quelli della tinta di 
Borg'Ogni danti. Eapfrefez Non riflet- 
te mai il cavillo, che giunfe alla cin- 
ta, dov'era il fuo albergo. Varch.fier, 
IO. a7tf. Con quefto ancora, che i ti- 
rato)., e purghi , e h ttnre non fi potef 
fono alienare per gli ufficiali di dette 
vendite . Bergh.Rip,%%ì, In Vinecia adun 
que nacque gl'adi un fiatida Robafli cit- 
tadino di quella città , il quale faceva ar 
cr di lana .ed una tinta , Iacopo Rnballi. 

TINT ILANO, » TINTILLANO. fife, 
tje di fanne fine . Boce, nev, 61.6. Nan 
di tintillani, né d'altri panni gentili, 
ma di lana gr offa fatti ec. fi velti (l'ero. 
Cren» Veli, li. II detto Bernardo tempre 
di bene in meglio ha perfeveraco r e 
lafciando la bottega , il detto Iacopo 1* 
Hm fatta poi del fuo C^po con Saivcfiro, 
e oggi la fanno di tintilani, e fono per 
Ut bene i fatti loro . 

TINTIN. Vece fa$taf€r ejf rimere U 



TIN^_^ 

/«M« del eamfanuix* • Lat. tiunitmt » 
Gt.KifftfftTfAcr^DAnt.l'ar.to, Che i'una 
parte, e l'altra tira, ed urge, Tintin 
fonando , con sì dolce nota . 

TINTINNANTE. Che tintinna, Lzu 
lintìnnans . Gr. xihìftl^tiif . Pilee, tf. 
|a8. Co* cavalli tutti rifonanti di tin- 
tinnanti fonagli armeggiando , onore- 
volmente la feda cfaltò • ^met.^t, C^uivi 
fonati i tamburi , e i rauchi corni, ei 
tintinnanti bacini in feg no de'luoi trion- 
fi. 

TINTINNARE. ri»»i»»irf . 

TINTINNILO . // tintinnire , Tintinne. 

TINTINNIRE, Hifenare . Lat. *.*»■• 
nare . Gr. lt«i^ft>y/'(M9 . %^r,Fur. 7. 19. Fa - 
ceano intorno l'aria tintinnire p' ar 
mon/a dolce, e di concenti buoni. 

TINTINNO. Snene . Lar. tìnnitut . 
Gr. n^ivft'T/xò^ , Dant, Par.j^ E come 
g*ga , ed arpa in tempra lefa Di molte 
corde fan dolce tintinno. Fìlecj.^o. L' 
una fronda nell'altra ferenJo, e di tut- 
te dolce^ tintinno rendendo .^ Tav. Rìt. 
Egli udirono un tintinno di mulino , 
e allora vanno in quella parte. 

TINTO. Sufi, Tintura. Lt- tinHus, 
Gx. .^»J>f. Rim.ant. P,N, Suenaff. Vrù. 
C!ie tutte gioie di beltare ha Vinto , 
Siccome grana avanza ot^ni altro tinto. 

TINTO • ^dd. da Tigntre . Lat. tln 
3us, Gr. fiy^fk, Dant. Inf.g.O^eitìiin 
tempo vidi dritte ratto Tre furie in- 
fernal di fangue tinte . Petr.fon.29.ìic\Y 
altrui fangue già bagnato, e tinto . £ 
c4»^5. 7. £ tinto in roffo il m.ir di 
Salamini. Eff.Pat.KeJt. N<Ji liumonon 
folamente lavati, ma netti, e tinti in 
grana. Varch, Z.<(. 4^0. Si poflbnr^chia; 
mare piuttollo tìnti , o imbrattati di 
loco, che corapofH, o mrfcolaii . 

J.I. Tìnte . figuratam., vale Ofrure, Ne- 
re, i>«inr.i/i/. 3. S'aggira Sempre in qucll' 
aria fcnza tempo tinta . Bnt, ivi : O vo- 
gliamo intendere tintp fenza tempo . 
che Taire era neco fcnza teras>o , che 
ne foffe cagione. 

f. II. Tinte ^ furSgnratam. fi dice di 
Chi abbia alcuna fuferficiaU uetixja , e 
peritja di ebetchejjia. Salvin.difc, i.tH}. 
E chi è alcun poco tinto nello ftudio 
delle legi;i , fa f iò^ eh' io dico. 

$.111 « Tintela diciame anche figeuat dm, 
per Cambiate di celere * ea^iene d'ira, 
Sece* nev. 88. 7. Tutto tinto nel vifo , 
dicendo: che arrubinatemi, e che zan- 
zeri fon quelli ^ Fir.^,\%6. Tutta in 
furiata, tutta tinta, tutta io collora fé 
n'ufcì fuori. Cirtff. Calv.\. 74-. Cojne 
Irlacon la vide cosi tinta y^ Cominciò a 
darle de] buon per la pace . Tac,Dav.ann. 
1.6. Gallo, veduto! tinto , replicò ( •'/ 
T, Lat, hai vultu oflènfionem conicela 
veratj Efter.j.iti. Veggon Vitellio tin- 
to bene da poter dare a IMefo lo fcacco 
( UT, Lat, ha : afperatum ) Malm,^ 1 1.42. 
Tutto tinto ne va Puccio Lamoni Stoc- 
chegtjiando nel mezzo della zuffa. 

TINTORE . Che efercits l'arte del ti. 
gnere. Lat. infe£fer, Gr. fix^tùi . C7.ii. 
1. 5> Ruppe il muro del comune di fo- 
pra al corfo de* tintori . Libr,cur.neaUtt. 
Ufa la polvere di qpel fem«, che i tintoli 
»{>pi\\ino grana parmdìfi . VHg. Mef, Im- 
mergono nel fugo delle mele )a feta tinta 
nel«a ^rana da* tintori . Libr.S9n. 71. Dq. 
ve i tintori imbottan la vinaccia • 

TINTURA . Tinta , il Celer della cefa 
ti>aa, Lat. tiià£tus, Gt, fiei04 , Tef. Br, 
4*1f Quando l'uomo sii taglia incorno» 



TIR 

egli nafcono lagrime , di che roouu» 
tigne le porpore di diverfi colori « e 
quella' tintura e delle fue carni • Mt^» 
S, Greg, Non avendo clfa gli adornv 
menti della eloquenza , coi 'pofliaoKir 
dire, ch'ella fìa, ficcome lovcfUmca- 
to fanza tintura. 

S, Tintura, fi ufa falera per SeeperficU* 
le netìtjia , • peritjin di ebeccbfjla • Sai* 
vin,d\fc,i.xì9. Come uno aveva qoal* 
che tintura di Greco , fubito fi cxife*. 
va in traduttore. 

TIORBA . Strumenti muficaU fimih ed 
Unte , d'i nventjene nen melte antica • 

TIFORE. Vece bafa . Valere , F^«rr « 
Tac,Dav,perd.ele^.^i. Avete letto let- 
tere di Calvo, e di Bruto a Ciceioacy 
al quale il vede » che parve Calvo di 
pòco fangue, e tipnre. 

$.!• Per^ualitM. Tsc, Dav. perd. elif^ 
41 1. Non legge la difefa di Decio San- 
nite, né di Bruto del ReDeiotaio, n4 
gli altri di Gaùì nerbo , e tipore , (0 
.tonchi anche ammira i veifì loiome^ 
fi nelle libreife. 

$.11.^ Per T:efìdn.^a . Lat. tepw . Gf. 
XX/y;o'79«. Sen, ben. Varch. 4. z\. Egli 
non e dubbio ec che dall'efHcace tipo- 
re, e penetrevole della luna fi fparga» 
ed innaffi la maturezza delle biade, 

(. III. Diciame: Nen aver fapere , ^m 
tipere di Cefa, che nen abbia viru»eim»m 
na qualità i mede bajfe . 

TIRA. Cara. Centnverfia^ Difenfi^ 
ne , Lat. rlxa , lìs , conteutii . Gr. ^^/f.» 
G, V.-j.st,»' Durò la tira, e vacaziofie 
riii di cinque mcfi . M. V. 1. 10 j. Tiai 
Cardinali ebbe divifìonl , e tire di co» 
loro, che avellbnola legazione petve- 
rire con lui, e per le dette tire ec. 6 
limafe la commeffione de' legati. 

|. Onde Fare a tira tira , ehi fi di€t 
del Nen lenvenire , per veUr tuna psrii, 
e r altra tutti ì vantagf^i , 

TIRAMENTO, llrìnere. 

i. Per ieStravelgeret e StiraeekìMt iì 
fenfe delle fcni ture cen fittigliett*'L2t^ 
inverfie , Gr. a'yotf ;e^^ • But. Inf, f . a. E 
quello cagionava lo tiramento delPora- 
z'one tronca, forte a pìggioi fcntenmia'B 
che quella , che Vergilio aveva intefà. 

TIRANNARE . V. ^. Tiranneggiare 
Lat. ijrannidem exereere . Gc TO0«yvwir. 
Cr. r. 10.15$. I. Per volere cfl'eie signori 
e titannare • Libr, cur, malate. Altri 
malori, che tirannano , e tormentano 
lo corpo dell'uomo C 9*< figuratmm, > 

TIRANNATO . K w*. ^dd, dsTirtm. 
nare , 

TIRANNEGGIARE, «TIRANNIZ- 
ZARE . Ttr^nnicaminte , e ingìujl amenti 
Hominan , Vfar tirannia , Lat. tjrammì- 
dtm exerctn , Gì. To^aerfw». G, V. io. 
i77.a. Perocché il detto capitano tiran- 
neggiava in Firenae con certi grandi • 
M.V. 10.67, Il quale con lunga, ccom- 
pofla dicerfa , rolendo tiranneggiare,* 
li animava a mantenere loto libertà* e 
franchigia. Vit. Plut. DiccnJo , che la 
'ntenzione di Dione era di tirannizza- 
re . ^lam. Gir, 15, 84. Tiranneggiando 
qui qucfti confini. 

TIRANNEGGI ATO,#TlRANNlZ- 

Z ATO . ^Jd. dm T irannif giare , a Tiran- 

, nti.\are . Segn, Mann, Nevemb. xj, 4. Do- 

.'vrà giudicare altresì le fentenae ingin* 

'fle per tener ragione ai danneggiati, ai*,' 

depreffì, ai tiranneggiati. 

TIRANNEtLO . Dìm. di Tinuen* i! 
Tiranne di gicciele petite . CJ, K U. 

*7- 



TIR 

xj.u Per abbattere ì Taihti cfAiczzo , 
e of ai tiraBaelIo d* incorno . //. y, io. 
fi. L'animo ÌDfaKiabilc del tiranno , 
cfcelnqpKe e con de fiderò di furromet- 
lecc ipopoli liberìf e gli altri cicannelti, 
dMcfoiio miaoxi • VMv,ScifM,6^, l moiri 
Uo\ tirannclli ftruggendola , parve a* 
(opolii pec vivere ia pace, d ubbidire 
a uo. 

TIHANKEM'A. V.^.TirsnntM. Lat. 
t)rsMuis • G% Toracry/f . P§vtr, %Avved» 
Sn, Non li teneva né ragione, ne giù 
ftVa, attendevafi atirauoeria. e ui'ur 
ftncnri • 

TIRANNESCAMENTE . ^vvtrh, 
Tirsmuiedimenit , Lat. lyAnniet , cmi*- 
tUtr, Gr.TVdffrFrx^'» »>«? . r.r.iJ.47. 
LLa qaale I Viaiziani tcnieoo per fòrza , 
rpoiCBsia, ch'avicnoper mare, tiran 
pclcafncnte. if J^tri. A/-/r/».ij*. Veggen- 
do, che la forza dello *mperadore era 
casi grande» che quafi tutta Italia tiran- 
Bcicameflie Signoreggiava . D'm.Comp.j, 
S4. Non ardivano alamenrarfi dì coloro, 
che meflb ve faveano, perchè tiranne 
fcamerre reaeano il reggimento • 

TIRANNESCO. ^dd.TirMHMi.lAX. 
tjféMmUui . Gr. TvpoirriKif . G, V. 10. 
«l. I. Fer foperchi ricevuti della lua 
rixaaaefca iignoria • But, Inf, a8* 1. 
Tetta 11 l'oggi ogo , e tenne la con ti- 
t nucleo modo più anni. Fr*nc.Saceh. 
|rUB, |C Le terre me fu quel di, f ia- 
rgcaia rndelli a tirantiefca siisnoria . 
-AM/.T.Gif.Cri/iyf. Come una fiera , e 
'aodck tiranna» i cnori di tutti poffiede, 
ecoadransclcafignoria li vince, ed ab- 
batte. 

TIRANNICA . Domini» nfurféf 1». 
ItM^smtmte , t xithnttmtmtf . Lar. tjrsn- 
Bis . Gr. Tv:«T»;f , ti; :«»?/«., Ddnt, taf, 
la. Ove la tirannia convien che gema . 
£ «7. Tea ctrannia il vive « e ilato 
fianco • 

|. Per^^ìinSf Manieri, t C^^nmi di 
iir«»ii«. C, Ka. s* J* II contJllava di 
Éio: difetti , eticannie* MMJlru^^.i,}6, 
II. terzo si è quando il cherico difpre 
g:ando l'abito potta Tarme, ed eflendo 
ammonito tre volte, non lì corregge ec. 
eziandio che nonfia ammonito » s egli 
iiudlain tirannia ( ci «r: fi étttndt 4 far 

TIRANNICAMENTE . ^vxerb.Con 
mtd» iirsntbif . hlt-iyannUe . Gr. tu 
;sn:xft*7. V'it,Plus, Congrcguo ufi con. 
rro a Dione» dicendo: egli fa male ti- 
tannicamente. 

TIRANNICO. •^^^. DI fir^mi», ^ 
MMuiers di tirann» , C radile , xAtrece . 
Lat. tirMnicus, Gr. TW3«f»/x«r. C V, 
ir. lai. r. CorreATono il loro errore del 
fjo tirannico uficio . Ctm, /n/.ia.QueQa 
materia è intorno a gente tirannica . 
E éffttjfii E' da notare, come la tiran- 
nica signoria è peililenziofa, e malva- 
Ria . Crtn. Mirell, x2t. Colla loro buona 
lolleclrudine fi trovarono a cacc'arc i ti. 
rannici Ubaldini Ghibellini . ^UmXtlt. 
r. E. Componga in g'ro A* feminaii cam- 
pi orrende faci Di tirannica uccel , di l'e- 
ra, e d'uomo . . ^ ^ , ^. 

TIRANNIDE. L$/ieff»,eb*TiréinntA, 
lAUiirmnnii . Gr. TUiary/r. Fir.^f.i^i, 
Nonfarebb^ino pochi coloro , li quali da 
una povera , e fervil vita pattendofi , ve- 
QXiTero alla lor fetta, la quale era fimile 
li nna potente tirannide . K«rcA.L«;^.|tf4. 
i2-ieiìo avvenire auCfimamente apprelTo 
:c nazioni bifbaie , e dove regnano le 



s TIR 

tirannide « Sdivi». difct, 425. La natura 
della tirannide è rale, che fa obliare i 
pi il ftretti vincoli di fangue« d'amicizia, 
di carità. 

TIRANNI©, r.wrf. ^dd. Tirannìe» . 
Lat. ryr*ii»icn/. Gr. tvioLfrixi^ , Kiv, 
4«r.y?tfwfr. 4ir.i4.i. Lo Re di ciò fi ma- 
ravigliò molto dicendo, che cofa tiran- 
nia è bellore di donna! 

TIRANNIZZARE.v.TlRANNEG 
GIARE. 

TIRANNIZZATO.v.TIRANNEG 
CIATO. 

TIRANNO * Pr$prUm»nte SiuegH, ebe 
ufurpM e»n vUlen^d , € influjtiijid étlcu» 
princiPdta ; ed dncbe Sigrurg iniiufi» , * 
crudele, § mmdtert fiUmentt deW utit 
preprie, Lat. tyrsnnMs, Gr. rù^strt'^ . 
Fi9r,Vìrt,^,M, I riranni amano il lor 
proprio bene « e lo Re ama il ben comu- 
ne. J^f K|.88. Fotendoficatuno dolere 
con ragione in fé della corrotta fede ec. 
mcrcatanzia de*tiranni . OmeLS.Gie-.arì- 
/*•/?. Come una fiera , e crudele tiranna , 
1 cuori di tutti polliede, econ citanr.cfca 
fignorj'a li vince, ed abbitre. 

i, I. rer/ìf»itit,/tdi€e di Per/end crude- 
/e, einglufid. Petr, cMn^.^H,^. Pietà ce- 
le/le ha cura Di mia fainre, non quefto 
titanrio. Che del mfoduol fi pafce , e 
delmio danno. Ldt, 179. Corfa la cafa 
mia per fua, ed in quella fiera tiranna 
divenuta. Mentem, mddr, 2, Sempre di- 
nanzi Amor mi rapprefenta Q.iel facto, 
onefto, e graziofo altero Vifo gentil del- 
la tiranna mia. 

$. II. Treva/t anche prefi in ùuenM parte 
perlefieje, che Signere , G\ r.j 0.87.6 .Q-j e - 
lloCaijrucciofue un valorofo .e magna- 
nimo tiranno. Ddnt, /«/. 27. ^.omagna 
tua non è. ^ e non fu mai Sar.za guetxa , 
r.èvUotdc'fLjoi tiranni. 

TIRANTE. Che tir^ , Lat. trdhent . 
Gr i'XH^r , ^«rr.49-Coflui generò Ce- 
rare, ia qpale a/^ unti i cirri fuoi a' 
colli de' tiranti fcipcnti ec. dtfcorfe il 
Mondo . 

(. I. Cdrtie tìrAnte y fi dice di Carne du. 
r4, etizlie/d, Mdlm. 6, 45. Crudo è il 
carnaggio, e sì tirante, e duro , Che 
non viene a puntare i piedi al muro. 

$. II. Onde diciam» in mole preverh. 
Csrne tirdutef.tlntw fante { e xa'.e , che / 
cibigrajf , e nen delicati fanne la cempltf 
fiene dhrU'fìU rsùufia . 

TIRARE, eTRAU.KE, che in alcune 
delle fue veci fi fuppU/ce , e/ìcenfeide con 
rjueìls dtrli antichi verbi TRAERE , e 
TRAGO ERE . Very, , cht fi ad.^er.v:» 
mefcelatamente nelle lor fj^nìfic dnxje ^ ben. 
che firfe in alcuna maniera pArti.olare fi 
adeferi pikproprinmehte au\i lune, che V 
altro, %y1 dittinotene diche lenAtiere ac- 
cennate col verbo Trarre f'fiepfr avventura 
preprie fue , l»i dove l'altre concepite colla 
V3ce Tirare , ftmpre che quivi in contrario 
nons'tfprimd ^ fcm dpprejjo di noi conunì 
ed all'un ve' ho , ed ali altro , cone mojira- 
no ili efempli , { 

f, I, Tirare , per Condurre confort^a^ e 
}.iuovere aUuna cofa verfo fé con violen- j 
X,A, Lat. trabere, Gr. fAxMV. Bacc.nov, 
15- jo. Come lavato fulfe , crolLiirc la 
fune, ed e!l! il tirerebber fufo. £ n^v. • 
17. ij. Per lo capeftro tirò fjori Ciu-! 
riaci , e andavafclo tirando dietro . E. 
II9V.4J. itf. Il ronzino ec. tirata la te- 1 
fia , ruppe le cavrzzine . £ mv. 8r. r;. ; 
Prefe AleiTandro pe' piedi, e lui fuor, 
ne tirò. Nov.ant, 100. ii. La moglie ti- 



TIR 



55 



rò a fé Ta mano. Vit.SS,Pai,i. 71* Per 
forza Io tirarono al monadero d' Ila- 
rionesi intrat^er fato con quefti legami . 
Boex,, G.S, 15. E m? gridando, e con- 
tramando , ficcome in parte di preda 
tira (fono , la vefla ec. iquarciarono • 
Boe^. Varch.i, prof, i, £ me, che grida* 
va, e non voleva andatne, tirandoper 
-forza come .'or preda , mi tracciarono 
la yefta . Sen. ben, Varch,%, aj. Qjefti 
tali hanno bilogno d* eflet tirati , e 
punti. 

f. II. E per metdf, Petr, cant,, 6, i. 
Ss^o mi tira si , ch'io non foftcgno Al- 
cun giog3 mcn grave. Dant, lnf.i,Ei 
io a lei: TangoLia, che tu hai. Forfè 
ti tira fuor della m-a mente. S9cc.n«v. 
ìi^ 1. Aveva ia novella daila Fiam- 
metta raccontata le lagrim; pili volte 
tirate infino in fu gli occhi alle fue com« 
pagne. Cron.Morell.i^^, Ala la natura 
Per fé medefima gentile fi trae fempre 
alla virtù . 

S. III. Tirare, per Ifirafcieart , Petr^ 
/•». 14. Indi traendo pui l'antico fiinco 
ec. (O lanto pia p:io col buon voler s'aita. 
Tdff7Ger.t9. 2'i, Ti-ar molto il debil fian- 
co oltra non piiote , E quanto più fi sfor- 
za , più s*aSanoa . 

$. IV. Tirsre^jtr Rimuovere da fé in 
un fuhitochecche^Ac9nfort,a di braccio a 
fine , per le più , di colpire. Scagliare , Get. 
'*r' • ^'■« '^w.ip. 81. E ferro , e fuoco , 
e f am di gran pondo Tirar con tanta , ejù 
fiera tempefta , Che mai non ebbe il mair 
fimite a ciuefia. 

I. V. Tirare , per ^UettUTC , Jndurre . 
Lat. allicere, inducere. Gr. *^tkKv*4r , 
#Va>f )^3U . Bo.c.nov. u. a. A raccontarfi 
mi tira uni novella. £{.4.^.9. Malage- 
volmente le cofedel m^ndo afe il do- 
vrebbono trarre. £ prvem. 7. De* quali 
modi cjafcnno hi fi>rza di rrarre o in tut- 
to , o in parte l'animo a fé . Emv. 80. s* 
Quefti corali mercatanti s'ingegnano d*a- 
dtfcare, e di trarre nel loro amore, e già 
molti vett*har.no tratti. £ nav. 9^. 19. 
Tirandolo dall'uia parte amore.e d'jltia 
i confort: di Gifippo fofpigncndolo.P^rr. 
cau^. 14. r. Perche quel , che mi traCTe 
aJ amar primi , Altrui colpa mi toglia . 
Bern, Ori,». 1, i?. Ma la natura lor beni- 
gna , e buona Tirava ai ubbidirgli ogii 
Pv^tfona . 

J. VI. Tirare, per x^r trarre , LlX.tra 
herc, adfttrd'ì'e, Gr. ?\>c«-(y, T;jr*'rtf- 
TC» 'i\y.uf. Frane. Sacch, n9v. j. Cjmc 
la calam'ta tira il ferro, cosi colla fua 
virtù tira ciafcuno con deh Jc[.o a vede^. 
hiua dignità. ^ 

S, VII. Tirare, per D'fienitre , Cem- 
durre, Cefiruire . hit. ducer,- ,produeere . 
Gt. iXXMv, rxu'K3if4f. Tdc.Duv.ann.iu 
MS. Per non tt^erc in oz'o i folvlati , 
tirò dalla Mofa jI ^cnoun fofTodi ven- ì 
titrc miglia , chi rireveflc i ref{j(1ì dell* ' 
Oceano. Bem, rj-w.r. 1 3. Or le lue laudi 
ionou.-ieJifÌKio , Ch: chi Io vuol tirare 
ir.Hio a! retto . Avrà ficcenJa più , ch'a 
d-r l'ulìzio . 

J. VIII. Tirare, per Vtncere , termine 
del ^.■•»9f». , 

%', IX. Tirdre^ per Ottenere a fuo mode, ' 
Spuntare , Vincete , Confrguire . Cecch, 
pmx^ 1. a. Hai troppa maggioranza , E- 
io te n'iio lalsiiate tirar troppe. 

$. X. Tirare , in fil^nific. neutr, vale 
ÌKcam'nin.trfì , liviarji , ^Anidro . £,t, 
iter capere, ^r^ficifci, Gr. ts -r vf > .1» . Stor, 
^ielf. La Ieri vegi:nte iotiuì a Badia 

di'" 



56 TIR 



di S. M«ccario« e la mattina tirò vcrfo la 
cicrà di Parici ,St§r»fifi,iZ, Qaando quel- 
li deiro(leitscfronola parrita di quelli 
dentro, alcuni di loro naflcro dirietro, 
ma pcrch* erano eia troppo dilangaci,Don 
gli poterono giognere • Din. Ctmp, a. 39. 
TraiTonvi i foldati, che non erano cor- 
rotti ec.i quali ftandoatmati al ^alacio^ 
erano da alquanti fcguitj; a!cri cittadini 
ancora vi tcafTooo a pie > e a cavallo 
amici 9 e alcuni nimici • ^Um, Gir, 
aa. itfa. Kimontato a cavai tira al piìi 
breve Seatier , che porta alla faarbre 
valle. 

}. XI. Timrt , vdh tédtrd VeÀert , 
Efireitdrt il fenf» delld vifts ; mul» bef- 
fi • 

f . XII. TìrArt • ftr ^ver U mire , 
Xìgudrdéf , TemJért , IndÌTÌtx^rfi , /». 
climéo^ . Lat. tendtrt , fertimtre . Gu 
rghttf, B*c€, intr, 10. E tutti qnafi ad 
nn fine tiravano alTai crudele . L«fr. 
ijj. Tutti i penficii delle femmine » 
tutto lo fiudto • tutte r opere a ninna 
altra cofa tirano» (e non a rubare • a 
fi^noreggiare , e ad ingannate gli uomi- 
ni • 

i. XIII. Tir Atti dieìém» Il fiingn§ tirs^ 
del Hìfv*lliérfi slcnnM inclins^itnt , a ni- 
tri fentimenf ds méttermi fimpmtis , forni- 
iVmntA, 9 eonginm%t9ne di fsngme. Mslm, 
1,10, Ancorché tutte ( tt d^mmt) perchè 
il ccrvclfira , Le girelle voriia^, che *l 
fangue tira. . .-.. 

f XIV. Tir»t , fsrU»d9fidt vnti vmIé 
Spirare , LMVfisrt . Gr. ^OT» » . B»ee.B9V, 
: 4a.tf. ElTendoqucl vento , cbetraeva.tra- 
j montana ec.ad una piaggia vicina ad o.na 
I città chiamata Su fa ne la porrò. Gideb^ 
I MéiUfi.àz^. E trafTe la notte uno gran- 
Idillìmo vento. Tr. f.1.4. I quali (fin- 
iti 0<eidemtéili) fé fofliefanno , owero 
ttarranno in fine della notte , e nel 
cominciamento del di , verranno dal- 
l' r<Te, nel quale il sole nierte averi ope- 
rato. BiUint.rim, Perequando trae ven* 
to , Non efco punto fnora alle campagne . 
Jitd.tttt,à.9M. Siamo air Ambrogiana , 
dove tira» e tirerà in eterno il folito 
vento* 

S. XV. Tirér§ , féffUndffi d* sra , di 
lAltjlrd , <r mrtèiìmfi , # JSmili , v«/r Se^c- 
fart, Sedricitrt , DAmtJmf,ii, Ditelco- 
ftinci, fé non, l'ateo rito. Pttr,f»M,j6. 
E che avete gli (chermi tempre accorci 
Contra Tarco d'Amor» che indarno ti- 
ra . Be»v, Cill Oref, Jt. Eflendoml io in 
glovancEza dilettatodi titared'archibu- 

f. XVI. Ti>^», fdrìsudefi dì muli ^ cm- 
I vsUi, efimìli , vdlt Tirar est ci. Se ti chef- 
'r..irr. £at. cdlcifrdri . Gr. X««tT'C'*» • 
N9v.ant.9Uj. Il mulotraflè» e diagli un 
calcio nel capo tate, cherncfìfc. FrdMc. 
Saech, %9v, i6a. Il qual molo fentcndo- 
fì bezzicare quel lungo, dì che piìi fo- 
no fchifi ec. comincio a trarre, e atem- 
pedate si diverfamente » che ec. Brrn, 
rim. r. 98. Da una volta tonda Lamu- 
' la , e va zoppicando , e traendo . Caf 
' Uu, 6», Perlnada loro, che chi ha del- 
le beftie aflai r<^r cala, come fon co- 
, h retto d' a ver Io , coovien per foKe aver- 
ne di quelle, che mordono , e traggo- 
no. 
I f . XVn. Tirare , farlamdefi di ftmf9 , 
' vaie Mandare ia /iiii«-« , %^llnmgart . Bfee, 
»«v.i(vo.}a. ]] follazzo. e 'J fefteggiare 
' multiplìcarono , e in piti giorni tirarono 
• €hé: fmrdmrartfik ikrmi} 



TIR 

$. XVni. Tirart , farlamd9/S di mtfurt , 

9 diffa\i9t vale Difienderfi^ ^hkracelare 
Jffatia, KAtlnnimrfi . Bern^ Ori, r. IJ. aj. 
Turpin lo (ciive, io 1* ho per cofa certa. 
Tirava dieci bracai ogni ala aperta* 
^jtmkr,Fnrt,tL,'7, Togline tie pezze, cre- 
do, che qoefte faranno d'avanzo * M. 
Qianto polTon tirar Tona} Z. Q^ran- 
tacinqne » o cinquanta braccia alla mifara 
noftra. 

I. XIX. Tirare , farlamdefi d* alenn 
Uv9rÌ9 , vale Cemdnrh a ferfeeS^M , Fab 
tritarle, Saff, tutine fi. 19^^ Giudicandofi 
poco men » che irapoffibtic, il trovare 
OD cianci di vetro (che finalmente non 
è tirato con altra regola, che col foffio 
dell* artefice) cosi perfettamente cilin- 
drico, che tanto, o quanto Boa abbia 
delle difoguaglianze. 

). XX. Tirare . farlamd^^ di eamme d* 
arehihife, e Jtmili, vale Ridarre la lere 
fmperficie a eenvemevele fipws , tflimem- 
te. 

i. XXI. Tirare , parlandeJS de* vini , 
VéU Chiarire , nel J^nijle, del f. I. Se- 
der» Celt, 9f. Qaeffi trucioli ce. hanno 
proprietà di tirate il vino, erifchiarar- 

10 ec. £ jof . I gefli » e le calcine vive 
ee. fi danno a' vini deboli per rinfrancar- 
gli , o a* torbidi per ifchiarirgli > o a* 
grafli per tirargli, o a'grofli per aflbt- 
tignargli . 

- y XXII. Tirare, farland9fi di fiamfa ^ 
vaie Stampare, Imprimere. 

i. XXIII. Tirare, parlandefi di C9utrat. 
ti , vale Pr9ceurare di vantagglarJS n$! pre\' 
K.9 il più , che fi pnè ; ehi amebe dieiame 
Stirmcchtare . 

i, XXIV. Tirare^ vale falera lierhe . 
Ler.Med.eant^,i^^9, Chi ha'l core inna- 
morato Venga a vale a far lamento Di 
quel bel giglio, ch'èfpeoto» Della Nea- 
eia, ch'ha tirato. 

♦. XXV. Tirarji^jper ^Accefarfi . Lat. 
accedere . Gr. rporBeUfeit . Tef, Br, a. 4). 
Come il sole fi tira più verfo'l Mezzo- 
dì, e fi dilunga da noi» tauro avemo 
noi p:h ftande freddo , e più grande 
notte . Fctr, cap, a. Tra(fimi a Que tte 
fplrti , che tiftrctti Erano per feguire 
altro cammino . 

f.XXVI. TirarJI imnant} , e avanti, 9 
Tirararfi affelntamente , vagliene Far/! 
avanti^ Venire inmanti, Lar. precedere . 
Déint.Purg,-;. Sordel fi trafie , e diffe : 
voi chi fere/ r«^.6'*r.a,«8.Nolcelògii, 
ma coneafììte labbia Sitrafl'e avanti il 
capitano, e diffe* 

f. XXVII. Tirmr da Parte, da bènda , 
da late, indifparti, efimiìi, végiÌ9n9*Al- 
hntfmare, Difr^ar dagli altri, hty f9- 
dncere ab aliis, fefnniere » Gr. X*'P '?*''• 
Btce^nev.ii.^. EtU, tiratolo da parte, 
difTe. 

$. XXVIII. E im fismifie. meutr. paff. 
vale ^fhntamarfi , Diff^ì^^i» dagli al- 
tri . Petr. fem. 2ci, V altre mag^cior 
di tempo > o di fortuna Trarfi la dif- 
parte conaandò con mano • B9cc. ii«v. 
m6* 7. Tirati adunque da una parte , 
che da alni uditi non foflero , Ric- 
ciardo cominciò cosi a dire . Dant. 
Inf,^, Traemmoci cosi dall' un de' can- 
ti . Malm. 6. 59. Tirato colla ftrega 
il Re da banda , Le dà la ben venu- 
u . 

i. XXIX. Tirareindietre, vale Ritira- 
re , eFar velgere indietre. Ovid, Pijt, 6j, 
J Cerro per me non riceverai tu fuoce- 
' tq crudele , per lo cui peaato il so- 



TIR 



le tlti indietro li cavalli del filo la- 
me. 

$. XXX. B imfigmifc.mautrjemttKtr.faf, 
vale Rittrarfi,Sc^arfi . lAUrefrwttden, 
Gr. ««Kxa^Mf . B9ccj99v.9f.ia, E qucfto 
htto » alquante indietro tirttefi , cobiìb* 
ciatono a cantare. Berm,Orl,i,^o,te. Ti- 
rofli addietro pih di quattro btaccia . Sfm 
ben,yafcb.%.a. Il quale ha bene potuto il 
fuo nemico ammazzate, ma farlo tiia- 
re un paflfo addietro non già. 

f . XXXI. Ttrarfeme imdietra • Lat. ab 
ìncepte recedere. Gr. «ntxw^**» . Kvdk 
Ereel.^%. Ogni volta che ad alcuao pare 
aver ricevuto piccolo premio d* alòiaa 
fiu 6tica, o non vortebhe fàteilcuaa 
colà , o dubita , fc la vuol htt, o no. 
moftrando che egli la farebbe» it map» 
gior prezzo dato , o promeflb gli fofl^ 
fi dice ec. e* fé ne tira iadietroa e* U 
penfa. 

f . XXXII. TtrarJS dietre aitmms tifa , 
fignratam. vale E/ferne caufa, • artgimtj 
Lat* canfore, Caf,lett,76. Io mi doglio 
piti, che io dubito, ch'ella ooa fi citi 
dietro lo fvìamento dallo Audio. 

$. XXXIII. Tirarfi addeffi . vaia wtfd. 
defarfif Preeaeciar/S , ^cfuì/larfi . Ltt* 
ac^nirere , Inerari , Gr. xr^tUten , St 
ben.Varebj^ji, Mi tiro addoflb l'odiod* 
una fetta, che può alfai. Segm Fred, |.t. 
VfD'te a tifarvi addolTo un cnanlo di 
fc'agure inimmaginabili * 

f . XXXIV. Tirare im cafa , vola Cfla- 
dnrre ad abitare melld propria eafa , Sdtwm 
Grdmch. i. r. Ell*^ è foa figliaftrm » t 
tiroflela In cafa in fine quando toift 
quefta Seconda donna » di chi eli* è fi- 
gliola. 

%. XXXV. Tirar via , vale UUm^émm 
da fé cem fef%d , e vietem^d . 

S. XXXVI. Tirar v!d^ vale amehe Uàa^ 
vera alcuna cefa vtrfe di fé cem viaUmnA» 
ftcc.M0v.87.). Lei gridante aiuto fi tfef- 
zava di tirar via • 

I. XXXVII. E imfigmip. uentr.vah 
•Amddr via, Pariirfi , Fir,Uu,%,€, Co- 

ftui è cotto fradicio; Tira via» va'ador 
mi poltrone. 

f .XXXVni. Tirar gik , vale .AUafart, 
Vai. deprimer e ^dt^itter e. Gt, XK'matX/ntVc 

S. XXXIX. Tirar gin, figmaimm, «ilr 
Bejiemmiare , e Giurare. Berm, Ori. I«aa* 
4$. Io giù tirava tutti i Maconi» e tutd 
i Ttiviganti. 

$. XL. Tirar gim la bufa t JSgmrdidm» 
vale Difpretiare la vergegmd , Par da 
banda il riffet 19 ^ lf9» aver cwmfideni^femm 

S. XLI. Tirarla pù ad dltrui » vdle 
Ingannarle , Fraudarle y a dmakg OSrmt 
male . 

$. XLII. Tirar giit mm lavtn , vak 
Strapaxx.drle , ^Abberracciarte . 

). XLI II. Tirara aterraumlaww^vdh 
DemelIrU , e per metaf. Svilirle , 

XL1V. Tirare fu ^ vaU ^Itjara . Llb 
attenere . 

f . XLV. Tirar fu fgnrdfdtm, U ikìama 
del Far dire cem afiu^ia ad dltrtti fmel , ek* 
e* nem verrebbe ; che anche fi dice Sraltjn^ 
Cavare i calcetti; e t alerà vale iietttn 
««• , • Mamt emerle im fu f umiche eiweere • 
Varch. £rca/.79. Tot fo , o tirar fa aloi- 
no • il che fi dice ancora levare a cavallo^ 
dire cofe ridicole , e impofliibili .e volete 
dargliele a credere per rrarae piacciC» C 
talvolta utile. Matt.Framt^meJmrla.ltl> 
Mangiare alla Torchefca in furia » e n 
pofta, Abborracdarfifeaa'altrobiccbie- 
re, E tirar fu qualcuno! bella p ofia._ 

TXLVL 



TIR 

é. XZXXVI. Tir^r fu, inUe snebe ^■ 
ikw#. Nmiriw* . Lat. tdutarg , Gr. "rpi- 
$m • f «/v. difc, I. a9<*Or di qacfti ( pem- 
/Erri) alcuni dobbiamo rigettare « come 
•boriivi» e illcf ittimi • alrrt aHerarCa e 
tirar fu* come Dato cali, e Icgiccimi. 

f. XZXXVII. T'iTsrfu, -bmU smcke Pr$^ 

/rar/a •• fUéiUbt éftt , •fiìtm^ , r^K.O^v. 
4Bs.a.47. Coo donate, praticare, tirar 
fii infimi fentaccint. 

ft. ZXZXVIU. rir^vf immmnOf vslt U 
/^•. Lit.fr»wtwr#,frM»dt#r#.Gr.Tp»«i- 
' y«w . Cfn. MtrelL jfy. Se pare e' lì ram* 
arma* ed e ai Caputo ^ che per fé mede- 
fimo fi voglia tirare innanzi , poco gli 
giova . àtslm, I. fa. Né quivi adendo 
mcn tirato innanai • Poiòia (pada, e ri-, 
piglio la to«a . 

I. Z&XXIX. Tirsrfitf , vmÌ9 StguU 
tv* , C9»^tì%uéT€ . Lat. «^ ìHjtitnf M» r«. 
ctdrr# . Gr. ifM.fAÌutf ti vpotupfTM , 
JMk/n. 7. itf. Di nnovo appicca al Tuo caa> 
nel la bocca a Elafcia brontolare, a eira 
fono . * . 

|. L- r«r«r« « jfiM , vsU Ctmfgrt , Fi- 
•ir« , Ttrmimsré « Lat. ctmfUrt , /««r« , 

IMdfmtmftrdn€Ér§, Pcfr.rMK,. 18. j. Via 
corra • e fped ita Trarrebbe afinqueft'a- 
ifprapcoa, e dura. C^/l /rrr. itf. Sua Mae- 
l ftàCcidianiflinM pcffevexi nella Tua gto- 
\ l'ioCa iJiprefa , e tirarla a fine ad efalta- 
IBÌOBC di unta Chie(a . 
I f. LI* TuTétrt M riVM , vmU Ctndurr» 4 
\rtvAi 9 ftr MHtMf, véUt Cimdmrrt ni fimt 
fHT, Mav J>* a. Che in carne eQcndo 
faggio trarmi a riva. 

I. LIU Tirsrt'Ut»ll9 sili M€ fili, pilli 
•ornili , «4i/ff Veeidtrgli , Lat. mtc^rt , «C' 
ri d tfrg . Gr. eèfflU^Mr . i^tcc. i>«v. 49* ir 
Seaaa più penfare , tiratogli il collo i 
ad una fua fanticella il fé prcftamence 
pelato t ed acconcio mettere in uno 
uhidoBC , ed arroftir diligentemente . 
Likr. S9n,69, Tirile il collo , ed era in 
di di cavoli • 

I. LUL TirdMjuèriUfiéuléi, flitlU^ 
•fimili , VéglitiM Impuinétrt U fpétdé, , a il 
nlulh cs9éuèd§gli déJiU .(*"''*' * ^t- *^^ 
ttrw, Gr. iì^éyttf, Btcmru, 41. {i. Ci- 
monc, eLifimaco , e' lo rcumpaa.ii , ci- 
; ute le Tpadc fooii ec. verfo le fcale Te ne 
licnaero. £ mv. «. 7. Tirato fuori il 
coltello, tutto infocato nel vifo ec. co- 
me la donaagl* impofc , cosi fece . Sttr, 
.Ai9l/. Allora fiiroa tratte più di cento 
fpade , e Mirabello tratta la i'ua ec. 
A*av.«u. if. a. Allora il figliolo traAc 
la fpada dei fodero . r«/. G«r. 10. 17. 
Sofpìrò dal profondo , e *I ferro trai- 
fa . Mmlm.9. 19. Se mai vengono a quel 
tirai la fiiorc , Credete , che e' lo fan mal 
volentieri • 

i. LIV. T»rMrt di fpMd4 , t t$r*r§ •ffi- 
Iutsm9mì9 , twi/r GiM€éir dì Jfchtrms i cktfi 
die* SMcU Cincév di fpéUét. 
$. LV. Tirart nifi , # flmìli , végUéUé 
Ptr€Utitr§^ Cilpìrt 



TIR 



TIR 



57 



voftffi . Ceccb, ìmc^ i. 2. Oh voi fitxt par 
fempiice A ci^der , che lo Stramba , i>er- 
donatcml , Voglia trarre a* colombi moi 1 
ìSm». Fitr, 2, a. 10. Oimè , mira , mi- 
ra Quel pazzerel • eh' a' fooi. colombi 
tira. 

f. LVIII. Tiréw VéìmtU , JSpwéaam, 
vsU *^*f€srt ^lltttsrt , • IngéMUéO'e mila- 
r«oi« . Lek. 277. Ma non vorrei , che tu 
credcifi, pet udire divino officio, o per 
adorare v* CAtralIe • ma per tirar 1* a- 
iuolo . 

%• LIX. Tiriir tsintU, véli mncht »#» 
pirdif» éUeuméi tceMfinu digusdmfm» , btn- 
€hè dì mimimi import autjB , Frème, Ssech, 
■#v. 1 7 j« Quando era cavalle re a e quando 
medico, e quando giudice , e quando 
uomo di corte, e quando barattieri, co- 
me meglio vedefl'e da tirare l'aiuolo . 
M»rg, 18. 1^5. Dove tu vai, to' Tempre 
qualche cola, Ch* io tirerei l'aiuolo a 
una chiofa. 

f . LX. Tirét V éUuili , Véli snchi Mi* 
rire i midi hs fi. Malm.^.^j, Egli face- 
an tirar pretto l'aiuolo O col £:rirlo, o 
col tirarlo a balTo. 

|« LXl. Tirare in '. éWCstM , fiinrMém, fi 
diti dil Dir ekischiJiis ftntjkmvirmefindé» 
rtintidin»ii%f4, Vkrch, Eral, 9o» Peggio 
di coloro, iqnali tirano inarcata colla 

I ingua • 

f . LXII. Tirsre diprmtieé . Vérch.EreiL 
80. Tirar di pratica Ci dice di coloro , i 
quali , ancoraché non fappiano una quaU 
che cofa, ne t'avellano nondimeno così 
rifolutameate, come Te ne fo (Tono mae- 
ftti, o l'avelTero farta co' piedi , e di- 
mandati di qualche altra , rifpondono , 
f£naa punto penfarvi • o si , o no , come 
vienlor bene. 

f . LXIIL Trarr* «/trff , # pit fitti ; chi 
Mmbi/idici tréÈrrt MjìlutMm, vdU EUggere 
éUcum, i DtttrmÌHsr tbtcibe^é per mttXi 
dipilixx'ifirmtti, l,ZX,firii ligen , fitti • 
ri, Gr. xXiipv*. Flr, sytf, 96, Dove ogni 
notte alcuni del numero di (^oe* ladroni 
tratti per forte in guifa di fentinelle face- 
van buona guardia. £97* E tratto per 
(brte chi aveffe a fervire , mangiarono 
così alla carlona . £^«««.7. 161, Ne prima 
fu tiatco il buon uomo ( dt'eimfili delTar* 
ti ) che ec. fece intendere qnefto Tuo boto 
al confèlTore» TMe,Dmv. Anm, 14. 19^. An- 
che quando d'un el'erciro vigliacco e'fi 
tiaeper forte de' dieci l'uno a morir di 
baftune, n'tfcono de* valenti. 

i» LXIV. Tirnn i dUì^ vmIì Cittsrli 
Ci» mdmiéid iggftti digincMn . Buim, Fitr, 
!• 1. 9* Poi traggo iì dado, e vince Per la 
parte del si la mia licenaa . 

%. LXV. ImtmaniirMpriverbisli dìciétmi 

II dmàii trmttii chi véut ìl ne^iiji èfpéc- 
eiétif 'V mjfikTiiféXti^ Il megQtJii è tirmim 
»é$i a fitibi min piU firmari . Lat . ì^St* ift 
site • Gr. 319 fiw* *? ptrrcu . 

I.LXVL Tirmnpitdédi, altsUfimi. 
iitudiiu del gimci dilli slfsrétglini , vsli 
CiMimciéVi MUrSf § in fiul punti, Fir, 



|. LVI. Tirsn sftgM* véUitirdfpér' Trim, 1. a. E ora, ch* 10 penlava queAi 
tilpin . gtfro. Or/. 1. 19. i. Forfè chi t* in- ' di ripofarmi . e* fi trae pel dado . Mslm. 
(cgoò ditcacrc a legno Con quel tu' at- 12. s<* Adeuo è triboiau al maggior 
co, a non volere errare» Ti diiTe, che grado , E s'allot pianfe * or qua tira 
la vaia macHria Era dar nella tefia, tut- ! pel dado . 
cavia . £ |. 8. $.Cctciftromenti da uraici $• LXVIt. TirnT§ wtgtsn dsdi , vslt 

f. LVII. Tiréfe sfuMi alimbii /Sgurs'\umgrn»pirie9li, Lat. Ktneris JMdum fdci- 
Èsm, véUeFéw afn, ckaridindi iu pripritì re Bui». Fi«'. 1. $. 2. No* abbiam trat- 
prtgluditìi, Frttimditéfi étftfiiffi, GilL to un gran dado • Scampata una gran 

Spirt.z,4, Belecoftei Te né avveduta ^j furia • 

padrone , voi aveteie tntto a* colombi I t. LXVIXI- Ttr^r dlcitti nm Mt* dsdì , 

~ F^y>IU CnjvJTraia.K 



dicifi iti Riufcin in nìcun ntgi\ tt an tgmi 
VétntMgitp^kilt, Mdlm,9,2. Ligliuo- 
minudisfìinno, e chi ne (campa Ha ri- 
rato diciotto con tre dadi. 

I- LXIX. TirsrtddnMri, vslt Mifcutcr 
dmnsri, %Aver fildi. 

%. LXX. TirsrUpégé, ^nlt RifeUittrt 
ilJéiUrii, iUpTivvifUHt . L2t. trMbtrtJti' 
ptndium , Giùit. Gr. fAtA9t%;t7f . 

f. LXXt. Tirnrt mi buém, vnlfeffirbt» 
amptfti , Piglimn in butus psrtt . 

I . LXXI I . Tirmn mi buim , • mi esttì^fi, 
vmlt Ptndtrt ntllm, btmts , • ntlU mmlvmgi- 
ri, s^ver^utlUperfuifint, 

f. LXXI II. Tirmn mi ptgfii^trnli Inttr- 
pttrarltciftnMlvmgimmtntt, Efftr d'uni' 
mtmmligm . Tmc.Dmv. 1 quali al peggio 
tirava, e ictbzvì (il T.Lmt.bn: io cri* 
men detorquens ) 

J. LXXI V. T irmrt m un aUn , vmlt ^p. 
pngmmr/i m qutlU, Lat . in aUrtm mliauem 
vtrgir» . Gr. f'r/ vp«?/ua «n fipiéttf . M, K 
J. 74* Lafciandou dietto un vapor ce* 
nerognolo ttaendo allo ftagneo . 

f. LXXV. Tir^rr dm um , vsU Siutl. 
glimrli, Crtn.Vtll, as. Cino fa anche di 
comune fiatura, ma più favio di Ghe- 
ratduccio, grande parlatore; anche trae- 
vano dalla madre . £ z|i. Matteo fi- 
gliuolo della detta monna Bariola , e 
di Francefco è piccolo , e urchiato 
della perfona, e ttae dal padre. « 

f.LXXVI. Tirmn dmllmfuu, vmliQu^ 
datnmrt mlcumptr Imfum ipinìint , CiudurU 
ntllm fnu fmijitnt , dmlimfus pmrti . 

f. LXXVII. Tirmnd'unmpmrti, id'ml. 
*^* » fig^rmtmm. véle sMvtn divtrfi fiuti, 
minti, Jtugiinmr vmrimmtnti £ mlcunm a- 
fi, Bicc.g,to,f,t.Lz novella di Dioneo 
era finita, e alTai le donne, chi d'una 
parte, e chi d'altra tirando ec. a*ave-J 
an favellato. 

f. LXXVIII. Tirurt fmngut , vmli St^ 
gnmn, ntl fiiuific. del f. VI. Libr.Msft. 
Generale cura è trarre fangne , fé ra-. 
gioncvolmenre gli medici lo traggono. 
£ npprefft: Li Vecchi favi medici dilTe-^ 
ro , che a n.uno animale fi dee trar 
fangue , fé non per nece(fitì . 

§. LXXIX. Tirmrfmngnt dm unfmfi, • 
dmlU rmpm, vmli Fmr afm impigbile . ^. 
lum. Gir, 18. I j^. Poi gli (aggiunge , 
che farebbe vano Più , che 1 voler 
tirar fangue da un falTo , Ogni foccor- 
fo . 

J. LXXX. Tirsr le emlijt , • le ernie a 
medibmg^ véglient Mirire , Ceccb, Cerr.u 
|.£'s*arpettava il tirar delle calze Del 
vecchio . Buin.Fìtr. 1. 1. j. L* arte e* è del 
diarciU le cuoia Facilìflfimamente. Mmlm, 
4.20. Perocché mi convien tirar le cuo- 
ia Per gir con effe a rincalzare ilpino . 
£ 8. j8.. Che *1 poveraccio v! tirò le 
cuoia. £9*^4. A lei s* alpetta il farmi 
trar le cuoia. 

I. LXXXI. Tir4ird/culeiulvt»fi,vs» 
leefftreimpitcnti, Llt.fufptudii vitmmfi. 
nire, Gr. »«"fl^>X*9^^< • 

I. LXXXI L Tirare ufi, riferite u Die ^ 
vmli Permettere , che mitri muiU , Ktm». 
dure U mirti . Lat. r4^#rr , Gr. doTm^eef. 
Berm.rìm,t,^. E tiri afe tre delle tue 
bambine . 

i. LXXXIII. Tirmr dimiru , fi^urmtum, 
vule Vedere . Lat. prefpieere . 

f. LXXXI V. Onde tirmn pece, § miìti 
dimirm, vmli%Avert butnm, 9 cmttivmvl 
ftu . Lar. pmrum , vii multum prefpieere , 

$. LXXXV. Tirmrelucirdu,vmle*Aprif 
U ptrtu , JDur V sdite i» esfs , iaf^a. 



éiB. 



58 



TIR 



JfVtlifi etmunement/ di quell* ctréé, , cht 
0lxAiMUfalìfcind* éifrel'nfrU dtlUcd/m, 
BtUinc,f§m. 266, S'egli è picchiato 1' u- 
fcio* a dillo a voi, Ella non tirerebbe 
pur la corda. Fir.LMc. f.|. Io diro mil- 
le beni di voi alla signora, e tirerowi 
i U corda fempremai , febbene ella foflfc 
'accompagnata. Buon. Pier, j.a. 15. Ella 
jparvc una fante. Che, guardato chi è, 
5; chini a trar la corda. 

J. LXXXVI. TiTMrt Mfi Uoorféi, l' u- 
fci9i •jSfUlit ^^le Serrare ^er di fu9ri,Ftr. 
t^/. |o6. Tirato a lor 1* ufcio , ne lafciaro- 
no libera comodità. 

J. LXXXVII. Tirétreglì §rte€bi , fiiurd. 
/«M. vale Rifrtndirt , %AmmeHire . Lat. 
^ é^urem veliere » Quv^rTt^r. Vkrcb.Ercel. 
80. Tirare gli orecchi a uno (ìgnifica ri- 
prenderlo, o ammonirlo , cavato da La- 
tini, chedicevano: veliere aurem , Sen, 
ben, Vsrcb, s* 7- lo tirerò l'orecchie , e 
riprenderò me mcdefimo . Berm. rim, i, 
^S* Provai un tratto a feri ver clcganreec. 
MamffTeiCintiomitirò gli orecchi, E 
dine: Bernia, fa* pur dell'anguille. 

I. LXXXVI II. Tirare eefirutte . vale 
Kitavare utile , ^fprefittarfi . Berm, Ori, 
2. j. aa. Dopo molta fatica , e molto (len- 
to » Non ho potuto trarne altro co- 
flrutto. 

f. LXXXIX. Tirar VacijHa alfuemuh- 
me, VMle^ver magtier riguard» al f reprie 
inttrtfj'e , che alV altrui . Lat. dd fuam u- 
tilitatem referre . Frane, Saech. Qf,div.^9, 
Io avrei troppo a fcrivere, Te io yolclfì 
dire inquan^ luogora quello così fitto 
errore è divolgato , Col per tirare acqua 
a fuo mulino. Bellmc, f^nc. 2 f. Se ognun 
ti Tuo muli n ogni acqua tira. 
. i. LXXXX. Tirare s fechi , vale Cente»- 
Sarfidifcre, Pigliare il pece ^ tratta Urne' 
taf ir a dagli uccellatori . Boec. vtov, 80. 44. 
jParrni^oleaver t tato a pochi, pensò di 
'leftituirgli i cinquecento, pei potere a- 
1 Ter la maggior parte de* cinquemila • 
! Lihr. Sen, 20. £ pur pet ora tira a quefti 
'; pochi » E df ciò , che tu vuoi • 

I. LXXXXI. Trarre , per Ritrarre, Cd- 
! vart , Ricevere , Lat. elftinert , eenfefui , 
Gr. Xtfyx"***» • Boec, Htv, j6. «. Non po- 
tendo trarne altra rifpofta, alla madre il 
diflero, £»#«. tfi. j. Li quali t percioc- 
ché qual calie» e qual cappa, e quale 
fcapolare ne traevano, fpe Ilo gì' infegna- 
Ttno di buone orazioni . M uov, 74. 5 • Il 
Propofio per quella volta non potendo 
trar da lei altro , non fpce come sbigotti- 
to, evinto al primo colpo. £»«v.79.4- 
S'avvisò che d' alcuna altra parte non fa- 
puta dagli uomini dovefTer trarre profitti 
grand.ìfimi. E»um,6, Né dinoftra ar- 
te, né d'altro frutto, che noi d* alcune 
pofefllìoni traiamo, avren^mo da poter 
pagar pur l'acqua» che noi logoriamo . 
£»«t/.8s. tf. Traevano de' fitt: di Calan- 
drino il maggior piacere del mondo. %^l- 
bert,2, }o. Con l'aiuto di Dio traggcre- 
mone utilità. Vit.SS, Pad. i.i. Accioc- 
ché non folameote i litterari , ma ci an 
d{o li fecola ri, elansa gramaticalb pof- 
fano intendere , e trarne utilirade » e con- 
fòrto. ■£ 1 1. Le virtudi di ciafcuno consi- 
derando ec iìftudiavadi guadagnare, e 
di trarre me'c rpiritnale*. 

f. LXXXXII. rr4rr». p^r Efirarre^Ca- 
var fuori del territorie , • cenfine , • di ^ual- 
j^a luogo, Lat. txportare, Gr. o«^ip«f . 

tid^y» I.S7. Erano infamati d'avere ven- 
duta la tratta , e lafc iato trarre il grano 
della loro maremma • Z>«»r. Inf, i. E 



TIR 

trarrotti di qui per luogo eterno. E 4. 
Trafleci l'ombra del primo parente, D' 
Abcl Tuo figlio . e quella di Noe . 

ILXXXXIII. rr4rrr, per Cavare fem. 
plicememte . Lat. extrahera . Gr. /{#XKMy . 
Beccmev, 81. 9. O (e elfi mi cacciaflTeto 
^li occhi, o mi traefTero i demi ec. a che 
lare' io ì Pallad, \'ov, 19. 8 1. Poi ripofata 
la morchia per trenta dì .trai l'olio puri- 
ficato di fopra, eriponiinvafidì vetro . 

|. LXXXXIV. Trarre , per Cavare dì 
dejjo. Boce,Hov,t$. 18. Si (pogliò in ftr. 
Tetto, etrafTefi i panni di^amba . Emev, 
75 'S. Io voglio, che noi gli traiamo quel- 
le brache. 

I. LXXXXV. Trarre , per Cavar feuth 
mente da alcuna fcrit tura ^ fimile . Baca. 
W9V.88. 8. Tutto in fé medefimo fi ro- 
dea , non potendo dalle parole dette 
dal barattiere cofa del mondo trarre. 

J. LXXXXVI. Trarre , »er Deviare , 
Dijforre. Lat. dimovere , Boce, g,^, p.9. 
Acciocché ell'é da cosi fatto fétvigio noi 
traefiero. 

§. LXXXXVII. Tr^Te , per Eccettuare, 
Lat. exctpere , Gr. /|sti;«4'v . Vdttt, lnf,Z9. 
Tranne lo Stricca , Che fcppe far le 
temperate (pele. Ar«v. ant, 39. 2. Voi , 
signore , ne merro , né traggo . Fr. 
Gierd. Fred, S, Prefe tutte quelle mifc- 
rie, che hanno gli altri gaizoni , trat; 
cone peccato. TaJfiCer, i. 45. Vien poi 
Tancredi • e non e alcun fra tanti 
( Tranne Rinaldo ) o fetitor maggio- 
re, O pili del dì maniere , o di (em- 
bianti . 

I. LXXXXVI II. Trarre^ fer Liberare . 
Bete, mav. j. 2. Il fenno di grand ilfimi 
pericoli trae il favio. Pitf./*». io4.Né 
mi vuol vivo , né mi trac d' impaccio 
( f^ij>£^^diam, e vale : non mi trae di vi- ' 
ta)Cron, Veli, 24. Fu fatta btdelTa , e 
oggi é , acctefccndo il detto monifie 
ro , e traendolo di molti debiti , ne'j 
quali era. | 

S» LXXXXIX. Trarre , per Premnevtref] 
Condurre a iradi, e dignità, Lat. premo 
vere ^ provehert . Gt»*p$^yt*9 . Boce.nov,^ 
9j. 9. Ne mai ad altro, che tu mi| 
vegfhi , mi trafi'e. Dant,Par,i6* E giàj 
erano tratti Alle cntule Sizj , e Arri-; 
gucci. I 

$. C. Trarre , termine de' mercdnti , 
vale pigliare una fomma di danari in un 
luogo , e fargli pagare in «» nitro , Dav, 
Camb.ioi. Per dare a cambio a fé mede- 
fimo ec e in quanto e datore , rimet' 
ter per fuo conto , e in quanto è pi- 
: gliatore , trarre Pet un altro . E roj. 
Sarà meglio , eh io gli conti a me • e 
faccia conto d'efler pigliatote , e d^to- 
- re, e così rimetta per me, e ttaggaper 
G> io medcfimo. 
I ). CI. Trarre, per adattar/i , Seguita 
I re ì' inclinazione , Boce, nev.^j, 2. Traen 
I do più alla natura di lui , che all'acciden- 
te, comincio ad cfler coftumato. 

j. CU. Trarre , per ^Accorrere , Coneor' 
rere, Bocc, nev, 8s. 2|. Quafi al romor 
venendo, colà trafliero • Sev, ant, 90.1. 
Vide entrare uno topo pet la fineftrella, 
che traffe all' odore . C7, T.tf. 8,1. I (|[ua- 
li vi traflono a vedere con gran divo- 
zione . Ltkr, Mott, Riprendeva mell'er 
Vieri de Cerchi d'uno romore, al qua- 
le non era tratto né uomo di ca(à fua , 
M.V, {.107. Molti foldati, che aveano 
compiute le loro ferme , fanzt volere 
, più foldo , traevano a fira Monreale • 
B%t,lnf.iu I, ^' fuonq» che li fa nelle 



TIR 

felve da i cacciatori , perchè lì cani 
traggano al fuono . Frane. Saech, nov» 
184. tit. Uno piovano gìucando a fcac- 
cht • vincendo il compagno , fuona a 
martello, per mofirare a chi trae, co- 
me ha dato fcaccomarto, e quando gli 
arde la cafa, ninno vi fae. 

|. CHI. Trarfi^valeUfleffù. Boccnav, 
46. la. Gli uomini tutti a liguardat la 
forane fi traevano. 

f. CIV. Trar/Ì, vale Meht applicar fi ^ 
attendere, Bece.nev,6j. 2. E perché C- 
gli alla nobiltà del padre , e non alla 
mercatanzia fi rraeOe , non l'aveva il 
padre voluto mettere ad alcun fon 
daeo. 

i. CV. Tratfi^ per Ritentrf!, ^Jtanerf^ 
il dtffe , Dant, Imf, j. Jnfino al fiume 4t 
parlar mi tradì. 

f evi. Trar re la fame, la fife, • fimi- 
li , vagUono Sfamare, Dìffetare , ec. *A' 
lam. Colt. ^.106, A trar reftira fetta i 
fiori, el'erbe. 

I. CVII. Trearrclafita, vale Cévarìm 
fitada" botxtli, 

f.CVIII. Trarre ambéjl in fendo, Varch. 
Ercol.^o, Si diceec.de' mercatanti, quan- 
do hanno tratto ambafli infóndo, cioè 
quando fnno falliti. 

f- CIX. Trarre in voltare ^ vale Volge' 
rlware . Lat. in vemaculam Unguam ver» 
fere, Gr. «'« iriXé^^tof y\Sra-aif fotr^- 
^pdt^M , Declam, piatii. P, Libri bel- 
Mfimi, e utililfimi da gramatica hi 
no tratto in volgare . 

i ex. Trarre d' inganno , vaia SgMn- 
mare, Bocc.nev, i6,2ì. Diliberò di pale- 
iarfi , e di trarla dello 'oganno , nel 
quale era. 

y CXI. Trar di fé , ofimili, vale Fan 
mfcir di fé ec. Lab. 6j. Ma si m avea • 
ei il dolor foficnuto , e la paura di 
me tratto , che cosi , come mai ftato 
non ci folli , d' cfleici fiato mi ricor- 
dava . 

$. CXII Trarre di fenno, vale Cavart 
di fornito , Fare impa%.\are . Lat. dd info- 
miam redigere m Gr. m« /uar?racf rw«^'X0v«i9« 
Boccmav. 66.1, Moiri fono, li quali fem* 
piicemenre parlando dicono, cheamorc 
trae .ilrru: del fenno. 

S. CXIII. Trarre di vita, volt Urriir* 
re, ^tnmaw.are , Lat. enecmre , vitaim 
adimere . Gì. tireiftìi , Petr, ean^^, J8.4. 
Ne il pianger, mio , né i preghi poa 
far Laura Trarre , o di vita , odi ma^ 
tir quefi.' alm.i. 

S. ex IV. Trarre di bando, valeSbdn- 
dare, cioè Rimettere, ^ffolvere lo sbam 
dato. a.v. 9. 175.1. Il quale comune pro- 
mife loro di trarli d'ogni bando. 

S. CXV. Trarre di mano , vdh Cmvan 
delle for^e altrui, Atre. ntv. 94. 18. Colla 
mia Ioli icitudine, e opera delle mani la 
ttaffi alla morte. Petr.canx,^. $.Ne ta- 
cendo potea di fua man trarlo » O dai 
foccorlo alle virtuti afflitte • 

|. CXVI. Trarre del cape » vale Cdvar 
del capo, del penfiere , Cren, Meroll, E 
quivi volendo , e non potendo trami 
del capo r immagine del mio figlinolo 
( ^Mf neutr. paff, ). 

%' ex VII Trarreguaì, vaU Ldmetmist- 
f! . L2t. con^ueri , Gr. fàtfa^i^wt, Ii,V, 
IO, jj. £ levato il pianto , traendo gtuì* 
incorni ne io a gridare • Pctr.fen, 52. L* af- 
petto facro della terra voftra Mi fii 
del mal paffaro tragger guai * C csm^ 
8. tf. Tal eh* io non penfo ndìc co- 
fià giammai. Che mi confette ad altr» 1 

'~^- 'eh** 



TIR 



TIR 



TIR 



59 



r inai. Ifr».r;w. l.74•Ioatrcn•• 
r iruai a ceatioiia , E fjtinnaeglì 
la &nciulla . 

^in. TrsrrtU^imt , vml§ Pìttgiu- 
ìmsre , tAt.fierf, Gt.nXsuHf , 
X. Trsrrt fiffiri , vsh Sc/pir^- 

Ma per me , laflb» cornano i 
i Sofpiri > che dal cor profondo 
jiella , ch'ai cici fé ne portò le 

C. TrsTf fMU , Vedi CéHi/enir§ , 
r . Lat. pMcifci^ fHvemrg, Gr. 
%9, M' V. », 12. Sansa configlto 
caftellani , • foo vanta^^io 
Ito, e feadè il caftello a'aimi- 

ri. Trérrg U tnf*, VMh Mtmdrt 
yivtrg. Lat. vitéM ngtrt . Gr. 
ìmr^Sf^ . CtM. Pétr, r. Gfinco 
- a Itnza , e a reti , per trarre Toa 
lava pefcando fa per li lidi dei 

CU. Trsrrg l§ nHti , • gUmì te, 
'éort U u9tti , I ghrm #r. Lat. dUs , 

tréUuctre . xAmtf.y^, Nella mia 
e paaroic noni tr aera nel fred* 
. Té^, Oer, 7. ij. Coti agli a- 
fehi tornando , ho tratto i dì 

ini. Trarre dimtrs , • dimtrmm» 
Dim§rsre . Lat. m§rdm irminrt. 
ftxVV vtmAtM . xjimtt, 40. Si 
i feguire con foninM follecita- 
none, e ec. ne' fervigf di lei ec. 
I dimoranza . £ 41. Nelle ofcu- 
txifte dittoraoze traeva pian- 

nV. Tréirn il ftUÌt del fenile , 
9ggisre cen indnftria le eefe fittele , 
ritmJHnne ntilUà , • V4«f«fri« . 
tr* , eempsreere . Gr. ^ti^tSjLM . 
relL»^. Era Capata nella maf 
ella cafa, e non con punto di 
» o di miferia , ma traeva il for- 
rottile . 

KV. Trarre il file delU cmmUìd i 
terkimle , e dice fi dell indurre chic 
M9 defiderie . Beec nev, 8 5 . 19. Ta 
colla piace vokzsa tua tratto il 
I camicia • 

CVL Trarre U bdmkéfts del far* 
teiera ^everkimle , che vmle Sner- 
déMire; § j'imtemdefrepriamente 
te deir Atn €MrHétle . Beee, nev. 
ì la bambagia del Àrfetto trat- 
ea , che egli a tal' ora fei.ti- 
» che un'altro faitbbe fuda- 



RE . Heme . Cerda , • fimitffa , 
tira . Ceceh, Efalt.er. i. 1. Iq far 
Di berilli dall'altra banda ha 
n gallo d'aio, qaal pervia di 
ari batte Pali, 

r A . Vtthak . // tkért . FìfMéd. 
ci &ano peggio da tirata, che 
la. 

.* etfiame anche per Ce^iwmaxjema , 
rtx<* centinmata di chectbejfa • 
.a.9-tf> Era la ft rada ana buona 
a miglio , e piò, finch*al pe- 
rrira . Gal, Sifi, ss. Vi fé ne fcor- 
lae tirare, e conti naazioni Isa- 
enrtaaia di miglia . £ 9^ Ia> 
t macchie fono grandilfime ti- 
Bon ragne. 

?er genia . mede ha/è . Malm, 6, 
te due rirate da Tedefco La 
rta ria fnbito in tetta . 
rO • *Md,da Tirare i» tutti Sfmei 



/Sanificati , Beec, nev, €, i. Gli fuol pode- 
ri era a grandi , e ben tirata la bar fa 
(dee : piena , endé nen /acca irini^t ) E 
nev, 17. iS, Dalla piacevolezza det be. 
vtraggio tirata , pia ne prefc, che alla 
fua oneftà non farebbe richiefto f ^i*f : 
alfettsta ) Lah, 2 s 8 . A 1 1 e gote dal k bìa n- 
che bende tirate rifponde la veatfaia 
(ci9è: dtjtefe^ cemt rérie di grinte fé ^ ^Un- 
te) Frane, Saccb. nev. %o, tit. Ti raro pe* 
panni moftra agli uditori nuova ragione 
di quello ( eieé : fatte accefiare prt/tdtn~ 
dele pe' panni ) Dav, Celi, itfo. Taglia 
rafpi bene ,^ acciocché n' a(ca uq cerco 
amoce afprigno, e rodente» che tt vino 
fa tirato y e rifentito C^*** • €htarM , é 
limpide^ E Tac, Dav, ann, it. u^ Ma 
Arerebbe , fc egli fi ferve denomini da 
bene , o no , fc di capitan? val^- 
ro(b tenia inridia , o tirato fu prr 
ricchezza • e favori • E fier, |. jrf 
Molti ceamrioni, e foldati tirati in oan^ 
zi da Vìteffio , a malincorpo mucaran 
Principe (ì» ^*Hfi^ due «fcmpi vai*', ptt 
meffe} 

f. Stare in fui tirate , v, STARI . 

TIRATOIO. LMefe,deveJ!difiendeke 
panai ii lana . VareS, fier, io. 17*, Con 
quefto ancora, che i tiraroy, e purtGhL 
e le tinte non fi potefibnoalienarc per gli 
ufficiali di dette vendite . 

TIRATORE. Che tira, Lat. du^er 
Gì. dyvyit . Filt. %, €6, Lo mirìfico 
tirator del carro di Ginaone , e una 
calandra, e un picchio • Lihr, ^Jfr^t. 
Fae un cannon ritorto tale, come quel- 
Io, che la gente chiama il tirator dell' 
acqua . 

i. Per TereelStre, Caw. lett, a. ftf. Di 
già fi è £itta la provvifione d'afl^i buani 
caratteri » ed è vcauto il tit acore a qucfìo 
effetto . 

TIRELLA. Fune^ § Strifcla di f«#f«, 
• altre , cen che fi tirarne carren^ , e fimi- 
li . 

TIRIACA . V, ^. Triaca, Lan tòt. 
riéca, Gr. f^e^Kh . Mef, Vii, F, P, e^. 
19. Il quale defiderio per infrenarlo ci 
ha Iddio dato buona tiriaca , come e 
II penfiero della morte ( f«i fi^tra- 

m.y 

TI RITERRÀ • Stravagante lung&fi/f^a 
di régienamente i vece kafia , Lat. fermenìi 
eitruitie, Gr. vtg4r^eXo\iu, Vartk. £r 
cel, jaf. Quefta è una funga tiru^ra . 
^Ileg,it7, Ma venutogli a noia queila 
ricadìofa tiritèra ec fixe ec. un folcane 
polizzotto. 

TIRO . // tirare, P^^tte del tirare^ 

anche il Celpe . Lat. teli '/aSus « Gr. 
itmfi^Ki». Onice, fier, 9. Accoftaioafi h 
armate Tiina ali altra (opra Porco Ve- 
nere quanto pativa il tiro delle artijìlie- 
rk. O^, Sifi, rao. Ma Tefpertenza mo 
ftra, i riri efl*ere eguali, adunque Tar 
tiglier^a fta intmobile. £ dpprejfe : Hv. 
, toon fi correbbe nclfegao, che altri avti^t 
tolto di mira , ma fempK (aicbbero I tiri 
coftieri verfo Poneste . 

|. I. Efere a tire di michette ^ # fi 
mììif dicefi delV E fere dentre alte fp'ijf , 
dev9 arriva U tirv d«l weefihette, e fimi- 



li 

f. IL EffcrtM fk^é4§t»Um9Mitt éSeefi 
per metaf, dell* Effere vieime alla eemclnfi^ 
me, e al termine di chtcch^fs • 

§. IH. Tir», SertadimalaStiade'cMvsU 
li, Likr,Mmfe, Quando i cavalli hanno 
il male del tiro, rogllonne eflcr curati 
con maaiera di&cente • £ étpprefi : A 



cavalli , che hanno il tiro » dà a mangiare 
la verminaca. 

f. IV. Tire a due, a fnattre, e • fei ^ 
fi dice di CarreKKd , • fi^^'» tirata da 
ine , da fnattre , e dm fii eavalli i e an- 
che de' Csvalli medefimi uniti infieme per 
$ Ir ari a . 

|. V. Tire , fi mfa talera ptr Ofefa, 
Giarda, e Btff^ fatta ahrni ii^Sdiefamen- 
re , Bnen.Fier, a. s* s. Un beli' umor , che 
per fare un bel tiro , Dichiarò ec. Malm, 
9* s^- E di quel tiro filaccia come oa 
picchio • 

TIRO. SpcKtè di ferpei ì^era , Lit. 
^hrfre, Gnitt, lett, 20. Cofiuin'è di (ag- 
gio uomo non trarre di arnia veneno , ma 
di tiro triaca • M, ^Idehr, P, N, 109. Af* 
famigliato alla natura de'fcrpenti, che 
i appellano tiri , de' quali fi £1 1* ottiaca • 
^f. Pur, sf, |2. Da muovere a pietade 
afpidi, e tiri. Merg.t^, 8a. Bl tir, eh* 
avea lo'ncantatoreTcorto, Acciocché le 
parole fue non oda , Aveva l'un orecchio 
1 n terra pono , E 1* altro alia tafaco colla 
coda. 

nUOClWO. V,L.KeviiJiate.SMlvim. 
^t/c.a. 408. Voleano quei valenti gover- 
natori di cittì, e darori di leggi, che i 
fi>llazzi ancora, e ]'allegr(e del popolo 
Tofieco ^uttuofe , e il valore militare 
da impiegare fcriamenre nelle occafio- 
ni avcrfe anco rra* giuochi un dilettevole 
tirocinio . 

TIRONE. r. L, NeviK'it, lAX,tyre,Gt, 
ri^ , Àierg, rj, J7. H qu^l nuovo tiron 
quefta volta erra , Perocch'egli era oa 
femplicetro agnello Con un bravo leoa, 
ch'ognuno atrerra. 

TISANA . V, L. Via* fatte cen erv, Bir^ 
r4, léttmptifMna, Gr. rirr^-ay^ . Albert, 
cÉp, ir. Seta trite trai lo matto nel morta- 
io, ficcome fi trita l'orzo, e la tifana 
col peftello, non fi parte da lui la mat« 
lezza. 

TISICA . V, ^, Tifiehetx,* . Lat. phtifis, 
Gr. ^^ÌTi%, *Amm,ant.x,^^, Dio.iifio 
tiranno un tempo bevendo temperaro , 
Incontanente cadde in rifica , e aon potè 
guarire , fé non tornando ebbro come 
Lolea effere di prima . 

TISICHEZZA . infermità di pelmenl 
macerati , che cariena teffa , e fa fyntar 
marcia , Lar. phtifis . Gr. <^^/Vrf . Sem» 
Ptfi, II corpo de' quali è in ^rafiszza » 
e l'anima è inmagrezsa , e mtifiche£- 
za. 

TISICO. Sufi, Tifiche%x* . Lat. phtl. 
ftt, Gr. ^^tri^, M, oéXdehr, Se alcuno 
kotiflc di tifico, bolla i fior del rame- 
fino col latte di capta . Seld, fai, |. 
GÌ' infermi , che più adentro » che il^ 
polmone , Hanno il tifico , ond'è 1' 
mima inietta. Oav, Mtn» iitf. Stando- 
li nel capo > e ne' grandi oppilata, Kf 
jlatoae cadrà in atrofia» idropifia, dia- 
b^ica» tifico , o fimil male (fai figu^ 
rotam,) 

TISICO . ^dd, infette di tìfichcKK^ • 
Ltuphtifi laherant , Gr.^^-tr tx6i . Tr.)» 
4S. s* In quel medefimo modo fi fa il 
mele violato* e ralea'tifichi , che han- 
no (èbbre , dato con 1' acqua riepida . 
Cren, lierell. Tu non arai figliuoli fé 
non a ftenro , ta 1* arai fémmine » m 
gli arai tiiki » e mai aon patrà , che 
vadano innanzi . Lihr, cor, malati. Perciò 
vale a quelli, che fono ti fichi, etichi, e 
magri. Dittam,^,»^, Che per vederlo 
un fan verrebbe tifico. Ciré, Geli, 6, 14^ 
Tu ooa troverai mai aeiPuno , che in qoe' 



£ a 



imM) 



60 



TIT 



(méiny del corpo chiami mai la febbre 
faoici , né 1* ell'er tifico baona valetudt- 

). I. Pir metsf, FrM»*, Séucb. hmt. 144. 
Del centro di qaella luna tifica . e nera 
fi tede ofcire ano bendone biaiKO , che 
parea uno bufccchio . 

TISICUCCIO . r;A<«U« . FrancSMCcb, 
rim,i€, E tu fe'tificuccia , Cheticciepi 
la buccia. 

TISICUME . Tifici, TificbttxA . Lat. 
fhtlfis . Gr. ^iìTt^ . Lihr, tur. mAUtf. 
Quefti fono i rimedi « che giovano al 
tuìcume • £ MppreJ» : Chi tenie di 
avere a patire di tificnme , ufi il latte 
di vacca . E édttwve . Coloro, che han- 
no gomito il faoguc, pizaicano di tifi 
cume . , . 

|. Ptr mttéf, Tac, Dmv.f9rd.€Uq,^\], 
A qualunque altri della roedefima in- 
fcrmeria queft'ofia , e quefto tificume 
piacefTe . 

TISICUZZO. DÌM, diTi/ie0, 

i. Ptrfimiiit,vste Dìfehtftmj , Dlf€9 
ffiriu, B9cc.H§v.zo,io, Sì tificuzsoi e 
CiiftanzQo! mi parete. 

TITI M AGLIO .« TITIM ALO . Pi»»- 
té , Im quale in qmmlfiv^lU f*rtt tétglUtm 
gettM Ustt i t fonn* molte ffnj* . Lat. 
tititymmlms. Gr. 'nfv/u9tx(S^ . Cr, 9. 99. 
4. Dopo i freddi digioni del verno i 
tirimagli , i fiori amari dell* olmo , che 
prima nafcono , defidrrofa mente appe- 
tifiiono. T«f, Piv.P,S, €mp, €, Anco la 
radice del titimaglio agrcfto cotto con 
tflenaio ec. della foftanKÌa fiia fanne 
impiaftro . kic^tt, Fhr, 17. L'efula fi 
chiama da'Grei.iritimatocc. Per V^fula 
magi;iore 1' intende la piriufa di Dio- 
icoride ec. per l'efula minore i! titimalo 
ciparifla . E 92. Dai titimali fi trac 
( il Af « > cogliendo V ciba uel tempo 
della vendemmia. 

TITOLARE. /i»rif«/ifrf. Lat. r<'/iil« 
in/^nire^ infcrìkert , Gr. t/tXC» fVtypi- 
^«v. G, J'.7.4I' $• Il Jerro Papa C Gre 
rtrio Decima ) cominciò a fondare la chie- 
7a di san Gregorio oltr'Arno, e per lo 
fuo nome così la titolò . M, l\ 8. jo. Sic- 
ché mai per innanzi nè'I Doge • nè'l 
comune fc netitolaflfe. 

TITOL ARE. .Aéi.ChehMtiuU, Chi 
éff Art iene a t itele . 

TITOLATO. w^</d.d*riri;-B-#. Lat. 
tltule infif^mitus . éf^lUtui , Gr. r9sr9t>e 
f Aft>r»^ . ^f, V. 9. 94. Il maggior fra- 
tello del Re titolato Imperadote di Co 
ftantioopol i fi rramrt tea di fa re concordia 
tra loro . ZiMà. %^ndr, 141. Non fU folo 
uno titolato Ercole I ma molti, Mccome 
i Romani nomarono i Cefari( eìeèi 4f- 
felUte , ehUméie > 

1 TiteléHe, in fer^s di fmft.vdU Per fé- 
MKfia, che bA titele di sìgm^rU^ 9 di di- 
gmttÀ. Segn,CrÌJiJmfir,j,^ |. Un certo 
titolate comparfo alla coite di Carlo 
Quinto con una pompa fnpeiiore dimolto 
alla fua condizione , benché onorevole, 
diceadiefler veouto per veder Tlmpe- 
xadore . 

TITOLO. DignltÀ, CrAde, • Nemt , 
eAefigBificbi t Alice fé, Lat.rir«/«i, digmi- 
Aif . Gr. «If'flt . Betc^ «rw. ss. 4* Sempre 
rifiutando d'efier cHiamatomaeftro » il 
qnal ritolo rifiutato da lui tamopin in 
lui ri/jpleedeva . LaU, 114. Quanti fono 
is ignori y. li quali, le io per li loro ti- 
toli ta li nominalQ , in tuo danno te 
M vana^orierefti . G. V. 8. 4*. i. Gii 
dieda titolo di paciaro io Xofoaoa •■ 



TIT 

JV. V, j. 60. Uomini, che non fapieno 
quello , che titoli de' giudici portaiTo- 
no, e a loro non fé neafpetrava alcuna 
cofa. 

I. I. Per ìfebritjene, Denem!»A^i§me 
Lat. inff riprie, titmlmt . Gr. irtypei^n, 
rìr\^ . Bece, g. 4. f. 2. Il che alTai 
maniftfio pu^ apparire a chi le prefenti 
novellette riguarda, le quali non fola- 
mcnre in Fiotcntin volgare, e ìnprofa 
fciirtc per me fono, e frnzi titolo, ma 
ancora in ifiilo nmilfiimo C v fif^* 
qmefie Inefe Ia primA Anneta^iene de' Dr- 
putAti y DAmt, Inf, i\. Breve pertugio 
dentro dalia muda , La qoal per me 
ha '1 titol della fame ec. M* avea 
moftraro per lo fuo forame Fin la- 
me. 

f. II. Ptr Cegmeme . B»ct, vlf.DAuf, 
laj. Il valore di cofioi fii cagione a 
quelli, chedifcefero di lui, di Tafciare 
il titolo degli Elifei , e di cognominarfi 
Allighieri . 

|. III. Ptr VAnUy F«M« • Lat. /«•# ,g/«- 
rU , fétmA . Gr. tftuf^ , m* , flutti . 
LAk, 214* Siccome quella, che di tutte 
avrebbe voluto il titolo . Peir, cjsr. i. Poi 
vien colei • ch'ha *1 titol d* efftr bel* 
la. 

|. IV. Ptr ^Mgien» , Diritte , termine 
/#g«/tf .Lat./iii« ficr. «TV. 94. 19. Ouefta 
donna meritamente è mia , né alcuno 
con ^tn%o ritolo me la può raddomtnda- 
re. £ »»». 21. Giudo titolo parendogli 
avere in ciò, che la tracataggine altrui 
aveva gittato via. 

f. V. Per Prete/I e, Céhre,Metlve,Ltt, 
ceter, prAtextus , Gt.x:S/ui»t rpà^atr/y. 
Bece. Miv. 11 . 10. Non parendo loro avere 
alcuno altro piò ginfio ritolo a fargli dar 
la mala ventura. E mrw» jf. io. Vendu- 
te alcune pofelfioni , le quali avevano , 
fotro titolo di voler con denari andar 
mercatando. O*. K.4. 5. f. Entrarono in 
Fiefole fotto titolo di v edera la d^a 
fcfla. FrAne,SAetb,Hev, 2fo. £*fcnpnt 
de'tali, che fono gentilìffima famiglia; 
e pare, che per tale titolo e* fi conven- 
ga ìoio ufarc qualonche vita p^ù laida 
fia. 

S. VI. Titele , dìcÌAme AHcbe s ^el 
FuMte , cbe fi peme feprs Ia letterA i . s^tlf 
P4u. rtm, E dicci ancor , perchè il ti- 
tolo airi, E non all'altre icttere fi po- 
ne. 

|. VII. Titele, fi dice il Benefi%^9, e il 
PAtrimenie, cbe dee Avere il cberice per ^ere 
Ammejfe égli e'dini/Acri. LAtJitulm . Mac- 
jfm^v i.io.Sideefar lo fciotinio per 1' 
Arcidiacono, e ifaminare coloro , che fi 
debbono ordinare, della vira, della gè. 
nenzione , del paefe • dell* etade , del 
titolo, al quale egli s'ordina ec. 

TITUBANTE. Cbe titubs, Ln. fitte- 
hAus. Gr. «^^^0Atf>^ . ^met, 79. 
E con mormorto titubante ne porgeva 
minacce . £ 8t. Davanti al quale 
(^Gierw} ciafcuno per fé porte efficaci 
ragioni, titubante ti giudicio nella men- 
te del giudicante i a quelle ninna cofa 
diife. 

TITUBAR E . VA€ÌllAre , Stme Ambiane , 
Nemfi rifelvere , StArfrA due , Lat. tiiubA» 
re , dubitAre . Gr. m^if^i^tJShu, eìwoput . 
ZShAld, Titubarono grandemente , pri- 
maché fi metteficro all' opera . Tac.Dav. 
Ann, t$.2ai. V' ebbe chi con figliò Fifone , 
<ht mentre era a fcol tato Millco, e tituba- 
va Scevino, andatfe in campo, o falilTe 
iaiìpghitra a tentare il fàvoide'fbldati , 



TO C 

e del popolo . GaK Si/t. 47. OocHo non 
lo die* egli lefolutameare , elenzapua- 
ro titubare? £ rao.Chr peccato, che 1* 
artiglierie non fu (fero al tempo d*Arifto* 
Hle! avrebbe ben eeli con efleefpugnara 
r ignoranza , e parlato fen za punto titu- 
ba re de' Vcofe del mondo. t 

TITUBAZIONE . // tituhére . Lar. 
bxfir.tiie,titukAtie, Gr. fltrt^x. ZibAld,^ 
Fu oflervata qoefia loro paurofa tituba*! 
zione. r^rc/r. Le ^. S4S. Stante il moto 
dato dagli aftrologi all' ottava sfera •' 
chiamato da loco il moro dciracceffo, 
e del recedo , o vero delia titubasio- 
ne. 

TIZZO . TiifA* . i>j«r. Pntf, af. Se t* 
ammentaffi , come Meleagio Siconfuoiò 
al confumar d* nn tizzo . 

TIZZON CELLO. Dlm. di Tì^mm ; 
Ti:U*M picceU, Fr, Gierd, Fred, if. Te 
nevain manountizzoocello di quercia 
mezzoacccfo. 

TIZZONCINO. Tìix»ncelle, LibrJem, 
ai.Nonpofiofiire, quando fai lorcbio- 
fa. Cartoccio, tizzoncin , oott me aèpl 
iocrefca • 

TIZZONE . PnUjt di /rfM «Mn^isfa 
dAunUte. Lat.rìrM, territ , Gr.^sKs'r. 
Liv. M, Con qneQi inedefimi rizzonì ta- 
tare il fuoco nella città de'nimici* !%• 
Pltit, Arrappò nn tizzone di fiioco, e ven- 
nefene a ih fnoi . Mer.S.Greg, Or oonè 
quefto tizzone fiato tratto del fiaocol 
Ber»,OrL 1. 4- J9* Nero più ch'oa »- 
zoo , quand'egli é fpenco. 

T L 

TLASPI. Serts d^erhAdivArUffni». 
Lat. thlsfpi , Micett, Fitr, 4§, lì 
tlafpi , fecondo Diofcoride • é nn'esbetia 
piccola con foglie lunghe un dito volte 
verfo la terra » felfe in paura » e grofe- 
te« 

TO 

TOCCA. PrtnuHXjAtACiirO idt%9, 
SpetiedidrAppedi/etA, 4 d^em , • f 
urgente, Tef.Br.é. 58. Egli dice^, chela 
tocca fangninofa, che tu porti» è legno >. 
che tu fofii alla misl^i; e tu df. che 
Quefto è legj^ier fegno , che la locci 
fanguinofà può effer fegno , che tu k' 
fanguinato. Bmen,Fier,^,x,y, E pannit 
e telerie, velarni, e tocche. £ f. ^.C 
E quelli cinti D' una gonfìtta tocct a* 
venti fpatfa . 

lOCCALAPIS . Serts di immtìtAt9h, 
cbe ferve ptr difegnAf* ^ • per ifcrivert 
per me9A,e d' tiHA pumtA di lÀpi» pimmk^, 

TOCCAMENTO. Il MecAre. Lar.r«. 
Bus . Gr. d^4 . Beec, arcr. 1 1. 1. Quali taitf 
doveffero dal toccamento di quello cor- 
po divenir fani^ . %jtmm, smt, joi. 6, la. 
Siccome certe infermità al roccamenfv 
del corpo s'appiccano, così Taoimo ap- 
picca i fooi mali a chi a lui a'apprelTa. 
^Ibert.e^^to, Li primi movimentit It 
quali nafcono dallf cinque fen^ » cioè 
dalvifo, dall'udito, dairodorato, dal 
gaftor dal roccamcnto, in noi non fo- 
no, ma da Domeneddio. MAe^rtB^j^^ a. 
|i. I. E* peccai» morrale ne* baia • o 
roccamenti, o cota'cofe/ ILifponde san 
Tommafo : n bafcio , e abbracciamento , 
e toccamento , fecondo la fon ragio- 
ne , non nomino peccato mortale ec. 
Fr. Cterd, Fred, D^ Disfa (& la pu 



TOC 



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roc 6i 



ila in piò modi 9 i* noo modo è per Speflb il motteggiava con facesie ama-, 
nccameoro, l'altro per mc(coIamenco. re, chequindo toccàn nel vivo, (ìcoa-! 
Int. Lo rpirito non può muover toc- ficcano nella memoria* j 

raad* > pecche oon ha coccameoro»cli* } $. VI. T§ceMrt , pgr Dittunijsrt ** ^It. I 
i aaa delle tìrù fenficive. rr.4,i8. u iìi^ri il ttrmimt ftrenttri* nftrnMt» lfù\ 
il toccamcnto (dtiruvé) con mojhi'\dsl ituiUt, Cs»t, Csrm, 67, Ogni altr' 
la giocondità cailofo. I arte ci par ftrar.a. Fuorché qoefla del 

TOCCARE . Sufi, Tucamtut9,Tmtu ' toccare . E éippref0 z Puolfi a gitto di 
;•«. féum.l motteggi ficn morti» i toc-.coftoro Otio» e dieci il dì toccare. 
M QCCÌG. I i,\l\, TiccMre^ dicÌMm§ air Incitmn, 




f «ce. JM*. i|* ay. PoAagli la mano fopra , cellatdre Aia a vedere , origliare , e toc- 
il petto t lo'oconiociò a toccare. P</r. 'care meglio, che non farebbe fotto la 



r«i^.t.t. Non ]• toccar» ma reverente capanna 
l' piedi Le dT, eh* io farò là, toftochS I. Vili. Tteoiri , pMrUmdtJ! di yeflie , 
'\m pofla« X'Véìe SélUciidrU p*rc*t€»d*U . Lat. injti- 

1. 1. Té€tÉg$ , fw m§$éf, fi dkt mmclfé S*rt, Vlt.S.Glt: Bai. ai 5, Giovanni fa- 
ii fft i*twf0ri€ ^ « trtf/i Muovtrt, /«ri- 1 peva troppo bene la via, e andava in- 
f«» J*IfirMre t Stiméldr§ 1 Lat.r«<a4/-#,i naoz: toccando Ta fi nello . LUrr, K<'^. 
Hftwntsré, Qt,TMp«i^tff, IXtnt, Psr, 9. j Caricano quefti traini , e poi toccano 



le beftic » cioè i cavalli , e le vacche 
verfoM monte alla largura . Burch. r. 
ti' Toccando lor le beAie con un fub- 
bio. L9r,Mtd, Nene, 15. Noi Ce n'an- 
dremo infìemc alle poj^g'uo'e , ìrStc- 
me toccheremo le befliuole. Berm Ori. 
«. 16. $8. £ come difperato » il cavai 
tocca. 

f .IX. T9ecsre , ^n ^ppMrtimert , ^f. 
pettdrfi . Lat. ptrtìHfft , éLttintr§ . Gr. 
vporint.f. B*cc,Mv. IO. 4* Quefta ulti- 
ma novella di quelle d'oggi , la quale a 
me tocca di dover dire, voglio, che ve 
ne renda ammic (Irate. £iMv.j7«tf. Le 
I.1L TtrMTtf , fi^urutém, per CMmétU] leggi deoQo cfl'cr comuni , e latte con 
!■#««• c9méfcÉré , Lat. rtm lUètrt , Gr. confcntlmenro di coloro , a cui tocca- 
>rr«ir««/v. Bate.—v^ 14. 7. Da toccare no. Gnid,G. Avvegnad{o che tutte qne- 
Jy^rqpfiatna moglie ti convieneiifte-|Aeco(c mi tocchino ftrettameote, non- 
aere* Pmilt^i» Elia v'era entrata fan-, dimeno e voi tutti toccano comunemen- 
ciulli di fette «noi , e mai uomo noni te , 5 quello, che tocca ad ogni uomo, 
l'avea tocca. Ntv. ««r.>?«iit^. 4«r. $4. i.'dt ciafcuno lì dee approvare* Afe/m. 1. 
Sdendo in letto, volendola toccare « l* i7. E pafTandula Tempre in piagnifl(éi , 
amica non ù lafciava. dicendo: molte 
impromefre m'avete fatte, e non me 
et acienete neente . 

^111. T^csrt^ p§r T§rrt ^ L*V*r vis, 
jLnt. sd!m€ré , mfttr* • Gr. titr^^htif * 
m$^9iS»» £«rc. jMir. 15. ji. Senza alcuna 



In fu Ila terra sanu ^ Che poco tocca 
li fAsm la memoria . B^ct, nir, a8. 6. 
Qa e fto ragionamento con gran piace- 
re toccò 1 animo dcirabnte. £a«v. j4. 
4* M'jfl fcosa gran diletto, né in vino 
iUf^s ) gli orecchi del Gerbino ave* 
cocchi • £ 9if, DéMi, 244. Qpal vita è 
tanto noaile. che dalla dolcezza della 
floiin non ita tocca? %Amet,%Z, Qaefte 
JonsioM toccarono il cielo . f ««r. S, 
\ttsm€mtéf, a. Cooliderando divotamen- 
Ite k paiole, che dicea, ftie toccato, e 
j/pjsro dallo Spirito Santo a mutare 
li «ita fna. 



Pigra fi Ha^ come non tocchi a lei • 

f. X. r#rc4r# tf/rlf04 ri/i sd ««« , fi 
dia ^UMnd§ quegli Tot iigme, U ccnfe 
gttifct • Lat. •kiingert , farSg •htenìre^ e»n 
iimfrert , Gr, ^vjujScUfttf . Beec, »#v. r?. 
a8. In parte ti toccherà il valore di 



cofii toccale, qniodi deliberò di partir-; coppo piìi , che perduto non hai . £ 
£. E sw.8o.|a* Acciocché niuoa cofa ntv.itf.i}. Toccò per avvenrura tra l'al- 
gli potè (Te effe r tocca. Entv.^x,^, Ica- tre cofe in forte ad un meflferGuafpar- 
valli» € tono Tarnefe melfo in falvo,' rin d'Oria la balia di madama Borirò- 
(ieaza aUana cofa toccarne. la . £ ««t/. actf. Non fenza malinconii 

♦.IV. T*€esri , ptr DsnneffiMri , 0/. ; della donna, a cui forfè una volta ne 
ftmderé^ Pfvcmrt . Vìi, SS, Péid, l. a8. toccava il mcfe . Bre;,. lUrch. j. pr»f, 4. 
lob ec «00 potè toccare ne in avere, Quinci e. che noi ci fJfgnamo di ve- 
ne in perfooa, fé non poiché ebbe de derli (imAiiJirMti) molte volte toccare 
Dio la licenzia i e non folamente lobi ad uomini niquitoiinSmi . 
trbolare , ma eziandio ne' porci n<in |. XI. Dieisim» iu pr$verb, Memn Vu»^ 
poterono iatraie fcnza licenzia di Cri- »»» h* denti in lnccs, nen [a quelle ^ che 
fio ec. Se danqne li porci ron poffono'f'* fce*^ e fimili\ e vagliene, cbeNiunm 
toccare, fc non di licenzia di Crifto ^\fi P^* premettere di fns venturA finché 
quanto maggiormco:e non toccheranno J vive , Lat. neme ifratus ^nte dìem dicì^ 
iroomo? £77-Ponea di ciò efcmplodi fuprtmaque fumtrddeiftt , Ceech.Me<^\x ^. 
Giob» cheinnarziché ildiavd^ toccaf 1 In mentreche, Tu hai denti in b->cra. 
fitlui io perfooa , rocche, eiulfcqli tut-| tu non puoi (apere Quel , che ti s'ha 
celecofefoc. VìneMÌ4éiet.lett,fc.Q^e(c\ a toccare. 

Tiflo mi va toccando perqoefle vie. che f XII. T^cfii»'* , per Difeerrere hreve- 
io adopererò La penna nncheiopolfo. n ente ^ r fnpfrficiMlmenre, ^^ccennmre.L^X, 
I J. V, Técetre fnl viv0 , « nel vive^vs éttlt^'^ere, Gr. i^'Jxrtòjt, lUnt, laf.6. 
h Ofimdere melU parte più delicata , «-Ti^ccando un pocola vita futura. £7. 
fenfiiU ì e figurmiéum, fi dice dell* .>tfrr«. Quefta forruna, dì che ta mi tocche , 
gmn siimi grnmdijfm» dijpiéuer^ cMf^jChe è' Gii/<^.C7. Della cui ftatora a/fai 
r«/«, • metti pungenti . Téec, Ddv. «»n. ! brievemente d: fopra alquanto toccam- 
fS.aof. Mi qoef, che toccò nel vivo il mo. G.(^.$. 19.1. Toccando in brieye le 
aenato, fo ona parola, che il farerin- 
graziare, o no i viceconfoii , che tor 
j» ^ j:« a-.._ _ I-: t ..^ 



oavan di Caodia , (lava a I ni . £ 214. 
nuTgiu CrufcM. Tem, V. 



cofe pi il notabili . r«^* ioa. Qui ball 
quello, che é tocco leggiermcnie, 
dare ad intendere , che cofa è co 



itone . Beet,V*rch,^.pref,^, fct toccare 
brevemente , e ftrignere in picciol fa- 
fcio alcune poche cofe , che può la ra- 
gione umana, della profonda divinità. 

f.XIII. Teccnr due psrele delU fine , 
Véreh,ErceLp^, D'uno, che iàvcHa ft- 
vella, e favellando favellando con luo- 
ghi circuiti di parole aggiia fé , e al- 
trui fenza venire a capo di conch-ufio- 
ne neflfuna, fi dice: e mena 'I can per 
l'ala ec. e a queft! colali il fuol dire: 
egli è bene fpedirlacc. toccare ana pa- 
rola della fine ec. 

XIV. Teccére cen mente , vsle Certifi. 
csr/ì ^ Chiarir/!, Lat. eempertum hakere, 
tre certe hakere , fir, Trin. a,|. Prima bi- 
fo^na toccarlo con mano t e poi cte- 
de rio . £ 5. 7. Vedrete , e toccherete 
con mano, che voi non fognare, t fa- 
tetelo toccare a lei . Btml,Uti, a. 1. 14. 
La novella è così vera , come fono le 
cofe, che tocchi con mano . £ ^f. 1. 
Ma che vo io argomentando di cofa » 
che fi tocca con mano? %^r,Se»pp,^,ì, 
Ma fo, che nuocere Non mi puòquc 
ilo fuo parlar , trovandolo , E toccan- 
do! con man tutto verflCnio. F^c.D^v. 
«•11.14.aof. Nerone bandì, che Ottavia 
coituppe il pief<rrto per avere l'armata 
dal fuo ec. e che tutto avca toccato 
con mano* 

S, XV. Teecsre fende, • ,7 fehde dal. 
cuna cefa, figurai am, vale Saperlaheiea , 
e per fendamente , Chiarir fene , Lat. A«- 
fum attingere , rem acu tangere , Gr.'9'Jt0. 
vi? Ttf>5^«»r/». Likr,SeH. 51. Sicché ta 
di. ch'i ho già tocco il fondo . Car, 
leti, 2,99, Avanci ch'io tiipooda a V.S. 
ho Voluto toccar fondo di quel, ch'el- 
la mi icrive. Bu*n,Fier,^.z,7, A quei, 
cht infegran Icrivcre in due giorni. 
Leggere in uno, e mezzo» m' accollai 
<Minchion ch'io fui^ e nel toccarne '1 
fondo, Birbe eran tutte ec 

4. XVI. Tecxare danari , vale Riceverà, 
Pigliar danari , per le più vendende la fma 
mercanzia. Fr. /«f.T. j.aj.as. Tenet vo- 
glio la va , Non vo'averfacco, ne po- 
ta • Né da nullo di mia fchieraVo' da- 
naro ila roccato. CelLSy-e, f,^. Ohe* 
non toccan danari . A. Oh e' tengin 
chi gli tocca per loro, che é il mede- 
iìmo» anche mio padre teneva in bot- 
tega un cafTicre» che non toccava da- 
nari , e pur non era fiate. 

^XVII. Teccare danari^ ejìipendie.ter. 
mine militare , che vale Ricever danari 
per andare alla %tnrra . Lat. /ripendis 
fuy ali'juef.tcerr. Gr. /U/eSs^fl;**». Cre», 
Merell.in. Etenncfi toccafle danari da' 
Veniziini. ^r,Fur. n. 2$. E in fp^lla 
un fcopp'o, o arrobiig'o prendi , Che 
fenza, io fo, non i occherai ilipendi .1 
Cecch.Efalt.cr,2,t. Dalla beftìalità di 
noftro padie Vinto tocc') danaii, e an- 
dò via. £a. 8. Chi vuol toccar danar 
prr r.I'a volta Di Perfia , vengi aJciTo 
adclTi in piazzi. 

$. X^VllI. Toccare il tafìltur»^ eTecear 
la ci'r* . tale Sona' e iltamUureper ufedi 
fnerra; r:a fi prtnde anrf,e fer ^r'r$lar 
fddati. Malm r. ^5. Uni" egli entrato 
in fregila sì fatta. Ftce t^'ccar fa uba- 
to a IpaJa tratta, f ,. 55. Fa intanto j 
nel caitel toccar la cafìa , E inalberar 
la'nfesna del cat'ofcio. 

♦.XIX. Teccare tr.rhya^ fi^mratam, v.^le 
^rrtvare tn alcun luege determinare , a 
fubite fanìrfi i mode ùe/fa , l^ataff, t. E 
toccabomba, e va chicchiri Ilacdo. Malm, 



E i 



a.ji. 



62 TOC 



TOC 



, z.jx* Florian nella cittade Entrò per riii-| 
btfcarfi • e toccar bomba . 

I. XX. T9rc4LT§ il aeebìit eh* dncki fi 
dlct 4if»tutMm, T^eeMTt^ m»Ì9 hdffìf, v*h 
CMmminsre , • Smitsrt il edmmin» , Èmtn, 
Fier,^.^,7, Pou il piede Faor degli in- 
ciampi , e tocca • Mulm. r. 41. Oh via , 
difs'ctla, tocca innanzi il cocchio. E 6, 
i9. Ed eda allora abbatta il capo, e toc- 

^» • 

f. XXI. Téecsr dì fpnmi, vmU Sff^ 

•Art . Lat. eétìcmrìlms imciSéWt, Gr. vpetf*' 
fidxKfif m xhrpx • Médm, a. jtf. Toc- 
ca difprooi, e vanne, e giunge in pia^ 
za. 

$. XXII. T^eesre il cugrt , th* sntbt fi 
dice Afctntsm, Ttee^re i x/ale Far j^r«ji 
frt, • SommMmetUe fiéietre y § dilettmrw , 
Lat. •»•>* viluptMìe ftrfnndtrt , drn'dert , 
Gr.ff^fis répn-ttf ^ iv^ptutfif , Petr.cétn%„ 
8. $. Né cofa è , che mi tocchi , O fen- 
tir mi fi faccia cosi a dentro . Sen, 
ki». Vétrcb, f. ir. Devemo cominciare 
dalle cofeneceflarie, perchè altramente 
tocca il caore, e fi fi fentire nell'ani- 
mo nna cofa, che dia la vita, che una, 
che la faccia o pih bella , o più ab- 
bondevole. Dh»%, Tétme, i.i. Qaelle pa- 
role m' hanno tocco *1 cuore ridmlm, r. 
6, Il vìn di Btozzi , un pane , e una 
cipolla Talor per uno fcherzo tocca il 
cuore. 

f . XXIII. Tùcesrt il cutrt , vdU émcÌM 
C^nr incerta CtmpugnerttCtmvertire , Lat. 
^r«Jn;»«vtrr, fnvittttrt , * ewtfUHttre . 
Gc xicratyvTTMf , twttwv. Ceccb. Efétlf, 
cr.4.4. Tocchigli *1 caore Dio, ^cch'e* 
conosca La verità , che *i può far pm 
beato. 

f. XXIV. £ T*ceMr§ il e*9r§,téd9rm va- 
le Muovere 4 cfmfajfent . Ovvid,Piff, Ma 
fé per avventura le mieparole ti tocche- 
ranno il cnoreec. 

^ XXV. Teecdre ilflfù, veJt RiC§ni 
fiere il^elf», dd effetti diMrgementMrntU 
fnMlitd delle fertjt , • dtlU febbre . Se», 
lgm,Vdreé,6.ì7. Laonde a un medico, il 
qoale non fi altro, che toccarmi il polfo , 
e mi ponenti numero di coloro,che egli 
guarda, e paflfa ec.non debbo io di più 
cola nefinna. 

i XXV2. Ttee^rg il flfiéillUne^eml 
métryen, Véo-eb. ErceLg^, Quando s'in- 
gerivano nelle faccende, ed erano favo- 
riti dallo fiato ec. fi diceano toccare il 
polfo al lione , ovvero marzocco . 

%. ZXVII. Toccar V •^eU^figuTMtém. 
vie Stuxxieér VmfMite^ Xìf vegliar de- 
Jìd§rl9 d* sleuuék ceJÀ, Varcb. Ereel. 157. 
Voi m'avete toccato Y ugola; deh fé 
ne (àpete più , raccontatemene degli al- 
tri. 

i. XXVIIL T9cesr Tngolé, valeMcbt 
PUictrt efiremamente . Lafi, Pìhk- a.t. E 
quei fegatclletti caldi m* hanno tocco 
rugola. 

f. XXIX. N»» tHcar t nfU^ fi dice 
di Quelle cofe , delle quali fi é mangia. 
i§ fiarfameate , e n9n a fax^ietÀ . Salv, 
Grancb, 1. 2. Sentendo che quel^ lor be- 
re a zinzini Non toccava lor 1' ogola , 
e non era Altro , che uno accendere 
lor più La fete , vollon mutar vcrfo . 
Malm.j, u. Dieci pan d'otto 



$. iXXl. Teecart U mmm , fi dict «•- 
ebé dell' Imfalmarfiflif^fi, Malm, a. 44. 
Scefo di Tedia poi colla fig1iaoU,Gli net 
allor allor toccar Umano. 

f. ZXXIL T9ccar§ il del e^ldlu^fgu. 
ratam. vale Efer feliet , %jiv9r imiti ìjm' 
eemienti» \At»eeelum digite aiiii^et e Jmbli' 
mi ferire fiderà vertice,Gt,Wf9fH aar-n-^OA, 
Beei^Vareb, 1, fref,^ A i quali parrebbe 
di toccare il ciel col dito, fé nna mi- 
nima parte de* rimafugli , ed avanzatic- 
ci della tua fortuna toccaflc loro. Mt*!» 
«»»i9a. L'Arpalifia toccava il ciel col di- 
to . Malm.j^j. A lui parve toccare ti ciel 
col dito. 

$. XXXIII. Ne» toccar terra , fi dia 
di Cbiba grande allegrerà , efrtva^naU 
che gran f lacere in alcuna ce/a . Lat. ab- 
ripi fandi9 . Gr. «nrtitpr^t . Malm, 7. 
44* Ei« ^he non tocca per letizia terra. 
Entra nel borgo > e in gabbia fi rifec- 
ra. 

f. XXXIV. Sen teceért U eni la carni- 
cj«, vmlelofteffe, g«cr Mtr.1a.r5. Alber- 
to ù partì, ed ella rimafe fbcceodo sì 
gran galloria, che non le toccava il cui 
la camicia . 

f. XXXV. Toccare lafrtgola, vaU Ve- 
nire éirdenttfiimo defiderio, vaglia. Geli, 
Sport. j,j. Egli è tede lor tocco la fregola 
di fare una commedia. 

I. XXXVI. Toccare iliSccbie, vale Ve. 
nir voglia; maniera baffa . Malm, 9,^6, K\ 
fin gli tocca il ticchio Ditor del fale, e 
ve lofpolverizzi. 

f. XXXVII. Toccare delU bufi ^ che an- 
che fi dice Toccare affolutam, vagliano Ef» 
fer battuto, Lut, pUgis af ci 9 fereuti , Gr. 

i.XXXVm.Toecare la carda, valaEf 
fer tormentato col tormente della cards , 
^«/m.j.jl. Srgtiì, ch'unnfizial fuo fi- 
vorito ec. Toccò la corda • 

$. XXXIX. Teecart le fcrUinrg , vale 
Carramferle , ^Adulterarle . Lat. vitiare , 
cqrrumperCf adulterare, Gr. xtfi^ifìJVftf , 
Din. Camp, 1. 18. E dubitando il aota- 
io degli atti avea prefiati, guardò, fé 
erano tocchi» trovò il rafo imtro, e ac- 
cufotli . 

TOCCATA. Sufi, Nome di Sonata^ 

10 pìi$ di eimbalo l che ferve come per prelu- 
dio ad altre finate , oper far fenttre ^al. 
che bìt^atiM armonica . 

TOCCATINA. Dim,diTaccMtAiPic 
cole toccamenta, Malm, 1,72, ELizzito in 
pie con gran profopopea. Ed una toc- 
carina di cappello ec. 

TOCCATIVO. ^dd,^ttaa taccare. 
Che hafir^a , • pofiibllità di taccate . Zi- 
bald,KAndr.tij, Lì fentimenti del toccare 
fono propriamente qnefii per virtù toc- 
cativa, e{>afpat:va ec. 

TOCCATO . Sufi, Tatta . Lat. taOus, 
fr.Ì4r.T.f j|.t}. Ma nel quinto» ch'è'l 
toccato , Il nem'co e* è faltato . 

TOCCATO. xAdd.daTaccare, Dani. 
Purg,iu E la parola tua fopra toccata Si 
confonava a' nuovi predicanti. £ Par,\, 

11 quale è fine. Al quale è fiittala toc- 
cata nomta. But,Purg,\%,\, Pone la di- 
chiarazione dello amore toccato nel pre- 
cedente canto Cfuefii efempj fona nei fi- 
gnific.del f. ìlì,diTaeeare) 

TOCCATOKE. Che tocea.Boec.:ntrod, 



TOC 

» ■ ■ ■ — - 

i. Taecaiart , ditiatma anche d un JDU 
nifiradellt carte del civile , il qnal» dnmm» 
Kia a* debìtari il termine pereutaTi9,Csm9^ 
C0rn.67.tli, Canto de'roccatori. Lafi» 
Stref,^,!, Avendo a praticar fempre COR 
birri, niefl! , toccatoti , notai ec. Malm, 
4. 44* Sembrano a foto a fol due tocca- 
tori. 

TOCCHETTO . Guaxvitta di ptfet , 
Méinicaretta , Candimento di vivanda fsm 
gliatainpetxttti . Franc.Saechjn$v,B7. Le- 
vata quefta vivanda , vennono àrdello 
in rocchetto. Bern.rim.t.it. Provar vi 
poflti chi non v' ha provati , Come voi 
fiere in ogni modo buoni. Caldi, fred- 
di, in tocchetto, e marinati (pmrUdf 
gbÌo^\0 Beinnc.fan.270.1^tcion filggir 1*10- 
guille d'un tocchetto. -M'if.it.ar.MaJe 
cofe fotti 1 vo* , che tu creda , Confiftoa 
nelle torte, ene*tocchetti. £a7.9P*Stc- 
chè nel fangue fi ftorce , e gamberta,Clie 
pareva un rocchcrto di lansprede • 

TOCCO . Tatta , Lat. taOut • Gr. oé^^L 
P/illad. Settemb, 17. quelle , cke hanno 
l'acino lucido, e chiaro, o lo rocco cal- 
lofo, o con diletto. 

$. I. r«crf , per lo Colpa, che dà Ut esm^ 
panellanelVufcia, a il battaglia malia tam. 
pana ; e fi prende anche per ■» Pice9Ì oo. 
mero di detti tacchi feparati per brg^t lo. 
tervalla dagli altri . M. V, io. ^. Avco»! 
do ordinaro col campanaio della tonta' 
che per ogni uomo, che veniiSe ictfil-j 
lo • defie un tocco . Burch, 1 . |. E di 
pietà il primo, e il fezzo tocco. 
Fi>r.2.i.r. E r nfcio ti picchiò eoa 
tocchi. 

I. II. Taeea^ fi dica amebe un FatfenOim^ 
col quéUe i fanciulli im leggenda taecmm 6 
lettere. lAUftilut, ra/St . Gr. r«^#«, 
Lafc. Mafir,zs, Ha per ifpada no tocco 
groflb in mano Di quegli ^ ch'ammascat 
già san Cafciano. 

4. III. Tocco t fi dice anebe eerte %Atf 
giudiciaria, calunnie fi denumiM in FSren^ 
éi* cittadini il termina perenterie ^ prima di 
rilafcidr centro di loro la cattura per ia- 
bita elvUe , Buon, Tane. 4. 8L Che tri 
richiefie, ebnllettini, e tocchi Alla fin 
nelle Stinche mi mcrrebbe. CantjCmm, 
67, Chi non è'mpronto, e 'mportooo» 
Nei fuoi tocchi ben comparte» Tocche- 
rà pochi. 

f. IV. Fare altoeca, vale Vedere à ehi 
tacchi in forte éilcuma cofa^ UehefifaaU 
t/tndofi da ciafcuna urne , e pia diti n fuo irn- 
iente ^ e faccende cader la ferie im fo«Uf, 
in cui termina la contatieme , feeénde U ««- 
Tmero de* diti albati , Bi»on,Tane,^f,E fil- 
cevan al tocco ec.Per chi avet a morie 
prima di loro. 

TOCCO. ColV O large. Seri a ài kfu 
reffii , St%r, Fior, CliK. 1. 1, Tta hai CO- 
tcfio gabbano , che ti cade di doflb , 
hai il tocco poi verofo. Varek.fier.^à^, 
Nella qua! città entrò a ore aa. eoo u 
faio in dodo ec. e colla berretta iatefta a 
ufo di tocco di velluto nero. £ jM. La 
notte , nella quele G coftnma in Fireate 
andar fuori auai , fi ufaoo in capo tocchi, 
e in dofib cappe. Malm.ó.Zì. Levato il 
tocco, e follevate l'anche, Allor quel 
dia vo l'n u n medefmo tratto Uà capitom- 
bol fa fopr* alle panche. 

i Tacca, per />nv, tame Tarct di ea» 
ciò , di carm e^e fumili , 
TOCCO . ^dd. Taccate, M. K to.xoo. 



, . , cungtn 

lio di formaggio Non gli toccaron Tugo- j 

la . 1 8. Il toccare i panni ec. pareva feco quel- 

$. XXX. Taccate la mane, valeSaluta-] la cotale infermità nel toccator tralpor- 

re afettnofomente , Bern.Orl, 1.14.57. Un rare. Coll.^b.lfac. Fatto blamente un Tocco da divina fp/raziones qiufi 

cran biciare , un gran toccar di mani Si roccatore, eaffaggiatore dell! fpirimaliifapevole di foa morte ec. 

ter dipoi che s'cbberconofi:mto. fentimenti . J TOGA . Sorta d* abita Inig» «/«i» ìm- 



TOG 

«fi smiUhi M&mmi, Lar. r<f« . Gr. tu 
Jnm» TM^^Dstf.dtM,^ S2. Nel princi 
fio 41 qaeft*aiinó Drufodi Germanico 
Mc(èUtofi virile. £/«r.i.aso. Equel- 
kfoU gaardiadi Palagio, che è into 
p. BOfi difende mica Gaìba, ma lo ci 
IBIM. £ /•'.!. |2a. EiTcre. flato fcm- 
prc in coca , e un senatore , come gli al 
tei- 

A9 fi^éidéik*4§ttiri HtUe Huiv§r/itdt diagli 
^Kfmìi mt'irthméUt, « di^ clerici, Ditt*m, 
i.Af. Vero è • che appretto penfando , 
mb'ìo Mi fimiii la roga, mi conforco . 
JiUai. us^* Posò lafpada, e ripigliò la 
11. 1/m«./«/.i. £ perchè a me non do- 
•dar piuttofto » Se ho conrerCo -a co- 
ca io fanMinbirco} £ t- Almcn Cucca 
Ma di toga ciato Rifpfeode, e in quel 
iellato fif Bocilc Mi par vedervi Ippocra- 
ce disiato • 

TOGA LE . *Aid. DI tt^M, ^fpsrttmtn- 
UMf»^s. Céd.cÉf.fg, j. i3j. La togal 
fa vita non Io comporrà . 

TOGATO, ^dd. Vtjlitidittgs. Lac. 
ttgaimt, Gr. rvSiff9^99^ . C,V,ix.^, |. 
Aacicameaie il loro veftire , ed abito era 
[ il pA bello t nobile.eonelto.chedi nuli 
akia nazione t a modo di togati Romani. 
l«4aft./r. Alenai le candidare vittorie, e 
(ckl le paci togate, e tali gli amorofi av 
IvKÓKBtì d udire ù dilettano ( f «< per 
l»«l4.)lMa. Fitr,z.^ 18. Colle formule 
flnrlaciaiuanti Delle genti da cattedra 
ff MgiBe* 

TOGLIERE , TORRE » « TOLLE- 
1£ a r «/risia d«' juaU »•» fi •f^ ^ ft 
mmjtim édtunt vci . Piglisrt , Prende. 
99, Lat. Céiptrg , Mccìpere . Gc. X»/Ui$i 
N«. Jmc. ««v. J4. 14. Togli > noi la ti 
diamo» qnal noi polliamo. £ n$v» sa. 
I. 11 lamini tare forfè fdcgnato ce. tolfc 
aa gran fialco. £«««.7^. 14. Togli quel 
»iuio, e riportalo alla Belcolote. £ 
■• is* Dunque toi tu ricordanza al 
Kict £MO.Ca.ii. Io noi torrei» fé io 
aol vedcffi prima aeiro. £ tfv. 79. ai. 
Sic pure interino • fé tu fai » che mai di 
< aio meftiere io non ti torrÀ un dena- 
io. £a»v.p4*$- Ora, che difender non 
ti potrai » convien per certo > che così 
motta • come m le*> io alcun bacio ti 
tolga • 

§. I« p€rMtis/,Dé»t, /ji/.8. Per duo 
fiammetre» che vedemmo porre, E un* 
altra da lungi render cenno Tanto , eh' 
appena il potea l'occhio torre . 4»'. ivi : 
Torte • cioè fcorgere . 

f • II* TtglitT4 , # T«r vis , ptr LfWi- 
rty lAvmr vim i € fi u/s I» fififie, sit, 
e mttttr. fsffl Lat. mdimere , snfirr» . 
Gr. oc^xiff^». B9ce. mv. 17. u. Il qua- 
le pr^amente fattone giii torre le don- 
ne ec. con efife n'andò ad un fuo caftel 
lo. £ »9v, 18.9. Nonfolamente non m* 
ba il debito conofcimento tolto nello 
eleggere l'aoiante, ma me B*ha molto 
in ciòprcftato. £ »•»• '9. Voi «dalla 
povertà di mio padre rogliendomi, co- 
me figliuola creiiciura m' avere . £ nrv. 
aj. 14* Piena dì fiizaa gliele tolfi di ilia- 
co . £ Mf . 8r. $. Cosi quella feccaggioe 
torròvia. £ iMtr. 95.S. ConofcefiTe, per 
ninna altra cofa ciò elTere dalla donna 
addomandato , fé non per toc Io dalla 
faa fpcraoza . £ ««'*>• ij- Avendo il 
argromantc dopo il reno dì tolto via il 
fao g'atdino ec. il comandò a Dio . E 
Mv. 9S. 18. SI per torre a fé materia 
d'operar vilmente alcuna cofa 1 sì per 



TOG 



TOG 



^3 ,1 



premiare il cavaliere . Petr. f^n, 4. Tol- 
te Gioranni dalla rete, e Piero . Omel. 
S,Gi§: Grifift. La virtù della pazienza 
di coloro, che foflengoBo le ingiurie , 
non tolle via il peccato di quelli, che 
con mal animo fecero ingiuria a* p rolli 
mi loro . Bitt,Purg,A6,z. Oppimene è 
fentenziadubbiofa, e non certa, ingan 
nata dal parere, e malagevole 11 può tol- 
lere, quando e fermata nella niente. £«r». 
Ori. a. ia.4. Ed un certo proverbio cosi 
tatto Dice, che'l danno toglie anche il 
cervello. 

f. III. Tirn, per Rulmn , VfHfpMr» , 
Rapire , Levare sd éilcune quelle , cbg 



T. 79. Uno medelimo giudizio è^ liceo 
medi colui, che inlìeme avea più mo- 
gli , imperocch* egli è tenuto di torre 
quella , che avea cacciata , fé fi vuole 
convertire , e cacciare le altre . Se^r, 
FtV.r/i^. r. }• Veramente io non aveva 
il capo a tor donna $ ma poiché tu» e 
madonna volete, io voglio ancora io . 
Bern. Ori, a. 17. a. L*oro è quel , che ma- 
rito, e donna toglie. Non il giudizio » 
né la eiezione t Ma l'avarizia marcili , e 
l'ambizione . CecchMegl.^.^. Quivi tolli 
per donna laforella Qui di meflere Al- 
berto. 

$. X. Terre céVétllìMvttturs , ùfimili. 



fefledevA, Lat. furari , raper e , Gr. tip {vale Pigliar eavsllì a pretxe ^ per far yìag. 
Tx'5«». Nev.aHt,^, j. QucfloDuca non gio^ Lat. efuum cenducere . Gr. /Vrof 



toglieva ad alcuno, ma pur del fuo prò 
prio donava larghilGmamente. £ nev, 
9. 2. Tu mi tolli il mio falfamente . 
Becc, Mv. itf. ai. II Re Piero di Raona ec. 
rifoladi Cicilia ribellò^ e tolfe al Re 
Carlo. £««T/.jo. 18. Mai ben non fen- 
ili, pofciachèturolta mi fufìi. £ mv. 

vere 



fjti^Hì^eu . Becc, nev,Z6,i, Tolti una fera 
al tardi due ronzini a vettura ec. di Fi- 
renze ufcirono. 

|. XI. Terre giis , vale Rifparmiare il 
**^ff'»» e la gif a, Fìr, Tri». ì. |. Chi è 
quella , che vien di qua ? elle la Purella 
per Dio. ella m'ha tolto gita. 
17. Qual cagione vi dovca poter muo-, I. XII. Terre fede s una, valeRimue^ 
e a torglivificosìrig'damente.'£o«v. verle dalla credem^a . Boec» nev, a|. 17. 
77.|tf. Nonmi voler tur quello, che tu Tiepidamente negava ec. acciocché al 
polcia, vogliendo, rer.dernonmipotre- [frate non tuglielfe fede di ciò. 
Ili, cioè l'onor mio, che fé io rolli a te * f. Xlll. Terre tempe , vale Far per^ 
VctCct con meco quella notte « io ogni dere altrmt il tempe eppertune , • l' eccA- 
ora, che a grado ti fìa, tene poll'o ren- fi9»e di fare alcuna ce fa . FUee^ 6, a8. 
der moire per quella uaa. £ «rv.9S.itf. | La nemica tbriuna affai ci ha tolto di 
Io non venni, come rattore , a rorle tempo; orchecontra lafotzadi lei qui 
la lua virginità. w^Mtr.g. Chetoltalela-lìam pervenuti, non ce ne togliamo noi , 
fua verginitare. Non valendole priegbi» 'medeli mi. «^r. i^«''.i9.44.Scefelemani,' 
né difefe • M'ingenerò . l^<r. o^. P«i.i e abbracciar Io volle, E inlìeme domao* 
I. 69. Una notte lì molTono per venire ! dar perche venta > Ma di poterlo far tem- 
a lui, e per toltegli, fé avelfe alcuna,' pò gli toUe 11 campo 1 che in difordine 
cofa . i fuggi'a . j 

hn IV. Tegliere, per Liberare, BeccnevA \. XIV. Terre fu , Vékrck, Erceì, io|. 
81. is» Lodando iJdio, che dall'impac-iTorfu, o tirar iu alcuno» il cheli dice 
ciò di colioro tolta Tavea. D4»r. 7»/. a. | ancora levare a cavallo , è dire cofe ri** 
Toglieva gli animai, che fono interra, .dicole, e imponìbili, e volere dargliele 
Dalle fatiche lor. ^a credere per trarne piacere, e talvolta i 

i,y, Tegliere, per Impedire, ^met,3f, utile* I 

^. XV» Terre fu aleume, vale anche Im*^ 
gannarle. Farle fare • Varcù, Ercel, M4S, 
Guardate a non efl'er tolto fu • che io non 
credo mai, cheec. ( 

i, XVI. Terre a credemtA» vale Pigile» 
fulla fede cen pagare « tempe • Sen. kem, • 
Vareb,-;, 2/. Un certo della letta • e ordine , 
di Pirtagora ave va tolto a credenza da uo 1 
calzolaio un paio di borzacchini . 

S. XVJI. Terre a intereffe , vale Pre%» 
dere per pagarne iaterejfe ferme . Ceccb, i 
Der, j. 1. Con dugento , trecento » e ' 
quattrocento Ducati , e gli torrò anche a 
interelfe . 

t. XVI IL TerreauBtémte Vsnue^ vé- 
le lefiefà. 
f.XIX. Terre a fitte ^ m mele , * pìgie^ 
', e firn ili vagliene Prendere é ufare aU 
cuna eefa ceu pelare unn determimatét 
mercede, Becc. nev, 60» 8. Egli in Ogni 
luoRo vuol pigliar moglie , e tor cafa 
a pigione. Sen. ben, yarch,cap,^. Io ho 
tolto date una cafa a pigione, in que- 
llo cafo alcuna cofa è tua , e alcuna 
mia • £ apprefe : S' io torrò da re un 
cocchio a nolo , tu arai benefizio da 
me ec. fé io, che tu in fui tuo carro 
feggat conceduto t*arò. £7.^. Egli può 
pigliare doni, e elfere obbligato com- 
perare, e torre a fitto . 

1 XX. Terre la velta , vale Entrare 
innantS , Preeccnpare nelle eperat,ieni «/- 
ternative il lueie altrui ; che anche di" 
dame Furar le meffe ,^ Lar. fupera'e » 



Egli con interna cura la candida gola , e il 
diritro collo, e del petto, e degli omeri 
quella parre , che il veftir non gli toglie 
ce. rimira lunga fiata. 

S. VI. Tegliere,per DifiegHere . Lat. 
evertere , remevere . Gr.a»9Tpfr«». Becc, 
intred,»9. Li nomi delle quali io in pro- 
pria forma racconterei , le giufta cagione 
da dirlo non mi toglieljfc . 

I. VII. Terre, per intraprendere, Bern, 
rt«. i.$a. Non lo, maeftro Pier, quel 
che ti pare Di quefta nuova mia ma- 
ninconta. Ch'io ho tolto Atilìotele a 
lodare . 

i. VIII. Tegliertj per Cententarfi. Lzt. 
centenfum efe, acquiefcere , Gr. T<>>«» > 
elyaraf, Dant, rim, 12, Che mi torrei 
dormire in pietra Tutto'l mio tempo» e 

?iir pafcendo l'erba. Sol per vedere» u* 
ùoi panni fann'ombra . 
i. IX. TifTt meglie , e dennm , Terre 
per meglie f eTerremarite^ vagliene %Am- 
mtgliar/i, Maritarfi . Lat. uxerem , vel 
vifum ducere , nubere , Gr. y%fJLÌif , Becc, 
irv. tco. 5. Aftermandovi, che cui, che 
io mi tolga » fé da voi non fia > come 
donna , onorata , voi proverrete ec. E 
•Mit.tf. Voi làpcte quello, che voi mi 
prometrefte , cioè d' elfer conrenri , e 
d'onorar , come donna , qualunque 
quella fblTe , che io toglielfì . Crfn. Me- 
r(//.ass* Dilibera di tor moglie, e di vo- 
lere figliuoli • Eastf.Sii contento a que- 
llo avere quello ti li richiede, fecondo. - ,- i "^ • 

,te, e fecondo la donna togli. Maefimtj,.\ ante vert ere . Gr. tfTi;^flUwr. Pajf, j^l, 



E 4 



Pan- 



(54 



TOG 



TO<l 



TOL 



Fanno tanto, che bafta , di male » ùc- 
che me ne ro'gon la volta . 

$. XXI. Ttrre U vltM mlU cìcmU . K-r- 
c4r. frr*/. 95. Pi Hmili gracchioni H dice 
ancora: e* terrebbe l'ir, viro del diciotto» 
o egli leccherebbe una pefraia, o e* ne 
torrebbe la volta alle cicale. 

iXXII. T§trt dtl trAtt; • delU ma. 
M§ , vate Effcr prima delfaltr§ m checche/' 
firn', chi étncbefi dice Vìncer della mane. 
Lat. amteveriere, Varck, Erctl, 320. Chi 
può dubitare , che el!a nel medefìmo 
pregio farebbe , e il niedefìmo grido 
avrebbe, che la Fiorentina/ la quale, 
fé non d' altro , l'ha almeno toito lo- 
ro del tratto» o a volito modo , della 
mano. 

$.XXi:i. Tern di ^•cea, • TtflUre U 
fafU di y^cca . Varcb, £rr«/.8o. Quando 
alcuno aveva inanimo, e poco meno, 
che apeice le labbra per dover dire al- 
cuna cofa , e un altro la dice pr'ma di 

lui, cotale arroti chiama futa rie mol-, . , .- - - ,^- 

fc, o veramente rompere l'uovro in boc- j i8. Tolga Iddio, che cusì cara cofa, co- 
ca, cioè toire di bocca, il che i Lati* me la vodra vita è, nonché io da voi 



tomìlia creature umane fi crede percer> 
to ec. effere flati di vita tolti .- E n»v, 
i*ij. Non folamente l'avere ci rnberan- 
no, ma forfè ci corranno, oltt'aciò, le 
rcrfone . 

%. XXXIV. T9trt dal m9ud0 , al men- 
de , • dei mende , g Ter di terra , vaglie^ 
«« Privar di vita . Lar. e medie tellere . 1 
Gr. «(^«r/^f/v , tivMrùfttf . Afrr.11tv.47. ' 
12. Acciocché una medefima ora toglief- 1 
fé di terra i due amanti, ed il lor fi ! 
gliunlo . E nev. 97. 15. In buona fé dan- 
no farebbe , che ancora foffe tolta al 
mondo sì bella cofa . I.«(.7. Meco im | 
maginai di coftrignerla a tocmi del mon- 
do. But.ìmf.ii.x, Perchè non fiere voi 
dal mondo fperfi, cioè tolti via del mon- 
do. «^r.Fiir.i4.ij. Fu d' UMsboni il Re 
( tolto dal mondo Larbin > TeiTìra di 
Latbin parenre. 

iXXXV. Tetra ìddie, vale Nen piaccia 
a Die , Neii veglia Iddi» . Lat- emen a^fe- 
ras Dtìis . Gx.fJL^yirwn' /ftcc. nev.^j. 



ni dicevano antevertere , e alcuni ufa- 
no, non tu m'hai furato le moflìe , o 
tu me l'hai tolto di bocca , ma tu me 
l'hni vinta del tratto. • 

j >. XXIV. Terre in face , vale Setper- 
j f^rr . Lat. pati , ffffrre . Gr. v^e.uktur . 
\Frant. Bart, 344. ii. £ tu quella più 



dividendola ia prenda, ma pur la defi 
deri. £ nev, 98. i5. Tolga via Ijdio , 
che mai colei, la quale egli, ficcomea 
r'ù desino , ha a te donata , che io da te 
1 1 r ceva per mia . E leti. Fin. Reff. 378. 
Tullia Iddio, che voiinsifattaeftremi- 
ta venuto fiate. 

i XXXVI. TerCiy e TerfigiH da chee- 
ehtjia , vale Dtfi-iere da alcuna cefa , v4^. 
Uandenarla . Tac,Dav,ann, x^, 190. Sforzò 
ancora Tiridate ec. a ritirarfi , e torfi 
giù dair imprefa . Efter, j. jj8. Vftcllto 
dall' imprefa non liufcibìle H tolfe giù 
per vetgogna. %Ambr.Btrn.ys, Ma non 
penfi. che io me ne voglia Tor giù . 
Gal, Sìft. 119. Quanto dunque al poter 
foftenete , che il movimento ec. toglie 
tevene giù del tutto. 

f • XXXVII. Teflierfi dal piante , va!e 
Citi Are di pianfrere- Nev. 4«r.70. |. Non 
ti fcafare, tori dal pianto, fe'l tuo fi- 
^Moloe morto altro non può efTere. 

(. XXXVIII. Tetfi dinanij ad altrui , 
vale Levrfi dal fue cyfpette . Bern. Ori. 
i.S«J7. Cusì detto, dinanzi fé gli tolfe. 
In un voltar di c'glio fu fparito . 

$. XXXIX. Ter/! dinaHK,i alcune ^ vale 
Fare in mede^ che nen eemparifea più da. 
vanti t Mandar h via, N^n ne velerfAper 
nulla, w/f", Fur 14. )9. Cercand' io pur 
di torinmi davanti. 

i.XXXX. Terpi dT addome aìctme, vai» 
tefttjfe , Becc,nev.9 i,t7. Con recifa cifpo- 
fia ec. fé g'ì tolfe daddolfo. 

S^XX\X,l,Teglitr/! d'alcftnapfrfena, in 
fiatim, efcene . vale TJfare e rnalmentt . 
lAt.femcnm alique hahere , Vtt, Plut, La 
qua! ofa fi facea per amor di Servii ia 
madre di Bruto , che Cefate fé ne toglie- 
va, quando era giovane. 
TOGLIMENTO. Il frrt, /(nkamen. 

, - ._ .-. , . r», Fmrte. tAt,abUtie, Gr. ol^xifitrtt ^ 

' la mira , Mirare , Bern .Ori. 1.6. 17. Fiit che | d^pracy /xi^ . Maejlrm^^, x. to. 1. Fu CtO 
lia ftato un'ora a ror la mira. è toglimeoto della cola altrui mobile, e 

J. XXXI. Terre di mira, vale njtefi, corpotale . Earprefez Eqoefto è da 'n 
«^r. F«r. 9. {r. Dal traditor fu in mezzo tendere quando !a volontà del ladro è 
gli occhi colto , Che Tavea di lontan tale, ch'ella fottrarrebbc maggiori co- 
di mira tolto. fé « ovvero quando per Io toglimenro 
f. XXXII. r«rrr di mira alcuna cefa, della piccola cofa, il S'gnor della cofa 
f^ratam, vale Prefif^erfela ptr fine, fc ne grava . But, laf.p.i. Supetbia Ce. 
f. XXXIII. Terre di xtta. Ter la per- sxc ec.in troppa efalazjon di voci . oin 
fena , e Jimili , vafUen» ^mmaixf^re ,' rompimento , o in difgiugnimento» o 
Vccidere, Lat. e medie tellere , necare , rog'imcnto di pasti. 
mertem inferre , Gr. at«»/^riT . flr'Ta.| TOQhVTOKlE., Che teglie . nuf,Pnrg, 
utf/fttf . Beve, intreJ. 27. Oìcie a cei-ia7. a. Toglitoxe dcl!a bencd.'zion pa- 



fòrte Efler in lorla, poiché vuole » in 
pace. 

f. XXV. Terre in mettgfgie^ vate Nen 
iftimare , Difpret,\aTe . Bern. rim, r. 90. Si 
poflon tor tutte l'altre in motteggio , A 
quello mal non è fperanza alcuna. 

f. XXVI. r«rr« infine al citte cen lede ^ 
vede Ledare eecejfvamente , lnHa\are ten 
emeemi, Lat.r<//«rf ad cetlum , Gr. f vati- 
pMv tit tif cò:oifC9, i?«rr. M»tr,95. 1. Era 
già fiato raelfet Gentile con fomme lo- 
de tolto infino al cielo. 

(. XXVI I. r«rrc une di fé medefime , 
Tale Cavarle di /enne . tMt.fiuperem in . 
ducere , m mente deducere . Gr. t^t^aj, 
Fiamm, 1.^9. Il disfo qnafi ogni mini- 
mo fentimento occupando» mi toglieva 
di me medcfima . 

I. XXVIII. Terre il cape , • la tefia a 
€kieeitejfa, vale Jmperiunarle, Infafiidir. 
h f*n impertunità, hit. caput eitundere . 
QunetptytKXfìr tìfr. Fir.L«r.a.i. Deh dì 
grazia non mi rotte la te(la , (è tu non 
vuoi, ch'iotifpezzi ilca^o. £4. «.Che 
cafa , o non cafa , che ci avete otamai 
tolto il capo / Edial,helt. denn, ^49. Per- 
donatemi , s*io vi toglielfi cotal volte il 
capocol dimandarvi • 

i.XXlX. r«rr« altrui del cap9 ebecchef 
fia t..vaie Farle ricredente da una fai/a 
epiniene^ edaunvane fc/pett§ , xAr.Caff. 
1. 4* Le voglio qtiefio dubbio Tor del 
capo a ogni modo, che s' immagina » 
Ch' io -e d'a ciance. 

S» XXX. Terre la mira , vale Prender 



terna al fratello . ^Arrìgh, 7t. Il dato- 
re togl ito re fomiglia il gambero rito- 
gliendo ■ 

TOLLERABILE. ^dd.Cempertahìtt^ 
Cemfertevele , Da ejfer fejferte . Lat. r«fr. 
rahilis. Gr. «vricTO?. Lab. 127. E fscfe 
fan'a tollerabile, fé quefii due , o tre 
avanza n'ero i mariti > o fonfcro almen 
loro rari. Vit,SS, Pad. Più tollerabile 
ci pareva a foftener l'ita di quella be- 
fiia , «he quella degli uoniini . Caf.lttt, 
57. S9 bene, che chi mi vuol par loda* 
re, conviene, che dica lebugfe, maio 
dcfidero, ch'elle fieno almeno tollera 
bili. 

TOLLERABILMENTE. ^irtrer;.rM 
telìeranx^a , /« rnéiniera cempeytahVe . Lat. 
telerahthter , Gr. «rf xt*»? . Cefc. S.Berum 
più tollerab'lmente potè agli uomini il 
cane puzzolente , che non fa 1' anima 
peccatricea Dio. S.^f^.C,p,^ Più tot- 
lerabilmenre farefii gii divini onoti a 
quel! 3 Scipione, chenonadorertAiqoc 
iì\ cotal i Iddii. 

TOLLERANTE . Che t^lters , Ltt. 
telerans , patìent . Gr. rtXvTXafC , CÒL 
S.jf. }i. Così tolleranti verfo i ceni « 
e impiz'enti contro a i cavalli. E t6%» 
La novità delle cofc , che lento , mi 
facuriofo, non che tollerante di afcol- 
tare. 

TOLLERANZA . // tellerart . Lat. 
teterantia , Gr. <"WX» • Fier.Itai.D, CoU 
la virtù deìlarolleranzila vtncea . Ctm, 
P*r, 15. Fofie magnanimitade » fidan- 
za , ficurtade , magnificenza , coftan- 
za, tolleranza, e fermezza. Buem.FStr, 
4.4-2> Sulla lor tolleranza Se n' andavano 
Ivelti. 

TOLLERARE . Cempertétrg cen pa^tf 
^4 , e ftancheixa , S^ppertart , JjSkt. tàlf 
rare , patienter ferre . Gr. thfxt^ftU » 
^f?f/v. Bece. lett, pin. Reff, aSo. Affer- 
merò ec. che dove buona , e valorola 
donna non fia , edere molto più grave 
nelle felicirà , che nelle miferie a tolle- 
rare. Sen.lnn,Varcb.7.z6. Tu domandi 
ec. con che animo fi debbino tollerale 
gl'ingtati. 

TOLLERATO. sAdd.daTeihretrt, 

TOLLERATORE . Che tellars^Bmmt. 
Fier. 5. j. 8. Il buon Dicco Tollorator, 
tolleiatore Andrio. 

TOLLERE. V. TOGLIERE. 

TOLLERO. Meueta nefirale d'arieatw \ 
di valuta di lire fei, e fia di neve giulj , I 
*^'-' fft,^. Vedi, che picchia il petto,' ' 



Men^ 



e cfà l'incenfo Con quella mia, che i 
tolleri firopiccia. 

TOLLETTA . K ^. Tellette •. IXiaf. 
Inf, II. Nel prolfimo fi danno , e nel 
fuo avere, Rutne» incendi » e toilette 
dannofe. 

TOLLETTO. V.^rerLaFe da Terrei 
Tette , Rapite . Ni fi ufa tal Veca , rW 
^tir aggiunte di MAL . Lat. maltpartum , 
latrecinìum , furtum , Gr. (^^^^y , ax/jU 
faty ^topw. ^4thert, cap,6. Non afpetta 
re, che li tuo' figliuoli, od altri per te 
facciano limofine , o reAdano lo mal 
tolletto. Fr. Gierd, Fred, D, Allora fo- 
no le ricchezze accattate con peccato, 
quando fono accattate per ufiira , opcr 
filtro, opet rapina, o per mal tolletto, 
o per altri mali modi. Dant,Par,^, Di 
mal tolletto vuoi far buonlavoro. Fr, 
/4r. r. 4. ir. I. Itigli , nepotì , e frati. 
Rendete il mal tollerio. £ attreve: Se 
r un fa fiioi fottratti , Che /mila fé 
n addta > Tutta moneta ria Lafcta nel 



i 



fu3 I 



TOM 

loo &cchetto ; Lt buona ia nul toHer- 
n Se ne rapifce amore • 
TO^^HWB,A . Nmm ^ei Ctrtbh , drvt 

immààm TthmmM Prìmcipe degli Ekrti^ che 
mgtifif€rtrdUimtmt§ilfu§eer», § du§ fui 
fitgmsti, D*»f, ìnf, tl>. Cotti ftncaggio 
.kiqacfta Tolommea» Che Tpefle volte 
r ai ima ci cadete. 

TOLTA . TtgUm^Hté, iliurr§ , Lat. 
Msti» • Gr. àXsuptrtt , à^xpTetyfuiii . 
It99dm Vm, Ladroneccio è ana palefe 
tolta alrnii coatro la volontà del Si- 
gnore m M. K. a. f a. Il Papa medeiimo 
avca g^èla in^iarra fatta i santa Chiefa 
pet r Arcivefcovo della tolta di Bologna 
ttmpeiani • 

i. L DicUmt t Buénéi , » mMis tél$s,ffr 
BmmM » ff m^ls c§mptrs . 

I- II. Eftr i9Us di Mlcmm9, fi dlct deW 
^ar JÙ0 éuUrtmit , • mmie» . T«r. DMV.Mnn, 
iC a}a. Si ricordò • che Siila , donna 
coBofcinra come moglie d' un Senatore , 
e fiu tolta in ogni fporcizir» era tutta 
di f ccroaio C il T.Lmì, bé: ipfi ad omnem 
libiJiacm adfcita) 

TOMAIO. Ls PMrtedif»frdd*UMfcar. 
f'.Lac ^/régulum, Gr. vp^/m*. Serd, 
/•r.c.aai. Veli ono calze fatte con mae- 
Arcvo:earti6zio,eftivaletti molto gen- 
tili a o karpe col tomaio di feta. E 12. 
I^f. Obao fcarpette » e pianelle feaza 
^tomaio • o iniigge a guifa di (àndali. 
I TOJCA&E . CMdtrg , • ^ndsrg s esp$ 
éBk 'agim « MÌK^»md» i fiedi mIC mriék . Lat. 
prMeifitsTt^ I» frmeffs mtr» . Gr. xx-r«- 
n^mtl^ttf • Liv, ed, I Romani venieno 
a slaccio in ftù correndo • e^percoteano 
a* Galli , ed elli tornavano Tun fopra l' 
lino . Jtfin;f.a7.a{a. E non fì vide mai 
piìi fpade a Roma AddofTo a qualche 
roto» qnando in caccia Uciolto giù dal 
plaaftro quel toma , quando fi fa la fella 
di Teilaccia . 

f.Ptrfimiili.Ddnf.lmf,t6, Ma fino al 
centro iiria coavien eh* i' tomi C'*^ • 
fttmds > £ la. Ne ti dirò , eh' i' fia , aè 
mofterroltì • Se mille fiat* in fui capo 
mi tornii Cr<W : ritvrni m frmì l§ mmmi 
i» céf • ^r. Farr. 19. 48. Sul mare in- 
tanto, e fìpefloalciclviciao L'afflitto » 
ecooqiaaflato legno toma. 

TOMBA. SéféltuTA, ^rts de ftf Etili- 
.. L»X,/*^ulehmm , €étver»éi , srcM/epul- 
tnrsli» • Gr. tù,u^^ . Pttr, fin, 154. 
Giunto AleCTaadro alla £imoia romba 
Osi fieio Achille» fofpirando difie. £ 
r«f.f. Avea color d*uom tratto d'una 
rooiM • i>Mt. /»/. 6, Ciafcun ritroverà 
la trifta romba . E 9. Piìi , che aon credi , 
fon le toonbe carehe-. C7. f: 5.1.5. 1 quali 
erano nella città di Melano in tee tombe 
cavate di proferito. 

f . I. Ptr fimilit, Frmne, Séueb. nru, 190. 
Andò verfo la lècciofa tomba per trarre il 
ipopolo ladaico delia conferva . Stjrr.Fltr. 
l#tr. tf. 149. Dentro alle Tue cafe in una 
Itomba fatta per confervare frumento li 
aafcofe ( faù vmli t Bu.-n dm grmmt > 
I $.11. Pir Cèrte, « Csfadi vilU, Lat. 
vau^es/f, Gr. aacXvSjf . Cr, 1. tf. 1. In 
che maniera foaodafir le corti» ovvero 
le tombe nella villa, percagìon dell' a- 
b:tazJoa de! s'gnorc , e de' lavoratori ec. 
E «am. i|. Delle tomb: , che fi poflfon 
far degli alberi artincioramente intor 
noallecorti, fi rifecba al libro ottavo. 
U'à. In pochifUmo tempo di molte , e 
grai^i polTeifioni , e ville, e tombe, e 
u'.l:lli .com peratoao . 



TOM 



TON 65 



TOMBOLARE. Csdere eel csfé slt I». ^ TONARE. L0 Stn^iur , ebe/Mma U 
g'm. l^u,inprseepsr%eref prscipitMrt ,GKm »••;«/«. Lat. ienétrt , Gr. fipìfraf . Tef. 
««tvieA^My/^My . pMtMf,6, Tombolando Br,x,i7, Li forti percotimenti de* venti 
por dianzi vidi il fondo. Fh.^f, loa. gliftringono, e cacciano lì fortemente, 
Veggendolo fpenzolooi, ed immoto ec. ch'egli palTano la nuvola , e fa tonare, 
con repentina, ed inafpertara fplnta ella e balenare , e cade g/h di rat forza , 
il fece tombolare a capo di folto. £ as5* Pet gli grandi venti, che la cacciano , 
Ad ogni pafTo, che noi facevamo, tom* che alcuna colà bob ha contra lei for- 
bjiavamo così bs'cimborroli , eh' egli rezzi . 

era talvolta da ridere. Tac, lUtr, «•». I $. I. tm fignifie, «rt. vmU Féir fn黧 , 
a. ^5. Alcuni con laida fuga inalberati J^^^^f '«fM. D4«r. /*/. ji. GK orri- 
s'appiattarono tra* rami , che fcofcen- bili giganti , cai miaaccia 'Giove dal 
denaofi , o bolionati per g:uoco tom- cielo ancora quando tuona • P*^. Jm* 
bolavan giìi, e ftocpiavanfi (UT, Lmì, ao. Se l'onorata fronda, che preferiva 
hs : prorurar arborestdflixere) I L'ira del del , quando il gran Giove 

i,Per/tmilit,Ftr,%ytf,if6.Hc mi parrà tuona ec 
mai eflTer donna, ne viver cern mento,) ^ $> IL P*r fimì/U, vmU Kem^peggiért ^ 



infino a tanto ch'io non la fo tombolar 
giù da tanta felicità. 

TOMBOLATA . // fmM*re . Médm. 
II. 4S. Che iapendo • ch'ei fa la con- 
tadina. Vuol, ch'ei fiiccia però la tom- 
bolata. 

TOMBOLO. Cufitmt^h. Cdnt.Csrn. 



Ssrepìtmrt . 

TONCHI A RE . njfere tfefl /a* t9m 
cbf . 

TONCHIATO • ^dd. Ofefi déU ftm. 
cbie. 

TONCHIO • G§rgegli§m« . Lat. eureu. 
/it.Gr.tp«;c, Médm,é,i9. Come farebbe 



On, }4. Il tombol Schitvoaeico , e fati- a dir tonchi, e tìgnuole , Fanteraolì , 
cofo. Donne , sì ben facciamo , Che! mofcion, tarli, e fiirfalle. 
fenza alcun ripofo Tre volte e quattro J TONCHIOSO . %Add, cb§ bé fnebf, 
già fatto r abbiamo. £«•'>. FUr, 5.4. 5. E lo fpirto in un 

i.l,0/ideii§froverb.dicUm$: i§ me» n* nugolo famofo Fu vifto ufcir da qaell 
farei un tembele in full' erba ; che vmle /«'arrj cloaca Brutto , nero , toachiofo 
fie(fe che , Nen ne vtlteni U manefe^vprs • ( fui per fimìlU, > 
Lat. ne msmum ^Idem verterem , TON D AMENTO. // tendere, 

(.JII. Tembele , fi dice untbe certe Stm. (. Ptr Tendutura . Peféimente . But.Psr, 
mente t fui fuéUe fi fdtnUvri di f rime t 9 fi» |.i. Cura d'acconciare li corpi, tonda- 
mili, mento di capelli. 

TOMO . PrenuMfJste c9lC O firette , tt TOND ARE ;^ F«r tende , Lat. retunds^ 
temere, Lat. cufiét, ruìns , Qr,Tr£Ttf , re, òr. ^•^4ftwft rpoyyéxeev , 
Seecnev.yj, 6, Vi Verrei una volta coni f . I. Per Tendere , Tefékre i e fi m fa in 
eflfo reco pur per veder fare il tomo a fig^'fic att, e nentr, péf, Lat. tendere , 
quei maccheroni, etormeneuna fatol-,Gr. K<ipttf, Af«r.if,ar«;.a.a5.0raadun- 
la. pMtsff.2, Non ne farei on tomo in que tondarfi il capo non è altro , fé 
fulla paglia. Frmnc, Sseeb. nev, 151. E non tagliar dalla noflra mente ogni fo- 
brievemente e* £iceva un tomo qua fi , perchiopenfiero. E MppreJJe: Impert^n* 
come una perfona (péwla d'un afine) sAr, to udite 1* avverflradi , noi non p-^ASmo 
Far. 45. 1. Tanto più toflo hai da ve- dire» che ella fi tonda il capo. Fr.Isc, 
dergli i piedi , Ov' ora ha 'I capo , e far T. |. ay. 7. Poich' egli t' ha rondata , Vii 
cadendo il tomo. Bern. Ori, i.|. a4. Di tonaca t'ammanta. Buen,Fier, j.a. 9.E 
dietro , dico , andrà da valentuomo/ nel tondarlo avverti Di aol punto in- 
Tanto che gli farao lare un bel romo. . taccare. 

£ j. 4. 27. Un tomo fé, ma faltò pre- 1 i. II. Per Tagliare, Petgre,pMlUd,Febbr. 
fto in piede» Che non fa vitto mai (atto rs. La vite novella ec.noafi vaoletutu 
si netto. ' tonda re. Marg, 27. 6S, Che combatteva 

TOMO. Cel prime O aperte, trattande fi come difperaro , E pota , e tonda , C 
di Libri , vale Partt , e Velume , Ltutemut . ' fcapezzava , e fenicia . 
Gr. Tnju^. Btien. Pier, j. a. 18. Fitto In i TONDATURA . Tenditnra^eCiè , ebe 
qualche libterii vorrà manjiarfì Xyxvo- \ fi Uev a ir, t^ndAnHo . Ltt, précfegmen, refeg» 
ratfi, inghiottirti tomi interi. £5.5.3. , ntfw . Gr. xrùKCfA/jix, Fìr, u^/. 78. Di- 
In quel tomo più alto ù r:igiona Del:cevi d' andar ricosliendo le tondarnre 



maggiordoms 

TOMOLTO. V, ^. Tumnlte . Lat. »«- 
mnltnt . Gr. •d'O'poS^^ . Teferett, Br, Che 
un' ola cteìce molto , E h grande to- 
mo! to . 

TONACA. V. TONICA. 

TONACELLA. TenictlU , Fr.Glerd. 
Pred.Jl. OfFetì all'altare una bianca to- 
nacelli. Menx^fet, 9, O aimen data gli 
avrian la tonacella , Né moflierebbe i 
fudici ginocchi ec. 

TON ACHINO. Dìm.iJ r»i>4c«.Lat. 
tunìeula, Gr. /Sjfx'«v* Menf^,fat, «. Pur 
fottoiltonachin fia che s'appiatte Ciò, 
che ior grava, e 1' ano , e l' alto lom- 
bo. 

TOSAMENTO. Il tenart, 

S. Per firn ili t. Zikdld, sAndr, lao. Tona- 
mento, o bucìnamento negli orecchi , 
ovvero chiodimento nelle nate. £ lar. 
Tonamento, e rogghiamento di vento, 
e fjmollta d*e(C9 moaure alla teda • 



de' capelli de* poveri giovani . ^rt, 
Vctr, Ner, x. ^4.. In boccetta di vetro in 
libbre una d acqui forte potente fol- 
verri once quattro d'argento fine foglia- 
to, cioè toniatura deli' argento in fo- 
glia. 

TON D E H E . T efare \ efiufa infignipt, 
att, e neutr. palf. Lat. tendere . Gr. XM^mv . 
Cavale, Puniti, Era come uno agnello 
manfueto. il quale è portato alla vitti- 
ma, e tace, quando ( tonduto • Becc, 
A»t/. 22. ri'r.ll tonduto tutti gli altti ton- 
de , e così campa dalla mala ventura. 
0.9 70. T. Del me(e d'Aprile ne' Ino- 
ghi caldi fi rondano le pecore, e i fitorini 
agnelli fi rcgnino.il/44r/rrtt^^i.i4. 1 conver- 
fi ancora fi tondono perla renunziaztone 
delle cofe temporali , ma non (i radono, 
perchè non s'occupano ne* divini m'ileri . 
F4o.E/»p.Non(iacdivanodiandnrearon-' 
deriì^ea rader fi la incanutita barba. Day, 
Scifm,é^, Si fece tondere , e galante ve.^i • 

TON-"^ 



66 TON 



TON 



TON 



TONDEGGIAKE. Pendtf élUfgnrAi tondo di maeAro vecchio «Che*! capo 
99udék ì 9 fi nfé im/^mific, Mtf, t ofHfr. I portò vìi fopra l'orecchio. CiriJf.CéUw, 
péff, Rtd, /«/. s'* Per di lotto tondec \x,6x. Erotta raftatiadfe il brando pre- 
giano, fon convcflca erriate per lolan-lfto» Efciorinócinfra i nimici uà tondo. 



go . EOff.^n, 6. Nel deftro fégato , che 
trovai cflet maggiore del fioiftro, ton- 
deggiavamo cinque rilevate vefcichette. 
TONDEGGI ATO. ^àiU^ TtmitigìA. 
rtf. Vétrch. Ltt^ 218. Sebbene il pittore 
non fa la perfana tonda • fii quei mu- 
ledi • e meipbri tondeggiari di Corte « 
che ec. QmLSìé.zo^ Oeatxo al quale fì 
vada rivolgendo cafualmente qua! fì vo- 
glia folido aflài grofliàmcnre (ondeggiato. 
TONDETTO. Sf*ft,Di9i,4liT9*4§fufi. 
B^rgk, M§n. itfi. Un cotal piccolo ton- 
detto d*arienro nel messo del bacino, 
e nel coperchio della mefciroba. 

TONDETTO. ^Add, Dim. di Tènda 
Lih,Vìdgg, Alcuni chiari come il cri 
ftallo • e fono un poco più condetii , 
che gli alili, e hanno grande virtù. 

TON DEZZA • ^JtrAtt9 di T9nd9' Lar. 
W9»umdi9éu, Gr« Tpcyypxérm » Dtn.Uc 
BfMi^ 25. io tutte le fuftanse Dì'nfin: 
aite abbondanre , Di moto , e di ton' 
demza. Di luce» e di fattczaa. Ext, E 
la tondezza , e 1* arco , Che ci fa 1* <k- 
chio, varco. K4rclr,Z,«^r^« Eflendovi 
la fornu , cioè la tondezza , e la mate 
xia , cioè il legno . 

TONDINO. Dieismo c»tm%mimimi» « 
fUttPimif^ tb€ fi iitntdmvétntl mtlméM- 
lisrt M. isvU, 

I, T9$idiH§ , fi die* smche f€f Mtmhitf 
d* mrebitittum ntgli §rmémimti , v, il Ve- 
€0k del Dtftgm9 . Lat. tncbilms . Vtifv. 
Or. rprx,i\i% . 

TONDITURA . // fnden , Ttufiirs, 
W. Per r§mdéiturM y Upéregiimrey L*m 
ifgnsrt, Lar. »xsfuMi̧. Gr. (J^ia-ttru. 
Fismm^y.66» Non ti Ha a cura d*alcu 
DO ornamento ec. avere, cioè di nobili 
coverte di colori vari tinte , e ornate » 
o di, pulita tonditura , o di leggiadri 
min), o di gran titoli. FrMHC'Bark.iSs), 
7* Allo fparviec lo becco non ù rade. 
Aia tonditore rade Fanno grand' un. 
ghie, fé lana gli cade* 

$w II. Ftr ^ll§ , €ki im UudmHd% fi 
tSfVA . Lat. fréifegmÌMM , refegmims • Gr. 
eittuó/tAfAat'm, . 

TONDO» Sufi, Sf tra, Gleh§, CirctU, 
Cir€9nftrem\M . h^t.fpbara, cìrrtf/fti.Gr. 
0^ùLÌ[ct . DéMt, Cttv. ir 5. Platone ec. 
icriliè ceche la terra col mare era ben 
il mezzo di tutto, OM che'l fuo tondo 
t»tto fi girava attorno al fuo centro 
feguendo il primo movimento del eie. 
Io. Déuu,Psr,i}, ì^ vedrai il tuo cre- 
dere, e'I mio dire Nel vero farfì, co- 
lie centro in tondo. •^mm,énn.^.i.6. 
Nel tondo non può trovare ogni uomo 
lo mezzo, fé non quegli , che ne ha la 
icienza. Fetr.cép, le. Dipinto il nobil 
fcomeira Di triangoli , tondi , e forme 
q,uadxc. ffev.snt ^.a. ACatto è colui, 
eh* è sì ardito . che la mente mene di 
Ittor del tondo . 

§. I. Tenda ^ dUiam^ mneht « •• c§rt§ 
^Arnefg fia»»^ e rttende jer U piie difi*- 
g/u , »fr «/• di tenervi fifréi » kietbieri , 
ff U jUfc9 a» /mIU invela , e eerriffemdt 
fivfi « futUe , «ibff da Fetnme fu date im 
Lat. eireetlup incUtga • Maine, 7. 11. L»- 
(ciato il fiafco votofopra'l tondo. Voi- 
toffi a dieci pao da Meo provvidi . 

i. II. Tende , per Cehe data a tende , • 
ke gir: Ii$rg.j.%^, FÓntCr rovefci.tofl- 
4i-> ftcanaizooi* £ ^7.94, £ r»Aè »n 



TONDO, ^dd. DI figura cireuléore ^ 
e sferica , Che pende nel retende . Lat. **•- 
tundnt, Gr. S'ps»u\^ . Bete, nev, i|. 
17. Trovò due poppelllne tonde, e fo- 
de, e dilicate. £ ««v. 90.9. Toccandole 
ti petto , e trovandolo fodo • e rondo. 
Dsnt, Imf, 14. Ed egli a me • tu fai, che 
*1 luogo è tondo. 

f.I. Tend%^ Per Semplice , Gr^lan» 
Beec»nev. aj.5. Quantunque fblfe tondo, 
e groflfo uomo, nondimeno ec. avea di 
vakntiffimo frate fama. Belline. fen,\\ì, 
E s*io fon groffo, e tondo, Di:equel, 
che vi pare . Galat, 40. I lufìngiiieri 
mofirano aperto (egno di (limare, che 
colui, cui elfi carezzano, fìa vano, ed 
arrogante , e oltre a ciò tondo , e di 
groiia pafta. Lafe. Spir,x,^, Son eglino 
però uomini si tondi , e sì materiali , 
come dicono AiÉMciko, e Giulio ? Malm, 
S* I. Un alan» è poi sì tondo , e sì 
minchione. Che fé le beve tutte , e a 
ognun dà fede, 

i. IL Tende dipele, ^aU lefi^e.Salv. 
Grétneb, a. 5. Hami tu per così tondo 
Di pelo «eh* io ti voglia imbucare Sen- 
z:i bifcottol^ 

$.111, Tende t aggiunte s lieneta^valt 
Che è fent^ retti , Che nen è né più , nt 
mene ; eh» eggi in mede hoffe per mé^iere 
energia più eemunemente fi dice Tende 
tende» Patff, 5. Per le tre llvre tonde 
tien carriera . 

f.IV. Tende, per ifelat» , Di rilieve , 
Che nen è unite ^ e attaccate ad altra ce- 
fa, Bergh.kip,\xo, Un fcpolcro di mar 
mo, dove fi veggono tre figure tonde, 
che colla tefta loilengono la cafia . 

S, V. Sputar tende , vale Stare in fui 
grande , OAentar gravità . Lat. maximet 
fpirìtus hahere , Gx, fAtyeL^^Sféir, Fr.lac, 
T. 1.4. la. Chi a (pecchia in bel pare- 
re. Sputa tondo, e va leggiere. Vareh, 
Crca/.9i. E di quefti tali fi fuol dire • 
oraj ch*ei gonfiano, e ora ch'egli fpu- 
tano tondo • Lihr, Sen, s t. A <ui tu *n- 
legni così (pntar tondo. Bnan, Fìer, \, 
4. 19- Tra (e parlando , arricciando le 
labbra. Sputando tondo. 

TONDUTO. ^dd. da Tenderei Tefa- 
te . Lar. tenfut . Gr. xa?M( . Bete. mr9, 
i9.a4. I capegli tondnto(i , t ttasfbrma- 
tafi tutta in forma d* uo nurinaro , 
verfo il mare fé ne venne • £ mv. aa. 
tit, 11 tonduto tutti gli altri tonde. £ 
Utt,Fin, Bejf, x9t, Tondutafi i capelli, 
e fprezzata la fu a bellezza , in abito d' 
uomolèmpre ilfeguitò. MaeflrutX-i»»** 
Il cherico ha a portare la rafura in mo- 
do di corona, etondutt i capelli di fot- 
to. Bur.Cpsì erano ratti li prodighi , 
colli capei li rondati a modo delti con ver 
fi de' frali. *^met,^%. Il fangue di Tiro 
non era ancora conofc loro, né camper 
dare colori alle lane, che per fé mede- 
fimt cadevano delle non tondurc peco- 
re. Cr.9. 70.1. Le ton<Kitc pecore aiu- 
terai in quefto modo. 

TONFANO, incettacele £ acfua ne 
fiumi t ève ella # più prefenda . Lar. gnr. 
ges. Gr. ^/'m. Libr, Mafie ale. Si renga il 
cavallo a notare per un'ora inno ton- 
ano d'acqua chiara. £ apfrefiè: Quan- 
do il cavallo farà ufcito del tondino . 
Alton. FfVr.a.a. 19. Chiie Strabocchevo 
Ji, ton£ini, paludi* £ Tane, laterm,^. 



E in quel Rtnfàno Laggiù ffodoao « ci j 
trionfano . • 1 

|. Per Vafe da here^ div4^ fitel»M.1 
Xed,Dìtir,a%, In quel vetro 1 che^ia- 
mafi il tonnno, Scherzaa le g»«ie«e 
vi rrionfano. £^fr<^:ColmaneiltoB- 
fano, e porgilo a me. 

TONFO. Caduta , ed anche U it§m%- 
re, che fi fa in eafeande . Tm. Dav^fier, 
a. 275. Gli awerlari all' incootvo rovi- 
fciano loro addo/fo condotti ma(G,che 
con gran tonfi sfracellano, coofiocano, 
am inaccano . £erat^,Gem,delih,ito,ìHoì 
lentiremmo fopradi alcuni di loro al 
cuna di quefle ponderofe macchine dar 
un tonfo terribile, e fragellarlo. 

TONICA . e TONACA . Vefia Imma 
ufata dagli antichi . Lat. tumieM • Cai. 
XWTlìr . Vit. S.Gle: Bat, Quecli alaava la 
tonica d'intorno, e coghe fiori, e tut- 
to fé n* empie . Cavale, pungU, Che a 
chi ci togl'e la tonaca, lafciamo ezian- 
dio il mantello , prima che ci pogaia- 
mo a contender con lui. Maeftrmnjt^Mjp, 
9. Dice il Vangclio; a chi vuol ceco m 
giud-cio contendere, e torre la rooica toai 
lafcia^iì il mi Otello. Frane, Saceb^ rlm, 
itf. Tiifto a colui , che con coftor fl*ÌB- 
cronica, S'e'non empie lor man fono 
la tonica. 

S. T. Oggi prepriamente dieiame TemUm 
^ella , che ufane i Bcligiefi tUmfiralì • 
Celi, »Ah, Ifac, Quando pofliamo ftare di 
due toniche tra per lo dì, e per la Bot- 
te, non dobbiamo volerne tre* VitM* 
Pad. I. II. Prefe la tonaca fua , laq«a- 
le in modo di frotte egli medefiaMt'j 
avea re(futa dì palme • £ ^pr^e s Per 
reverenza del fuo padre Paolo quella ; 
tonica portava pure le pafqne , e* di| 
molto folenni . £ 91, Sccìife quafi ■■ . 
tefl amento , la(ciandogli rutte le fae rie- j 
chezze, cioè lo libro de* Vangeli, e me] 
tonica di facco, e una cocolla. l 

f. II. Pvr metaf. Frane» SmeeK rìm, 14. ; 
D' ogni opera perverfa to fé' tonica 



( eieé : rieeprimente , « ricttf ) Bnv,* 
Ctll,Oref. Ili» Tantoché la ronaca delb 
ftatna u vegga ben cotta ( ««ì per fimi- 
lit, e vate: la terra tetta ^ ckt ritmiprtls 
fiatua) 

TONICELLA. Dim.éiTtmks. Mttt. 
««v.tfj.io. Era ec. fpogliato, cioè (èo- 
za cappa , e fenza fcapolare , in toai* 
cella. 

S, Tenicella^ fi dice più prepriamenteed 
Paramente del diacene , tfuddiattmeXMx!^ 
dalmatica . ^r.fat, |. Io né piancn 
mai, nètonicella. Né chìerca vo'.^M 
lett, 1.707*, Due Portoghefi con Ictoi^ 
ce , e uno in tooicelhi , che portava h 
croce. 

TONICO. V. ^. ìntemMtt . Lat. éthh 
rtum epus . Gr. Kiftujam , Pallaà, esp. 14. 
E'I tonico delle pareti farai in oaefto 
modo , che colla caizaola fregherà 
fpelTe volte ec. 

TONNARA. Lue^e deve fiamn; e fi, 
cenfervane $ tenni, ed anche Seme dì mart, 
ève fi pefcane i tenni, G, r. 9.84.2. Tit- 
ti i giardini, e vigne intorno alla citti 
gstftò, e le tonnare del porro • £ eap, 
158.1. E poi gnafiaiono le tonnare di 
Palermo . 

TONNINA. Salume fatte dalla fehle^ 
na delpefee tenne, <7. K. t.s4.tf. E là gru- 
gnendo erano, come tonnina, in pezzi! 
tagliati, e morti. Frane, Saeeh,mPv.t^$.\ 
Mangiando col Procefta un dì di qna- 
re fima col cavolo , e colla tona Ina • 

BuTih, 



TON 

tavcè. a. 19* Difle il dottor: non fai tn , 
ch'icrmattiiw To vi coccfti dentro la tofi- 
■ìoa } L9r, Mté, €dmK'7\''S\l Incelanti ha 
qaafi fpcati Totti orlati di tonnina C f»i 
fgrJimilU. ) Bm§». Fitr, u 4. to. Ho dato ■ 
rinvoltar tonnina 9 e lardo. . 

TONNO . i'«A« MT* . Lat. tbymmms , 
rWiwM# • Gr. ivff^ . G.K 9. Sa. a. Ven- 
nero in qaeflc marine grande abi>ondan- 
t^éì coBsì . f «r».Or/.a.i|.59. Qaivi eran 
toBni» qmivi eran delfini. D'ombrine , è 
pdd ipndc ona gran ichiera .^ Mti.Offjim. 
lytf. Un tonno ben netto dagrinteriori , e 
feCuuc tieoennovanta libbre palTava di 
pocottB ocniTodioocia dicervello, ed 
BB altro tonno di trecenquarantadae lib- 
bre par netto ancor eflb da tutte le vifce- 
rc MM arrivava col i^fo del cervello a 
qaeiriKtavo dcironcia . 

TONSURA • T9fàiw \ ti è prtfrh 
fmlis^ cWfli/SuM j rtììfUfi ^ cb$ édtrìmtn 
ti dicism» Ckgricm • Lat. t9»f«réi . G r. 
■»;«• l/««/lr«(^a.tf.i. L*apoftas{adair 
oidiBC del cbericato fi ft in moiri modi j 
in prima in lafi:iare la tonfnra , o la coro- 
na* o l'abito chericale ec. 

i, Per fm§lP^tf pnfsrstnh égli •riini 
mimmi ^ cW Mmcbtji éitt Prima fnfurs, 
§dè B tmÈéUrf , ein /a U Brhms v§lts il 
IprtIdM i eéftUi 4i r«/«rf , rè« i»r««i/«iit dì 
é ìmmìr ekniei, e f^jféwe égli tdinifécri 
\jBUftimm$énfmtM , Méuftru^t^.uit.ìHo 
ta, ckt da'fetteaoni icfino a* dodici C\ 
9fè PVfNire la prima tonfata , e gli or 
dtai flUBori • £r.a4. Acciocché alcono 
M peto dorico, nonbafta che fia let- 
mac#» Cb non ha alcuno ordine chcri- 
Cile, balnncBo la prima tonfura daco- 
loi, €b« dar la pnò. £ a* tf. a. Puofli 
lifciare la prima tonfora ec. ? awegoa 
che per antichi decreti paia proibito , 
Dggi fi poó lafciare. 

TONSURARE. DànU frlmé Utifiu 
ra . Lar. clgriesi» t§nfurM inltimrt . Fr, 
Gkrd, Fred. Jt, Per potere efTcr cherico 
è d^aopo f che fia ron furato di prima 
toaCnra» e per tanto fi faccia tonforare 
gal prelato. 

TONSURATO, ^dd. dm rfWWrarf , 
Wt.G'mré, pT§d, M, Per potere eder che 
lieo è d'aopo. chefia tonfa tato di pri< 
ma ton/bra • 

TOPAIA . iVff/» dt* tipi . S»der. CtU, 
4#. E^ cofa moltolodata mandar i por- 
ci a rollar nelle vigne ec. che gio 
va a difradicar la gramigna, e cattive 
barbe* edif€ir le topaie col niffslo, e* 
■idi de' Docenti animali . 
; g. F«r JSmiUf. fi die* di Cdf* anfich§ , 
• eia >Gva« im f^m§ fìmtt . Bu^n. Pier, a» 
^ a- Ed ho rpefib vedoto Di bNelle caie 
teori eflér poi dentro Topaie , e palchi 
peadolt . 

TOPAZIO. Lat. ttpdttut . Gr. ttrd 
C*^ • ^«** f^» r<. Topazio è ona gem- 
ma i iatia l'altre è la maggiore , e fon- 
se di due ragioni! Ttina hae color d' 
aaro porilfimo 9 Taltra hae color dipo- 



aere » ed è al pcrfp-cacifllmo , 

che rkevc la & la chiarezza di rotte 1* 
aloe femmes dicefi 9 che a colui, che 
la porta, non pnò nuocer nimico. M§r, 
S, Crtg* Lo topazio è pietra preziosa . 
Mff,Sédm, Nota « che topazio è pietra 
picaiofr, che £i tmova nell'ifola chia 

Imaia Topoiio nella provinda dett? Eba- 
ride. FMr. raac 7.7. L'aaro, ei topa- 
si al gol fopra la neve Vincon le bion- 
de chioaM pteflb agli occhi . 
|. £ffr^j/«r. Oaar. Par. 15. Ben fnp- 



TOP 

plico io are» vivo topazio. Chequefta 
gioia prcziofa ingemmi , Perchè mi fac- 
ci del too nome lazio . Bar. ivi < A re , 
vivo topazio» cioè a te, beato fpìrito, 
che rifplendi pia » che uno ropazio . 

TOPINAIA. TtfsiM, mi/gnifie.dtlS, 

TOPINO . ^dd, Sim iU si fUr dittpi . 
rf.9*$>*i. L'afino dee efière ec. di ftrette. 
e forti membra « e di color nero , ovvero 
topino, oroflb. 

TOPO • %j4nìméd »«r«, Swrti* . Lar.mai . 
Gr.Atof . ìi§v»snt,9o, 1. Poco ftante vide 
entrare uno topo per la fineflrella, che 
trafie all'odore. B»ecM9v,i9,%6, lo una 
fna loggetta gli avea dipinta la batta- 
glia de* topi» e delle gatte. Danr. /»/. 
aj. Dov'ci parlò della rana, e del to- 
po. Para/. 8. O topo, o vifpiftrelnoi 
pur faremo, «/f/^m. r»/r. a. 17. Queftaè 
veneno Alla notturna talpa » ai topo 
ingoido . 

SA* ^€* è fin trMff§ìt , ebt ttfi, ma. 
nitrs pr§vtrh cht vmIì , clu Lt infidit , t 
gV imgé^nni fént più, eh* U per fin* dèi la- 
fidìAT* .^ L*r, Jdtd, céin^ 1.2. Quefto mon- 
do è pieo d'inganni , Son più trappole » 
che topi. Fir.Lac a.i. Padrone , ffoirda- 
tevidaquefte cortigiane, ch'eli hanno 
piò trappole , che topi . £ 2. |. Alla fé , 
Setto» che tu non fognavi» quando tn 
dicefti , che ci era più trappole» che topi . 

i. II. ^uéutd* /a gdtts nm è in péuf* , 
ì Upi béìlMM. tr. GATTA J.XV. 

J.III. Dér Ferms «' ttpi, v, ORMA 
ili. * DARE ORMA. 

TOPOLINO. Dim,diT*p*. Lat. muf- 
CHÌHS, Gr./uv^K^. gttTfiSr.i. sa. Ei cre- 
derà, che fia un topolino. %Arrigb, 58. 
Tu formica picciola , topolino ec. che 
mi farai / Mwrg, 18. 156. Io fo per cafo 
come il topolino, Vedrai • a' 10 fo ri- 
trovare ogni cofa . Pir, sAf, $5. Che non 
ti parti tu , brutta befiicciuola ì eh vat- 
ti a riporte co* topolini iimili a te, fé 
tn non vuoi fperimentar le mie forze 
adeflb adefib. 

TOPPA . Swté, di ferrsturé faun di 
pid/héi di ftrr* c*H ingegni eorrifp*nd*nti 
a tnuUi d*lU ebiéiv* ilA ^Ud!* per mprire^ 
* jerrsr* ^ fivlf* frsquetli èrdigni» Lat, 
f*rm, GunxUSpvt, Ì>a»r.P«rf.9.Quaa 
dunque I*una d*efte chiavi falla , Che non 
fi volga dritta per la toppa . PramcSactb, 
»«v. 175. Là dove era un ufcetto ferra- 
to ec. dentrocon chiaviftello , e toppa 
ferrato a chiave. Libryiégg, Le to(>pe 
e le chiavi delle camere por fon d'ero 
B*Hime,/*9, 1, Le chiavi fi fmartiron per 
le toppe. g#ra.Or/.a.9.a8. E poi ognun, 
eh* ha feco la ventura» Apre bene ogni 
toppa, e ferratura. 

i. l, T*pps , diciam* sncbt a P*t%M*t* 
dipsmntf * fimili^ eh* fi cue* im/kHmr*t- 
turéidtl v*fiim*nf*. Afa/a*. la. j<. Dicer- 
re toppe , fcampoli » e foppaoni Torfi 
d'impaccio volle. 

f. II. TtppMy èamcb* termine d*lgì«*e9 
delU K^rm , €*l f «afo dm tbi tira i dadi 
s*éee*tts l* *nvit* fattegli, al fuaU iavit* 
fi die* Malfa . 

TOPPALL ACCHIAVE. Faeittr di t*p. 
p* , * di ebiavi t Magman» . Lat./a^r/rr- 
rarime, elavimmfabtr , Gt>* nkMkrct^'t, 
Salv, Cranch, 5* 4- Mona Goftanza mi 
manda per uno Toppallacchiave» chV 
non ci farebbe Ordine di porer aprir 
queirofcio Altrimenti. 

TOPPA RE . Termi»* del gl^^e* della 
tjira . tr. TOPPA |. II. £«•». ti*r, j. 4- 9. 
Che avendo il dado Mzatote amico » 



TOR 



^7 



Tal toppare a tal paro li negafte» Che 
voi potea fkt d'or* 

TOPPO . P*%,t* di p*dal gr*J^§ di fual- 
unQu* aiy*r9 att*rrat* , filament* rUifel 
9 fi die* atub* di ^malum^u* Pt^X* di lt* 
ga* gr*g* , « iafkrm* . Pramt, Saccb, aro. 
ai8. Se voi mettete il fanciullo fu oa 
toppo» come dice, ben fapete, ch'egli 
creicerà . 

TORBA, * TORBIDA. Suft.Laem- 
r*nt* de* fiumi interbidata dalle Pitggt • 
Viv,difc,*Arn,iì, Avendo cosi sdegnato 
di quefti le torbide ec. quelle pianure ù 
fon rimafte nella loro antica balfezza . 

TORBIDAMENTE. ^vverb.Cem t»r^ 
b'idet^^a . 

S,Per metnf, vale C9mfufam*mt* , Ce» 
meate turbai a . S,y^g.C. D. Si muovono 
torbidamente , e difordinatamente ■ 
quelle cofe, che la fapieoza vieta. 

TORBIDARE. Interbidar* , L^u tur- 
bar*. Gr.«0K9«v. 

TORBIDATO. ^dd. da Terbidar* . 
Lat. rur^^rai. Gr.TE-m/aryyuivO^. Virg, 
Eneide M. Allora i cicli torbidati diedo- 
no copiofamente acqua. 

TORBIDEZZA, ^firatt* di T*rbid* 
Lit.f*"^^*^» . GwnLpv^tK. P*tr,u*m'ilU 
Non Cile ndo alcuna cofa chiara fsnaa 
rorbldcEza . 

f»P*#- m^taf. C*m, Inf, ig.per rifpetto 
dt quclliofcuritade, e totbidezza della 
morte . C*r,lett,t. fTO.Cooofcendodair 
i n;cr prefazione delle parole voftre il fen- 
fot che date alle mie, m'ha confermato 
de IU torbidezza dell'animo voftroverfo 
di me ^ 

TORBtDICCIO. ^dd.^l^nani*t*r. 
hidt* T#f,D«tr.vtr.w/|{r.]90.Que|]o ocea 
no genera perle, ma tormdicce, elivide 
{tì*ì t ntJ» candid* ì il T, Lat, ha: fnb- 
iPufca, 5c liveotia ) Segr, Pier, idandr,*. 
;. Dallo qua C l'érimaT* ) oh quefto fe- 
gno moft ra debilità di rene. N. E mi par 
t^ibidiccìo , e par l'ha fatto ora ora. 
Q*nv.CtlLOref, 138. Nella Francia preflfo 
a Fargi IT ritrova nna forra di pietra, 
la quak è di color bianco » ma non 
della liianchczza del marmo, aoziitm 
bianco torbidiccio. 

Ih TtThidicei* , fi dica ancb* di Pgrfiaa 
j /fna «fi *ìt*rata p*r ha, appr*nfi$»t » • 
alirt . La% r«i»aa«rai. Gr. 9trv«rvr5-Mr • 

TORBIDISSIMO. Superi, di Terbìd*. 
Petr, ufffli, ili. Diede roibidìlfima rifpo- 
(il a'piccofi ammaeftramenti ( qui fi» 
rut^jim, t vai* ; jfiticb^ma , brufea » 
Jptactvwh, afpra) 

TORBIDO . *ytdd, Cb* ha in f* mi 
fcbiait,à , tbt gli fgli* la ebiar*\xa, * la 
ttJKpidet.v* i Centrar!» di Chiare i *d ì 
ptéprìedi' fiqueri, "Lit, turbidus . Gr.-d^oE' 
M^éi, C V, II. 2i, I. Torbida , come 
acqoa di lavatura di cenere. Dant,ltif. 
9' E gi^ ven^a fu per le torbide onde 
Un fracafib d'un fuoo pieo di fpaves- 
to. cr. 1.4. ij. L'acqua rorbida gcotra 
pietra t e oppilazione . Seder, c*lt. |o^ 
Le ccnetate , gli aliami , gli zolfi » t 
gir(fi t e le calcine ec. fi danno a* vini 
deboli per rinfrancargli » oa* torbidi per 
ìfchiatirgli . 

i.Ptr m*taf, vaie Cemfmbat*, ^fpre , 
Bntfre. Petr, eap.^ Dentro conlnfion 
raibìda . e mifchia Dì doglie cetre, ed" 
alkgrcize iocerre . £ €, Poi col ciglio 
Ttien roibido , e men fofco DilTe . #ar.La 
Ci e ione , che *1 mofl'c, credo » che fia que- 
lla, chela commedia ha torbido prind* 
* pio » e lieto fine . «^airr.sp.Da* aldi fiati 



68 



TOR 



TOR 



T OR 



del torbido Noto Cdoè : ehtfA tuhiiA V 
mria ) 

TORBO . *^Jd, Térkid§, Ut. turhidus. 
Qt.-^9i\tpói. T*f, Br.s.1. Le ntture de' 
ferpenri fon tali t chequando elli invec- 
chia « li fuoi occhi diventano torbi, e 
tencbroiì , perchè egli fono coperti , ed 
elli >ì'l conofce bene. s^Wnrt.x.^-j. La 
fede pugnatrice fotto dtibbioù forte di 
guerra , torba > e con afpro volto è la 
prima a venire in cannpo. K^Um.Cir.i, 
9. Quando toibo, ecrucciofo l'Euro (pi- 
ra. Nonntenaral xomor , furia* etem- 
pcfta II mac d'Ionia, come quefti fan- 
no . VincMM-i, ri'm. 40. £' mi fu *1 torbo 
chlar, fofcoilfereno. Onde l'alma an- 
dò cicca al fuo martire iquìinjtri^A dì 
fufi, ) 

TOACERE . CéVMrt ebtcekfjjfék della 
fiin dlritit\xé , PieféTt i CtmtTdrio di Di- 
ri^i^art . Lat. fltutrt , Gr. KVfXìrrM* . 
D*Ht, JnJ, 17. Nel vano tutta fua coda 
guizzava , Torcendo in fu la venenofa 
torca . 

f L Ptr metéif,DABt.PurgX Che per- 
chè'l capo reo Io mondo torca, Sola va 
dritta, e 'I mal cammin difpregia • £ 
Pmt.^ì Ma fa come natura face m fuoco,Se 
milie volte violenzi il rorza (fui terza 
in» vectdiziìtci perlarimM} 

(.11. T^rure , ftrVélxert^ Rìvìgiri^9 
Far V0lf*rt . l>*nr,Par^, G unto mi vi- 
di , ove mirabii cofa Mi toife '1 vifo a fé . 
Petr.fou. IO, Ch' ancor non cocfc dal ve- 
ro cammino L'ira di Giove per vento- 
fa pioi^gia. E is« Ch' io veggio al di- 
partir gii atti foavi Torcer da me le mie 
fatali ilclle. 5««(.K*irt^.4.rii».j. Le ve- 

.le già delfaggiodnce Uliffe. E le navi 
per m.ue errando fcoiic Alfifola Euro 

. torte. 

i f. III. T§rceTe, in/iXHificntutr pa/f.per 

t Vùlta'/ì. B9ce,novAs,24. Difìderofodi vul- 

?!erfi almareperlavaiiì, ti corfea man 
inìQra. 
I i. IV, Per ì^trctrfi^ Sc9iU§reerJt. Cr,^. 
1 18. 1. Se la doglia farà per fuperfluità 
d' umori > o di fangue , la qual cofa 
fi conofce. perocché fi torce, e i fuoi 
fianchi (1 muovono fanza alcuno enfia- 
mento. 

i i. V. T§rrert il gtif» , Ttretre il mufi , 
Ttrcert ilvifit t/ìviiìi mamitrt ^ mtctnma- 
' »• Cefii i ts^tti di chi fa dell» Ccltif» , dell» 
^fde^inf», delritr§f§, LAt.na/ifu/penJert, 
! Gr. /uwxTj!fpi5«4». Damf, Inf. ji. Pece ti 
china, e non torcer lo grifo. /)»tc.n»v, 
$8.|. Sì forte le veniva del cencio, che 
altro» che torcere il mufo, non facca . 
Prfr./cn. 49. Torcendo il vifo a* preghi 
oneflit edegni. nr.rri/7.D. Mnfiravale 
la faccia turbata^ etorcevale gli occhi, 
dubitando non avefie commeffo avoltc- 
rio. G4/4r.i8. A quali niuna cofa piace 
giammai , fé non quello , che elfi hanno 
divifatu j a tutte l' altre torcono il grifo . 
§. VI. T»reer h fcritfure^ vale Stra- 
velier l^r» ilfemft , BecceèHcUf, Chi vor- 
rà da quelle malvagio consìglio , o mal- 
vagia operazion trarre, elle noi viete- 
ranno ad alcuno, fé forfè in f<; l'hanno» 
e torte , e tirate fieno ad averlo . 

S, VII. Torcere la fitì' ^ a fimili, vali 
%Avv9lgere le fiU addoppiate . Lat. ter- 
fugre . Gr. vpt0»f • Lit0r, Kepuh, L' arte 
del lanificio contiene tefferc , cucire , 
torcere ec. Ovìd, Pifi, 40. Quante volte 
quando tu fili . e torci lo fiame collr 
due dira > le forti mani hanno rotte le 
fiifa? 



TORCETTO. Dim, di Tereia; Ter- t/i preme U feccia . Lihr,eur,maUit, Qnt^ 



chietto . Lax.faculum , * int»rtltiMm . Gr. 
iaihf. Mtnz^.fat.iQ, Qaefta il tortore.ed 
il tormento è cjutfto . Che fia che lo fpa- 
venti, e più l'accori Del coicettOt e del 
palco atro, efiinefio. 

TORCHIACCIO. Peigìer^f. di Ter- 
ehie , Vie, Benv. Celi, jii. Cofioro mi 
portavano via con un torchiacelo acce- 
co . 

TORCHIETTO. Dim.diTercbie.L2t. 
faculum , ^intereitinm . Gr. ietitor . B§ce, 
nev. 74. i). Prcfo un torchietto accefo 
in mano, emeflofi innanzi ec.fi diriz 
zò verfo la camera . £ n§v, 80. n. La- 
fciaro un torchietto accefo nella cameri 
ec. Frsmc, Saech, Op, div^ ia8. Accendi 
uno torchietto , e quefio h figura di 
Crifto. 

TORCHIO. Candelagrande , • pìh ean- 
deU avvvlte in/ìeme; Doppiere , Tereia, 
Lit,fumaU. Qr,ÌùiK6i, 5»fftf^.i./.8. Fat 



fia materia fi pafilper torcifeccioiobea 
fitto. Aicete. Ftw, 119, Sopra al paM fi 
mette un torcifèccio foitile , che ftilU 
quel fugo.^ Bwrcb.JA9* Coli nel goccio* 
Iarde' torci feccioli L'odor degli agli cot- 
ti, e petronciani Fanno piacere al Papa 
i fichi peccioli . Matt.FramK'tim.keuUr, 
188. Io, perchè di vendemmiai toicifWc 
ci Son più puliti, che non fon beo fpcOb 
Cotai lenzuola ec. mi fon meflb A ve- 
lar r occhio al fuon di più trombet- 
te . 

TORCIGLIARE . FrefeuniMlv £ 
*y4tfércere ; K^t tor cigliare , Lat. '«rfiiara, 
eeHi9rqnere. Gr. s-^/^**». Lihr.Viagg, fa 
quel paefe v'e una fortezza motto anti- 
ca, la quale è quali nafcofta tra diverfi ar- 
bori, che vi fc'nnati, e torcigliatifi ìb« 
firme idee : avviticckiatì^ § svwUk- 
ehiati ) 

TORCIMANNO . Tureimanm . Bit 



ti i torchi accendere , comandò , che /inc./«n.ao9. Con voi bifognereci il torci- 
crafcuno ec. s'andaflTearipofarc. E»«v. Imanno. Salvinjifc.uxi». Saràilmedefi- 
99- IO; A lume di torchio molti de* più Imo dunque 1* intendere ^altri Avellale 
nobili cirtadini fece al convito invita-|nel proprio linguaggio, o pure riorca- 
te. •?». fi/?. AfI'ai fon preflTo della morte ; derlo per via d'interprete ,odi torcimaa- 

no^^«/m.tf.ji. E perchè Martinasaav* 
è novizia, £ non intende il gracidar, ch* 
e* fanno . L' iotetpetre là egli , e *1 torci- 
manno. 



TORCIMENTO. Tettm/Std. K<gn.n 
circuito £el muro gli antichi di rittoaoa 



quelli , che vivono a torchi , e a ceti , e 
a faccelline. Ftéinc, Saceb, Op. div, 58. 
Aveva dinanzi accefo un torchio didue 
libbre, e '1 Crocififfo, che non gli era 
molto di lungi, avea una vii candeluz- 

za d'un danaio. Sem. Ori, |. 1, óS, Di „.. ..., , ^«w« 

bianchi torchi al luc'do fplendore Poi . vollero mentre , acciocché alle pctcof* 
s'andare a pofar negli ampj tetri, ^r. ' fé de' bolciuni acconcio non fóuét ftt 
Ffir.aj.4tf. Dnponun molto la bara fune- con torcimento fecero i fondamenti 4el> 
breGiunfea fplendor di torchi, edi facci le mura. Af. V, 8. 74. Dov' era la ' 
le. tee erta a meraviglia, invillappata 4t 

(. I. Terchie , t anche Strumente da pietre , e di torcimenti {eieèi ài fve^ 
Jlampart , e da premere . Lat. prmlum . te ) 

Gi.Xìiféf , Bu0n,Fier,j,z,9, Edame met-j TORCITOIO. Strumenf , # Ordiifm 
ri 'n torchio qnell' efame Dell' uom da eel ^uale/t torce la /ita , 
bene. Catl. Fior, t^o. Ne potrete vedere | f. P*r Ifi tettai», Ltutteular, Gr.Xf 
una impcnrara d* inchioltró, o due ìn^fóf.Sc^tl, S, ^i, Fremela, ruganua4o 
un'opera d* un Fiorentino autore, che a.Tai, ficcome ie la mertcflìe al torcitoio* 
tofio fia forro'l torchio. £ afprej/'»: La rompe, e maftica , e ruga* 

$. II. Terchie, fu dette anche le Stretta- ma tanto, premendola nel torcitoio ocl* 
t«, in cuifip§ngon§ilihriper pttcr^li ttnda- 1 la meditazione , che ella ù leva più ì» 
re, &uen,Fier,^%,6, Non vorrei, che'nlalto. 

volermel rifarcire, E 'n rimetterlo in, TORCITORE. Slnegli^ebetwrf. 
torchio, Mei ritofalle inguifa. Che le TORCITURA. L'^tt»^ eUMed^éd 
pofiiile n' andafler difpecfc, Lucubrate torcere, 
da me con tanto Audio. TORCOLARE. .frrm*i»; cia^aclttf 

TORCIA. Terehio, Lat. ^ funai e , in. didame Torchiti 9T§rc§U, Lit. r«rra/ap. 
tertitium , Gr.^aAsf. G.V, 11.51.7. Mcf- Gr. M»©?. ^^tnnot.Vanjr, Le tue vefttmeiH 
fer Piero raccolta fua gente, infino a not- ta fono come di coloro, che pigiano oel 
te trombando, dimorò colle torce ac torcolare. 

cefe fui campo.. i}MM.Fi#»'.i'irr.4. Ad al-: TORCOLO. Tercelare^ StrÉHeie.lAU^ 
cuno ho la torcia Acce fa prima . E %, 2,^teriular ^ pralum , Gr. Mvof. Jticeit^ieu'^ 
8. Sotto la luce di gran fufie, e rorce.jatfi. Metti in vafo di vetro di ftretta boc- 
Malm,i,i9, Sale in bigoncia con dueror- ' ca ben turato per otto giorni, e da'aa 
ce a vento. Acciò lo \tggx ognun prò bollore, e cola; noi la fpremiamo cai 
tribunali. L^fc, Uelef, 5. 10. Giulio va' torcolo. %^r.Len,j.7, Quanti rotcoHiàiri 
via ratto , non accender torcia altrimen- per la vendemmia Non gli potrebbero, 

ti . -_ . - r • 

TORCIARE. V.^, attorcere y Legare 
firetf. L9t,cont$rquer9, GT,^?t^fif. G.'praìum. Gr. X^'oV • ^^^r. PiVr, 15. M«„ 
V.à.-jZ,]. Turco torcia ro, e ca ricaro con [appunto quefta mia opera fta perenti! 
loro arneli, evirtuaglia in fu le loro car- re forco iltorcoio. r«r./frr.a.97.<>t«^| 
ra ( cosi gli ftAmpati i ne' Te/ti migliori , # ! to al Caflclvctro , io gli fonoaddoflooaM 
piìmntichi,r6n.eèilTefioDavan^ati,eSal'\\z batteria , avendolo gii fotto ai ttT 
vini , fi legge : cornarono ) \ colo della ftanipa • 

TORCICOLLO. Sorta di Ucctllo,dette TORDAIO. SerlnUoio da ttrdU IH 
cesi dal frequente torcerò ileollo , | ♦ turJarium . Gr. xrXMTf 9^i?av . Tr.f .fj 

$. Tal'^ra VAliUfitffo^ che Bacchettone, \, Quando bifogoo è, che di qncftt i 
%y4tle^.ì79, S'i'non lon torcicollo, o ftru-| prendano, dai tordaio fi traggoao» 
piccione. Adunque io fono un grande: TORDELLA. Vceelle delU fpe\ltà 
rapi'jliato» [tordi ^ ma un poc» mé^ier§ , Jéft, h 

i TORCIFECCIO. «TORCIFECCIO- 58. Poi la tordella, e Tftufone, e* « 

Ilo. Strumente di pannolino , col fti4/« | nello • 

^ TRO- 



iin vero cfpriiiiere. 

$. Per Torchio nel filni/!e,del iL 



TOR 

DO . Vecell» H9t§ éC 0ftim» féip§. 
tnedi fiHfp€tJi*, Lar.fMrim. Gr. 
Likk,ì9i. I tordi graffi, le torto- 
tuppè lombarde ce. Frane. Sue- 
jo. Avendo quattro bc}li(fimitoi- 
3*endogli arroAire a fuo modo , 
rtoaana Tua faoticeHa gli lecaf- 
fiioco, che era in Cala . M»rg,i^ 
narin tordo, il bottaccio, e *1 
. SmnHét\, %^rcMd, prof, 3. Con 
, e con pietre di paflTo in pafso 

le macchie, verfo quella par- 
la rete flava , ì tordi , le mcru- 

!i altxi uccelli fgridavamo. Var. 
»f. 62. Pigolate de* pulcini, can- 
:' galli , e ciutilare de i tor- 

/» frtvtry. Megli* i frìtnutli§ , 
im M4»* , cbt tordo in frafcék , • 

1 fgni^A y che ^Jpoi più Véle ums 
:«/«, md poJedutM , che uhm gréuo^ 
migliore. In jUéU non ì'^A^ìa, if*« 
r# Ji /perii che éuoche in modo pin 
iMm§ E* migli* un afi:% oggi y ette 
trw M san Giovanni • Lat. prafen- 
dg* i quid fugientem info^uerìt ? 

wetpÌMTotf u/ui\yt. T/{0»^tl>5»- 
Mf , Teoer, v, Flos a^i. Bolline, fon, 
:gUo è fringuello in man , che 
a tordo. Frane, Saeek» nov, 198. 

trovatQ cento fiorini . e voleva 
« cento 9 il maedro mio mi dicea 
: egli è meglio piocione in ma- 
le tordo in fralca . £ nov, 2^*, 
irdinale (ì limafe fenaa il ptn. 
icr colere il cordo della fra- 

Tardt, dìeiamo anche sd Vomo 
, ohtoiordo, Lit»f»»gus, Gr. /uó- 
on»Fiar,intr.^. Così TpefFo ad un 
>Dtadiao (Ji vende ) O prr faia , o 
a il perpignano . Mmlm,6,^é, Ove 
i cala». e de'meciotti Alla litrofa 
ì infinita. 

^LLO . -Oi»». di Toro ;. Toro giova- 
BsrLt, Tutti appartavano gran- 
ere di facrificj, l'uno torelli, e 
montoni . E j9. Ancora ti di- 
i'tffe Giafaflrà , che tu fagtifichi 
elio» od aoa beftia. Gnar, Faft. 
Sacreremo cu il capro a Pane, <d 
Ercole il torello. £ ^pfrejfo: Sce 
> un torello Di quanti n' abbia 
tda maodra II più morbido » e bel- 

[CCIA • Capra giovane , Lal/,z^%. 
le di larghi , e TpcOì folcbi vcc- 
imefonole coricce» pare un fac 

LO. «. TUORLO. 
MA. Turma, Truppa di per fono , 
'ma. Gr. c/>f . Liv. Ai. Queir 
de, che le torme de' Romani ao* 

cancellando , e rinculando ; 
•/. tS, Quando tra ombre infìe 
attiro Correndo d* una torma , 
fava Sorco la pioggia • £ jo. Per 
lar la donna delia torma. *^mit, 
orae i paftor Siculi , da* quali 
» prende ogni beo ietta torma . 
a€eh,rìm,6* fin ch'ella apparve, 
nana torma . Paff, 148. Dicono , 
lonnc della torma , che guidano 

fono Erodia, che fece uccidere 
vanni Bacifta. e la Diana anci- 
de* Greci. •^Um.Gìr.t^jt, Voi 
sebi % ed io mi fento in fot 
cacciar cofto indietro una cai cor 

klENTAGION£. Ttrmento.ì^i, 



roR 



TOR 69 



i^rmentum, erueiatuSf dolor, Gt. eì\y^- 
^w , Librxur,malatt, Grandi fono le tor- 
inentagioni , che cagiona lo male della 
pietra . 

TORMENTAMENTO. Tormentagio. 
ne, Lac. tormentum , crueiaius , Gr. eé\- 
yìi^tSf, Sen, Provv. Mifcria è tormenta- 
menta di virtù (9«fi7 T, Lar, ha: occa 
fio) 

TORMENTARE. D^r tormenti, lAt. 
eruciaroy torbiere, Gr. àviwf- C7. T. 10. 
87«7* Affai fu crudele in far morire, e tot- 
mentale nomini . P^/T.^j. Demonio (lol- 
to. perchè totmentt tu quella faacmlla 
innocente/ Frane, Saech, nov,i^^. Quel- 
li, che aveano la ragione, e domanda- 
vano le cofeoneAe, furono tormentati, 
e perderono la queftione. Vit,SS,Pad.t, 
42. Un gentiluomo de' baroni dello Im. 
peradote cflendo veflfato, e tormentato 
da uno crudeli(fìmo demonio ec. venne 
ad Antonio, e pregollo. £ 49. Lamia 
hgltuola è tormentata da crudeliifime 
dcmonia. Vit,S,hdargh.iii, Gli carnefici 
E or temente tormentavano santa Marghe 
rita. 

%* I. Per ^fUiggere^ TrnvégUaw V ani» 
me . Lat. afiligere , divexare , nngert , Gr. 
K«X5Òf . Boee,nov,79,^i, lofino alla mez- 
za notte non rifino la donna di tormen- 
tarlo. NruMnt, ioo,\x. Quando credo ef. 
fere in maggiore allegrezza, ed ella muo- 
ve cofe , donde molto mi con turba, e tor- 
menta. Dmnt, Inf, io. Ciò mi cotmcaca 
più , che quefio letto • 

S' II. PiT Inf e ft are, lAt, infejtare ^ »•- 
ttfinm effe . Gr. 1 wx^«' • -*'• ^- ^•49« Tor- 
mentava le (Irade , e cammini , e tutto 'l 
paefe d' intorno . 

J. IH. Ito fynifie.neutr.per ^^ffiiggfrfiy 
affannar/i y Stare in tormento, Lat. ani 



mo angi , deertoeiari , Gr. ivl^v/uuìf « Him, 
*nf,P,N,Cuitf. Che mentre l'o defiava. 
Ver* è eh' io tormentava, difiaodo. «/4r. 
fnr, 45. 21. O fé d' Amon la valorofa, 
e bella Figlia, o fé la magnanima Marfi- 
U Avelie avuto di Ruggier novella , 
Che'n prigion cormenufle a qneAa gui- 
Ci . 

$. IV. In fignifie. neutr, psff,vale Dar. 
fi tormenti , %A(fiiggerfi . Lat. fé mnee- 
rare , fé erueiare . Gr. /«uta'v rt/utupéi' 
&:u . Paff. 8. Qatndo era domandato , 
perchè così crudelmente fi tormentava, 
f ifpondea , che Ce egli avcfTono veduto 
luello, che vide egli, £irebbor.o il fo- 
migliaote. 

TORMENTATO . ^id, da Tormenta- 
ri. Laucmviatuì^ tertnt, Gr.^pi^oii, 
^^-etiirò-fit . Daat, Inf, 6, Nuovi^ tor- 
menti , e nuovi tornKnrati Mi veggio in- 
torno. Cuid.G»9, Iftando Medea nella 
fua camera fola, aflfalrta , e tormentata 
dalla fiamma d'amote. Gnar,Paft.Jid,j, 
3.0 più d'ogni infernale Anima tormen- 
tata Tormentato Mirtillo. 

TORMENTATORE . Che termentét . 
Lat. toTtor, Gr. x<X«s*|f$ . *Amm,Mnf,xu\, 
8. Non lafcera: mai la crudeltà , efleodo 
compagno del tormentatore. E x9,\,6,^ 
Tanti ha lo 'nvidiofo tormentatori di 
giufta oeoa • quanti lo 'nvidiato ha loda- 
tori. V^t,S,Màr^h, Al!oradice, cheqqe- 
Ai tormentatori tormentavano lo corpo 
fuo. %^-onotyang. Diello a* cormenuco- 
ri, che'l tormentarono. 

TORMENTATRICE. Verhal, fémm. 
di Tormentatore, Likr.eurjmalatt, Afflit- 
to da naufea grande tormentatrice dello 
ftomaco. 



I TORMENTILLA . Sorta di piccola er- 
ba , eòe ha la radice hernoccoluta , le frond» 
fimil: a quelle del cin^M</f{/it, • i fior* 
gialli di quattro fole foglie . Lat. termen- 
siila, Te/lPov, P.S.cap, 47. Anco erba 
•li tormentila, o '1 luaco, o la radice 
fua, o polvere bevuta caccia ogni vele- 
no * 

TORMENTO. Propriamente Pena af. 
fiitrìva del corpo y che fi da a' rei, Lar. rr». 
ciatusy fupplìciumy pana . Gr. tt/uéìpiet , 
Boec,nov.r7»6o, Che più doveva io afpet- 
tar date, oda alcuno altro, fé io tutto 
1 tuo parentado fotto ctudeliffimi tor- 
menti avc/n uccilì ? Dant. Inf,^, Inted « 
che a così fitto tormento Eran dannati i 
I>eccator carnali . M, V, 7. i j. Anzi pof- 
tlamo edere molto certi , che dando loro 
le reni, ci iranno morire a gran tor- 
mento. Vit.S,Margh ija. Per quello Cor* 
mento falverà l'anima mia, che goderà 
con lui vita eterna. £147. Egli noncer- 
cheria Co' configlieri, eh* egli avia Di 
fiirle durare totrnento Con qualch 'altro 
martoriamento. £ r49. Quefto Olibrìo 
malvagio ec. ha fatto comandamento Di 
farmi mettere al tormento. £ 150. Ab- 
bie mercede di te ftefTa, Di quefto tor« 
mento , dove fc' mefla . Bem, Ori, i. 
i|. SI. Fece fubito il Re quivi veni- 
re Un tormento crudele afpro, e villa* 
00. 

§, 1, Per Pedone d* animo y %ÀfJlii%}eno , 
Travaglio, Lar. afUiaioy affii&atio , Gr. 
Kfléx«0'/<, vA^tt, Boec,nov,^,9- Per Io 
peccato della fua crudeltà, e della leti* 
zia avuta de*miei tormenti ec è dannata 
alle penedel ninfcrno. Petr,fon,ii, Se la 
mia vita dall' afpxo tormento Si può taa* 
to fcbermire. 

(• li. Per Jfirttmtnte atf a fungere « 
Libr.Op,div. ^, 66, Avevano le code fi- 
mi gì ianti a code di fcarpioai » etoimea- 
ti aguti erano nelle code loto • 

TORMENTOSAMENTE . .Awofk^ 
Con tormenti, Fr,Gi»d.Pred,R, 1 buoni» 
quando fi trovavano cosi torroentoi^- 
mente trattati ec. 

TORMENTOSISSIMO . SnferLdi T^r. 
mentofo, Salviu,dife,i,t^i^ Senza cooapa- 
raxione alcuna tormencofiflìma mi fem- 
bra quella pi llione. 

T04.MENT0SISSIMAMEKTE. Su. 
peri, di Tormentofamente , Fr. Gìord, Fred, 
i?. I santi manici erano tormentofifli- 
mamente efaminati . 

TORMENTOSO. *Add. Pieno dS Ter- 
mento , ebe apporta terment», Lat. mole/tus, 
Gr,Ó9tetpif, Med,^Arh.er, Fatiche» claf- 
fezze • e ftmi , e feci tormentofe « e ero* 
deli . %Amm,ant, jj, j. tf. Eflfa medefima 
difefa dalla grande vdntura, e tor»>en* 
tofa, efollicita. Petr,canf^,x6,^,OBAt'\ 
cor lafib riede Col tormentofo fiaaco A 
patcir ceco i lor penfier nafcofli • Lod, 
Mart.^Virg, E la mortai fletta Dal tor- 
mentolo fianco non ù Tvclle • *>4lam, 
Gir.9.7. S* accordò l'altro» e quel le fua 
dogliofe Cure gli narra coimentofo in 
atto. 

TORMENTUZZO. D!m.di Tormém» 
te, BeMh,^f.t,^^, Vaghe d* alcuno cor* 
menraxco de* loro amanti . 

TORNAGUSTO. Cefa, ehefaecUttr. 
nare U gufio t • la veglia dì mangiare , 
Lat. gula irritamentnm , Cecco, Stiav, 
}. r. La pana dolce a me , che ho 
bifogno Di tornagufii , e di riftoro • 
Salvia, frof, Tofc, r. lotf. Delle ci- 
cale ec. erano canto divoti gli nomiai 

amti- 



70 



TOR 



TOR 



tor 



Unticamenre , che le msogtavano per 
cornagufto . 

I TORNALETTO. FmU dtl cmrttuéig^ 
ffht f» cite dd^itde fi fsftU , € éki§rms il 
ktf§ . 

TORNAMENTO . 7/ ttrndrf . Lat. w- 
diius, Gr. ahunì/uitii. Likr^^firtL, Vaol 
dire tornamencot perchè qaandoquefta 
SDaodone faglie forco li raggi del sole, la 
martioa i Irornafi II sole . 

TpRNANTE . Cbt tornét . Lat, rtiitHK 
Gr.ofToryi^X^Atfi^* w/lMrr.^tf. Adunque 
iJ non toriiaTite tempo adoperala, accioc- 
ché poi non ti penu d^aveclo lafciaro an- 
due oziofo . 

TORNARE . ln/tf:nlfic, ntntr. vale In. 
§Mmminsrfi , § Prender Ia vU verfe il Inege, 
§mdt altri prima t*^<ra partite, Lac. redi- 
re, Gr. àtraupxt^^tu , Bete, ruv, ly.ST» 
Dìiidera dlrornMllal padre. £ nev, 18. 
$it. Ed egli fconofciuco tornando di Sco- 
zia , lor rraova in buono ftaro . E nev. 
4i*7' E^o non ardiva a tornare addie- 
tro. E »mm. 8. A tal ora tornado ad 
dietro, ch« egli ft credeva innanzi an- 
dare. £ iirv.8tf.ij. Torna qua, che X>io 
ti dea la mali notte. Dant,tar,i, Tot; 
nate a riveder li voftri liti. E affreffe i 
Cosi conne color corna per vetro , Lo 
Qual direno aiepioosbonafconde Ccì«r 
fi reiette X Petr.cann^ j. 1. Qsial torna a 
cafa , e qual s* annida in felva . £ firn, 
104. Torna m in U.ch* io d'effer fol 
m* appa^ • Bnt, Pnrg, 8. a. Tornaro- 
no addneto per vedere, fé la vedeflb- 
00. 

%, L Pnr Midmrfi, Flw,YÌrt,»^,hi> Tut- 
te le perfone iiirono fìtte di terra,tn ter- 
n tornetanno. Salvin,di/c,i,^i Se on 
cuore dì vera fbrteaza guernito le refi 
fte, la fttji ficKzsa fàlliice» e torna a 
niente. 

^ IL TemMft , p9r Miplgtiar§ , • Hicie-' 
ferare tk tefe già tfmimfeiatt .jperdnte .Lat. 
wadire, repeter§, Gr•fl^^«i8Mr• Petr, fitte 
ai. E (e tornando alPaoiorofa vira, (er 
£uvi al bel dcs/o volger le fpalle, Tro- 
vafte perlaviafoflati» e poggi tt'Boce,, 
»Mr.8*5. Ma tornando a ciò » checomin- 
ciato avca ec. dico . WitJS.Pad.i,^ 1. Ma 
tomìanio anche a- narrare dell* infidie 
delle dcmonia . 

§• irr^ Ttrnéere, per Effere di n—v ciiy 
the fi Ju imman^i, Beec,»9v.6^,ii. Ravve- 
; diti ogipmai , e toma uomo, come tu 
effer lolevi. £ eam\.4» Ancor porto fi- 
[dansa Di tornar bella, qual fomiaufan- 
st».rjfr.G«//:^ii9. La voglia di cicala- 
re» che può io te tanto, che tu non defi- 
deti di tornar donna . 

!• IV. Termart, per Jttfititart , Ridetta 
deurt, £«c». nMw, I]. a. OUni vinìopoò in 
Crandiffima noia tornar di colui, che V 
uùt- Cavala, Frutt, iSmg^, Fx>gnaaso, eh* 
egli di ciò non abbifogni pnregji torna a 
■ grande onore, che noi nconofcendoec. 
Mittém,ì,ì6, Speflfo avvien, ch'uomo è 
tatbata Di colà , e piange perchè gli è 
contrafta » E poi gli toma in grandezza , 
e ftato. 

h Y» Tmeétn , per Minjklf^ DhrMlre, 
B9€€,H0v,^f,7, Cominciò a dubitare, non 
qnel fuo guardar così iifo moveflTe la fua 
f silicità ad alcuna cofa , che !Krgogfra le 
poteflc tornare . ^«r./^rr.nr^o. Tornan- 
dole comodo a vaiarli delle vettovaglie, 
che vi tono . 

% VL Ternari f p9f Reft'are , JTimanert, 
Ejfert. lat.efeyfibahert. Gal ,Sifi, à^i. 
Con quella limile Indagine trov^ dall' 



offervazioni del Camerario, e del Mu» 
nofio, la ftella tornar fituara in una fi. 
mil lontananza. 

i, VIL Teraare , parlando di mifmn , 
vale Star kene , m/iéntrare . 

I. Vili. Ternare , parlandefi di centi , 
vale Nenejfervi errere nel eatcule, Lat.r4»> 
tienem eenvenire, 

f. IX. Vernare , e Temare a fare , efi. 
miti , vagliene Venire ad akitére , • ^Andare 
afiaret e ad abitare, Beccnev, 15.11. 11 
quale per amordi mia madre, e di me 
tornò a fiare in Palermo. Salv,%Avver- 
tìm, t,i,^9. Sogliono i noftri efier mot- 
teggiaci comunemente del di rprr/0iM per 
»i«us«, ternare Rivenire a fière, o anda- 
re a fiate , ec. e nondimeno tutti fi leg- 

f[ono nelle giotnate fenzi (ofperco di 
correzione. Eappreffe-. Cosi fi dice og- 
gi : egli è ternate in via Maggie i e* fi terna 
eel fratelle, 

$. X. Ternare^ infignifie.att. per Rieen. 
durre t Rimettere, Lat. reducere , reper. 
tare . Gr. eTyó^Mv . £«cr. imv. ij. tit. 
Ogni danno tiftora • tornandogli in 
buono ftato. £ «rc/.aS.aj. Tacitamente 
il tornarono neH'avtllo. £ num,x6,fz. 
dre mior levoftre orazioni ec. m'han 
no delle pene del Purgatorio rratto,e tor- 
nato invita. £ Mv.ioo. ri'r. Trovando- 
la paziente, pia cara che mai io cafa tor- 
natalafi, i fuoi fidinoti grandi le mo- 
ftra. *Am§t,^^, Ricordati, che come i 
fiumi le trakorranti acque ne portano al 
mare concontinovocorfo, né mai in fu 
alle fonti le totnano, così l'ore i gior* 
ni, i giorni gli anni , e gli anni l'agio- 
vane età. 

S. XI. Tornare indietre^ parlandefidi 
Mie , §/hmili mMeri , vale Nen venire in- 
nantj , Hen far tape . 

S. XI L Tetnétrtkediefre alcuna eefa , fi. 
gnratam,vah Nen avert affette , Lat. irti- 
tutu fieri , Gr. oeitvpfv vttéì^S'CU . Beec, 
11tv.98.a1. Kon potendo indietro torna 
re , converrà per fòrza , che fien cooteo- 
ti • Filec, I. 19^ (^efto mi moflc a fin 
quel, clic oramai non può tornare ad- 
dietro. 

f. XIII. £ in/Speifit.an.vaìoinnuHa' 
r§, v/fmcr.19. Ma perciocché quello, che 
uno Iddio difpo'ne , 1* alt ro no f torna ad> 
dietBo , come lo pofào , il fofl&ro mal- 
contenta . 

f^ XIV. Ternart aUs tnemeris, Temar 
nella mente, efimili, varitene Ricerdarfi, 
Sewenire nel fignific, del i» H. Beccnav, 
8t.8. GÌ' incomincia a tornare a mente 
chi coftui erapftato • e le cofe che già ave- 
va udite dire, che di notte erano inter- 
venute . £ »tv.99.a8. Per lo qoale atto 
al Saladino tornò- «Ila mente mefser To- 
rello . 

- |. XV. E in figntfic, a$f, Ternare aliar me» 
merla , vate Fort tclte altri fi ricerdi, IJit. 
admenert^ in memeriam revecare,in me. 
■merism redigerà , Gr. eif»fiUfikfÌ9-nt4f . 
Meer, mv, 15. 1, Le pietre da Landol- 
fo trovate ec. m* hanno alla memoria 
tornata ona novella . E n9v,Tr-V» Ma 
nella mente tornandoti chi agli era ec. 
-ftctte nel fiio proponimento firmo. £ 
nev,Zs.w, n aome della Niccorofa amar 
ta da Calandrino m*ha nella memoria 
tornata una novella d' un' altra Nicco- 
lofà . Sen, ken, Varek* 7. aj. Egli è ab- 
baftanza , e d' avanzo pianamente ,■ e 
con armichevoli parole tornargliele nella 
mente* 

J. XVr. T§rnétre fepra alcune , • Temere 



in cape ad alcun», vagliene Venir 
ad alcmtee. Venire feprm di colui i 
Inctrglicne male, Lat. in caput 
Bece. nev, 10,^ Quello rofsore 
altrui ha creduto gitrare , fo 
ha fentito tornare . Tae. Dav 
ayf. Ebbe a rovinarla Coi fica U 
ti di Decimo Pacai io proccurat 
per odio d'Otone voleva pure ce 
ze de'Corfi darea Vìteltiu aiut 
ta macchina di guerra > ridicole 
do bene gli fbfsc rinfcito, ma g 
in capo. 

f. XVII. Ternar cento, vale 1 
le, temide t efimìU . Lat. infere^ 
dire . Gr. crnfa^iptir , Xu^/r/XfTì 

f. XVIII. Ternar bene \ che ant 
affelutam. Temere i vale EJfere di 
e di cemede, $ d^ utile . Lft. € 
eenducere . Sem. ben. Varch, 4. 24. 
i quali fono grati , perchè ro: 
bene cosr, non fon grati , fen< 
do, e quanto torna ben loro . 
Ma tornavi bene in atilirà comi 
il mare fofse apeno, e fi pote( 
care da ognuno . F/r. dial. bt 
i^7' Sonci molte altre mifure, 
li ec. noi le lafceremo a* dipi 
quali con una pennellata più 
meno le polsono allungare , e 
tare , come torna lor bene . i 
f. ai5. Ma e* fi vede anche pò 
do e' vi torna bene , trarci 
ci . 

^ XIX. Ternar bene , fi di 
di Vefiimente , che fila accenda 
def», 

S. XX. Ternare in fé, ea fe^ 
cuptrart il difcerfe , le 'ntellette , 
rmre i fenfi fmarriti , Rìnvenirfi . 
fé redire, Gr. of»3r^;wf?», Paff,\ 
Antonio tornando in fé, tutto 
tato , cognobbe la prefenza d* 
quella luce. Petr,can%,.io,\.'?t>\ 
torno, trova il petto molle De 
re . Legg^c, Cri fi. S. B. Crifto 
da noi , e and<^ in cielo,acciocch 
mo a noittoroando al cuor noftr 
riamo lui. %Amet,^j, Onde alla 
quella in fé tornato fi rifcofse n 
menti ».che Achille facefse, fve 
fi, trafportato ne* nuovi regni ( 
madre. 

$. XXI. Temette in C9rvellet t 
Ricuperar V ufe della rapene . Li 
fcere , Gr. eirvfti^tiv, Stn.ben.VA 
Anzi di te avrà, da dolerfi, e e 
ragione , quando farà tornate 
vello , quando gli farà palsato 
rote. 

; i^XXIL Terna>te ingrazia d^ à 
cen alcuna , vale Rieeneiliarfi cen 
RiaepUfiare U fua bentvelent^a , < 
zia, CaflnfirJCardXaraf.^. Pu- 
bevanda troppo amara il tornai 
zìa col nemico, rimettendo 1' 
ricevuta . 

$' XXI IL Ternare alle medefit 
Riducerfi di nueve a mal fare . L 
re ad vemitum , Gr. rrV ìpt-m 
nere , Teiktr fKttf ^tpej*iHf tU 
(^ériTt Efcbin, 

$. XXIV. Ternare a bemha , % 
BA i. IH. 

fi XXV- TtUétre amane , vale I 
mane, 

; TORNASOLr. Le fieffe, chi 
li" . Lat^ helietrepium , belietre{ 
ceccum. Gì. ifK/orpor;or. Efp.Pa 
gttifadi quel torna fole, che f.* 



TOR 



TOR 



TOR 71 



gTie flra a guifa della mota del- 
ire vtnù • 
wrmmfilt , fi éiet mmch» «»4 Tintu- 

r éiftfék , ciftfervt « rimrer€ var] li. 
*er ift^tir V scid» , fft* /• /«rt jf 

itttr/ftf , r4« ffMM il C»ftMmtim9. 
' fmtfm di nccimigUs , r ^* «/r«uii 

fttelU , c6« trtcM if Oìsnds • • 

^ éUÈck' effk T»rmm/»lt , • Gìtm/Ì" 

LN ATA • // twrmér* , 7/ rittmsrt^ 
•• Lat. redifui , rtditit, Gr. «?«• 
. BMr.iirv»4.tf* Srarti pianamen- 
10 alla mia cornata . E m§v, 99. 
niis pregò > che di qnefta faator- 
Ni alcmo non paclafle . De^, D*. 
u Noi crediamo , che fia qai la 
come la tornata » T andata , la 
. S0u,hiu,yéweh. tf. 16, Che ma- 
9 io ftrto » che tu mi difideri 
tosta aiZài pcggiote, che Vafcì- 

TtrmMiM di c4/k , dUtfi V ^f ;r«. 
e il yitio neeeffkrio . ritfgf. Sim, 
ci Iblamente la tornata della ca- 
thnw 2 Sansa darci ec. fé non 
«ta di caia. Fir, Lue, 2, ^ Per 
. (e io me ne potcfli gaadagna- 
k tonata di cafar 
^TwumtM, chimmi fultSmMStrofg, 

nBamente ec io mi rivolgo col- 
• del jBÌo fcrmone alla canzone 
■a» e a qaella parlo. E acctoc> 
efta parte piò pienamente fiain- 

» che f cneralmenre ù chiama 
Boa canzone tornata , perocché 
ori, che prima ufaronodi farla, 
■«ella perchè , cantata la canzone, 
ca parte del canto ad efTa fì. ritor- 
Ma io xade volte a quella intea- 
a feci .e acciocché altri fen'ac- 
e» rade volte la pofì coli* ordine 
ancone • quanto è al numero, 
a acca è oecefrario : ma fecila 
»alciiBa cofa in adorna mento del- 
aoae crameftìero a dire fuori del 
fefltenza • E 209. La quale per 
i di quefla canzone fatta fne • 
. T«rii«r«, fi frimds siteht ftr ^ 
Ad'éutMd€mi0 , di msgijtrmri , di 
•w, tfimili, T^c. Dmv.mh; ».ff, 
aeate tornata Quinto Aterio» e 
> Frontone ce. molto diflerodel 
io fpeodete della città ( il T, Lmì, 
ozimo tenatufl die) E 45. Ma 1' 
otaata piegò il senato da parte 
lacota, che di parole dette con- 
aiuno foiTe xcp • £ %Actuf, 141. 
totnate » e più aell' accademia 

capitato . 

.NATO . ^dd, d^ T§rnér$ . Lat. 
I. *Am€i, s^« Ma pognamo, che 
raghi vecchia » che di verrai , pen- 
che IcgnaBce, ora diftcfe, dive 
Iota ragole, e pallide, dove ora 
Ifimo coloie fono lucenti » e gli 
ipelli toraari ia bianchi truovino 
loefte cofe gì* inviri? certo no. 

1 jKi ilhtn twrnsit , 9 firn ili i Ài§d§di 
t ehii§rmsdit§nfén»» B^ccmv^ij, 
bldo mio dolce , ta ili il ben 
>. £ Mv. 99. 45. Figliuol mio , 
I bea tornato . Cteeb. Ctrr, |. 
taao » Voi fiate il ben tornk- 



TORKEARE. F«r t§rndi, N»^. Mt, [penta, (iccome fi dirà nel capitolo del 
57* >• Il Re di Francia aveva diicrofot-|torneamento. 
to pena del coore^^e dell* avere , che | i» ¥» CircgndMmtia» ^ Cire«»f(gre»té^ 



ilBAMEMTav.TORMIAMEN- 



nìuno tornea fle • T^c. Dmv» snn, a. ji. 
Rifece r altare, e con le legioni dietro 
per onoranza del padre vi torneò . 

1. 1.^ Per Mu§v€r0 in girg . Déint, Par, 
14* l'i santi cerchi moflrar nuova gio> 
ia Nel torneare • e nella mira nota • 
r«/.£r.a.|8. Ancora di fopra a quello 
aere è 'A firmamento , che tuttavia tor- 
nea , e gira lo mondo con tutte ftdle 
da Oriente in Occidente . 

i. II. Pff CircandéW* . Lat. lireMmdM 
r*,f9pir0 . Gr. T#;/lc«K^m . sAlhnt.tmf .a. 
La Diente, che non è totneata da mu- 
ro di filenzio , farà (aettara d.W nimi- 
co da tutte parti. Liv.M. MiCe TafTe- 
dio alla città , e la torneò d' ingegni t 
e betterchc. 

TORNERÒ. Tgrnismemf . Lat. * d: 
eurfiù ludri€» . §•€€. jmv« 18. |i. Né in 
tornai, né in gioftre, né in qualunque 
altro atto d*arme , ninno era nel pae- 
fé ..che quello vileffe , che egli • Dir- 
iMt.a. {. E g'zn tornèi , e ana » e al- 
tra gioAra far ti vcdea con giuochi 
nuovi, e ftrani. 

$. p€r Gire, Tif,Sr, a.4j. La via del 
sole, e '1 fuocorfo é d* andare ciafcu 
no di da Oriente in Occidente S>er lo 
fuo cerchio intorno alla terra in tal 
maniera « eh* egli £ie intra notte , e 
giorno uno torneo. ^ 

TORNESE . Sfn^it dimtHta, Kwv^émf, 
ti. 1. Spendo più , che io non ho d'en- 
trata, dugento libbte di (otnefi lome- 
fe. Frdnc* Smetk, rim, 58. Reputandoli 
men , che due torncfi . Cr^m, VtlL 1 f. 
Lafciò a mio padre libbte s^^^ a fio- 
rini» ovvero di romefì. 

TORNIAIO . T9rmtr§ . Céua. Csm, 
164: Belle donne , noi fìam tatti, tot- 
niaj, Siam buon roaefirì, e lavoriamo 
afl*ai , àmsm, Fitr, j, 4. 8. Ecco venir le- 
gnami, ecco un rorniaio • 

TORNIAMENTO,«TORN£AMEM 
TO . Lat. * dicur/S§ iudiers . Dmmt, /»/. 
aa* E vidi gir gvaldane. Ferir tornea men- 
ti > e correr gioftra. Sur. iviz Tornea- 
menti ù facevano quando fi conrenia 
no voloncerofamente li cavalieri a com- 
battere dentro da uno palancato per 
acqniflare 1* onore , ael quale tornca- 
raenco Tnao ièrifce l'alno %. fine di 
morre, fé non fi chiama vinto ec.Gio 
Ara ec. é quando l'uno cavaliere corre 
conrra Taltro col l'afte broccate col fer- 
ro di tre punte, dove non fi cerca vit- 
toria , (e non dello fcavallare , e in que- , 
fto é differente dal torneamento , do- 
ve fi combatte a fine di morte . G. r. 
S*I5*.4* Cavalieri tutti vecchi, e adda- 
tati in battaglia» e *n torniamenti. £ 
9. 174* t* Combatteana a rrprefe , a mo 
do di torneamento « Btcc. «r». 19. a. In 
cofturae avean d* andar fcmpre a ogni 
rorniamento, o gioftra, >7«v. «»#. 57.1. 
Pregandolo per amore , che accatta Afe 
parola dal Re , che un folo tornea- 
mento fi face fie con fua licenzia. A/4«- 



Gir0 . Lat. circMìtHs . Gr, KVKX^rtt • 
Tef Br. a. |S. Quefia è la ragione , per- 
chè la terra » eh' è *I più grande ele- 
mento, e la più falda fuftaoza, é affi- 
fa nel miluogo di tutti i cerchi , e di 
tutti i torniamenti , cioè il fondo de* 
cieli, e degli elementi • %Alheft, etf, 2^ 
Siccome cittade aperta , e fcnza tornea- 
mento di mura, cosi Tuomo, lo qua- 
le non puote nel patiate coftrignerc lo 
fpirito fuo. 

TORNIARB. LéV9tMr€ « frni», Lat. 
Urnmrt . Qt, -repuvtif , L'drr, ^/h»l. Sì 
pongano li due. capi del tornio nellt 
due punti, che trafiero, e fèrmifi mol- 
to dirittamente, in modo, eh* e' fia al 
torniate quello ».che fopra della ruota 
fi fece in prima. EéUfrtve: E'bifogaa, 
che '1 toroiero , che le fae » fia bene 
nfato di torniate. Vsrcb.Le^,, 414. DJ- 
rebbero , che ano giovane di pari in- 
gegno» e di pari eiereitaziooe nell'una 
arte , e nell' altra ritrarrebbe meglio 
ima pittura , che non torniarebbe una 
ftatua. C^mt.C€rm.2i7. Moi glifàppiam 
da noi tutti torniare. 

TORNIERO . Che Uvtrs mi frnh , 
M*tjtr% di 9trmi9 i cift §ffi firn c««i«»e. 
mente dieimme Terminte ,Likr, Ufir§l, E* 
bifogna , che '1 tornicro , che la ht , 
fia bene uUfo di torniare, chefiabuonf 
maefiro . | 

TORKiq. Ordigm*, fiU muéUfi fmn»t\ 
dnverfiUvtti difi^rMret^mdA, eeketemJ 
ìm» « «M//4, s, di legm , sa £eff9,ù 
a. ■^f*''* '. f:?^- '•'•»«' • Gf . TÓ;,»<^ . 
j . ^l^fl^ndro fii fottile nell* afw 
?.^"A*^'7'®? ^ »«"*"« d'intagliare. 
Un.^fird, %i ti dee ht qnello legno, 
il pia ritondo, che ht fipvote, ec.B 
da poi fi dee mettere al tornio inoae- 
fto modo . FtMHc. Ssceb, rim^ 2. Le loto 
orecchie , che forata a torri Soa per 
metter lor cerchia. 

TORNIRE. TermUu^ • Lat. fermétre, 
Gt, ttpuvuf . £«««• Fier,z, 4.|o. Dia- 
boli v'eraa forfè in guarnigione ec. A 
getrar nelle forme cirimonie. Compli- 
menti tornir <ftti ^r fimìlie,) £1.4.8. 
Impotenti a ricever buona forma , Dtf- 
nciH a tornire. 

TORNITO. ^dd.dmTermire.SJvim^ 
fref.Tefe. 1.415. {fn impenfato acciden- 
te , e non mai in fi miglienti cafi dà 
me provato feguimmi , di avermi la 
forte prefentato un tal sonetto , eoat 
ben tornito, e coti ben fiitto , che io 
da dirci contra non trovo (fnìfermw' 

TORNITORE. Tormiere , Vit.Piii, 
i4<. Apelle tornitole Mirleano predo 
Ateneo libro fi. 

TORNO» Termie. Msmk.Jter. r.ia. Si 
portavano inrorno dne bofToli fktti t 
torno a'gentilttonini, che oer le pan* 
che fedevano del gran configlio 

$. I. Terne, ftr G.re . Lat. mméiint » 

eirenitui . Gr. rt'ifi9k^ , yvf^ . Zi- 

bmld.^ndr.gz, Quando fiate io un Ino- 

per la la- 



i^MX^.j.ii.tf. Per quefto l'uomo diven 

la inchinevole a* vizi delle lafcivanze, |go, «ì eve'rtàm lin altro 

ovverodi crudeltà , per quelle cofe, chelgione del roroo del «ole. 

fono rapprefentate come s'éneltotnia- j I li. Terne, è snche Unamettt^ds/hU 

inento. £a.4i. L'ottavo è in coloro, fg^^re. Strettele, Lar. t§renUr Gr Xa- 

a quali é negata la eeclefiaftica fepolta-,W?. ''«//--^.rap.ao. Faccia n fi Vorn'i /• 



ra , come s' é a coloro , che muoiono 
nel torneamento, imperocché non e fep 
pcllito ael cimitcrio • eziandio che B 



, - ---T-— — . AVbviaifu turni » V 

Hrettof da fpr temete, fecondo eh' è a- 
fanza nel pacfe. 
♦ JIL Tent§ , t / ara Struweenf ds ri». 

riiéif ^ 



72 



TOR 



TOR 



rlcmr tmUfirg , » fimili drmi dd tfàfr§ . 
FrmHc. Sdeeb, Hov, Iti, Sta con la botte- 

:a piena di orci invetriati, e di tomi da 

aleftrt t e tiiavi fa le gambe atttat- 
te. 

$.IV. Ttrtft éic«m§ éuuh» i tiHttri èli* 

M« 4 uHLtgn§ lung§i e rit9nd§, ì/^m*. 
/* nellt svv9Ìin'vì , # fvlgtrné i fmnni 

f . V. Ptrjtmilit, x^r. Fur, 19. tf. L' in- 
felice s'aggira come un torno» E quanto 
può fi tien da lor difcfo . E 29. 22. Fece 
il buon vino , ch'andò fpeHo intorno , 
Girar il capo a tutti come un torno . £ 41 • 
91 . Or con Frontin gì i e al fianco » or gì i 
e davante Con quel Frontin , che gira co* 
me un tomo • 

TORNO . *^vviry. /• Jteff§ , cht Infr. 

1, Cirem^ maJSuft f§lamtmìt in f»n.Aà\ 
n§m§ ^ f§$nmd§glì/i Avanti IN QUEL « • 
NBL . Lar. eireittr , cìum , Gr. rt^Ji . 
Bte, o«tr* 4$. 12. Det^ di due anni , o in 
quel torno . Gy,%,29. 1. Trovarli nel tor- 
no di tremila cavalieri . Af.K.8.74. Vi 
Tennono in numero d' ottann » o in 
quel torno • 

$. 7'«r«« ttfM , etsi rtplicMi9 , Vdte Cir- 
flsrmtBtet Ingirwt Intérmtimtèrn» , Lat> 
cìrettm^UM^ue . Serd./t»r. 6, 219. Lungo le 
moraec. vi retta torno torno tanto fpazio 
iibero ,^ che vi polTono andare al pari fei 
oomini a cavallo. 

TORO. PffrUmtntt il ìdafchi* dtììt 
hf/tit vdcciiu, Lat. taurut, Gr. rmvpof, 
/>«jir.yjif.t2.Qua] è quel toro, che fi 
<] ccia in quella » Ch* ha ricevuto ^ già 
ì colpo mortale . E Pmr, \§, E cicco 
toro più avaccio cade , Che cieco agnel- 
lo. G. V, 6. 40. |. Il primo fa il cam- 
po azzurro , e *1 carroccio giallo ; il 
fecondo il campo g'allo, e un toro ne 
xo . Psff' a40. 11 patto è parto mo- 
firoofo, quando non è fecondo foa na- 
turi, come fé unadonna partoriflfeuno 
toro . 

I* Ttr» , r Mmehe N§m€ di CtJttìléifJ^n 
cthjii . Lat. téuirus . wdUm, rWr.4. 80. £ 
*n fronte al toro Di tempefia, edigicl 
ci fanno fegno. 

TORO» V,L,Litt9 . Lar. thwut.sAmet. 
52. Quinci fi fiiggequella, cbedel male 
Del padre nacque nell'onde falate» Re- 
ftando fot nel tojo geniale . 

TORPEDINE. Swtm éipifce , htx.ur 
ftd§, G1.WK9. JLi^r.cNr.fMtf/A/r. Mira- 
colofa cola éc lo ftupore, e lo dolore, 
che produce lir torpedine nella mano 
di colui , che la tocca • Bu^m. Fitr, imtr, 
Zé I. la preda al morfo Delle voftre 
torpedini portato M* avete . £ 4. 4 
a4. Che infenfiita torpedine addormen- 

TORFENTE. V. L. Chi utpe, Chehs 

Par, 29. Né prima qnafi torpente ù 
giacque. Liv. dee. )• 11 quale non pò 
teva eficr luogo, Siccome torpente An 
nibale, né il (uo cams>o fcnxa ducala- 
fciato afialire . 

TORFERE. V,L, Jfimmnire, turinV 
iV#, Eftn ìm fiditi di »•»#, Rattrspf^- 
re, Lat. Uff ere, Gr. f«fit«» • Pitr.fni, 
^9. Di che penfando ancor m'agghiac- 
cio, etorpo. BéMb.rim, 89. Ogoor eh' ooeftoalpefiro 

io le fon Ittnge , Morte m' affale , ond'' ^ *• ^ ^" 

io m'agghiaccio, e torpp. Ber m, Ori. 1, 
14.2$. Vengobianco, signore, agghiac- 
cio, etorpo. Bu9n.Fitra,%*x. K GitùW 
favellar non torpe infra le labbra C ^#p«r 
fimiUt.) 



TORPORE. htiriKt.Amtm$§ , hmfedi- 
mento di mete , Lar. terfer . Gr» ta^x^ , 
fapn^a-ii, BMt,pér,^, i. Quine fi veftia 
del torpore , e p/gaeua perdendo della 
fua agilità • 

(. 1. Per metéf. vétte Tardità , Pigritjd • 
But, Torpore contro alli comandamen 
ti, e diffidenze. Trétt.pect.mwt, Le fi- 
glie dell'accidia fon lei ec. malizia , 
rancore, difperazione» torpore, ovvero 
pigrizia ec. 

?.II. Terfre^ ferfimiUt,v4tìe Stufidi- 
ti , OttuJitM, Sen. ben. Vékreh, 7,26, Kg- 
giogni a quefte cofe il torpore della 
mente , e la vecchiezza • fa*». Pier, 
5. 1. 5. Non fu poffenic a rlvocarli in 
feno Da si fiero torpor I* alma pro- 
idrata . 

TORRACCHIONE. Torriene éntiee, 
e che minsceiét revind, Ciriff.Cnlv,t,»^' 
Tibaldo udiva i fuoi talacimanni , Che 
gtidavan da certi torracchioni. Come 
fanno gli allocchi » o t barbagianni • 

TORRACCIA . Terre £•*/«, ifc^- 
nutét , Cétvétle, Frutt, ling, E così san Fie- 
ro orando in fa una torraccia fii rapi- 
to. Cren.M9relU A santo Andrea totlo- 
no due fanciulle da marito ec. che era- 
no ridotte in una torraccia , che fi per- 
de con guatarla . 

TORRAIUOLO. giunte di una 
fftt^ie di piceiene,^ Red,0lf.nn,i6, Il giorno 
leguente ec. feci mordere tre piccioni 
torraiuoli, e un galletto. 

TORRAZZO. Terraceiét» Buen,Fier, 
4'4«$* Li franchi da' nembi Stemmo a 
veder cader torrazzi , e pini • 

TORRE, v. TOGLIERE. 

TORRE. Ceir O frette , .RdifUle emU 
nenie , per le più ^undrungelaTe , mffai p'm 
etite , che Urge , fdtte eemumemente per 
prepugnacele , e per fertetxa delle terre • 
Lat.rilrrf#. Gr. «-u>>^. Bece, mev, T7» 
Ij. Cominciò a volete fmootare della 
torre. £ nnm, J4. £ vinta Cadde fopra 
*1 battuto della torre. Dani. Inf,j, Ve- 
nimmo appiè d'una torreal dafiezzo* 
Crenìchett.d*^mar,iS7. Videtfi le infe- 
gne del Duca di Borgogna cfleie fate 
pofie in tulle torri di Fifa • %AUm.Gir, 
2|.tf5. Voi '1 conofcete, che *n ferrata 1 
porta Chiafo '1 tenete d' una torre al 
fondo • 

TORREGGIANTE . Che terreggté . 
TaJf,Ger,ié.^, L'impeto è tanto, onde 
quei vanno , e queAi Co' legni torreg- 
gianti ad incontrarfi. 

TORREGGIARE. Stare infemitlian- 
tjd di terre , Liufiare injfétr turrit . D^nt, 
Infili, Torieggiavan di mezza la per- 
dona Gli orribili giganti. Bue. ivi; Tor- 
reggiavano, cioè fi rapprefentavano tor- 
ri . pittMm, }.9. Andando noi vedemmo 
in piccol cerchio Torreggiar Locca a gui- 
fad'unbolchetto. 

T9RRENTE . Lat. terrems . Gr. 5C« 
/uftpp^ . Efp.SAlm, Torrente sì è un fiu- 
me, il quale fubitamente^ eimpctnofa- 
mentecrcfce, emaacs^, efcema, peroc- 
ché non viene da veo< ^'^cqua vìva , ma 
da acqua piovana . D^ar. Par, 12. Quafi 
torrente » ch'alta vena preme . Petr, cap, 
la. O felice colui , che trova il guado Di 
e rapido torrente. Lihr, 
Uaecdk.M, Quando Giuda s'appie^erie 
al torrente colla fua ofte. 

TORRETTA . Dim. di Terre \ Torri- 
ceìtét, Lar. tunicuU • Gr. vu^>/Vx^ . 
Ff. Cierd.Pred.Jt, Si falvò in una piccola . 
ma ben difèfa torre tu • 



TOR 

TORRICCIUOLA. Dim, di 
TorricelU, Ltl.turticutét, Gr. wwsy 
Cuid.C, Nella fommitade della q 
eia pareva , che foffe una torri 
tutta artificiofiimente compofta 
( f««i per fimilit. ) 

TORRICELLA . TorriceiuoU 
turrieuU, Gr. ropy/cK^. Bece, 
28. Lo scolare, che ortimament 
va e il luogo della donna » e l 
cella ec. dirfe. Cr. lo.Stf.i.Era 
fi ma di mura , con ifpeflfe torri< 
berteiche . Ve^e^, Quando la torre 
ro fi giugne, fubiramenre la tor 
che dentro hanno fatta». fu la tir 
fiini. 

TORRICELLACCIA . /»«* 
TerrictlU, VitJ,^nt, Fofcla U 
rava in qi:e li fua torricellaccia 

TORRI DO . *Add. Secce , %Am 
troppe emide, L»t. torridut , Gr. «^ 
Paif,$6^. Bene fcrivono i filofo£ 
in certa parte, cioè invcrfo'lmt 
prclTo alla torrida zoha , fono 
gne di calamita, che trae a fé 
umane. 

TORRIERE . ^hìintor delle 
i>rrr. /òw.iotf. Gì* idoli fuoi fati 
terra fparfi, Eletorri fupeibe al 
miche, E i fuo'torn'er di fuor 
dentr'arfi . Vit,S,^nt, Un vece 
riere , che abitava in una torrucci 
riva del Nilo. 

TORRIGIANO . Guardia dell 
SentinelU, hgt, turris cufios , Gr 
^oX«| . Com, Inf. 8. Potrebbelldi 
i fegno è fitto dalli torrigian 
fa , che il fii qui nelle terre e 
dia • che quando fi f^rnte, che*l 
cavalchi, o faccia apparecLh*ani( 
fa fegno. 

TORRIONCELLO . D\m. di 1 
Guice.llor,i,iZ6, Avendo per ti 
fé matte, e torrioncelli pieni d* 
rfa. 

TORRIONE . •^Iccrr/cir. dìTe 
rexrsnde . M^, 9. 5. Fece prendei 
rione, che dava entrata alla toc 
cerd,Malefp. eap, 27, Evvì un 1 
groffo di mura, che ancora og^ 
de» Bem,Ot:.i, ij. 41. E le pc 
fatte con ragione, Han tutte il 
do , o '1 torrione . £ 1. 1 $ • $0. B | 
va al traditor ladrone Veder lai 
intorno tagliata , E rovinato il m 
e '1 torrione • Mmlm . 1 1 .24. Ed a f 
ariete, o montone Tiranla addi 
dannole l'andata Verfo quel torri 
fi difiefe Col si più volte in b^ 
Franzefe ( f«/ perfimìlit,fnrU d*« 
«* ) 

TORRUCCI ACCI A. PUceU 
tiva torre . Vìt,S.x^Ht» Un vecchii 
re, che abitava in una torrucciaa 
va del Nilo. 

TORS ACCIO. Peggierut.dil 
Benv,Ce/l,^69, Le due gambe ec 
conofce in che modo elle fieno a; 
a quel torfaccio . 

TORSELLO. Balle ftn. Balla 
G, V, 7. j^. 5. Il campo roffo \ 
agugl-a d 010 in fu uno torfeli 
co . ^ad. Cent, E dee dare d 
Aprile jos. per recatura d* un I 
dello, che venne cq' noflri to 
Francia » 

• $. I. Terfello , per fimiìit, rhti 
donne un eerto piceolijfme Gn, 
di panno , • di drnnpe , nel fu^L 
vane gli aghi^ e gii fpUletti , Jlc 



TOR 



TOR 



TOR 



73 



r9 ftr U fmmté, • Lat. 
«• 8x. Chi Àrglicoe incantar da 
>B«» Ecbi totfcllo aJ agora» e 
. J«rc6. ff. 94. Cent' once d* ofo > 
ci di paaao , Edoo balcft re colla 
tccca Iftctcofi iapriffioo predo t 
. Ctcth. Dt, i.a. £ ru non coati 
'orfcUi » aaftri , e cordelline» e 
e cavi l'anno. 

TmrftlU , fi di<9 éotcb* U Ctni» , • 
, €0m eki » Smfr$mtMn U oiMUff • 
IL Ore/. 67, fez moArare il mo- 
lo ccani, e clic li debile cenere 
e ftarapc delie dette monete * 
he fi dee pigliare dac ferri » 

qaali fi ftaoapa la moneta 1 
Je* qoali è chiamato pila » e 
roricllo ce. L' altra parte detto 

è cinque dita alto ce. E ap- 
aBBofi qacfti due ferri , cioè la 
e 'l cor(elio di ferro ùhietto • 
e le tefte di effi , fopra le qua- 
>be appiccare per la groflezza di 
< di fiaiffimo acciaio . £ 7j* A 
za di quelli ( ftrrì } delle mo- 

che pile • € torfelli lì di- 



SION E • *AvvlgÌ9uut9 . l»»ìrlt. 
». rr.tf.a4. I. II vino della fua 
ae C ed c*mi»0 >cc. mitiga il dolo- 
•rfione delle badella. 
SO , e TORSOLO . F«/« f^ 
mté fiìéimentt mtlU f§mmitéi •»«• 

Mig , • dì fi»ri , e più e§mmmt^ 
t di€9 di esvtli . Lat. tUfrfus 
790^. C7.K. 7.7. !• Convenne . 
reffero d: cavoli , e' lor cavagli 
i . ìi*v, étmi. S4- 7- Io credo t 
feri oggi dato del fango . e de* 

imperocché quefto cavallo pa- 
feM. FifT, z, I. 17. Ho £itta ana 
rova A falvar qaefte tempie, e 

BaioDa*totfi»-cd3gli oticiuo'iti 
1* 

Ttp/f , dicÌMM§ ék ai , cbt rimétte 
nttMt eémtdipera, mtU, tJSmUi ^ 
tragUvMtMimgrm* iuf§rifU p»ip*» 

.Gictaado via icaoi delle meleco- 
cgitraadoii torfo, minuzza cri- 
r«.rijB.i.tf. Era Bn torfo di pera 
uo. 

[. Ttr/f, perfimilii. dUiumgM Str- 
emi méU€bìm»CMp9 , krdccidt • gamke. 
Fitr. I. |. 2. Oh quanti corfi , e 
: Gambe , e braccia difeice « e 
ocre..JAirf. 5.J9. Un occhio avea 
ti o a mezzo il torfo . M^lm, 6. 5 *. 
■adi i torfi » nobili fcaltureec. Ri- 
ti fiuto, e rifarciti. B^rgh. Mip.zo, 
prima, oltre a mille cefte, brac- 
imbe, torfi ee. fi veggono la notte, 
ra , e r altre figure di Michelagno- 
Ori£, Fir, 18S. Una tefta , on toc- 
fiatua trovata a Roma fi e ve- 
rdi noftriveoderfi a prezzi gran- 
i. 

UTA • Prtmum^fMts c«//' firgtf . 
di vìn^ndék €§mp*0ék di vétrit r«/# 
r, e mgfeHMtf imjùmt , cht (i cu$ct 
hiM , Bimitféimé . Lat. pulmentum, 
néufii^t, B»cc. t§mci. 8. Chi ha a 
iteraoftri, ofare il migliaccio, o 
a al fuo divoto • lafcìleftare. M«v. 
I. a. Tolfe il aignor molti danari 
>» e fece mettergli in uim torta . 
iS. ii5. E credo nella torta , e 
artel'o , V nna è la madre , e 
i ìÌCqo figliuolo . Btrm. Ori. 2, 4. 
r le vivande, e fira le altre ana 
Fumano . £ j. 7. s i. Sopra la qnale 

,dtlU Cnfcé. Toi.K 



erano apparecchiate Vivande pretlble 
d' ogni forte. Tutte da! cuoco Fraozefe 
ordinate, Sapor* pafticci» lelC , ar rotti » 
e torte. 

|. Mm»gìsr U urte i» espg sd mIcmm» , 
/! dict in mgd» kf^ di Ckì é più slf di 
ftmÈruék \ t figurstmm, dtW %Av9rt il gtmié 
fufritrt éid dl€mm% , SrverekimrU • Lac 
àUimuem filrì fukjictrg itmperig, sut^n, Gr. 
S.'ct^i^a4 . Bug». Fier,^, 4.7. Ov* altri in 
capo Gli ttia a mangiar la torta a foo beli* 
agio . 

TORTAMENTE . ^ingrl,, Oa/r*. 
rig di DirUiéumgmig . Lat. gkiifng . Gr. 
vk«>i'a»( • rr. 4* II. «. Si tagli la. vi- 
te , che dee inneftarfi , torta:nente in- 
fino alla midolla , ovver preCo a quel- 
la . Dsnt, Cgnv. ii5. Dico adunque , 
che *1 ciato del fole fi rivolge da Oc- 
cidente in Oriente • non dirittamente 
contra lo movimento diurno, cioè del 
di, e della notte, ma tortamente conerà 
qnello. 

|. Pgr mntif. vdh Infemfé bigfg , • )fr«. 
•vf/r*. Lat. •WiftM . Om. Par. ap. Che 
con non poco fjegno fi comporta , quan- 
do la fcxittuca d*Iddio è pofpofta, e intafa 
tortamente . 

TORTELLETTA . Tgrgét piccgU . 
M. uildgkr. Se gli faccia toitellette di 
pane , e di zuccheco in nuniera di dat- 
teri . , ^ 

TORTELLINA. Dim. dStsrtét. Tgf. 
jTgv, P. S. cép. 59. Fa* cor tei line a 
modo di tartare , e mettivi mandorle 
oefie 

TORTELLO . Vivéutds dglUJtggk ms 
tgrÌM, gkgU fgrts , msàgpgwpià pkggli , 
Mgrg, 18. 116. E credo nella torta , e nel 
tortello, L' una è la madre » e T altro il 
fuo figi iuolo . 

TORTEVOLMENTE. K.*^. ^vygrh. 
Cgm tgrtg^ Imgiufimmgmig . Lat. in/i^g . 
Gr. a^'xMf . C, r. 11. 14. I. I Sanelì gli 
aveano tolcp GroiTcco corccvolmente ad 



inganno . 

TORTEZZA ., ^Jirétttg di Tgrtg , Pig. 
gstmrs » Obli^uitÀ • Lat. ghlifitéu . Fsv» 
EJgp, Del quale non poteva per cortezza 
del becco aflàfg'are. Cr. a. 8. 10. L'o- 
more pia lungamente dimora in ccKal 
modo, sì per la tortezza » e sì ancora 
per la foiezza . Cuid. e. Per la tortezza 
d^rl fopraddctto fignifero cerchio del 
zodiaco. 

TORTIGLIONE. Lm Psrtg fgriM degli 
étlhgri, g firn ili, 

$. I»fgTf,Md'dvvgrh,pgrtgrtmgfsmmtg, 
Lat. rtrint/r. Gr.^X/>Ai«T»^ft$. Zikmld, 
Jimdr, 144. Ogni fiume va tortiglione , 
come fcrpe . 

TORTIGLIOSO • *^dd, Tmtg m di- 
ver f* pan t, Lat. tggtuejus , Gt'iktyfiut 
T47V«f . Cgm. Imf,t6, Siccome la cordp è 
noderofa » e tortigliofa , cosi è la fiaado- 
leaza. 

TORTINO. Dine. di Tortm . Cmt. iett. 
f .98. Cicalato eh* avete alquanto con lai* 
ed Old ma togli la voftra cenetn (bienne , 
non lenza il tortino, gli dite non foche 
neir orecchio. 

TORTI RE . Tgrtgrg , Devìnrg . Lat. 
dtfie&etg . Gr. m,T9tL\\gin , iXwr. Tmv. 
158. li cammino, che altri HtKk (corta 
ha fapuco tenere , qoefti fcorto era , e 
tori ilcc per pruni , e per le rovine , ci alla 
parte, dove dee, non va, 

|. Per Cmemrg . IaK» tgtirgtg^ escéirg . 
Gr. X<("'* P^f*f'^' A gambe alzate il vi- 
I di , che torci va ( mgdg kj^ , « i» gtrfg) 



TORTISSIMO. Smpgrl. di Urtg\ 
S. Pgrmetmf.-vmig in^u^ijf mg, àiMitm» 
gi0mg . Lat. ugfuigwgms . Gr. »fi9JST»ia(. 
Fr, Gìgrd.Prgd,S. Le noAre Ofere dinanzi 
a lai di verici elle fono coniÌEme , ed 
impure* 

TORTITUDINE . ^/hsitgdi tgrig . 
Lat. gkHfmtés, Gr. Xiiér^, 

I. Per mgtéf. védg imgiu/H^js, KJva- 
gì9éi, Lzt. iMJn0itiétt imprikifés. Gr. «A- 
K/ae, raf^iM. DimL ^'Orgg^ M. a.j. La 
tortitudine delli quali ofeadeva nel- 
la norma della ina diricna in corxeg 
gerii. 

TORTO. Sufi. tmgimfiiKU , iugHuiét , 
^vM»iéi . Lat. imfuriéi , imìufiitU • Gt. 
ir3.>K • mh%igL . Tef,Br. 1. 18. Si conveU' 
ne, che per editar giaftizia , e morti 
ficare il torto foriero iftabiliri in terra 
Re . e signori. £ 7- 5^* Chi A torto a 
uno , minaccia più perfone , e fii paora 
a molte genti . Datu. Imf, 19. Da lui 
fiiprai di fé , e de* funi cotti . £ 17. Gli 
dille : noi portar • non mi far torto • 
Pgtr, ca«. f. 1. 0<e piangiamo il no- 
ftro , e r al tetti torto . £ r^*^ jf. 4, 
Torto mi face il velo , E la nun • che 
sì ipeflb s'attraretià . ATcv. «ir. p.a.Io 
non ti fi> torto, e a' io ti fi>, fiaaaedi- 
naazi alla signora . Sgu, bgu, Vsrch, 1.4. 
Eflendo le Grazie figliole di Giove » 
non devemo penfase difiir piccolopec- 
cato , e oflièodere poco gì' Iddii , fé &re> 
mo torto a cosi belle taocialle . Mdm. 
4- i- Lamentafi , e gli pare ottica- • 
e amaro t Feccia riceve rocco dalla 
gente . 

f. L rtrr» , ptr ìngh^s pettgufiam 4 
Cg»irsrigdiJiég:g»g, G. K.d. as.7. E per- 
chè molti fecero quiftione , chi avetfa 
il torto della diCcordia ec. i! torco fu 
dello 'rnperadoce. Mim. sut. Ci», as. Ed 
ho ragion , fé non vinceflè il torto . 
C»f, Irtt, a8. La mia ragione ec. è vin 
ta dalla fraade, e dal torto di chi m 
ha per modi poco legittimi , e leali 
fpqgliato del mio tane* anni . wtfr. Fw, 
ai. 7. Se combatti per lei , rimarrai 
morto , Che cosi avviene a chi g appiglia 
al torto. 

I. li. %^4vgrg U igrtg, wsU bm sygr 
rggigmg , Nem vglgrg , • Pi»» f»rg il giufig^ 
Efgrg dalU psrtg delF i»giufiix,ÌA , Frégne, 
Smeeh. »gv. 14. Gli vicini udendo la ra- 
g':one allegata per Alberro, difiono, il 
padre aver il torto . Ukr. Sg». é6. Non 
ho però sì indice le rempie , Che chi 
non me lo de , non abbia il torto • 
Mérg,t,$§. Ma Crifto i Tuoi non luo- 
le abbandonate, Maflime Orlando, eh' 
egli avrebbe il torto . BelU»e,fgm, j8o. 
Scu mi lafciafli io Arno , e *n fulle 
fecche , Avrefti in ver più , eh* nn ha- 
leilro , il torto • Bgr», Ori, t. 4. t. 
Non fo chi s* abbia il torto , o chi 1 
diritto. 

f. IIL Dérg ii tgrtg , vsh OSudiesrw 
i» disfuverg . Lat. dém»Mrg, Gr. K«r«- 
KQt'uif. ^r.Fur,rf. 109. Ss non che il 
Re Agramante diede torto A Rodomon* 
te, che non poò chiamare Più Mandn- 
cardo per quella querela . 

TORTO.: •Add. PiegMH; Cgntrmig dt 
Dirittg . Lat. difigrtmt , Gr. ^mIttw^©-. 
Egee, »gv. 88. a. Con una zazzerinà bion- 
da, e per panto fenza un fo* capello torto 
avervi . DMf, I»f, la. Tvidi un* ampia 
fblTa io arco torta. P^f. «j. U legno 
vecchio , e torto piti tcAo fi rompe» o 



arde, d^non fi dirizza, o p iega . 1 



74 TOR 



TOR 



TOR 



dir»ti§, Snfléi9, £•€€» JMv. 19. 9. Da 
tofto tppciico tinte » il capo ( iti f^- 
»•) VI ceactf ÌB OMoo • e maaicacc le 
fronti. XlMif.l<.to. forièouta latrò, 
ficcome cane » Tanto dolor le fi» la 
mente torta. Vimc.MMn, rim, 9^ E non 
più dietro a* miei defir vaneggio , Ma 
li torto pie tra vie terienc , e incerte 
Rivolgo or ben per pia fica re • ed er> 
te. Per appagar ratto qoel mal, ch'io 
dtÌg'^OmB9e^,Vmr€b,^pr9f,^, Mc voglio 
ora intendere C come porrebbe credere 
ciafcuno > che i rei» e torti coftumi a* 
ammendino mediante la punizione • 

$.IJ. Péu§léic»rfs , msU itifìmrhfa . Lat. 
nmvifhtm , fmfmtlU • Gr. «4p'c . ^ra«r. 
Séittb, JMv. 14. Mio padre , che ebbe a 
6te cotanto tempo con mia madre • e 
mai non gli difli una paiola torta» ed 
ora perchè mi ha rrovato giacer con la 
moglie ce. mi vuole uccidere. Fìr.rsg, 
ift. Io credo certamente » che fra noi 
due farebbe ftato odio , e coatensio- 
ne • che fino a qoeft* ora s la Iddio 

f Italia » aon è (lata una tocca paro- 
a . 

|. III. r#rr», «• finf» i'AV^ttfh. 9M- 

U Tftsmtmit • Lat. Mifui , Gr. tx«. 
v/or. Par, firn, loé. Che fpeflo occhio 
ben fan fii veder torro* Dmmi^ Fmrf.iS. 
Se dritto » o torto va * non è fuo met- 
to. 

9. IV. «^ t9rU , f^9 mvvtrkiMlm, va/r 
gmgiufiéimtmt€ ^ Sém^^ régimt, Lat. la j»- 
fim^ mì^, iaaatfrir*. Gt. ira wntirm y 
mmlittt, B§€t, m*v, ji. ai. Chi il com- 
meadò mai canto» quanto ra commen- 
davi ec. e certo aoa a torto . E nrv. 
4f.a. Le quali molti, fensa faper, che 
ii dicaao , daaaaao » e vitaperano a 
gran torto. G. F. a. «5.5. Villanamen- 
te, e a torto in&mò fapa Gregorio No- 
no, e* fiuii Cardinali • Petr.fim^^^ Che 
m* hanno congiurato a torro incontra. 
IX». Ctmf, I. as. 1 Viftolefi mal conrcn 
ti viveano in graa timore ec. e da* ret- 
tori eraao fpetfo coadanaati . e male 
trattati a diritto, e a toito. Vhu.MMrt. 
rim, io. Perchè pur fempre indarno ac- 
cafi, e a tono Del mal date bramato 
o cielo, o ftella/ 

TORTOLA* TORTORA , • TORTO- 
R£ . \Jc€*lU nf . Lat. tnrtur . Gr. t^o 
^•nr. Ttf. gr.5. 14. Tortola è uno uc- 
cello di gran caftttade , che dimoia ae' 
bachi degli arbori , e voleatieri dimo 
raso di lungi da genti , e quando le pen- 
ne le fon cadute, fae cinque buchi, e 
Àe il nido de* fuoi figlinoli , e quello 
nido murano, e fiifciaho d' una erba , 
che ha nome Sacchiel. mAmtt, 15. E di 
tortole ho prefo ana nidata , Le pia bel- 
le del mondo» piccoline . Cr, 9. 91. 1. 
Per le tortole fi dee fiireil luogo gran- 
de, (e mulcitndine nudrir ne vorrai . 
iirsMc. S*ceh,Of»div, 91. Tortola è uno 
uccello , che mai non fa fililo a fuo com- 
pagno, e fé l'uno di loro muore. Tal 
j rro ferva caftirà , e ooa a* accompagna. 
Fr,Giird, Frtd,P, Gli accelli mondi fo- 
Bo colombi, tortoti, polli, Aarne, tor- 
di, e corali uccelli. E ^pffi*'' la capo 
di quaranta dì, quando veane al tem- 
pio, o0vrfedne tortori. ch'era Tofièt- 
la de* menipoifenti . Kit. Cri^* Qnegli, 
che erano poveri • oflferivano due co- 
lombi, ovvero rortore. 

TORTOLELLA. rTORTORELLA. 
Vim, di T»rt§U , § di T§rt$rm . Lat. #iir- 



t«^. Gr. Jpvyùf . uilMm, 0!r» io* 114. 
Qoai tortotene , che di volo in volo Vaa 
(egoendo d'amore i dolci avvifi . Vìnc, 
MMrt,rim, ||. Ma in fecco ramo, e d* 
ogni fronde audo Sento in meflo cor 
doglio amile, e pio La tortorella alle 
mie fiamme feudo. Tsf.%^m,i,ì. Stimi 
dunque nemico II tortore alla fida ror 
rotella } i^«rg. 14*50* Quivi è la tono- 
rella a primavera. 

TORTOLBTTA, aTORTORETTA- 
Dim,diT§rt§U^ t di T9rt0réi. Lat. tur. 
'«r. Gr. rpvyèf, L§r. M§d, ca»v4t.a. 
Che favamo due compagne Tortolene 
infieme all'efca. Quando amor refe fne 
ragae. £ $5. {. Vci Catere gli fparvieri, 
Elle fon le tortolette . 5rr«, Ort. a. it. 
tfo. Tremale il cor com* una torto retta, 
Che mezaa morta abbia un uccellatore 
Tolta di piede a fparvìere, o aftore* 

TORTORA » V. TORTOLA . 

TORTORE. V, TORTOLA. 

TORTORELLA . o. TORTOLEL- 
LA . 

TORTORETTA . v. TORTOLET- 
TA . 

tÓRTO'RE. V.L, Minijtt9 diginjti. 
%,ÌM , €bt ék prtttfi. rH dm U frimrét . Lar. 
t9rt9r,Gt. $*reifi7nf , Aftm\.fiit,ìo, Que- 
fta il tortore , ed il tormento è quello. 

TORTOSO . V^,^dd. Im%imfii. Lat. 
tu^usm , la jN/f«i . Gr. rdv^;* r , «I;k#^. 
I>Mmt.r$m,M. CoRvenefi , eh* io dica Lo 
tuo iàUir d' ogni torto tottofo . 

TORTUOSAMENTE. JKrw^. Ctm 
t§rtU9fitd , Lat. §yiì^ut, imt9rt9 trmmitt^ 
vi cmrfu . Gr. vX»>/»« . Vi v» di/i, *j4rH, 
tff. Siccome d* ogni alno torrente , o 
fiume, che vada tottuofameate vagan- 
do per un piano. 

TORTUOSITÀ*, TORTUOSITÀ DE. 
# TORTUOSITATE . ^fhétti^ di T%r. 
tmfi, Lat. •yii^nitikt . Gr. r Acy/OTijrf . 
Cr. a.J4.4. I quali nodi tengono Tumi- 
do nelle loro tortuofitadi , e pori 
trafverfali infiao a tanto che fi matu- 
ri , e perveaga a (oave fapore . T«W. 
Mijt, In quello andamento dirìriamen- 
te, e iènxa tortuofitade fi lieta fufo . 
Fir^dimL ktlLdmn, IV4. HannoCg'ia'VC- 
ehi) quelle rivoltate, e quelle tottuo- 
fiti, acciocché la voce comptefa perla 
d'Acuirà della via non fé ne poflTa ri- 
totnare indiecro. 

TORTUOSO, ^dd. Piim$dittreim9m. 
ti 2 T9rt§, Lat. itrt—fia . Gr. iKtyjua 
riit^. M»r.S,Crei, Servendone la ma- 
no fon » fii cacciato fiiori lo fer pente 
tortuofo . Quid, Om Lo convcttfo in ani- 
male bruto , ciò file in ferpente tortuo- 
fo. Fir,dimi, bell,d§u»* ijS, Servono e- 
aiandio quelle vie tortnofe , e comeca- 
vetnette Icavate , acciocché il fuono 
della voce entro vi crefca . 

TORTURA. Ut/TfAtrf di T^rfa; T». 
cim*mt§ . Lat. f^rjh ftortus . Gr. ^ii^t^, 
rr.4. 14.1. Per quefta tortura nafcein-l 
tra la 1 egara ra la f accedevo 1 materia , 
e non £< alcuna ofiirfa all' ute nafcen- 
ti. D«iit* Par^. j$. E già venuto all'ul- 
tima tortura S' era per noi ( €iù • «/ /«#. 
r« . tbt t^rtrvm ) Mwr, S,Gt»i, Saper dob- 
bamo, che per la tortura del lerpente, 
1- intende ce. Fr. Giwd, Fred, D, Peroc 
che per la tortuta fae più lunga fia . 

^.I. r#rrar^, fr mif^f, vmlt Mmlvs. 

{iti , gngiufiii,i4i , I«r. »f^niì,M , impr§. 
•*«. Gr./uex^v;;c,r«f^s. Fr.Gi»rd. 
Pred.S, I filofofi dì che ammaeftrano, 
te non di rarrara ? Mtr. S, Gr§g^ Allo- 



ra trovaadoquel di A retto gindtcio ,di« 
rissa dentro da fé ogni tortura di fiie 
operaaioai. 

|. II. TtTtUTét , dicimm» mmekt fir Tar- 
mtmtm , rW Ptms M,tfivm^ ebt f ddml» 
imi p§r fé» tmfefmf i misféittt . Lai, 
eruetMtut . Gr. fimr-xf^ , Fir, *>#/'. 7*. A- 
tanti che voi, fperrabiii cittadini, pa- 
niate alla tortora il deftrurtote de'mid 
cari figl:uoli, lafciatcmì difcoprire i lot 
morti corpi . £ aps* V ebbero per ia- 
d.'zio {ufficiente da metterlo alla top- 
tura . ^mttr, Furt. 5. 6, Spero , che per 
le rotture fi troverrà il vero appnato. 

TORVITA*. ^ftrMtf di Tir*», Lafc 
toMfitMS, Gt. «-aa/ffxa'Tff. Smlvim, difi. 1, 
4(o* Qoefta piena di feano» e di oiaa» 
luetndine, quella fpirante afpressa , e 
torviri. 

TORVO. ^dd.Fiér0,OrrHih^amrbe, 
'•» »d r mxgìumf , dbr pi» prwpriMmemig 
fi dd mgìi 9cclfi, Lat. f*rv««. Gr.>f^>». 
vér.«^Mrr. 7. Con fiitica a' caaì , a 
quali eoa lufinghe , a quali con occhi 
torvi , e con voce fonora , masse mo- 
firando , pofe fìler.aio. */H*m. r#/r. i, 
a. E minacciufo , e torvo II barbuto 
gnardian degli orti aiheni Kon reftiia* 
dietto. MMm.s, i«. Sta indietro , grt-' 
da a lei con torva fronte , Che qaà 
non paffa mai anima viva. : 

TORSIONE . St9rfi,m9 . G. V. g. af A ' 
Faccendo forse , e torsioni alle (acre pef*| 
Ione. £ 10. |8. a. Con graa dolore, t 
toizioni de*pifani. j 

f. PerTirmmemf ra» dtl§rg . I^f. nr-j 
r«M, difiréSi». Gr. inorar fitéf, Tr.f. 
ai.i. Quefta infermità ce. fi fa nel < 
tre del cavallo, la quale induce torsio- 
ni , e fa ruggh'tamenro nelle budella . 
ZilMiId. KAndr, lai. Medicina contn a do- 
lore, e a roraione di ftomaco. 

TORZONE. Vm9hM£éi. Fr^ra/rrata. 
rr . 

TOSA . V»€e Ltmbstds . F^arteOa , 
Lat. p^eiU Gr. a»*» . Jarr.f . }./. 7. Ed 
cbbevi di quegli, che intender volloao 
alla Mdanefe , che fbflTe meglio aa 
baon porco, che una bella tofa. | 

TOSARE. Tmflimr U Unmmlitpte^n^* 
i eaftlli mfli Uùmimi , * firn di . Lat. #••'' 
^er«, dttinfurt, Gr,Kf r>Mv ,«'v0a«r^rf. 
Ttf,Br. 1.9. Come il signore dee g«a^ 
dare il fuo podere ec. e ricogliete , e; 
guardar fae biade, e tofar le fue pcco-* 
re, e lo latte, e formaggio, e aodriia 
poledri di cavalli . gii*». Firr. x 4. ra. 
Per ht gli uomini enrrar nelle lor fi» 
bici, E rofargli a lor pofia come peco- 
re. Btrgh.^^rm, IO», Forbice ftiumentoi 
che a tofa re s'adopera. { 

§. Ptrfimilis. vslt itifmdé^tf Té^^'. 
re fulCtfirtmitÀ ingiw ng%mlmtm99 . tA 
t9mdtre, Gr. Mit'pttf, SaIp. Grcarè.a.{. 
Ma come le monete ipefiè volte Sifil-^ 
fano, e fi tofanO-'ec. Cosiawien dcfi 
uomini . Sfgm. Métmm, FtUr, jg. 1. Co^ 
te ben ella <^ua limonerà di pefo , ■> 
non è rale» e fcarfa , e Crema » i figli 
degli uomini l' han tofata . 

TOSATO, ^dd. dmT.fsrt, Lat. fan-! 
fm . Gr. x«9're< . Afar. S, Grtg. To&tofi 
il capo fi gittò in terra , e adorò , e 
dine. .ffrar.Fwr.tf. 151, Dove tofaroli il 
capo, e vefiitolo monaco a fuo difpetw 
to, lolafciarono, ma guardato, coarti 
alrrifraria fegu irate la filofofia, cooc 
nell'ifoU fi cofiumava . OmlSifi. | ^i. Noa 
batta la virtù del telefcopio a radergli il 
crittc, ficch'^lia pparifea tatto rolare« 

TO ' I 



TOS 

TOSATURA, ttffart^ • UMéttrim. 
chi fi UvM mtl nfsrt . Sslvin. àijt, x, 48a» 
Qaefti nuovi Romaoi al contrario degli 
aacichi , cbt Aetceio più di 400. anni 
fensa barbieri t moftnvano colla tofa- 
nra reOcr Romani. 

TOSCO . T^f . Lat. ÈiMìtum . Gr. iq* 
ifna'f . Pétf. a4t. Il rimedio I* è nocimen* 
co, e la medicina divtnta cofco . D»mt, 
/•/.i|. Non pomi v'cnn» maftecchicon 
tofco • Pttr^/^m. 191. Il rider doglia , il 
cibo aflenzio, e tofco. ^Ism, C»it, r. 
jo. Ivi fensa temer cicnta , e tofco Di 
chi cerchi il tao legno, o'i tootcforo. 
Cacciai la fame. 

TOSCO. ^dd,^vvtUmdt9,^Si»j0€S. 
u. Lat. wiwiif im/eHus , Gr. iifiixo^* 
Bureb, k 14. Il freddo fcorpio colla tofca 
coda . SMtvimJifc, jt, 74. Tofca coda » cioè» 
che atcofca , il che fogliamo dire de 
grandi odori , che caricano la refta . 

TOSETTA. Dim, di Tofé, M^rf. 17, 
a4j. Le doane, e le tofette fcapigìiarc 
Cotrevao cacce come cofa pazza. 

TOSO . *^dd. dm Ttfétre i Ttndnt; Lat. 
fw/W. Gr. Kstpiii . Pdtéff, tf. Tu oon 
rigoatdi mai ra(o» nètofo. Libr^nur, 
it. Quello fanno i cofi , e 1 rafì , che 
ne genrilczza di fangoe , né molta heU 
ikna è quella , che mette nell'animo 
\{aetta d* Amore . Btum. Fier. 4. 1. 7. Ben- 
ché lacero , e pefto , e tofo » e rafo . £ 
4< )• !• Come pelato l'arca qnel ceno- 
ne. Che tofo tu mi defti. GsI.Sift.^ io. 
Talché i dicchi loto fi veggono tofi , e 
ferminnci . 

TOSOLARE. K^.Téféu^, Lat.r*»- 
itr§ , dét^mftré . Gr. XM^mt , t!w9U«4pf4f . 

Vit. Crifi^ D, Rivelò a una fua divota , che 
gli furo tofolati i capelli , e pelata la 
barbi ec. E certo « ch'egli fofle tofo- 
lato» non faprei provare. 

TOSONE . ducZ/tf^M, ehi ffmn* mi 
nlU i cénfsluri di féutto ^mdrtn , •ndt C 
Ordiutfiejfi ditéUcmvsiUrUfidiee dtl Tof^- 
M. TMe.Dmv.H/t.^^,, i doni piccolide 
Principi gnindi, come qaefti , e oggi 
Rolh, Tolone, Gettettiera , e fimili, 
fon grandi onori , e favori . Bitfh.sArm^ 
I09. Non Mie a me quella di quella forte 
ce. che fi doa ino da Principe • o Signoie , 
come luo &vocc, o contrafegno , qoat 
èilTofone, il san Michele ec. 

f. L P«r Kff//« . Ovid, Pìft. ai. lanfon ni- 
potè del Re Pelleo di Tefiaglia andando a 
conquiftaie il tofone dell' oro ec. £ «/• 
fr«v« ; Tu vincefti il ferpente guarditote 
del coione dell' oro . B»ik, Orig. Fir, mi. 
Alcuni valorofi giovani Greci ec. feciono 
l'impreu dcltoTon d'oro. 

I. II. r«/Mv. fi dìM snébtChl è ffsft , 
• hs tndf i csfHli . Lat. ^ir dttonfus . 
Gr. «v|9 K9E;*ff«. Beìlinc, f9n,i67. Voi» 
che ivoft ri capelli oc vi taglia te» Che di 
vecchi tornate bei cofoni(f»itr4/#,^;«- 

TOSSA, 9 TOSSE . MtfiirMi}tm0 vit- 
mimie , féntra, §d imttmttm eégitiétéi ds 
initMtJtmt/Mts me* nervi d§' flm§HÌ , Làt, 
^t . Gr. <8f{ . Frsn€,Sscck.rim, tj. Can- 
ti il fuo verfb ogni altro , che ci fòfTe , 
E forte tofla chi aveOe toffe . PsUéul. 
W-^-Quefto vino contrada alla coffa , 
parca il ventre , rifolve la flemma . Vtk. 
•'>'/• Siroppodi marrobbiodimiracoiofa 
■cilici, coli 'aiuto di Dio , alla toffe 
fiemmatica ec. C^IL ^k, ìfde, csp, ) o.Se ti 
ven.'flc In cofTa » fedendo ce a meofa, 
volgi la fàccia cua addietro, e così tof- 
ù . Mtd. f—/'. t. a4f . Quefte lleflc parti- 



TOS 

celle putbiliofeme&olare con efli fluidi 
ec. fon quelle, che ora in un luogo, ora 
in un altro con gtande incoftanza , e va- 
riazione producono i dolori, della tefla , 
e colle medefime puntute ne' canali della 
refpi razione producono quella tofie , che 
talora è a&tco fecce , e caloca col gettito 
di un poco di flemma cilorofa, che la 
mattina per lo più ù fa fentire. 

i,im prtvirk, %Amw^ me fffét %9nfifui 
ciléVf • V, Fhs istf. Frmuc, Sseck, n§v, 
16, Bea dice il proverbio , che l'amo- 
re , e la tofla non ù può celar nui . 
Morg,4,29, E d'ifft: vero è pur, chel* 
uom non pofia Celar per certo 1* amor , e 
la co0a • 

TOSSICARE. DsMÌl$i0€9 , ^ttB/f^ 
céw* , *Avvtl§iuir9 • Lat. détrt ttxienm . Gr. 
^pfMiK4i$€f . Vit, Plut. Scrifle ad Alef- 
fandro » che egli A dovefle guardare da 
Filippo , che egli non lo roflficafl^e . 

TOSSIC ATO . ^dd, dèi Tijfesr* . Lat. 
vimemo inft&mi , Gt.i'oSóKoi, •Affrp.j4.if. 
Ma egli aveva a ogni piaga unguento, E 
*1 coltel tofllicato fempre al fianco . 

TOSSICO . VeltM ftrfidi ftfrék tutìi I 
veleni t heuehè tggi diciépm» 9;if^ « ^ii< 
V€bn§, Lat. texieum, Gr. ttXfuéf, Tif, 
Br, I. a7. Alla fine mori di toflico , co- 
[ me è detto di fopra . Fir, rnr, 70. 1 primi 
I favori de' quali fogliono euere pih dol- 
, ci , che mele , ma poi molto piìi amari » 
iche l'aflenzio , e più , che il toflSco , 
' velepofi . Sin, ben, VÀreb, s* <!• Cosi è 
ingrato colui , il quale inganna la fpe- 
ranza d* un uomo da bene , come è ve. 
nefico , ovvero avvelenatore colui , il 
quale f credendolo toflico , dà bere ad n- 
00 dtl trebbiano . Fir, ^f, tar. Colui , il 
quale con peftifèro tofiìco fini cosi lieta- 
mente i lodevoli giotni • 

TOSSICOSO; Udd. ViUmefi . Lat. « 
venemtfus • Gt. UfiikM, C$m, /•/. 1 1. En- 
ttati in un bofco dove non avia né foglia 
verde , non rami fchiecri , ma nodorofi , 
non frucci , ma fpine coScofe . 

TOSSIMENTO. // i^re. lAUt^gt. 
Gr. fiii . L'ér, eur, méUmtr, Dal lungo 
notturno toflimento , onde non poffono 
giacere, vengono molto afiàticaci . 

TOSSIRE . MéUtddr fifri tém inemem^é 
r nrìM déiipeiffer et^eeimmt eii , the imfi» 
difce U rejpirsf^me . Lat. fijfrg, exfcna- 
r§ . Gr. /S^TTfif , ÌKTrd*4f . L«^. a$ j. 
Con l'occhiaia livida ro(fire, e fputar 
farfalloni . Méufiru^f^ i. 4}. Se interpo- 
nefle una parola , che non corrompere la 
forma, ficcome io dicefli 1» H^mintPm- 
tris §mmìf$t*Htitf ovvero tofli (fi , ovvero 
interponefli alcuno filenzio, è battefi* 
moì DsMf,PMr,t6, Ridendo parvequella, 
cheroir/o. FrsHC,Sécth,rim, 17. Canti il 
fuo verfo ogni altro , che ci fofie , E forte 
tofia chi avefie tofl*e . £ ••«.178. In quelli 
dì infreddarono si della gola, che non 
oceano altro, che toflire . Ber», Ori, 
a. a. 9. La bella aurora s* apprefenta 
Fuggita dal fuo vecchio , il cui tofli 
te , Il cui rufi*ar non la lafcia dormi- 
re. 

TOSTAMENTE, ^vvtrk. Prefimmm- 
te , Sukitémente , Veleeememte . Lat. celeri^. 
ter, eit§,Gurtlx^f tu-X'^ -^'Z* ''•<• 
9' perciò non ha in loro nulla fiermez- 
za, che tutti 1 tempi fi muovono tofta- 
mente, e lievemente . Déint, /»/. aj. 
Quando i'difii; Maefito» fé non celi Te, 
e me tofiamente, i'ho pavento Di Ma- 
lebranche . Bect, nev, ^tf. 14. Io veggio , 
che io debbo , e toiùmente , morite • 



TOS 



75 



Teferett, Br. Che dare coftaoMBte B^ da et 
doppiamente . 

TOSTANAMENTE • V. ^. ^-^vtrh. 
Tefiéumemte . Libr, ^Amer, La porta del 
palagio toflanamenteftt aperta • Frsne, 
Béirk, IS7.8. Quando 'l vede bramofoDi 
fervir , fé collanamente il vefteCon quel- 
le donne, che si vanno onefte.r«c.Àiv. 
éMM. is. ao4. Se ne le«afietoflao amente, 
o rafpetcafie come nimico. 

TOSTANEZZA . K. ^. ^firutH di 
Tefm»» i Prenfe^x.*^ Prf/nvi, VeleeìtÀ , 
Lat. celeritéu , slseriféu • Gr. vn^vr^f » 

I TOSTANISSIM AMENTE. V.^.Sn^ 

' feri, di tefiéM^memte . Lat. «elvfimt . eitlfi 
fime . Gr. mx'f** «^'*** ^ì/- '. ^ Per lo 
I quale noi corriamo coftaniflìroamente. 
I TOSTANISSIMO . V. ^. Sumeri, di 
tefisne, Lat. celerrimus^ e!t^m%s . Gc. 
TtfcX'^^ • TrMtt,ferr, eef, demn, Vorrebbo« 
no più che toftanimma la guarigione. 

TOSTANO. V,^.^dd,Prefe, Subi- 
te , Veloce • Lat. celer , vele» . Gr. rmxùf . 
Cem, Per, 1. Quegli la lufinga, e con- 
forta a pih leno correre » quella non 
Cv fida , ma fugge con rodano palTo • 
FréMe, S^ech, rim, ||. E perchè fono 
di vario fa pò re , E al bene -, e al mal 
d'altrui collana . E fltreve : Toftaa 
I ciafcun mio fenfo fa gire • onde Donna 
fentì tra fpine , e verdi fronde. Vegeta 
Queftì corali fi fceglievano nomini co- 
. ftani , e leggieri , e bene amauedran n 
I battaglia. Dim.Cemf,}, 90, Tarde fono 
! le proficrte del Re , e troppo coftana 
è la venuta di mefier Giovanni . Celi, 
SS.Pdd^ Perocché , come l'animo lo* 
irò è coftanoapenGire, cosi è corrente 
' a compiere ]* afibluca fuftaoza . G, V, 
|S.SS. 4- Mandarono in Francia per foc- 
.corfo rodano . Cr, 9, 8. }. H cavallo» 
che tiene il tronco della coda flretta- 
! mente intra le cofce, è forte, e fofie- 
' rente fecondo la maggior parte , ma 
I non è rodano . Dmuf, rim, s . Ingegnati , 
fé puoi , d* efi*er palefe Solo con don- 
na , o con uomo corcefe • Che ti mer* 
ranno per U via rodane idee : Hr Is 
fiis breve i fer U fin certe , thefifsfs 
firn prejie) 

TOSFANZA . V. ^. uifirsttedi Tefie % 
Velee'ttÀ, Prefiee^\je, Lat. ccleritM, vele* 
eitMs. Gr. rùlxvr^^t wirtst - Gi»jd. O, 
Conducerti nella mia patria • nella 
quale io poflfo , ogni todanza m*è dt- 
moranza. Teel.MQl. La parte di fopta , 
che n leva con mataviglioGi todanza de* 
movimenti. 

TOSTISSIMAMENTE. Xnfrr/. dir*. 
fiéumente . Lat. •cj/fme , Gu 4w vrxrat . 
Teel, ètifi, Todilfimamente in molte cofè 
faranno liberati, e ben difpodi. 

TOSTISSIMO . Superi, di Tefie, L^. 
velecigmui . Gr. •m'x'S'w . Fismm, 5. jj. 
O fommo Giove contro a me giudamence 
adirato , tuona, e con todilfiau mano 
in me le tue faette didendi. 

TOSTISSIMO, avveri, fuferl, di fa- 
fiy, Te^ijfmétmemte , Lat. §e]0me, Gr* 
ònvToira . Sem. Pijt. 99. Ragguarda In 
brevità dello fpazio , per Io quale noi 
corriamo così todiflimo . Vércb, Ereei, 
168. Va'todo, o pian piano , cioè co* 
didimo, o pianifltnumente . 

TOSTO . ^dd, Prefie, Velece, SubUe. 
Lat. velw , ceter, Gr. t«x«^? . FrMnc, 
BatO, asa. IO. Cavalca todo in piano « 
Soave nel montano . D^nt. /«/.a. Con- 
fumai la 'mprefat Che fu nel comincine 



f a 



cotaa* 



rem 



76 



TOS 



TOT 



TOZ" 



cotanto tofta . £ 11. M«l fu la vogli a tua 
Tempre sì tofta. E Pur^,6, Qiiella ne'n- 
fcgnerà lavia oiìi roda (ci§i: finetrtéi, 
' ehi fi féifsMpiùjiftdit4mt»ti ) 
I $. Tifi§ , fiptwnde dnc§ fer OfiÌHéi9,SJr9n- 
f4r«» %Arét99i •mdi dieÌMm§ FsrfétfclatO' 
^fiM a cht vslt Efstrt sfdceiat§ , ardir; fen\éi 
^vtrg§j^ns,JLtit, PirfriSfM front is tfst , Gr. 
1 àftu^fTitf . Mélm.io,^. Fa faccia tofta , 
e va con liet» fronte. Sperando ogoor» 
che vtega un accidente. 

TOSTO . xAvwrb, Prt/tamentt , Ctn ve- 

I UciìM^ Smbit^, Lar. illif§ ^fubìt» ,cir« Gr. 

:«*ì3vf, TxpeeuT/xse . B§cc.n§v,Z%,M. Chi 

! avrebbe fapnto altri , che io , far così 

: tofto innamorare una così fitta donna, 

icume ècoftei/ Enum.i%, Deh si, peri* 

amor di Dio, facciafi tofto. Pttr, amt^, 

,7.7. Che menar gli anni mici si tofto a 

' riva. Cétvdlc.FruttJin^. Lecofe toftoda- 

.te, e trovate par» che Tuom non le re- 

: putì care. ^mm.0nf,\6,z,tit. Di dare al- 

legrtmente, e tofto. 

> i, I. T»fio , fsi raddippUt§ , dggjugnt 

'/•rv>. Scal,S.KAg. A poco a poco i\ par- 

I te da lei (dulCMnimn) ]o fpofo cotanto 

' dcliderato»e vaflene tofto tofto, e di 

i fiibiro le fotrrae fé medefimo . •Amkr, 

/sirr.i. j. State di buona voislia , che io fon 

: certo dilervirviad ogni modo» e rodo 

tofto. Burcb.uj, Che ben fé n*avvedrcb 

bon tofto tofto. 

§. II. Téjlo t fMl§rdfis€C»mpA^nM C9n mitri 
mvvtrbi , L'«rc fffv.aj.25. Molto tofto ve 
ne è giunto lime fto. £ ll0v.)J.^ II fuo- 
co di fua natura più tofto nelle legi;:erì, e 
morbide cofe s'apprende, che nelle du 
te, e più gravanti . Fi/fc.j.s9* Le nuove 
tiiaghe con meno pericolo » emeglio.che 
le antiche, li curino , e più tofto. Fi»r, 
S.FréMc.y, Il più tofto, che potea,iI fpac- 
ciava da lui , e partlvafi . 

f. III. T»Ji»€h*, véU* Stdìf ehé. Ltt. 
: %t, nki , fimul se , Gr. ^ux , adusti . 
. ^4«r. f «r^. 18. Tofto che dal piacere in 
jatto è defto. £ Conv, 119. Certi corpi 
Iper molta chiarità di diafano avere in 
jiemifta «tofto che ìsole gli vede ,diven- 
I rtno tanto luminofi , che ec. £ 155. Cia- 
' icuno an imale , tofto eh* è nato, e q-.iaft 
da natura dirizzato nel d.-bito fine, che 
.fiigge dolore, e domanda al fegrezza.Pr 
u,cAH^. 8.8. Le di* , eh' io faro là tofto , 
'ch'io pofta. 
I $. 1 V. T»yf« ^«atf « ifj/f /• fi§fst . Lat. 
• uhiy/ìmuUe, Gr. «/u«, à'fA.tx% • Dane. 
C«nv.x9tf. Siccome nato tofto lo figl io alla 
(tetta della madre fi prende, cosi, tofto 
Icome alcuno lume d'animo in eft'o appa- 
ile, fi dee volgete alla corrrza'one delpa 
■ dre , e 'J padre lui ammaeftrare . £ P*r,i%, 
Onde si tofto come gli occhi apcrfè In 
qiiciio ciel , dM'e medefmo tife . 

TOTALE . ^>ldd, ìnttfi ktmcbi utn fi 
vf in tutti i ftntimtnri , e in tutte h ms 
'nlereJiqntftdvQee. I,at. *«rwj, *t§taU» 
\ Gr. e^(d* . Fir.Trin. j.a. Fare , che l'amor 
inon v'acciechi di forte, che voi non co* 
.nofciate la totale xuina voftta. £ didl, 
\MLdenH,^ij. Chi non ha il nafo nella 
! totale peifeaione, èimpofltbile, cheap^ 
parifca bella in proftilo . 

TOTALI5SIMO.. Suptri. dtTtrsU, Se- 
'X*» ÌVmjì. Lftj/. ja. ]j. La ceffaaionc da 
; guardi tali vuol efftx total ilfima . 

TOTALITÀ* . L* Inttfriti d' uhm c» 

J/*. Lat. ìHtegritéu, 7«/«r,/#f. 1^7. Sicché, 

jdiiemo cosi, la total ir» fi determini non 

'd'un corpo di ogni alerò corpo fpìrc^to 

io tutio, ma d'un membro intero di un 



corpo. Cdl.^ifi.t, Inqueftetrefole ( di» 

nfitmi) fi termini T integrità, e per 
così dire la totalità. i 

TOTALMENTE . sAvvtrh^ /HtermuMm- 
ti, x^ffdtff lu tuet»,e per tutto, Lat. 
•mnine , pr$r/HS . Gr. 0X«i?, Tstrn^Mf . 
^r.Fur.6,2. Avea creduto ilmifcr Po- 
linelfo Totalmente il delitto fuo coprire. 
Circ» Celi. 5. i|o, Mentrechè fono pic- 
coli, e di noia gtandi(Gma re. voi gli 
lafciate totalmente fono la cura noftta . 
Fir, dì/c, lett, lì 6, Sì è accorto pure 
dì certe fillabe, che non fi pronunzia- 
no, ne totalmente aperte , ne totalmen- 
te e hiufe. 

TOTANO. Specie Alpe fce , Lat.f»/ii». 
Gr. •11»^/?. ^<i.O/j.4n.i7o.*ln tutti quel- 
li parimente delle colligìni , che per altro 
nome da noi Tofcani con vocabolo più 
limile air origine Greca fon chiamati 
rotini. 

TOTOMAGLIO . r;r;w^A'« . Lar. 
tìthlmMus , Gì. tiSifit'Kr., PslUd.lUrf^ 
18. Anzi • che germogli s'unga il ttonco 
di fugodi toromaglio. £c4f.)8. Non fia 
prelTo al luogo là, ove fi faccia favellio 
di perfone, né là, ove fieno qucfte er- 
be, cioè toromaglio, ebbio ec. 

TOTTO. V. MOTTO §.1V. 

TOVAGLIA. Panfuiiitakidnc». per U 
più se/iUto a 9p$re , per ufe d* dppfàreccbiar 
U menf^t Lat. mmntile , Gr. tri^pv.xi' 
(/0;. fi«rf.iiirrai.54. Entrati in una fala 
terrena • quivi le tavole mefle videro 
con tovaglie bianchifllme. £ Tefi, pn^, 
I. Due tovaglie menate di lunghezza 
braccia fei Tuna. N«v. dnt.^^,l, Avea 
diftefa una tovaglia bianchiftìma fair 
erba verde. Bem. Ori. 1. 9. i). Una to- 
vaglia bianca , che tenea Dette ivi in 
mano ad una di coloro. OW4r.i|. Dee 
r uomo coftumato guardarti di non u- 
gnerfi le dira, ficchè la tovaglia ne ri- 
manga imbrattata . Ber», rirm,t, tu. Non 
che tovaglia , è non v* è pure alta- 
re • 

TOVAGLIACCIA . Pefgierdt. di T». 
vdilid . Bern, Ori, i. 7,1^. Un turcaflR» tenea 
dal lato manco, Edunatovagliacciaagli 
occhi avanti. 

TOVAGLIETTA . Tndgìiuots . Lat. 
mdppuld, Gr./um^s 0-9-07^. Bemù,lett,i, 
t6o. Oltre le medaglie ho avute le due 
belle tovaglie , e le dodici tovagliet- 
te . 

TOVAGLIOLINO. PlecoUtevdgliutìm, 
efte dmenfdtegudmdinmikij pernetturci le 
mdui , e U btccd • Lat. mappa . Gr. è ^ ótn . 
Fir, %Af, J47. Mifi fortol;>(>ra ciò, che 
era fu perleravole, e fu per la creden- 
za, bicchieri, giiaftade, filiere, coltel- 
li , vafi , tovaglie, fovagliolini ec. Mdlm, 
7. jr. Neil* aftetrare il pan taglioftl un 
dito , Sicch' cgl' infanguino il tova- 
glielino . Ldfc, Sibili, 1. i. Fa' tro- 
vate le tovaglie, eitovagliolinidi reo 
fa • 

TO VAGLIUOL A . Dim, di T^dglid} e 
fi preudesnciteper T*vdilitliH9 . Lat-MA^- 
pnfd, Gr. jutupeì é^cri;, Beec,l'e/t,pdg,ì. 
Due tovsrgltnole convenevoli. £ ««v.91. 
5. Allora in «na rovagliuolabianchifflma 
gli portòdue fette di pane arroftito. Pifi, 
S, Gir. Seegli vi vede alcuna tovagliuola, 
o guanciali, o alcuna gioia, chogli piac- 
cia. CdUt.ìi, Coictanoin guifii letova* 
Cliuule, chele pezze degli agiamenti fono 
più nette . 

TOZZETTO . Dim, di T»^v. Lat. 
frufiulum • Gr. -niM^X"". Libr,cur,md' 



rTT' 



Idti. Metti nel vino on tozzettodi pane 
arroftiro . 

i, T§KVttt§ , fi dice MMtbe uits Steté di 
dgut§ certe, e^^effe, 

TOZZO . Petx» P*'^ /• f '*« di pdut . Lar. 
frtifiiim , Gt.rtpixe/Ufiut, Pdtdff,i,'Lt^t\ 
la quaglia , e '1 tozzo la ne porrà . £6. E 
gì* incrnfcati tozzi fon ferrigini • Libr, 
Sen, 1 }. Ed un tozzo unto ti merrebbe un 
mefe . Lui^.PuU,Bee, xo. A I manco , come 
al can, mideffi un tozzo. Buwn.Tdmci, 
II. £ '1 mio amor vada alrrove a accattar 
tozzi. Mdlm.ijio, Un tozzo mendicava 
all' accattolica. E s* aS* Che già d* un 
tozzo aveva careH/a . 

TOZZO . ^dd, .aggiunte di Cefd, che 
dbbìAgr9ljet,\A , eUrghetsAfeytrehis,riffet' 
te dlldfud dltex^x,d , 

TOZZOTTO . ^ecrefcit. di TkW ddd, 
Varch.fier.i^.Cxi, Perche effendo toczor* 
to, e tangoccio, gii rendeva un po'd* 
aria. 

T R 

TR A . Prtpefit^ieue , che vale le fieffe^ tht 
Frdt iKfrd, Intrsiefignifies Immn^ 
tfi. Lui» Inter, Becc,iutred,*, Quafi fèn- 
pre tra'fofpiri, etralelagrimeleggendo 
dobbiate trapaffare. £ ««v.aa.é. Laqaa- 
le in naezzo era tra la camera del Re, e 
quella della Reina. Petr./en.ji, Tra Io 
Àil de* moderni, e '1 fermon prifco. £ 
idnt,. 14. I. Tra le chiome dell' or aa- 
fcole il laccio , Al q'ial mi ftrinfè»Ame- 
te . 

i, I. T/d , tdleré Véle Per m«^u. Laf; 
Inter . Gr. /uf T9(|« . Beee.ue'9.2^,*6, Salita 
in fulla fala , tra uomo, e uomo là i 
n'andò. £»•«. }8. is* Tradona8»edo» 
na mcttendofi, non liftette prima, che 
al corpo fu pervenuta. Fi7«c.7.8f. Tra 
fronda , e fronda graziofa luce vi trapt^ 
fava. 

y II. Tra, falera vale ìitlìét ttWftrfa^ 
^iene y Nel numero t In compagnia ^ Con, 
Lat. iufer , cum . Gr< ^vf fotrtà . Boet. 
fMtf.io.j. Éannofi a credere, che da pt. 
rità d* animo proceda il noo fapet tn 
le donne, e co' valentuomini Sveliate. 
Dant,lnf,i, lo era tri colox » cbcfonfbf. 
pefi. 

i, IH. Tra , in vece deìP svverbia P»» 
te , Lat. pàrtim . Gr. x«m , /bi/pk • B*n^ 
inirod. 27. Tra per la forza delta pcftife; 
ra infermità, e per l'efter molti infètar 
naal ferviti, o abbandonatine* ìor bili»' 
gni ec. oltre a centomilia creatore urna* 
ne fi crede cctto dentro alle mura del- 
ia città di Firenze efsere flati di m 
tolti. £ n#v.2r.s* Tra per l'unacofr, r 
per l'altra io non vi volli ftax più*' 
nov. 4j. 8. Tra per lo gridare , e per 1» 
piagnere , e per la paura , e per Io 
lungo digiuno era si vinto, che più avu- 
ti non poteva . £ 119v.4t.11. Granpciift! 
ftette tra pietofn,e paurofo . G, V, 8.41. i-t 
Fece cavalieri fette tra fuoi fìglioli«c faeì j 
nepotf. £11.87.1. Sj trovarono a riceve; 
re dal Reec- tra di capitatele provvifioii 
ec. più di cen tettati ta mi la di mardii 'i 
fterlini. M,V, 1.80. Più di dageqto tta 
dell'una fetta, e dciraltiafie ns noia- 
rono morti di fèrro.- 

^ IV. Tra, in vee§ ìF fe . tMt. ì»* 
B9CC, itov, 80. 15. Da lei tta una vo*- 
ta , e altra aveva avuto quello , che 
valeva ben trenta fiorin d'oro. ^^i75* 
Non creda la perfona, cheli cod&u1> 



TRA 



TRA 



TRA 77 



Ha intera, pcrch'dla fìconftdì 
vo!ce» e iodiverfi cempi adono 
no confeiTore per lesitcima ca- 

Trm , frr r«ai^r#/#, « C^mfmtMf . 
«. Gr. «n^y. f«cr.JMtr.8o. f^ E 
'C tracio «che v'era, non vale- 
e a dugento fiorini . 
. Trst ftr Olire, Lar«^r4Mr.Gr. 
?«cr. Mv. T. 9. Avendo tra gli al- 
ire con Borgognoni nomini pie> 
gannì. 

t.Tr«, ferO^ r«af itt»t»*« ^^ì/f-i"*- 
.ar. Mut. Gnid, G, Quale dovefTe 
\ palladio tra Telamone , o Ulif- 
9.4«#.tf4.2. Li Romani tennero 
io quale era lo meglio , tra che 
uni avelTcto due mogli , olefèm 
dae mariti , acciocché la f:ente 
licafle. £»«v.st.4. Signori, qua- 
tcg'io tra una cofa» o due } T$f. 
s. Se voftra vicina aveiTe mag- 
Ibrodi voi. qual vorrefte voi in 
era il Aio, o il voftro f MMifirutx.» 
-Quale è maggiore obbligagione 
»otk>, 0*1 giuramento? 
[II. BfertPréi'l ii, «7jm, niéUt Ef. 
léia, 9 imttrte, %^mn. Se medefi- 
ira qoafi dabbio tra*! sì, e '1 nò 
irftarfa. 

DANTICO . V. ^. ^id. M^lii 
. Lir. perMHti^HUS . Gf. T9X»fT^f , 

i Ma in cofe sì traantiche sì ba> 
leaer vere le cofe , che fiembran 

li AVARO. V.^,^d(L Mtlfdt^ 
\ui»r4idut y vétlde mvdrus. Gr.f'V' 
» T9k9 ^/Xap>V92^ . Sim, P'tft, 

lo il traavaro ode qaefti verh , 
! ne rallegra. 

ABACCA . Spet}* dìpéUigVfnéfr: 
Httdagutrrs^ Temdm , Lat. temt9- 
Gr. TXfMf^x. G. K 9. joi. |. Ed 
o i Fioicocini in loro ode bene 
nco» o più trabacche . B^cr. n§v. 
Trovo la Tua Salveftra maritata 
buoi giovane , che faceva le tra- 
;• £ ««v.^S. s* E qoivi fatti ve- 
d'glioni, e trabacche, difle a co- 
che Scompagnato l' a'^^eano . che 
voleva . Ftaiu, Smtth. rim,7A, Sic 
jn tal trabacche L* alta pianella . 
ilcagnin ^ cuopca ( f «w p*r fimi- 

ABACCHETTA. Dim.dìTrmkéu. 
ar. iemfriélum , Gr. TXtirétfxvTW. 
,CéUv, I. 6. E lorto un alto rover 
andammo Con una ttabaccbetta 
ecchiata. 
ABALDARE, * TRIBALDARE. 



Tréfuférg . G. K. 7. x |0. 



fé exJiéindU , rhi mul peféute , # m» t/lsU' 
n9 ferme fk' ft/ltf mi hre . Lar. véteitUre, 
titubare, GT,Tsifi%^ipt/^su , Fir,^f.itii 
Il (oldato ec. traballando ad ogni pafTo, 
appena foftenendofi fopra di 00 Tuo 
baàoBC ec. fé ne venne coai pianamen- 
te alla cittì. Merf, 6, |8. E appiccolii 
una fiefpola acerba , Tanto che tatto 
pei corpo traballa. Bti««. Pier, j. 4. 9, 
Reggerfi. e traballar (bnnifèrolì . Malm, 
6 19. Che voglia a Malmarytil , eh* o^ 
mai traballa , Far grazia anch' ci di 
dare un po' di fpalla C f«' /ìruréitéum, ) 
TRABALZARE . M^udéir ebeccbejfs 
ì» fai , e i» U ce» ìfcherme , # firéipét7M\ 
Sirskéilf^étre . Uh. Sem. fi|. Che del 
cocch'nme Ufclr mi vuol , per trabal- 
zare un prete. Cémt.Cévn {9. Noifap* 
P'am pur, eh* a voi anche ne giova Di 
quefto trabalzare C fni im femtimemf e 
ftnvte »el/tfnific. di Trshml^je) 

TRABALZATO. ^dd.dM Tr^al^A. 
re. SMltin.dife.i^tiù. Popolo certamen- 
te vario, nero, instabile, leggieri, mo- 
ftrnofo, e vano, e io tutte le pin pas- 
se forme cangiabile al pari delle nuvo- 
le da* venti in qua .e in là trabalza- 
te . 

TRABALZO . Seria d* «/«r^ ; • di 
guàddgne illecite , Véveh, rim, knrl, i. 
17. Balìa s' e' foffoa più del pepe ca- 
ri , Ch' e' farebbe da far trabalzi , e 
fcrocchi , Per iftar a peducci co* pie 
pari . Cdmt.Cér», jj. Soccorrete i (cn- 
Tali Neceffìraii a far trabalzi , e fcroc- 
chi. £77. Chi vuol fpefTo dare fpac- 
ciò A trabalzi • e barattare. Venga via 
fiiora al baiacelo» Scasa fiat troppo a 
penfare. 

TRABEATO. V.^> ^dd. Meìte teM- 
te, Lil. terf ne fumter^ue kenSut . Sem. 
Pifi. i'ergiiio chiama trabeati quegli , 
che mollano a Troia la gxande com- 
battendo . 

TRABELLO . r. ^. ^dd. àéelie ielle . 
Lat. perpnlcòer . Gr. vrìpxtlX^ , Sem. 

Pi/f» Seguiti le txabclle » e le tranobiii 
cofe. 

TRABEME. V. ^. avveri. Mei fé h 
ne . Lat. permeile , Gr. Totyn.'xKSi . Sem. 
Pifi. E perciò gli dee Inomo Ìài rimem- 
branza delle cofe trabeoe conofciute. 

TRABICCOLO . ^rnefe cempefie d*éd- 
rumi legmi emrvsti , tkfji mette feprm */ 
fuece , per pervi fu punmi m Jcéddmre , 

%, Dieefi ameke Trukiteele , egmi Mmc- 
ebims ftréivsgémttt pétrsUeltrm9»té di le- 
l»e, 

TRABOCCAMENTO- // tréheecére . 

i, ter metmf. Vede Revìné^^ Disfscèm em- 



oni più di mlle ^ttccento traca- 
:i, e pedoni, e prefine più didae- 
, onde molti ne furono rrabaldati. 
jtf.i. DilTefi con più di centomi- 
rini d'oro contanti, ch*egli avea 
ignati, ovvero ttibaldat: al foouf- 
, f.y.i r. 97. Perchè , piela la fpe- 
I della detta promelfa, gran quan- 
ti ricchi, e booni prigioni liiolda- 
bal'Jarono . 

.ABALDERI'A. K ^. lltrskaldM. 
rem. Veli, 1^6. Fae tutto tagliato i 
i, e fattone grande iftrasio, come 
ne per le male cofe ifconce • eh' 
fatte , e pet le trabalderie • 
.ABALLARE. U Omdeggime ^ che 
i atf pmè fefiemerfi im piede per déke- 
i , e per sltréi eéigieme i Balemétre^ 
dlére , Temtemmére . £ dieefi dtU* 



8. Furon- t* * L*t* cUdes , ruima, excidimm . Gr. 



òi<£9f9t , M. V, a. js* Abbatte, .e rovina 
(t medelìmo con debiro , e degno tra- 
boccamento . DeeUm.QuimtiL C. Taglie- 
rotti qualunque nodi ta frignerai , o- 
goi traboccamento ti rivochcrde. 

TRABOCCANTE. r4^fr«Wrc«.Lat. 
exuher^tu , fnper^mems . Gr. A'^«va»v , Becc, 
mev,6j.%' Di greco, e d*altri vini pre- 
siofiffimi traboccanti. Teel.MlJt, Mifa- 
ra buona , e traboccante » e dicrollata 
daranno del yo(lro. Fr.Gìerd. Fred. S.^ 
ao. L*odio di Dio è grandiOimo ,, ch\ 
egli t'ha, il peccato tuo è traboccan 
te. £ éUtreve: Sempra le mifure d'Id 
dio ibno colme H e traboccanti. 

|. Tr^keccémSe , il dieisme éU FUrim 
delV ere , e *d mitre Memete , ^ntmde ««- 
{/i4«« dire , the fieme di hemtfime pefe . 
Mmlm, la. $4- Intanto crofciax kncdi 



nn gran rffo, E quel , che è pefglo , 
poi fonar, ma forte, Baftoaate dtpefo 
traboccanti < f«fi per fimilit. Im ifekertje ) 
TRABOCCANTEMENTE. wtf^rrK 
Cem trmbeece^ Precipìlefmmemtg, Lat.fra- 
eipitéinter. Gì. T^vtttS^. CeiLSS.Fmd, 
Il qaale traboecaotemente ù condnce a* 
peccati . 

TRABOCCANTISSIMO . Superi, di 
Trgdteccmmte . Smlviu, difc, j. 90. Non s' 
alteri fensa nrgentiffiroe , e traboccan» 
tiflìme, ed evidentiflime ragioni. 

TRABOCCARE . Verfsr fueri per U 
U ItcccA ; /« che mvvieme di vm/ì, tmijure, 
e mitre cefe fimUi , qummde fèm pieme di 
ffperfiue . Lat. effimere , redumdjtre . Gr. 
inpifit. Dmmt.Imf.ó, Ed egli a me : la 
tua città, eh 'è piena D'invidia sì «che 
già trabocca il facco , Seco mi tenne in 
la vita ferena. Buem.Fier.x»yy, Quan- 
do al Settembre ricerchiato il tino !1 
vuol far traboccar. r«iir. Csrm, iij. Se 
la tramc^ggia oon è ft retta in bocca , 
Non ù fa macinato , che buon fia , 
Getta in un tratto, e fubito trabocca, 
E ciò , che fu vi metti , batti via . 

%. l. Per Jtmiiit, Petr. fem. 66. Onde: 
convien , ch* etetne Lagtime pet la 
piaga il cuot trabocchi . £ tmmt^ j$. 
7. Che di dolce veleno il caoc ttaboc- 
chi. 

f. ìl.TrmheeeMre^ figursimtu.per Seprmk» 
kemdmre . Lat. eetuIrerMre , Gt. éiénfSf . 
/><rr.c4ii^8. 5. Corro fpeflb , e rientro 
Cola donde piò largo il duol traboc- 
chi. Cép. /mpr, g. JLa limofina quanto 
è accetta a Dio , tutte le fcritture ne 
traboccano, e le efperiense il teftimo- 
nano. Bee^, Vmrck. ^pref^. Avviene an« 
Cora fpelTc volte, che il governo delle 
cofe fi dia a' buoni, perche la malvagi- 
tà de* catti vi, quando^ tanto ciefcm- 
ta, che trabocca, ù rintuasi. 

I. lU. TréJtéctMrtt il dicidmé mmcheper 
r VJfcire i fiumi , e firn ili del lette ìereper 
Ufepercbtm mc^um, 

i, IV. Trmàe^edret tmfigmific. mtt. vmU 
Cettmre . Lat. ejfnmdere . Gr. i«X'"» • 
Tav. Hit, Ordinarono trabocchi • maa- 
ganelle, fpingarde, e traboccavano nel- 
la città fuoco con solfo . G. V. 9. 94. r^ 
Gravi battaglie continuameote davano 
alla cittade, traboccandola <oii più di- 
ficj. E mum.f. E così dimoraro ledet- 
te odi in guef ra flretta di badalucchi , 
e di traboccar fi,, « di faeKarfi tuttala 
detta fiate . M, V. a. ao. Dando opeta i 
capitani a &r ftre.dificj, da traboccate 
nella terra . 

J.V. TrMbeccmr4 , per Freeipitmre, GH^ 
tmrtiù , ScéglUre j e im Jfmific, neutr^ 
Cmdere precipetefsmemte , Lft. prétcipité^ 
re . Gì. KxrviLp^/uftXi*9. P^. s®. T ho 
vcdoto il fegflo del fuoco di Moofi- 
be!lo , che 1* afpetta per riceverlo , e 
uaboccarlo allo 'inferno . Guid, G, lÀ 
Greci traboccando in ^ran fretta » jfi 
raccoglievano per fuggire alle lor ten- 
de . £ mbrefe : Pantafileo traboccè 
iDorta alla terra. G.V, p. 91. r. FarOB 
giudicali a morte, e traboccati di fio- 
ri • •^Um. Gir, sa. 77. Guarda nel 
monte or a finiftra , or delira , Se 
cofa V* ha per traboccarlo deftra . 

I. VL E figuTétàm. Tao. Dìttr, 
Quando la predetta malvagia fenteo* 
sa fa traboccata ( c<m : > darà wr9» 
cipitefmmeuit , # finyt fmfidtfn^ 
m9 > 
TRABOCCATO . ^dd. d« TraéMWi 



£sdilU Crufid, Tem, K. 



t t 



78 



TRA 



TRA 



cMTÈ, CuUl,G, Ma qaando Ettore il ride 
tcaboccaco mono (tenderli alla terra 
C €i»é t iittéit%g$k > M. K 9' 87. Loro fta- 
co rovente ti muove eoa yo^ liodi > e tra- 
boccata leggereua C <iW : prtcifUtft , 
furi§fm ) M9rg, af • 7j* E l'acque vidon 
traboccate • e fparle Fuor della fonte 
C qui ntl fignipe, del |. III. di Tfék9C€0- 

TKKBOCCKBhLO.TfékHebtn; Stv» 

^i9lf. PaiTavaiicuro fopra il trabocchel- 
lo, e quelli , che aveva lo 'ngegao in pun- 
to . lo fé fvolgeie» e cadde Bofolino nel 
fondo del trabocchello . 

tRABOCCHETTO. Lmég^fMrtcsf 
nttinfidie^ dtmir» di fUédt/! pMcifìfMm im, 
isnn» . Lat. dtcipuid , deeipmlum , Gr. 
rat>/f • Buém, Pier 1 4. 6, Avverti ■ quel» 
la porta, che fotterra pel fondo della tor^ 
re pretta ^1 pa/To Per ire al trabocchetto . 
£ df^tff»: Le guardie coxcotte» Ch*al 
trabocchetto ftaono, 

f. I. Figunasm. f»r Infidi* • Lat. imfi 
dìM . Gr. fu9pai .^ T*e» Dsv, Tendendo 
trabocchetti ■' più chiari. 

^. II. Trsh€ch*ff* » f Mtuh9 dim, di 
Trdè9£€» , Strumem» d^ gi^f^r* . Likr, 
•Afifì, O chi *1 voleflfe più immagina- 
re • parrebbe % modo di carro , o di 
trabocchetto con pertica , Stv, ^ì§lf. 
Fece drirzare due trabocchetti da gittar 
pietre . 

TKAWyCCHEVOL^.^dd.Cbeifcide 
fuT di mìfuTM^ Smifurdf, Ltl.immen 
fnt, Gr. vrtp/ufrp^ , Ovid, Pi/t»^. Mi 

f larve vedere le vele refe al trabocchevo- 
• vento chiamato Noto . S^lvin.dife, 1. 
J98. Divenuto a un tratto perla traboc 
chevole, e cieca libidine , nimico, e^ra. 
ditore . 

J. Per Precìpite fé , %Avverfe . J^t. sd 
verfut, àì,V,7»Im Acciocché per le lo 
ro ruine, epe* loro crabocchevoli cafi 
fi ticooofcaoo «.correggano, e ammen- 
dino. 

TR ABOCCHEVOLMENTE. avveri, 
Precipitefétmemie t Cen J[uri», Lat. frécì- 
fitmmitr . Gr. rpsviT*»*. Petr. uem, ili. 
Fa grandi principi traboccheyolmente. 
e BOB moftra il fine. ^mef,Vif,x\, Or 
miri aduBqoe quefto empio accidente 
Qoalunquc è quel , che vuol legge ad 
amore Impor per forza crabocchevol- 
roentc . 

TRABOCCO. Ilnsye€eér§^ Trshees- 
mtmte, Lat. r«fM* /^A" • Gr. rrS/ux, 
oxr'^^iflc. Fir.^r,ì7i, Allora parve be- 
ne a Piiche, ch*e*^^e venuto l'ultimo 
trabocco de'lefue rovine, e che a vifo 
(coperto eli* era mandata alla beccheria . 
Fkrrè./pp. 1.47. arando le cofe di Firen- 
re tutte in bilico, eradigrandiffìmomo- 
menioa poter dar loroconogni poco di 
trabocco in qnalnnqoc parte u volgere il 
tracollo • 

1. 1 Per Lneg» » devt fi teirrm rifie* di 
trékétrsrt, Céirjeet, 1,70. NoBpofliamo 
ufcir foori , che non diamo in un mon- 
te , che fta per caderci in capo , o in 
certi trabocchi t che ci iltappano le bu- 
della. 

f. II. Trmkeef, èsneh* Strumtnte bel 
lle§ dAtrshece^re , Tdv. JVi^ Ordinarono 
trabocchi , e manganelle • e fpingarde , 
e traboccavano nella città fooco con loU 
fo. Sim,pif, 92, Finalmente fu morto 
con pietre ditrabocchiC«<T.C«'.&«.* fa* 
jnim molare ) MK.c.ai> Riuò trabocchi , 
e manganelle, che tribola vanoil caflello. 
Mm/hu^x,^, af . a. S* egli confortò , che '1 



trabocco gitta(re, ovvero il lialeftro . Ci- 
riff, C*lv, i« 19. Ed or facea far maagani , 
or trabocchi . 

TRA BONO ARE. y^.Seprmbbendsre. 
Lat. exukermre . Gr. dlBj^t . Sem, Pifl. 
E tanto traboada, cheun»boce ^oa gli 
manca • 

TRABUONO. V,s>i,^dd,Pimeh*bn- 
••• Lat.f^iww» Gr. jSìKt»^ . Efk.Paf. 
Sef. Elli donóe il faotiabaoao figliuo- 
lo . GHir./rrr.4tf. Lo andare ia tomea^gio 
ée trabnoBO, ma non mica per carioil- 
tade . 

TRACANNARE. Bere fuer di mifm. 
rs, Msviddmenie, Llt.mef /eimiurgitM» 
re . Gr. xxTttffòJhu . M»rg. 19. «a. Mor. 
gante tu non bei» ansi tracanni . ^r. 
Fur,29,zz, E riprendendo il rito Saraci- 
roGs^n tazze, e pieni fiafchi ne tracan- 
na, £/«#.a. ^'*1 vin fomolo a me vie- 
più interdetto , Che *i tofco i quivi a in* 
vitiu tracanna, E facrilegio è non ber 
mo Ito , e fch ietto • Téu» Duv, amn. 4. 84. 
li vecchio per taleinfannola prefe ( U 
**V,^) e PO rfe al figliuolo , il quale ^co 
me giocane la tracannò. SenJfen.Vdreh, 
I. IO. Verrà un dì, che gli ubbriachi fa- 
ranno in fomma riputazione, e l'aver 
tracannato di molto vino (àrà virtù gran- 
dilllma, 

TRACANNATO. ^ddJdTrmcMHs. 
re, lAulérgHer bMtfinM , Gr.ra'sX^ Vft» 
A*«»^ . Otnel,S.Gie:Grififi. Nel corpo de' 
quali per lo tracannato vino l'animi è 
morra. 

TRACANNATORE . Che irdcsitns . 
Frdne,Sécch.n9v.ì6'j,Sc prima era beviro- 
re, diventò tracannatore . BHen,Fier.^^, 
5* Delle'.borfe lìcario, Tracannarot del 
fangue C 9*' f^r fimiUt. ) 

TRACAPELLO . Sfe^i' d'erh . v.EPZ- 
TIMO. 

TRACARO ^ V,^. ^dd. Mette edre. 
l^it.cariJfmHs. Gr. rptr^thi^nr^, Sem, 
Pift, 101. E perciò, rracaro amico mio 
Lncillo, (indiati di vivere. Eslìr9ve:E 
e SI è f tra.aroamico mio Lu JPo . già la 
miaetadeec. 

TRACATTIVO. r. ^. ^dd. hUUe 
cdttive, Lzt.perimiqmms . Gs-'t^/u^i^l'Ò^ . 
yit,Bmrl, 7. Avvenne si tracattivo, eh* 
ancora oc dorerebbe tutto il mondo pia 
gnere. 

TRACCHEGGIARE . Tempertgiìd 
rt\ medekmffe, 

TRACCIA* Prefrietmemte Peddid . e 
Orma di fiere t e 7 Cmmmime , tht fanme 
le fiere , e ehi le fegue , Lat. vefii^imm , 
Gr. /xv^* Buem,Fier, 1.4. f. Le vare 
tracce Ricercan varj i bracchi , e i capcia- 
tori, 

4. I. Per fimilit, véle Segme , Cemtrdf- 
fiine, Liv. M, Le tracce d*altr* uomo 
fon oel tuo letto. £ ^p^efe: Egli me- 
deiimo vide le freicbe fracce del daa- 
no. 

f- II. Pur per fimilh». mste Cémmime , 
yidf9i9, Petr.fi9. 149. Godei vago deiir 
perde latracela. ÌXi«r. #«f.is. Ritorna 
mdictto, e lafciaaadat lattacela^ Bfsr, 
t. Qodelanaccìa voftfac foordi Ara- 
da* 

I.IIL PerTrmfps, fki vsds im fila ^ et 
«a di€9r9 MlPsltré . ^af. eeetm . Gr. ra i wp. 
r/« . XXia#. Mmf, iM. f tra 'i pie della ripa , 
ed elTj^ in traccia Correaa Cca^auji arma*- 
ti di (aette . £ iB . pai vecchio ponte guar- 
davam !a traccia , Che rea/a verfo noi 
dair altra banda. £a#./»ì: Pai vecchio 
ponte , in fai ^aalegravamo f ià mofita- 



TRA 

ti» guardava 10 Dante la traccia , cioè la 
brigata , e moltitudine «rande, cboi» 
n/a verfo noi • 

yiV, PsrTrMtidte, TrMiiMmenfe^Pr»- 
iiedditufH^ie^ G,V, io.ai|. |. Partitofi 
il Re Giovanni di corte, fé a 'andò ui 
Francia . per feguire la traccia • £ ia.|.|. 
Sentendo la traccia del Duca » e il fno mal 
con/iglio , e non fentendofi forti 
FramcSdcek, rim, |. Con viziati modi • « 
con lor traccia , S' eir ban pietà * da log 
la fan parure. 

f. V. TrmcelsdelU p»lveret fi diee^ 

UPer^iemedipelvere , cheddllmeft^ demde 
t'affieeia il fueee , fi difiemde firn fregk d 
tmdfti . e dui éUtrifirumemtl ddjneceferàfi^ 
riedrlì, 

i,\l, andare imfrdteld» 9, ANDA- 
RE. 

TRACCIAMENTO. llirmeeléM. 

%, Per Mdeehimsmtmu , Lat. aaaeAìaa- 
tie, Gr. /<9X«>?/Mi. Liir. dee. |. Dib* 
egli .* diftraggerete roi la repabblica 
per lo tracciamentoi e per la guida dì 
Pubblio } 

TRACCIARE. Segmiidre U trsreìs » 
Lat. imddgsre , vefiigsre . Gr. ifidivétw • 
Merg, aa. 155. Ognun vuol quefta le- 
pte. ognun la traccia . Bm»m, rMr.4.1. 
Io fono andato a caccia per un piano $ 
E tracciando la lepre ho perfo il brac- 
co. 

$. Per metmf, vele Mdeckimmre , rMara 
ìrdttdie, Lat. meOri . Gr. /««X'^Sd^. 
/.iv. M. Già erano due anni ^ra turba* 
ta , e andava tracciando nuovi coaGgli* 
Sem.Pifi. Quefte facciamo, e qaefie co- 
te tracciamo. Crem,MerelJ,jej, la qo^ 
fti tempi ec. per Io comune di Firen- 
ze fi tracciava di aver Fifa , e di po- 
terla guerreggiare , Ster. Eur, s, tf a. 
Parendogli forfè poco ti tracciar la 
morte di un folo, fi difpofea farla di 
terzo . 

TRACHIARO . V. ^, ^dd. Mebe 
chUre . L»l, peituddus . Gr. ^ttt^vii . Sem, 
Pifi. Non è trachiaro , e lucente , na 
rgiiepuro, e netto. 1 

TRACODARDO. V,^. ^dd. Meliel 
ceddrda , Lit, igndvigmns. Gè. ^x5««0- ! 
^T®-. L.v. M, Voioicte , dilV egli^j 
li.onriir; ji tracoJacdrn::niri . j 

TRACOLLA . StriCKimperUpmdltmi-A 
te , i htx^rmHde Jifulla //•.,; 'm fette mll'^pe» ! 
fie hrdciie , ferve cemHntmtnie per n/» di 
feUtner Id rp*dd , e fiatile , Lat. kdliems, 
Gr. C*»"^";. 

TRACOLLAMENTO. ti trsrelUr*, 
Trdftlie, Lat- Upfus , ruins, Gr. a'x/t^f- 
/u«, T7 4»4x«. Likr,cur,meklMte. Quando 
li avv:«.ina il tracollameato del male 

iqui figurdtdm,) 

TRACOLLARE. Ldfcimr* andsf gi9 
il eépe pr fenne , e firmile 0ce,dem9e \ e 
mucbe Mimdccidr di cmdere ) • tdl§rd ao- 
cke Cmdere ^ Lat. emput demi$tere , rW/o* 
ii, Gt.me^Kh ««^/w^. Vmrekfier,tM^ 
4«7* ECTaado egli, mentre fonniferaya, 
tracollato delia feggioia, aellaqualeft 
deva , batte delia roempria ia terra, p 
mojj. 

f. JS per fimUit. dieefi per hfiefe . eie 
TrmkstUn, Lat. mu$mre , tssubmre , Gt. 
^a^p^iuéoA, r«c.X>«v/fr.i.aa|. Tra^ 
colUndo I cavalli per lo pefo degli jw- 
mini «i'arme. 

TRACOLLATO. ^dd.déTrdemllée». 
htred, Vire» Col gombito in folle gi- 
nocchia, colla mano alla fora» e mca 
*o e bbro di fonno , tracollato ec 



TRA 

fimm, FUr, 4. 4. ii. La fiadert cred*io 
I della Doffana , Che tracollata fa tie- 
'nut le ca(c ( riti: irshMlléUs ^ $»mte»^ 

TRACOLLO. // irsctllMTg, CéJuUf 
iUvims . Tr*$f, grv. /sm. Figlialo t pc- 
! tocch'è dirino , e featìralo (alire di gta- 
; do in grado tanto , che non folo dar^ tra- 
' collo aPa (ìoiflraaltotto dilungata da 
' ogni pcnfìer terreno ec« Sì§r. £«r.tf. iji. 
I Ed erano tottayoJta si bilanciate le forze 
-loto, che Agni poca di augamento eia 
i ba&ante a date jltracolfo . MéUm, j. 72. 
' Chi dà an orton» qoeiraitro dà nn tra- 
icollo. £8' j. La notte, diifeyèan vafo 
IdiFiBdora» Che verfa affronti «ri fichi , 
e tracolli « 

f . Dsrt il irMc§lU slU hUéUtcis, v. DA- 
RE IL TRACOLLO f. 

TRACONFORTARE. K^, CéHf$r. 
tsrfi^ Cnfitéifi . Lat. /• ctnftUri . Gr. 
/nrrav 4»^Mo;^M^ai . Liv, M. Neil' 
usa fchiera » e nell'altra fi rracon forra- 
taso « iécoado lailagione ( fa> ntntr, 

TRACONVENEVOL6- V. ^. ^dd. 
JMr» rvatw«rv«/« . Lat* sdmulum dt- 
cuff. Gr.rtXXx rpintv , Stn,Pifi, Tut« 
tavio tiacoBvenevole non mi fiate quel- 

11o«chcTaliio aCf, ch'egli appella ca*' 
«Suasioni. 
TRACORDARE . r. ^, Grsudtmt^t 
iwmemàmt» LMUW^ximt etnctrdem fjji . 

< JfafirtglioCirtiente a tracordavaao > e fi 
aMlIraTaaadibiron'aria «tutte inanieie 

él fTDR C fttf mfir.pétjf', y 

TRACORRENT£. Cbt tréUtrt.lAX* 
9M€mrr€mt» Gl.o^rpi'xjmf. Btmkft»r, 1. 
7. I pootì, da'qaali le ifole della città 
dall'acqiu tracoriente feparate fi coa- 
fiagacraBO, furono incooiinciatii ef- 
kado prima di legno , a far fi di pietra 
Iftriana a fpefedej pubblico » 

TRACORR£RE. K ^. Ctrrtre éfdi ^ 
Cntmfmtu Lac. tMcurrirt, Gr.óxr^f x'/v. 
•Amm.smw.jp, i. ij. Non fedi tu • che 
lanr gii aaimali , si tofio cooie a nuocere 
fi levano, tracorrono IP 

f. Ptr TrMféfmrtj Trs/enren . Lat. 
IrsiwrgMéi . Gr. «^rpfx</' . Frdmc, 
BMrk.t^é, itf. Feggior fon quei t che tta- 
cotroB li fegni ^ 

TRACOTANZA . K ^. InfiUnnjg , 
*^rrtgMmtA* Pnfiunfmt . hàt, srrtgMm. 
tùk , fmfnkiéà , imf§ttmtU , sndétis . Gr- 
ikBiJ^unim , ^pdw%^ . D«f»r. /«/.S. Qac«- 
fta lor cigcotaaza noif m' è nuovo. Tmv. 
IS9. ir qiiale contrario trreverenaa , 
ovvero riacocanza dicerc in noftto volgo. 
Ite fi paò. Liv, Af. Contattare alla fot 
'fiacocanaa, e alla lor follia ,G.V^ »• at4. 
f. Monto in tanu audacia, e ttacotan- 
aa, che Tuficio del Priorato avea per 
■koce. 

i TRACOTARE. K ^. But.Pér, \€. r. 
, Tiaconre è errare nel quoto , quotare è 
, poocr la cofa nel fiio ordine , e pere tra- 
iCataco, cioè difordinato nella eftiau- 
aiones che A di fc* 

I TRACOTATO. V.ol.^dd. dd Tré. 
nfdtt; Imfilttat^ ^rrtgMUte, Pr§f9Htm§. 
f» ff Cke/SfUm§ éé m^ltéfiù , r6*«* M» è • 
Im» mrtgdnt f imf§feHr , /uptrlms . Gs» 

•a>(tty, ^f*Tv<s. c,v.s.,79. a. Per lo 
popolo fiiperbo , e cracotaro ù vinfe il 
^peàiore. Mhm. «•/. Gtiirr, 100. Qaeft' 
là'fiuo some dritto. Che lo (aver mi 
taire, E mi fa torco fòlle » Smarrito , 
Icuacotaro autamente. T'«» D^v, /«r. 



TRA 

Z.Z90, Non fi può credere* quanto cidi- 
venne fuperba, e ttacotato (H T. t*t. 
bsi quantum fuperbiar.focordicve ade?- 
revetit> 

TRACRUCCIOSO. V.^.^ddMwh* 
erucci§f» • Lat. vmld§ indiriunus , Gr» 
c^iipa ìo^9ùUf^9 . Srn, Pi/, ti maeflro 
ttacrucc!olodifputa» che Tuomoooo fi 
dee crucciare. 

TRACURAGGTNE . TrsfeMrj^nt , 
Lar. imemrid, Gr. «Ac/Xfiflc. 

TRACURANZA. UjfeJff^ebtTrsf 
cnrsn%/t , Lat. imcurU • Gr. i/AtXft^ . 
C0m, Jmf. 9. Quivi quella lot tracura nza 
non è nuova, chegiàrufarono a me in 
fegrera parte- Tsc, Dék^,Mn»»i,6j^ Moke 
fi rade d'Italia eran rotte, e non abitevoli 
per misleanza de'conducenri, e tracn ran- 
ca de'magift rati . £4n».iMj|.Ora non 
fi filmare per la comune tracuranza dt IV 
atti nobili . e pet attenderfi alle fnpeiJlj^ 
zioni fbreftiere. £«ji».itf.ajj,Con)eag]ì 
altri rindnftria, a lui dava nome la tra- 
curanza . 

TRACUTAGG1NE . TrsTcursttU 
nt .^ Lar. megli^tntis , ineuris • Gt. 
afiiXim. B§ce,H§v, f^ ai. Giufto titolo 
parendogli avere in ciò, che tatracntag- 
gineafrrui aveva gitrato via. Tac D^v. 
snu, 4. 97' I nemici , veduta lor traf:ii- 
faggine, fiinno due fchiere per afiatire 
una r (àccfaeggiaati r e Talcra il campo 
Romano. 

TRACUTAMENTO . Trscntéf^;»* . 
Lat. Bigligtmtìs, incmrìM, (jt.«)ttfXf'« « 
Kim, «ar. P. N, Ragione è , che 
deggiate patite Li gran tracutameari , 
che ufati Avete Imigo tempo a confcn- 
tite.^ 

TRACOTATO . ^dd. NeiUgintt , 
Trmfeur4Ué» Lat. negligfs, Gr. «/cma^c . 
C§m. Dékmt. E* tracntato colui , che turra 
faa onoranza, eflaro di pregio ù. getta 
dopo le fpa Ile. 

TRADIGIONfi .^ TrWtmft» . Lar. 
fndiiU, Gr. Tpthrix, N§v, ^«r. 5J. 7. 
Egli non dee efiere in luogo^ dove h\to 
giudicamento lia dato , né tradig;on< 
parTata. £ »av« <o. a. Sotprefera qucitor 
lor fignore a tradigione fconciamenrr . I 
G. V,9' Jix '• llconre Alberto da Man- \ 
40iie fu morto a ghiado per (radigione * 
Ttf,Br,S,^<i. Qaeft *aomo fa omicidio , 
queft*altro fx ladroneccio , equeft'altrEv 
fa tradigione. •jdUm,Gir,4. 14. Ond' icr 
di voi pavento^ Che non v*atteffdan lì 
per la forefia , E qualche rradigion vi fi a 
molefta ^ 

TRADlMENTlCATOr. V. ^. ^M 
TnitTMmetHt dimemticéf . Lar. •ytìvhHi 
dsiuf, Gr. T? xOn 'o^^i^ftW . Liv. 
M, La cofa parlo lungo tempo era tradì* 
menticara . 

TRADIMENTO . Il iradlrg . Lir, 
ffditi*, Gr. V^^/'eC. B9ce0H9V.96, ì&. 

Qua! tradimento fi commife giammai 
più degno d*etetnofupplicìo ''Pff r^ ««^^ 
ili. La potenzia del ttadirore copetfe la 
*nfamia del tradfmenta. G.Kr.i4.i, L« 
cittì di Troia per dadi mento fu ptcfa da' 

i. I. Fdr9c6ti€biffMMfrMdiminf9,véte 
FarU C0ntrg s rsjfi^nt f e9W im^Mnn», ma- 
liijt§fàmtmtt y M t9rS§ . 

S, ir. MéLUgimrt a fané s trsdimim. 
i9 , dieidmg del MdttgUrh , « »«» I9 
guU^gmurt . B—n, Fitt, 1, 5. j. Può egli 
eflere , Che vo' abbiate a mangiare a 
tradimento Si fattamente il pane f e 
si '1 Ilario Sguazzar bricconeggiando? 



TRA 



79 



LMfc, rlm. Ma (é vi par ch'io (crocchi 
Mangiando il voftco pine a r radi mea- 
to ce- 

TR A DIRE . Vféwfrsmde cm$r*d eélnS^ 
cèt fifidét, Lar. frc^rr*. Gr. KviTtr^alr. 
hfsu . But, Cialctino , che ufa f rande 
concricolut,chefifida, fi chiama rra 
dite* Ddmt^Imf^jj. Aveva voce D'aver 
tradirà te delle cafiella « £ dffref^ • 
Si^pt , che rofio che 1' anima rrade • 
Come féc'io, il corpo fno Tèrofto Da 
un dimonio ( c«Wr tfddifet ) Bmt, ivi: 
L'anima rrade. cioè fi determina di fii- 
re lo rradiraenro. G^Ky. 197. t« Tradi 
i Pilaalr e fi rubellò do loro per trat- 
tati, 

TB.ADIRITTO. V,^.^dd, Diritti f^ 
firn*. lAUdirt^igmut, Gr. luvKt7* dtS^wt, 
Sen. Pi/I, Alcune cofcr che fono tradititi 
re i fealcarno le mette in acqua chiara, e 
paie^ ch*eire fiep torte .^ 

TRADISPREGEVOLE . K ^. uldd, 
M?ir* ffr^§v§U . Stm- P%fi. La cofa , che 
ciafcuno uomo tradifpregevole , e tralor- 
do pti ore avere r non è buona . 

TRADITEVOLE. K^.^dd.Dstrd^ 
diurg ^ Di rrddit§rr . Lat. fr§dit§riHs , 
Gt^ «-;#O0T/X9V. Gnid, G, Immaginando 
nel ho cuotc li rraditevofi inganni d'An-' 
tenore, e d*£nea. 

TR ADITE VOLMENTE. K ^.^v^ 
•*trù. Dm trddit§r0 , C»m trddimemi9 • 
Cuìd, G, Or non diede Achille tradite* 
voimcnce a morte Ettore il fi>rtiaimo r 
ai qualein prodezza nullo fiie, oc (arar 
fi mi gS tante 1^ 

TRADITO, widd. dd Trddir§ . Lafr 
pnduw, Gt.r;aM^r/(. O'r.9. itfj. }^ 
U Lrgato r e mcfiec Ramondo fi tennero 
rudrti*' 

TRADITORACCIO . Ptgj^itrdf. di 
Trsdii§r§. Ldfc, Pint.^9. Ahi tradito- 
laccia , tu don vuoi appettate il cappello: 
£ SfiF^M^i, Qnefii fono i cafi miei, trar* 
dìtoracciar m'innamori , e poi tene vai* 
B^tn. TdHc, 1.7; Traditotaccia , che mt 
giunga il boia r S*ora non ti riginngo tf 
queji oft retto ^ 

TRADITORE. Cbefrddifei.LMt.fn- 
dinr, Gr^ rp9Ìor^ w Béèc, «rv. itf. 2€^\ 
Né defiderio di danari , né altra ca-j 
gronc alcuna mi fece mai alla tua virar* 
f)è alle ruecofe infidie, comerraditor, ' 
porre « Ddnf, Purr. *o. Cui traditore, e 
ladro , e parricida Fece la voglia fua 
dellofo ghiotta r Erim, 16. Io naaladico 
Udir che io vidi io prfa La luce de>ofttl 
oc<: hi traditori • Pftr,^»m\, J9. j. Falli- j 
dira f e lafi*a Se* di qael ftlfo dolce fug- 1 
gltivo. Che*! mondo traditor può date 
alcrifì^ I 

TRADITORELLO. DimMTrddif-X 
r€, Circ.GflL t. 15. lovo*, che tn mi| 
prometta t che mentre ch'io m'apro , ! 
come tu vedi , per favellate teco, di ftare 
av ^CKÌto , che non venifiealcuno di ^oe* 
fiitradirorelli di qaefti granchi marini » 
e Ritfiffemi un fiifloliao fra l'un nicchio, 
e J'flftro* 

TRADITORESC AMENTE. .Avveri. 
D**tddifere, ^llstrsditard, Ber^h.Fir, 
disf.zóz. Fangli da Totila rraditorefca - 
menre ammazza re . 

TRADITOR£SCO# ^dd, Dltrddit— 
re . Lat. freditwlus . Gr. vpi^^rixéi . 
Lihr, S§H. 105. La rua fifonomfa tradito- 
refca , L* effer bifiorto , e le gambe a 
fghimbeci Danno notizia del tuo mal 
pen fiere. 

TRADITRICE . VerM. femm, Ckt 

F « fr«. 



8o 



TRA 



TRA 



tréuiìfet, Ltt. * pr§éitrìit , Gt, »^W»- ' to d*ADgiifto I:npcradore » r^tv'i /fjx- 

ffa, G,V, 12.111. 4. Spofata quella iea^^«'«»f. che comunemente fi traduce: F«- 

fcmmina adulterai e traditrice del Tuo filns lente, 

stgQÒref e marito. Mor. S. Greg, Eltg-| TRADUTTpRE . Sujt, Verbdl, Che 

gono per lor parte, quafi come fommo iraduee , che d'und lingua trs/perts neW 

bene 9 le cofe vifibìli^ » e fuggitive , le ! ^/rr* «/f«» cemfcnìmemte . VAreb. Enel, 

quali come traditrici diletta» l'occhio 1 250. Dico , che la gloria prima è de' 

Téiv. IPìr. Traditrice , in che maniera 

ha* ra morto lo mio figliuolo f JRim, 

AMf. Fiw l^ijr«. Ila. Traditrice ventura* 

FcKhè mi CI menafti ì E Mcjf, Oneft, 

in* B già Bon fon sì nato fra gli At>- 

ttidi t Ch'io penfi mai di trovarla ama- 

tiicc, QuelU, ch*è(Uradi me tradtii-l rr«/}>*rr«r4 . Lat. verjie , interpretAtU 

ce. Btrn,0fl,M,x6. IO, A Biirlìa fuime-|Gr. /uiret^joiri^ . Sdìvìu, dìfe. 1. 119. 

nata in Natòlia Dalla f(>rtuna traditrice Legfevaoo il tefto Ebraico ^epoi h tra 



componitori , non de'traduttori .Sdlvlm, 
ii/c. I. ai9* Com; una aveva qualche tin- 
tura di Greco } dubito d erìgeva in tra- 
duttore. 

TRADUZIONE. llTrmfpertsmeitfd 
\»d lingHA in mitre % e énche V Operd ceti 



mia* 

TRADIZIONE. V. L, MemerU r«v4. 
r« »•« és ferinuTA , mm dm raccente de' 
Vècchi i endt fi dieé *Avere , • Sapere per 
irmdi\}eM , hit. frsdieie, Gr, h'9àiyu% . 
Af4/M«.8.j&. Legni, li quali efTé hsn per 
rrtdisiooe. Che fu riatti del gìuggiol di 
Nerone. 

$. Trdditiesi divine y Mp^ftefiehe , eccle- 
fiafiiche ee, jenefrefe s* tester $ i fmeri de^- 
mi nen feriti i^ een/ervmti dm' Pmdri dells 



dazione de' Settanta, e poi altre tradu- 
zioni dall'Ebreo net Greco. E aaj. Ha 
poftoquefto argine la chicfa all'inonda* 
zioni degli eretici, che fempre con nuo- 
! ve« e con nuove traduzioal ardifcono dì 
fcappar fuori. 

TRAENTE. Che irae , • tire s fé . 
l^zt, trdhens , Gr. f^t'xxiiy. Cr.a. aa. la. 
Fuggente alle calde interiora della ter 
ra lo fvarural calore dell'arbote , e traen- 
te con elfo feco l'umore, e lo fpirito 



Cbiefa t ed uniti s* freceiii rezifirnti iir//« { della pianta . £4.36. 1. Alcuni, traenti 
divine ferii ture , per regels delle fede, e inventi boreali, alfaggiano i vini (ciar - 



ftjfisnti ) 

TRAFELAMENTO . // trmfeUre . 
Lat. virìum defiitutie , cenfieruMiie . Gr. 
iurxjiXi^ . Zibnld. sAndr. per la molefta , 
e lunga agitazione fi etano ridotti in txa- 



de'ceflumi, Vnrch. fi§r,''tz, 4^5. Confer 
nandole tradizioni de'Padri, e le detet- 
minazionide'Concili . 

TR ADOLCE . F. ^. ^dd.Melte defee. 
%%X.duUi0mHt , Gr.>^ox0T9T«;. Guìtt, 
tett,i. Signore noftro , che per troppo felanìento. 
tradolce amore* che portò a noi, e por-i TRAPELARE. Pre^ temente Languì. 
tai di morte noi liberando , foftenne'»'*, Jtelét^fnrfi, e qus/i l'enir men» p'r fé- 
morte. £js>Seguftare potefle , amico verehidfutieSt etnlde, Lat. ceu/ternmri , 
tradolce mio , con fano ver» palato , che ' vlrìbus defictre.Gr. ò^rx^r-n-ÒiA , oxas- 
gioia dolce chiara, e cara rende vi rrìi ce. ' Mftìr. 0\ K. io. 89.^. Nonfipoteaoo per 
Efp,pnt,Ntfi. La grand^cottesiadelno- iftanchczzadelcorfo, che avean fatto 



ftro tradolce maeftro . 

TRA DOLC IATO. K ol. ^dd. Tru^ 
dette . Lat. duiei^mut . Gr. vXvxvT«TOf . 
Fr» Uc, T, |, i5. 17. Fcrocchè non l'ave^n 
ficonofciuro , Che fòfTe il lor macftro 
tndolciato . £ 5. jtf. aa. (Quando egli 
era piccolino 1 Tiadolciato > e buon 
bambino . 

TRADOTTO . ^dd, dn Trsdurre . 
Merg.t», 15 a. £ fu trovato in lingua Per- 
fiana , Tradotto poi 'n A rabica , e'n Cal- 
dea , Poi fu recato in lingua Soriana 
ieitè : tràsUt^te . Lmt, verfus ) 

TRADUCITORE . Trdduttere . 

TRADURRE. Tréfperture , Lat. irm- 
duetre» GufAf-niyw, Pétff, iBj. Quello 
cotale non avrebbe il peccato originale , 
il quale, come detto è di Top a, fi trans 
fonde , ctiaduce col fcme , di che il pa- 
dre genera iJ figliuolo. ^gn.pMmd.6%. A 
noi pare ec. che per non rifpopdsié a 
quelìo, che da voi afpettiamo, voi ri- 
volgiate il ragionar veltro della mafieri- 
ala ) e traducetelo in contraria parte di- 
cendo delli libsulità . 

I. Ogfi Tradurre . /i dice anche per V$l^ 
f^aril,\ar§ , § TrasUtare . Lat. vertere , 
Gr. /uiTa$;9r^My . Varch, ErceU 29Z. Si 
duole frcielo , che ec. fi rirrorino molti , 
i quali non celfino di tradurre le cofe La- 
tine nella lor lingua . £ ^pffjf»: I Lati- 
ni non traducevano da! Greco } V. Tra- 
dacevano . C. £ Cicerone ficiTo non tra 
dutf; l'orazioni di Demoftenc, ed'Efchi- 
ne / V.Txadnfl'e . r*/./*".tf 9rAbbi Ter en. 
rao y e Virgilio in mano ecbifogna fi^r feli 
fiimiliariec. recitafl\tradurli,imparargli 
a mente. S*lvi>t,d:fc, 1.178. Piacqnem: 
fcmprt^ mata viglio lo mi parve quel det- 



reggere, mi molti ne trapelarono . frane, 
Sacch. Op, div. 111. N0.1 hanno peto alcu- 
no refrigerio , fé non come fé ono por- 
rafie uno grandifiimo pefu . etrafeJaflTevi 
fotto, ehidafie. Kif.JT^./'^ri. Dato bere 
a quel monaco, che trafelava di fete , 
feppeliiron qucll altro. £ a*prefse: Po- 
gnamo , che non ci potenbnò gingoere , 
ne uccidere , pure cicondufl'ono in fui 
traielare per lo molto correre. Cren, Veli, 
ICS. Rotti . e (confitti fi mifono io higa , 
di che molti ne fiiron prefi , molti ne tra 
felarono, molti n'affogarono in Arno . 
CecchXerr, a. a. Vienne , che e' ti vuole , e 
m'ha mandato Trafèlando. Merg, atf.142. 
Rinaldo tanti a Aftarot ne manda , Ched 
egli è tutto trafelato, e fianco. TaeMau, 
«Mf>.a.|4.Sulsmuratrafelanilo, per no- 
mi chiamando, e prumsiteodo avea co- 
minciata a foHevare . 

TRAFELATO . ^dd. da Trafelare . 
Lu-viribut d'jiiiutujf cenfiernatui , In 
ired» Vtrt, Morta , e trafelata la maggior 
parte della fua gente . e ir. Trin^preLSono 
arrivato or ora tutto trafelato. Varch, 
Ereel,i\9. Don Silvano Razzi ec. tutto 
trafilato comparfe quivi , e così cramba- 
fciatodilTe, cheec 

traferire , a TRAFIERERE . 
V, %A, Ferire , Ptreuttere . Lar. ferire , 
percutere, Gr. vcUi^y, Turr^r. Tdv.^ìr. 
Li cavalli, % i cavalieri d trafierono di 
feudi, e di petti, e di vi faggio tanto fie- 
ramente , che amenduni andarono alla 
terra . 

TRAFESSO. *AJ.4. Fefi.Sfefe, Lat. 
fifus, Gr. he%fTfaÌHi , Ler. Med, can^, 
I tS. ^ O che buon brodo fan le fàve Icfie 
ec. £ cotte in fai piactel paion tiafe/Te . 



yg j T tff^ '*'i9^.*rrT7^'^^r^-^'rr 



TRA 

TRAFFICANTE. Che traffica. Lat. 
uegetìater, Gr. «-^^/usraC?, Dav.Camh, 
10^. Rifultantedal molto commercio, e 
intrecciamento de'traffi:anti . 

TRAFFICARE. Nef^etjéire, Efereitar 
la mercatura , e*l traffica . Lat- uegetìari, 
, Gr. rpvyuvTi'Jt-^tu . Af. K(.i8. La qaal 
|cofa gravo tanto di mercatanti, che ab- 
I ba n d nnarono in gran pa tre il reame , e 'I 
trafficare in quello. Beccutv. |8.tf. Do- 
ve gran parte della tua ricchezza vedrai 
come fi traffica . M§r, S, Grtg, Arricchi- 
ti di virtndi, fon condotti a trafficarla 
mrrcatanzi'a deità fede . 

J. I. Ptr Maneggiare , *>tver enrs , 
Cavale. Fruit, liùg. Nientedimeno per 
cagione di trafficare della pecunia, per« 
che eia difpenCatore del S'giore, cad- 
de si laidamente, che per pecunia tradì 
Crifto. 

i, II. Per Teeeare , Staijfjtmar§ • Lat.' 
centreftare. Gr. K%ò»rn^óUt . Vit» SS. 
Pdd, Levolfi fnfo, e incominciavaload 
abbracciare , e baciare , e a trafficare 
impudicamente, come fanno le male 
fcmai-ne. £«'. Pwr^.ai. a. Non mi ap- 
penfava ora , che ta eri ombra ec. vo- 
lendo trattare , e traflficare l'ombre . £ 
a9. f. Ella trafficava colle fue mani moli 
fiori . - • . 

TRAFFICATO. sAid.duTrmffedf 
Buen, Fier.z, 1 ti. Né fi puote avannar 
fenzi il vanraggio/Ch^una quìntelTea- 
zadcllecofe, Chequi, e Us'emngnCr 
trafficate. 

TR AFFIC ATORE. Che traffieit . Llfc 
negàtiatùr, Gt, ^sxy/tiwnif » Fr, GheL 
Prtd. R. Vorrei afcoltanti divoti, -tau- 
mcrofi i traffi.atori piik opulenti . 

TRAFFICO. Il trafficare. Llt.»ff^ 
cium . Gi.r^iyfAx . Beec, iMV.a. |. L«i- 
lifll'Hu, e diritto, edi gran traffico d'o- 
pera di drapperia . C7. V, 8. 63. s - Qaeflo 
traffi.-o del grano fu coll'altre una delle 
cagioni di voler rivedere leragionidcl 
comune, hi, V. u. 10. Il traffico de' Fio- 
rentini fu levato da Fifa . Fef. Jtfo. 
Dalla parte di fuoti fon cagioni di u^ 
gni , l'atti , gli oficj , i lavori! , edoga» 
mefiieto , e traffico, che fi fa del con- 
rinuo, conifiudio, econ follecitndiac. 
MAÌm. I. 8 a. Tofto che v'ebbe fitto il ca- 
po, volle, Che ognun fcrrafle il xtoBt 
co, e'I negozio. 

TRAFIERE. V.^. Pugnale. Lat.ff- 
li» . Gr, 4f^^ii:ùf , Merg.}i,y2, La lancia 
di Ciré /fé aveva in mano , La fpada alla- 
to, e cintofi un trafiere. £8.8s.Rifpofc 
a Mattaiblle Bcrlinghiere» Io ti dar» 
col brando , e col tra fiere . 

TRAFIERERE. v.TRAFERIRB. 

TRAFIGGENTE. Che trafigge. Lat. 
vulnerante cenfediens . Gr. TiTfeèTKUf * 
Tac. Dav, Germ. J74. Portano afte og|i 
piccole, con poco, e ftrctto fèrro, m* 
; sì trafiggenti , e deftre , che con efl'e con* 
battono ptcilb , e lontano fecoodq ilbi- 
Ibgno . 

TRAFIGGE R E . Trapajfar da um Mali 
ali altre e ferendo , epugneudei tfipreudf 
anclHper Ferire fempticemetUe. Lat. »»•«»»• 
figere , transverbtrare , trantfedtrt • Gt' 
Siexuóyutt :i4^rfÌTf4f . Dani. hf. H* 
S'avventòun lcipen:e, chc'I trafilTeLi» 
dove il collo alle l'pal le s'annoda . Dit- 
tam.i, 27. Prefe ad ingsgno , e per fbria 
Cartsgo, Poi l'arfe tutta, equi fiai'o U 
guerra , Che trafitto m'avea d'altro ,che 
d'ago. Petr.f9n,Z9. Qui co' begli occhi 
mitrafilPsilcore. 

i. Par 



TRA 

f . ffr m§tAf, Véli Pu^nert, • ^ffilgft > 
re fmm§4ifpléet%9Ìit t ietti m§rkmeif § 
e$mcéféÈf cktétrrtchi m§iM, idifguft§, Lar. 
éifferih &c, mfdert , Btec, mv. 78. i. Mi 
nrc che tlqaanto crafìcco v' abbia la 
fcvcricà dell' oficfo fcolare. En»v, 100. 
je. £ perciò , per prova piffiiarne , io 
^oaott modi tu fa!, ti pund , e trafìf- 
ti • FTMmc, S^ueh. h$v. aof. Il Papa uden. 
do coftoi , e fen tendo fi tra fìggete ec. 
diede forridendo cerre fcufe. 

TAAFIGGIMENTO .. Trufiigiturs , 
T rmfitéL . Lar. vulnn»^ trsnsjixh . Gr. 
TMEv/car. Liyr.Brté, Si trovarono cfpo- 
kì al crafi^glmcDto de' denti veleaofì 
di quella ierpe. 

TRAFIGGITUa A . Ln Ftrhs , cht fi 
fmmtf9rékfigi§re, Lat.vi«/»ii«, f/4f«. Gr. 
rpoufM% , TXry4 . C§m. Imf. 14. Idra è un 
ferpca te d'acqua . dal quale li fediti eo- 
liano s del quale alcuni dicono, che que- 
lla tra Agg'tura ha nome fioam , perocché 
£ medica col fìme del bue. 

TRAFILA . Str%mint§ , Md» fi f*nn9 
f^s,T€i mftéUU, per ridurli» in file , ed « 
msg^hr féf9ìglieK,K/t . Se^m,erifi. imfir.j.20, 
.1;. Quelle aulierità, di cui tanto cerno- 
BO i delicati, fervono al viver noftro, 
le aoguftie della trafila all' ar- 
per a llu affario . 
TRAFITTA .^ Puntura , Ferits . Lat. 
I •■Inai. Gr. t;oùì>U3e. Cr,6,6^. |. Plinio 
jdkc t che le tue cipolle ( del giglf ) 
/cwre col vino fanano le trafitte de* 
f^érprott V e la malizia , e *1 velen de* 
liiafhi. 

f. P«r mHsf,vdle GrsvÉ detere f § Mjfii- 
t^€ . fUmm, 7. 76. Dall' ana parte a 
mote • e dall' alrra gelofìa con varie 
txaficce in continova banaglia tennero 
il dolente animo. 

TRAFITTO. ^dd.délrMfiggere, Lat. 
irstfifus ftrSHsverkerAtut, Gr. T^aréfìf . 
IlMf. imf. 25. Lo trafitto il mirò, ma 
Bolla difTe. £ f «r^. 18. Non credo , che 
fpkadeCe tanto lume Sotto le ciglia a 
Venete trafitta Dal figlio fuor di tutto 
filo coftnme. èeccHev,^, tlt. Il Re di 
Cipri da una donna di Gnafcogna tra- 
>fiito. di cattivo valorofo diviene ( f»* 
UMifigmific. del S. dì trafititre ) 

TRAFITTURA . Puniura , T rsfi^. 
giturs . Lat. ««/«Mi , pUgs . Gr t;oÙi tt«, 
«•My<- ^•tc, H9V, 77. $7. Il fol di fa 
pra, e il fervore del batruto di fotto , 
e le trafitture delle mufche , e de' ta- 
film ec. r avcan concia. 

TRAFOGLIO. Trifeglié Hìeerd, Md* 
^*fi' IJ5* Quafi come uno tra foglio a 
modo di uno piccolo arbore . C, V, $, 
•4. j. Qnellif>f*>'iji<)cbe quivi furono 
coniati, cbb^no rra* pie del S. Giovan- 
ni, qnaUcomJunotraibglio, a guifa d' 
ta piccolo albero. 

TA AFOGLIOSO. ^^Jd. Di trAfefìi» , 
SemiMMte ^9pieu§ditrMfigli0 .Dant.Csitx, 
t)7* Oh cornee grande la mia imprtfa in 
qaefta canzone, a volere ornai cosina* 
tagliofo campo (archiare . 

TRAFORARE . Fer^r da urna Ifsmdd 
élV shrm • fuer futrs • Lat. Itrebrsr» . Gr. 

y^PerTrsvmlitdre , Ddv.Ctlt.xyj. Cl- 
ivi di ficpc fonda , e feirata 1 uccella- 
re, pciche i toidi impaniati non latra- 
£jrino • 

TRAFORATO, ^dd, ds trdferMr». S. 
•4f.r.D. TiaCcorra turraGallia, e tra- 
f;>rate l'alpi con ti ISra» circuito ec. ( cieè: 
réf^J^te^ tréVdIicMie ) £«»•. fitr^^, 5.6. 



TRA 

E a queir ale ra col drappo mavì Cadente 
dalle l'palle traforato ( cive : Ouchermte ) 
Tde,Dav. Man.i,^. Q;icftc Inftre faceva 
peraver fama d* efFere uzzo all'impeiiu 
della repubblica clero , e pregato , e non 
traforatovi pet luli nghe di moglie , e per 
barbogia adozione (^ui figurdtdm, il T. 
LstJiAT inrepriffe) 

TRAFORELLERI'A . v. TRAFU- 
RELLEai'A. 

TRAFORELLINO. v. TRAFUREL- 
LINO. 

TRAFORELLO. v.TRAFURBLLO. 

TRAFORO. Jltrdferare. Fir.rim.^^, 
Quefli merli da min, quefii trafori Fece 
pur ella. Benv.CelL Ortf. 29. Poiché 10 
iono venuto con propofito a ragionare 
della vaghezza de' trafori nel}' opere di 
filo ec- Mdlm. 12. | a. Ed ella fé ne va fìcu- 
ra , e franca Sapendo ogni traforo a mena 
dico ( quifigurdtdtm, e Véle : egni nsfcendì' 
gli» , egut lurge ) 

TR AFORERrA . TrdfurelhrU. Vdrch. 
Enel. 77. 1 qnali per face fiat forte il 
tcrAOi c'I guarro colle barerie, barat- 
terie , trufferie , trappolerf^r , trafore 
rfe , e gunterfe loro, vogliono o ven- 
dere gat-a in lacco, o cacciare un por- 
ro altrui . 

TRAFORETTO . Dìm. di Trdfere . 
B*dv,Cfll.Oref, 29. Qiiando alcuni tra; 
foretti mefficon dilegno a loro luofhi 
fi veggono ne* lavori di filo, fono giu- 
dicati molto belli dagl'intendenti. 

TRAFREDDISSIMO. SuurLdUTrd- 
fredde, 'L%i,per^HdnifrigUiJfimut. Gr* tSt 
4fuxp6'mt^. fr.Gierd. Fred, X, Cor- 
reva un verno riafreddJlIìmo, e più che 
trafreddìffimo . 

TRA FREDDO. K ^,^dd. MAtefred. 
de. Lar. prdfrigidnt, Gr. Mp4^xfx^^ , 
Pdlldd. Ott. 5. JS^ v' e il verno me Ito tra- 
freddo . pognafi un poco di colombina al 
pièdicatuna. Tef.Br.^.j, Il fuo veleno 
egli è più trafircddo, che tutti gli altri 
veleni , eh* egli nuoce a molte co(e : C '•'« 
nemiglìeri T ,dpemmd j lefidmp, per errert 
bd trafritrivo) 

TRAFUGARE . T rdffdUdre udfcefd^ 
mente • Lat. tUm etcpertdre . Gr. X«^pac 
ix^ifuf • Cuid, O, Temendo lo Re Talti- 
biodclla morte d*Orefle, infino allora 
il irafiigóe . Ddnt, Purg. 9. Quando la 
madre da Chirone a SchsroTiafugo lui 
dormendo in le (uè braccia . Vdrch. per, i», 
4^. Nell'ultimo fé gli o£:rfe di mcttcrfi 
a rifchio della vita pcc trafugarlo , e cam* 
pargli la morte. 

S. Infignific, mentr, pdf. Vdle Fujrgire , • 
Settrdrfi Mdfeefdmente . Bueu. F*f'*y >.;. 
Viflol poi filile Uà palco a trafugarli 
fra la calca. 

TRAFUGGIRE. V. ^.Fuggire. Lat. 
fugere . Gr. ^«ù>«4y. Mer, S.Greg, 8. ar. 
Non fumo fufficienti a conofcer chia- 
ramente quel , che fempre in qnefta vi- 
ta ci dimoftra fotto alcun velamemo , 
e trafuggendo. „ - , . , . . 

TRAFUGGITORE. SelddìefuggUiif. 
Lat. trdmsjngd . Gr. »"poV^t»« . UéfUm. 
^Hintil. P, 1 1 trafuggitote da. chiudere è 
nelle tenebre. 

TRAFURELLERfA , • TRAFO- 
RELLERI'A . Ingdnne , Trdndlle . Fir. 
Trln, j. 2. Tu fé* caul'a colle tue traforel- 
letfe di far, che lo non abbia rattcn- 
ro mio. 

TRAFURELUMO, • TRAFOREL- 
LINO . Dine, di trMfurelh , • trdfereìle . 
lAWnt^Udta , fureiftr . Gr. vo^ipof . Bvn, 



TRA 



81 



Ori. a. jo. «o. Quel ghiotto di Qrunel tra 
forellino. 

TRAFURELLO. 9 TRAFORELLO. 
Lddreneeile , e dnche Settile ÌHgmnndtere , 
Raggiratore. "LaLfurunculus . Gr. nKort- 
ó? . Ff'r. Trr'i». ). 2. Ecco quà quell'altro 
traforello. Buen. Fier.%. 5. tf. O diavo- 
li , o folletti , o trafurclli , O fpirici 
tranelli. 

TRAFUSO LA , • TRAFUSOLO . 
Pieceld mdtdjfd di feta , ebe i fetdiueli 
mettene dlle Cdviglie per nettdrld , t per 
rdvv tarla . 

S. Ptr coffe dtlldgdmhd dettf piuamu- 
nemente Fucile . Fir, didl. beli, denm, 414. 
Cogli flinchi non al tutto ignudi di car» 
ne, onde fi vegliano itrafuloli . 

TRAGEDIA . Peemd rdpprepfntdtiv , 
the è ImitdxSene dìdi}ene ermnde fdttd dd 
perfendggì illujfri cen parUr grdve , Lat. 
trdgeedid. Gt.rp:iy%tli* , But, Pure, a. 
a.iTragedja è canto in fublimoftilo, e 
e tratta de' principi, ed ha felice princi- 
pio, ed infelice fine. Ddnt.Inf, 20. Eu. 
ripiloebbe nome , e cosi'! canta L'alta 
mia tragedia in alcu n loco . But. ivi: Di- 
ce Virgilio , che la fua Eneide è alti tra- 
gedia j qoefto finge Danre per dimo- 
fhare, che in alto ^lo è fatta, e che 
fi dee chiamare tragedia , perchè trat-| 
ta de' fatti de' principi , e incomincia 
dalle cofe liete , e finifce nelle trifle »' 
e avvetfe. GaUi.2]. Per tal cagione e- 1 
gli affermava effcre fiate da princic>io 
trovate le dolocofe fàvole, che fichia- 
maton tragedie , acciocché raccontate 
ne' teatri , come in quel tempo fi co* 
llumava di fare , titaffero le lacrime 
agli occhi di coloro , che avevano di 
ciò mefiiere. 1 

#k Trégeiid , fi dice dnche figurai dm, pÉT 
%^ccidente vìelcnte , e deplerabile , Btfn, 
Ori. I. r|.s4' Legge Rinaldo la tragedia 
• dura, £ molto pianto dagli occhigli ca*. 
'de. Maine, 6, 57. Chi per la pizzicata » 
(che produce II luogo, fa tragedie in fui 
.cappotto ( f«f figwdtdment, ti è i dm* 
ìmdit^d) I 

; TRAGEDO . Cemp§n:ter di trdgedia . * 
Làt, trageedus, Gr. tptytàU': . Ddnt.Pdr,\ 
Ijo. Da quefio pafio vinto mi concedo 
Più, che giammai da punto di fuo te*| 
ma Soprato io(ì\ comico , o tragedo • 
But.Purg. 22. 2. £i io, cioè Virgilio , 
che fono tragedo. 1 

TRAGETTARE, • TRAGITTARE.» 
Pdffdre eltre . Lat. trdnfir§ . Gr . yur «i/tfA ' 
fM». Sdlufi.Ing.R, Tutti armati, e dif* 
aimati a calca li tragittavano. 1 

f. Indts. fignific, vale Gettati in ^ua ,< 
e *n Id fcenciamcnte , Scueiere j ebe nnelie 
dieiame Scdglidre, e Dibattere . Lat. jd 
Sfare , excutere , Gf . pi^TvL^uf, K^mm,dnt, 
9. 6. 14. S' io difputaffi , io non percote- 
lei lo piede, ne ttagitterei la manot né 
alzerei la voce . £ |o. 1. 1 j. I tori tragec- 
tano le corna in voto s e fpargono la re* 
na co* piedi. Buen. Fin, 4. 4. 18. Ogni 
revoluzion tot via, levate ec. Nafcon- 
der, tiagertare. 

TRAGETTATORE. » TRAGITTA- 
TORE. Gtucdterdimdne, Baiatteìliert , 
Sen.Pift^'icfì'ì foHimi ingannano l'uomo 
fenza danno, ficcomeftnno ibofioletti, 
e le pallette, e gli altri iìiu menti de*tta- 
vagliatori, ede'rragetntoii . 

TRAGETTO , e TRAGITTO . Pr»" 
friamente Piceel fetaierd nen frequenta- 
te i cb§ dnche diremme tiaverfa , ed è 
\p€r dklfrevUrt il cdmmine, hit. trdmtt • 



Gr. 



22 TRA 



Gt.rpiS^, St$r,^i§lf, Allora con pib 
ira il fegiiitav» , rogliendoii per molti 
trarrci il vancag^'o. Tmc, Z>«v.mb.2. 
47. Quindi navigando a frerta per le 
Ciclade > e per rragerrt di mare » rtg- 
gìunfe lnRodiG«rmanicoC</T. L«r»Àii: 
per Cjfcladas i 6c compendia maris ) E 
f»r, I. jia» Né mancò chi conftgliarlo 
d'andar co'fuoi piìi fidati per tragetti» 
Icanfata Ravenna • a Oftilia, e Cremo- 
na. Mdlm, 1.70» Ma vada alta fpeau- 
ta, epe* tragetti, £ fenzi peofar altro 
ivi r a fretti. 

§, r. Per TrspMjpumemt9y TrMpdft^Lus- 
l^yindifitrsPMffk, DsHt.Inf, 19^ Sinmcn 
portò /ovra I colmo dell* arco*. Che del 
quarto a^ quint* argine è tragetio. 

§. II. Far trmgett§, § fìk c^muntmtnte 
Fmt trmgin§ ^vÀl9Tréfélllét§ . Ctm.Purg, 
a. Di cotanto tempo ». che tu femortoi 
e pnreteftefo Tieni a fare quefto traget- 
to . Dmmt, A/» J4. Da fera a mane ha 
fitto *il sol tragitto . 

TRAGGITORE. Cbi trégifté^, CB§ 
firs . Lat. fMc%iéi§r , Gr. ùm»m^if . Petr» 
utm.Vt, Arcieri diCreti, e traggìtori dr 
tombola . 

TRAGHETTARE . /» J^mip. mutr, 
Pé^drttUnmluH:0 «i »» 4/1 r». Lat.r^o*^ 
ir* . Gr. /u£rftStUft4r , Csf^ Un, 71. A 
meiltre Stefano occopattfTimo in leggc» 
re» e in rraghettar 1 alpe raccomando 
Grilla d'un jpoco di gunmiatica . 

f. Itt /Igmifi.Mtft vsleTrwf9rrsrt,C9»^ 
dnrre ds un lti9g§s umsitr*. Lat. tréMf. 
mitifri , deducKM . Gr. Tapatvif*Ttif., xor- 
Tfiyra , BBm, Orf^ ■• 9> 74* Quivi l*acqua 
incantata (ì paflfava Sopra ad un pon- 
te» ch*'al gìardin traghetta. Bw», fin, 
j. S* S- E lavorando fotro Dr capp* in 
cappa tragherrava il fiirto. * 

TRAGJCAldEHTE. .Avvtrb. C»nfint 
tr^te§, L2X,- trMgicf , Gr.rpcnftnSi, Fn 
Chrd. Fred. R, La foazura di quelli a- 
mori terminò tragicamente. 

TRAGICO . Udd. Di in^idis , Mi. 
/• y Dof^rtfé , Lat. tréigicur, Gr. rpotyt. 
«•f . ^^, Fur, |a^ j7. Qual crudeltà > 
qnal tradimento rio Unqua t* udì per 
tragiche querele. Bu9n,Fitr,^,t, 1. Mi 
ferva d' intermedio pafiorale » Non di 
macchina tragica appo*! fffocno. 

f. TrMgicj^ in fn^ di Jujt, pgr fm^^. 
JSt§r di trétgedii » Lat.tYagmUut.. Gurpat- 
yé»9o\ . yarcb. Enti, a 5 a. Non potei ave- 
re, e conseguentemente leggete quelle 
(tmi/««) del Giraldo, il quale- ha gri- 
do d'énTcre ottimo- tragico-. SslvinJife, 
r.4or. Lucrezia ec. è fatta- dire dà un 
gravifCmo , » nobnifllma tngrco de' 
ttoftri tempi. 

TRAGIOGARE* S'slvim, dXfc. j.468^ 
n* tirare, come fi dice , uno in qu^, e 
l'alato in- la, che i Greci ec. tragioga- 
re appellarono . un tal giogo per ft flef- 
fo dofce , e«i amabile rende afpro » o 
diofo». importabile • 

TRAGITTARE . -r. TRAGETTA- 

TRAGITTATORE . -». TKAGET- 
T A TORE» 

TRAGITTO. V. TKAGETTOr. 

TRAGRANDE . V. ^. .Add.- Firn tBt 
grmmdt. LiU frM^randit , mMximms . Gr. 
^iV/f^ » Liv. JC Lb pred» fue na- 
graade. 

TRAGUARDARE. Gn^ri^urt slemnét 
ffrn fr mttxt d§i tré^Uéird§; Bm§H,Fhr, 
4. a. 7. Traguardar di fotterco, e fpia 
tori Di ci», ch'altri »difeg,*)i> omet- 



TRA 

ta in opera . GmÌ, Sifi» jtf?. Se traguar- 
dando la fommirà del trinchetto fi fùf- 
fe incontrato una flelia fìlTa ad eflfer 
nelU medcfìma diritrura. 

TRAGUARDO. Jl*S»^* «» duimìrt^ 
ftr li qmsUfafftitl raggìp vifiv m^gli Brn» 
mtnti sftfHémici , negli ittici , melU li- 
velU , ejtmili . Lat. dìeptrm, Gr. ^/0 vt^. 
gii«f>.Fi>.4.].8. logli ho veduti un po' 
per un traguardo . <7«/. Sifi, j59. Voi 
non credete già . che*! traguardo non 
battefTe a quel ponro della sfera fletla 
ta » che rifpoode alla dirittura della 
fommttà del trinchcrto f 

TRAIMENTO. // tìréLrfi-Tiirr^ifi , 
Solamente col portamento dell'amore, 
e col folo fuo traimenro Tanima è le- 
vata Y e p.7itara fopra fé medefìma^quan- 
te volte ella vuole» 

TRAINANTE. CB»trsrnéi,CéfJmfr, 
priU Fare muovere giovenchi rtainanti 
di quelle ordinate pietre d'rnfu il det- 
to monte. 

TRAINARE. TirMrt il traimé ^ Strm- 
fdmsr fer terrs . Lat. trubért , rék'fsre , 
Gucvpuf, tXKM9 . Lìbr, Dicer,^ Le no- 
flre corpor», e le noftre membra fareb- 
bono vilmente trainate . Buem, Fier, |. 
a.9k O traina fbrnuggio , o fon libra- 
io . 

TRAINO, eòi mlh vltf/S^dUr, • fi 
/erive celV éueintw fuIU fnnlHtms , i^«#/ 
pift, cbt titéuti in- ««4 viltsgli snimAli, 
ck0 tréi$H4M§ . Vkreb,/t§r. 14. 509. Sì deli- 
berò, che d' ogni traino di legname, 
che fi conducefTe all^ città ec. fì pa- 
gaffe una certa taOà ali» fpedaledi san* 
ta Mazia Nuova.. 

f. I. Per Treggiét , r ytrmmtmtr t fiprM 
emifi tTétiMét, hzt^^trMifs, Gr.ÌPAX43>p0v. 
Litrr. Viéff, Hanno fatti traini tefTuti « 
come caneflri r e a^tre mafferiBie, e fs- 
gin» i cavalli . e le dette vacche alli 
dettf.rraioi. £ édtfvei Caricano quefli 
traini, e poi toccano le beftie , cioè i 
cavalli, e le vacche verfo*! montealla 
largura . 

S. II. Per r .Atn del trMÌnér§ . Vétrch, 
)?«r.9.ajo. VUrchè i collegati gli pagaf- 
fooo ec. mezza la fpc& , che nel trai- 
no- * e nella miinizionr dell' aniglierfe 
£ir fi dovea» 

f.III. Per ImpMceié ; t/S dtee felttmm^ 
t9 dì genti ^ e di fmlmtns , che mitri fi 
cendnet dietn in viM^ié , Tnne • Tsc, 
Dmvk snm. f, 67. Aflora Severa Cecina 
difTe per fenrcnza » che in reggimento 
non t'andaffe con traino di moglie.- £ 
iS.ai». Entrava ne* bagni, e mangiava, 
lafdato il fuo gran rraino di guardia, 
e corte . E fier. 4. 29 s* Seffanramila ar- 
mati lo feguitavano licenriofiflli'mi ec. 
feoza il gran ttaino de* legati , e corrì- 

J[iani non atti a ubbidire , ancorché con 
omroa fé verità retti ( il T, Lmt. bd : co- 
mitatut inhabilis ad pareadunx j Mmìm, 
''la.aa. Ed eglino con torto quel traino 
ec. Si melTero di fubito In cammino .- 

$; IV. Per fimilit. Frème, Sscebi miv. 
178. Non fi finirebbe mai di dire delle 
donne gnardanda allò fmi fu rata traino 
de* piedi , e- andando fino al capo.. 

fi V. Per Pefi femflitémentt , FrAne. 
Smtb.rimwàS, Per tirar con li piedi un 
gran traino., 

TRAITORE. Cbetréu. Stm, bem-Vnr^ 
cb.ì,jt. Se uno traitore dà :n quel fe- 
gnor dove egli aveva pofla la mira, e- 
gli ha fatto l'ufixio dei buono arciero. 

VRA LAIDISSIMO. K. ^. U efirtmé 



TRA 



gtddédi Uidetx», tMt.ferdidì/fmut, Gr. 
pvretpeiv%r^ , Albert, eap, ai. La lof- 
furia è laida ioognretade, ma in vec- 
chiezza è ttalafdiuima. 

TRALASCIAMENTO . // trsUfcU- 
re, Lar. emijie , Gr. rof^fl^Aw^if . Se», 
Pifi» Paura della roorre » doglia della per- 
fona , e tralafciamento de* diletti «^ 

TRALASCIARE. Lafeisre. Lat. auii»- 
fere, l^srcb.fier, 14, Ancorché non ita- 
la fciaHe i piaceri né della caccia » né 
de' balli ec« 

TRALASCIATO. ^dd^dekTréUfcU- 
re. Lar. préttermìffms ^ •mijffus. Gr. Tupet» 
Ktirt/utf^ . Lii/r. Spir, lett* Ripigliare I 
rralafciati fludj delle buone lettere. 

TRALATATO. V.^, sAid.TrMUtt, 
TrMfptrtdte. Lat. trsmsUiHS. Gr. /Ui«- 
KoutJ^fit, Cell.SS.Pmd, Andando , co- 
me Enoc, con Dio, etralatato da non- 
na converfazione . e coflumi , non fi* 
trovato nella prefente vanire del aecoloi 

TRALAZIONE . TrMtU%,iti§ • LiC. 
tr*ntUtìe. Gr. /utra^pa, G,V, la.ioi.i, 
Queftr fu quello Re > di cui fàcemiii» 
menzione addietro nel capitola delle 
tralazionf del detto reame diTnnìfr 

TRALCIO . ^«»« di ttite » MMfrff 

2 [li è verde im fnlU vifiy e fidici «acAl 
f éltrt erbf , r siberi . Lat. pélmes . Gff« 
xxVjuy . rr.4.i8.|. Alcuna volta il fifd- 
do no» l'uccide tutta (/« vìtgy mafo- 
famente i nuovi tralci , che per rcM^ 
rezza del legno y e grandezza della ■!- 
dolla difendere non li poffono • Sém^P^ 
Prendea il tralcio del ceppo della vjgna 
vecchia» e mettealo fotierrar. r«l/. SSi 
P»d, Siccome il rralcio non può fin 
fri»tra da fé medcfìmo , fc non è com 
giunto colla vite r così fia di voi, ÙP 
non iflarete in me. w^iw#r. gfc Non al- 
tramenti cambiandofi» che le tele delle 
figliuofe del Re Mineo in tralci con pan» 
pani jper lo peccato commeffo del di^ 
fpregiato Bacco •■ 

|é Per fimilit. fi dice V OmbiUf del fit 
r« , i vdfi del fusle , cederti dék wm 
' ' ' bu9m 

nfr *' di- rrmlcie 



brétns, t^efiendemePer "buim tnttH fimi 
del ventre di efejef, in ' 



\ fernet di cttdà' 



TR ALCTUZZa. Diaa. di Trédcl§.ùàv^ 
Celt, 154. L* altro ( tràleie > che fcgne, 
cogli per magliuolo, fé egli è venea' 
te,, e lenza rimettiticci d'altri tralcinp 
zi fu per gli occhi .• 

TRALICCIO. Serts di teU^ 

TRALIGNANTE . Cite trmligM» • Ufr 
degiHermmt» Gr.«STieri>T«if drtf Ta >A 
fU9, Filecz, Ì17, Come valorofo cava>> 
liere non tralignante da* fnot antfchiv 
Celi. %Mb, ìféu. Ne facci» indegiii ec. di 
cotanta adozione r e- che ne privi , co- 
me tralignanti del retaggio- paternale . 
Bue», Fier, s. 1. 8. Non tralignanti da*^ 
nativi femi.- 

, TRALIGNARE. Deg§n9rAr§\ Efini 
0- Divenisr digmiU iC geniture , Lat. df- 
generétrt, Gr. Kmra.TÌTrtt9 oìtì t» yf^ 
yvr. G. V, io.a7.t. E così mo^a «che 
non volefTc ral ignare e del- nome , e 
del fìtta di frate Alberigo . Dsnr.Pw^. 
14- Sicuro E* il nomr tuo , dar che p-Vf 
non s*afperra Chi far lo poffa , trali' 
gnando, ofcuro. Ovìd.Pi/. jt. Dchco- 
me traligni tu ? in prima io Ai nono • 
ora fe'fanciullo.- 

i. Per fimilit, /ft diee Mnehe delie Pien- 
te , cbe imbafistdi/ceni , PnlUd, enK €, 
Ne* luoghi umidi tralignano piattofto i 
femi , che ne* feccbi , Cr. f. la. 7, Anche 



invec- 



TRA 



mólto toflo qoefto albore 
e nella fiu ^yccchicxzl iiicac> 
traligna « 

IGN ATO . ^Jd.dMrrdl^usM .' 
a. ioa. Ahi fecdl .duro , «hi; 
y ftrae- r«»r.r«f», 149. l>òlci 
rpati, Jianchi . e Teriiiitli ci 
li ragione, "E Torchi « ^'*5*Jì 
tofupta hanno bttooacoad (zìo- 

OR.DO . K *A, Jlià. 'Vmàì$mnM 
ffmns. Gx. -mmftiir^r^, Sim. 
tomo dee meglio amare tralor 
ravilUo» moctf • ehe annetto 

UCCNTE . -Ckt^ trslnet . 
90lt0tucimti . Lat. fèllnctmt . Gr. 
. Cutd, G. Spavencevoli ^leni 
:i dì xepenttni .« jioo veri ftio- 

«UCERE . RifpUndnt , ifiltir§ , 
§t^Ult9y e§m4 fsmmé i C9rft dU^ 
Méfi d'fféM* i • fi r^triff tdmf 
ffi , fn^mf'MU luce .tmdtfimA . 
■d#r«, /«rtrff, fsr#r/«rffr«., fr««« 
;r. stkSttf . ^ttTt'ìJUtf . Cr. -^ 
^ f pararle • quelle C^atM) che 
B , fon vane , quelle > <he non 
, fon piene . PHr, fm, thh 
oftro volere in me rilplende • 
afffio di sol trtlflce in vetro . 
I, 83. r. Come -e* «iuafe alla 
•ri la vide in certo loogo mol- 
me , imperocché vi aveva mol- 
C.V. II. IO». i.Nelcofpetto 
t la lanaoonrifprende, le jftel- 
rralucono , e immonde fono 
mdMM'/f»^ fffsumAfs,£ Macì- 

^uc€rt , fn metsf, Ddnt, Pnrg, 14. 
che Dio in te vaol , che tra- 
«ta faa grazrit, non ti faròXcar- 
*sr, 5. Non è fé non dì quella 
ftigio Mal conofciato, chequi* 
:c^ Bt.ivi: Tralnoe, cioètta- 
n filCi luce , imperocché pare 
le non è . ^ttr, *4n^. 19. i. <Jj»a- 
mente il cuor tralnce . S J»»» 
rcntofa fpeine Dell* alma • che 
ome un verro , Tal or. fu a dolce 
fé rena . •^Ibtrt^ e^p, 50. Mal ù, 
, che ii £1 a fede della venru 
tocche la ventura traloceagai- 
o, e quando .ella rifpleadcsi 



-UNARE . Strslunuxt . Lat. arti 
ivlvtTt , eircumduetri , difl9r^ut' 
'/utfummiL ita^oi0itf . Pr^Mt.Ssctb, 
Va'tralunando quantunche tu 
fé tu ti vuogli andare a let- 
va ; e fé no, va' per cafa , co- 
tte, quanto tipìace. £»••». lao. 
ireoze U giorno fegncate anda^ 
edere il detto monimento; chi 
adiq«là«e chidili* 
^firwltrsn . Frsnc, Ssceb. «ttr. 
lelli , che vanno tralonando • 
a notte fu* teui , comele gatte « 
anto gli occhi al cielo , che 
ria terra , eflèndo tempre po-^ 
canna . 

LUNATO. ^dd,ds TrMÌmmsy, 
^u^hétfif , €ki frivt di yi». 
, Lat. c9^tmstus , Gr. jcktoitx*. 
rmme, €éuch, jwv. 7». Tanto che 
leatjare , e la vecchiezza ftclte 
nzo • cke parca tra lunato . £ 
E quegli peata, e guata come 
lunato. ^ rim.^. Mofiravafila 
iraluoati • 



^ TRA 

TRALUNGO . r. ^. ^di, ^gki ìmm- 
f«. Lat.fr<»/«»t«i. Gr. vrgp/ìA^'m^t * St», 
l'tfi. Chi a fameojM è pèrreauto , è 
giunto jkì iuo AQe« Aoo tratunso , ma 
traf rande « 

TRAMA. jUFtUddtlmfUwl^tttUd^ 
fits . Lat.tr4«M, fuètÉgtMM^ Gf. JLtim^ . 
D4»r- Jinr. 17. ^ichècaceado il mod rò , 
fpcdita L'anima ifanta di metfer latra 
ma In quella tela, ch'iole oorli ordi- 
ta • £u9^iiU* Trama è la te^tu ra 4f 1 li 
tela, che fi leflèaeir ordita ti;, e com 
pie la tela^ 

iay-a imeémmtvié, Fr, tate, T, ^ tf^^. L' 
■om, ca*ha profperitate, Traoda iran- 
de amìflate j Se «viene io tempcfl ite ^ 
Rompcicgli 4a trama^ >tiV. ^m*T, vi 
prego* <Et iogiaria dal voAro^fadicio 
con trame -non proceda . Jfr** QtK 1, 
fi. #!• 9atfe qnefia ad Orlando ftcani 
trama« Mdm.zu s- Quefta è trama di 
qualche tradimento . 

TRAMAGLIO 'F^ggU dirtu f§r Upim 
dd ffutM . ^tMJf, 10. Già coi trama- 
glio <»i prefc tre moglie. Fr. Ut, T* i« 
14. ^9. Staffi allacciato , e prefo , Co- 
me ìa tramaglio rcfo Incauto af^Etto 
uccello. 

TRAMALVAGIO. -V.^, ^di^M^ÌH 

^^« Liv,Ji. Perla rimembrinzi de' 
tramai vagì efempli della fu e in prò e* 
xianamenae paflata • 

TRAMAR A VIGUOSO. K ^ ^H. 
Méif méirAViglitfi» LàLVéUd* ^Ìr*hiSis . 
Gr. vrtp^mouawit . Tff, Br, frétm. Vidi 
filofofia in icmbiaoBa dì donni in tal 
•modot, ed abito, e disitramari«fgljofi 
poflaaxa «•&'<(•» ì.miglkri Ttjti m ptm* 

TRAMARE . Mitmfitr U t*U ittU 
■$rémm. 

.f^ Ptr M9tékf. ntéde FértrmUMl^ tfr* 
titb9 . Cr9ih, M9r9lL jjf. Infra quefto 
tempo fi fiatte a campo a Vico, u ria- 
mava di continolo in Fifa, e htWc ci^ 
ftella, ma tutto era nulla. V^rck. jfir. 
.40. 119* perchè «egli avta cramaro pei 
mezzo deUrotonorario Caracciolo que 
fia pratica medefima • *Ar, Fmr, t* jt. 
Ma alcuna "fizione , alleano Jng4oao 
Di tenerlo in;fperaaza ordisce , e tra 
ma. 

TRAMAZZARE. SirsmdtK*'* ^l^it. 
€9iUt9rmdri • .Gt. a«i«i8ei^Xf r^^tu . Sin. 
Pif. Non gittaxfene Inori fu^bltimccre» 
(ìccome tramazzaado « e caggcsdo , 
Fr,Ci9rd, S,J*r9d, Qui pare, che ogni 
gente .tramazzi , e pib ne vanno 1 
Ninferno , Fr, Ut. T, a- |j, tfi. E 
picciola befiiodla fa deftrìer namiiza- 
te^ 

'TRAMAZZO . Tumuli», ^tnfmjittu , 
Trsmku09 . Lat. iumultus , tttrkm^ Gr* 
iwVx^i vvpiSy . .N9V, 4Mr, ^1^ 6. Fc 
fellare cavalli, e fomieri i vatlctri ve . 
goono.e vanno di gin^ e di fu i chi 
porta /reni, chi ièllei lo tfamazzotra 
grande . Péf, jtf8. Si fogneranno cofe 
rianefcoJatc j e eonfbfe ianza ni uno 
ordine , o piò. infieme , o T una 
dopo r altra • e tali tramezzi , che il 
(ogoatorc roedefimo non faprà ricco n* 
tire . 

i. Per Tfémd nel figmìfic. -del |, FrA/^u 
^deih,m9v,»foS. Trovando C Iodio diUè^ 
come la fna doonaparea» che TipelTe i 
rramazzo di quella notte. 
TRAMBASCIAMENTÒ . It trajala. 



TRA 



83 



/lUn i Lir. 'Afir . Gr. 4^f^9r/«. Afrd* 
*Afé. rr, <^»nro ella fj ranlìetà , e'I 
ni mbaH:! intento in qucH'ori nello fpi- 
rirfì del Faglino! di Dio Redentore. 
TKAMBASC[AaE . fjf'^' •pprefo dd 

Vi^f *K*tw - i*^frf#: 4, Della fcabbiofa 
crambirciaado picchia, Fr, Uc, T, $• 
r4-a<» Ni pirtoirfcoi rrimba&io, o do- 
loro ^ 

I, Ptr mttéf. Omtl Orìg^ Vedere • che 
rutra ^ìdlArug^e» e trambarciadidìfide- 
fio df ytdcx^i * 

TRAMBASCI ATO > *AÌé, dd TrAtm^ 
k*fitsf9 . friim£* S^i<ck. »#v. j3, Oimè tri* 
^1 , eh' io {orto rum rnoibafciata. £ 
«■V. ff« ta quHto r altro compagno 
giunfe alla piazzi trambirrtaco gridan- 
do* I^Ut^Stm. n* Stimo Hi tiambafcia- 
to, e benemerto ?cr rint'op«ra degna. 
VAuk.€crtLj^^, Don Silvano Razzi ec 
rarto rtafélito comparfe qaivi , e coaj 
rrambifciarodi0è« 

TRAMBUSTA > // rr««f ^«jf 4r#, Traai. 
^uS* < Lat. lumuttMt , ivhs . Gr. t^'m- 
X»*» ^tl^iSf * ^frtr, ^;», ÀUnfétW, Mcn- 
trcchc CI» qiicfì:! rrimbofli , 

TRAMBUSTARE . Rim%tv9r It c^f€ 
ttmff^dtndtlt ^ t éìfMf4inMné*tr . 

XRAMBDSTI'O. It trsmimJlMreJ-réum. 
ti-/- - 

TRAMBUSTO, Il rf-*U/«r# , Tm- 
j>jflÌM^ S*thv*ijtii9 1 Djffiirif . X^c. tU' 
mmttHì^tmrk*, Gr,*mfttx^' TdcDétQ, 
^Bv.4. *«, 'ElTendo la «fa del Prìncipe 
IH trambuAo per ordire ad Agrippina 
la morte < '' T, L*f, kt ; commota 

Pi i nei pi» domo } ysrtk^ fitr, ir. 411. 
MeiTtrechè direnate en In incredibile 
tiambufto, e travaglio, «ebbe lingua « 
che 'J Principe V eu partito dal cam- 
po. Buti^,Fi9t.j.^, a. Corier al rumo- 
re Dì quefìo , e quel jrambufto . £ §. 
S* 1, Avvezzo alle bufiarche , ed a* 
trambuftì * Mmtm. 5. j^ Mentre ella 
fcf jvca , G«tf ara gocci olon di quefta pò- 
ila , Per lo trambofto g lande^ eh* ella 
hi avuto ^* 

TRAMENARE * ATiiMrf , Trsttdrt^ 
Lit-^ vtrftFt , ^trnmBmr^ * Gf. Tpi^n , 
fc«^«rTia«j. ^MÈm^TMUc^ f. 9. Or dimi 
m licenza , eh" io tramcn] Ouefta iac- ! 
tenda , <iuando ili 1 propoijco ? rar« I 
tttt, 1 .71. Sono* guifi delle vcfciche , le 
eguali quanto piò fono tramenate , più 
* empiono, e più tengono. 

TRAMENDUE , TRAMENDUI •« 
TRAMF.MDUHr . Inu^mtndue, Tutti 
rdmt^ L^»iia, « V mU rt, t^t, Mmb9 ,ut§r. 
fu* . G r . «M^iJ , ^^itt9 n »$ì , Fir. difi . «a. 
SI» Xramendunt caddero in terra , ma 
perche il gimbero rimafc di fopra 1 é* 
non fi fece mal ,vrruno^ £ «a. Venuta 
Toia, che la bella giovane dormiva « 
trameoduì d ' accordo a nda rono alla vol- 
ta fai . E ^/tito. GronJava la fchiuma 
da tiamendue Je guance, ^r. Pur, it. 
jS7j Fti il morto Re fu gVi omeri fo- 
fpefo Di iramenduc , tra lor parrendo 
il pelo , £ +|. p^, Tfopp» fari , a' in 
voglio ir rimembrando Ciò, ch'ai par- 
tir da tramenduefo dnto , 

TRAMESCOLARE. V. ^, Cemfimder 
mt/etUndt * LiC imttumìfetrw . Gr ▼«- 
itj^M^y^^fjj , tiv* M. NuJioconofcanè 
(e, -né I fuo" antichi , che a^verràe , ic 
i ma ri ti ^^f fi tiamcfcohno. 

TRA MESSA. H trsmttitre . 
». Ptr Di^rtjf^H^, £plftdl9. Lat. A 
^jr ^j * Gt« jzr^gr;. Jtf. K.ii. 1 7. Conti- 

aaando 



84 TRA 



nuardo noftrorrarcato della guerra tra i 

Fiorentini, e i Pifanì con poca tramena 

di cofc fbrr(>iere* 

j TRA MESSO . VivsndA , ehefimtttt trm 

{Fun /erv>t» , « l* Mi'tr§ . Lat. * imtrtmif- 

'fum . v. il D**'Ffttn§ . C9m.lnf.20, Faceva 

; recar b v ivanda , una parre deila promef- 

fj dei Ke di Francia , una patte de! Re d* 

Inghilterra , li rramefli di Cicilia.lo pane 

d'un f gnore, e i vin d'un alrro, così 

li contècri, e quefte ìmbandigion: dava 

ai la fila br-gara . 

'VK\S\'ES%0.*yidi.dnrrA^9tttrt.Rei, 
«Miitr. i>irir. 1 1 4. Q^iede cotali cole . come 
certi pezKÌ d'amicaglie ne' noftci editici 
tramefle ec dar no grazia > 

TRAMESTA RE. Cwnf^nder niifc^U»- 
d», HivUéire, JfoviftMTt, Lar.'«vrrr«r« . 
Gr. /x79Ì$«4v. Pélimd, eMp»6. Li terra , 
che lì tramcfta d'intorno agli alberi, e 
alle viti • fi vuol namutare . Frane, 
Sscejf. n§v. ìóì, V uova fchiacciando , e 
tramenando, comincio a pigliare i pen- 
nelli. 

S, P»r mttsf, VMÌe t§ /le/fi. Frane. Sse^ 
cA.i}«v.ii4.Tramcllava i verfi Tuoi, firoK- 
KÌcando , e appiccando. 

TRAMESTILO. /' irdmeftart , Frane, 
Sacch, Hov.ioi. Sentendo la rena il tra- 
menio, ed cflendo ftata inafcolto, di- 

TRAMETTERE, fTRAMMETTE- 
RE. Mrtttre tra C %na r»/i , « f altra . 
Vareh. Eretl, 169, Il tramecterc numeri 
poetici , cioè verfì , ne* numeri, orato- 
li I cioè nelle profc , e riputalo vizio- 
io * Bar^h. s^rm, fam, 19. Dove ttamet- 
rendo , ed accoppiando attamente gli chfa- 
ci , e gli fcuri , fpiccano tanto be- 
ne . 

J. I. ftr Intrtdurn , Afttter den- 
tri, Lar. intrwmittere . Gr. «V^f'xfj^/i, 
iV»v. ant. ]. j. Allora fu trammeflo per 
lo cavaliere, che addomandava il do- 

>. 

f. II. Per Mandare, Lat. tranfmitte- 
re, Gr. itvrturn*. N9v,ant,6t»6, Al- 
lora egli fermile a un Tuo amicò fecreto, 
che 'I dì del torneamento li trammrt- 
tellèarme, e cava Ilo fcijrets mente. Dif- 
téim.2, 15. Il qiial diciai'srrc' anni tenne 
L'Imperio, cchepiìi leggi altrui trami- 
le. 

>. Ili- rmfynifie. neutr. paf, va'§ En. 
trare , e Metterfidimtix*^ Ejfer mediate. 
n . Lat. /« i»r»r^»«'». Gr. ///rxr^^*« . 
O. V. la.io). |. 'Tiametteriì di pace tra 
loro , come cari amici . MV. 9. 94. 11 mag- 
gior fratello del Re , titolato Imperado- 
re di Colf-intinopoli, fi tcamcttei di fa- 
re concordia tra loro. 

f. IV. t*r Impaeeìarfif Infierir fi, Lat. 
curari . Gr. irtfxixZ^^i . M.V.j.Hj' H 
Pjpa fece armar Vignone, eatforzire, e 
guardare la città, e d'altro non fi tra- 
mile. Saiv.*3rMnch,t,z, Tu mi fai ma- 
ravigliare A dir , che *1 Granchio fi 
trametta egli In q^icile voftxc prati- 
che . 

TRAMEZZA . Trametxj, 

TRAMEZZAMENTO. /l trame%,%,a- 
re, Imtermettiment9. "Llt.itterptfitie.Gt» 
Tupif^^iTK, Sen.P,^. S.'cll'è lunga, el- 
r hae alcuno rramezzamento , ed hae fpa* 
zio di ricrearfi . ^f. t'.9'|i> Faremo pun- 
to qui alle nofire fortune, per fcguirc del- 
le ftraniere quante n' avvenne ne' tra- 
mezzamerti di quefti tempi <ciff : in 
fuejìi ttm^i di mene ) 

TRAMEZZARE. £m$rsre,tEffereirs 



TRA 

Pmna eefa , e P altra • Lat, interp9ntn,Gt. 
ararfvnd^ /»««.//. K 2. 59, Trovandole 
ferrate, e berte in concio, non leinveft-ro- 
no, e non s' afferrarono con loro, opcr 
codardia, opermaefiria di tramezzare 1' 
altre galèe de' Genovefi . £ 5.1. Molti 
cavalieri armati tramezzarono tra la fua 
pTrfona , e della donna . Cr9n\M»rell,z^^, 
Credo , tramezzafie fra Dino, e lui alcu< 
na delle femmine. 

§. I. P*r interporrei Metter tramiMj:^, 
Af jr^rft4^.x.4|. Se ii tra mezza (Tono certe 
parole. checog!iefl'onn la 'ntenzione del 
battezzar te ce. non firebbe battefmo , 
perchè poi compieflc le perfone della 
Trinirà* 

f. II. P*r Intermettere; Lat. Snfermit» 
ter e. Gr.^iirXr.«TM*ta Tr. 9.91.1. Quefio è 
quafi rutto Panno, efolamente tramez- 
zano da mezzo Dicembre a mezzo Mar< 
zo, e fanno due pippioni per Tolta, i 
quali infieree crefcono, e hanno le lor 
foize , quando le madri pjitorifcono gli 
altri. 

TRAMEZZATO. ^dd.daTrametts- 
re . Lar. ìnrerpefiint . Gr. Txptr'n3'/ju*t(^, 
Cren. Merell, )s^* E allora tramezzato a 
modo, che un velo, vidi una donzella 
bianchiilìma. Fiemm.y^^. Tacitamente 
piangendo , ricominciai la tramezzata 
angofcia.dicendo (eieè: $%termejU'a) Buen, 
Fi#r. i.i.17, Ofquartate, odivife, otra- 
mezzate . 

TRAMEZZATORE. Medidfre.Mtk- 
tjàne . Lar. arbìter , Gr. itaurtirttK . %>tnn§t, 
Vang, Tramezzarore del nuovo refiamen- 
to. Jtim, ans, P. N. Salad, Deh 1 che 
bene aggia Amore, Che fii tramezzato- 
re. 

TRAMEZZATRTCE . Verhal.femm. 
Mediatrice . Sahgreg. La quale è tra 
niczzatricc tra noi , e '1 giudice di cot- 
ti. 

TRAMEZZO. rTP.AMEZZA . CSè,\ 
che tra 1' una refa , e V altra è pàffe di j 
met^e per divìdere , • feempartire , • difiin, | 

fuere. Lat. ^^•d efi inter medium, Gr. 
'.•x^mtAt , lntred,Virt Secondo che tn ve 
di fteccato, ciré tramezzo di loro. Cr, 
%. )9. a. Delle canne fi fiinno i pali, e 
le pertiche nelle vigne, e fiuoie, delle 
qcali i poveri fanno tramezzi nelle lor 
cafc . /?«•••. Fier, j. |. la. Ha pet tra- 
mezzo un riiir fopram mattone . Celi, 
Spert,f^,t. Entrai in chiefa per quella por- 
rà , che è fra'l tramezzo, e la cappella 
maitgiore. 

$. Tramett* • chiamane anche I eaU 
ttlai una Strìfcia di cutie , eh* «* cu 
eìene , tra '/ futle , r */ temale della fcar^ 
pA , 

TRAMISCHIARE . Mifchlare , Lat. 
ini ermi/ce' e . Gr. rofji.«;M.'>»?»xi . I'b/j. 
Mef. A'tresì avviene delie quattro com- 
pleflioni, quando fi tramilch'ano in al- 
cuna creatura, che ciafcuna feguifce la 
natura del fuorlrir.ento . 

TRAMISCHIATO . ^dd. da Trami, 
[chiare, hzi-inttrmixius . Gr. Tetotaut- 
X^w?. Li^,f«r.ni«/4rr. Ordinano 1 medi- 
camenti cramifchiati col correttivo . 
Salvin,d'fc.i,x^\* In quella limpidezza vi 
farà tramirchiaio qualche loto di mala 
coftruziopc. 

TRAMITE. V, L. Sentieri . Lat. A- 
mita, frames, Gr. rsiS'J!^, M, ^Ideiir, 
Non difviino dal diritto tramite della 
ragione. 

TRAMITELLO. Dim. di Tramite, 
B9mk^fil.l.i9^, Per entro paflandotoon 



TRA 



riftetti prima , SI m'ebbe in ano iperto 
non molto grande il poco pirerole cn- 
mirello porrate. 
TRAMMETTERE . •. TRAMET- 

TRAMOGGIA . Quella eafttt^ «m. 

drangilan infirma d' atuglia^ ekt /«b 
amida capiViUa foprs U macina , d'in, 
di efce il grane, • la hiada ^ che i* ha a 
macinare. Frane, Sacch, mv, 199. Q]] £©. 
mandò, che con cfib andafle • ma'.i- 
no, e aiai non fi partifse né dalla ma- 
Cina, ne dalla tramocgia» che avcfic 1 
caia ritornato la fiirina • £ appr^ì : 
Mefio il grano ntì.z tramoggia , e CO* 
minciato a macinare. Cant, Cmrm, ut. 
Se la tramoggia non è ftretta ia boc- 
ca , Non ù fa macinato , che booi 
fia. 

TRAMOLLICCIO. K^.^dd, UJL 
liccii, Sen.Pifi, SonoingraOatedìfJwi* 
e hanno la carne cosi tramolliccia, e li- 
moia, che nocciono al corpo • 

TRAMONTAMENTO. // tr^mmu. 
Ti, Lat. éccafui, Gr. hrpLi, Bnt, ?ot, 
jo.i. Lo qaale Settentrione» ne Occafii, 
cioè tramontamento , mai feppe , ac 
Orto, cioè ne nafcimento, impetoccht 
ta(e ciclo non ha rivoluzione • e mi 
tate Settentrione non ha nafcimeaio, 
né rram'^ntamento. 

TRAMONTANA . Venti prlmۓpA 
Settentrìmale ^ altrimenti detti BmoA^ 
^^uHene, Jf evale, Vent avoli , Lac.tffai- 
/f , y^reat . Gr. fiif^eii . Biee,nn„^j$, EP 
fendo quel vento, che ttacva , Tramoa* 
tana ec. ad una piaggia vicina ai osa 
città chiamata Safa ne la portò. Bwew, 
99*ì*' Si levò una Tramontana perica^ 
loia, che nelle fecche di Bar beffala po- 
cofse . 

$. I. Tramintana , per le P«/» «^Atirt» 
Biee.{,6,f, 9. Quelle, le quali ilcam 
di Tramonrana guardava , turteeraaodi 
bofchetti ec. £ mv. ri- la. La doan 
montata in folla torre t e a Tramoatau 
rivolra . cominciò a dire le parole da- 
tele dallo fcolare . G. K 10. U, s> 
Tennero a man dritta verfo Tramoa- 
tana. 

§. IL Tramintana , è MHcke Mggìwntt 
di quella Stella , che è piti vicini al ftb 
li Artidi ed anehi la Stella im§d^ma m 
Burck, i.aj. La ftella tramontana è foia 
folle A porfi in luogo da morir di 
fido. 

TRAMONTANACCIO . PcggktO. 
di Tramentam , Lafc, Geli/, |. ik 
Quefto tramontanaccio gli ha fatto Tik 
lania . 

TRAMONTANO. Lifieffi, ehtTré. 
montana , Lat. Ittreas , a^uiU , Gr. jSs;Mb 
Dav.C9lt.16i, Quelli (vini) di piano fi 
confervano per li portici'al Tramoatao» 
E i84-Gran fatica durerai al coprirle (Hi 
piante di Jìwhì) con paglia. fluoie,t 
lira me afe urto , sì che tu le (campi 
dal Tramontano, e dal freddo, cheli 
uccide . 

TRAMONTANTE. Che tramnta, 
Lar. iceidens, Gr. xaem^vvv. Ltv, Du. 
j* Il cadimento ancor della nevat tra- 
monrante già la Aclla , a graadif&mi 
paura aggiunfe. 

TRAMONTARE . il NafamderJS dd 
t9le , a della luna , e d' efni altee 
fielU , • pianeta fitte P iritjMtt . Ltb 
iccidere, ad eccafum tendere, Gr.a«t«- 
iu^f. G.K 9. 198. a. Quafi in fai rra- 
montar del sole. VU.SS.PaJ, Lo saK 



IBCO- 



TRA 



niociò a tramoouie innanzi che 
lelfimo ce. Infino che giunti bon 
ao , il sole non tramontò . Pttr, 

j. 5* Innanzi l'alba Fuommi ar- 
ie dal tramontar de! sole. £f*nt^ 
\. Sz *l sol levoiH fguardo ec. Se 
onta r lì al cardo . Ovvid, Pìft, 58. 

sole è tramonto , o fé crìi t lo- 
a tetra , la notte > e il die mi re- 
>glie . Ni»/. Fitf. j7. Ma poi veg- 
o > che già tutto il sole £ra tramon- 
r. 

lAMONTO . V. ^. Sujf, VerhAU il 
future . Lar. Mccafus, Gt. itfrfjLh. Petr, 
U, Dalla quarta ora del dì pei infino 
monto del sole. 

LAMONTO . ^dJ, Tram»Htdt^,Péil- 
Éttemit,ij. Nalce tramonto il sole. E 
. la. Tramonto il sole, getta qucfie 
aia d'acqua al pedale . 
LAMORTIGIONE. K^, TrétMér^ 
(f • • Lat. Muimi delì^u'tHm . Or. KtiVc» 
tu^ yti»Cff,Lc donne volean levar 
t«lia di tiamortigiooc . Libr,cur,mM- 
L* odoic del vino giova alle tiamoc- 

fli. 

LAMORTIMENTO. Il trMMirtire. 
mmimi dtlt^uium ^fjnc%ft . Oi. Xmto- 
i« , 0-o>xorji. rr.5.48.7. Vale ( ì' 
\if fft^t» ) contro *1 vomirò colle- 
» cootco jltramoitiuìcnto, econtro 
■l4iaca, cioè paflion del cuore. £ 
ij.Contza *1 tramortimento » e con- 
ia cardiaca il dia la Tua decozione 
fà^l'uÉ ) con acqua rofata • But, 
f»ù Cenandola mia mente fii ritor- 
» ch'era allotta per lo tramorti- 
rò. 

CAMOKTIIIE . ytnir memi, Smdr- 
[Uff triti, Lit'/jnctp* Uktrén^ Mni» 
tli^imm péli , linfui anim* • Gr. 
\^9/tU4f • Dsmt, rim, j.- Lo vifo mo- 
lo color del cuore , Ch* è tramor- 

dovunque s' appoia . But, Fa 
parazione dal rramortire al mori- 
lai quale non hadiffercczai fé non 

1 tramortire duia a tempo, e 'Imo- 
dura Tempre , che mai non firiror- 
<f. tf. I j8. I. Ha natura ( «/ fitte del 

) di far tramortire » e inducere 
iftia de* membri d'entro. Ovid,Pifi, 
lo divenni allora più gclara » che 
liaccio, e tramortendo divcanimez- 
aorta . Bem, Vrl, i. i. c-j. Se feri- 
lo! poflo , almeno il farò tramor. 

ìlAMORTITO. ^dd. ds TréumertU 
Lat. émimi delìjuium ffsjfms , Gr> Kh- 
v/cfVflCf. Beccmev, 16.6, Tramorii- 
il marito y e' figliuoli chiamando , 
le JD fui lito . VMnt. Pufg, n* La 
sortita Tua virtù ravviva . Ovid.Pìft. 
:i in terra ^ramazzata , e tramoiri 
r«/I gr. 5.41. per lo gran dolore , 
i leoni hanno al nakimento , na- 
\ quali rutti ifgomentati , eh* elli 
dono tre dìquafi come tramortiti, 
DOie elli non aveffeio viu . Vdrcb, 
7.175* Si dilTe, che Niccoli fcnten- 
qocl lomoreiì fvenneperla paura, 
>sl tramotrito fii portato nella fua 
era. 

XAMFOLI. Due bétfttui lungU , nel 
V de' ijunlì i €t»fitte un lernette, fui 
le chi gii sdefetM , ff* U piede i t 
•M per féif^re Ac^e , e fanghi , ferné 
eltar/i . imfum^r/i . LiLgralU . Bur. 
,9. Cnc i tr^^mpoli piativan cogli ftcc- 
Beìliui, fttn, a8o. Cader pofla de* 
-.poli uno (porto. T*c,Dnv,P*fi^^o, 



TRA 

I piaceri fono monti di diaccio , dowc 
i giovani coirono alla china, aggiungo- 
vi in trampoli. M^lm, 11. aa. Avendo 
feco Condotti, com'eifuole, un pardi 
trampoli . 

TRAMUTA. Trsm ut unente, hzt, vi- 
cijftude , permutdtie , Gr. «uoifii . Vav, 
Celt. 17 iSs quivi appiccati gì annegavano, 
fenza da r loro tanti matcoi j , o tramute » 
come noi facciamo . 

TRAMUTAGIONE. v.TRAMUTA- 
ZIONE . 

TRAMUTAMENTO. Il tràmutére, 
Mut aliene, hzt.ptrmutatie »Gt» ùfJtQtfiìi . 
Cem, Jr>f, 20. Chi con tiamutamenti 
di vali in vafi d'acqua , e di gcttaivi 
uova . ^fuet. Vang, Appo '1 quale non 
ètiamutamento, né ombiameuto di vi- 
cenda. 

TRAMUTARE . Mutar da luete é 
luege. Far cambiar luege , lsZr,traHjmu 
tare t permutare . Gr. A*' ToiMaTTlfr. Be€C, 
nev, 80. j2. Acciocché niuna cola glj pò- 
telTe cHei tocca , o tramutata , o fcam* 
biata. Dant, Par. 17. Tei lui fia tramu- 
tata molta gecte . Cambiando condizion 
( cieè : fatte mutate J/ate a me'.ta ^tnit ) 
rr.^j5.i. Quando lì tiamuta il vino 
a luna piena, diventa aceto. %^gn.Pand, 
aa. La prima farebbe avere ber.e ordina 
ta , e difpolia tutta la cafa , ove io po- 
tefli darmi a ogni mio delire bene agia- 
to lanza avermi a tramutare; troppo è 
dannofo , e di grande fpefa , dilagio , 
e moleftia il txamutarfi di luogoaluo- 
go. 

). Per Jfcambiare , e Mutare . Lat. 
vertere • Gr. yU*TOf>XotT7i/» . B9cc, nev, 
4^. 17* Avendo V odio in amoie tra- 
mutato ec. Buen, Pier. 4. 4, 14. Cama- 
leonti tramutar colore • Dav, ^ceuf, 
14T. In altri giorni ha tramutato 
molte tornate ordinarie del giove- 
dì. 

TRAMUTATO . ^dd. da Tramuta. 
re, hzi. permutatus , verfus . But, Puig, 
ja. a. Tiansfurmaro • cioè tramutato • 
£ pìM fotte; Cioè alla corte cosi tran f- 
formata , e tramutata di catto inmo- 
Ato* Bùrgh. Hip. 66, Non minore eAi- 
mo , che la rechino le infegne tramu- 
tate da quello, che è ilcoltume di ve- 
derfi* 

TRAMUTATORE. Vtrbahmafc.Cbi 
tramuta . 

TRAMUTAZIONE, rTRAMUTA- 
GIONE . Trtimutantjt , Lat. mutatie , 
tranfitut. Libr, eur. malate. Non di ra- 
do avvengono le traumtagioni da uno 
male nello alno, la trauiu ragione del- 
la doglia colica nella ec. C. V, ji. 67. 
a. Segno di morte di grandi Re • e si- 
gnori, o tramutagiooi di regni > o di 
genti . 

TRAN A RE . Trainare , levatane la 
I , fecende l' ufe amtice, cerne in %Atare , 
per salutare t Cempagna^ per Compagnia ^ 
e fimili'y Strafcìcare . Lat. trahere . Gr. 
99pM, 6*. r. IO. 7. tf. Fu tranato col- 
le fue armi in doilb . e poi impicca- 
to . M. V. 9. ic8. Gli sbanditi furo- 
no trar.ati , e appetì vilmente . Lìv, 
M, Li fervi , che fedeano fopra i mu- 
li , tranavano r«r terra rami fbgliu- 

§. I. Ptr metaf. Dant. Par. 10. Or fé tu 

r occhio della mente tiani Di luce in lu- 
ce dietro alle mie lode ec. 

i. II. Dttttper irenia , vale Mueverfiad^ 
gie, tir. Lue. i, 4. Cammina, vien giù 



TRA 



«5 



alla signorai piefto» rrana^ ohve*cuo 
ce freddo! 

TRANELLARE . Jnréutnart malieje- 
fornente , e cen tranelli , VJar tranellerie , 
"Lit. dele decìpere , %ytmbr, Furt, 5. 6, £^ 
quello, chcha rubellato, e tranellato la 
m>a fanciulla , che iolo tenevo per rende- 
re al padre. 

TRANELLERI'A. Trancile ,1,21. de- 
lus , Jraus , prajitgia . Gr. iÒK^ , Tt'X»'» • 
Cicch.D\fim,2.^.CììC tranellerie fon quc- 
fle? Sciagurati, levatemivi dinanzi. 

TRAN ELLO . Inganne malignamente , 
e étjiutameiae fabbricate ì Trama , Trac- 
cia , Lat. dblut , techna , ejfucìd , Gr. ^0- 
^^, TEXMt Ì9Kù^p9TÙi^ , Cren.Merell. 
26$. Simili tranelli , e molti altri fi 
ulano per giiigoete il compagno • £ 
X76. A Firenze ha gente viziata > e in 
cattività, e co' vizj c'apportano male» 
e foitraggooti per nuuve vie, e tranel- 
li. £ j)6' Si maravigli va noiavelfìmo 
gelosia di lui, e che con delìueuva il 
noAro buono Aato quanto il fao , e 
molte altre zacchere , e busbaccherie , 
bugi'ci tianelli, e fallita, lotto le quai 
pensò giugncrci, e vmnegli pteilu che 
fatto, c;. V, 8.80. 11. Non fappiendola 
patte di Papa fi.'>nifàzio lo *nganno, e 
*1 trancilo. Jli. Kj.jco. Aveva iconcio 
il loro tranello per quella cavalcata • 
Fir,Trìn, 5, 4. Vedete quel, cheaveva 
fatto quel ribaldo del Golpe co* fuo' 
tia-r.elli ! 

TRANETTO. V.,^.^dd.Netti0m9, 
Lat. fplendidijfmus . Gr. kajuta-po'teiri^ • 
Sen. Pijt, L' uomo dee meglio amare tra- 
lorda, e travillana morte, chetranecto 
iexvaggio ( ^vi per mttaf, dei : enevel^* 
me) 

TRANGHIOTTIMENTO . // tran- 
ghieitire. Aiid.^rb.cr, Gli condannerà, 
f difporrà nella carne , e neìl' anima 
al tiangbiottimcnio , e al divoiameir* 
to delle fiamme eternali ( ^ni per me* 
t*f) 

TKANGHIOTTIRE . Trangugiare , 
Inghiettire avidamente, lAkt.fluttre ^ de- 
verare. Gr. xetiar'yue , ykv^M, C,V, 
li, l. ip. Fu fommerfo nel mare , e 
tranghiottito dal pefce. ^^.9.94^. Lo 
pecore, e le caprette debbono efler ri- 
mote dal luogo dell'api ec. e ancora le 
vacche, acciocché la rugiada nontraa- 
ghicttifcano, e atterrino l'cibc nafcen- 
li* 

J. I. Perfimìl'.t. LtUtxfetbere . Gr, <it0d- 
pm. JLtfJ'. 261. Siccome io Cicilia la Scil- 
la , e la Caiiddi fi dice , che fanno , che 
l'unatran^hiottifce le navi, e l'altra le 
gitta fuori. Serd,fier, 1,199, La terra è 
afciutta, efjpugnofa aguiladi pomice, 
ficchè non lolamente Tuccia in un mo 
mento le piogge, che cadono dal cielo, 
ma ttangbiottifce ancorale acque, che 
fcendono da* munti . 

S. II. Per metaf ,,SeM, Pifi, Puofe mente 
alla fua mano , che ardea nel fhoco del 
Tuo nimico , e tranghiottiva la pena 
( cieè t cefiant J^mamente j[»fftria^ 

TRANGHIOTTITO. ^dd,dd Tran, 
ghiettire, h2t*glutitus ,dev9ratus , Serd, 
Jl9r^6, 6a8. Fi a tanti mali non fi rappre< 
fentava i) minore , che o vivi , e veggenti 
efl'ere dal] onde tran^hiottiti, o piutto 
Ao percuotete nc*c:echi guadi, e nelle 
fecche. TncDav. aan,i,yj. Parte Uelìe 
navifur tianghiutt;te, le più dileguate 
in lontane ilole . 

TRANGOSCIARE * Humpierfi di sm- 

gefcis^ I 



8g TRA 

frfeU, Trdtmkd/èiért . Ltt. émgf, éth^wi 

ij^rixtl . OmìI, Ori^, OtBÌma ima , come 
ta fé* tnnfofcmta , e ooa (ai ; che ti 
pfeoilere . Vit, SS. P«W. Qaafi tutto da- 
pcficto » trangofciando , e fadtodo » 
non poteva altiodire. Céivsle, Frutjtlmg, 
Come Crifto orando transofciò di fan- 
gae . P4UMf, 5 . Con singhinaia più vohe 
, tiang ofcio • 

TRANGOSCI ATX> . •^éd. és Trémg^ 
i/ffi4r«. Sslvi». di/c, i, j^. Appena égli 
( tfangofciato vi giagne, che altra litica 
-adatcra&tica t* annoda. 
I TRANGUGI AMENTO. I/fr«n^S4. 
.n, Lar. dev9rMti§, 

I TR ANGUI A RE . Ingtrdumtntt , § e§n 
grun furis imghittiirt i t téUtrm firn f Ha- 
mtmi» Iiigbhttirg . Lat. glufirt , dtvtra. 
r#, tuhirtiMéri. Gr. Mai'r»r$my$4f ^ fff^ 
X^^(m9 « dntfipérKtn . ÙAnt, tnf, aS. 
La corata pareva , e *1 trifto Tacco , 
Che merda £i di quel , che H trangn- 
già. Btkt, ivi : Trangugiare e mandare 
giufo. Atre. iMv. 50.11. Molto toftol'a 
vete voi trangaglsta quella cena. itf«r. 
S, Grig, Quella cofa • che fi bee , 
j tanto più tofio d trangugia , qnan- 
|to eir ha manco mcfticr d'elfcr m«fti- 
cara. 

I $. !• TrMtigngisrÉ iitfrml , fgWAténm, 
vmU SfTMffurl*^ IhgtiérU . Z>«v. Scifm. 
-tfS« Non olTcìvando i Re fegoeoti 
le condiiioni , e i popoli trangugian- 
. dofi . 

I f . IL TrAngugiékTi ^ ptr mttMf. tMi/e fél- 
•rs StpptrSMft, Stfirirt . Csf. nf.etm,^^, 
loicbè la povertà t* è in odio tanto ec. 
I trangugiatlali conviene, e quello, che 
ammendate non fi poò , con oaon animo 
jibfirrire. 

I TRANGCTGIATa. *Md. dd TréMgtt. 
«i4irf . Sstvin, di/e, i. 17. Uha iofidiofà 
iperaosa trangugiata in aii pomo • attof- 
iìcando i noftri primi pad ti, apportò lo- 
to quelli ruina • 

TRANGUGIATORE. Cbttrdngi^is, 
Lat. •yratw , h*Uu§ . Gr. nturv^yifi , 
w^hjtf^tty^ . Atre, /«rr . Pr. S, ^, ap^. Se 
io fono di vetro al gindiiio tuo . io 
non fono uomo gololo , né tranf^gia- 
tore».nè ancora pei troppa mollesEsae^ 
Kmminato • 

TRANOBILB . V. ^ ^dd. NéiiUJf. 
«M. Lat. mékìtijfmns . Gr. foV*V«fV>r . 
]^fi»d, Fdc, Oh Luigi tra valente, etta- 
nobile Imperador de* Romani . Si». 
Pifi* Segniti le tcabelle > e k trtnobili 
cofe. 

TRANQUILLAMENTE. .Awerit. 
e9»trAmfmiUitÀ, Lat. trsMilU . Gf . >« 
ìutfSi • S, ^. r. O. Mirabilmente flette 
in Egitto 14$» anni tranquillamente . 
BtM^ jkr. T. 1. Fiuttofta volefle nella 
patria, e tra* Tuoi quello» chelcavan- 
lava di tempo, fiaaraowntc» rtraaqiiil 
Uniente panare . 

TRANQlHLLAMENTa llfrémfnU 
léM , Dim»rs , Imdmgi» . Lar. fifrs , ff- 
tr^fiinmtii, G.'. /cri AAfr/f , «9«)8b^9. Vsl, 
Jtf«/.Fer quello tale tranquillamento di 
coniglio rende ec. 

TRANQUILLARE, ifendir^hf, § 
trém^uUl* , %^MfMccimri , Siddrt . Lat. 
tr»nfuiìlsr§ .^ $TdfHfuiUum rtdjen . Qf» 
yttKirSf . G9id. G, Vctamente io volli 
tranquillar In mia vita fotro fiìenzlo di 
male, enon volli tcmpeilare con tomo 
fi di battaglie . Cdf, f§n, at. E pria tran- 
quille Mio co rio» o 'Sturbi» e pur d'or- 
goglio t'atmi» 



TRA 

f. L PermMtmf.vdh t»nn§ « kuddi •d 
tri^MlU ddnd*fMW9U, TiAX.fdìfd fiiffdn. 
ttrt, Gr.xfveuf iXTxvt ^tp/uidUfHft ^t- 
ficl, M, V, j. ao. Imponendo loro » cbc 
della volontà dello Arcivefcovo non ù, 
rompeflbno, ma tranquillaflTono il lat- 
to. Fr««r. /«cc^. Mv. ja. Era molto tar- 
da l'ora, perocchi era paflàta terza, e 
ciòavea&ttoin pruovai per tranquilla- 
re la genre . T^ir. Z>4v. «»«. «. 117. Coli 
fi ferpentava, tranquillava, alla ragion 
fi gridava. Vétch» Er€§i.jj, Quelli, che 
(anno trattenere con parole coloro » d! 
cui efli fono debitoffi , e gli mandano per 
la lunga d'oggi in dimane prometrendo 
di volergli pagare, e foddislare di gior- 
no in giorno » perchè non fi richia- 
mino di loro , e vadanone alla ragio- 
ne , fi dicono iàpcr tranquillare i lor 
creditori • 

i. II. £ l« JS^ntJlc. Heuir. 9 mutr.fétB'. 
vdlt S»fjl§rndri, démd»fi fiéuin , § bmn 
ttmfé , Jtif9faffi . Lat. gtni» iiidu!{§rt , 
Gr. i0tff(UJùSf n^iftùf, If«v.«»f.p7. 1. 
Lo menò a un fiio bellilfimo luogo > 
e li tranquillarono pes quindcci di . 
DdHt, Psr, 9^ Or Tappi , che U entro 
fi tranquilla Raab . But, ivi : Si tran- 
quilla , cioè fi ripofa . Dlttdm, 1. 1. 
Si yedean tranquillar ne* Cuoi fplen- 
dori. 

TRANQUILLATO .' oidd. dd Trdm- 
fuilUrt . Lar. péuditu • Btmk.Jitr, i. 7. 
Quietata adunque, e tranquillata I* ifola, 
la Reina con l'autotità della repubblica 
avca dopo la morte del mariro quindici 
anni pacificamente governato quel regno. 
£■•». Fin,f,z,ii. Appo la noflra , co- 
mechè leggieri , Contea , eh* è del tutto 
tranquillata . 

TRANQUILLISSIMAMENTE, ^«n 
pÉfL di trdìt^niHdm9ni9 , Lar. fréM^iìUf' 
fimt, Bm»m, Pier. 5. $. La Fiera negozia 
Tranqoilliflimamente. 

TRANQUILLISSIMO. Sàptrt. ditrm 
fui/Za . Lat. irsH^tuNiJimus . Fr. Gitrd, 
Prtd, Jt, In queir ora il mare fi moflrava 
tranquilliirimor . Trdtt. fegr, e^fi, ditn. 
Vivono inpa;:e » e nel cuore ttanquillifii- 
me . Gdt. Sdu. jjp. Si figuri V. S. nia- 
ftrifs.a'efTerTungo la marina tu tempo ,■ 
eh* ella ùa. traoquilUflrma . Bm». FUr. 
1. 3.4.. Che ouorao *h un golfaDi pazzia 
tranqnilliflkno. £4-4*i>*E ferpeggiar 
pel piano TranqailIi(fimoil rio tra gli ax- 
bofcelli. 

TRANQUILLITÀ*. TRANQJTIL- 
LITADE , # TRANQUILLITATE . 
sAfrdtf di trdnfnìih iBtndetìjt . Lat. 
irdm^ilHidK Gr» yotxifrti ^ .Anntt, VÀng. 
knmanttnentecefso la fortuna, e fii fat- 
ta grande tranquillirà. Fr. tac, T. s. j.r;. 
Edittanquillitate flar fornito . £ 5. 14. 
as* Nulla inlclki più mia mente, Vivone 
io tranquillirade. 

f . Pkr mttdf, vdle ^iett , ClfandìtÀ . 
B»cc,n§v^i9. IO. Inbene» e iotr.iniaiUi- 
tàcon lui mi dimoro. Ldk. 18 1. Pace , e 
rranquillità mi credea avere in cafa; re- 
cata . Cdvdìc, Ffsr, /;*if. Al tèmpo 
deiran^cia non ode Iddio il prego 
di colui , il quale in tempo di tran- 
quillirà non obbediice li fuoì comanda 
menti » 

TRANQUILLO. Su/, Trdn^llltÀ , 
S^4tt9 trAiifmilU . I^r. frdnfnilliféS . 
Gr. >«M»^. G. y. 2, II. I. Tornato in 
Francia fi riposò in alcuno tranquillo 
la Chielà» e Roma. £ 8. i. 1. Per 
perchio ttan^illo ec. sì etano i ciiu- 



TRA 



mando iigranoe uniKaico 

f. TtH*reintrd»auill§t v* 

Ti n4l/fgnj/!c. dil f . I. M, V, I 

do le ofKrte, che gli eran 



in 

llol 
fa- 



dini tra loro invidiofi , e infapeibiti » 
M, K. j. |8. In quefto rranquilio il %m 
mandò il grande finilcalco nella Marca • 
vdlitrdHfuitU» 
" 10.24. Secon- 
erano fatte » da- 
va, e toglieva parole» e tenea in uaa- 

TRANQUILLO. ^dd. ^uitU , Ftr^ 

m« , /• h9Hdccid . Lat. frdmfuiUus • £«rr- 
«•V. 14. 1 y. Fattafi alquanto per Io mare» 
chegiierattanquilioec.il tirò ir. terra • 
Ddmf. Pdr, ). Quali per vetri trafpaTentii 
e terfi , Ovver per acque nitide • e tran- 
quille ec. Totnan de'noftri vifi le poftille. 
Petr. firn, ao. Cercate dunque fonte più 
tranquillo. 

i, Ptr mtidf. Vdle BinigM , PUtctvtlt » 
Oititf» . Lat. trdnquillut , mitis » In ' 
gnut . Gr. 9^/^ . iXi«r. Purg, jjr. £ con 
tranquillo afp^tto : vien più tono • Mi 
difiè . 

TRANSAZIONE. UrttpKUrtitvU*, 
e§»cMSfipé{ffUeltgd»t*M€mtt ddumd crfs m 
nn dltrs . Lar. irtnfiti» . Bta. Pmrg, r. là 
èqui uno colore zettorico» che fi chii^ 
ma tran fazione. 

§. E termine Ugdh, vdU tnttrmte, Ctm^ 
ffiv§mt Pdtte, te.fdtiétTdUf p«rfi, ffrj 
isfuggìr tifi , • ptr termindrtd £ «crarwt « 
Lat. trdnfdài9. Stgn, Crìfi, in^, ]"4*>» 
Dove potelTe egli confi; r mare in pam- 
na propria tutte le tran fazioni , e CBld 
i trattati , che fuccedefiero viceodci 
mente tra noi, e il Tuo caro Padre ct^ 
lefia. 

TRANSCENDERE. v. TRASCC» 
I>EIVE. 

TRANSEGNA ^.^. .?•/-«* w/-i. lafc^ 
ehldfmys. Gr^ X^*/'*^* ' ^'''^' ^»'» *«. 4»* 
Donógli un ricco detlricre colla tranfcgat 
coverta . M. V. 9. Ì7.C00 ricche, e rca& 
tranfegne, eartnadure. 

TRANSFERIRE . *. TRASFERI- 
RE. . 

TRANSFIGURAMENTO , Tr»»i#- 
gurdij9nt . Lat. irdmsfigtdtié . Dsmt» Kì'» 
mu9v^ 14. Fropofi di dire parole » flcllt 
quati pa riandò a lei fignificadt la cagii ~ 
del mio transfigura mento . 

TRANSFIGUR AZIONE . Trmifgar^ 
Ki9n§ . Lat. trdusfignrdtié , D»m9, Vìf* 
14* V dico , che molte di qndU 
doline accorgendoli della mia trauffigi^ 
razione , s*" incominciarono a maiavi* 
gliare. But. Purg.j2,t, Quali ù levare 
no li tre Apoftoli ec. dalla trantfigara* 
zione, ehevidono di lefii Crifto in ÙX 
monte Tabor. 

TRANSPONDERE. r.L.nr^v/aa 
vdfoin UH dtir9 . Lat. trdmtfit»dtr« , Gt* 

/Utt-, CCXÌM9 , 

^. Per metdf^ vdb Pmt pdfdrt d*ww I» 
dhr§f9ggett9 dlturns f/d\ DtsUm^ i^!*- 
/;/. C. Il ricomperatore fii morto ec. fj^ 
rando- , 1* anima nel mio petto traaifiile* 
Pdf. i8j. Quello cotale non arrtbbe il 
peccato originale , il qn*le , come i 
detto di iòpra, fi trantfiinde, etradn- 
ce col Cerne ». di cheti padre genera il !► 
gliuolo. 

TRANSFORMA MENTO . Ttéé^ 
mdmemt§ . Lar. trdnsftrmdtié , Ai édi0m 
fgrmdm e$mver/t9 . But, Purg, |a. a. Clu 
vuol vedere lo transformamento» aM^ 
ca lo peccato contrario al sacnn 
to . I 

TRANSFORMARE . Tré^nm^t J 
Lar. frdiuf^nudrt . Gr. ptmtfmf^vì^ «| 
ASdtfirtti^ I. a^ Ite cagiona di p& 



TRA 

rgrinsEtonc .poflbfto ì chcrici 1* abito 
[aasformare. 

TRANSFO&MATO. ^4d.dA Ttm^ 
Itrmste^ LÈt.trsmsfirméami, But.fwrf, 
t.a. Vide laMocaChicra, cioè lacor- 
i di Roma^ traosfornata , t di fpixi- 
sale divcntara carnale. 

TRANSFORM AilONE. TrésfmmA- 
ìmt- Lac. tTéMifwmét'f , Bmt.P*ri,ji, 
1. Ora dobbiamo vedere • che fifurino 
e fette rcfte. e lediece corna, e la Io 
» transformaxioBe • £ »pf^*S* : Fer 
■oArarc gaeglio la loro tiaasformacio- 

TRANSFVG ABJE . Trss/ugar». ^nèH. 
(f . to BOB dubiterò di transfugarla s>er 
arto il mondo » fé fia di btfocno . 

TRANSGRESSiONE . Tr^AnjUne. 
>r.«MC4, fUt^Um» Gr. tti-r'nt^ '•^ 
brvf . Af^r/rti^t. a. 17. La coi rranfcref- 
loar conciaie folameate freverenza • 

TR ANSIRE . V. L, PégÀM , Lat.tr*»/ 
"f .Gr. A^tr%IUu.yti9, FrJécT ^j.j^Chc 
rtfan cipaò ttafifire» Che ia veileab- 
h ipiaccnte. 

f rer Psgstt éUrsSirs tr^tf , Mtrirt i 
b Mmth9 f àtgk TrMmfir U ffìrìf • Lat^ 
\^ , mfl . Or. « rt^*Va#/f . Likr. Of. 
r9^' IO. Alzò la mente, a gli occhi. 
Icoorr» e le mani a Dio, etranaìlo 
nttiio. Vit, Ptut. Ma uno de* capitani 
fi iBMenio . il qaale aveva nome Go- 
In, W conobbe dal cavallo , e gaarda- 
wàh^ e KÌ^ fi traafiva ( f «i « mt^mitrs 

TRANSITO . // frsmfirt, Paffamtmtu 
'^Smì» . Lat. trumftus . Gr. itnBfltet'i . 
iMjPiir. j(. Come la fronde , che flet- 
s la cima Nel trandro del vento , e 
■t fi leva. Per la propria virtù , che 
I fublima • Fir.u/! 14. Vedendo coti 
cr tiaoiito qaello abbattimento* GaU 
ìft, |j8. Si fecero a mia richièfta o0ei- 
amiooi dì tutto il tranfito di qaella 

S, I* P^ /* *^''« d9l wttlrt . Lat. 9ffi' 
««• Gwtk\Àn4- Mtd.^Arh, ir. La cui 
Bone dà vira a* morti, e nel caitranf 
ico F»«age il cielo. B*Tfk.Rif .^09, Viti 
b Trioità ce. è di maao di Taddeo il 
mafito della Madonna. 

|,11. Stmt^ • Eftrt im traufiié , vsU 
Egàff m fui tm§rirt . Lat. dmimsm éigtrt . 
Sm, Dtelém. Vifitai il mio figliaolo , 
che flava in ttaafito • ed era per mo- 
rire. Ct€ch,Sftr,i.ì. Quando io ginnfi 
di Levante, Neri Era ujalato, e fi può 
dire io tranfito. 

TRANSITORIAMENTE . ^vvrh. 
ftr frmm/ii§, Ptrjéffé, lAt* •Oìttr . Gr. 
M#/f>of. SeéU.S^i.Lfkqu^ì qaiftioae 
noi cranfitoriaoBcnte ricordando • nel 
terso di qaefla opera lafciammo bob 
aflblaca . 

TRANSITORIO. *^'''. Cbe hsfint, 
Cht p4s , Ckt 9i*» «•««• • Lat. cmdncns, 
* ira^iTtftf . Gr. «T«^/>we< , iwarv.- 
»To m . Imc.mv. I. a. Le cofe tempo- 
tali tBtte Tono tranfitorie. Tef, Br,y 9. 
Taire le cofe , che ta hai traniìtorie , 
apa le credere grandi . Csv*lc, Frntt, 
" . Or coti potrem dire degli onori 



TRA 



TRA 



87 



Ttf. Br, 1. 17., Dieci savi oomint trantla- j TRAPASS ABILE . ^^dd.^tf s tra. 
rarooo poi in libro di Solon la legge fétfsrti Cf»f r«ri* di D«rvv«/# . Lae.rr«»/1 
di dodici tavole. .. . ^ . .^ _ . 

TRANS LAT ATO. *^dd. ds TrsusU^ 
téut i TrssÌMMié. Lat. Vir/us , enverfitt, 

TRANSLATIVAMENTE . ^vvfrk 
TréulMtivsmiuié • Lat. ir*»s!stirium im 
m§dum . Gr. /irTei^c^ator . >Wc^. Ltt, 
S09. Come qoando diciamo: va di là 
dai libri • in altro featisaento •. che 
quando ù dice : di là d* Arno • cioè 
translatiramenrc . 

TRANSRICCHIMENTO . V, ^, ti 
trsnfrietkirg .^ fr, Cìwd, Prtd. RAfi tutte 
le loro aaioni non penlano ad altro • che 
ad Bo ficaro trasfricch indento. Lìbr, 
Pred, Dopo il defideraro . e fofpirato 
tfanfricchimento viene la morte . 

TRANSRICCHIRE. K»^. Sm^tréL. 
téumtmit Mrriccbirt, Lat. vmidt Ituftets- 
ri . Gr. t^r«0«*XirT/(rAau • B*ee. m»v» 4a. 
|. Mentre che di tranfriccbire cercava- 
no ec. £o* Tuoi compagni fa prefo 1 e 
rubato. 

TRANSVEDERE . V.^. iwgémméirf 
m«ìv§dtrt \ ekt •ggifln cwmmmemtmte dicis' 
ttfTrMV§dtrt, Lat.và/ti dteipi , sllucìiut' 
ri. Gt.*é^3\ÌTti9. £«rr.«rv.tf9a8.Per- 
che di certo la magagna di qaefto tranC 
vedere dee procedere dal pero. 

TRANSUMANARE, v. TRASUMA- 
NARE. 

TRANSUSTANZIARE . K L. Ntufr, 
psifi Tra/ujtatn,iéu^ , Lat.* irnmJnkjtéuUU. 
'• • Gr. /MToersfX^* • Fi9r.5.FréLB€.€éip,i%. 
Vedea , che Crifto non eatrava Bell* 
oftia, ovvero, che Toftia bob ^ craa 
iuftanziava nel corpo di Crifto . 

TRANSUSTANZIAZIONE . V. L, 
Termini prtprU ftr effrimtri mi Sugré- 
mtmt§ dtìV^ltsrt U Tréf^mutsmtHit dil 
péuu « # del viM mei tsnr^/fme C§rp§ di 
—fre Sl£iure , Lat. * trsn/ulfféUH UUie . 
Gr. /tfT«r0rx"W/f . 

TRAONESTAMENTE. V.^^^vverk, 
Mette eieefiéLmehte . Lat. kteifi\$me . Gr. 
xa^/foe. Sete, Pift^ Va caendo» ove egli , vamo 
viva traoneftamente • e non traficura-j TRAPASSARE 
mente. 

TRAPACIFICO . K*^. *^d. Mette ftn, Becf,mev.i9, la. Ptclìamente tra 
pMeifiee , Lat. vslde féuifiems , Gr. XfVtv pafiiò in Inghilterra. Dmnt, ìmf,^, Ch* 
h'p^ikSì . Sem.PiJt, Net mccao delle cole | io fappia qaali fono , e qual coftume Le 
chete, e trapacifiche rampolla il remore, 'fa parer di trapalar ai pronte. £ Pétr, 



n 



- Jogni altro beo mondano, che non 
fon da domandare, oè da difiderare , 
poacchc foB vani , e tranfitori . *Mner$, 
Aft. tfj. Eaacbe ti ricoidi , che tutte le 

Icofe mondaBe foa traaiitorie, e cade- 

ieolìv 
T&ANSLATARE. TrstlstsM ; Lat. 

Wa>«tfr«i, oirfara . Gf. /tiTa^piiyif . 



iteriut, Gr.fWxflrmTTtKfK. ITit.Bsrt.ju 
Dunque lafcercAù !e cofe trapaflabili per 
leduraboli, e leteoabreper la lumiera. 
£ |tf. Pero ti priego , che ra iafci queftc 
I cofe trapaflabili per amore del BoftxoSi- 
geo re • 

TRAPASSAMENTO . llnspéf^t. 
Lat. trsm/bui , Gt- firtifimrn , Pilet,^, 
174* Ove a tatti gli efempli detti di 
(opra mancaflfe per lungo ttapaflàmea* 
to di tempo degna lède. Med.Urh.er, 
Intanto trapaflameaio d'ardotdimtt- 
te. 

I.L Per Mert€» Lat.a^i^tH, trsufift , 
Gr. tikXtV • Lih'. Dicer, AvenM> ferma- 
to per faramento, che'l detto Currado 
appre/To jl trapaflfameaco della vita del 
ftto padre terremo a signore, e *mpera- 
dore. />^r.rMiv.77. Appceflb lotrapa£> 
fanieoto di quella Beatrice beata, che vi- 
ve ia cielo cogli angioli* eia terra colla 
mia anima . 

|. II. Per TrMfgredimenU , ^rvoarjra* 
tfem , Trmfgrejjtene . Lat. prmvéwitstie , 
trsmfgr^e . Gr. ^^fixrii . ^mm, ««r, 
^. 7« ì» Acciocché per li fubiti trapala 
lamenti et parlare , e di opere, quali 
per fadi contraftanti , fìa rotta . Mer, 
S,Greg. Nel piede fi figura il trapaffa< 
meato dell* operaaione t e nel capo fi 
figura qaefto moodo. Teferett, Br, Per 
quel trapafl'amento Mantanente fìi mi- 
to Fuori del Paradifo. C9li.SS.Peid, lì 
peccato , che qaegli commiiè per tra- 
pafl'amento del comaodameato d* Ed 
dio , noB dcbbe veramence ec. Getitf, 
'rrr. a). Migliore Aimo la coadiaioBe 
umana poi lo trapaflaoMaro del primo 
Boftro parente. V^rek, L#t. J87. L* ec- 
ceflb , o vero trapalfamento bob può 
effere ordiaa ria mente più d' un fo- 
lo. 

TRAPASSANTE* Clu fréfé^k. Lmk. 
ISI* Fece una via luminofa* e chiara, 
non ttapaflfante il loogo, dove noi (a- 

Péffere eltrÉ , Psfk- 
svsmti , Lat. trsMfire . Gr. futtrtt/Ubt' 



e la paura. 

TRAPANARE . Ferére eet trmpsne . 
lAt. lerelrrsee , Gr.T^v«?f . Cmni, Csr: 
414 Ouefti fon per reBtare.Qucft* al- 
tri a trapanar , quelli a dar fuocoUfia 
mo ec Buet^, Fitr, j. in9r. Noi , ch ab- 
biam tutto trapanato il doflo , Scom- 
mtift le gianiurc. £^^t. Trapani lo- 
ro i denti, E le faccia invecchiare ffaA 
per fimilit, ) 

TRAPANO. Stmmtute cem pwetM d 
Mceisie , cel fusi fi fers il ferre , U pie- 
tra ^ efimtU. h^t.terelfra^ Gr. t^vt«»w. 
Liòr.^firel, E faeuno rrapano, che fia 
tanto groiro, come il foro delli poli • 
che avevi forato innanai . C*mt, Carte. 
41 }. Tra l'altre malTerizie tegniam ca- 
re Le lime, e i grimaldcgli* Ne fi può 
fenaa fìre , Cosi tanaglie, trapani « e 
facchiegli . Merg, 18. r j|. E trapani • e 

ftaletti , e lime forde . M»lm. 4. 7|. E 
i danti appiccando a quel legname , 
Comete *n bocca avefleroun trapano, 
Prefto pretto vi fecero un forame . £ 
6. 4tf. Perchè refte vi fon come xripa 
ai. 



a. S'egli è , che quefto raro bob tra- 
pafli. 

%. I. Per Féfiure • Lat. trsmfire , htt 
prrégere ^ pergere , Gr. /urr«iSeLi 9M9 , l/«. 
Itòfti^. Ster. £ur,6.ì$o. ArricchilcoBO 
or quefta , or quella delle provìocie» dov' 
e' rrapaflìino . 

§. II. Per Merire , Pafer dì^ H*^* *»'* • 

Beee.iHtr, i^ Kparmt, dovunqueio va- 
do, o dimoro» per quella Tombre di co- 
loro . che fono trapaflati • vedere^ B 
••V. 17.49. Il quale non Iftette guarì , 
che tcapafto. Ùep. Decsm. uj. Trapaf- 
fare da fé folo importa morire, pre(o 
per avventura in que* tempi con molte 
al tre del le voci glàdi fopra allegate da' 
Franceichi , che frefpmjjet. chiamano i 
morti t chiamati aocora da Quello bo* 
Aro crapafiaci, cheaoi per 1 ordinafio 
diciamo i pattati • 

l.in. Per FiHirt , Cefétre , Lat. d^/C 
nere , ce fere . Gr. dréX4yitv , raveJhu» 
Tef. Br, 1. n. Quando il diluvio fa 
ttapaffato , e la terra fii fcoperta , fic- 
chè ciaCcBBO animale poteva andate » 



o?e 



88 TRA 



TRA 



TRA 



ove egli voleva, allora comìaciò lifc 
conda età del fecole . %^lbatt, esf, tfj 
Tutte le co fé trapalTano , fé non (e a 
mare Iddio. 

). IV. PiT S§rméntére , S§^MVdM%jirt ^ 
Suftrsrt . Lat. fufurare , fuftrtxctlitr§ , 
Gr. ùrtofiàùrHf, xipyiftÀui, B9ce.H»v, 
8.11. Di gran lunga trapanava la rie 
cheeza d'ogni altro ricchiflfimo citta 
dino. E i»rv. 41. a. Il quale di grandez- 
za , e di bellezza di corpo tutti gli al- 
tri giovani trapanava . £ a«v. 9]* ^ 
Quando aggingnerò io alla liberalità 
delle gran cofe di Natan • non che io 
il rrapafTI . 

f.V. Per TrMfgrediri, Lat. trénfgrtii 
Gr. ToipoifiaJvMf . Vit.Plut. Ma quando 
la legge farà fatta, chi la trapalferà 
convenevole cofa farà, eh' e* fia puni 
to^ Ttf. Br, t. IO. La natura degli An- 
gioli, che non trapaffano la volontà d' 
Iddio, è chiamata chiarezza, e la na- 
tura di coloro , che la trapaffano , è 
appellata tenebria. P«fr./#ff. 115, Quan- 
do'! voler, che con duo fproni arden- 
ti , E con un duro fren mi mena , e 
R8ge > Trapaffa ad ora ad or 1* nfata 
legge. Méuìftrntj^x.en a* Quando alcu- 
no trapafla volontariamente il comanda 
mento , iìccome fece Adamo , rd Eva . 

f .VI. Ptr TraUfciéri. Lat. tmittere.prM» 
ttrirt^Gr» JcflCpgcXf^irMV, vrtp$«Uft4f,C»»v, 
iftf. E qui non è datrapaffare con fcc 
co piè« frcoodo ciò • che fi dice, io 
tempo arpetnrc . Ptfr, r^»^ 4. 5. Onde 
pili cofe aclla meatc ferine Vo trapaf* 
iaodo. 

f.VII. TréfMfsrt il umf , il £i§rné, 
t fimili , v«/# ewèfumswÌ9 , LsfcUr ehi' e* 
fM$, FréiH0, S^nk, n9V, ja. Non voglio 
crapaflare quefta mattina » eh* io non 
Ti dica ciò, che io v' ho ptomefTo. 

TRAPASSATO. *AÌd,in Trsp^farr, 
PMff'si§, Priterif, Lat. frMteritms , Gr. 
•l'xifUf^i ^wm . B»c€. n§v. 17. 26, 
Avendo a* trapaflfati mali alcun rifpet- 
to la donna, e parendole affai benefta- 
re'ec. le foe bellezze fiorirono. 

$. Pir MwrU^ Péjfkf dir sltrA vtU, 
Lat. defunStus, Gr. o/xÓAt«f^, xaiv/. 
XeA<"^* B»e€,intr,2ì, Mofle non me- 
no da tema , che la corruzione de*mor- 
ti non gli offendeffe, che da carità, la 
quale aveffono a'trapaffati . y4l*m,Gir, 
11.117. Prega per l'alme quiyf rrapaf 
fate» Bit». Ori, 1,19. 20. £ poiché final- 
mente gli ha trovato II vifo freddo, e 
rutta la f>erfona , Onde giudica in tut- 
to ttapaflato ec. Dep, Decmm, laj. Tra- 
paffare da fefolo importa morire, pre- 
fo per avventura in que* tempi 'con 
moire altre delle voci gù di fopra al- 
legate da'Francefchi , che trt spé fé tch'u- 
mano i morti, chiamati ancora da que- 
fto iioftro trapafla ti, che noi per 1* or- 
dinario diciamo i pafTati. 

TRAPASSATORE. Che trsp^fa. 

i. Per Ttéiffrejfert . Mer, S. Cng. Pcx 
la qnal cofa ìlpofTono degnamente no- 
minar fra ri , e trapaffatori . £ MpprfJJii 
Come tu farai fornicazione , e uccide- 
rai , ntented-meno tu fé* farro trapaffa- 
tor della Irgtse. ÀUeftrutt, 2. io. i , Fat- 
to è toglimento della cofa altrui ec. 
mperocche fanza effo non è furto > 
eziandio che vi fia la volontà, o vero 
parola , nondimeno per la fola volontà 
farà ttrapafìatore d* un altro comanda- 
Qsento. £a.jo.2 Ma largamente piglian- 
do* è dectp alcuno commettere facrilc- 



gio, iìccome il trapaifatore della ragio-i altro tempo il pero acconciameli 
ne pobblica, la quale confifte ne* sacri pianta, e fi trapianta . Zilfsld. ^ 
sacerdori, e magi (Irati. [40. La pianta, che fpefie volte ù 

TRAPASSE VOLE . V,^, ^di.^^fft (pianta, e rimuta da un luogo ad ■ 



« trdpéjfue , Penttrskilt . Lat. pemeirM- 
bilis . Gr. fiurop^ . Celi. SS, Pdd. Viva 
è la parola d* Iddio, ed efficace, e piìi 
trapafi'evole , che ogni coltello aguto. 
*^lbert, edf, 6%. Ot chi- poote avere in 
quefta vira alcuna cofa dotabile , con- 
ciofiacofachè tutte le cofe ficn trapaf- 
fevoii/ Critr: irmn/tterle^ 

TRAPASSO. Jhrépdfire, #V Luere, 
•nde fi trdpsjjé» Lar. tténfitus . Gt, ««- 
fiiim . C' V. 6. ^a, I . Per lo buono fi- 
to, e rrapafiio, il quale era in fui cam- 
mino di Pila . £ tf. 7h 2. Al trapaffo 
d'una riviera più di quattordicimila fi 
dill'e n'annegarono. My.S.jj. In quel- 
li luoghi, donde dofea effere loro tra- 
paffo . DdHt, Par. 14. Si moven lumi 
Icintillando forte Nel congiungerfi in- 
fieme, e nel trapaffo. Tef.Br* j. 4. Di 
Spagna è il trapaffo in Libia . 

J. I. Per Termine retterice, hÈt.trémf- 
VJf* » H^'M* • Gr. fiwnLBuTtt . Tef.Br. 
8.tf|. Noi troviamo, che Ermagoranel 
fao libro dice, che innanzi alla con- 
clufione fi dee mettere lo trapaffo ec. 
Voi avete bene udito indietto, che tra- 
paffo fi è, quando il parlatore efceun 
poco di fua materia propria , e trapaffa a 
un' altra per lodare fé, o foa parte , e 
biafimare fuo avverfario , e fua pirte, 
o per cagione di confermare . non per 
argnmenro, ma per accrefcere la cofa 
ec. Di quef^o trapaffo dice Tullio, che 
non dee efitre per fimiglianza del con- 
to , anzi è fortomeflb agli atgumenti 
delle parti del conto. 

f . II. Trmpéjfé , dicisme jncbe a fM« 
MdHier^tdeir éMddiurddel cdvslU, Bern, 
Ori, 1,^6^ Perchè quella Gira6Fa or- 
renda, e fiera, Via ne lo porta , e va 

sì di trapaffo, Chegingne al padiglion'Cnii.C/. Io vi dnno ogni ràgionei 
del Re Gradaffo. | io v'hoe. traportandola in lui. 

TRAPELARE . Préprismemte è U\ f. Per Ptrtdrt . Lat. e^firre , Dm 
Scdppmre ilji^u^re^ •fimili ddl vmf»^cbe ^uintiLC. Traporta qua il corpi 
/# cenitene^ ufceud» ptr feitili^md /efu^Ho^tà quelle fedite poni tutte le co 
rd . Lit. ejjiutre , ptrmdndre . Pdf.\ TRAPORTATO . •>#i/4/. rf* Tw^trt 
ipr* Siccome inrerviene , fé alcuno va-' Lar. eUtus, dkUtns , pmeSut. Gt 
fello pieno d'alcuno liquore abbia al- rapfifii, M%r,S.Crtg,s» a. P^r tant 
cuno foro, per lo quale cfca , o trape-, vendo detto de' monti traportati , 
li di quefto cotale liquore , tanto, quan-j come fegue. Cdldt,6^ Coftoro tra] 
to n cfce, icema della plenitudine del tati da un certo impeto fcorrono.*! 
vafello. Pdlldd.Mdgg.il. Equeflo a'in £tir.tf. 145. Spinfe alla china il fuc 
corporera con quello, e diventeranno flentacolo, o vogliamo dirlo carré 
corpo, e non trapelerà mai di lui al- dallo impetuofo fdrucciolo del q 
cuno umore . Ddnt. Pur^. jo. Siccome traportato tra maffi, e balzi precic 
neve tra le vive travi Per lo doffo d'.fi ec. non fi perfe mai punro d'an» 
Italia fi congela ec. Poi liquefatta in] ter. Altd.cdm\.ì2S, a. Sofpirando f 
fé fìeffa trapela ( ciu : pemetrd , d$.\ fo canto Traportato dall'amore. 
/'*''*> ,,, ^ TRAPOSSENTE. r.*^..^^i/.id 

%.F,gurdtdm.PerVfc,re^tPdffdrend''pel1eHte, Liv. M. fu sì trapoffen 
fcfdmwntt^ § infenfibìlmenie, Bemh.prgf. che Arunte non fi potè di luì ve 

Oltra che ne' libri ancora fi fa- i care, 
rcbbe ella, come che fia, trape'ata , ej TKAfOSrO .^^dd.ddTrdperraF 
paflata infino a noi. Demetr. Segn, 76. pefi§ . Lat. interp»fitus . Gr.veipiui 
Partoriranno la medefìma leggiadr/a ,: -d^m . G«/.,fi/f. rtfa. La diftanza tn 
la qual traila quafi nafcofamente da fia fi troverà cffer di braccia qnati 
quella foav.tà. j cento. £jS4.Conl'appreffarmi eil 

TRAPENSARE. K.^.P*ii/4r#4m». tonarmi da efià corda trapofta crai 
tifimdmtnte . Lat. feduU ceeUdn . Gr. ' e la flella . 

Tt$ptrrtrMi9t,f fAiXtr»? . fr. Uè. T. 6. \ TRAPPOLA . Prepridmente ^rmj 
42. f. E vo rrapenfando. Chiamando, 'pr^mfer t§pi, bemch* fi grssferifed ài 
e gridando . £ é.4*.9. Non trovo po-jr»/i dttd d prendere infidiefdmeutt 9 
fa, perdo il coraggio , Così fmemora-> ««^«r dnìmdle . Lar.^cnW^, mmUi 
to Vo trapenfando. ■U. Cr, 10. J5. i. i topi fi oialiano 

TRAPIANTARE. rr4yfn-4»riir# . Tr. uccidono in moiri modi, uno rood 
5-20.4. Ne' temperiti ncH'ono, cneli' con gatte dimeftiche, ch e fi tengo» 

«' 



tto • lìon può prendere forza • né 
re. Ler,Med.edn\,26.ì, Donne t il 
com'egli è nato. Si vorrebbe tra 
tare. 

TRAnANTATO. ^dd. ddXtd 
tdrg, Jfed, dH0i. Difir. 42. Le viti 
piantare in paefi difi^erentì ptodo 
altresì il rino differente. 

f« I. Per meidf. Bum, Pier. a. ^ 
Che dalle precedenze Put legittin 
debite tra i grandi , Trapiantate 
volgo fatte ciance , Vanno colle ì 
ce Pefando dell'onore gli efcreim 

f . II. Per Pr$pdggindt§ mei /kmìfit 
f. Lar. def^JpHs , impdSut . Gr. a 
^K90ti^ , f/u.veiyei< . Bui, L' aflàflS 
comunemente dannato in ogni 1 
del mondo a tal pena, cioè trapi 
to in terra. 

TR APICCOLO . V. ^. ^di. PU 
fim§, Liv.M, Vogliono avere le j 
di cofe in tal modo , ch'egli noi 
no di niente tenuti, altresì come 
le foffero trapiccole . Sen.Pifi, Ti 
cola è la cofa, della quale gli ne 
fi tencionano, e fi combattoiro sì 
fol licita mente. 

TRAPORRE . Trdfptrre , -Frmpp 
Lat. inttrpenere . Gr. rarrfrr/3"i>flu 
eh, £rr#/. 204. Sc io per la fretta , 
lo faftidio n'aveffi o lafciaci , ori 
fii . £ i8{. Il traporre i verfi ì 
nelle profe è cofa molto laidiffiui 

TRAPORTAMENTO. // rr^i^ 
Jjkt.ermntperfdt'f^ trdnsldth . Gt» f* 
^9pec . Berrh. Vefc, Fl»r, J54. Ci dar 

indizio, cneaflài bene antico fulfe 
fto traportamento del feggio. 

TRAPORTARE . Trd/pertmre . 
trdmsferrt, trdnfperfdrt , Gt» /uttrvi^ 



TRA 



*a i r altio modo è con trappole • 
r fi fanno di pìccol legno cavato . 
I quale cade nn altto legno piccolo 
ifc, e tienfi fofpefo con un piccolo 
cello « fotto *1 quale ti pone no ^co 
coteoM di porco • S9n. fi/t. Senza 
lo è da dottare , che io non prendala 
tota alla trappola, o che*l mio libro 
B mannelli ii cacio. M$r,SXjrig,i^€* 
trappola fi chiama in latino df^»^ 
, checanto è a diret quanto cofa in- 
anele . Geli, Sfttt, }• r. Qaefto è il ca 
» per làrmi entrar nella trappola . 
wTJMmMU O qualche Saractn molto mal ^ 
pò Vorrà » che qualche trappola ci 
MBcki • Fer pigliarci al boccon , come 
«•occhi • Cifijf" Cslv, 4* rts* Il forco 
xhm faafiiggita la trappola. JtidVif. 
ip. Me fo» che orcioletti di vinona- 
liti tra le fiepi fieno trappole propor- 
matilBme per pigliarle < hv^trt } 
\,V TwiffwlM , fgiwMtéum, ftr Infidis 
€m*9 TréctléL, Lat. decSfuU , d«/«< • 
•mWmyÌ9 9 Ì9K(^, Psf.^4, Dovunque 
rivolge, t nova fiimcc ioli, e trappo- 
. rirr.GW/. E ora viea ghignando alla 
ka mia { qualche trappola ha ei te- 
• 1— , Fi»r,imtfé. 5. |. Eie trappole 
nifi de* notai . Mslm, a. 74. E quali 
anfthio tal tbOc una lappola, Vole- 
% aadiaf vi . e defti sella trappola . Lm/c. 
^vat»4.tf. Frefi quefto giorno a pò- 
la t ckt io iàpeva , eh* ella andava a 
hificilla madre, percondurvi pinco- 
Mmimeatc alla trappola. 
JLIL #^ 9Tsffit ^ igwMiAm, véthOr- 
99 imgémmi . Ctcrk. òftr, 5. 4. Stiamo ad 
firn In quello • che e* vai più» o nel 



TRA^ 

glia de* granchi. Bu»m, Fitr,t, 



TRA 89 



glia de granchi. Bm: F'nr,i,^,s. fon nete il cuore sfrenato , il qaale corra 
verbigrazia quelli. Che non pteftessa, in precipizio, e tiaripamento . S, Str, 
e trappolar di mano , Ma ec. ! CD. Non credo , che nefTuno pofla im- 

TRAPPOLATORE . Cht rr4^«/«, l«. ' pazzire infiemea si grande traripamen- 
lsHHMt9re ^GiumtMtérÉ ,lAud4€tft9r .Gt. to di Turiofiffima impictade , e inftde» 
9irmrtm, ilitade. 

TRAFPOLERrA . Il trm^tUrg . Lat. ' TRARIPARE . V.^. Preelfltar éé ri- 
退lf§r€^ f èlitre, Gr. c^farraeTcT » . Vmrch, fs i i tmttrm érncht Preci fìtéwt éf§luum, 
Erctl.Tf- 1 qoali per fare (lax forte il Lat. frmtìpitéwi . Gr. tL^rtgxmfjLf'tì^m . 
terzo, e il quarto colle barerje, barar-. Imtr^i, Virt, Gingnendo a una grande 



. - . .... Gin 

terje , tinfièrfe , trappolerfe , trafere- ' balza , mofTeG a corfa 
rje, e giunterie loro voglionoo vende- efli trari|>ato, Fr. 
te gatta io facco, o cacciate un porro 
altrui . 
TRAPPOLIERE . Tréff§lMfr§ , Lar» 



e baleftra , ed 

., .. ,- ^ ^^'' T. Ilpeffe volta 

la guida in foffaro , fi falla ttaripate. 

♦. I. Per meféf, S. ^, C. O, Tanto 

che fi traripi nello " 



- . , .. , > . -Ilo fmifurato pelago 

deeeffr , Gr. «rrar^xcf. w^jt*. PmìT. 68. Ideile fcelleratezze, e oell' abbomiaagio- 
Solc va r amico mio a quelli chiedito- .ne dell' iniqnirade. 
ri, e ttappolieti prima rilpondere , che j $. Il, Per Péffkre </« mnsr'^é slfsltrsm 
ec. . , '•**• »7*. fer quali fcale ad eflk fi fai- 

TRAPPOLETTA . Dim. di Tr^f»»/ j . [ ga , e per quali baki a tratipi alle par- 
Cirìjf, Cédv, 1. 1$. E certa trappolctta ti contrarie. 



r mppole» O m coprirle 
^ III* Tré^ffels , f dice sueke « nmm 
wtA di rH9ds fistiar fefce , Csmi^C^rm. 
rr. |i. Qualunque colla ttappola dilè- 
la Tmppolar avannotti , e pcfcatelli , 
a&ana tutto '1 dì ec. Buém, F'mr- j. |. 
, La trappola provai, provai piùgab- 
ie « trovai le Tangainole ce» Ma la 
lappola mia ec Fammi di diflerviaio, 
; 4àla pelea mia mi trovo Inori . 
|.nr« Maafitff» Hcéuie nells trsfflMi 
whw i fratt i I. eke Véde Fmre mieunde 

'M9 to m%9% •^ M" f^f^ti^fi d gS- 

ìige, Lat. esllàmm prsmdium cnudere . 
ÌMfe.Fim%f%A. Dunque egli aiSkmanju* 

il cacio nella trappola • v. CACIO 

§.Y. £*«* e fm tteiHeìe^ ette tefi^the 
firn i^dk, eke ds ImfidtMre . Ler. Med, 
m^ i.a. Qnefto mondo è pien d' in* 

Cui , fon pih trappole , che topi. Fir, 
. a. !• Padrone , guardatevi da que 
le cottifiane, che eli' hanno piti trap* 
pale, che topi. £a.]. Alla le, Betto, 
che m non fognavi , quando tu dicdb, 
de d età pia trappole, che topi . 

).YL Tr^ffUt dM fmsttrimi, Jrsfi di- 
memtÉ Cèfi , rW Jtitm^ im mt^m pvr 
9md€ffi^ tMf èa mir9€eki» , t di nimmsmii' 
fild. 

1 TIAYPOLAILS • Pefcun , • PSglis. 
ntd'ék treffwlét . Cerne, Cétm, Ott, j8. 
^lanche colla nappoladifegna Trap- 
pohr avannotti « a pekatelli , s affiin- 

I mctol d) ce. 

f. Pvr mH9éf> ^éU Jmgémmén eem dlem- 
I ^«MSM • • dlmeltrektjem di berne . 
lai. dfrijfvrv. Gr.«t«rarrf v . Crem, Me- 
fiO.afS- In molti modi S, ttappola il 
danaio <rW : / r^trete» e fi eertn, di ier. 
ee em iefidee } Céua.Csr^.Oti. |8. Chi 
fin a ingegaa Tiappolare altri, piìi pi* 



hanno ordinata Da pigliar due rigogo- 
li a un fico. 

TR APPORRE. FrMffeere ^ Perre frd 
dne, hàt, i»terpemere , Gt,^rm pernii feu» 
g«»kyr«r. i.j. E quelli ( fM»! ) a* mer- 
li* ed alle fineftre, dalle quali ficom- 
battea, trapponeano. £^/«/.i. Stiman- 
do, che a me nondovefle volger l'ani 
mo, né dare altro carico di trappormi 
tra queftc contefe. 

TRAPRENDERE . Premdere . Lat./n. 
mere , secifere . Gr. Kaptflxvm , ocw^/x'- 
d^A , Berfk, Veft, Fier, J74. Del che ne 
bafti ora per esempio Totila, e Attila, 
ne* quali tanti scrittori da soo. anni in 
qua hanno errato traprcndendorun no* 
me^petr altro. 

w^dd. ds Tréfrendere 



TRAROTTO. V.^.^dd. imferreife, 
Mew. Ltit. msmceu . Gx. r^pct • Sem. 
Pifi. Alcuna volta piacquero alla gen- 
te le fentenzie ardite, e maravigliolè* 
alcuna volta le trarotte , e iblpecdo- 
fe. 

TRAROZZO. V.^.^dd. Melte re^^ 
f. Lsit.'PéUe mdit, GT,Ktet9Ìretp^. 
^"ir^J^'J^ «*>• Pnò negare, che alcuna 
cole rpeflamentc comandate non ifmuo- 
vano ancoia gli trafciocchi , e traroasi» 
e groffi d intelletto? 

TRARRE. «.TIRARE 

TRARUPARE. K^TrMrtfére .iM. 
frseifitmre . Or. nmrmeimpaitu9 . «tee 
?'^-,4>f»»- *4«. Seguitiamo le virth,che 
in Eiiflco CI meneranno , e t viaj foggiar 
mo, che in Dire ci fttanno tmrupaic 

TR ARU P ATO . V. .A. ^dd. de Trstm 



TRAPRESO 

CMd.G» II figliuolo di Tideo', che co- 

sì vide traprefo Achille, fbriofo a* ad» ff^ti Scefeef^^ Piem di hmrremi 
diizz6e centra Ettore • 

TRAPUNTARE . Lm99réu 
fé 



I. . -- - .r-,-, -. .^.w».. edireiML 
Lat. prMrMftms. Or. dritif^pt^. Li^. 
deci. Intra luoghi tutti tiampati . e 
^T, rmr. 00, co. cruo negli anni ap- . calcanti in una valle • 
preflo • che duomilia , Che fìi quel rie- TRASALIRE. FLué, Mbtuvr/praflrlfa- 
co padiglion ttaponto . Séd^im,fr9f.Tefe, /<»f^*»f»9^ sfmlti,fem$/tmlcimsret9ls-^LMU 
I. J75. Io mi credo, che il poeta tut^ fnkfnltére , TeflBr.t, 44. Che! Icrma- 
to ciò, che nel cello , ovvero amoro- mento corre tra di. e notte da Oriente 
fo cinto di Vene trapuntato era , ab- . in Occidente una fiata ai rattamente 
bla veduto. ' e fi fette , che '1 fno pelo , e la fa 



r— , • - fna 

TRAPUNTATO. Udd, dsTréfmUé^ > mndtZEM lo fttcfabero tatto trafalire, 
eh* ha le nonfbflero li feiaa pianeti, che cor* 



re, Bmem.Fèer, 



j. a.is. E quella, ,——«,«■* ^^ 

quel bnflo verdegaio In maaiche di rono coatta al fiermamcato temperata- 
bilTo trapuntate . { mente. 

TRAPUNTO. Smfi. Lavere fétte c««| TRASANDAMSNTO . H treJkmds. 
fnuts ^ eige^ Sfetft diriesme, Petr.pm^'we , 

§«8. Mia ventura, ed amor m'avean ai| TRAS ANDARE. Tréfsgéft mette s^' 
adorno D* un bello aurato, e icrico 04arl. Trm/eerrere, LMt.^nOergredi.Gt, 
traponto . Sslv, Grémeh, t, a. Pior di ; furmfieu'eeee . Cell,SS,Péid. Dopo cotan- 
(cta. Mazzi, cuori «e trapunti. •Alsm, te etiche, e vittudi «^r le quali egli 



Gir. 17.S. Li non erano i panni d'oftro, 
o d*oro, NondiFerfi ttaponti, od'In* 
de lete , Ma di ferro , e d* acciaro eia 
il lavoro. 

TRAPUNTO. .Add.Stemneae^Swfm-' 
te , Punte* Làt, mscilemtut , Gr. Xtrrét, 
Dsmt,Pnrg.M^ £ quella feccia Di la da 
lui più , che r altre , t rapante Ebbe la 
santa Chiefa in le fue braccia • 

f. Per Leverete m trmftmte . •^, Far, 
aa. 6]. Ch* area di fiori il bel veftir 
ttaponto . 

TRARICCO. V.^.^dd.Mieekìgme. 
Lat. ditii0mns . Gr. >A»rr o TetT^. . Uv, 
M, Città tta ricca, e poffence d* arme, 
e d'uomini. 

TRARIPAMENTO . K^. W frdrìfs. 
re • Lat. frMcifitìum • Gr. «tvuhMV * 



a^ «Mandato tatti imonacT abitanti 
nel detto luogo. ìiev,émt,i^,M. Andan- 
do dietro a una gran ccrbia , era tanto 
traundato, ch* era rimafo tutto foto 
lanza nanna compagnia . àier. S. <Sreg. 
Sotto un zelo di dirittura fe ttafandar 
la mente in tatbaaione . Dsmt, Cmv. 
rjt. Sono molti di ti lieve fentatla , 
che in tutte le loto ragioni trafvanno» 
e anziché fitlogiaaino , hanno chiufo. 
i.'LPer mete^, véde Vfeir de' ttrmitU 
eemvemeveli, Eeeeder l'enefie, Lat. Wat- 
fiMìsIimims frsterrredi, Gt.fitttrum 
jiurmfimàfete. CTem,JdereUa^u Nondime- 
no con buono provvedimento , e con 
follecitodine grandciriire regolatamente^ 
e fanaa tralandare fepperi a tutto delifo- 
gni della comuntti della làmiglia. £ as«. 



f . Per tmttéf, Cefe, S, Berm, Con que- 1 Ufa temperatanMnte<on lei , e non ti la- 
àì coal fetti confertamaaii fi poè ta- lieiarpBntotralandare,e k vani poter ht 



«kcJWIa rns^4. Top. K 



^D^ 



I 



pò TRA 



qocfìo, ti con viene ammacft rare lei, che 

non n dimeflichi troppo reco, comeche 

I fc ella vede, ru voglia trafandare, ella ti 

; fugga dinanzi ( ct$t Ht'T.s^eumMihftém' 

]féU§ ÌHqU€P§lU9£»Ì mdltCéMft) B9Ct,»9V, 

Ui.ta. Quantunque ecHccome i giovani 
I amanti molto fpe flb fin no, trafandafle. 
'CsUt.-ji, E' noftra cattività « e non Aio 
difetto, fé noi tcaraodiamo nella vita, e 
ne'coftumi. 

§. II. /» Mtr./ìgnlfé. vali Trafcurdn, 
Difmetten . Lnt. cnrékm ìnttrmitttrt, Gr, 
àfMXÙi , Frane, Saet'.i.Of.div.iit, Noti 
ciafcheduno comune , che come comincia 
a dare balia, comincia a fottometrere la 
faa libettà,edaq eli j per lo trafandare 
il più delle volte sì viene a tirannia. £ 
••«.189. Spefle volte uno trafandare ac- 
coscia untccfa, che tutto il fedire del 
r ordine • che fu mai , non 1 accorce- 
rebbe. 

TRASANDATO . ^^id. ds TraCanda. 
r«. Crt.m. M»rell.^%6. Arptefl'o tofili fin- 
ciulla ec. che ella abbia poco tempo , cioè 
non iìa ponto tramandata . 

^. PtrTrmfcur^i», ^ybandimat* , Lat. 
Mfglrcius , Gr. 6^/>••?»^«? . Dav. Ctlt, 
157. Per riavere una vigna tral*ndaia,po 
tala fubito fatto la luna di Gennaio. Bu§h. 
Firr.s.i.r. E lecofc legg'crdiquefta for- 
te Vedute ho farti gravi trafandate. Sai 
vim.fff.Tifr.ì.iS. Il santo, e vcnerabil 
nome di filofifbec.aduomotralecolato, 
rraf.ndaro, rozzo ec. Snodagli antichi 
tempi attrbuifie. 

TRASANDATURA . Trafamdamin. 
t§. L.r. léfpts , incuria, Gr. 9^%KfA* , 
ec'yufJkMV. Libr, Pud. Si mife ad avver 
tirlo de'la fua trafandatura nella vita pec- 
caminofa . 

TR AS ATTARE . ImfadrtHlrfi, ^^ppr» 
priarfi, lAUfiblarragari, furi. Gr. *«» 
T«», zp«TÙ»#i^flU. C. l\ 4'{>4* Non voi 
le altto, che Parigini piccioli, come di- 
cea h carta, e non potendogli trovare a 
termine, ù trafattò la Normandia , e re 
colla a fua foggczione . ^ ^ ,^ , ^ , 

TRASAVIO. V.^..Add,hi»U9favf. 
l^t Jmfientigmut, Gr. ••c^*»^^'^? . Ti/, 
Ar.8.«5* Altresì può egli eflTere nrioftrato 
per ragioni dì loro antichi» o di noftro 
Signore, o della città» o della gente , 
o di trafavi nomini , o del senato » o 
del popolo» o di quelli, che fecero la 

^TRASCANNARE. Svoìrin il fili da 
AMI canmm^ e avvttxerté ^ Jur unalin, 
Cicch, Servif, a. 4. Che ierfera al taf- 
di , ionecomptaiUnpo', che (i trafcan- 
na . 

TRASCEGLIERE. «TRASCERRE. 
Seeflirrt, 'L^l, fitifiri . Gr. «»«X«>«iv • 
Tef Br,t,6^, La general dottrina di tutte 
maniere di ricontare si è, che ciafcnno 
di tuoi argomenti tu fappi trafcegliere, e 
prendere quello • che più vale, e ricon- 
tarlo il più br<r e, che tu puoi . Tr.^.ia. 
tf* Seper:rpenez£a de* frutti fi caricaffe- 
ro troppo i rami , sì fé ne deono del me- 
f«diG:ugno, e di Luglio rrafcerre tutti i 
viziofi • fir.^f,ì6j. Le quali (/«rmìcke) 
giunte al defider;tro monte con ogni 
megS'ot preftezza artefero a trafcegliere 
qnei ferai l'uno dall'altro. 

TRASCEGLIMENTO . Trafaha , 
Lat. dtli&ut . Salvin.pn/.Tifci.i. La pu 
riti» e It proprietà, i) trafcegliroento delle 
voci iSftadia, acciocché poflfano fetvire 
di ftrumenti, e d'atmiallabclU, calla 
gcindc eloquenza. 



TRA 

TRASCELTA. Sufi. 1/ trafrigi iere.Lrtt. 
dtUSut, Gr. fxxivf'. Libr, Pud. a. Si 
fàccia diligente trafcelcadi fei buoni re- 
ligio lì. 

TR ASCELTO . ^dd, da TrafregUin . 
Lat. deleéius . Gr. éxKlK'n'- , Salvim.difc, 
1. 1. Egli è proprio de* favj uomini, e 
dalla volgare rurba ttafcclti il parlar 
tardi. 

TRASCENDENT ALE . ^dJ, Termi 
m metafific^ univirfalijfmi , chi a^v'uni 
a tutti li Ci/il i/t dia Citi firchitr^tfceu" 
di tutti i predicamiHti . Salvin,dilfiA.z66, 
Si puote ella confiderà re come un eOere 
tralcendentale, e difl'ufo in tutte quante 
l'arti, e fcienze. £2.441. A voler, che 
• 'odio duri, e pafli, per d-r così , in 
natura, è d' uopo, che faccia lega , e 
s'occompagni coli' amore, pslfioneuni- 
verfaliflìma, e, lafciatemi diie.irafcen- 
denrale. 

TRASCENDENTE . Chi trafcemdi . 
LiX. ixcedens . Gr. v*rf sficiftì». Fr,Ctird, 
Prid,R, S* invogliano di cofe trafcendenti 
li dovere, e l'onetlà. BHt.Purf.i9,\ Sì 
fatta materia ec.è alta , etrafcendente 
la ragione umana . Salvi: difct.tój, 
Qucfta virtù univerfàle, e trafcendente 
per tutti i generi di virtù ec. si e la giù- 
flizia. £ a{6. L'arricchite di lumi, edi 
cognizioni alla fua capacità foperiori, e 
trafcendenti la tua portata. 

TRASCENDERE.* TRANSCENDE 
RE. S$prMvant,4rt , Supiran ^ Ecceien . 
Lar. fuperare, txceden, Gr. ortfOÀpin^ 
Tficixft^ . Dant. Imf. 7. Colui , lo cui 
l'aver tutto rrafcende , Fece li cieli . 
Efp, Salm, £* cofa maravigliofa quel- 
la , che pafce« e trafcende il fuo inten 
Jimento. T</.£r.i.i. Siccome l'oro tran 
fvcndc tutte maniere di metalli, così la 
fcicnza di ben parlare, e di governatela 
gente, che l'uoinoha fotto di fé, è più 
nobile, che nulla altra fcienza del mon 

-TRASCERRE. v. TRASCEGLIE 
RE. 

TRASCIOCCO . V. U, sAJd. Milti 
fti0€C9 • Lat. infipiintiir. Gt> Xf*9 /u«». 
;tc . Sem, Pili, Chi può negare , che 
alcune cofe Ipeflkmcnte comandate non 
ifmnovano ancora i ttafciocchi, e tra- 

tCZ£Ì2 

TRASCOLORARE. V,^. aiutarla- 
liti ^ Camlfiarfidi aUri , Lat. cilirermim. 
mutate , Gr. X''*'^* Acf rqtXXa'rTf ;y. D4Mr. 
ParjLj. Oliandolo odi : fé io mi ttafcotò- 
ro. Non ti maravigliar , che,dicend*io. 
Vedrai ttafcolorar lurticoftoio . 

TRASCORRENTE. rA# trafc^rri^l^^i. 
vagHSyfluìfui . Gr. ÌKtx^in'S^ y ptvTtKÓ?. 
Sin.Pijt, Il parlar de' quali è breve , e 
confnfo, e non è ilpofato, né tralcor 
rente. w^/^err.r*^.5o. Sappi, chelaven- 
tnia è tr«fcorrente, e a fuo mal grado 
non può effer tenuta . 

TRASCORRENTEMENTE.^t/wr* 
Cin trmfarf», S. ^g C. D. Alcuna tal 
cofa , qual' e pofta nel libto de' Re, < 
quafj trafcoxrentemente fi piglia di Sc- 
iamone. 

TRASCORRERE . Sarren avanti, 
Vilittmiutt Jarnri . Lat, ivagari , trmnf 
curren.Gx. rvi/nfiùbifltt , Petr.cani^ìj, 
4. Già s'i* trafcorroil ciel di cerchio ir 
cerchio , Neflun pianeta a pianger m' 
condanna. Dant, Inf.i^, Mentre che li 
parlava • ed ei tiafcotfe. £ ji. Tu traf 
corri Per le tenebre troppodaralung' . 
£ Par. 15. Non fi patti la gemma dal 



TRA 

fuo naflto, Ma pec la lifla radiai ti 
fcorfe . 

I f . L Tf-a/càrrirt , fyuraiam, volt L 

\fciarfi andari ^ Pértarfiau impeti élfra 

[firmimi ciHvemi vii, B»cc,uav,ì9,9, A< 

j venire innamorata mi fono lafciaut» 

.correre. £ mv, jj. r4. In tanto far 

trafcorfe , che rivoltato 1* amore , 

I quale a ReOagnone poruva, in aceri 

iodio ec. s'avviso ec. Crin,M9riU,z7x, 

I non puoi largamente £ire quefle cof< 

; non le fare i (e puoi , e eh* elle non 

I fviino da bottega, &lle, ma fii beni 

vio, fèndo cofe, che alcuna volufam 

trafcorrere i giovani a cofe vitnperoC 

G. V, IO. IS4. r. Elfendo le donne 

Firenze molto trafcorfe in fopeichic 

namenti ec. fue fopra ciò provveduti 

Franc»Sae€b.Miv,i^-', V ohciale nna 

fii sì bene il fuo ofìcio , che le don 

non trafcorrono mai nelle portatun 

Malm, 7. 87* Ma dove col cervcl tou 

trafcorfo ? 

i. II. In fkuificatt^ Trafc9mr§ un 
hi , i cifafimtli , vaie LetgtrlifmpirfieU 
menti , i an velicità ; che diciami auc 
Dori una fc^rf^ . Mir, S, Greg, Ma io 
priego, che, trafcorrendo tn ì detti 
quefta opera, tu non dimandi k fogl 
delle parole* 

$. 111. Trafamn u» patfe ^ i fimin 
vali ,^ndare atfrntper ejji , ,j§tu, Pamt 
atf. V.trrei tutto infìeme, ociafcunapn 
te bene vicina, per potere fpefTo taf 
trafcorrergli , e pafTeggiargli oa cavalla 
o a pie. 

%, ÌV, TrafciTTiti , ptr Trapafar^ 
^met,%^ lonontrafcorfl la paerileei 
oziofa . né tutta la diedi folamente al. 
conocchia . 

J. V. Per Tralafcian, Lat. imitttr^ 
Gr. *«T^X«v"f . Ovvid,Pifi, Ettafco. 
rendo di dice , come Giove fu bifàv»! 
ec. 

TRASCORREVOLE, ^dd ChetrM 
arrg, e paff^t veUceminte , Tréufitirià 
Fav,Efep,Ìion hanno rifpetto di forats 
degli amici nel trafcorrevole flato d* 
mondo . 

TRASCORRIMENTO. U trajcar^ 
n. Lat. tra»: fi UT fui . Gr. /urxì^fAm 
Pdél. Oref Di quelle cole non temeid* 
pet trafcorr-mento di cavalieri a cafa^ 
motto My,S,Oref, \\ legno fta apprefl 
il rrafcorr'menro dell'acque, quand" 
noflro creKoreec,r«>w.r«ir^. 29. Defcr 
ve uno rraforriinento di lume , poiuo 
dolcezza di cart>. 

TRASCORRITORE. Chi trafarr* 

TRASCORRITRICE. Verbsi, femM 
di T^^'cérrltin , Lai. Ukilès^ maxia. G 
Tt9«fijiirUTx . Sijn,rrifi, infir,i,^%, Jii 
finche apptende.fe ancor ella , quatf 
e;a magg'ore di quel , che fi d^ìtii^ 
la colpa del a fua lingua tufìvirfrri 

TRASCORSIVAMENTE . ^vv#ri 
Con trafc^rf». S.^g,C,D. Pofto che b* 
vemente, e trsCcorfl. 'amente moftiaflci 
Crirto effere Dìuec. 

TRASCORSO Su^, Emn. Lat. ^- 
nr ^ Upfus. Gr. ^^iÌKuv, 

TRASC0R50. ^dd. da Trafcmtn * 
Lafc.Partnt.pr»!. M4 per :• emica foriaM 
tiafcorfo poi dette oel'e inani de'coriàli* 

TRASCUTATO . r. ^, ^dd,r»^ 
tati, Lar, fuperhui , ar'tgéUS , iufiliM • 
Gr. ovf'^fflrrV- , aXar^s»? , C, Y, é* 
67' 4* Il detto popolo di Fi«eaze cc< 
in molle cofe j ù molto fiaiicoiato. £ii< 

1^<• 



TRA 



TRA 



TRA 91 



;r«DO ìfnh tnfcotati due fratelli 9 
>, e Maftino, felli, e dileggiati, 
ni pili abominevole Visio , che 
»in rotta Italia . M.V.yy^, Il conte 
idoconrro a* fudJiri la Tua rrafco- 
Krbia , iècedfcreco, che chi non 
:, (bile bandito. 

kSCRIVERE ; CtpUrt fcrUturt 
tcrilfere, Gr. «re>9«^««v • Salvìm. 
a0s. Da* Dìfcfti molte cofeartin- 
ttafvolta le rerere leggi ne rrafcrif. 
compilarori de' Canoni . 
ISCRITTO. ^dd.dA trsfcriwrt . 
tferiftus , iranfcriptui . Gr. dTùyt 
iM^. GmLGmU.zi^, Tal dottri 
Archimede rida , trafcrltta , ed 
lata dal tig. Fraoccfco Buoaami- 

ASCURAGGINE . 1/ tmrcnrMrt , 
n\é . lAt,n9itif»ntiM . Gr. à/uiKfi» . 
wv.itf. |a. Se medefìmo della Tua 
rira tiafcuraggine biallmando, lèi 
ì>raaia ricevuta lagrimando tenera 
tbaciò. Cfn.Murell. ajtf. La natura 
medeiima gentile fi trae fetnpre al- 
no, e qoello, cbeperrrafcuraggi- 
hgia , non perde , ma in poco rem- 
tKqaifta . 

LASCURANTE. ChttrMfeWd.Jj^t. 
Vm^Gt.v/mtKif. Uh-, Fred, 1 rraf 
■i ae faranno punici feveramcn- 

USCURANZ A . Trsfcuféiggine.'Lit. 
ÌINm, i«cjiri«. Gr. ^uÌK§m, M^r. 
'f-i^xj, AppretTo fenza vergogna » 
QHiione di fé mcJe(imo viene 1' 
^iatnlcaranzi di manifeOare il fuo 
ro. 

ASCDRARE. Uf*r trmfcurMggìni , 
^(tf. Trmftndért , Mttten in n«» 
Ùtnìhili fMcere, Gr. »ftf/ ev^ftéf 
►«4. Mtr.S.Grex. i. 6, Per Salamo- 
Bce. chi cerne Dio, niènte trafca 

Mo. Molti fono, chetrafcurano 
ibro. 

ASCURATAGGINE . Tr^feuré^. 
lit. negli^ent ìm , incurU, Gr, %jui. 

ff.Gìnd, Prtd. /{, Non fi rendono 
pa delle trafcurataggini commefTe . 
•r.méd^r. Le tralcurataggini del 
ofonodannofilfìme. Ceteh.Dlfflm, 
klcan! di elfi c(ercitandu fopradi 
ma ti tanni! più che di Fallar! , 

altri una trafcttrataggine , e licen- 
■ che di Sardanapalo . Btrgh. Orìg. 
r. La viene a replicare piuvolre, 
[cquentemente ad afficurare , che 
i e corfo errore di penna , o altra 
rataggine. Vett. C»li. 67. Pofti che 

foao, e crefciat! oramai in mo- 
ie £inno gran fratto, febbene egli 
rtano , come n* è detto , per lungo 
ogni trafcnrataggine, e maltrat- 
to, non è per quefto, che coilo- 
!Be, e vezzeggiati effi non renda- 
tito delle fatiche prefe loro iotor 

ISCURATEZZA . Trdfcmréiftint . 
«VM . Gr. dfjtixtm , Segn, Af«»«. 
it.a. Che guadagno è il tuo, fé tu 
fuatdi da peccati veniali ec. dalle 
ne, dalle continue tra fcoratezze, 
nella vira fpiriru ale ec. 
\SCVKKTlSSììAO.Suf iridi trmf. 
. Lat. ÌH€Ur\^Jfmnu . Gr. or^pom. 
^.^•Tlh.Vtfc.flwr ^00. Fcflinaa- 
Icritta da notai ignoranriflìmi r e 
pcnio , ed è loro propia colpa* 
atiffimi . 
iSCURATO . ^dd, dM trsfcmrért . 



Lat. neglìMs , laenrit/us . Gr. à^Xif? . 
CmvmIc. Med^cnir. Noi veggiamo comu- 
nemenre, che la profperita. e fanitàfa 
ufcir l'uomo di lenno, e diventar traf- 
carato , (icchè non pare, che e'cono- 
(ca lo ftatofuo. GaUt.ij. I nobili ftr- 
vidori, t quali fi efercitano nel fervigio 
della ravola , non fi deono per alcuna 
condizione grattare il capo, né altrove 
ec. né pore hznc fembiante , ficcoroe 
alcuni tra fcu rati famigliari fanno. St§r» 
£i»r.tf. ia5. Fercofle con tanta furia ne* 
rrafcoratì nimici fuoi , che e* non ebbe- 
ro tempo alcuno, non dico a metter fi in 
ordinanza, ma a prendere, non che al 
ero, l'armi .rr#». rWr. 48. Il che non 
interverrà mai , fé non a on molto traf- 
curato contadino. 

S. Per hjttf» , cht TrMC9téU^ . Lat. «rr». 
gMHs , inftifs , Gt,ùripìf^fif^ aX«(«v. 
B«ce.n§v.7^%*Mi tifando la foa trafcnrara 
prontezza , la follicicò molte volte .Lab, 
6. Ora della mia beftialirà dolendomi, 
ora della crudeltà trafcurata di colei ec. 
FrAne,Sdect},no'V.ììi. Di quefto freno è 
infrenata la loro trafcu rata, e diflfolma 
baldanzi . 

TRASCtlTAGGINE . K^.NfflSgem 
;.4, TrMfcurdtéigi ìHtt, Stré€cHTdtm^ln€. Lat. 
megU^entU, Gr.» fiitXitei, B§cc.tnrrpd. )5. 
Acciocché noi per ifchifiltà, o per tra- 
fcutaggine non cadeffimo in quello, di 
che noi pera V ventura per alcuna maniera 
volendo potremmo fcampare. 

TRASCUTANZA . K^. TrMfcwMté. 
Lat. HtgVigentia , imcurU . Gr. et/ui\ttoi , 
Rim. é»f, P, N. M§nmc9dnSitnM, £ d'o- 
gni altra intenJanza Effer voglio lonta- 
no, Efarmenefelvagglo, Averla in tra f- 
cutanza . *Agn. Pmnd. 57. Né fo quale fi 
tìa alle famiglie più dannofo , che la traf- 
cutanza de* padri delle famiglie. 

TRASCUFATO. V,^,^U. 7r4i[cu 
rst0, B9ec.m»v,%2 tit. Fa ravvedere meffer 
Gerì Spina d*una fua rrafcurara domanda. 
£ H§v, 60, 7. Trafcutato , fmemorato , e 
fcoftomato. 

TR ASECOLARE . 0/rre m«i/t M4rtfv>- 
fiiarj!, StHftrfi, Lat. ^fehtmtnier minori 
Gr. vrf s^aoyux^rrv . Bureh. 1.42. E la gal- 
lina divento tefiug|ine,Che fi; trafecolare 
ogni profèta . Cìrìf'.CAlv. j. 85. Or qoelio 
ripenfando, iomi trafecolo, Ch'ella fia 
tanto rigida, e voltabile. K^lltg. 1^6. Ba- 
dimi adunque dire, chenonlarrovanoa 
Te' filar d'embrici coloro, i quali anna- 
fpandoa credenza , fiupidifiìmi trafeco- 
lano . ^mlrr, Furt. t . 4. Io ftrabiiio , tra- 
fecolo, e fpanro affatto. 

$. /• figt^'fic, stt, per P§rre in c^nfufiotu • 
CMr,l§t9.u69. Dj. che la disgrazia , e la 
cattiva clezioo m:a mi rraicculò nella 
fmarrigione di quell'altro* 

TRASECOLATO. ^dd,df trdfeceU* 
rt . Bern.rim, r.74. Ognun mi guata per 
rrafecoiaro , E dice , eh* i* fto male , e 
ch'io vovia. Fir.n«v.20j. Lavinia, du- 
bitando quafi , ch'ella non fuiTe della , la 
comincio a guardar fifo, cometrafeco 
lata . Buin. Fìer. 4. 2. 7. E fletti a riguar- 
dar traiccolato Le vipere , e le icrpi. 
MMlm,6,i6, La donna refta lì trafeco- 
lata . 

TRASFERIRE, t TRANSFERIRE. 
Tra/perfsr* ; e fi ufsn* im fifnific, dtt, 4 
neufr, pa/f» Lit.frausferrt , Gr. fxi-n».ti' 
pftf , Bece.Vif.ij, £ via di quindi di quel 
trasferendo ec. Appreflato torna va qui 
correndo. ^rn.Psnd, 44. FrowedeiTe, 
chelecoL* fam.gliati nosfitraosfèrifiò- 



no male. Mim,M»t.Guin, 90, EflGdatiie 
alrro ve trasferita Con fue bellezze rilu- 
centi , e conte. St§r, Ew, 5.117. E per 
quefto delibero, che trasferendoti lot- 
to qualche colore nella Marca di Ca- 
merino, co' danari» ch'io ridarò, fol- 
lievi, e corrompa fegrctamentegliani 
mi di quegli aomini dalla divozione d' 
Anfcario. 

TRASFIGURARE . Muisrt tffìgit , 
figure i e §ltrt églfemtim, étt, fi ufi snchi 
mei /^ifie, iMsrr.e nfir.Péiffl Lat.rrAwi. 
figUTMrt, Gt. /M-mX^f^Ttì^tif • Beecjtt'W, 
20.12. Forfè che la malinconfa, e il lun- 
go dolore , che io ho avuto ec, m' ha ai 
trasfigurato, che ella non mi riconofce. 
E uru. ja. itf. Con fue frafche , che por- 
tate avea, in agnolo fi trasfigarò . Cm- 
v«/«. FruttJìng, Salendo Criflo nel mon- 
te a orare, trasfigarò, e rifplendette la 
faccia fua, come sole. Pdf.2jo,ll dia- 
volo fi trasfiguròin abito, e in figura d' 
una femmina giovane. 

TRASFIGURATO . *Add. da trssfigH. 
Tètre, Che bs mutate figura , Fcrr. r4»v 4. 
j. Q^ial mi f<;c'io, quando primier m' 
accorfi Della trasfigurata raiaperfona. 
Béce. nev.ào, 15. Come può quefto ede- 
re? fon io così trasfigjraro. Ster.Enr, 
7. is^. Solo, appiede, e trasfigutato fi 
condulfe nella Svevia . 
^ TRASFIGURAZIONE. U trMs.igurAr. 
fi ' Lit.trdnsfiiuréitt0,Gt, /M-ntptis^rti , 
Libr, Fred, La feconda fu , che rifplen- 
dette nulla fua trasfigurazione. S, Gn. 
/•/?. Egli infegna penfar dell' eterna 
gloria per fimiiitadme di quella tras- 
figurazione, e per altre belle fimilitu-l 
dini . I 

TRASFONDERE, infondere dx un 
vmfe in un altre ; e figurar sm. Trasferire £ 
une in un altre ptgiftte, Cem, Pat, 7. Ora . 
mi ài\ perchè juetlofillo Ci trasfonde) 
nell'acqua, nel fuoco, nell'aere, nella | 
terra, ed in loro mifiure. But, Inf, 2. 1 
Perche V uno rrasfonde la gramitica nclf 
alrro fucceffivameote, 

TRASFORMAMENTO . // irasfer. 
mare , Cavale, Frutt, ling, Quafi ano 
rifolvimento di cuore, e trasfbrmamen- 
ro in Dio. 5air.per Io trasformamento 
del carro, e del rubamenco della pianta* ' 
detta di fopn. 

TRASFORMANZA . K ^. TrAsfèr. 
ma^iene. L'ir» transftrmatìe Gr. yurrtC- 
//9;(^»»r/c . Fr. lac. T.^.ji, 4. Quanti non 
fono accinti Di far la trasfor manza A 
buona concordanza Della verace cruce . E 
7.1. 8. Quefta , e ral trasfor ina nza Per- 
dendo , e pofTedendo . 

TRASFORMARE. Canglart in altra 
fvrma^ Far mutar ferma , • figura. Lat. 
transfermart . Gr. >MfT«.ajj^»F , Bicc.nev. 
i«. 17. Tanto l'età lur.o, e l'altro da 
quello, che efler folcano , quando al- 
timamente Ci videro, gli aveva trasfor- 
mati . Petr. ean\, 4. 2. E i dao mi trasfor- 
ma ro in quel, ch'i' fono. 

f . /• figtific. neutr, pdf, vale Mutar 
ferma . frfr. cMt,, |. tf. £ non fi tras- 
forma ffe in. verde lei va . E 4. 8. Di 
lei va in fclva 'ratto mi trasformo . Fr. 
Uc.T,6.is, 16. Chc'n te fi polTa tutto 
ttasfbrmare. 

TRASFORMATO, ^^dd.dét traferma. 

. Lir. cenverfui, Gr. /MTfK./mei^?**^ , 
Fr, Uc, T. 6. t6, jj. Fammiti ftar amor 
tempre abbtaccrato , Con teco tras- 
formato, E'n vera cartate, E'n fom- 
ma veritate Di trasformato amore. 



G a 



/>4J»r, 



92 TRA 



^*»#. Pnrjg.iz, Tiasforiniro coaì 1 Mificio 
untoMilefuortefte. 

TRASFORMAZIONE. AAi»4«iMfttfi 
ftrméi , // trMtftrmmn . Lat. iréutsftrms- 
ii». Gr. Mt7ujuiip^t§Ttf , Fr, tse, r.7. i. 
jf. Tu bevi, e fe'beTuta Io trasfornM- 
zione .^ f«jf. iij, I libri de* poeti fono 
pieni di corali crasfoimaxioni • Bni,Iuf, 
25* 2- la qaeftt fci ternari T autor 00- 
ftro compie di narra rè k detta trasfbr» 
nUEione. 

TRASFUGARE. TrMfiig*re . Lm^.mio. 
Prima avendo delle mie cofe occulra- 
mente aflfai trasfagate ec. %^mit,pT0em, 
Un'altra volta colconcupilccvolc cuore 
trasfagano Eleoa. 

TRASGRANDE . K ^,^éld, Trsirsn. 
d» . Lat. frégréLmiis , immiMis . Gr. vrip. 
juiyttt f Tttc4l*W% . Vìt S, Gi§: Bdt, Anzi 
mi convénta ftare di lungi per lo traf 
{grande fervore della faa carirade « E 
«/rr«vff : Allora tutti s'inginocchiarono 
per la trasgrande allegrezza. 

TRASGREDIMENTO. Il irsfgredirt . 
Lat. frMu/gre0§ , frAVsricéUU . Gì. 'O^ 

' TRASGREDIRE . Vfeir dic$mMndéL 
menti ^9 di C9mme0§»4 , N^n ubOldìrt, Lat* 
Stémfgredi tprMVdr icari . Gr. ft^^r^f . 
DUL S, Grèt. X. 14. Aìli quali lo pietofo 

I padre perdonò quella colpa , e d' allora 

I inoansi fi guardarono di rrafgredire in 
fua afTenzfa. 

i TRASGREDITO, ^dd.ds tn'firtdU 
M. fr. ;4f. r. j. 1.4. Alla gente già dan- 
nata Per la trafgredita legge . 

TRASGRHDITORE . Cbe frsff^ridife* . 
Lat. irsHfgreJJtr . Gr. 'O^^riif . Segn. 
Mmmh, Lugl.19, I. Gli altri precetti ec. 
fono di lor genere più fervili, perchè fi 
pofTuno adempiere , per puro rimore di 
quel fupplizio • che è tmpofto a* trafgce- 
ditori . 

TRASGRESSIONE . DìfnhyidUm^m, ti 
tTMJ^edirt .Lat. fran/gr^» , fruvurité^ 
ai* . Gr. ^^^fin^tt . pMf, 141. Per le 
diece corna C inieudend§) il trapafiamen- 
to, e la trafsreflìone de' dieci coman- 
damenti della legge . Imperò d* ogni 
peccato , e trafgrefllone è cagione , e 
principio la foperbia . M§r, S, Grtg, 
Dèlta quale noi fummo percoifialrem- 
po della noftra trafgrefnone • CmvmU, 
Fmrr./i«ff. Dove fi^dice , che V Angelo 
riprefe ifpopolo d'iddio di certa traf 
grelfione . 

S. Per Dìiìtffiwne . Lat. dìgrtgé , Gr. 
ixrpvrn, Btccvit, Dmn$, 244. Mi piace 

^q.ui di fare alcuna trafgrellione , nella 
quale io quello alquanto dichiari. 

TRASGRESSORE . Cbt trsfgrtdifcf , 
Trajgredittrt , Lat. trAnfgreJJir . Gr. iJ^- 
)£tT»c . PéfT. j77. E* trafgteirore del voto , 
per lo quale s'obbligò, ed air ri per lui 
a rinuniLiare al diavolo, e a rotte le fiie 
vane , e fai fé pompe . Efp, S^lm, Gli 
offervatoti d' cfli foco eternalmente 
premiati , e i trafgrelFori puniri. CsviUt, 
Med^eMiK, Pure, chi n' è cagione in ve- 
runo modo è tenuto di xender ragione a 
Dio ,. come trafgteflbre del fuo coman- 
damento . 

TRASr. r. ^^Ces't, T4«M.Lat./r, 
Mdi9, tmm, Gr. tTflTrTTT, «rr. N4V,énf, 
59. j. Sì (e le folyè il fuo cuore di trosì 
^an gioia , che in poca d' ora cadde 
motta . Vif, Béwt^ 48. Quando^ la fofla 
fu aperta , si n* nfci uno trasì grande 
odore > e si dolce, che ratti quelli ».che 

* U erano > ne Corono li^ieni .. 



TRA 

TRASICURAMENTE . K ^^^vvtrk, 
M§lf fieUTéMeuf . Lat* fut^gmt . Sw, 
Pt/y. Va caendo , ove egli viva traonefta- 
mente • e rraficuramente . 

TRASLATARE . Trsffwidré di lutgé 
«<««S«. Lzt.tréMs ferri. Gr. /ufru^ife^v, 
G. V, r. S7* S* P^ce traslatare il corpo 
del beato santo Miniato. £ csp. sm, ì. 
Lo *mperio de' Romani fi trfslatò di 
Roma in Grecia per Goftantioo . Dìr- 
tsm. |. 4. Virgilio Mantovan i le cui 
offa Pur traslatare a più nobile ofpizio. 
CékVéklc. Fruit, liHg, Per le quali cole 
volle Iddio moAtare, che <^uel luogo 
era traslatato di puzza* e di tenebre a 
ftato di fantità, e di lume (.dee: trsf- 
mufate) 

i.Per Ridurn le fcrìtturt ^ tictmf—U 
menti d* uns lingua /» untUtrs; cbeeggi 
fi dice anche Tradurre. Lat. vertere, Gr. 
/uf tte^pec^fif . Mett, Tuli, Stendette filo 
ingegno a traslatar di Greco in Latino. 
Pé/JT' ii4* La quale egli (.f. CireUmO 
ec. meglio , e piìi fiedelmente . e più 
veracemente traslatò, interpetrò, ifpo- 
fé-, e comentò, che aiuoo altro dot rote 
Greco , o Latino . 

TRASLATATO . ^dd. da trstlaiare . 
Lat. trantUtnt , immutatus . Gr. /<f itrao- 
/xiAw 'Fr.Jac.T, $. ao. 4. Oh com'è 
grande ftopore Di veder vii creato ra Tras* 
latata per amore In fiato di fomnu al- 
tura. Dep, Decam. freem, 6, Ci giova ad- 
durre per cfempio l'epifiole morali di 
Seneca traslatatt inquefianofira lingua 
avanti Tanno i{as. con voci molto pu- 
re, e naturali di quella età (eieè: tra- 
dette) 

TRASLATATORE . Chetrsslats.Tra- 
dutter» • Lat. Interpres , wrfer . Gr. ipJMi' 
yiCr, /kUTVL^fot^Hi . Lilnr, %^fireU Iotras< 
latatore di qucfio libro cosi la porrle in 
fuo liK>go, come (b qui, 

TRASLATIV AMENTE. ..#r»vrtX«» 
trntUvene , Lat. irémslMte mede . Or. yuf. 

TRASLATO. SuJtMetMftra .Iaxm*^ 
tMfkern ,Sélvin, di/cu §ìm. Ch'urna Dante 
con elegante traslaro quei , per così dire » 
della nobiltà nuova .- U\^/erbi , che tan- 
to è a dire quanto «eì^i. 

TRASLATO . ^^dd. TrasferUe . Lat. 
trantlntue . Gr. /fCfTtexa^/^Mf . Daut, 
Par. 14. E vidimi ttaslato Sol con mia 
doonaapiii alta falute. Varcb, Let^ 10. 
Quefia fignificaziooe è metaforica,o vero 
traslata. 

TRASLATORE . TréuUtétertL. Lat. 
ùnterprei , ver/èr , Gr. iù/uiif4^^ , >UffTK^^0e« 
r^f . Dani, Cenv. roo.La fua fentenza non 
fi truova corale nell' una traslazione co-^ 
me nell'altra, e credo, chefufife Ter- 
rore de'rraslarori • Efp, Sntm, Quefto 
verfo non è nel salterò degli Ebrei, né 
ancora nella rraslazioa di Geronimo, ma 
fu pofto da alcuno traslatore , ovvero 
efs>ofitore. Sniffi. 4»r.i 1.10.4^ Le quali 
cofe^ o per vizio de'rraslarori, ovvero 
fiudiofameote fono così dette^ acciocché 
ammaeftrafiero più leggermente la mol- 
titudine de Ile perfone . 

TRASLAZIONE. iltrdtUtéteJrafper. 
temente. Lat. tr^ntUtie, G, K 6, pj* i. 
Significòcc. molte mutazioni, e trasla- 
zioni di parti . Vércb, ErceK aStf. La>copia 
delle parole genera dolcezza per acciden- 
te , cioè ià che noi non fiamo forzati 
a ufare rraslazioniro giri di parole, e 
che fé una parola ci pare odora , o afpra, 
la polGamo Ccambiate. 



TRA 



f . Per Trédntjeme . Lar. vcrfie • Gr. 1 
-m'^^o^rc. Àfer,S,Greg, Ovvero, 00 
abbiamo nell'alrra traslazione» abiti 
in cafa . Dant. Cenv. 100. La^ fila lepn 
za non fi trova cotale nell'una trai 
zione, come nell'altra* 

TRASLIGNARE. Kl ^. Trét^méu 
Lar. dttenerare . Gr. /uriat^iVTw» 
yé^w, Gmid,G, Se noi ec defideriai 
vendetta delle ingiurie ricevute • n 
trulignamo dalla rutura defli non 

"TAASMARINO. ^^1/- OltrsmarU 
lAl» tran fmnrìnus . Gr. vrrptfaXcrri^ 
Pédldd. Otteh, 14. Fa colore trafoMiiaa 
Don genera tanto fangue. 

TRASMETTERE. Trssfimden .Cr, 
7> !• Meglio farà con folchi • imperocci 
i folchi , ficco me gli fpazj in tutto f 
iUnati , trafmctton l'umore • 

i. Per Mandare . Lat. mitttn . C 

TifATM . 

TRASMIGRARE. V.L. Pafar ìm 
Inege all' altre • Lat. tranfimigran^ 1 

MtTOtxiif » 

> TRASMIGRAZIONE. V.LMtrsi 

errare lat. trafinigrat te» Gr.juriwju^ 

! Tef. Br, 1. 16. Ciò fu appreflb alla trai 

grazionedi BabbilIonia4^anni. Oa 

«f.Crrr .Colui adunque è diiuoftrato m 

I trafmigrazione, il qualcèauosiavao 

I fepolcro . Dìrt4Mi.5.8.Alla trafmigrta 

di Babilonia. 

TRASMODARE. r.w^.U/o>^a»a 
di regela , di mifftra . Lat. Medmem mi 
dere, Gr. 9Wtù^rthX9€9*fÌ fAtrgJtvt , i>a 
Par, jo. La bellezza , eh* io vidi ■ 
trafmoda Non pur di là da noi , 
Cerro io credo » Che foto il fuo fiiC 
'rutta la goda • Satvim. difc, a. tT*^ 
qual coU molto rende di mataviilr; 
come uomini coaì addottrinati » ed ' 
gegnofi , in materia si alta , ed infi 
tante aveflfefoa trafm odale» i a tm» 
rarfi. 

TRASMODATO . V. U. Uid. 
Tr^fimedare, l^t Jmmàditutt immtdnm^ 
G* &firrp%-* . Salvim,difi.i.t^ Il trafiov 
dato tifo , e pianro perperuo fieno cm 
catute dell'antichità . £ xif. Qm^ 
afièttp troppo uafmodato, e Imt» 
dire impropria* 

TRASMORTIRE. K ^. Tramnót 
Lat. limoni anime . Gr- Ktirù^wjuUh, ^ 
lae. r. 5. 44. 7* In braccio rat tieii 
Ed io trauAortiico Per le gran I 
ne . f 

TRASMUTABILE • ^dd, Urr# 
trafmutarji . Dant. Par, %, TrafottC^ 
li fon per tutte guife- Cr, a. ij*.'*. 
tutte quelle cofe • le coi fuftanzic ■ 
trafmotabili • molto s' aiuta per •' 
( la natura > e per coltivameato , « 
ciocché in meglio di peggio ù traus 
ti • 

TRASMUTAGIONS. Trafwemta^t^ 
Lat. * tranfmutatie , Gt. furi^ei^ 
M, K. j. lotf. Avendo al continuo ai 
notaio , che faceva carta delle uafmi 
ragioni con licenzia del vero credm 
re. 

T^ASMCJTAMENTO. Ji trafilate 
rt , Lat. tranfmutatie , mutai ie, Gt,f^ 
rÌ7ti9'tf i Rim, ant, P, N, Buenag, Wk 
Onde r alchimia verace non credo 
Perch* è formata di tcalmistaaiento 
Cem, ìnf, 44, Quelli poaifce 1* autoi 
con fer penti , e beftìe » nelle qoali 
tramutano , e mai non fi partono i 
tale trafinutamcmo >. Pam», Caa n. i 

Oior 



TRA 



TRA 



TRA 



93 



AlbnmafGir. clieT accendi me oro di 
i vapori licn'fica moice de' Regi % e 
lutamt'nto di regni . 
Jk&KUTANZA. K U.TréumMtém^ 
'jUm mutsté», Qr. /MTiTtLTiK , Détta, 
. i7#. Da Ini alli moderm non ù 
tfoiift per quella lagioac alcuna 
DQtansa • 
LASIAJTARC , TrMsMméff , Ltt. 

Las.io.Qiicfto inneft amento G chia 
tagliata ra^ •«vero cagliare , il quale 
. mota la pinoci in altra fpczìe, of- 
B geaeranionc» ma falla di Talvarica 
iimcAlca trarinnttre. 
L f«r Cémhisrt , MutMft . Itimvntlre 
^nifi€,deH. II. Lnc. irsHjmutsrt . Gì 
nlXTTTi.'v. Atcr.MV.pS. i&. Ad un. 
ìo me la trafinurerò di bene in me- 
lo, if. 1^. |. lotf. CKe licito foflTen ca- 
no poterli vendete • e trafoiutate 
«r. Uf, 15. Fu trtfiauuco d* Arno 
I lacchinone C ««W : tta^ftsf ) £ 
vf I. Hon credo • che la Tua madre 
ìb n* ani , lofciachè tcarmucò le bian- 
kebeade. 

nMMUTATORE . r#ri.W.««/c.rA« 
K^aM.Lac. ìmmut^Ur, Gr. «XX«T«if . 
DM.Ctsv. «5. Acciocché Ha laudabile 
Inaue delle cofo • conviene Tempre 
iÌBBÌ|linre ; perciocché dee efière 
■AMeate laadabik j e queAa.c 
■lirliiM può fiiie nel dono . Te *1 
Mif»tra(iiittCttotc non viene pia 

n'ttKUTAZIOKE. ìltrsfmutsre, 
■WvMvMt . Lar. * 9rmnfmutdti9 . Gr. 
p»iif«rf( . Tr. a. 8. a- AncOM è unat- 
^ aoéo dt tcafinueaziona di moke 
■M » ficcome potrà certiflimamenre 
PMiroaficnao , il qnale fi fpccimenra 
i,si fitte cofe . Dunt, Cmv, «4. Nella 
■ina aafnitttaaione tuira qnella dol- 
ila veiae meno. £ i^s* UUimamenre 
Mchtado per virtà di quello , che è 
^ di (bpia , 1* animo diritto non m«- 
■C per lototufmntaAione. C§m,Psr' 
• OtdiceTanfiofe: io non potrei dire 
■ pirladara, con* io rranfumanni per 
•Mate Beatrice , (e non come fi può 
fiK li trafiantaftione di Glauco in ef- 
"* Ut del mare per lo gaftare della 
n • Fir. stv. a. a 04. Fa coft retta la- 
fuiraadar tante laaraviglie* e creder- 
! t cW airacoloftmentc ioQk accaduta 
'Sriatrafmu razione. 
HASKATORATO. V.^.^di. Ch€ 
ì^itlCnft m^uràk . Lat. ìxìtm mfum 
■^^^A. G.Kio. IO. u Lo quale orna- 
tala ce perchè era difonefto . e tra- 
■araio, aveanotolto alle dette don- 
''•*5*. wlra». 6u Hammi ferro veni- 
>j|BCÌBpen fiero il vedere quefti ani* 
wìaaa blamente o rolC, o aszurri, 
'■iKhi, e d'oro trafnaturati » ma 

TUSNELLAMSNTE . K «^. ^v- 
■i iMt« /Mtf4Mtfnrr . Lat. ^iìlim§ . 
^ f'4» Elie corrono ttarnellamence» 

■RD. 

THASNELLO • V. ^. ^dd. M^lf 

t^. Lat. siMimmt . ^«». Pi/f. Fogna- 

jitche*! favio fintraiaello, e traleg- 

tie. 

nASOCVAMENTO* it trsftgnMrt. 

^lart.JT. Credete, che mi crov«Ta 

B90 ftrano trafognamento . 

IH ASOGN ARft • w«u&if wMd» rt//4 

«r«, ^utfi Fétrmtiicsrt m Ìtmf,fitf.jt^, 

•B gli occhi baffi » e amidi rrafo^ • 



Fr«mc. Séiceh, »iv. at. Cavalcando • e 
trafognando pervennoao a retza all'al- 
bergo , dove doveano defina re . C ntv, 
lotf. ^ndoiTene al mulino tucro trifto 
erafognando fanza avere mangiato dell'. 
uovn« 

TRASOGNATO • ^dd. ds Truft^n*. 
re , Stupidi , UfinfAt» , f iM/f Cht fileni . 
Lat. /hfidus • g^r. iMtr. «8. 18. Arri, 
goccio fi a va come trafognato, e voleva 
pur dire. £ H9V.69, z^, lo credo» che 
voi m* abbiate per ifmemorato , o per 
trafofnato • Frème, Ssccb, m»v. i^f. 
Quelli, che*] credcano • (lavano ttaib 
goatl. M§rg.t9,tj» Ma^atceAavacome 
trafognato . 

TRASOLLTCITAMENTE . K ^. 
%j4vvirb, SMnìt\fimamtHtt . Lat. tf«4f- 
mtmi{jfimi . Sen, Pijt. Trapiccola è la 
cofa» della quale gli uomini d teacio- 
nano » e fi combattono si trafol licita- 
mente. 

TRASODLDINARE . DtfirdUmrt, U- 
fcir dell* ir dine dtvute , Lìkt, medum iMeé- 
dere. Gr. /ufrssr 9Tt9M<UfUf, 

TRASORDINARIO . ^dd. Che ef<t 
deW erdimMrl» , SiraerdiMdrU . Lat. extréur- 
dimsrim. Crem, ISvelU à%y Quefta fpcfa 
fu nel mortoro, cc'lafci , ciie furono 
afiai, nella dota di nofira madre, e in 
molte rpefe trafordinarie (cesi m**Tefti 
a pemmm , féhkeue lefinmf^* Uà : ftraordi- 
oarie^ 

TR ASORDINf ATAMENTE. ^v^erh. 
DìferdimAtsmemté . Lat. imm§due, Frsme, 
Séueh. U9V, 176. Ancora fi porrebbooo 
contare delle vituperofe, che hanno (ie- 
guico coloro I che trafordinacameare 
hanno ufaro l'ufo del vino. 

TRASORDINATO. ^dd.ds Tr^fer. 
dimore . 

TRASORDINE. il trsferdìiutre^ Di 
ferd*u9 . Ceecb. Dtt, 1. j. Guardatevi più 
tofto Da certe fpefe , e da certi traior- 
dinii Che fono, e voi*l faperc, quei, 
che danno II tuffo a chi le fa Cfaù im/ 
fignijic, del S, I. di Diferdime . 

TRASORIERE . Tefyiete. Lat. tht^ 
féturMrius, Gr. ^>;TotHpi0vK*X , Becc» mev. 
80. aa. Era quivi in que* tempi noftro 
compar Pietro dello Cantgiano traforiec 
di Madama la 'mperadrice di Coftanti- 
nopoli . Bep. Decétm, 1 19. Qiiello , che in 
quella medefima novella li legge fréfe» 
ri9r§f non è coslpafiaro per errore, nh 
dia noia, fé altrove e* dice pur fecondo 
il comune ufo ttferUre , che è qocfta 
loquela allora propria del regno, ove 
fi ragiona ,\ che era in mano de'fran- 
celchi. e Provenzali, 

TRASPARENTE. CbefrMfisre. Llt. 
filtueìdus . Gr« ^r«^«v^c . D*»ì, Par, |. 
Quali per verri trafparenti . e ter fi ec. 
Toroan de'noftri vifi le pofli/le. Cem» 
Ih/» 7. Lo nono C tieh } è quello , che 
non è fcnfibile ec. lo qnale molti chia- 
mano criftallino, cioè diafano, ovvero 
■tutto trafpaiente. Cewv^Sy, L'alirocìe- 
' lo è diafano , cioè trafparente * Cr^,ìf, r. 
' Il loro granello Ù€ dalla Ince trafpa. 
rcnte, e rifplcndiente, e '1 toccamento 
con morb'dii giocondità cai Info . Berm, 
'Ori, a. 8. ^ Dn altro muro lo fpazio 
(partiva Di pierre trafpatenti tanto » e 
! belle. Che 'I felice giardin fi fpecchia 
in quelle. 
I TRASPARENZA , « TRASPAREN 
ZIA. ^firMitedi TrsfiArftei Dìm/mÌ" 
tÀ, lAt'}tlt«tiditms . Gr. Ìiut*ff49. Cr, 

a.4.j. In moire pianxe« quando il culor 



refpira , rimane molto umido terrcArc 
vi (cofo . e lucido per molta diafanità » 
cioè tra.fparenzt . Bergb, Mi^. a78. La 
qnale colla ft:a trarpareozia , e virtù 
dettava i morti colori. 1 

TRASPARERE . « TRASPARIRE*; 
Le %Af^4trire , cht fa éìÌA vlfis lefflemdere , 
esltrMcifu vifibile^ penetrékmde ferleeerf 
dìsféne . Lar. irMmtlueere , Gr. ìm^ùbiyttf • 
D4»r. /•/. J4. E trafparean » come fé- 
(luca in verro . £ Psr, a. Se *i primo 
fofl« , fora manifefio Neli'eclifii del sol , 
per trafparece Lo lume, come in altro 
raro ingefto .^ •^met, •«. Cosi in efia 
trafparevano ì nofiri corpi » come io 
vetro rrafpa te il fefiuco. 

i. Per Tr slucere . Serm. firn, r. lof. 
Quella , che per fuperchio digiunata 
Tra l'anime celefiJ benedetta , Com'un 
corpo dijfano, trafpare. 

TRASPIANTAMENTO. // tràfpU» 
idre, Cr,6. a. fa. Il ttafpiantamenro fi 
fe quafi di tutte erbe, trattone fpinaci 
ec in ogni tempo, nel quale le piante 
alquanto faranno crefciute . 

traspiantare. CMvsr U fUnts 
d'un luege, e pUntmrU in um 4/#r«,Lat. 
iTékn»ftrre,Gt. fAi-m,^i?H9, PslUdjGem; 
T4« Del mefe di Gennaio è da feminar 
lattuga, ovvero di Dicembre, ficch' el- 
la h trafpianti poi di Febbraio . Cr, a. 
a. a. Quefto propriamente non pianta- 
re, ma trafpianrare s'appella . ^Albert, 
c«p. 54. Non può crefcere la pianra , 

' che d pur trafpianta di luogo io luo- 
go. 

%, Per nutéif, Gustr. Ps/f.Jid, pr$l. Che 
infolito valor, che virru nuova Vegg' 

tio di trafpìanrar popoli, e terre } 

TRASPIRARE. Il Mdmdér fuers le 

\pMtiieeUe , ebe deeme ufcire d* cerpi per 
trsfftrtk^iene , lAUtrMnfpirsre, ftrffirsre , 
Sàlvin. dìCc a. j7p. Or (|ual cofa mai dà 
r adiro libero al trafpirare , e tiene 
fpazzate, e belle le vie, percuitrafpi- 
rafi , fé non la fatica , l'ag-tazione, il 
lavoro, il fudore^ 

%. Per fimilii, fi dice di Cefé, eceulté , ebe 
eemUci s féufimMìfefis , 

TRASPIRAZIONE . Evéferétjeme di 
fetiilijfme particelle , ebe e/cerne ds'eer. 
pi, e pMrtueUrmente d«^/i' 4B»if»«r; . Lat. 
trMmfpirdtie , perfpirstie , Gr. iìtirni . 

\SMlvim. difc. I. ii8. Gli umidi, e flui- 
di alimenti ec. le particelle dell* umi 
do , che per forza di focofa trafpira- 

j zione fi perderono , abbondantemente 

' r: dora no . 

TRASPONERE , e TRASPORRE. 
TrmfpÌMHtmre , Lar. trmitsferre , Gr.Auroi- 
^ÒM» . Cr. a. j. a. Turri da un luogo 
ad altro fi trafporrano • ovvero rrafpon- 
gono. £ a. aa. 8. Qiando la D'anta di- 
meftica, ovvero falvarica fi rraipope , la 

• parte volta al meriggio fi frgii con 
fegnale loffo, o in alrro modo . Kcrr. 
Celt. 48. Nel quinto anno , che quefl^ 
piante A cavano per trafporre. 

i. I. Per mttMf. Trmpertmre Lar. trumt. 
ferrt, Gr. /utr^^iemf , Celi. S9, Pad, 
Andò Enoc con Dio , e non fi trova- 
va , perocché il Sig<i«r lo rra'po(e . E 

jl'Appultolo dice : Per la fedectrafpo- 
tlo Enoc, acciocché non vedefie la mot* 
te . 

i. II. Per VsrlMrt T erdÌM , liutér di lue- 
l». Lir. iuvertere. Gr. KV7rf7?t0uf, 

TRASPONrMENTO . // tréfperr», 
ysriAfJeue d'etéine , Muntatene di !•••- 
f» Lat. tréufpefiius , tréu/p^ié , Gf 



9.d^ucfu/eM, r$m.r. 



<S J 



fdàtm» 



I 94 TRA 



TRA 



fUté^tTit, Af<«#/r«^t.t*4?* Se fi fiicef- 
fc rrafpooi mento delle p«role . tinto 
che mucaflono Io *ncelietco ce. non è 
bartrzzaro . 

TRASPORRE, v. TRASPONE- 
tRE ■ 

TRASPORTAMENTO. Il trmTfwiéi. 
rt, Lar. trsm$Uti», Gt.pttrv^'ti. Llkr, 
eur,mMUtt, La Cena, e *1 rabarbero ci 
vendono ogni anno col rrtfporta men- 
to dell* altre mercanzie. GmL Sifi, 167, 
?er eHer cotti trafportamento coma- 
■e t Toi , e a tutte k cofe terreftri* 

|. Hr Ttéif^fiij^nt . Lat. tréutfffiih, 
Gr. /uitruitTtf, Céirjttt,i,iyf, Solo vi 
defidero , che fé ne lievino certi tra- 
/portamenti di parole, e certi fetbipo- 
fti nel fine. 

TRASPORTARE . P#r/4r# is nn /«•. 
g» m wt Mltr§ , pMr mutar /««{• ; ebt àU 
rìmtm smeht Tréuftrirg , Lat. trantferre, 
$rsmff§HS9t . Gr. /^rot^ipm , pLirtm^fAt' 
(m. ilccr. »fv. 18. a. Eflendo lo 'nape- 
llo di Roma da'Francefchine'Tcdeuht 
trafportato . GuU. G. L* Angiolo appa 
ritte nel Tonno 3 Giafeppe • che egli 
trafpottafre il fancioUo. in Egitto. «^Z- 
Itrf.ctff.a4. Neuoa fiitica ticafano le 
mani, che airatme ù trafportano dall* 
aratolo . 

fi. Pirunasm, M^V, 9.98. I>eeIoRe 
di Francia » e fno primogenito rennn- 
xiare , e trafportare, e cedere ogni lo- 
ro ragione . 

|, IL ?«r PftMfe , Cmdwrt , Llt. i«- 
€ift , ftftt , Or, «>«? • 0/pMV . £#cf .■••. 
ig. S- P*r ^ru di vento il legno 9 che 
1 Napoli andar dovea , fa nafportato 
air itola di Ponsò. E i»tr. ja. Veggia- 
mo corpi morti, o infermi rfafporur- 
^ dattorno. P4tr,f9m,6» V mi rimango 
in fignorfa di lui , Che mal mio gra- 
do a morte mi trafporta . 

|. III. Tf^ffrtMrt , fer mtimf, B^ee, 
»»«.4«. is« Ta ti lafci agi* imperi dell* 
ira rrafportare. Cm^. Bttt. io. ao8. Tu 
Tedrai pocbilfiroe città, che (ì manten- 
gano, ielle non fono ammimftrateda* 
Tccrhi ec. perchè i giovani fon molto 
trafponati dalle voglie . Csf.U$t. 19. 
Sapplico V. E. che mi perdoni , le la 
pafliooe , che io ho Bella canta contro 
paolo Serragli , mi trafporta pih del 
conveniente. .. . — ^ 

TRASPORTATO. ^dJt.is Tr^ff^. 

tMft. L3t. #»^*»'^'«**'» Gt.AlTT'«KCA«/*«f. 

^mm, MMi. C, 198. Arbore trafportato 
fovente non prende vita. GuMt.fétfi.fid, 
frth Ma chi mi fa veder dopo tant'anni 
Qtiì trafportata, dove Scende la Dora 
in Po. l'Atcada terra? 

TRASPORTAZIONE. ri$rmfi^rt*re, 
Lar. irMtlmiÌ9 . Gr. Aura^.p'* . Guid, 
G, Pianfe li corpi de*'fuoi fedeli , e la 
memoria de' pr:gioni , e la trafporta- 
ftioo loro , e V alfenzia della fa a Etc- 
na ,G4tl. Siiteli X. Quello , che comin- 
cia da divino miracolo , o da opera- 
sione angelica , quaPè la trafportazio- 
ne d*una pillt d' artiglierfa nel conca- 
vo della hina . C 24^ Per V asirazion 
della nave la trafportasion del telefco- 
pio in alto , o a baffo , a deftra , o a 
finiftia non può importar gran aame- 
co di braccia • ^ ^ ^ ^ 

TRASPORTO. Sufi,Tfaf^»Ttm%fiWt . 
Lat. f ««'«"*• • Gr. ruru^pé. 

f.I. FigurstMm. M. V, 9. 9^» Debbo- 
no rinunciate al reame di Francia ec* 
e farne trafporto , cedìsionc, e lafci» 



meato per fede , e fktaraento folenne- 
mence. 

S. II. TrMfi$ri0, ftr%^gìfm9f9m§^9C9m. 
m§^hmt d* smim9 . Sshiti^ éifcm u |47. 
Quando nn firn il trafporto di cradel 
defi4crio contro all'amati cct vengi 
in capo dell'amante, è ana cola oidi 
natia • 

TRASPOSIZIONE . Trmffnim^mf . 
Lat. trmnfftfit'f , Gr. furri^tri^ . G*/. 
Sifi, ja. Non ho per impoflibile , che 
po(7a fegaire per una femplice trafpo- 
fisione di parti (cnsa corrompere , o 
generar noi la di nuovo • 

TRASPOSTO . . ^ii. U Ttaff^tt ; 
Trs/p'uuttMf . Lat. trmnffifitMs , TtsmÌm. 
tmt . Gr. fittrtmtpitòfit . Cr, ^ m^ t. 
Quando 'la pianta dimeflica , ovvero 
faivatica ù ttafporie, la patte volta al 
metiggìo fi fegni con iegnale rofib, 
o in altro modo , acciocché trtfpofta 
fia volta , e incontra pofia a* medefimi 
cardini del cielo» a* quali dinanzi era 
ftata. 

TRASSfNARE. Trdtìdrt , ^vtr fer 
It mMnit MmHtgxUre» Lat*rr«ff«rc. Gr. 
>uf raeXM^^«iv . Ovvie, pìf.à. Forfè che 
tu ragioni: la mia moglie è troppo tu- 
fiica» e non fa altro, che trainare la- 
na. Liir,Vi4i£r, Ardite, e gagliarde al 
traflinare« e al brandir Tarmi. C^fe^, 
Btrn, Eflendo cosi perverfo nciropere, 
cosi brutto in parole , e cosi immon- 
do di cuore, vo'aH' altare , e non tc> 
mo di traffinare, e di toccate il Cor- 
po di Crifto colle mie mani. rr««.^«. 
rtlL»&4* Egli è neceffario , che ù fap- 
pia il valfente Aio C d«/fnfi7/c) perchè 
è trainato , e rivolto da più genti . 
Lih, S0m, tao. Queft' è nn tralfinarti 
pelle pelle. CsHt. Cdrm, ^6, Rari nfar 
traffinar gii^ li fcoppietti . £ j?* Chi 
non fa l'arre, lafci il traflSnargli. 

I. TréJfiHmÈ , figmrMtdm» Téu, Dmv, 
Ptjjtili^ij. Lodovico Martelli nella fua 
lettera al Cardinal Ridolfi , ove egli 
delle aRgiuate lettere alla lingua Italia- 
na trafiìna male il Triflino , non con- 
fente , che ec . 

TRASSINATO. ^dé. dm Trs0mMr0, 
Latuf«rrt««i.Gr.«e«Tarrrr^/yu/u/f^.r««f. 
Cétrm.ìt, Ogni dì fi ftraccia , e fdruce 
Una cofa r raffi nata. 

TRASTORNARE. Frmjt^ruért .Likr. 
ur/r«/. Poni il grado , che tu vnogli 
rtaflornare, fopra l'armilla dell'oriz- 
sone , e qual grado accadrie fopra 1* 
oriszoae , eflbiarie il grado, che to- 
le^i fapere. 

TRASTORNATO. ^H. da Trufgr. 
mar», LiV. «yf/rW. E fcriverrai fopra la 
prima di loro : ombra tefa , e fopra 1* 
altra : ombra ttaftoraata f shrtvt U cbis- 
ms : linea convtrfa , ric# rit§rméaM ) 

TR ASTULLARE.rrtff r#Mr« mltrui e§m 
diltifl^ Ptr i§ firn véMi , « fmntiuliefchi . 
Lat. •UttlérM, Gr.ri^ftf. Liv.Ai, Ef- 
fendo coftamato quello maeflro di me. 
nare al trafhillare i fancialli dinanzi 
dalla cittade. Btein^v, it. 39. Al tfa- 
flullarei fanciulli Intendea. DMHt.Pvfg. 
ìt. L'anima femplicetta, che. fa nulla. 
Salto che mofia da lieto Attore Vulen 
tier torna a ciò, che la traftulfa. 

§» I. /• figmijic. nnttr. fsf, véUt Pdfm^ 
r§ il temf» i»^i«c<r«, Sp*fmrf^ Prtnétr. 
fi féfdttmf, Lat. •hUttsri, Petr, e^n^. 
19* 4* Volgete il lune, in cui Amor fi 
trafiulia. «frA.Piy. Volere andare rta- 1 
ftallaado ora qaà • ora li, vaeac da in- 1 



TRA 

férmo coraggio • iTarc. g. 8. /. 4 
aa diletto , e coi ad an altro h 
le donne a far ghirlande , e a 
larfi ec. e dopo la cena al mod 
ro cantando , e ballando fi ti 
rono. L«Ka8|. A gaik d^ona i 
letta lafciva , con certi anioialei 
in cafa tiene, fi traftulla. 

|.II. Trm$ulUt9 , ftr Gìmetfé 
memPt • Lnt. «••># , rvai héiifert 
rv/ei>Kl>fw6Ai . gtcc.iMir.4. IO. | 
go fpasio con lei fi trafhillò . £ 
i6. Col mutolo i'aadavano a tn 
re. Frém€Sacek.Htv,ì9o* Forfè q 
alrra voira fi traflallò con la G 
Tse, Dmv, «mi. I5.aa6. Forfc per 
Cefare, che randagio era» eoa 1 
dre fi traftuDò. 

TRASTU LL ATO . ^Jd. ds Tr 
TÉ, Lat. éU* Usimi , •hltSmiUmikt 
ntf«i. Gr. A'^favS-Mf . ì/m;. as. 
dipartiron trafiullati un pezzo. 

TRASTUL LATORE . Cht tr* 

TRASTULLEVOLE.^ii. D# 
/• j eh* sffrim tréifinlU . Lar. ì«i 
Gr. riiTjÒK . C9m, ìnf. ao. love 
le gravi core, prefe traftullevoli 
chi con luaone fua moglie » e 1 
ec. 4 

TRASTULLO. P\mt , chtfi 
mi trsfimUsrfit imt9rttMlm9nt9^ PSj 
f«« Stlfrtfi . Lar. •yiiSst'f , «m 
Gr. li^'V . B$ee.m*v, 17. s'* Long 
te trafiollo della fortuna era fta 
»«v. 77.45. Vaghezza, e traftnllo 
letto è della giovanezza . DdMt, 
14. Del bea richiedo al vero, e 
ftullo • Pttr, C4f . 4. Compagni 1 
ingegno , e da trafittilo . Prème. < 
••tr. t7s. Peafando aacota a chi 
fece I è da prenderne ancora na 
di trafittilo. 

TRASVASARE. Trsvsfmre. Lai 
trisrt . Gr. yuf roty^ r^fiy . Cr, 4. 
Mefi'o il vin nel vafo, dopo alca 
pò datrafvafare è in altro vafo 
meate. LiV.«tir. mmìmìì, Qaand< 
fio liquore avrà pofato per tre g 
ù tralvafi genrilmentc. 

TRASVASATO . ^dd. dM Tré 
r0, Lar. *«/«rrf«faM, di0M/ki, 

TR ASUO A RE . Sudart s§sL U 
dt fudéirt . Gr* Ai'«y v^;vv • Sf- ì 
uomo non ù travaglia, né «fiàrf 
trafnda , fé non per le cofe fopc 
voli, e oltraggioie. 

§. P4r tmetnf, vslt smehi TrdfU 

TRASVERSALE . ^dd. Cht 
ttéwtrf» . Lat. trsnfvrfMriui , Gc 
VTM. rr.a.a4.4* I quali nodi te 
l'umido Belle loro torraofitadi, 
trjofverfali , tnfino a tanto che 
rnri, e pervenga a foave fàpore 
OJf. sm, ir. E* rotto fatto a p*e 
trafverfali ,ed increfpate , accioccl: 
fa allnngarfi , e fcorciarfi fecondo 
dell* animale. Gsl, S^, i|a. Da 
compoflo ne rifnitetebbe , che 1 
defcriverebbe noa pih q nella fei 
linea rerta, e perpendicolare, ai 
trafverfale, e forfè non retta. 

§. I. TrAfvrfmli , fi dicém tntti 
r#»#i , eh€ déd tmMitfimtfiìfìn dtHvM 
f9m§ nella diritta ììneM . 

i'ìl. Fidtecmmìfe trafvrfmUi 
^nelU , eke i erdinsie daferfims fi 
fate . 

$.111. VÉud9$tmtrsfvtrfmh,fiiiee 
U^then— èfoitu^ dirUtvrsfuUdf 
•gkmdgmtt , • fw ^ tuOM isk ^Js . 

'.' TRi 



TRA 

.VERSALMENTE . ^werh. 2m 
I trsfvff/M , OlrtifU4tMenn « Lat« 
. Gr. vKvyién , Gml, GéUegg. ajo. 
ido Boi rarro *J fiocnoi che molto 
Miiameote moviamo con velocità 
Mo, e una tavola travcfralmentc 
Jla ( srU ) che in qaefta ( * 

iSVERSO. ^ii. CbfMnrswrft , 

• . Lat. trMmfvtrfutf phli^us, Gr. 
9-. Liv.dee^, lì fiume più cor< 
CM trafTerfo c^tfo caccio i dogli 
IpetraifaligaAr!. 

'cr net»f, vsU Perverf» , Mslv^t^i» 

i^,^trJ,Grfg, Per le pecore pig'ìx 
•i gii nomisi innocenti i per li cam- 
q.eili, chtrrapafTaro le perfeca- 
degli uomini trafTcrd > e caiichi ài 
.1 p«(ì ài vizi • 

ASVJARE . TrMtUrt , CsvMre di 
; 1 9 itile diritta fir^dn . Lat* skdmet' 
Ir. sra>Mv. B*ce.n9v.%,%, Ma tor- 
ta ciò. che comiociaro avea, «a 
pailo i4cf no un poco m' ha tra (via 
li eh* Io non credetti, dico ec. £ 
l^S•^ famigliare, ragionando co* 
Imdìoì di diveife cole, pei certe 
eglitrafviò. 

fk»àtdm»fÉr Fsr» ufti't ddir§rdi- 
^mtliXgi del gittfi», € dtll'Bneftt . 

{[•Iliàìio piacere delle caduche CO- 
^e piti iavio , eh* io non fono, 
nris moire volte* 
UmMANARE.r TRANSUMA 
Hétéfdre didr umanità mp^aat dì 

'«»* Gr. i1Òpi^T\y^f^i'rtf fAfsftK 
m,ù*m, Pmr. i. Tiafomanar, ù- 
v pei veiba Non ù pon'a . But,ii,%. 
iBUucc ec. cioè pafTar d-ìl* umani 
^ alto grado ,^che non può efler, fé 
Idoio. Esfprtjji', Lo elcmpìo dato 
in, de traolumanare e montare 
laucjtà alla divinità. BMtprgfts Li 
aomini, che fono nel tuondo» il 
aiaano pei grazia » Aaado io vlu- 
■pbtiva. 

A5UMANATO . ^dd. ds Trmjn- 
't, 

ASVOLARE. Vtléeigmsnuittf t^. 
Lir. €it:jfm9 avImt9 , Gr* ùrtpt' 

04. 

hr mttMf, CM^b.ìfàcu4if.y, Con 
Mleecceflb di mente trafvola il 
a Dio. e grida : 1* anima mia è 
it Dio tonte viva. 
L fv Twéféiffér V9UHd§ . Lat. trdmf 

• Ql, furar iretAct* . Ddmt,péir,ià, 
incile menti fante Creare a traivo^ 
'iwlla alrezza . DtcUm.^intìLC, 
(asirpaiiorocampice!lo,chc quell* 
ufoJarlo con polTono . 

[L ttr Ornila, Védt Tréip^fare^» 
mt prifdmtMit . DMHt, C§»v, 173. 
tila concio lione vanno trafv.» 
MlTalaa, e pare loro foitiliffì- 
iteargomectarc. FiÌ9c, s* );4. Il 

I cbe Vola con infallibii: fur:e, gì. 

che uafvoli , fcemando 1 ciafcnn 

• delle dofate ore cra-diffima 
li. ^ 

«VOLATO . ^dd de TrafvéUrt . 
'iif€.j,n%, l fot ropoft? clemrnti 
uiauo fluire , e muovere non veg 
,aoi vivi nantenexiì » e fempìterni, 
robte, odepoftepartj pur tutca- 
icendo» e rifiorando r 
.SVOLGERE- S$réLV9lgert,Rlvclg€- 
•tsJT éit,fHlM diàfbe injtinìjìc' ntu- 



TR A 

frjfsfp, Lat.<'MV«rr«rv.r«Mi./«/^4. Per lo 
non potere piìidifceiidere lidimoftra lo 
fmifuiato ttafvolgerfi fottofopra del cen- 
no • 

TRASUSTANZIARE. Muisr fiifimm. 
ts i ttrmìtufrtprh deìU fmntìgimd Euchs- 
rijtis, ljàX,*tr^ub0di9timr» , Gr. furti- 
rtxSt, Dmv, Sei/m, ^o. Nel aagramento 
dell' Eucariflia u trafoflanua. £ Si. I 
Cattolici vo^iono,che il Corpo di Crifto 
fi trafndanzi , i Luterani , ch*ei Ci paniÀ- 
chi* Zaingiip, eh* ci Q fignifichi. Cal- 
vino, eh *e vifinHavirtà. 

TRASUSTANZIATO . ^Jd. daTrM 
fuJtsitO*'^' i TrénmuiMtM di /ìijtmmf,U , Lat. 
* tTémfuiftéuaidins , Gr. /ufT«ri/xii^f.s . 
f i7m. 7.406. Trafufianziati il pane in cor- 
po , il vino in fangne per divina potenzia ■ 

TRATTA. VtrbédtdaTréinti il tirmt 
€»n fft/t , SfrsttM , StTAfféitm. . Tétv.Rìt, 
Fermali di tutta Tua forza . e dà sì gran 
tratta, che toppe toni i legami . Bmtjnf. 
9 a. La tratta , che ficee Ercule di Cerbero 
dello Inferno . 

J. L £ TrMtss, ftr Ifps^h, Difiém^a. 
Lat. jmSus. GT.89KÌ, D^tnt,Purf,t%, £ 
tanto fi diparte Dal cader della pietra 
io igual tratta . A/. V, 9. 90. Suo moti- 
mento era pigro , e con lunga tratta di 
tempo. 

§. II. TrétU^ f9rTuns^UilUlnmghtK' 
^Ji diffMĶ , ftr IsfUsitpéfsM U ffà tÌTM 
ts i chi ^mtbt diremm» fin . Lat- fé^us . 
Gr. fiiXi , Bic, Htv, 41. ao. Si videro 
forfè pei ona tiaiia d* arco vicini tUa 
nave. 

i. III. Trsnsdif»fpir9,^m!jleéir^tf 
del giti 4uf$fy tri, i>«*r.riir^.ji. Dopo la 
tratta d'unl'ofpiro amaro* A pena ebbi 
la voce • 

i. IV* Trétt^y prr Fmeultà , §LittmtjM 
d'eftrarre, Af. T. j.57. Erano ìnftmatid* 
avere verdura la tratta, e lafciato trarre 
il grano delia loro maremma. 

i, V. Trutta, pir /• Trarre iuémi , §fi 
miti deUtlmrft^ adtjfetfdidifiribuireu^i- 
*;, 9*Hagi/lratiy éaltf, Lat.yi'firi* Gr. 
xX4;»v. rr«M. M9rtll,z9u Frefo di loro 
fofpetio, fo vietaro la tratta * £ ji$. 
Qpefto il vede per le tratte gìàfiitte in cer- 
ti gonfaloni . 

|. VI. Omdt Ptr ttétta ^ 9*^ tratta. pifii 
a-vverbialm, vagli9n9 Ufi^t , tbt Ptrftttt . 
Lar. Tir". Gr. «M'air/ . Tac.Da\\a%n. 
2. 4j Germanico ebbe il governo d'ol- 
tremare, e ovun(;ue andaife, (ovrano a 
qualunque reggefle a natta , <> a mano . 
£ j.«7. Perciò non fioiandaUe io Alia, 
benché toccali per tratta. ^j{'r.^\\x, 
Vlnfe il fare gii Ambafciadori per trat- 
ta. 

$. VII. Tratta , ptr K^cctrriment» , 
C9nc9r/9 . C, V, 9. y%, t. La tratta fo ga- 
gliarda, e di volontà, ma male ordina- 
ra. 

S, VIII. Tr^ritf, per Afalt'ititdimt^Tur. 
Ma , Srgult9 . Daatjnf,i . £ dietro leve- 
nia ai lunga tratta D: gente, ch'i* non 
avrei mai «.redato. Che morte tanta n* 
avelie dlsfatra. 

f. IX. Tr.tttadi/untt dic9Ìla, 9/ìmil$, 
è umaPfnAj €hejt àn a" *ii , eb* eg^i ^.k 
eemunemtmtt fi dict Trait9t tii il Lafcia. 
rt f<9rrtre ingiù fenica punt9di ritegn9 et- 
Ihì^co* l€*at9 aVa f%nt, £«cr.nrif.ii.ii. 
Fattolo If;;ates!*a colla, pa lecc hit trat- 
te deIle!'aoncg!ifv'cedare. 

$. X. Tiatta^ chiamane ane9rjiimtrca 
tanti II Trarre , • Cavare damar9 dal aegé. 
V«f r#f < i'^ 9 iìtl.* amha ttuift'i^denteM^v, 



TRA 95 



r^Mi^.toj. Il medefimo C o D* farà ri- 
fcotitore della rime/Ta di A* e pagatore 
della tratta di B. 

TRATTABILE* ^dd. ^rrtndevh , 
S^et^ Chi acci%fent9 al toste i Cernir airU 
di Dm^ ediZetite, Lat. tméUìt, trsSa- 
Mis, Gr. fMKtxi'itAftiW^nrit , C9ll,5S. 
Pad, Non è unque molto duro, ma 
tratraSile, e acconcio fornimento. Efp, 
Pat^Ne/t, Prcztofo, come oro, che come 
più è nel fooco, più è puro, e chiaro, 
e lucente, e .trattabile. Gal, Gali, ap, 
Chi vorrà vederne ptonramente l'eCpe- 
rìenza in qualche altra materia tratta- 
bile, e che agevolmente fi riduca in ogni 
figura. 

i. Per metaf.vale Bemigmé^ PSefhui9le , 
Lar. traSalfiliSy manfuetut , facUis , Gr. 
^ri^ . Guid.G. lafone uomo fotte.e va- 
lente, molto bello, onefto , larga.boon 
parlatore , trattabile, pietofo . Affr. S, 
Greg, V uno di coftoro uà potente , e da- 
rò, e T alrro fia fuddito, e trattabile , 
ovver benigno* 

TRATTABILISSIMO.^ii/crUirr4r 
takile . Gal, Si^ì, 31. Se la terra, corpo 
vaftiflimo, e per vicinità a noi tratta- 
biIifiìmo,fi muova di no movimento roaC 
fimo. 

TRATTABILITÀ', TRATTA- 
BILITADE , e TRATTABILITÀ TE. 
^Jlratte di Trattabile . Lat. fscilitat , 
mamfuetnde, Gt .Tptih ^<,ifU p órtf? , A/«r. 
5, Greg. Spefle volte la poca fermezza 
è detta trattabilitade, cioè di lafciarfi 
guidare ad altrui . Fit, S, sAnt. Dol 
ciiTìma avea fempre cratubiiiti ne* co- 
ttomi. 

TRATTABILMENTE, ^werh, Cem 
m9Ì9 trattabile . Lat. traSabìliter , Gr. 
^tK%ptfS^ . <^. w^f. C, D, Gli Anseli, 
quando apparvonu viiìbiliaente, e trat- 
tabilmente, feciuoopcruna cotale umil- 
tà . 

TRATTAMENTO, rr^ffnf., Ragie 
'mamemte^ Difc9rf9, hzX.hrmt ^ira,^at%s, 
Gr. Xo>'^ , rp«VAt«TMa( . CcìL SS, Pad, 
S^pra quella materia Tappiamo bene » 
che hi avuto fpeflè volte ttattamento tra 
! nofiii maggiori. £«#.?«•. j.t. Percbè 
qui è tratiameoro del primo pianeto» 
cioè della luna . Galat.-jz, Potrai ec. kor- 
{fere quale ila la luce de* piacevoli , e 
laudevoli coftumi , al trar amento de* 
quali ec. ritornando ^ diciamo , che i 
ooii piacevoli fono qaelli, chepoigoa 
diletto . 

$. I. Per Mavehinatjiana ^ Lat.f»«r^f«4. 
ri# . Gr. *'*x*'*A<< • ^ferd.Rjm, Fueper 
follicirtlSmo trattamento, e ferventidi' 
010 fìndio diSillano. 

i. II. Per Maniera dì trattare y e di per- 
taìfi ceti alci»n9 . Beccnev, 16, }5. Vergo- 
gna n^ofi del vii tratramento fatto del 
garzone <ri««: delV averle maltrattate ^ a 
fÌrapéK\mt9y 

TRATTANTE. Cbe tratta. Lat.^^- 
traUant, Gr. furaxe*flZ^vi9 . Viv, dìfcp 
«^r«. 50. B.*nchè addotta fedir! anni fa 
in uco mio diftcfo trattaste di fimil forta 
ripari . 

TRATTARE. MsmerfUrei efinfai» 
aiuHHi fnitif., 9ltre al /^lUfic, att, amebe 
nel meutr. paj". Lat. trattare . Gr. /«#- 
T«X.";'X«»« fiéimm^i^t. Ne le crudeli 
armi etano acconce, e trattate da' cava, 
lieri ( UPamp.per errere ba tratte } Ma*. 
>fr 11^;.. 1.5;. Coloro* i quali ec la imma- 
gine deli4 croce, e della Vergine Alaria 
e degli altri Santi fasza reverenzia trat*| 

G 4 tan- 



96 



TRA 



TKk 



nndo, le gìrrano nel!* orrlca ec. fono' 
riprovaci , e debbono eifere gravemente 
puniti. 

rg, Lac. M^ert , tré&Art , ptrcnrrtrt , Gr. 

0Mir. Dani,t»f,M. Maperrratrardelben, 
ch'i' vi trovai. Dirò deiralcrecofe, eh* 
i*v* ho fcorte* Pfr.cMnuit,^ E tra gli 
altari « e tra le ftatue ìgnude Ogn* im- 
prefa crudel par^ che d trattil. Btec.in. 
tfi.^o. Avien già più particolarmente 
tra fé cominciato a trattar del modo . 
fmff.Yj. Di qucfto parleremo ptùdiflefa- 
nienrei quando tratteremo della contri- 
tione. r-»/. Utt, 5, Dì qucUo, che fi è 
trattato» e ftabiliro qui con Monfig. d' 
Avanzone fuo ambafciadore . hUìm, tu 
J9. Perchè fi tratta, che vi fofieunvez- 
so Dì perle» che febben pendei no in ne- 
ro, Eran sì groffe, che i\ fparfe voce , 
Che elle eran poco manco d'una no 
ce. 

fat/i per cenchiudef , t tirare ^fint p%Mlcbe 
Jirf «xi* , Mettgrji di me^^j . Mtcc. n«v. 8. 
4. Soleva e (fere il lormefliere, e confu- 
m^rfi la lor fatica in trattar paci ec. o 
tra:rar mairi monj, parentadi , e amidi. 
Cr.9..i0]..i.rcrtar tra ttaieaccordo dal- 
la Chicfa a'figrt^li del capitano di Me- 
lano . 

f. III. Trdttmre dlcnm Ubr^y tfcrittnré 
d' mlcHHd refe, vslt Effitre fittila tal ctfm 
rdrf9meHt0, t figgelt§dieff§ libre , • ferir. 
$urM. NiVMniMt, Quefto libro tratta d* 
alquanti floridi parlare, di belle corte- 
sie ec. Burch. r. ^^ Di i pura va n con ira 
nel digefto Dove tratta de' zoccoli fcon- 
fìtti . 

f. IV. Trsttart, ptr rftdK%^9ndrt , Tic- 
9éW9 , Lac. r9arr«tf«rff. Gt-Jeee^arfls^* 
JU^. ij8. Ne fi vergognano le membra ti 
capelli, c*i vifo ec. lafciar trattare alte 
mani parletiche, alla bocca l'dencata, e 
bavofa , e fetida ec. 

I. V. P^r sAgìtéTt . Lat. mruen , étgìt»- 
ri, Dmnt,Purg.2, Trattando 1* aere coli' 
eterne penne. 

VI. Tr^fdrt Mleiin9lf9ney «m^/r,*^!- 
li , VMÌt p9Ttd^/if9e9mm9rt'99lm9mtt^ •irì/- 
UndmeHt9t 9 ^mìli . Lat. Iten9^ vel mèle 
éueiptr9, Gr. tu^ixi^-*^i ^ K^xoftKnvfif , 
BMccé n9v. 50. 2r. Io vorrei innaazi andar 
cogli ftracci indofib» e fcalza, ed efier 
ben trattata da te nel letto , che aver 
tutte quelle cofet trattandomi » come 
tu mi tratti. S n9v, 69, 11. Trattiamo 
adanqne loro , e le lor cofe , come elfi 
BOI, e le noftre trattano. G.V- 12.78. i. 
F« aTafTediodi Firenze, errattocci co- 
me fuoi nemici « e ribelli. Pifr,fin.99. 
Sennuccio, i vo*, chefapptin qual ma- 
niera Tuctaro fono. Cavale, FruttAing» 
Tttò fugga gli onori » e le laudi 9 e la glo- 
ria vana, e affliggali > < trattifi, come 
peccatore . 

TRATTATA. V.^. SuJf.Trdttamen^ 
r«. Fr.iac,T,ijS.6, Sofprron ha in corei 
Che contra lo fuo onore Faccia male trac- 
tate ( qmtp€r MaccbtnaiJ9ni > 

TRATTATELLO . Dl^. di T^^utf . 
Lat* 9pnfcHlum.Gu TOi^/uei-aOf . Tnttt, 
ftet.mtrtn D'alcune faro pur menzione 
nel principio della feconda parte dique- 
fta trattatello. Btce, C^m, DdHt,9t Già 
delle predette cofe fciìiTl in fua laude un 
trattatello. Vareh. EretLiZx. Delle rime 
ci farebbe» che dire affai, ed io vedrò di 
ritrovare un tratticelo , che io ne feci 



gii a petizione del mio carilfimo, e ver- 
tnofiflltmo melPerBatifta Alamanni oggi 
Vefcovo di Macone. Atr^A. Or^. Fìr. 54. 
Fra queftì èun tratratellorut del mede- 
li mo Frontino comcatato da quello A- 
gennio • 

TRATTATO. ^Jt.D!fc9rf9C9mpiUi9, 
t meff9 in iperittwd. Lat. irsétaius, Gr. 
Tfiiiyu>3[9'9iv. . Pajp.pt9l. Fenfai di compor- 
re , e ordinare certo, e fpezial trattato 
della penitensia. C^^r.^^fMo^ar^. Aven- 
do noi letto tante volte rnHeme quel divi- 
-nìlfimo trattato di firaGrrorinio. 

§. I. Per Pruticd, Muechind%S9n9y Tràj. 
ma . Lar. mdebinati9 , technd . Gr.M^^' 
fiijua, tt^Cf.^^.Ktf. 79. i. Difcoperfono 
il detto trattato, e aperfono loro ledet- 
te lettere. £9.295.^. Volendolo ingan- 
nare ec. non fi cornpieo il trattato . B^cc. 
iirv.i5.ao. Il RePierodìRaona per trac- 
nto di meffer GiandiFrocida l'Ifoladi 
Cicilia ribello. £»«v. 17.41. Aveva cenu 
to trattato con Bafano Re di Cappadocia . 
£ »«v.98.ao. Dopo lungo trattato de' miei 
parenti , e di quei di Sofronia » efia e di- 
venuta mia fpolà. 

§. II. Traftdi9 dtpph , vale Trdndt9 
/ìmulato , fint9 , in^anntV9l9 . Framr, Sac- 
ch,n9v,2iytif. Lo conte loanni daBit- 
biano fa ai mirchefe che tiene Ferrara , 
uno grande inganno,ovvero trattato dop. 
pio* 

TRATTATO. ^dd.daTratfdre.Lzt. 
dffns^ Gr.Acf-ne9(<4p/3Mf . G.K io. ijr. 
4., II beneficio trattato per lo comune di 
Firenze d'avere la signoria di Lucca per 
invìdia cittadina rimale . £ cap.ic^. Man- 
darono l'Antipapa prrfo a Vignone ec. 
con certi ordini, e parti trattati per loro 
ambafciadori col Papa. Caf, Un, 7.- La 
commcfiione, che io gli ho dato di ri- 
ferire al Re CrifiianifiTmo molte cofe 
trattate, eflabilire. 

TRATTA TORE . Cbetraifm^Chepra-^ 
sica, Mex\an9, G.V, 9.295. |. Per cctti 
trattatori Fiorentini ec.non fi cornpieo 
il trattato. 

^ I. £ Trattdnrt , per MdechInsHrt . 
Lat. mmckìnator, r«m./»/.i9. Da melTer 
Gian di Procìda trattatore della ribellione 
dì Cicilia. 

f. II. Per Interpeìrg, Chi fpSefd, Lat. 
inìfrprts, Gr, ipMVfvf, M9r,S,'GrerJen. 
11 trattatore della santa Scrittura deeef- 
fere a guifa di fiume . 

TRATTAZIONE. Il trMitare,Dtcldm. 
^uiHtiLc, Ladonnaaccufa il marito di 
mala trattazione (eieè: d* effer maltrat. 
tate) B9rgb,Grii,Fir,ìo, Dubitando , non 
la minuta, e particolare tiattaaione re- 
chi troppo di noia a quelli, che più fan- 
no. 

TRATTEGGIAMENTO. H trattig 
Siare, 

TRATTEGGIARE . Far tratti fu 
/•gli» 9jimìli , Lat. Hneas duitre , Gr. 
yp%fAfAÌp aiytn . M, Franta rim. burl.2, 
14;. E la vernata qualche abbrividato 
Con elfi tratteggiando il foglio rachio- 
Ara. 

f. E tnforx^M di fujt.ptr Tratte , nel fi - 
gnijie.del S. IX. Tac, Dav, Pefi.^zZ, Ma- 
raviglia è bene, che queft' ufo ec abbia 
accetrato molte lettere da* maeftri di feri 
vere firanamente variate per ghiribizarafo 
tratteggiare. 

TRATTEGGIATO. sAdd^daTratteg^ 
giare . GaUSiJi,%6S» Avrebbe potuto cavar 
dal moto di quella un* intera ftorla di 
molte figure pecfettamer.tedinrornatce 



l 



TRA 

tratteggiate per mille, emìlleverfi, V«r. 
£b,ìHp,jr7* Un libro ec. d* aniaialì faris- 
zarri tratteggiati di' penna*, e condotti con 
grandilfima diligenza. 

TRATTENERE . Tenere d héidd . 
Lat. dttinere, merari, Gr. errrx"'!*'' 

TRATTENIMENTO.^// trstteneee , 

Lat. 9ccupati9, Gr- iBctrti/S^, Fr, Gierd, 
Preti. R, Sì occupano in trattenimenti: 
poco civili. Car.Utt.f.i*^» Bifogna dm- 
que, ch'io le dica, eh' io fon ncyligenie 
in quello genere di feri vere per tranen; 
mento . 

TRATTENITORE. Cée tranienti t 
partieelarmentefidiee di Perftms depmatm 
A fervìre un amhafeiadere , e altre ftrfimdg. 
gie dtfiinte. Lat. eemes 9^cì9rnm camfa, 
Gr. 3-rpa»-f(iT7X^f «x 0X2^3 #.». Dav^Seifm^ 
S7* Venne a Londra con no, cavalli fe- 
condo fua dignità , e con un cavaliere da- 
[rogli pergiiardia, efpfain vifla^ dittai 
tenitore . £70* Oltre a certi giovani rxa^ 
tenitori, e due pedagoghi. Médm,€*ì^ 
Lui mago pur tagliatole a fuo doflo le 
fpcd lice per fuo trattenirore . 

TRATTEVOLE. ,Md, Tratidàik ^ 
Piacevole,. L»t,trdHahilii . Gr. x^«X«^ri^* 
TefBr.6,2^. L'uomo, eh' è trattevoleal 
fuo compagno, come fi conviene , e noi 
conrrifta con fozza cera ,e non commiio- 
ve altrui a fozzi giuochi » C9ll.SS,Pml, Ut 
difiderio del mal guadagnare , i fallin- 
Himonr, ie forze, nonelfer trartevolM 
la rapina. 1 

TRATTO . TI tirmre , TlrMs , Lafc 
jaffus , Gr. fioki . Beec, Ii9v.a7.r9, Quak 
col giacchio ilpelcatote d'occupare acT 
fiume molti' pelei ad un tratto ec. cosi c^ 
i\oro con le fimbrie ampilfime ec.meln 
altre fciocchc femmine, ed Domini d'av* 
vilàipparvifotto s'ingegnano. BnmmFleK ' 
iHtr,i,^, oin un trattodidado Fet 
fopra un picciol uvolìno A pafcer 
pecore per volta. 

^ I.|rr«rrff della hiUiecis i éiciém% Ikt 
re il tratte alla biUmU^ evale: F^^tke 
la hilaneia pieghi da uns parte • SalvimJife, 
r. 180. Perchrdopoaver bilanciate da ona 
parte, e dall' altra le ragioni , non fift 
il tratto verfo quella parte, nella qoale 
pare » che preponderino f 

$• II. E figuratam»vale Dar téigiwni §à 
alcuna epera^iene , Far rìfetvir^ aUtm , 
ebe ftia incerte , e dukbiefi in far§ «ffO- 
na eefa . Lat. mevere , pPemevere • Gr. 
vpidyttf, Vit,Pitt,preem, E mentre a»* 
cor pendeva dnbbiofo eodiede M tiana 
alla bilancia ce. il patere di GioTaoiI 
Cappellano. 

$. in. Tratte àiewrda^ feria di tkmtw 
the fida «• rei , eei Ufcime feerrere feoMA 
punte di ri9egn9 vmlie^ eb§ é iegoH alU 
fune* Gatat.61' Non ti avverrà mai di di- 
re : ben venga mef&r AgolKno, t rale^ht 
ara nome Agnolo ec. che fono a chi d 
afcolta tratti di cotdt ( pi^'figuraiamy 
Bern.rim, 1 .aS . Non afpcctò giammai cra^ 
to di corda. 

$. IV. Tratte» per Difamt^-^ *SfmM* 
Lat. tra^ut . Gt. ètd^ìtfA% • iXanr, Pmf 
19^ Poco pih oltre fette alberi d" òro m- 
fa va nel parere i Mungo tratto . SfarM 
leronimo vi fccifle tango tratto De*te. 
coli degli Angeli creati. Anziché l'al- 
tro mondo fefft fitto. Gtdd,G. Qmllo 
fcampoletto del fole del dfe, che era in 
mezzo tra la Ilice, e le tenebre ,cenifi* 
mamente parevaalei,cheavefC teatro di 
due dì. k^^.Fur.ry. lao. ET lungo trart» 

_ 



TRA 



Tcoprivi I larghi campi , e le 
ftradc . 

TrMtff ptr MduitTM . L^r. m$- 
li . Gr. T0«t^ , i^9^ . Sslvim, 
c.u i«. Non voglio qui la fui ec- 
bclràec. lalegii^adriadcl porta* 
e la cofivenevolczxa t t decenza 

^fritto rammentarvi. E 2t. Da 
uà fondata umiltà oc veniva la 
;a ce. la piacevolezza del tratto i 

9 delle maniere. 
. Oiult Effgrepgrfmé il bel tratf , 

vn/f ^r ftrfmm di n§kiU ma. 

I. Trmttét Ptr^Att» ftimd^ìente^ 
* ^^*^ "U^ diretnm» sncht T.f9 . 
utìM^frsui, Gr. rotfMpyfot . Ktp- 
Fr, Gi§rd, Prtd. Avwdendofi 
:to » noo ne vollero far nulla 
r«icrA» ••tr.aij. Non fu neno il 
che Tol!e fii« Cecco degli Arda< 
>me furono netri gli tratti del 
li. ijf*'f.a4-9^.Qucftoèdi Mv 
ede'faot tratti . 

tu Tréitffptr M$tt§ j # Ditt$ 
Lat. diiferium, Gr. rnSifxfxv. 
^ II quale Um^st parlava a tratti. 
•.ao, E fuol in verfi ufarchi è 
Qpaff he tratto fottile . Btm, OrL 
41. Si fuole in Spigna un certo 
file ( Certo, che gli Spagnuoli 
bei tratti J Ch* un fervigio vai 
le s'abWa a fare, Che cento mi 
nac*fatti. Cmr,Utt,x, i«i. Giu< 
yeiogegnoremifon par& ambe- 
efio cpmpofizioni . e con alcuni 
loltoipintoiì. 

- TrMtf, ftr ^utl ftgtit , chi fi 
-igsudé, • fir'ifeiéindt . Lat. IM- 
■r. 9vpM6t. Vif.SS. P4//. Vedem- 
: It rena le veftìgie drl tratto d* 
igone sì grande , che (ccoado 
mofirava per lo Tuo tratto nel- 
t era bene come una grande 
«• volevano pur feguitar lodra 
topo le fc^ig-e del Tuo tratto . 
fiw. I. iatrtd. Va fol tratto di 
lepocacartaec. puote in un* ora 
mente arricchire . Gdl. Sìft^ i66. 
oro Innchiflimo della penna non 
Itro veftigio, che quei tratti fc- 
lolla ca tu. 

. TrMtf^jtr Fidté , Vtlts . Lat. 
'«•/ìm. Gt.d/jiOf/iii\xtapéi. Btce, 
•.IO. Io cofa, che far potefse in- 
a cjò , tempre del marito temendo, 
e lalÌEiava a far tratto ( eltè : •ni 

€h$ UfifteftmsvM rucufitu) Vii. 

Bèi, Non lafciava tratto a fare, 
re. •Ar.Fur, I. a. Dirò d'Otlan- 
,00 medefmo tratto , Cofa noo 

10 proU mai , oè io rima . E 4. 
tea cosi fcoprirlo al primo trat 
nza tener i cavalier più a bada • E 
Ma grao ventaia 1' aiutò a quel 

. BjMt.j, Quanto beo diffe il mu- 
Qocl tratto , Che tornando dal 
ebbe la fera Nuova , che il fuo 

1 Papa era fatto . Btm.OrLuiy»^^» 
ovooì ben contar com* andò il fat- 
iche tn por fiiggifti il primo trat- 
^X'Mfy^^, Ho nrto il debito Mio 
ttoi too da ildaooo, fé t'impic- 

[. ImttM^ trdttt, ptfit évvtrhìélm, 
frttmp§^ %Amticìféi$€m9nti t Prtce- 
vmtt j Primiersmentt , L« frìmm 
Lat. éuU9^ nmttTtmc9nfiiÌAm, Gr. 
^o. B§cejfv,i7A7, Queftecofe fi 
i peoCire innaozi t ratio » e fé ere* 



TRA 

davate dovervene , come di mal faf , pen- 
tere, non Àrie. «yfr. Fur, 21.74. Ma in- 
nanzi trattogli levò la Arada, Che noo 
potè fuggir verfo il caftcllo . v, INNAN- 
ZI TRATTO. 

§, XII. Di frlmt trétf , ^« Mvvtr^ 
himlm, vdlt Sul frincìph, Ds frimeifi9 t 
Subii étmtntt , Lat. frimum, prim* • Gr. 
«tJS^fk, aÓTin.99 trtX'^f < Cr§m» M^9r*U* 
jio. Pagò ceotoquaranta mila fiorini di 
primo tratto . 

I. XIII. Inuniréitf^ t^dwt irdftg, 
ptfii svverlriétlmm végliiM M !•» fid»^^ t 
Di fìtbiiÉ, Lat. fidiìm, t7/jV#. Gr. ^Vó^ 
«pT/xa. ilccc. »«v. 8o.a|. Troppi dana*» 
ri ad un tratto hai fpefi in dolcitudi- 
ne. i?rr».rini. r.54. Come ftlcofl, eh* a 
6ar la preda inrende. Che gira un pez- 
zo fofpcfo io fu r a!i , Poi di cielo io 
on tratto a terra fcende. 

f.XIV. Ddri i irsiii, ^Avtrt S tratti^ 
Tirare Urliti y t Rmili^ fidletm* dtlVEf- 
ftrt 4//* eprtm» della fus vite . Lat. «»>- 
msm Mgi t^énimétm •ffiArc,Qz, rtx^raf. 
Libr. Op, dlv. s^mdr, ijc. Venendo den- 
tro alla cella, dove g iacea Io santo ro- 
mito . trovollo , che avea i tratti della 
morte* Fìr.^/. ój. £* mi venne vedu- 
to ec. g'acerne a fuoi piedi tre rutti 
imbrodolati di fangue, che ancor dava- 
no i tratti. Léfc.msdr,^^, Dopo man- 
giare un diquefto mefchino ec* Innan- 
zi alla fua donna Cominciò a tremare, 
Ejgli occhi a ftraluoatjB , Come.fiinno 
color , che danno i tratti . DéLv.%Acc, 145 . 
Bramò, ch'ella (r^cc^irM/^; che nelle 
(uè mani dava i tratti, e bocchegg'ava, 
nelle mie bafifle, fpiralTe, e intratitto 
periiTe. Ls/cPìnt,,^^, Egli ègiàpref- 
(o 1 dare .2 tratti , e vi fi raccoman- 
da. 

$.XV. NtH nt ftUr tivsr iréiU , vAÌe 
S§» p»ter vìnetrtu ftjlé , Refiéirnt si difit . 
r«. St0r, flerk, Strad, Con quefti cri- 
ftìa ni noi non ne pofliamo levar trat 

i.XVl. VtnctrU del trstf, i U fief», 
tht ViuetrU dtlts mdmé . v, MANO f 
CLXXI. Zzt. Mnievertere . Gr.^Sdutf, 
irarch. Ere9l,9o, Quando alcuno aveva 
in animo, e poco meno che aperte le 
labbra per dover dire alcuna cofa , e 
un altro la dice prima di luì > cotale atto 
fi chiama furar le mofTc, overamenrc 
romper r novo in bocca ec. ealcuniufa- 
no non: tu m* hai furato le mofiè» e 
tn me V hai tolto di bocca , ma : ta 
mei* hai vinta del tratto . 

f.XVII. Piliiart iliréHf, vdìtPMé^ 
re il temfe* Ber»,Orl, 2»io,j, La chioCi 
a tutti qoefti tefih ha £itto Rinaldo 

Quando addofib andò a colui , Pareo- 
oli, che fufie atto da faggio Pigliare 
il tratto innanzi, e T avvantaggio. 

TRATTO. *^dd, dm TrsTre. Mer.S, 
Grer, 6, 6, V acqua della terra tratta 
dalla radice della vite dentro aell' ava 
diventa vino C/<*r : dt$rMHsy Déun, 
Purg,i9. B vidi le fiammelle andarra- 
vante, Lafciando dietro a fé Taei di- 
pinto , E di tratti pennelli avea fem- 
biance. «/f«rr. 8}. Achemenide tratto 
da* fati al figliuolo d*Anchife cercò com^ 
miato ( eiifiguidéie , etndeiie ) 

TRATTO TRATTO . ^vverh. Di 
punse in punte , Di memenie iu memeufe . 
Lat. idtutidem , lenge frequenter . Gr, 
eivèti , %sfA «v^is t ^ct/uunf, Beecnevji t. 
it. Parevagli tratto tratto» cheScanna- 
dio fidjvcife levai ritto» e quivi (un- 



TRA 97 



tilt luì. GmImì,i6, Male fanno ancora 
quelli, che tratto tratto fi pongono a 
tee irne i fogni loro . £ {i. Perocché 
Cf^rto tratto foiì rinculati a guifa di 
ronzino, che aombn . 

TRATTOSO. utdd.DiMtrMite.Ma^ 
nlirafw^ VéTch.fieu II. 4S9. Brt grazio 
[o , affabile , e cortefe molto , arguto 
nei Sveliate, trattofo nel rifpondeie, 
prudente nello fcrivere. 

TR ATTDRA . K w4. // tférre^ Il itr^ 
rt. Fr. lue, T. 4. io. t j. Caggiooti i den- 
ti fenz) trattura ( eieè» fim^d effere es- 
v*ri t efrsdicmti) 

TRAVAGLIA . K *Jt. Trsvé^lie. lAt. 
mtìt^tA , dfflicHe , éiuxietés . Gr. etfìetMev, 
'Ai.tff.i. Ercole fu uomo foitiniìmo ol- 
tre li litri nomini , e aveva uim fua mo- 
glie, la quale gli dava molti travaglia. 
Af« K S. 80. Tornando alle travaglie del 
Reame di Francia . />mi. /«/.?. Ahi giù* 
ft:a'adiDio, tane chiftipt Nuove tra- 
V3slie, e pene «quante Tviddi ? Uim, 
*ttr.péHt.MMÌMn, 86, E delia mia tra- 
v^gTìi Terraggio ef>o favere . 

TRAVAGLI AMENTO. Iltravéslid- 
^f p La t. meltfiìét mfflìBìe . Gr. oÈv Vt . Guld, 
0\ La pura , e Tempi ice verità della detto 
ilqrra variò in diverfi travagliamenti. 
Zibmtd. *^udr. tt^ Siccome Tanno è di- 
lli nto in quattro maniere ec. cosi i corpi 
noi) ri Ci mutano in quelli tra vagì iamen- 
tìde"^ tempi. Ceti, ^b. IféU.CMp. jx, A^ 
ptJ2 lì travagliamento , e cambiamento 
della tua nacnra . e le tue opere non 
naturali • 

TRAVAGLIANTE . Che irMvéglid* 
0^€ftfite, ^Affaticante, Ltt.Uberiefus.Gt, 
k ^usTtjpót . Sen, Pi/, Taoro è piìi mobi. 
le, etravagliante, q«anto egli è piii vi. 
gorofo • 

TRAVAGLIARE. Dértrs-^sglie,^. 
fi IV^^- Lat. meleftiÀ ufficerei divtxtre.Gt, 
K^xcvv * Dsnt, pnrg. ai. La fete naturai» 
che mii non fazia ec: Mi travagliava. 

f.L Per Ldver£re,Ster,Eur,6't^ì, Erg 
fina te|geprincipaliflima tra tutti gli 0. 
bicacoft, che ognuno fofle il ben venoto » 
e VI t re vagliaflfe quieta, e ptcìHcameate 
cidi eh' e* voleva. 

I . l L TravMgliéure , tmj^ific. tumtr, pdf, 
vdh Impdceid^ , Intrigdrfi^ Imirtmetterfi 
Ta vhtcch^d, lAt.felmmifceri,Gt. ifA* 
vXiKUÙetA, Q,V, 2. 18. I. Poco fi tri' 
vagliò ne* £itti d' Italia . Pé4[» ia5. So- 
no cerei cafi, de'^ual: eziandio i mol 
FD favi, e letterati dubitano, emalro- 
lenEJeii fé ne travagliano. Vkrek.Jter, 
iQ* r79* Efenzafapere bene fpeCfoqncL 
to, che fi trefchino, fi travagliano mol- 
to in tutte le bifogae de* fecolari • 

f. in. TrdVdgtidre, in fignìfie, ueuir» 
e neutr, pdf, vdle dncbe *ylfféticdrfi ^ 
Dét/i ddfdre, Lat. Uberare^ cendri ^ 
fiùdtrt , Gr. pSAm , «"va^Jf /» , 0p9»t/- 
ì^fiT.G, K I. 1. }. Mi travaglierò diri- 
uarre, e ritrovare di più antichi, e di- 
verfi libri , e croniche , e autori le ge- 
dt , e' fiitti de* Fiorentini . £ 4* 5 • >• Io* 
vanE> ij^fiàmentefi travagliavaoo i Fio- 
rentini di cooquifiarla. Eio. 8i. r.ISa» 
neii mandarono Ambafciadori a Fifa 
CiClruccio, e dimandargli, che non fi 
^ravjgliafle contro a loro. Ur^Noami 
podo travagliate , come folevo, però 
dovrefti avere qualchr riguardo alla mia 
irecchiezza . Petredn^^.u Tempo da tra- 
vasi lite è quanto è 'I giorno . 

i IV, Trdvéulidrfit per RtmefceUrfi ^ 
. ^tterdìfi, Pdlldd, MdT%j> i|. Non (x tra* 



98 



TRA 



Yigliaoo per mutamento d'attrai aria. 
DiMMt, Par, jj. Mataodom* io a me fi tta* 
vagliava. 

TRAVAGLIATAMENTE, ^vwr^. 
r»» truvAgì'f . Lar. Uk^rhfi , dmrittr. Gr. 

TRAVAGLIATISSIMO . ^V#rl. rfi 
TrMVé^ìUtt . Lat. «rimi fi •/^mi» . Gr. 
tt5ArMT«r9^ , «ifjA. Tr/f. Fi#r. 395; E' 
credibile^ cheec fulTelo rpiriraale tra- 
vasi iati (Ihoo , e Ci AcrTc talvolta fcnza 
paitoribnon tempo. 

TRAVAGLIATO. *^i^.'«Tr4*xf/;4. 
rr; i»if»i# ditrMvrg'i^^ Of,rrJf«dd travs- 

«•«tfi«^>J»V . TOMluif tt«/?^ . i>«nr. 7n/. 

i4. E s' IO divenni alloia travagliato , 
La gente gtofTa il p^nfì . P*tr* f<»v n-S. 
E i neri traticelli, ei big*, ei branchi 
Con 1 altre fchicre rravigliatc, e 'nfei- 
me Gridano : o lìgnor noitio , aita , aita . 
: G. y, 9* xpo* J. Trovandola gente di Mei- 
ferMarcofpirra, etravagliata, gH mì- 
icro in i fconfitt a (ri«c ; sjfatirAtd ) LmJc* 
rim. Come l'oro net fuoco travagliato, 
Così delle lor mani è Icmpre ufcito Sette 
Volte più netto , e più p;irg\to ( «•* :^i- 

TRAVAGLIATORE. Ch4trdVMglU 
i, Ptr BsfMtttllUrt, Lar. fr^/fifM r«r . 
Gf. 9yv:>im^ii? . S^n. P(/r. Quefti ìb fi fini 
ingannano l'uomo fcnas danno, lìvrco* 
me fanno i boflToIetti, e le pallottole» 
e gli aitti flrumenti de' travagliatori , 
e de*tragertatori . Fr.GitrJ. PreJ.S,Co 
me il di mille volte fanno corali rra- 
vagliatori, ecotilimagi. ^mm.nia.ì^. 
j.S* Il travagliatore, perocché non pro- 
mette! fé non d'ingannare. g|i unm'ni 
diligentemente mirano, efollicitifllma- 
mente oHervano . 

TRAVAGLIO. Ptrturkéiitm» ^MèU- 
fitti » Sélletiitid-ntf sAffmmf . Lat- !»#/#* 
ftUf sfjiitlìt^ émxìetMs. Gr. «Ver. N§v. 
Mmt, 99. 2, Ora avendone egli a poco a 
poco perduto lo bere , Io mangiare , e Io 
dormire, e (offerendo ranco di pena, e 
di travaglio, chee^li non afpertava, Ce 
non la morte, penaodi mandare una let- 
tera a madonna Iforta . 

»» slt •ftrsré. Lat. Uitr . Gr. rc>^. 
Mdìm.y,^, Orna- ferra gli ordinghi, eie 
ciabatre Chiunque lavora, e vive in (al 
xt^vaglio. 

$. IL Travagli» , dicane anebt S msnf 
fcélchi tf« Ordì^i^, ntl quali mtttt,no U 
hefiie [aftidi^ft , 9 intrattatìli per mtdi- 
cmrU , • ferrarl» . Ciriff. Calv. x,6-j. E* ti 
parrà forfè eHer n^\ travaglio De* buoi 
enttato , e *r. p^iìoìc condotto • //tr^.iS. 
i4j. Ch'io fo domar le beftie nel tra- 
vaglio. 

TRAVAGLIOSISSIMO. Snferl, di 
Tra-jagli9f$ . Salvin. d:ft, 1.80. La facilità 
del vizio giunge ad eM'er col tempo tin af- 
fare tra vag! idi ftimo . 

TRAVAGLIOSO- ^dJ.Cbebd^ •dÀ 
travrgH»^ TraxagHatore, L^t.é*umn»fus. 
Gr. *>x/«<. Butn, /.\>r. <. i. 5. Se'! tra 
vanjiofo mio perirrr:)Non fa fmaitarmi 
a ''udiL'ar men reno. E^,%.6. Che s* 
oft ■ travaglila Voi provata l'avete , 
Rig on è, che trarquilla , e dilettofa 
Voi !a godiate puce . Calvin, difc. 1.14^ 
S*:^ confiderò la paHwne del!* amore, 
quanrn ella è travasi iofa, quanto ter- 
ribile f 

TRA VA LENTE . K^.^dd. Mslt* t,*. 



TRA 

^4e.O Loìgi trtvalente , ecnnobile Im- 
pcrador de' Romani • 

TR A VALIC AMENTO. ntrmvéUkéi' 
re, M^.a. j5. In qnefto travalicameo- 
fo del tempo delle due amaate ci oc- 
corre raccontare altre cofe . £j.70. La 
donna timafe vedova di dne mariti ta* 
gitati a ghiado in piccolo travalicamento 
di tempo* 

f . Ptr métsf, v*U Trajtrtdimtmf, Inaf- 
firvam^a, Lzt.trMnffrgjft». Gr. ^m^4S*- 
«-/< . ^d4d, *^rh, cr. Ed imperci^ abioi in 
memoria qnefto tuo ttavalicamento, e 
peccato. C»m.Pmt^,ii, Non dunque del 
frutto, chenafce, èpoflo il nome, ma 
del travalicamento fcguit^to . 

TRAVALICARE . Vali, art tJtrf, Tra 
f afare . Lat. iranfmeart , tramjìttrt . Gt* 
/ixgrafiaifMf . Te»L Ml^. Correndo forte- 
mente in tal modo , ch'ella travalica 
monti, e colli. i?«rc.A*'v.i9.j.D*un ra* 
<;ionamento in alt:o travalicando • per- 
vennero a dire delle lor donne. Stn.Pijjt, 
Gflddii erano ulàtid: parlar per laboc 
ca degl'innocenti , non parlare per l'efitt- 
to, che per la fua dottrina pouoooalcn- 
nacofa travalicare. 

%. Ptr Trafgredirt , Lat. tranjfredl , Gr. 
^B^^M»9 . S.^,CJ>, Allora fu detto: 
fé travalicherete iTcomandamento, mo- 
rirete; ora dice: fericaferetela morte, 
il comanda -»ento travalicherete . 

TRAVALICATO, ^dd.da TréiVéli- 
e^rt , 

TRAVALICATORE. Cb* travéfien, 
Ckepafsa tìtrt . Fi/«r .7.366. Il cui figliuolo 
Nino era (lato primo travalicator de* pa- 
trimoniali termini » con mano armata 
fo^giogandofi l'Oriente* 

TRAVASAMENTO • // trétvafart 
hit. e lut riaih , transfufit, Gr. /urrà»/ 
tf-yuof. Li^.rftr.nM/tftf. Prendi cura, che 
nel d» del travafamento non tiri vento 
scirocco . 

T R AV ASARE . Farfafsart il ll^ffre , 

altra ctfa di vaf» in vaf$ , Lat.* '/a 
triart , Gt. fÀirstyyiì^fif, Cr, 4. 35. i, 
Convienfl il vino travafarea venti set 
tcntrionali , e non meridionali. Bn$m, 
f'irr.a.4. II. Lcmerciiì travaUn, ii tra- 
fportìno. 

(. Per mttsf, Dani, Par, ar. Qiiand'io 
fit' eh ietto , e tratto a quel cappello , 
Che pur di male in pcgg'o Ci rravafa 
Dav, Camb, ioa. E da lui , ritenùtoH 
itn terzo per provvifione, f^n travafati 
in E. 

TRAVASATO, ^dd, d^ Tràvafare, 
hu.^tlutriétus , tréuufufìis, Gr» ^ufrary- 
yt^ih, Saivìn,d'ife,t.2ìt, Come un li 
quote travafato perde di fuo fa pore, una 
piaata trapiantata in fttanio fuolo non fa 
prode, COSI i (entimenti fvclri, per così 
dire , dal buon terreno ecintrillifcono. 
Stgn,Mann,Dice*nb,ì\.u Fu di lui , come 
di un vino , nobilesi , generofo , gagliar- 
do, manontravafato. 

TRAVATA. Rifért falit c§n travi , 
Gniec/tor.ii. 606. Accodatoli con gatti , 
e travate al fofTo , e alla muraglia 
della fortezza» attendeva a far la mi- 
na , 

TRAUDIRE. ìngannar/i mtlt nd'irm , 
Vdirt una ccfa per un altra. Lat. tbau 
dlrt , Tafs.^miHt„T. a. Quivi abitan le 
maghe, die incantando Fan travedere, 
e traudir ciafcuro. Salvin, dì/t,2,ij^, 

1 piccoli moti frnabraao grandi ne! 
fonno , che £à traudire , e travedere 
maraviglio&mente. 



TRA 

TRAVE. Ltgm» frtff t f tmmgt^ ehtt 
édatia magli édiftj fir rtggert i faicki 
• I tttti * Lat. trukt , traStt . Lsbn té. 
Tanto t*è per lei prendergli , qatntc 
fé per nnt delle toc travi della camen 
gli prcndefli • Taf, Br, j. tf. Tncte V 
travi, e gli arcali del tuo difìcio , ù\ 
tagliato di Novembre, o almeno infim 
a* Natale in tal maniera • che n' cfo 
tutto V umidore, che è nelle vene de 
legno . Frane, Bétrb,zi%, la. l>t. quel 
che va sì grave. Che par, chesioitiw 
trave. Dani, Puri. io. Siccome oevetfi 
le vive travi Per lo doITo d* Italia i 
congela ( fui ftr Calbir^^ dicht fi es9> 
la iravt ) 

|. Dlce/l in friverb, OgnS brufcèU » 
altr» cbt ebt fia Pìcfìijfwf , fsrart uà 
frdwa : t vaia Stimar ptr grandi l§ e^ 
piccala, Crtn, M*rtll, Non ti dar» p*a 
cere né in detti, ne in fatti, e parrà 
che ogni cofa ti (ia una trave . Vsrti 
Let^ '98. Se è adirato , o altrtnenf 
di mal talento , piglia agevoImCDt 
ogni occafione, ed ogni brafcolo» cs 
me volgarmente fi dice . gli pace un 
trave. 

S» II. Dar la trave • Vétre^, Emi, c4 
Ufanlì ancora, in vece d'adulare, le 
iare, odarI^ia,e così dar Tal lodoli 
dar caccabaldola , moine, rofcllinet I 
quadra, fa trave. 

TRAVECCHIEZZA . F.^. Dterepké 
Vltima veccbìt\K,a . Jax, ftninm^ftmtBm 
Gr. >|39i?. Sen,Pif.26. Altro nomea 
conviene trovare alla mia età, eancon 
at corpo fi conviene altro vocabolo* < 
quefto fi è non folamente vecchiesia 
ma tra vecchiezza. £49. Dall' una pam 
ha fatto fanciullezza, dall'altra giova 
nezrji, dall'altra anttapalTo^da fioia 
nt7.Zì a vecchiezza » e dall' altra 11 
fatto ttavecchiezza. 

TRAVEDERE. Ingmarfi ntt vdir%t 
Vedere una etfa frr mr,* altra, Lat. €4Ìm» 
X^rt, allutinJiri' G'. 'C»^j5\/rMy . FSf, 
ntv, a. aoA. Oh come può efTere avvfr 
nato quefto ? io ho paura di non tra- 
vedere. raJl^^mlnt.1,2, Quivi abitan k 
maghe, cheincanrando Fan cravedeiCi 
e traudir eia fin no • 

TRAVEDUTO. ^dd,ds Trsvedtre. 

TRAVEGGOLE,«TaÀVVEGGOLE 
^vtr le travvegg»le , fi dice di Cbi in 
vedendo fistia n.ia c%fa ftr wa altra , » 
travide , ^Lab. 147. Tu menti per la 
gola , tu hai le traveggole . Frane» 
Sa<cb.n»v.i2o, Nella fine diUono, che 
1 banditore aveva avuto le traveggole. 
Lafe, Sibili, 5.11. Qjaado io gliene diflSt 
c.^.Ti mi uccellava , e diceva , che ie 
jve%a le travveggole. £ Spir,^}, Co* 
ftu! rofpetcofo gli pare aver veduto k 
meraviglie, come egli avefle le traveg- 
gole. 

I. Fétr venir te trdvefgele , vale Far 
trdvtdere . Ctcch, IncsntliA, Quello è oa 
incantcfirao, Che fa venite aglioccbik 
traveggole . 

TRAVERSA * Lfgne mefie m trMerfi 
ùer impedirti • per riparare , Lat. *fiu 
transverfus. G.K. la. 95.1. Abbarcato pa 
mare, e di fuori , con pali , e traveifi 
dì legname. 

$. 1. £ per fimllit, fi dice di ^ual- 
Hnqut altra cefa , che fi pengs a rra 
verfo . 

$. IT. TrMverJa , per le Sprx,:» , ek 
attraverfa . Lat. •bHfHÌtas,fpatium tranf 
verfnm. Gr. XcIiT»?, xKrytir^, Stte. 

' 5^ 



TRA 



TRA 



TRA 



TP 



idi • e eoa ttiitt travcrfa» qua ri- 
unì iure ia tredi ano appiè, clie 
, Ce non Te ftcfTo . 
rMverfk , Mr i/c§re$éa§U , Strs- 
tìfélt • OH mkbrtvU il csmmim$ , 
Lat»/#iiiif« trMHfif9r/s . Gr. *n 

rs^trfs , p9r Manrévtfeh . Lat. 

Tkni . -*/#»f , 7. 54. E man- 
iveifecon fendenti . 

T*^ elH *A trmvtrft, hu.trsnf 

I trmmfptrfnm . Ór. 'r^«>/•; . 

r. Perdei il crtn cammino, E 

eia verta D una felva divcr- 

ìtt , RéikhUfAmtHtt . Fr^ne, 
.119. Rirpondendo nuova men* 
rrtverfa fpeflTe volte a méìTer 

5RSA • %AvvtrfitM j ebt firn €•• 
r fn étti» trévtrfiM i m§d9 unti' 
fts adv^tfé, imftrtUHimm . Gr« 
Tttt, 0.y,ti, i|9. 6, Tante fit- 
raverfe, e ditfalte della noftra 
'. Utf, firn. ìt»f. xjf Ora non (b 
fiere del numero di coloro , 
»1fono più , nella vecdiies- 
traveria avvenirgli • che fé 
inezza a v veni (Te. 
iRSALE . ^dd, TrM/vnféle. 
t^rfélis. Gf, rXdyiOK. Tr. j. 7. 
ille fi rompano , e i folchi d 
o, cot:i diritti minori, come 
li folcbi m^g^'ori per le infè- 
i de* campi impreifi . BumTanc, 
gnor di quattro aolle Traverfat 
tefib < fui HtlfigHìfit, dtl S,IU di 
ìt. 

ERSALMENTE . s>l9Vfrk. ^ 
Lat. trsmfvÉrfim . Gr. rxvyi«f . 
. afa. Traver fai mente le moo- 
nro (jpazio, quanto è la met^ 
«roHczEa . £ Sifi. ^27. Nei 
e traverialmente fi diftendono 
li ce. DOD refta cagioae di fluf- 
offi. 
ERSAMEMTO . n ndvfrf^. 

9rfémemi§ , ptr DtvifiumtmU di 
LHr,Vìéfg. Di fopra al mara- 
fopra le (ctìie v'è certo tra- 
co • ovvero ordinamento ac- 
la bello t e finiflìmo marmo, 
a ftare lo 'mperadore a vede- 

ERSARE . fsffkrt m trmvtrft^ 
Csre, ljàUiréimfverf§€ed*r*, Gr. 
ii9f4ÌHf . Bte, iMv. 18. fi. Li- 
Io tra versò rìAi la. £Mv.99.-jr. 

I grave Taverc alquanto la via certo in alcuno amoreinti non fjiono 
I per «n poco men difagio a* mai tanto traverfi, quanto nei mio fo 
uM. furr, 5. Appiè del Càfenti* 'no Aati . 

trfa an acqua , ch'ha nome l' l h-\l\. Pi^ ^^fr* % • imewmftrttkU . Cm 
. . \vsle,M€d.fìir, lonaosiche glirtcevefro 

ERSARIA . SftK*'^i^fdéif' \ noarro^l&one, gli provavano con mol 
U<** Cr, IO* ltf* J* Anche fi pi- te ingiurie, e obbedienae Tr^vcrfe , e 

■ ffftl ) ne* fiumi , e in tutte fuor di raodoec. Fr, ime. T. j. iB. 1 1 . Fa- 
icqoecon rete, la quale alcuni 'dre, do* vuoi, ch'io vada? Fino ■ qnrt 
> ttaveriaria , che è compofta popol d'India sìtraverfo? 

, che le due fon grofl*e, e ra- ; f.IV.Tr^wtr/i, •/if#l»div«/# **■>»> 
ella del nesso fottile 3 e fitta, r«, etm* imf^rms mvv€fhiéd§ , ^mt» fwr 
Tun lato piombo, e nell* altro p^rtt, PerpMmc§, 0kHfMMmt9f4', r r#it- 
! fé fiancato lunga, abbia alcu- r« Ptr mn^« , DìMéHAUmtmié . Fttrtjtp, 
e fecche, acciocché ftia diritta €, Coai lifpofe, ed eccodatmir«rrcvFìe 
it . '' oa di morti tutta la campagna « D^intjftf. 

£RSATO*«^^.^'Tr«vcr/4rff. '|o. Con tutto che ella volgt uniici mì^ 
icdb.ii««.so. Le calscaonbafta glia, E pih d'un mcMadlttaveiibnoa 



fi portino ana d*«B colore , a T altra 
d*an altro, ma una calca fola dimezza- 
ta, e traiferfatadi tce« o quattro calori 
(ci9é: fétttékMUft) rr.9.|.i.tl H^lghot 
cavallo* che fia, è quello» il cai volto 
è ampio , e il £ui vedere è a lunga , e 
acuto, ed è ben ttavetfato ( ei** ; fr*/*- 
/• , ktmi •ftn§ , étmt mmit§ , MtietU- 

TRAVERSILA . Furts di vfji#t, cèf 

tréfoerfk U ftft dtlls »««»» S'fd,JÌ9f. A, 
70* Una delle fei navi da caclco, aila- 
lita da una traversia, diede in una^ec- 
ca. *>1r, Fmts 19. ji. Maeftro , e tra- 
versia pih non molefta , E téranno del 
mar libeccio refta . Jf*d, Diìtr^ 41, y^g 
gio rotti e remi , e fatte , E «' ittfa 
rian tuttavia Venti , e mate In travec- 
sia. 

TRAVERSIA . Di/kvvemtufM , Bi^rM^ 
U* . Lat. imfértnnittm , Gr. A»^3^i« / 
BtlliHcftu, 340. Farò il buono , ti diicfe 
to, il giudo, il netto, Per fatali ukit 
poi qualche t raveis/a . Càr, htt, 1.1^7. 
Ma ^r le travers/e .che coirono di 
aueftì tempi ec. gli e parfo impetrare 
dM N. Sig. ec. 

TRAVERSO. Smfi.TrMv§rfmmtmu , V 
Mtrévtrfip-e , Gutcc./ttr, r j. tfj}, La fiato 
ra ha fttto un foflato dirupato , che pi- 
glia tutto il traverfo d* un p^ano iafiao 
al monte • 

f. Trmvtrff , ftr C^lf ddtt a trMvtr- 
f§ , Msnr9v»f€Ì9 . Lat. iBtti ^ Gr.' 
TM>« . Bern, Ori. i. ao. |*. Sta che- 
to , e mena un traverfo, o feAdeate» 
E ciò, che trova, maada io fd reatie- 
ro. 

TRAVERSO, wtfid. OM/im , N,i^ di- 
Titt§ , Lat. irnmfver/us , •IfltfHMt , Qt. 
vKùiyi^ , Xef9< . Péllsd, Mmtt^, 1 u Gutr- 
dando« che*femi non ù (caiininDfotto 
volti traverfi . f j/«r. a. 40|. E fé 'I colpo 
fofie ^to ttaverfo , ficcome^ di ritto 1 
opinion fii di tutti « che tagliat-t gli 
avrebbe la tefta . Amo. fi>r, j. p 1^ 
Traverfo fcorridof • che ooa U dove Io 
guidi il cafo « 

§, I. TrMVtrf§ y ftr Trmvtrfàit il ìi^ . 
G. K. 10. 154. a. Ninna donni non pò* 
teflfe portare ec. onllo vefiimento inra^ 
gliato, ne dipioto» ec. né n^illo addo> 
garo, ne traverfo. 

^ i.lì.Per^V'werfi, Lat. Md^rfm* . Qu 
ifafTì'^ . B9t€, tttt. Pia. ittffl 279. N luno 
vecchio è ec. il quale per varie avirti- 
fila non abbia pianto molte volic . moke 
dolurofi , molte la motte defidcrata t 
nelle quali cofeeflfcndo indurato ■ ta^^^y 
avendo fatto, con molta meno fatica le 
cofe traverfe vegnenti licevc, e porta, 
che i giovani non far ieno. /ìiw.^* iTf* E 



ci ha . r/. a. 17. |. Se la terra è poc 
abbondevole pemmore, dfcnn rempcia- 
mento riceve, imperocché fi cava con 
foOati per traverfo. Méufiru^x^xA. plX 
detrattore fa quefto in due modi, alcuna 
volta per diritto, alcunavolta per obli- 
QUO, « fiet traveffo. Per diritto f^ que* 
fio in quattfo modi ec. ma per obli- 
quo , ovvero per traverfo fi fa in due 
modi. ^/«M. Gir. 17. 40. Ma il poflèo- 
te guerrier to^o «'ariefta, E'I riguar- 
da Cffucciofo da ttaverfo. Sem, Ori, t, 
<7> fo. Perchè Rinaldo il tagliò per aa 
varfo. Che i geometri chiamano a tra- 
verfo. Mmim,t.^, Dietro al Duca» che 
ognun 4;uarda a tra ve rio» Vanno caacao- 
do faria di Scappino. 

TRAVERSONE . ^w#r*...#^r*ofr/#, 
P§r tTMVirfi . Lat. •» trsHfvérfmm , Gr. 
Tkmy /aif . K§v. ai»#. 60. a. E cosi armato , 
come eUi età , Zo mifero traverioAe fopra 
d'ano ronzino. 

TRAVERTINO. TUmnim». l^t.téÈàit 
Tikwtimus, 

TRAVESTIRE . Ve/lirt mlemné digli si- 
trui faaai, ^rebè ntkJU eaM[eiut% ftfi 
ufmi»/SgmSfic.4itt.4mtutr.fMf.Làt. ^/ttm 
memtiri , irti «tarare . Gr. r|fp /J^f i« 
ci\mì^99tvtAùu . Fir.Trim. ^ a. Ma dove 
andremo noi a tcaveftÌKi , che no* noa 
fiamo veduti f 

§, 1. Tréivt/Utfi. dieUm» émàn édU *aMM. 
Cchermrf.Lzt^rfimMm mdiiére . Gr. V^/m 
yv$KC<iU»aij, iliiMi.Ffcr.1.4. t, E fi ria- 
veftooo Non pur di telerie , aca pur di 
quoia • Ma d'ogni lavorio» d*ogni ma- 
teria Si fanno Invoglia mafchere Àaca« 
ftiche. / 

I. II. 0»d4 i» frw9iry, t trmvtftm / eiM^ 
fc§m» éU ra««r dtlU métfckns ; cbt vMe^ 
eh* ^lU/ÌBt J! fcu§frgn§£li u$mimi frmd§^ 
ItiUi. 

TRAVESTITO. «>#dd. im TrétM/lirt^ 
Lat.w>f««i mnaitn*^ p^f^^mm imdtam , 
Gr. T«ir iò'i'm «X«{«f As/av^» . Atre, 
aav. at« té. TraveAico de' panai dì Pe* 
rondo ec. v*andò . Fk, Tri». 4. 7. Che 
traveftrto è quello iensa mafchera ) £ 
Mfprtffé * o traveftito» come avete to* 
nome ì Btrm, OrL a. 15. 50, Eia nel 
regao del Re Carlomaoo Vcanto afco- 
(amente, e traveftito A cercar qaelU» 
onde*l core ha fieriro. 

TRA VETTA . Dim. di Trmvé. Lat. 
trmkieuU, Gr. &«/t. S»r^i$r.srt^uérr. 
I. r$f Io ho vedatc di quefte (araci 
nefcbe, che voi dite , fatte nella Ma- 
gna di travette in forma d* una graticohi 
di fèrro» e qoefte noftie fono fatte di 
panconi tutte mafficce. 

TRAVIARE . CsvMr di vìa, ^//fa#«. 
•étrt , Lat. rwm^vtrt , « r«ff« frmmitt 
dtdtutr* . Gf* àrmyHP v^f ihp . G. 
V, 10. 7. 7. Incontanente da Gualca il 
traviarono per bofchi di lonfi bene 
trenta miglia . Dsmi. Furg. j. q^ 
forza , o qual ventura T^ traviò al 
fiior di Canspaldino ì Fttr. /•». a49« 
Ma *1 cieco amore » e la mia for- 
da mente Mi traviavan si , eh* andac 
per viva Forza mi coaven{a , dove 
morte era . Vsfeb, Uk* 491* Facendo 
una traslaaiooe da' viandanti , quando 
foflo Hati guidati fuori della flrada di- 
ritta^ , dice ec. Oh dolor • perchè mi 
mesi , per qoal cagione mi conduci » e 
mi rravii ? 

4. I. In /knSfit. Hiutr. Vàie Ufiir di 
vlm. Lat. sSirtéire. Gr. dr§wKnf9JhL» • 
Jawa.FJw»3.a. 9. o firodolenri In fairf 



"^i^ 



■iP"*^ 



^^4ava K 



loo T RA 

trafUrgli aflàlcatori Non ti ÙMntCm%Ar, 
Fm, «4. 2, Gli ècomc OM gran feWa «ove 
la via Convicoea focsa«chi vi va falli 
re» Chi giù «chi fa» chi qua, chi là tra 

l.'ll. fttmttrf. 9éd9 UA«> élfrtf^fif* , 
SMtsr dt féiU In fréfeét . Lat. d* eéUesrÌM 
» earhtunrìMm . Stm. Pì^. Io ho forvia- 
to , e traviato « e Tono entrato in una 
(avola . 

TRAVIATO. ^dd.dMTrsvUr»,Ux. 
dtvlut y tftéMS, Gr.tt^ST^. Pttr.fim,4, 
Si traviato è *l folle tniodcs/oAfesaitar 
coftci . Csf. Zi», a. Ch' a me per voi 
ditlcal fatto • e grave L* anima traviata 
opprime, « punge. Affrw.Or/. a. 9.49. Ma 
dal S'gnor di tutto '1 mondo Amore A 
vcva sì la cieca mente otftfa . Si travia- 
to il folle foo disio , Che non fi ricorda- 
va par d* Iddio . Bu§n. Fitr. 4. j. ^ Oi- 
pcr terre , or per oure Traviato , e fmar 

TRAVIATORE . Che frsvU . Bwn. 
Fhr.^. 4. a^. E gli richiami fpcITo Travia- 
tori incauti a miglior metro. 

TRAVICELLO. -D'W.^'Tr^a». Lat. 
tìgiilus , $^illttm . Gr. ìtKt'itew . B*cejfv. 
iS. ip. La quale f i^ivi^) dalla contrap- 
poAa parte fconfitta dal travicello . con 
lai inhcme fé n'andò quindi gialo. £ 
Mtr.77.<4. Prefii travicelli della (cala, 
la cornine i6.adr:K£ar, come ftar dovea . 
JI/0JÌ VA'* 4* Oh boia • an giorno il cani- 
pala addoppia» £d appicca coftoro a un 
travicello De* traditori della patria in 
coppia • 

TRAVILLAKO. K^.^dd.V.lUmi/ 
JSm§, lAt. dur^mus . Gr. 0'KM;«T«'n:«. 
Stm,PiJt* L*uomo dee meglio^ mare tra 
lorda, e tra villana morta, che tranetto 
fervftggio • 

TRAVINTO. V.^,KAdd.PìHchtvln- 
r«, Vimtét trivìHi», Lat.vi£F«/* Gr.vr 
C4orSf v/K«^fA. Gnid.G, I quali qaafi 
conac rivinti, abbidieDtialfaoarbitiio» 
non ardifcoDO di levare le b^tragl ierelche 
tcftc 

TRAVISARE. Tr£w/Srt* Jmm^fch*. 
rdn i € fi ufm in fignife, ^n, • nviiir. 
fétjf. Lat. ^trfimsm Aàjictrt , Urv» is 
duttt, Gì.Tptrmrff iriivttf. à[*v,snt, 
84. I- Incontanente ve n* ebbe tanti , 
che maraviglia fii i e ciò fii , perchè 
molti , che non erano bifognotì , fi 
traviUro « e andaronvì • £>#«. Fier, 4. 
I. 7^ Credon far lor ptara • e difc«c- 
ciadi , Sendofi in queOa guifii travifa 
ti* 

i, E in fgmific» stt, védt h^énnért , 
JiUfirMr* «»« f«A ptr nm sltrM^ Lar.i# 
ciperey fiéttémri . Gr. /$«»«t*» . iV«v, 
mut, 46. t. Con belli fembianti fece sì» 
che del parto la donna non lo potè tra' 
vi^re. . 

TRAVISATO • ^dd. </« Trmvifsrt 
Jl^.ij.41. Marfilio guarda queAicom 
pagnoni, Dille: voi liete cosi travifa 
ci » Bum. Fi9r. |. 5 * 4- Senza veder trc- 
fcar Cerere, e Bacco Nelle perfone di 
quei travifati. £4.4*>^ Chefparfipec 
la fiera travisiti Fanno di mali Ara 

TRAVISO . il fTMVìfétrt , MAfchtHt . 
Lat. ftr/iiM. Gr. wpcTétwof^ »;sHC»A*« . 
JfM». Fkr, 4. I. 7. Di qoel carcame 
ta difpoglia il -petto , E del brutto 
travi (o U vilo , e gli occhi Difgom- 
bra. 

TRAVOLGERE, eTRAVQLVERE. 
'Ml*r fiKMf^ » * f* ^^*''* ^*A ' Lat. 



TROE 



TRE 



immiHtrt, Or. icxT«f;./^/f . E/^, Pmì. 
S»fi, lA cofe amane pervcrtlfce» e ifior- 
na, e travolge. L^^. jor. Faronti s: gli 
occhi corpo ra li ne Ila tcila tra volti, che 
tu non vedcAileicfler^ecchia » egiàAo 
machevole, e noioìa a riguardare. Dsmt, 
ìm/.20. Mirabilmente apparve elTer tra 
volto Ciaf<UDd«l mento al princip'o del 
caffo. Eéfprtffé: Forfè perfora gii di 
parlasia Sitravolfecosì alcandel tutto. 
P#fr.y&s. 227. Mi tiene a freno, e mi tra- 
voi ve, egira . 

TRAVOLTARE . Trév^prt . Lat. 
Invtrttrt . Gr. Ktarx^zi^tn . Btt§m.Fitr^, 
4. 15* Immaginazion varie Delle menti 
occupate Le condizion travoltan degli 
afferri ( ^«//j^r^iwi». ) 

TRAVOLTO . ^^id. dm Tr^vf^irt . 
Lar. inverfus . Gr. K«ifT««/UA»if^ • 
DMt^pur^, l|. Dofme lo 'ngegno tao, 
fé non iAima Per lingnlar cagione ef- 
fereeccelfa Lei tanto» e sì travolta nel* 
«la cima. B»cc»n»v,i\,f, Per reficre co- 
si travolto, quando vifii menato, non 
Tavea conofciuto . Tr. 1. 5. a. La pianta, 
fecondo che dice Piatone» è limiglian- 
re alla figura d* un uomo travolto , cioèi 
che abbia il capo di fotto . Frétte. Séc- 
cb.Op. div, 5. CiiAo Al 'I più bello» e 
'l meglio proporzionato corpo » che 
mai tofle, enon cbbegli occhi travolti , 
né fpaventati . DeeUm, ^imtiU C, l colli 
vcdovidi lavoratoti, e neunezollc tra- 
volte col l'aratro. 

TRAVOLVERE . v. TRAVOLGE- 
RE. 

TRAVVSGGOLE. v. TRAVEGGO- 
LE. 

TRE. Mi»Mri»«m#fW<, tk* /^ìid ìm- 
midiéHétmenf mtdue^ pf*^* dijlintj§me d' 
dUmmifmtre. Lat. trfi. Gr. Tpm . g«cr. 
••«•itf.itf. Alla fine forfè dopo tre, o 
quattro anni appreAb la partirà fatta ec. 
pervenne in Lunigiana . D^nr. Pmr, a. 
Tre fpecchi prenderai , e due rimuovi 
Da te. Ptir, f§m, a4. Ciafcona delle tre 
far/a men bella. Céf.htt.zj, Dal quale 
fono Aato tenuto a bada , e Araziato 
preAoatntti i tribunali di qucAa città 
preAoatreanni. 

i,Trttd»ti^ • Trtc9féimti; vdflim§TM 
vite firn . G. V, la. 75. a* Francamente 
vcnnono contra il Re di Scozia , e fua 
oAe, cheerano trecoiantidiloro. ilcm^. 
fff, 1. 199. Io avea tre cotanti genti di 
lui cioè tre volte più gente di lui . 

TREAGIO . Vwee ufdim im ifeberK»^ e 
e»n$rdffjtm s IH»«fi«, fer dìmifirare «im 
«Miff i«r jkfif ^^« di fsnne , d«/ B9ee, mev, 
7J.ir. Io voglio, che tu fappi, ch'egli 
t di duagio infino in treagio , ed hacci 
di quegli itcl popolo noAro, che il ten- 
gono di quattra^io. 

TREBBIA • Strumemte da ^rehhUre . 
Lat. tribuU . Fr. Citrd. Fred, D, Le tribo- 
lazioni fono ttebbìe d' Iddio a trebbiar le 
genti ( 9«ii )ff»riir4fi». ) 

TREBBIANO. Sfe^kdirf hldnee fer 
h firn dwlee , ed urne he V IJvm , di eh' e' fi 
fm i ia fHdle è sUtreti deus Trelthimms, Lat. 
* vi»um treMmnum . Cr, 4. 4. 4. £^ un' 
altra maniera d'uva , la quale trebbiana 
è detta • ed è bianca col granello riron- 
do , piccolo, moiri grappoli avente ( f «« 
im fen/k d* mdd, ) Frane, Sdeeh. nev. 176, 
Nel principio del mondo fu deliberato, 
che Scoiaio beeA*e queAo bicchiere dì 
trebbiano . Beiline, fin. 149. Dirami : egli 
è buon greco» Imbonaloperre,che io 
vo' trebbiano » Che non ha tanto fumo. 



ed è fih fano. Ciriff.Cedyt.^Ai. fot 
vafelIÀ deiroppiofracaira» Che parevi 
trcbbiaB di «ao Giovanni • Jurcir. a* 
Non vcsmiglìo» o ttebbiano» Ma cn 
citnn par di marron leUi t E am 
ver(a sui ne' bicchier feffi. fWcr.Cai 
t OS. Per mantenere il rrebbitao » ed 
vin bianco d' ogni forte ec piglia t 
pezzo di carnefecca ec. Miim. I. 17. 
per.zoi delle forbe» ed il ttebbiano. 

TREBBIARE . Si dite frtFriMmun 
del BdtSere il grane , le bieub ^ e /he 
fnir ni* . Lat. tritursTe, Gr. aAs^i 
Ddnt, Cenv, i6{. Nel trebbiare il le 
mento» che l'arte fa fuo Arunaentoj 
caldo, eh' è naturale qualitade • Mm 
«•V. 71. 8. Cominciò a nettar femea 
di cavolini , che il marito avea pò 
innanzi trebbiati . Dm/. S, Gng» àC 
vendoeg!iundì tecata all' aia alqaaa 
biadS > eh 'egli avea fegata » per cccbfaii 
la . 

y L Per metef, Fr.Cieré. Prtd.O, 
tribolazioai fono trebbia di DioacM 
biat le genti , acciocché fi fcev ri la | 
glia dal grano, cioè il peccaso dall' a: 
ma. 

i. II. Vnfiéme snehe fer TrSHifg, Jj 
t etere t minmtéUim eeneidere ,Gi»TCÌ$t 
Ddv.Celì.t^j, Trebbia i (crmcoti» e 
fciavegli . 

TREBBIATO, s^dd. dn TreHiéin. L 
tritnrmtut. Gt.àXttàjUtf^.,CrjS,M^t 
fuo' femi ( delU eifUa > trebb:ati dai 



no un anno folamente , ma fofpeli 1 
gufci fi con fervano per tie anni faa 
lefione . 

TREBBIATURA . // frfMjfrf . Li 
friiurn . Gr. àkóva-tt . Bergk.'Or^, ft 
I7J. Da queAa voce tripadio , che hi 

Sorta percuotere in terra , voleva e 
ui , che i noAri cava d'ero trcbbiafe, 
trebbiatura per battere i grani, ekU 
de , quando fi fa propriamente eoa a 
valli, e altre bcAie. 

|. Per mttef. Fr. Gierd. Fred, D. A a 
fioro fa bifogaodipocarrebbiamravCÉ 
fi mondano con poca tribolazione . 

TREBBIO. Conte, e rr»ricr*f«, de9 
fanne enfe tre jttnde . Lat. frivittai . Gì 
T^«i^. Paet.Oref. Cosi vecchi hana 
oggiiAando ad agio in fii i trebbj,CQ 
me nelle caAcIla, e nc«li c»Ai annicii 
vano gli uomini allotu. F*r. wy. 1I4 
Noi arrivammo a un certo trebbio» da 
ve ella tirando il mio capeAto, iiccii 
ogni cofa per voltarmi alla man de 
Ara. 

f. Trehyie, male anche Traitenimmii 
Jfafinlle, Sfeffei fefra del fmmlj^fie.% 
il Bergh. Orig. Fir. 171. 171. Ltt. eUeié' 
mensum, Gr. BlKyr^Hv, Bern,rimui7' 
Eran ben da propor da chi a' inieadi 
Di compagnie, e di treblv*. Ceeeh.S^ 
S. 2. Se la fortuna ha volato oggi i^ 
trebbio Del fatto mio , e le rotte h 
trappole Sono fcoccate a an tratto f0 
gìognermi • 

TREBELLIAMA » • TREBELUA 
NICA. Termine legale. La fmartafdttf 
ebe fW eredeèfermefediriteneifimeltifi 
tuire fideeemmig nniverfali . Crem l'*' 
a|. O pure dove valeflc f t/ iefiam^ 
dovea avere la mete , cioè il terpa f 
la legittima , e il quatto per la ticW 
Iranica . 4S IJ4. Ifoo ditraendo I 
trebelltanica a* poveti . £ ^ff^ 
Ne toccò da fiotini 150. a Boccacot 
r avanzo per la le^tioia » e pif I 
tfcbcllianica . Gelf. Sfert. j. a. -Vw 



BOI 



TRE 



TRE 



TRE loi 



poi ingarbugliando eoo 
j, ch'eli' abbia ad aver la 



ladai pò 
i nota) . 

, eia trebelliana . 
MUm. Véureb, Erc»L 77. Quando 
he alcuno abbia troppo largheg- 
aiole, e detto a (fai più di quel- 
i, folexno dire.* bilogna sbat 
tararne ec*c tilvoltt fi dice fire 
lianica ec il vetbo generale è 

JTO. K.^. Trihut»^ Lar. tri- 
>r. ^oV9^ . Sem. P:fi, 96. y non 
ilono trebutò contro a mio vo- 
:iofliaco(àchètunelecore> per 
loici dogliamo, e dubitiamo» 
>utodi vita. Di qucflo trcbuto 
'. fpetanza giammai d'efier fran- 
erò. 

^A. MivtBd«ili»U , ebt Vinài f 
finsti , itfumi , trkt , e fimìU . 
tr efculiHtékvtndtnt, Gr. K«''9 
,»nf, 7$. <. Vi poiTo dare per 
a la trecca mia dallato, frénc, 
»• 17. Paflando una forefe, o 
Boa panierdi ciriege incapo; 
aniere cadde . G. F. 11. 91. 4, 
a delle trecche, e trecconi fio- 
d* oro • Biìltmc. fin. ago. He 
redenza ìnfrt le trecche . V^r- 
yr. Far loro peravveniuraco- 

cnon comportevole 1* avere 
r ce. con quella ftelTa lingat. 
tale avellano i trecconi , e i 
>li .^ C. I trecconi , e i pizzica- 
ircela non favellavano Greca* 
• Favellavano, e le trecche an 
chàuna rivendugliola alla pro- 
la conobbe , Teofrnfto non ef- 
•Te. 

^AKE . Far Vèrte del tncam . 
•et *f. Véli UgMnnsre, Lar. ic- 
ititi imf§mtre, Gr. f |x»«Ta » , 
P. N, Cnift, B maggioimentt 

prode filtro , Chi me* fa di bn- 
cccando, e gabbando ad ogni 

:HEia'A . ^rn dil trtcfnt > U 

urétém.fer Jn£émm§ . Lat- ijnf»- 
/letrary . Liv, M. Coaunda- 
omofcnopra voftre ttecchcrfe . 
La dignità de* tribuni è fagro- 
nefto non è altro, che barat- 
eccherU • 

p Cii^iurst F«^i«»#. Liv, M. 
per loro treccherAC aflalifcono 
tribuni. 

:HIEK0 . Udd, ^ffértemtmii 
dtrteeemi , 

utéf, véU§ Jngdmndtin . Lat. 
•SffdlUx, Gt* ÙTotriiKÓs , ^a- 
«uwr.P.^. Liinardé del GumUc 
crirtonon mente» Da&mml- 
:ra Si fu Merlin derifo. 
*IA. Si die» M Tmtti ^uelf cV 
f iufUme^ mMffe\.ìéilmeme «* 
/••»4. Iat.rMi4, eéLfiUéomii^ 
^fiil* Pitr,emm^6,t. Né d'or 
>ioadt treccia attorfe . £ C4«^. 
rcccc d*or, che devrlen fare 
invidia molta ir pieno ec. Mi 
. O, K. IO. 10. ]. Si rendè alle 
le un lorofpiacevolc» e difo» 
loiento di trecce ^roiTedi fc- 
e bianct, le quali portavano 
li trecce di capelli 



ù poneva: Tef.Br, r. jo. Sappiate, eh* 
elle ( li ^méxfmi ) portano trecce die- 
tro molto grandi. O.s.io. i}. E-poifi 
mettono in refia > ovvero trtcàtLC ifiehi 
ficchi ) ed anche filafciano al sole due, 
o tre dì. fslUd. Febbr, 04. Si fanno le 
fìcpi ec. mettendo il femc delle fpine 
in trecce, o funi di paglia. *>4Ìdm.Gir. 
II. 5. Una donzella , eh* iri piange 
in vano Difeinta , in treccia , e nu- 
da ambe le piante ( ciii : fcMfigUs. 
r« ) 

§. Fi%wstMm, ttid, Ditir, ij. Manna 
dal eie! fnllc tue trecce piova , Vigna 
gentil, che queft'ambrofia infondi. 

TRECCIERA. Orméminf ferU tra- 
ci, Lìbr,^mer,6f. L' amanza può rice- 
vere liei ttmente difc rimina le, trccciera 1 
ghirlanda d oro , o d'argento , affibbiata 
le, o cinture. (7. r. io.is4-2* Chenia- 
na donna non potefle porrate ninna co- 
rona ec.nè rete , né tieccieradi nulla fpe- 
zie < cai il T, DsvMHt,. > 

TRECCOLA . Trecce . yrfi- . Lin. a. j. 
Cerco per le tieccole. Indi innanzi al 
caftello , e a* pizzicagnoli Vo dimandtn 
do, s*banno quaglie, tortore. 

TRECCONE. RiviHdugU^U di frutti^ 
legumi f erbe, t fimilì, Làt, efculentirum 
prepiU. G,V, 11.91.. 4. La gabella del- 
le trecche, e trecconi fiorini 450. d'oro. 
GilLSp§rt,^,z, Io voglio a ogni modo 
vedere 1 fé e* mi vuol preftare dieci du- 
cati 9 per aprire anch' io un poco di 
treccone in mercato vecchio. £ 4. 4. E 
queflo sì è , che e* non vi è , fé non 
trecconi, e rivenduglioli. Varek.Erat. 
a9i. Par loro pera vven tura cofa ilrann, 
e non comportevole l'avere a favellare 
ec. con quella (lefTa lingua, con la qua- 
le favellano i. trecconi , cipizziag'oii. 
C. I trecconi, e i pizzicagnoli in Gre- 
cia non favellavano Grecamente/ V.Fa- 
vellavano, eie trecche ancora, poiché 
una rivendugliola alla pronunzia fola 
conobbe , Teofrafto non effe re Ateniefe • 
i/«/w«|. S8. Co*pefcatQri al Mula ora 
s'accoda DomoKo trcceoa de* ghiozzi , 
e delle laiche. 

TRECENTESIMO • IfMit numirsU 
trdìMeaivi di tnamf . Lat. trettmttfimus • 
Gr. T^«xe^/«ro< • Biccvit.Détmt, aaa. In 
cotal maniera oltrtal trecentefimoanno 
fi credr che dimoraffe . 

TRECENTO . N»m» nmmerMU . Tn 
vite cente , Lat. trecenti, Gr. rcAtaiè'' 
cttt, N»v,ént,9,i0 Unborghefc di Bari 
andò in romeaggio, e lafció trecento bi- 
(anti a un fuo amico con qoefie condizio- 
ni • e patti . Serd,/ler, é. Z19, Di quei tre- 
cento fcelgono novanta i miglioti . 

TREDECIMO. V.^,^dd,Tredictfi- 

» . Gr..S'.Gif.7r.Lo tf edecimo grado a ve- 
re il timore di Dio. 

TREDICESIMO. sAdd,N$m4 mumeré 
li ,€hiJSgmificM il tetKifefTA ildecitmt, Lat. 
tiftiusdicimns , Gr. T^^-atuJ'/KfltTVt . 

TREDICI . Semi numirslc ^ evédcTre 
fifrét ii dieci, Lar. tredecìm , Gr. ^k«- 
Tpfìf. FrnmcSsctb. mex'.ì^z. Da ivi ben 
a tredici mefi, effeadofi la cola qnafi di- 
menticata, ch'ella ricominciò* 

TREFOGLIO. tr. TRIFOGLIO. 

TREFOLO. ff/«icrr«rl« , del fuslef re- 
fi M pÌM deppi /t ciPtpéM U fiine . VegiK^ 
Rombola è quella , che è fatta di lino a 



j Siccnev, . 

fala per le trecce, la ù gittò trerrefoli 
Uh. aotf. Ravvoltifi i capelli TREGENDA. Nemciit^ntsti ddper. 
opc* efii non fo che viluppo '/•ar/rm^/'Vi pfr dìneteirt mUuhm fnvtlifn 
. quale eflà chiamava trecce ^ri^^i/' , the véids di mite éatirnectmlmtmi 



éccifi, Lat. léfvM , Gr. /MpiM\4tLWt,Féf, 
j47« E qnal dice , che vede morti , e ta- 
vella con loro, e che va di notte in tre- 
genda con le ftre^he . £ 148. Coti fi triio- 
va , che i demonj prendendo la fimilita- 
dine d'uomini, e di femmine, che fono 
vivi, e di cavagli, e di fomicii, vanno 
di notte inifchiera per certe contrade, 
dove veduti dalle genti, credono, che 
fieno quelle pei fone, lacuifimilitodine 
moftravanoi e quefta in alcun paefe n 
chiama tregenda . £ ^ppreffe .- Ben fi truo- 
vano alcune perfone, e fpezialmentc feoB* 
mine , che dicono dì lor medefime • eh* 
elle vanno di notte in brigata conquefta 
cotale tregenda . /«r^^.f « Benché ilanoc- 
te fentit la tregenda. A&rj.i8.ii7.E Apol- 
1 in debb' effere il 6rnetico , E Trivigan- 
te forfè la tregenda . £ Bec. 10. Che noi 
fcontrammo tanti Inmicini , Che mai ve* 
defli più nuova faccenda j Ognun brucò , 
eh* eir era la tregenda. 

TREGG Ef A . C infitti di v«nV guìfi ^ 
Lat. hilUfin , iilutbtn , PUmt, Gr. t;s>V' 
/Utero • Cren, MirelU aSa. Piglia un garo- 
fano, o nnpoco di cinnamomo, o uà- 
cucchiaio di cregg^i, o quattro derrate 
di zafferano. Bureb.i.ix. Sicché fitto- 
van poche Perfone, che ec. Conofcan la 
treggéadalln gtignuola. ^•«••Fiffr.f.a.tf» 
Animalin da rape , e da treggia . A#««^ 
fia, I . Perocché la treggia or u fin ghioa^ 

*®* . . . 

i, I. In pr§Virk,Gittdrln inggcaM per^ 

ci , ifimili , Vdle Dnrt il bm$ne sebi im» /•■ 

ftimn^tmn Uanifie, htt.pr§fictr§mnr', 

g^tritMS nnte Perees , Fir' Lue, 4 . j . EgJ i é » 

come dare la treggia a* polli • 

TREGGIA, ^rmcfi , ii ^Udlt fi firék* 
fiicé dn Imoi^ fiati per ufi di trnimdre , 
Lar. trdba » veU . Gr. iKK^^-ff • Mii,. 
M.Pii, Fanno ordin&i tregge fenza tuo* 
tCt cÌMle ruote non vi potrebbono an* 
dare, peroech é elle fi ficcherebbon tutti 
nel fango. Frnne,SMCcb*Mm,^^, Conia* 
ni , e chi gli regge, Son fu tregge rav- 
volti . ila/M.8. IO. Perciò colei ebbe la vo- 
glia ftrana Della grandezza ddraverla 
treggia C f«i fgurntnm. e in ^chrnje pw 
CnrretMn ) 

TREGGIATORE . Che piidnU tr€p> 
gld . B—n,Fler,j,K, 5. Treggiator varchi » 
e ri varchila , Difadnggi % impingui, e fac- 

M\i' .... 

TREGUA, i TRIEGUA. Srfptnfiuf 

i'éttme , Cinvenijimt trn dub pnrti mimi^ 
cbc di mn tfenderfi reeipncMmintt . Lat» 
imdncis . Gr* «9«f>cflti • O. V, 7. 14A» |. 
Venivano in Acri fotto fieurrà della 
triegua • Cnnicbett^ d* *Amnr, 89. Pn^ 
mifono di dare Marfilia per quel mo- 
do, che piacelTe a Ccfare , e feeioaa 
triegua . 

S.V Per fimiltt.vnli Ripefi, Intermifi 
fiemi di trmvMglì§t ifimUi, D*nt,irf,7, 
Lefuf pcrmntazion non hanno tiieguCf 
pitr' r4«(. j.a. Non ho mai triegua di 
fofpir col sole. 

f II. lnpriverb,TrMpncc^ ctriegusgums 
« eb» In liivs , • rilitvn i i vnie chi w4 chi 
mi teecn vicine ntldpdci , eils vn mnli^fi^ 
fi perchè nén hn tempe di ri vdterfi . M,V,u 
6x, Tra la pace » e la triegua guai a chi U 
lieva . 

TREMANTE . Che tremn . Lat. fra- 

ins, Qx,'Tpifii»i, £«cr. »nr. tftf. 9. Tro- 
vò per ventura queAa camera aperu , 
e tutto tremante diflc • Dnnt, /»/. s- 
La bocca mi baciò tutto tremante. 
Pt$r, C40V 19. s* Certo 11 fin de miei 



piaftti 



102 TRÉ 



TRE 



TRE 



pianti ce. Vico da' begli occhi al fin dolce 
tremanri . T^ff, Gn, 7. i. Né pia governa 
il fren la man tremante • ' \ 

TREMARE . Pffrismtntt !§ Senttir/ì, ' 
#7 DiitAtttrfi dtlU mimkrM, eMgi§ndfdé^ 
f^vtrcbU fTtdd9 , • im pgurM , J^x. trtmt- 
ft^ trtmì farti trtmtrg c§ncnii, Gr. TpN. 
f*t49 . B»ee. «•«. I a. 7. Tremando , e bat- j 
tendo i denti comtnctòa riguardate, fé 
dattorno alcuno ricetto fi vedelTe . £ 
U9y, 79. 41. Il maeftro , ficcome que- 
i;1i, che tatto tcemava di paura , nna 
l'ipeva , ch« fàrfi. E num, 45. Ne difle 
il meflfo noftro, che toì tremavate co- 
me verga. Entv^yo.to. Chehtirupiìi, 
che gU altri , che qui fono, che triemi 
flando nel fuoco f Umnt, Inf, i. Aiutami ; 
da lei, famol'o faggio, Ch' ella mi h\ 
tremar le vene, ci polfi. Petr.emut^.xo,' 
I. Talché mi fece, or qiand'cg'i arde 
il cielo , Tutto tteaur d' an amorolo 
g:eio. Libr^Mafc. Quando qacfti et vjlli 
f«i:no , tremano tutto il corpo, chan< 
no pania della loroperfona, cioè della 
loro ombra ( chi : trtmsnt etn tuff 9 H 
*«rf# > Ovxii, Plji. 40. 0;{nuno dice , 
chcp rraura della forza della donna tua 
I elicmi , e cadile j' piedi , quand* ella ti 
minaccia. Afa/m. 4.^8. Tremano giufto 
come g:u Qco al vento . 

J. I. Per s^vcT frAH frfttr4. 'L^X»tXfM- 
Vifctrt, timere, Gr. /««"X^TTEdau , kv- 
Tflt^w^m . C0fn. Inf. 12, Non è da p^reg- 
g;arelatirair.ia d'AIelT^ndro Giudeo al 
dilìdtriO) e all'opere d*A!cfl'«ndro Ma- 
cedonico ec. de! quale fue tanca pau ra nel 
Levante, che quelli del Ponente ne tre- 
marono . Pttr,cAn\.^,^, Fatremat Ba* 
bilonia , e ftac pciiufa . £ cam^ i r. }. L' 
antiche noura, cli'^.cor reme, edama, 
E trema il mondo, q.iandotì rimembra 
Del tempo andato. 

f II. Ptrfimdif, -¥^4 SfUfferfi, x^ltdr/S 
éi^UMtt . Lat. concuti . G r . ^4*t«# Axi. 
Dant. tnf. |. Finito quelto , L buia cam- 
pagna Ticmo sì forte , che dello l'pjven- 
to La mente di fudore ancor mi bi^na • 
£4. Nooavea pianto, ma che di folpiri. 
Che l'aura eterna £icéran tremare . £ «p- 
^rr//#: Per altra v/a mi mena il savio Du- 
ca Fuor della queta nell'aura» che tre- 
ma. IXtt€m,2, f. Che par, che ttiemì 
tutta ìafjrefta. 

TREMEBONDO. V,L.s^H.Tr,mMit. 
ft , TrtmtlMBte , Trtmétcf» . Lat. tremt- 
kunéHSytremtns ,Gt. rpojufaìtfi, Fr,Gi9rd. 
Prtd.R, Stanno tremebondi nel tiiriore 
del nimica, che s'avvicina. Fr,f4c,T,i, 
la. 1^. II liceo tremebondo Me vire in 
gran laniijra. 

TREMENDO. xAid.Che spfrtm trf- 
*»»r# , Terribile , Lat. tremeuJus . Gr. ^C* 
nrri' . Déiv,OraK.,Ccf, l.\y.. A* quali età 
trcme-.do per lo Tuo molto conolcerc, 
e molto am^r la gicfliaia. Stgm^Umn. 
Mari, i.x. Se al hnfi muove apui^irci, 
non e p.t i.::ipeto , è per ragione pur 
troppo ion.nu, clie n'ha, e però giu- 
dea tu, ij \2:a t:emendo. 

TREMENTINA. Liqi*crevif.9f9^ rm. 
gUfi t tiniu>fi> ^ cr'jiAr»^ t r-.xf?ar9t,re ^ che 
» nuturstn, ente , r per incij-ene cfce dm: tert' 
kin:§ , da' larice , dai fin» ^ e ddlV mhete , 
hit.terii^htthina . Gt»Ti?M'^'*^1 . Litrr. 
>'"«if- Vi e nna rag'or.e Ji treiTienti-.c, 
che le verdonoin ilcaobiodibalumo. 
perocché vi mettono dentro un poco di 
balfamo . Fr, lac. T. G.aminai non li 
(p'cca , Mi lempremai si appicca» S e- 
come trement.r.a. Cr.y.^^.t, Pren4a(i 



1^ 



fien Greco, trementina, fquilla. Teme 
di linot eie radici del maivavifchio in 
egual mifara. 

TREMI LI A . N»m€ mumerdle, ebt «g. 
gì fi dice più eemunementt TREMILA . 
Lar. tridwiUis • Bpcc.mev, 80.19. AfpCtto- 
BC di Ponente tanta C mrrr«r4»v4)che 
varrà .oltre a tremilia ( fierìni ) Din. 
Ctmp. 1. 15. Meflcr Ugo Tornaquinci po- 
deAà di umili condannazioni ne tra0e 
fiocini tremila. 

TREMITO, « TRIEMITO . // fr*. 
mère f PdUUd.'Lakt* fremer. Gr,Tp9'/u^, 
Bece. nev. la. io. Senti il pianto , e l 
tremito, che Rinaldo faceva. Pa^.i^o, 
E *1 freddo grande, il quafe dimofìra 
va con continuo tiemito, 1* at'fl.ggca . 
Frétne. Saicf/,n9v,*2^. Feciooo alquanto 
luogo a Go fo , che avea quali il trie- 
m-to dcl'a morte . Tue. Dsv, étn. 6» 
114. A' Padii ne venne t.iemito. Mm'.m, 
ìi,z. Ch' io già mi fcnto , mentre ne 
hvell?, Il tremito venir della quarta- 
na. 

TREMOLANTE. Ch* trtm9ld . Lar. 
fremens^ tremulus , Gr. rsi/ueèì'Ki, M, V, 
j. J7* A'ooftri orecchi perrennt uno 
tonitruo grandiflìmo, iLtiot tremolan- 
te , il quale tenne fofpéfi gli orecchi 
iungamente . w4r. Fur. 8. 71. Qual d' 
acqua chiara il tremolante lume Dal 
so) percofTa , o da* notturni rai . Matm, 
2, 30. Cusi nuove canzoni ognor can- 
tando Con una voce tremolante in qui- 
lio ec. 

TREMOLARE, e TREMOLARE , 
Si due dei Mueverfiebeccbtjfi a'um m»t9 
fimilt mi tremare defli Ani,aé\i, Lat.rrr. 
mere , undare , fiuliujre . Gr. t;//u«t. 
lX»Ht, Purg. I. Di lontano Conobbi il 
tremolar della marin<i. E u. Bianco ve> 
ftita , e rella {àccia quale Par tremo- 
lando mattutina lìeila . £ Pmt. a. Così 
rimafo te nello 'iitel!etco Voglio infor- 
mar di luce sì vivace. Che ti tremole- 
rà nel fuo appetto . But. ivi* Lo tre- 
mulare delia luce neir afpctto di Dan- 
te non è altro, che l'accendere l'amo- 
re in verfo la verità, che è luce d' io 
tellctto. Giii'd. G,Sì potente il percof- 
ii fopra il capo nell'elmo, che Ettore 
per neceifìtade tremolando , appena li 
ritenne fermo nella fella. Taf.^mmint. 
j. f. Che come fuole tremolare il latte 
Ne giunchi , sì parean morbide , e bian- 
che. (''^rcÀ.L^c 554* I pianeti più vici- 
ni alla terra , fcbbene lìarameggiano , 
non pero Icintillano , cioè non fanno 
quel tremolare , che i Latin chiaouno 
minere . 

Ti^EMOLO, «TREMULO, ^dd. 
TremaUnte . L^t, tremulus. Gr» rpéjut- 
rèi. Fir.w^/.jo5. Or coir uno, or coli* 
altro 1 quote quali tutto mi Aroplc* 
ciò » mi con molta più diligenza il 
tremulo nato, e le pendute labbra vol- 
le, che pattejpi fuflero di quelli odo- 
ri . Red, SoH, Come , o donna gentil , 
fembta odorato Dei voftro feooil tre- 
mulo candore. 

TREMOLOSO . .>tìd. Cht tremeU . 
K^-ri^h. 59. Non meno la nobile aqui 
la teme le trctnolofe cicale . Cr. 6. 22. 
15. Il cavolo conforta: net vi « onde va- 
le a' pa»-a.;.;ci , e a'tremolofì • 

TREMORE . Tremite . Lat. fremer , 
Gr. rpéu-'^ . F,l^e, 1. i^. La qua.' sì 
tollo come^ io ebbi veduta , il cuore in- 
cominciò sì forte a tremare, che quatì 
quel trcmo.c mi lifpondevj p-r li me- 



nomi polli fmifu ratamente, rr.5. r? 
Anche confbna il cuore , e riaraoTi 
fuo rrcmore . 

9. Per Sefpeffet Timrre ^ Pmters , L 
pMver, fremer, Gr. ^à/jtfi^^ rpé/ut'^ 
Mer.S.Greg, Per li dubbi, che fono 
lui , fempie fta in tremore di qoe 
dubitare. C. r.9. 219. 2* La C'trà fu 
arn:e, e in gran tremore. P^jf. p. C 
grande paura, e tremore afpettand« 
eHìer giudicato, voffe l'occhio , evicl< 
madre fua , ch* era morta più tempo 
nanzi . 

T REMOROSO, ^dd. Piene di frm 
re , Tremante , Paurefe , Lat. frem« 
Gr. rufàetf, Buf. /*»/. i. Tal dtveaa 
ec. così tremoroib , vedendo la fic 
Ts'c, l>dv,snn.ì6. 228. Attendeva» 
moror> ino.*trandon, la fentenza • 

TREMOTO. v.TREMUOTO. 

TREMULA. Specie d'slberf.ehe 
fce prr l» piH lunra (e rive de* fiumi ^ 4 
te Anche *,4Uerella , le fegUe del judle 
ne fempretremeUnti, Lar*f0p«^i frn 
ISy pepului Ljhied, Cr, 2. 8. i. Tagl 
i predetti atbori , vi ctefcono fopi 
lor ceppi arbori, che il chiamano 1 
mule, e arbori , che Ci chiamano m 
ci . 

TREMULARE. v. TREMO! 
RE . 

TREMULO. V. TREMOLO- 

TREMUOTO, « TREMOTO . S 
timtutu delim ferra , Lat. terrametm 
Gr. yìi <r«^;e«c? . G, V. 6. jo. i, AWI 
ne in Borgogna ec. che per divrtfi r 
maoti certe montrgne fi dipartiroDi 
£ 9. 29S. I. Venne in Firenze uagra 
difllmo ncmnoto, e durò poco. O^ 
Inf, 12. O pertiemuoto, opeifoftcgi 
manco. 

9. Ùéw le meffe m'fremuett . Lat./« 
mum pts exereere . Gr. ttffS^^fef . Ve 
eh, Ercel, 88. Dar le mofTc a* trema 
ti lì dice di coloro , fenza la i>arolJ 
e ordine de quali non ù comincii 
metter mano, non che fpedire codi 
cuna > il ci:e fi dice anche dar 1* ori 
a' topi, ed eficr colui , che debbe d 
fuoco alla girandola • Buen, Fier.iatf 
I. Che, come dir li fuole , Date alt 
e bado le mode a'tremooti. Mslm, 
41. Quando le mofCt dar fece a'trcB 
ti. 

TRENO. Traine. 

$. Per Seguito , Equipaggio , Jfed, ri 
Gì parmi , che del cuoi la tocca aflagl 
G-a muover fento de' deliri il treno ( < 
figurar am. ) 

TRENTA . Neme numerate , che coni 
ne tre decine , Lat. trigmta . Gr. T^rta 
TTA. £«cc.fi«i;.?o.i5. Aveva avuto quel 
che valeva ben trenta fìorin d'oro. Fra 
Barh. 2^7.9. Etite e di ttent'ao.ii, Ed 
verdi Itioi panni , 

TRENTAMILA. Nome mumerale , 
centiene trenta migliaia . Mo'g, xS. 
Trentamila menò quelMariotro, O: 
al Soldan fa quedo molto caro • £ 
7^' Che n'uccifon quel dì ben trea 
mila. 

J. In ferK^ di fufi, per te fiefo , che 7 
genda. hu.turka maxima , vis maxi» 
Gf r»>To\\w . Merg. 5 . 44, Difle Rie 
do: non temer Dodone, Scfuilibei) 
morte, o 'I trentamila , Lafcial veaii 
me quello ghiottone • 

TRENTAVECCHIA . K»me vm 
dette per far paura «* hamlnni , rt 
Liliorfa , Orco , • fimìti . Lat. isrva , i 



TRE 

tf0.7f0tKf*v. f^m. Njrrd i>uRÌacde 
Ifife fir r^ura con trcnMvecchie . 
fé4'^' "^^f \>tfanU Cmittiìì d[ rifa, 
Tcicbé li (rcncavecchia parve ciuIU • 
fen.ri*.i.io].Convien di io a\ ^di- 
[IvBptp A dir eh' ukifTì à\ man dc'fà- 

à.ÈtUiMt.M^jAì, ViUticT di melo 
nit Bit confai^ FU» , Ffc' f)!* ^^ <rcn- 
tetuhìe di fcaieota < ei*t : gtl/péur^c- 

*> . . 

XREKTESIMO. AViw* nui?f«rj/tf ordì- 

itfi^li Ì4irfi''i - I^c- ^tigtfìfHus , Gr. 

^Utifi^r.0t8|,i, tlmnicfimoginr- 
Egi^jftfi polli < àfl f^fi^ì:* } n;irco- 
EillQdìr r <^oè e fcono dd i' iiovo.DtfMr« 
l^.ji^. 1a queAa trenfcfìmo uU 
I óiw i:»^rtatQ dcllj terza parte pf nci- 

pik trieirnMntc è da fag^onaic 
^ £ TTmtrfijB§ ^ f dtct ^nth* dì Ri- 

nndtjtM^i" di £eÌiÌtr0\itnM di mijft , « 

/i/rij fff i mtrii * V, T R I G E S I 

T?IPJDANTE * K t- ri* tftr^dA , 

,|l«, De' rrnÈÌ appai la trepidante 

JH.tif, w^/". i«5. Il fon no i n Cerro r- 

jfefintinfmaE] l'ofpiri. e it rrcpidan^ 

fcbbroli lamofiiavaao io ogni 



TRE 

ne a kuQ*erJI l'iffara» Io chiama tre- 
Ica . 

$. I. Figurstém^ per C^mpurnis » Cèti- 
K'trfs^Jon* di piamtr* , • dì fchtrtjt , Lat. 
catus. Gr. trvywTi'x , Par. cMp. 9. Poi 
vidi Cleopatra, e ciafcun' arfa D'inde* 
fino focft» idi io qBiella rrcfca2,e o- 
bra del fuo duo re aliai più fcatfa F/*. 
Gi»r^. i>r*i. p, Laudibilifljoìa fofa e V 
aftenerfì da queftc jclihe Vdnh.fiér, 
8.198. Che V ole n ce j faceva ftravizj, e 
ù trovava , httì^U v^chio a taftcru- 
glì rt fiuochf e ^Cthe con giovani . 
CiT'ff. Cslv, ^,((4 Con \i\ omerti e fuo 
chi. e balli in cresca F« tutta a città 
fono iti galloria. Mint.Ott iJE.io, Men 
tre che lun colT t ero decapitila E" 
anche Daniforcc cpusto ti trek^ Con 
circa trenta della ui famiglia Con tar- 
ghe, e lance armjti il mmt ca ( f mì 
dttf per ir0niét L^r Mtd Stt/t, j, j f , 
Piace molto acufìut lama! ag{a. E ru 
trovariì in goiz;vIg^ia e 'n trcfca . 
M*lm. 10, ìB, Appu [O era (eguna 'n 



TRI 103 I 



fcon de' diavoli Ve, chi pei «ffa ha ben 
gaglrardi i banchi. 

TRESPOLO . ^rmjt di in pìtdi , «ut 
dell' u» i^i^ duf ttMir altre , f»prd 'l 
^uale /i ptfAnt hmtr.f^ , 1,3 1. trApejjtpht- 
rui, Gr. ritvTr^tSÌ?^. Srm.riwwuioi, 
Come dir la (ìad n Un arcolaio , un 
rrefpolo, un paniere , Un predellino , 
utf^afco • un lucerniere . Belline, ftn, 
251. I trelpoli imparavano a ballare • 
Burch.i,so. Ragionar" ho al Fcullana 
Come IO ho a no , avendo ben da ce- 
na , Se la tavola, o '1 Erefpal it dime, 
na. Morg,27.29.^„ E Tufpin gli Icvòdi 
fotro il rccfpolo. Mdlm. 8. 18. Più fiìi 
da banda un uyolln fì vede Che fa i 
trefpf)!! fa la rima n:.nna. 

$. Fij^nrstam, V^rcb, Jl%r, 17. 47 r. Gli 
ufciti ec. conobbero , non fenza loi 
danno, e veig^jgna, quanto è debole» 
e da dovere lofto manc^Jf quella po- 
tenza, la <^ualc in fu hri trefpoh fi 
regge, chcm fu' fuor propri* fi 4. Non 
beo contento dello fiato» egiudicando- 



TimDARE. V.L, ^ver péurà.Tt' 
f|*w, ttm%tmT€ . Lai* tn'pldmre * pavere, 
li: , Gr» TOÌ^tf . MtrJ.Creg, 
.1 Ultra volontariamciìtc fi mette 
ihitra dc'nimicì armali i e alca- 
t»elri, quijd trepidando 1 fi ivafion 
.Fkr,UMt. D. Moisè t tìrg^tfidoìo 
laiDiernar lo popolo fuo, trepi- 
it itmerie. 
.TREPIDAZIONE. r.L. // irepUare. 

f*i*- La piuia e una tTepidazionc d 
mre Ai ptt lente o di futuro p<;fìco- 
ì,CnkfJtr. 14.^7^^ Forfè nel!* trepi- 
i^e dtllacirtà rperafld<» avere qual- 
^ occafione di cnt rvj deMfo 
T&CPIDO . y- L . ^dd. Timer tf* , Lat. 
fid»!. Gr r%-r;?jti®" c*^alc, Med, 
». Lo diavolo • fitfrmeit*?fi^<'l^> ddio, 
iccifu di far Toomo infermare» per 
ih ^-^f-rs re Impaziente, e pufiUani- 
), e trepido. 

TREPPELLO . K^. Drapptlb. frane 
^.«f.7* Ed e maniera m la Fa rt- 
ranza. o r^eppeni ùrven i^^iper 
iìit.) £119.4» Guardar in rm , in 
l'ere, ed :n treppeìli. Ed aìli oneft;, 
itUi Armeggiacori , a gioftracor con 
elH. 

TREPPIEDE, «TREPPIE^ Strnmem 
triéi»X9tmre dt ferre cen tre pitdi , per 

per U fm di ewirna . Law tripts . Gr. 
H^T JJ»rr.i|frv,9<.7. AVCVl fopH li 
iUlfioTftra ani padella* e fofCoquel 
iccio medeiìmo un filccEio di (egne, 
iella mano on rrcppì^Je . f ««•. 8. 
ib la padella fnpia U trcppe, edeir 
meObvi , comincio ad arpettare , 
s !e giovani «li gittaiTer del pefce . 
rrb. i.aa. E Gerapigra, e un txeppiè 
ic:iain . 

TRESCA Sfttttdi halhMKtkff, Lat. 
^é.um , Gr. >i4-*« - D^**f' '"/• H' 
sia ripoii» mai era la tiefca Delle 
fere miri < f^ì per JSmiUt, ) ij"'. 

: Trcfca ti chiama un ballo lalte- 
C'o , dove (ia grande , e veloce mo- 
aereo» e a denotare lo veloce movi 
;nto delle mani di ^aellc milieie ani 



fu fefttno Come intcìvicne in (refcbe j lo In trefpoll. 
di tal loire. Che due d quel chelan » TRIACA . Medicsmemn ctmtre a vt- 
no dazfrb:ni, 3'exan per donne disfi -ì li t^i. hit.th^rUia. Gs.S^^^^^Km.PalUd, 
***? * °^^^^ 'jr '- ; ' f rWr.^o. In ìito^a di qu.tVi mettere b 

I.II. Per^ffare imbrigliate , Intride .[triaca, e rilegare dìlgcnremeuTc H ma- 
Fir. L«ir. r.a. Noi abbiamo cominciato .gliuolo. Cuitt, hit, ji, Galreno pone, 

una bella trefca in verifà. Car, Utt.i, ' ' 

46. Quando procurava per V efecuzio- 
ne , iì buon fantino mi fece non fo che 
trcfca q Miller ara 

I. JI i'i^ BagattttU , BaKK*c»U, § 
^rneft di jp^cff />rj4^f Lat. trica , Gr. 
Gr (ftXtfvfj'oc M^m. j« io. Ciafcuno 



Jia il Tuo tarde! di quelle rrefche» Che 
pigliarci ha potuto più manclchc 

TRESCARE. Far ta trtf£^ , BaìUrt 
la tttfc* ^ Lat ifìpudié*e ^ ^htriat a^en , 

Gr. frt^x^P^"*7 B^y^ti^ttt ^ 

I. I. PtT Ballai* ftmptkemtnte « Gr. 
■S-pij^Kfu;/» , Dm*ii. fwf- 10, L: pre- 
cedeva al benedetto vafu Trcfcindo al^ 
zato TurnH 5aJmilìa ^«v, éint 93, 4. 
L'altro era dì nie^uni llaruia e ave- 
va armi pm utili, che di grande appa- 
renza, e non capitava, ne trescava , ne 
brandiva lue armi . Frane, jaerh^ rim. 
69, E i gran ìadcon fir^j^on dt non ve- 
dere. Ma tiefcan per la cotte a più po- 
tere. 

$.11. E Trefeare , per Maneggiare . 
Mor, S, Grfj, Leggjimo nei che tre- J 



che dal ptìncipio fuo fue co^iimaro a 
pafccrd di vencno ce. e fcnf po' :i:a 
ca feriali ilari veneno. K#/f./ff/. Medi- 
ne compoft alla flxettuta d'alena fo- 
co mirridatOi triaca ec. 

Per Mtdicha , • Rimedia fempìi' 
t^menU Cr. \4, 14. Avvegnaché a co- 
lui the ha fl fio fpeflo faccia otilt- 
rade la preJctia acqua rorbidi 1 t tutte 

gravi acque, e pcfant: 1 perchè net 
ventre ft citengono, ncto{Ìc» difcendo- 
no «ma fue triache fono le.cofeun. 
tuqfe e dolcf E num, 17. Di quelle 
cofei cK< rimuovano te malizie di di- 
te fé acque , fono le cipolle » perocché 
fonoljccomc la lortrfaca^ FhrS.frén*. 
164. Le buone opere fono triaca medi- 
cinale ( yni fifu?4f4m, ) 

>. U, EjJ'rr toriata d' ateunt » vale Ef~ 
fer fu9 avverfarit t§n fatj^f ft^perlPrì ^ §v- 
^erw ^v*rr il geai* fitpiri&rr ad strun* , 
Birn. QrL r. jS, t. Fii combattere infic^ ; 
me dui Criftianl , Che la triaca fon di 
Pafjnia. 

TR ANGOLARE . ^dd. Di tre 



Ica no leroboa ^ e ipiit^ndo la paglia 1^*/: Lat. tri^neulat-is , Gr. T^>fi>r©s» 
^1- r .1 . fir,dial,lfilLdi^rt.;iS' Voglio h o ■'ì uè fti 



ec, Ft.ìat. T,^^i*iQ, Che i calzar $' 
han otnangiati Con che il lotoavean 
Kfcaro 
K li, Ttr Iffhftt^art . hzt» ludere, /h- 



dipi ro che dallo angolo egli il tiri 
una Enea retta d'ugtisle hingheuadet- 
le Jiec ^ rangola ci . Varch.giuecPittar, 



fitare. Gr. ToiCfiif . Petr, fen. 105 . Per , Njfce cìafcu pìcamide da lira 



le camere tue faticialli, e vecchi Van- 
no trescando. 

$. IW » P^r Trafficare <, Operare , Varth» 
fter. 10.279. E ienza fapcre bene fptrl^ 
fo quello, che e' fi tj-ekhino, ù trava- 
gliano molto in tutte le bifogne dc'fcco- 
lati . 

TRESCHERELLA. Ditm. di Ttefca. 
Malrrt.to.ti. Il Re dell' Inferrai diavo- 
lerìa Con quelle tceichcrelle a tem'in 



ìttitr, 

bafa 



triangolate. Ricett.Fier.,ii, i\ cippero 
ec. è un giunco triango-are ec. alto un 
un braccio , o più • 

TR ANGOLO Fi^ur^^ di tre angeli. 
Lat. tiiifi^h/ii* Gr. T^/>4»»sir. Pttr,eàp, 
o. Et Piloro Jj Greca iliorfa padre Vi- 
di > edipirito il n obi I geometria Di trian- 
goli, rondi , e fojnte ^3uadre • Dant, 
Par.ii. q fc de mezEo cerchio far fi 
punte TrJa go si ch'un ictro non a 



via ( f*« meljìgnijic, del |. ult, di Trr- ■ FcfTe . £ 17. Veggo n ìe terrene menti 
fta) Koa capere in rriangolo da' otiufì • 

TRESCONE. SptxiedihalU. Lat.rrì.J f •»./»/: io. Neceflarìo e, che ogni co- 



pti Jpfi'n . Gr. X^P^^ » $%}^rTM^f ' Fr. 
CitTd. Fred R. Con J'allegifa , che fi 
e o fu m a ne*l t cftan i e arn e v a l efc h i ,Af#/»i , 
4. Qiiand' nfra dame * e cavalieri 
1 erranti, Ch'»l trefcone in palazzo era* 
' no intenti ec. Jdenx,. fot, tf. La nel tLe- 



fa* che fi vede, fi veggia per triango 
lo. E Par,\j. 1 mortali vegg'ono.non 
capire due ottufì In un riar.;olo , In- 
tendi non mutando la forma de* trian- 
golo 1 e mettendovi dea uo tutto lofpa* 
Aio del ttiai^olo- 

TR I A-~ 



I04 



TRI 



\ TftlAiaO. r. L, Lat. tridrhu. S^. 

' Fi§ruut^nirr,^é6, I cavilli de* Ronuai 
ertilo medefimameotc foli» vero è > che 
t criarl alloffiavino vicini alla cavalle- 
i{a. S j. C5. A triart, i qaali erano il 
ceno ordine delle legioni Romane • non 
erano aflegnati più > die (bicentoaomt- 

TBJBALDARE • v. TRABALDA- 
RE. 

TRIBBIARE. Trekhisrt . Lat. trHu- 
Tétrt. Gr. «xe«f. i/r•t./'^to. Ahi del 
ibpetbo Adanio Qaeftaè ia melTe» che 
qaaMiìi C\ tribbia • 

f. L'^fiMm* éut€k9f€r TrltsTB . Mslm. 
7.70. Che tane le ftoviglie fpeflu » e tnb^ 

TRIBBIATO. ^id.déLTTMìMn 
TRIBO. Um dtilt fsr$i. mtlU fmsU 
sufkéumtmit fi di-PtdrvMt^ /# na^Jni , • U 
t»tà ftr dijihgmtrt hfekidftty t U f^ 
mìglk. Lat* tfihn» . Gr« ^x« . G. T. 
t.f.i. Convenne di niciffità, che*tribi» 
e le fchiatte de* viventi» che allora era- 
no, fi dipartiflono . B s- a9«'» I ^a*l> 
fi dice« che fiirono ftratrì di óuellttri- 
Ù d* Ifrael . Dsmt, Pmft, jt. Se dimo- 
ftnndo del pih alto tribo Negli atti . 
r alttt tre fi fero avanti . Bia, ivi : Cioè 
dlpaoftrandofi dì pih alu ichìartji . Ètr^ 
gh, Orìg. Fir, 077. Or (ègncndo ali* al- 
tre confiderasioai. che ci fono • refta a 
K ria re della tribù t anzi par del tri> 
. come qaefta voce prono nzia va* 
no i noftri padri » e maeftti dplla Un- 
gna. 

TRIBOLARE, ^ffitggtri^rrétvégttétrti 
9 fnféLìm figmiJU. éttt, nwutr, § tuutr, féf, 
lAt, trmeiMM^ divfMdn^ ««far*. Gr. nm- 
Kfl^f . G. K. t, aa. i. Federigo Impe 
ladore tribolando t e pctfegoendo rat- 
te le tene , e città , e signori ^ che fi 
teneaao alla ftdeltà , e obbidienta di 
sanca Chiefa, sì entrò nella contendi 
Romagna . $•€*• m$v. rj» ttf. Madonna » 
qnefio è fol qael peccato , che ora vi 
tribola • E mv. 90. ^. Cornar Gemma- 
ta » noa ti tribolar di me , eh* io fto be- 
ne. If«v.4##. loo. u. Kollo mi porceb- 

- be torba re » dove ella mi ttibola • e con- 
I qnide . ^A* SML i. a. Tb dove vai / 

- ?. A ttibolare , a trovate on notaio in 
Icafa. 

f • CU éliti friktim , /« m» p^s * • Jimit!} 

'tfrrffr« frMVSflìtt t n^is «»réc«r«/tif, dW 
' im^uìets . 9efti»f.rimyesf. Che chi tribola 
altrai > Te noa ripofa. Ore, CtlU j. 80. 
Chi altri tribola, fé ncm pofa; to non 
; confideri pncora le aemicizie , che ne 
cavano . 

TRIBOLATISSIMO . Sit^trU di Tritt 
Utt . Lat. mifirrimms , sffiSiffmmt , Gr. 
«^xiti-m-rac. CéKr,lm.ui^9' Di che lo- 
ao fiato fiop fk ora cribolauffimo per eoo- 
co voftro . 

TRIBOLATO . ^dd, ds TrìUUn . 
ILat. Mf/rr, MffiiBns. Gr.«5xi^. Barr^ 
•JB#r« 4S. voi mi , fkeozi^te , che io 
per gli rniei penfieri mi ritomi, e Aca 
I mi nella cirta tribolata. £ nfv.So. 17. E 
'detto qoefio , forre nioflraodofi tribo- 
' lata 9 non reftava di piagnere . li. V. 
^ 5«. Gli afiaoaati, e tribolaci chcadi- 
ai diPavfa ec. cercarono d'arrenderfi a 
patti • C€€€h. Sfir, j, j. E voi poco di- 
Krero, eamocevoleOclleperfone tribo- 
late. 

TRIBOLATORE. Cht 9HhU . Lat. 
Vifuu^Tf Gr* ìLamiìifyn» CM. «4^ //W. 



TRI 

• eéf, 40. Qneflfe fono (U temténi^mi ) dell' 
*aniaia ec.rintoppo d'aominiempf; ca- 



dere nelle mani de* tribolatori i movi- 
mento continno dicoore ec. Sigm-Cri/t, 
im/h.t.9A^ Non in quanto all' affido, 
eh* è di noftro tribolatore , o tormenta- 
tore 

TRIBOLAZIONE , «TRIBOLAZIO- 
NE . *A£^i%}9ne^ TrdVéifli$ , Ii»UftÌ4 . Lat, 
0ffiAi§^ smxietMS^ m§Ti/Héi . Gr. 0tv/« • 
M9r.S,Grtg. Di gravofa lancia di difpefa- 
aione è percolia la mente , qaandofi ve- 
de afflirta dalle tribulasioni dell* ira d* 
Iddio. CM9éUc.Frmtt.lim^, Come antica 
mente foleanofiir li Giudei in cafo di 
tribolazione , e di penitenza . Bacr. ì«- 
tr, is. Era con ii fatto fpa vento qaefta 
tribolazione entrata ne* petti degli no- 
mini, e delle donne, che Tan natello 
Taltro abbandonava. Emév.z%.%. Io per 
qoefio altro che in tribolazione, e in 
mala vennta con Ini viver non poflb. 
rréit$.Gidmk, Se qaefta èdpnqne la via 
dt* baoni » non vuole eflet buono, chi 
delle tribolazioni del mondo aon vaol 
Tenti re. 

TRIBOLO . PiémiM ,'eAr prBdnct frutti 
fpìm^fi M»€b' 9$ detti TriMi ^ ed è di dnt 
firtg, ttrrtjhtt é afustien , Lat. trilm^ 
Int . Qr. rfifi9K9^ . Bfcr. c««r/. 9. Nino 
campo fti mai ai ben coltivato , che in 
cflb o ortica , o triboli , o alcun pruno 
non tì trovaflTe mefcolatotra Terbemi 
gliori. frrMrK.Séecb^im,^7, Ma chi fogna 
la notte , e*l giorno femina Triboli per 
ricoglier gran da vivere Ha il cervel (opra 
Cofiantinopoli. Jtiettt,Fi»r.9, Di quelle 
ifiéuue u§/hm!i ) che nafcono folo ne* pia- 
ni , A hanno ièmpre a (cetre quelle m che 
fono ne' luoghi piìk afciutti, e diuofto 
da laghi , e da' nomi , eccetto oaelle , 
die nafcono folo in fimili luoghi come 
la ninlea , il tribolo aquatico , e la len 
rìcchia Miuftre. 

I. L rnWj», f9r Sfùui . Lat. fiims , 
scuhut, Gr.«x«r9>«. G.Kit.|.ia. Fati- 
che, e fndore, fpine , e triboli , dilu- 
vio , dicadimcnto trapaflàrono . Boa», 
Ff«r.5»a.7. O di triboli aver piumaccio , e 
coltre. 

i* IL TriM^tf die» Mcie imm Serts 
di tTif»gìÌ9 ederefe^ dm eni fiJtilU mcfum 
•dwfék ; ce» ékmche fi die§ £rf « vetturims • 
Lat. meliUtns . 

f. III. TriMif ftr fimilit. fi dieevMm» 
mmtiemmente slemmi Ferri c§m fumare pun- 
te • ehefifiminmvéuefer leJttAdeftr tratte- 
mere il fmge édU edvmltens nemies . C, V, 
10.59. |. £ incontanente femina ro triboli 
di ferro, ch'aveano portati. S*rd.fier,^, 
it4* Sparfe occulraroeote molti triboli 
di ièrroarveleoati perone via larga, per 
dove i Porpighefi potevano entrare nella 
città. 

$• IV. FìgurMféum,perTriMM\teme, Sem, 
Fifi.Tì priegano, chetuglitragghifnor 
di quel tribolo, e che tu moftri la lu- 
piicra di veritjl. CavéUcMed, cmer. Gli 
lafciée la moglie, e gli amici jper fuo 
tribolo . 

J. V. Per te Pimmfe^ ebe fi fa ** mer- 
ti . Lat. luaus , mtirer . Gr. r/v^tc, 
ii9^juit . TMe.DMv.4t9»,i,%7. Quel del- 
la corte di lei per lo durato tribolo era 
più fianco f al T. Lst. ItM e longo moe- 
rore fefium) E Pefi. 444. Ancor og 
gi nel regno di Napoli ù dicono ta- 
re il tribolo certe donnicciuole , che 
fopra il corpo del morto prezzolate 
piaafoao • 



TRI 

TRIBOLOSO, e TRIBtJLOSC 
Pieme dì trikeU^fene, Lat. imfétufi\ 
fer^éuucius. Gr. «d^Xi^t, v«Kfle« , •( 
Ster.Bsrl, Tbtte le cofe dì qaefta t 
fa vita voglio lafciare . GuittJett. 
ana cofa affliggitiva a perdere, 
lofa. 

TRIBtr. Lefief9,eheTriUAAt. 
Èergh, Orig.Fir.rr;. Refta a parla 
la tribù , anzi pur del tribo , comi 
voce pronunziavano i noftri padt 

TRIBOLAZIONE, v. TRI] 
ZIONE. 

TRIBULOSO. v.TRIBOLOS 

TRIBUNA . Lm fsrtt frimcipm 
edifit'i fmgrl , • di Altre fMriebe 1 
Bar^A.Or;^. FiV.ioo. Egli è ben vei 
le maggiori ithitfey^ pfà folea 
la pane di fopra , dove gli aotici 
vano il tribunale, che noi ogf 
noto l'antico nome intero, chta 
tribuna, e la forma fi vede ancor 
tenuta nella fopraddctta diianf 
r antica girata in mezzo cerei 
Vefe. Fite, 410. Finalmente nel (a< 
naie in tefta , che noi , nuntenea 
tanti fecoli fenza faper perchè I' 
voce, diciamo tribuna. BerfKM^ 
fette fàcce è diftiou la cupola, eJ 
cipale è quella, che vico fopra li 
na del sacramento. 

TRIBUNALE. PrtffUmeuie i 
deve rifili tue • g}^^M m remder n 
Lat. trtAiiM/. Gr.^/n«r9ffov. Bar 
4. Li giudici hanno lafciati i tri 
Jtim,é»iM.Ciu,i%, Mille dubbi fn 
mille querele Al tribunal delfal 
peratrice Amor contro me forouii 
dice: Giudica chi di noi fia pili 
£fM».Fi«r.s.j.8. Or qua, or la per 
e tribanali . CétfMtt^rj. Dal ^ualt 
fiato tenuto a bada , e firaztatoi 
i tribanali di queftacittàpreiToa 
ni. 

TRIBUNALE . wtfii/. DìrriioM 
féirtememte et trijmnsle . Lat. ed n 
fertimtms, Gr. ut Ttit imuripm. 
S,%Ag,t, Quando faremo innaazi 
dia tribunale , dove ^ darà la I 
zia . Eéppriffe: Allora innanzi ali 
tribunale Abramo noa ci condai 
anzi ci difenderà. 

TRIBUNALMENTE . u4vvi 
tribuHMle . Ijàt.pretrikumMli . Gr. 1 
fii/uMitt . ViMgg.Sim, Sopra al qaal 
fedette^ Pilato tribonalmente , q 
giudicò Criftoa morte. 

TRIBUNATO. Ntmedimégifi 
Gréute detis rtP^bblied XemMd . L 
kunsius . Gr. ÌHjULt9XÌ* • M^V.t 
quali (àpeva, eh* etano contrari 
tribunato. Stgr. Fief.fim.t.xf, I 
fco Baroncegu occupò a Roma i 
nato. 

TRIBUNESCO, ^dd. Di tribù 
tribuuìtius, Gr.^>U9r9X'>*f« ^'* 

?[uale è ancora tutto enfiato t e p 
uperbia tribunefca . T«r. lUv, mi 
Tredici coafolati ebbe egli folo e 
tafctte anni continui la podefiàti 
fca. £ |. 74. Scrìfle a' padri chii 
per Dm fo la podefti tribunefca . 
TRIBUNO. ChebMil irsde, e 
dil tribuuMte. Lat. tribmuus, Gr. 
Xtt* G,K i2.ro4.7. Talcfiila fin 
signoria deltribonodi Roma. Se^ 
*^rt.guerr.M,xS, Creavano vcnti^ 
ttiboni militari, i quali fecevan 
lo ufficio, che fanno oggi quel 
BOI chiamiamo conacfiabili. 



TRI 

BUTAHI'A. V. ^. Trihni0 . Ut. 
I, trihtmm . Gc 0o>9^, TiX9f . 
. I J7. 1. Tenendo tutti gì* loghilefi 
Ile mtrce fotto tributa ria . 
IBUTARIO. ^Add.omiiMi» A fé- 
hué, "L^utribntérìHs » vtUìgMlit , 
Urìnt, Gr. vr0TfX^« , B»cc. »»v. 
.Io dirò, che io iia di città libera > 
li di tributaria . Pttr. csp. 6. Che va- 
bfgiofcar unri paefi , £ ttibutarie 
Itadftraiie} G. Ky. {^>.a. Oltre a 
detto &e diTanifi foffe tribotario 
reogaiannoai Re Carlo veotimila 

UBOTO. Cenfi, che/! pM^sdalvaf. 
,tÌ4lfiUdit0 éilsiimre ^ • 4tlU r effib- 
, Lat. trihutum , wcfigsl . Gr. ti- 
. Hi9, M%t, s8. 1* La forma della lo- 
■bifciau si fu per difendere da* 
uai lo tributo per via di ragione • 
>>**.7f* ja. A fuon di nacchere le 
M tribù ru. 

UCOHOE. ^dd di trtctrdt. Lat. 
«to. Gr, T^/'xa;^®- . Ddnt, Par, 
SoiMd'arco tricorde trefaetce. 
UCOELFOREO . ^dd. Che hs tre 
• Lac. tricerfér • Gr. Tp/V«>u^ • 
Odili;, Gliulcimi fcoprimenci di 
notiicorporco ec. hanno cagionato 
BuioBe. 

I1CD5PIDE . V. L. Che hd trefunit . 
'fìffiiJ. Gr. rptyKÓKtf'^ , tp/rè- 
•^teìLOff'.sH, IO. I ghiri ec- hanno 
Mko genitale txicufpide» ed oltre 
Wttricttfpide , lo hanno altresì cor- 
vi* oo piccoli (Gaio oflScino. 
UD£NT£. Ferre eem trerekhi. Per. 
ÌM» tri deus, Gr. Tpiet/ra . Morg, 

I.M fi veJea Nettuno col triden- 
iifdii con atti ammifariri , e fchi- 
f,Uee,frel. Chefafpcflo cader di 
a Marte La faoguiooià fpada, ed 
SBoScotitor della terra il gran tri. 
. ir«^.#/^.s4f-. 105, Le corna della 
sella (addetta medaglia di Saloni- 
I pìccole, t non hanno , che tre 
uni lami» non fituati pe'c la lun- 
I dei tronco principale» ma pofti 
ri (ù la cima di ti[o tronco ia fog« 
OB tridente . 
EGUA . V. TREGUA . 
EMITO.v. TREMITO. 
FERA. Sfet^e di Uttév^e inven» 
lU Urshi . Tr. 5 . a. 1 4. Vale ( V elle 
dette ) a provocare i msilrui , fé 
bri fappolltorio con crifera ma- 
^.j^AUeitr, CJ/ìoo crifera faraceni- 
diaprvDo • e fciroppo rofaro » e 
». r«^. Mtf. La triterà mufchia- 
ivensione di Alcanu è medicina 
a. 

FOGLIATO, ^dd. Dì trlfiglh , 
ìtndime dterlftgUe , Lat. triftlf fi. 
Gr. rpi^Wu ófAit^ . Red* Off, 
Fiori d'elleboro nero* e £ori d' 
ro trifogliato . 

FOGLIO, e TREFOGLIO . £r^« 
wsriefieije, e he fs per etnicéunpe, 
dìeuiv, Diefe, Llt. trifelium, Gr. 
K«y . Pédtmd.esp, 5 . E quando pro- 
qaefte generazioni d'erbe per fé 
no. cioè ebbio .giunco, cannoc 
foglio ec. Cr. 2. i5. i .Q'iella ( r#r- 
tiie a femlnarri grano, la quale 
iiaeote, e per fé meJedina prò 
ebbio, e *1 vinco, e graffa grami- 
I canna, e il trifoglio, e i graffi 
Tef, Pwv, P, S» esf, 5. Se fomenti il 
rlla cocitura del trcfbglio, e poi 
ri r erba alle tempie, ed alla fron- 

ZìUCmfeik7T$m, kT"* 



TRI 



TRI 



105 



te, toglie la vertigine. Bergh. Men,!^^ 
Veg^onfi ancora alcune piccole monete 
d'anento con due di quefli trefogl: . 
C ^^y Nell'argento era fotto i pie di 
S. Giovanni una volpe a lovefcio , e 
non il trefbgiio. 

TRIFORCATO. Udd.di tre rebhl,^ 
luifs difereome, Lat. trifurcus, Gr. rpr- 
Xl^<^. PéUUd, Fehbr, 17. Si . vogliono 
tagliar grolfi , come dico mignolo { i 
TAMidd ineftAre ) biforcati, o triforca- 
ti, o con molte gemme ornati Cf«i per 
fimìlit, 

TRIFORCUTO . ^U. Trif^rcat, . 
Llt. trlfurcus , Gr. Tffxt^i * PétlUd, 
A/4rv ai. Se vaoflli porle vette deifichi , 
togli il ramo triforcnto, o biforcuto, e 
coglilo dalla parte dell'albero di vetfo 
meriggio C f «i per fimlUt, ) 

TRIFORME . V, L, sAdd, Di tre fer. 
me , Lat. trifermis . Gr. rpipL^p^i, Dditt, 
Puri, 17. QucAo triforme Amorquaggiìi 
di (otto Si pianile . s^met, 96, ttt lo tuo 
santo, ed ineffiiblle nome triforme per 
confeguente il valido aiuto concedi • 

TRIGESIMO . Neme n umende erdins 
tive, che eemprei^de tri decine , Lat.rrìg/. 
fimus. Gr. T;iatx:ro;. 

J, E i» fer^^ét difu^, Rite ecelefÌAJlice di 
eelebrére l* ujieiepir $ metti trenta giemi de» 
pe il lere fMfféi£gi§ i e fi dice anche del Su- 
mere delie trenta meje per Ure fnfrégiM » 
cemunemente trentefime . Pier, itél. Lo I 
popolo lo pianfe trenta dì 9 e quinci 
viene l'che li cciAiani fanno trigefimo 
a morti. 

TRIGLIA. Pefce nete . Lat. mullus . 
Gr. rpiyxi , Merg. 14. 66, La triglia , il 
ragno, e'icorval falomone. 

TRIGONOMETRI'A. ^rte di mifu. 
rare i triangeli lifpett» «* lere angeli^ e lèti • 
Lat. triger^emrtria , 

TRILLARE. Fare il trille . Lat. ve. 
cem , velftmitum vibrare . Buen, Tane» 2, 
5.rftarefenaa pane, e fenaa vino Tre 
oreaafcoltat quefla mafeca, E a fencir 
trillar quella ribeca. 

TRILLETTINO . Dim. di Trille ', Pie- 
eeltrUle» Malm, 2, ;o. ConqQilchc crii- 
lettindi quando inqnando. 

TRILLO. Termine nete della mt^a , 
Tremere di vece , • di/uene , Lat. tremula 
fini viirutiuncula , cen^ifeent • Bweh, 
. 4{> E Vrrgilio rubò un foccodagoo'o 
Per inlegnarea baleftrare a trilli (^i fi- 
turatdm,)Buen, Pier, 2, r* 9* Obei tril- 
li , o bei gruppi , o bei pafiaggi ! E Tane, 
r.4. Qiiefioe I cintar] vada ogni solfa 
in bando , E 'I trillo, e 1 brillo , e il di- 
menar di goli. 

TRILUSTRE. K L.^dd. Di tre In. 
firl , cieè di quindici anni , Lat. trilnfiris , 
Gr.^**«vf»nT)f<. Petr, /•*, iij. Vivrò , 
coiq^io fi>n viflb , Continuando il mio 
fofpir triluftre. Bemb. rim, 101. Ufcito 
fuor della prigion triluftre . 

TRIMPELLARE. •y^rlw^//4r#. Lat. 
perfirepere., fides percurrerg , Gr. Ktf^oy**. 
ìéìf , Xv;/(rry . Buen, Pier, a. j. la. E Un- 
no nn trimpellar , eh' io ne difgrado 
Santin da Parma , e '1 cieco da Bolo- 
gna. 

J. Figuratam. per indugiare^ Dendela- 
re, Trattenerfi fen^a profitf, Lat. incaf- 
fum cundarì , Gr. f'txti fiii>XMf , M^lm.j, 
4^. Ma quegli . al qual non piace tal 
accenda , Se la trimpella , e patfa in 
compliménti , 

TRI N A . Spelte dì guarnirtene laverata 
a trafir» , Sai v,Crancb, j. 9. K J n gli tro> 



varono altro da potere Appictarvifi fu , 
che certe trine D' oro , che un (uo amico 
gli aveva Dare , che egli port<ire a Vine- 

f!ia . Fir, ^f, 106, Tu vedefti quattro bel* 
iflSmefanrefche, a vedere, e non vede; 
re , avere didefo un letto di mirabilìffimi 
nuterain , con una coltre di teletta d* o- 
ro , e di dommafco incarnato, fregraro 
d* ogni intorno di tante trine d' oro , che 
era una ricchezza. Buen. Fier,^, i.i. Do- 
dici colla trina Collari inamidati • 

TRINCARE. Bereajfai. Lat. valde , 
felemniter^ admedum petare , Gr. ùrtp. 
/uiTW'y ^*4^i\£i oi'MTflri?» . Patajf. g. 
E vienti il capogirlo per trincare . Malne^ 
r. tf. Che fempre ingolla II ben di Dio , e 
trinca del migliore. £ r.$7* Che vuol, 
che ognor fi trinchi , e fi sbafoffi . 

TRINCATO, ^dd.da Trincare. 

%, V ufiante anche per Ifraltrite , L%t, 
vaftr , eallidus , Gr. TxiHpy^ . %^mbr, 
Cef. 6, 2, Sono uomini trincati eh ì Varqh. 
Suec,^ |. Egli è fubito , e delle mani , e 
colei e trincata. £ £rct/. 78. Se Ci vuol 
mofttare, lai efTer uomo per a^^irarei 
e fare (lare gli altri, fi dice: egli è fanti- 
no ec. più viziato > e più trincato , che 
none un famiglio d'Otto. 

TRINCEA. Ripart mtUtare , Lat. 4f > 
^er, Gt.x^.'** • Gniccfier, Né mancò d' 
impedire quanto potette colle artigMer(e> 
che non fi lavorad'e alle trinca. £ xtw 
J9. Lavorava ancora al le due tette della 
trincea. 

TRINCERARE . t TRIKCIERA- 
RE. Riparare, e Difendere centrincitra • 
Lat. eir cu m vallare . 

TRINCERATO, # TRtNCIERA- 
TO. Jtdd. da Trincerare • Lat. eireuntm 
vallatus, Gt.Ttjt^ux'^fis» Jfalm,9,%M. 
Onde fcoperti furo i trincierati. Ove il 
nimico a facea sì fotte C fui in fe'^a di 
fujt, e vale Lunghi trincerati^ E ta. { t. E 
poi due trincerate camiciuole , Che Uà 
no piazzi d'atme alle t'gnuole ( f «i p*' 
fimìlit, e in i^eher^» ) 

TRINCHETTO. Serta di veU, Serd. 
fier. is. tf'^tf. Con avvertimenti » fcongiu- 
ri , e con autorità ottenne , che tacefTero 
incontanente abbaffare il trinchetto. £ 
tf07«Sttbitofn alzaro il grido, e abbaca- 
to il trinchetto . ^r. Fur,t^»^% B Turi 
ne (pezza , e portane il trinchetto . Gul, 
Si/t. {67. Figurarevi , s'g. Simplicio, d* 
eflerQ in una galera , e che ftando in pop- 
pa abbiate dlr^zato un quadrante» o al- 
tro ftnmiento agronomico alla fommità 
dell* albero del trinchetto. 

TRINCIANTE. Sufi,^tegli, che ha 
r uficie del tagliar la vivanda a vanti al fua 
tìgnert, Lgt. firu^er, MartJal,Gt»K%rU' 
rtrrux79f . 

§, Efiguratam.fidice per ifcherne a Chi 
fa *l brave, e le fmargi*;ìpt ^ evuAfmpart» 
re trinciante dì cart umana , Bern, Ori, t* 
«. 6$. Oh Paladin, che £iic sì il trin« 
ciaote, Venite un poco innanzi ora a 
bravare . 

TRINCIA NTE . ^Ud, Tagliente, ^f- 
filate. Lit.acutut, Gr. c^vi . Tav, Rie, 
Prende una grolTa aìUcoo un ferro ben 
trinciante. £ altreve: Si cigoe \i fpada 
lui m'glìore del mondo, e la meglio 
trinciante . Guitt, Ittt, ai. Non bea 
provafi feudo al'a cnv.glia pendendo , 
ma' in braccio di forti cavalleria i col- 
pi grandi di ferma afte , e di trincianti 
ferri . 

TRINCIARE. Minutamente f^i^e; 
e fi dice prepriamtntt del tagliar 



H 



io6 T RI 

fif €9tte ^ chtfin» in tévì^i edmehefidìee 
del Frmppar de" veftimtnti . Lat. iv minti. 
tés pértes ctncìder* . Gr. «C Xf^it?? li- 
/M»«r. Bern^rìm, i. ifj. Senza eh' e* ficn 
cosi trinciari appaoto. Bu»h, FUr, 1. 1. 
17* Aftettaodo, trinciando, tfrotciglian- 
do . 

f . I. Trinciétre eapriuéle , • TrincUrh 
djf^luldmtnte , r4/« ìntrteciar§ i pifdSper 
ftr eaprtuéit , Lar.^wV<r# pedihuf , Gr. 
P3X«'^*« t ^KtpT^f ^ Maìm, a. 4tf. Q- 
Kni fera facevanii fcftmi Di giaoco, e 
di ballai veglie btndire , E chi non era 
Tn gambe, né in quattrini. Da trinciar- 
le, e da fare ite, e venire, Dicea novel- 
le ec. 

I. ir. Trincidr U p/Us, Càt, Sifi.z^^ 
Ingannar Tavverfario col trincia re (che 
ta^e è iltor termine^ h pal!a, cioè ri- 
metterla con la racchetta obliqua in nm- 
do, che ella acquifti ana vertigine in ù 
itefTa contraria al moto proietto, dal che 
ne fegue. che nelT arrivare ia terra il 
balzo, che quando la palla non giraf?e, 
andrebbe verfo T a vverfario, porgendo^ 
gli il confueto tempo di poterla rimette- 
re, refli comemorto,elapaI!aiì fchiac- 
eia interra, o meno affai del (olito ri- 
balzi . e rompe il tempo della rimefla. 

TRINCIATO . .Md. del TrimcUrt . 
Lat. cdCut , pffrijfus . Gr. ht-rfjtii^^t , 
A«%r^«< ,Sefn.erift.ÌHfir,j.2t.^. Trincia- 
ti , tanagliar!, arrogiti y fepolti ignudi 
ora nelle peci» ora ne' piombi bollenti. 
Mtmf,Jat,^, Né bafta , che fia fucido ii 
collaro. E trinciato il cappcl, rotte le 
brache . 

TRINCIERA . L9 /lef» , che Trln- 
€ÌA , Lat- 4jj;j#r . Gr. X^.«** - ^^jf- 
Grr.^.tftf. Impcn, che iian le tende indi 
munite, E. difofle profonde, e di triiN 
ciere . 

TRINCIERARE. v. TRINCERA- 
RE. 

TRINCIERATO.v. TRINCERATO 

TRINCIO. Ta^lf , Fraft-M^lié . C^r. 
rin,i,ì92, ITna foppravvefla di fcarlatto 
con cettirrinci, e groppi", che! mira fTero 
qnc* Tuoi rìrerberi-aelle nugole, quando 
è vermiit'ra . 

TRINCONE. Cht trincete Bevtnrt 
filtnnt . hit.fMmtfus vini p%t9r , Qu fJtf 
>«< crfJTjTjjr? . Afélm.j.1. 1'in9 ttmpera te 
diiTe Catone, Perché fi dee berne a -^lo 
do, eaverfa, E' non come coU qualche 
trincone, Chegiorna, e notte Tempre fi 
Bn vci fo. 

TRINITÀ', TRINITADE, r TRI- 
NITATE . ^jtrAtf di Trini 5 Termine 
teslogte» , ctl ^nmle fi denti am U tre Perf». 
ne Divine . Lar. * Trlnìtdt . Gr. rptxt . 
Tflw./'iir.ia., Pece moiri fcr.t.i, tra J qua 
Y\ re fu uno» eh* è dannato perla Chie 
fa^ come appare nel primodelle decreta- 
li, perocché mife nella Divinitade non 
folamertc Trinitadc ma Qiiaternitade . 
Danf.Ct'^vA^i. El«tro fu in cjuello altiflK 
mo, econcviuntifllmo concifloro divino 
della Trinità, che! Figliuolo d' Iddio 
in terra dif..c.ide/rea fare q;iefla ctmcor- 
dia. Serm,S»^A:^^%, Io metta dì fabbri- 
care tremuniflcri ce. a onore, eriveren- 
sa della santa Tiinìtà. E 54» A quefto 
modo ila in noi Tempre fa beata Trinìra- 
de. Vlt,SS,Pai,u^^, Facendo il i;?gno 
della croce nella ff&frfeJl quelli indemo- 
niati nel nome della Trinirade, inconra- 
ne mp l edemonia fi partirono. 

^^ U FfffM dedicMtn Mi mefìer» della 
Tn^f^Frdnc^Acco.nov.jf» Egli pie- 



TR^ 

dico trefefte, Cuna dello Spirito Si ntoi 
r altra della Trinità, la tetza del Corpo 
di Ciifto. 

TRINO, ^^dd. Termine teoìegle§ ,# Véde 
Di tre, elee di tre perfine, Lat. trinnt , 
Gr. r;/TXivf . I>éint.Psr,i%, La prima co- 
fa , chedames'intcfc. Benedetto ile tu, 
fu , trino , ed uno , Che nel mio feme fé' 
tanto cortrfe. E a4. Credo un eflfenzia 
sìunv, esì trina. Che foffera congiunto 
fono , edefle. 

^ Trtn9 t è dnebe Termine sjìr9l9fic9ted 
è ég^iunte di sAfpette di pianeti lentani V 
une dair altr9ptr nna tertjt parte di eircin- 
ferentm del e^edisee. G ,K iT,\«. La pia 
nera di Giove ec. fi trovò nel fe^no del 
r Aquario cafa di Saturno , e con Sitarno 
congiunta in trino afpetto. Bergh.ifif, 7. 
Quef>o afpetto confotme al trino è detto 
continenza . 

TRIOCCO. Baccanella. Men^.fat.i 
O Grecia ìlluflre, intal triocco, e ballo 
Saltella chi per far d'un glulio acquiflo 
Peggio é d'un Sporo, o par d'un Fri- 
gio Gallo. E ir. Che s'egli atea a finir 
tutto il triocco. Per Dio, eh' e' v'era 
ancor lino a compieta. 

TRIONFALE, ^Jd. Di trlenji, D* 
trienfe, tAt.trlumphalis , Gr, ^ptv/ufilv 
-nxr?. B9cc.Utt,PiH.IÌ9ir,i7M. Similmente 
le catene trionfali , la ftretteeza della 
piigione colla rigidezza del prigioniero 
ec. provò. frfr./5». 159. Poi le vidi in 
un carro trionfile. Danr. Purf, jp. Un 
carro in fu duo ruote trionfale, Ch'ai 
collo d'ungrifon tirato venne. Frane. 
Sdecli.nev.iQf, Quando alcuno confolo 
tornava con gran vittoria fui carro trion- 
fale ec. er a me fTo in me zzo di due rubai 
di. 

TRIONFALMENTE, avveri. Cen 
trìtnfe , ^yi^uifa di trienfante . Lat. trium- 
phantium mere, Gr, S'pi9iM$i9rmS% . Vit. 
Crifi^PM. Coronato a modo di Re, e 
adornato trionfalmente sì fé n'andava in 
Cielo- 

TRIONFANTE . Che ìrienfa . Lat. 
trìnmphans, Gr. ^^ ?tvi fxSvmy . O, V, ro, 
97> T, Cadruccio ec. tornò alla città di 
Lucca con grande trionfo » e gloria a 
modo d'un trionfante Imperndor^D4fir. 
P4r. aa. S'apprefenti alla torba trionfan- 
te . Berih.RipM» Significa la chiefa trion- 
fante. 

. TRIONFARE, •TRIONFARE. Ri 
cevere /'•»*/• del tri9nf% . Lat. triumpha 
rty triumphum étfere, Gr. éptotju.Sfùnf , 
Petr. cMux:.%»6. Tre volte, trionfando, 
ornò la chioma. Fihc,ui9. CoH-.-nuo 
ve armi trionfando, tu vittoriofamcn- 
te merirerai d' effere ornata d' eternale 
corona» 

J. I Per /ìmiltt.vdte Cedere, fr/ff^M- 
re, Dantjrtf.ij, Lunga promelTa co^' at- 
tender corro- Ti f^rà trionfar nell' alto 
^g/?io (fxì refléor vìtterìefi) E Pur^, 24. 
Trionfa lieti Neil* alto olimpo già di fua 
corona. G. FI 10. jor.j. E- quando più 
gloriava , e triunfava , la fua ofle fu fcon 
ritta a Ferrara. Bern^rìm, i.Sa. Mentre 
coflui di noi trionfa, e gode. 

$. 1 1. Trionfare , in f%nìfic. ntt, per One^ 
rdr dtl trlenfey Darg ii trienf» . Dìttam, 
Appreffo metoriiato faper puoi, Ch'io 
'I trionfa- colla l'uà milida . Dant.ParA, 
Sì rade volte, padre , fé ne coglie. Per 
trionfare oCefare, o poeta (^ui:ea9rét. 
re della laurea) 

$. in. Trie/ifare , per Sipiereg^iare , 
Lat. doj.^i-tarl . Gr. ttvp:e*'Mif , C. >. io. 



TRI 

i8r. I. EfTendo la cafa de* MaUtHli da Ri- 
mino in Romagna nel maggiore finto , e 
colmo , che fofTer mai ce. trionfavano 
non folamente la città di Rimino » ma 
quali tutta la Romagna . 

S. IV. Trionfare, Dep, Deedm,ìjà,0^ 
de hanno peravvenrura cavata 1 noftri 
la vc^: trionfare, che importa, come 
da altri é flato avvertito , godete , e 
flar bene a tavola . Fir. *^f. 199. fa 
vi provvederò da mangiare, e dtbetei 
e dì rutto quello , che fa di bifogno 
per ttionfaie . Galat, |f. Il bere, e il 
godere fi nominano per bcffx il trion& 
re. 

TRIONFATORE. Che trienfa. Ltt 
* iriumphater , Gr. ^^fitetjufittttii » Petr 
nem, ili. Con ineflimabile mortalità d 
Giudei tornò al campo rrioofmtor degi 
animi de'fuoi. Med,xytrh.er, E fé mede 
fimo dimoflrafTe ttionfator degli aoim 
de* fuoi . 

TRIONFATRICE . Verta!. fimtee.Cki 
trienfa , Fr. Ghrd, Fred, R» La tnibl 
trionfatrice fr accoftòallapabblicapiaa 
za . 

TRIONFO, e TRIUNFO. i»•m^s, < 
Fefid pHhblied, che fi faceva in Reims'ik 
•nor de* capitani , ^UMnde ritermsvsm 
ceir efereite vineìtere . Lat* trìmtetìfknt , 
Gr. rpi'et/»fi9*' , Bnt,Pdr,%. a. Gìaéfia 
to dichiarato fopra, cbe cofa è ttioa< 
fo , cioè fèdi , letizia ,^ e gloria di ?ir 
roria avuta fopra li inimici. B§ce, Utr, 
Pin. R9ff, 17Z. Non folamente onoram 
della fua mi fé ria il trionfo di Scipio 
ne , ma rallegrare generalmente tir 
ti i Romani. £ nev^ gli» ja. GK ^av 
nali Romani fi troverarrno, pieni 'di 
molti tnunfi menati da Qiiinsf-in fil 
Romano Capitolio • Mer,S, Grej, Di^ 
nanzi da fé vede pofli tanti trionfi 
d'uomini si virtuofì . Dìttam, 1. 19, 
Coflui fia il ptimo , che triaofe fot 
fé r 

TRIPARTITO . ^dd. Partite im «r* 
Lat. tripartitus . Gr. rfit/uupft • Dant^ 
Pnrg.ìj. Ma come tripartito fi tagioas» 
Taceiolo, accfocche tu per te ne cerchia 
S. ^g, C. D. Per quello vollooo t' filofoi, 
effer tripartirà la dottrini, perottieaer- 
la vira beara». la naturale per là oatiuarj 
la razionale per la dorttina ,e lanioiale 
per Tufo. w^r.FHr.itf.40. Sensa flrepit» 
alcun , fenza romore Fa *1 tripartito cfè^ 
cito venire. 

TRIPLICARE . RìntertMe . Dt. ^ 
triplicare, Gt. rptTXirtvt r«f7f . Veink 
Erccl.ìói, Come alcuna volta i Gred c& 
triplicano, cioè pongono* l'avverbio ne 
volte, dicendo, in vece di dire* al graiF 
didimo, altre volte grande .^ FirjM,e». 
)o. Con quella fantasfa , e conquenidif- 
corfi, in luogo di deporre il concepato* 
remore > lo aveva duplicato , e triplicato. 
Gal. Siji. jaS. Aggiunto (j^nattrordita di 
qua, e quattro di là al diametro d* ot 
cerchio-, che fia put quattro dita , fi vicoli 
.T tr'plicar la fua* quantità, enon acn- 
fccrla nove volte. 

TRIPLICATO, ^dd, 

Rìntc^^ate-, RcplirtLf tre , ^ 

pUx , Gr. T;/r\5v?, Petr, naw. ilU CoÙ; 
Scipione in quella etade meritò triplici*' 
ta corona C^'***' ^^ terua cerend) Ber^ 
Orig.Fir,2^^ Comeuifol nome non W* 
flaffe a que'concetri vafli, edioooik- 
rati , fi veggon raddoppiati • e triplici 
ti talvolta. 

TRIPLICE. *Add. rr^lUdn. LaK. 



;roaita,uvKiK| 
r^, enon acn- 

. dd TriplkdtA 



rri. 



TRI 

trSpUm . Gr. t^tx» ? , Tr. u . 14.1. Sette , 
coicfoDo» fenzalc canili ti tutto niuna 
pianta nafce, cioè triplice calore del cet* 
chio cclcftiale • del luogo , e del ieme , e 
ciìpliccuoiiuce, cioè di materia femioa- 
lece. 

TRIPLICEMENTE. v^t/wr^.O» iri- 
fiieitM . hit. iriplicur . Gr. T^vXVf • 
D^mMX'tmvJi^. Concioillacofachè ciafclie- 
daaa pcrCona nella divina Trinità tripli- 
cemente fi poiFi conHderare • 

TRIfLlClT V, TRIPLICITADE. « 
TRIPUCITATE. ^jlratunii TripUct . 
U K. ja. «o. 6. Qucfìa congiunzione m 
quella triplicità de* segni dell'aria fu» 
e comìnc oa quefti noftri temAÌ,., ^ '•'*'"• 
7. La più leggiera è in 60. anni intorno, 
che piìi grafe« * e muta triplicità (c«ji 
•«* T. 4 fenuMi U fidmp. /i«: tripicirà ) 
i>0tt,Jse.D*mì, ZI, E coii lì digradi Le 
lof triplicitadi. 

TRIPLQ^ ^dJ» Tre valte ms^lwe , 
Tn <§ss»$in Xat. triflut , triplex . Gr. 

TR.1FPA. Pmcìm, Vèntri, Lat. tf«». 
t*r» Gr. > «r^s . M»rg.2i. ^9. E nella trip- 
pa aoa punta difTerra . Bué», Fi»r.^.^.^.ln 
lulla tetta Le cappe, le coltella nella trip- 

g, Vknh.Eriél, 6^ Avendo pieno Io fte- 
to» da trippa, cbe così chiamano i 
volgari il corpo, oil ventre. Mtn\.f»t,i, 
Ti'.ppCt vcn:te a incoronar coftoro. 
1 TILDPACCI A . ^ccrejcìt, di Trlpps J 
TrìffM grémde . Lat. wnrrrimm^nij. G-« 
ymr^p mvatfì^ . Méilm, a. j6- Al qual , 
incorre lo colTct Si fece una tnppacia 
laiMfgtores Che a* dì de' nati mai ve- 
éutitoife , 

TRIPUDI AMENTO. // trifudUte . 
I«t- trifuéliÉum . Gr. fiv^XtTfitot . Stgi», 
M€mmM9V,9»^, PUhHui il oppone il tri- 
podiamcnto • 

1 TRIPUDIARE. Lai. #r;/>«ii4r#, eh»- 
ttéi émctn . Gr. X^^^'"' • ^**'- Tiì^n 
4iaB0» cioè fanno t'eAa, e ballo intoino 
a Dio. B9rik.Orig.Fir. 17 j. Ora e dj.pet- 
ctotcre C dice qacAo poeta > liberamente 
il pie in terra, cioè da lattare, e ballate, 
tideibpoiU voce tripudio, etripudia- 
R traportauda* Romani af<:fta, ed al- 
Icgieua. 
nU^UDIATGRE. CkeiripudU. Fr. 

1Gmd,rra.M.}ic' tempi delle felle fo- 
lenai (candoloi'amenre tripudiano, e d 
clTere tripodiatori fi gloriano . 

TRIPUDIO . V.L, L^i.'r;puJium . Gr. 
Xmm's. DmmftPsrAz. Poiché '1 tripudio , 
c faltia Ìca«grtnde, Si del cantare , e si 
dtlfiammeggiarfiec. £i*t,ivi: Tripudio 
è vocabolo gramatìcale, che figniHca b^l- 
lo, che «in io tondo. Fr,Ci*rdJ*red,/t, 
SipcidoftobrattamentciD catnovalelcbi 
tiTpodi, epacchiamenti. 

TRIREGNO. MUrsfr§prld del s§mm9 
Pnttftt ««»»« ^inf* dìffrm , « cireendmtA 
4«fr«ctrMtf . S4tg».M*M,Feykr,26,^,^id 
Pfwdt0 BOB folameote una corona libera . 
«la OD triregno* (etu pcróti metti tri- 
fcbìo di perderti eternamente ? 

TRISAVOLO . r#rv"»#/» . Lat. *J- 
«w. Gr. ««'«>«vT^*^-^*i '• 1^3-5 «Ibe- 
adkj della preclara memoria del crillia- 
I aiffiino principe Re Carlo trifavoi tuo . 
I TRIST ACCIO . ^cerefcit. di Trijt» ; 
: ^uiltrsf . Ffisf, 8. Talora a piazza ride 
I jlpiiitriftaccio. 

I TRISTAQGINE. Tn/iv-. Lat. tr,- 
^itu. Gt-A»r«. 5.Uf|.f.D.Non fi penfì 
iBclla fna vacazione pigrizia , ttiftaggi- 
^zc, DC iciagaiansa. ^^ 



TRI 

TRTST VMENTE . ^vverb.Con tri/fet^. 
^4, ^f.^'f.lifdmrute, rr«».(V.7.tf2.Encn- 
doglipuco rimafo, il detto Piero trifta- 
mente menò Tua vira. 

TRIST ANZA . T. ^. MAÌincùnU.Jri. 
fii^ui» Lit.trijiiiU , i»ar§r , Gr. Xvt^. 
Fr, Uc, T. }. J4.8. Maria Tutta piena di 
triftanza . E j. 17.7. Solo abbonda entro 
a noi pena, etrillanza. 

TRISTANZUOLO. Spsr ut 0,^/^9 uè- 
e$9, citi Dipocofpirit§t • ÀSalféiHt, Lat. 
gracilis , Gr. XrrTO; . Ètcc n»v, Jo.iO.Mi 
pare, anzi che no , che voi ci diate a 
pigione, si liHcuzzo, e tridanzuol mi 
parete. £ n«v. 79. jtf. Era una triftan- 
zuola , che pegf^io , che non era alta 
un foromeflo . Fr^ne. Smcch, ««v. ^4. E 
tu triftanzuolodi icttanta anni vai gio- 
ii rando - 

TRISTARE . Neutr. puf, ^ttrifiìrrt , 
Céntriftéffi» hit.trlfisri» Gr. XWf^cSvi . 
Fr, Ciord, Pred^ S. E pcro ftanno alle- 
gri , e non fì triftano .come le altre 
genti. •^AMf.tfo. Lunganimo, e di moti 
Tempre eguale raccendo quel faoza tri- 
darli mai . 

TRISTARELLO , • TRISTERELLO. 
Dim.di Trijiw . M»rg, 16, >i.a. Così Mar- 
gutte vo' , che noi trattiamo , fiench' 
ei fo([z alle .volte trifterello. Vit.Bfv. 
£'r//. 498. M'era ftato detto da uno for- 
fè trilterdlo. r^r./crr.a.uS.Per fuppli- 
mentodTquanto defìiero, e per ifmac- 
co di quelli rriftarelli . 

TRISTEZZA . Mdniueeniét Dolore * 
Lat. irifiìris , jnarcr . Gr. Mìtì» . 0^4.48* 
17. Il vino odorifero 4C. la triHezza e 
angofcia caccia, imperocché mondifica 
il iangue da cola putrida , la quale fia 
nel cuore. <^«/. uff.com, io j. Fug^afl la 
triftezza , e taciturnità , le quali non 
meritano punto di amore. 

■i. Per MjIìi,ìs, ScutguraiMfglnet Seti- 
leréitexj^M j ,^jtratt§ dt Trìfie ^^infignijicdi 
Setsgurste . L2t,fcelus, féuinus^ ne^nitU, 
Gr./u9X^9^x . Becc.HtvJè, 5. Rimprove- 
rare i mali, le vergogne, eletriftczze 
vere., e non vere . £ niv.sciif. Cognofce 
lo 'ngaono della moglie, con la quale ul- 
timamente rimane in concordia per la 
Tua iriftczza . Frsnc.Ssceh.%rv,t^7. lo fui 
data a una gran ricchezza , ma e' fi potea 
dire a una gran trilezza . 

TRISTISSIMO. Superi, di Tri/te , |« 
fenji di MMcenieaf , e di CemurUte, Lu. 
tri^ijfmus, mmjtijfmms . Gr. Xur^scTtt 
t(3^. £[«cc.i»cv.io9. if. Della figliuola , 
che nata era , tiiftilfimi , altro • che 
mormorar, non facevano. 

S, Per MMlvMfiJtme ^ Pejfime , Lat.A»- 
hft'jfimui^ ne^uijfmus, Gr. /utx^ì^i'^*' 
T^. DMHt, imf, 24. Tra queiia cruda, 
e triftilOma copia Corrcvan genti nu- 
de, e (paventate. Cuicc.fier, 19.^7. Le 
galee travagliate in mare da trilliifimr 
tempi , ieparate andarono vagando per 
mare. La/c, Pint,, 1. 6. Ve ne conterei 
da lètte in (u nate di coftumate, e da 
ben madri far portamenti difonelli , e 
iriftiirimi. ^ . ., 

tristìzia. ^fjfliKÌ*n d'anime, Mx- 
linrenia. Lat.rri/»ri4 , ««r»r . Gr. Awt* . 
But, Triliizta è pr>amenco di letizia» 
che è ben p«*rfetro dell'anima. *^tùere, 
tfi.La triftiziadel fecolo genera morte , 
ma latrifiizia, ch*« fecondo Dio, cioè 
la penitenza , «enera falutt . Fier, Viri, 
s^,M, Quando l'uomo sattrifiifce d'una 
cofa piii, che non fi conviene , quefla 
s'appella propriamente triftìzia . Bete, 



TRI 



107 



intred, 49. Feftevolmente viver fi vuole 
né altra cagione dalle trifiiz'e ci ha fat- 
to fuggire. £ »«v. 17. 21. Gii le parava 
Aarbw'nc, qjando la fortuna l'apparec- 
chio nuova triftizia. £/'ì«v.9^.jo. Lun- 
go farebbe a moft rare qual fofle, e quan- 
to il dolore , e la trillizìa , e'I pianto 
delia fua donna. Dant. /a/. 21. Ma lizio- 
fo ion io troppo , Quando procuro a 
mia maggior triftizìa. P^/70. D! eenne 
a tanta rrifiizia. e malincor/a, che fi 
volea difpcrare . Fr,Uc.Ceff, Non fi con- 
viene a verun principe d'accomiatare da 
fé veruna perfona con tri/iizla. 

i.l,Per IfiellerMtez,^éi t J^iUlderia.'Lit. 
f^elus , faciaus . Gr. /6<9X^^^* • Bcecnev, 
8.4. In feminare zizzania, in dire cat- 
tività, e tr'ftizie. £ nev. aj. aj . Egli 
parla né più , né meno , come fé ec« 
per la lunghezza de^ rTrTipoavelTelcfuc 
triftizie , e dfoneftà dimenticate . Ghìcc, 
/•r. i;.6j8. Quello, ciie per ordire tan^ 
ta triftizia ce. s'era fatto in Rom:: pi 
gliare da'nimici. 

§. II. Tdlerm è dette ultrui per tgnemi' 
hìA in vece di Trìfie, Libr, Sen, \i, Ta 
ne mandafii dodici, rr.'ftizia , Egli era 
!me*, chefolTer buoni, e pochi . 
1 TRISTO . ^dd, Mjtleentente, Mef9 
Manimeoaefe , Delente, Lat. triJUe , «M 
/lus, Gr. KvTiiséf . Becc, nev. 11. 7. Do- 
mine fallo trillo (citèr dMgli il maléuine} 
j£««v. ia.9. A pie di quello ( «Alt J ran- 
nato-alquanto di pagliericcio, che vi- 
cin v*era , trillo , « dolente ù pofe a 
Ilare. £«•«• 8 0.28. V'andò tanto malin- 
conico, e tanto rrlfto. che egli parerà, 
che volefl'e morire. Enev.B^. a|. Così 
adunque Calandrino trifio, e cattivo ce. 
al fuo fervente amor pofe fine . Damt. 
'/'t/.4. Sembianza avevan né rrida, né 
lieta . £ 6. C alcun ritroverà la trilla 
tomba. Fr,Gierd.Pred.S.Osz farà lieto» 
e poco dante triAo • Petr.f^n.iy Talor 
m* aliale in mezzo a' trifti pianti Un 
dubbio. £c«a;,.4.tf. Alle lagrime tr/llc 
allargai *1 freno. 

f. I. Trifie , per Mefcbine , DaPpeee , 
Tdpifi». Lat. mifir , infelix . Gr. «d-X/O^.*, 
fu^vX'ff* Bete, nev, 85. 22. Or non ti 
conofci tu, trillo/ non ti conofci tu» 
dolente / Dxnt.^ Inf. j. Quello mi fero 
modoTengon l'anime trilte di coloro» 
Che vifier fanza infamia , e (anza lo- 
do. Crtn.Merell. 248. fu di nicifta ce. 
pigliare una cafctta triAa di fotto le 
volte, e due podetetti , e certe malfe- 
rizie . Malm. t. 80. Trilla , e llrafcina 
poi per la buccolica Un tozzo mendi- 
cava alI'accattolicA. 

^.11 Trìfie, per decerle, hit. vafer ^ 
^erfutut . Gr. v«??'>o? . A/4.'»».tf.8o,Chc 
in ogici è piii cartivo ditte alfi, E vie 
più trillo d'un famiglio d'Orto. 
, §. III. Trifie, per Csttive, Scrllerste , 
: Sciétf^urdte . Lat. nequMm , impr^bus , /c«. 
.lefiu't, Gr. kvhì^ , t6»?iÒ? , juc^^J»»*? . 
Beec,nev,6?.,:g. Si mife a giacere con alcu- 
ina fuatriaa. £i*?v.85.4. Avevanomela 
jNiccolofa, li quale un trillo» eh* era 
chiamato il Mang'ooe ec. prellava a vet- 
tura, fium. i7.Ellae tanto trilla, che 
ella fi va rinchiudendo affai fpelfocoB 
elfo lui. pAv. Seifm.66.Zi ribattè peg- 

giorata di nuovo il quarto , e per la 
uona la trilla rendè. ECelt.i^f. Mag 
I giore errore è mettere il viro in trificr bot- 
'ti, o barili. £ 15^. Quando /a vite di tri- 
|fta forte èpotata ec. tagliale intornol* 
occhio primo» e cavalo.'^r^sr. Ssceb, 



i 



' H a 



io8 TRI 



TRI 



TRI 



«rv.s4. Che praova nella malora? che 
fitte più rrifti , che M tre^aflb . 

f . IV. Tr^9 , éfllunt§ difiat§ , yfaU r#r- 
Mtto, Pi.?A«/*»f#. DéHt.Jnf. Il, Sicché 
t* aafi no poco prima il fenio Al trino 

f. V. Trifi^ , >5r»»/ff4 #^«r4 Gnsì nel 
medtJ^m»/!gHÌficat0 del hit. vm. Gr. irou . 
^cr».0r/.j.4,}j. Tanto furor l'uno, el 
altro menava , Che criftoa quel , che lor 
vuol^K aiuto, Trifto a chi in mezzo 
lor fi fbfle mcffo , Che , non che Tar 
mi, on monte arebber (cJTo. 

TRISTOR.E. V.^.MepiJiéi^ MmUhcè 
mm , Lit. snftitud» , mttfiiiud§ . Gr. Xur*, 

alberga in core , Le mìcfollc gli ha fec 
cato. £*.ij.7« Ed iltrilloreabbattemi, 
Sottrattomi il preftato, 

TRISTUXZO . DìmM Triftti ^AI^au 
$0ir^9 . Lat. fuhri/tis , Gr. i»«X«>»p®- 
Cu€h,Efmìt.tr.4.6, Sarai ben triftuzzo 
Adoprato in galèa tu per nn remo. 

TRITA. SftiJit di ««tr^/tii. a.r.7.70. 
|. Che r ammiraglio aodafle fu per lo 
Fare prendendo rrite • e ogni legno , 
che portaOe aU'ofte fìttuaglia . £ Mf 
7$. j. Prefe a^. tra galèe groffc , e tri- 
te* 

TRITAMENTE . ^wtrh, Minuts. 
mini», /» fice§lijfmi ^KVttt , 

$, Ptr mtiMf, vMÌt DifiiH9Mm*nt€ , Per. 
$H»l*rmtmu , Efattétmemu . Lat. figUU 
iim , mimntMiim , Gr. «? W» W» . £»r'. 
•atf.a9.10. E più trirameoreefaminaBdo 
?egacfldoo^oi particolarità ec. fetmò il 
foocoofig!io* M9r,S.Grer, Dividere (o 
innoceaterargento, non e altro, fé non 
efpoBCre la sanra scrittura critameote 
py.ìwjj. A vemo tritamente narrato qae 
(lo caio per edem pio • 

TRITAMENTO. // nitsTt. Lat.»'i- 
tmrsih . Gr. vkti^ri t . Tr. a. 1 5 . 1 .La ter- 
sa è il mifch lamento de' campi in fie- 
me, la quarta è ilfnotriramento. Pdf* 
Ss* Contrizione dice uno tritamentomi- 
Doto» quanto a tutte le parti inueme, 
fatto perfcttamenre, non ne rimanendo 
ninna intera, e falda. 

TRITARE . IfiJnrrt in mìuuti/fme f^r- 
fictUe . Lat. éifeemrt , ctmminmrt , •» 
fulvtrtm Ttdigtrt, Gt.i/MLèvfUf . Gnld, 
G, Molti mulini ec. i quali tritando il 
grano , il convertivano in polvere di fa- 
rina. Pétjf,t^. Quefto nomecontriaione 
ec. ù diceec. da trtare, come noi veg- 
giamo in quede cofc corporali, cheaj- 
cuna cofa li dice tritata, quando fi di- 
vide, e rompe in minime patti, ficchè 
non vi rimanga neente del faldo • P^- 
ÌMd,S9V9mb,-j, Là ove vuogti feminare 
la cafiagna, e faziaredi letame , e tri- 
tare, e porre adentro quali uno piede, 
treinHeme, ovvero cinque poftadilun- 
-[ì r una dall'altra piedi Quattro . T«/. 
Jf.a.j7. Al cadere, che fa per la fpel- 
fezsa dell'aere , sì fi trita , e diventa 
minata, cfpeflfe volte fi disf^, anziché 
fia in folla terra. w4r. Fur. 34. is*. Di 
molò alquanto , e poi prcfe il feotìere. 
Che *l Paladino innanzi gli avea trito 
( ^JSfiwsum, > • I 

§,P*r mtt4tf,vsle Cpnfiderare ^ 9Ì E fa 
mlnéfi dilige mtement e U r«/«, che s*hM trs 
aaMi*. Mèr, S. Grtg, 1. 9. La Scrrrtara' 
tanta ec. colle fue fora cfpofizioni quafi 
conviene , che Ci rompa , e triti . Btc, 
^St» DMtt, 248. Io lafcio il tritare con 
piò pnrticulari cfpofìziooi quelle cofe . 
B€rm, firn, k S4è S le fquana » fmiouzza , 



trita, e pefta , Ogni coflora , ogniboco 
ritrova, Sì che fcrupolo alcun mai non 
ti teda . ila*». Pier, 4. 4. 7. Qua fon 
due , che la tritao ragionando Molto 
di vena . 

TRITATO . sAdé. dèi TrìiMrt . Lat. trU 
turMtut , iritus, Péff. 84. Qqefto nome 
contrizione oc. fi dice ec. da tritare , 
come noi vcggiamo in quelle cofecor» 
porali, che alcuna cofa li dice tr'tata, 
quando fi divide , e rompe in minime 
parti, ficchè non vi rimanga neente del 
(aldo. 

TRITELLO. CrufchtlU. Vi9.S,^nt. 
Fanvmangiava grofl'olano £itto di tri 
tello . 

TRITISSIMO. Smpert.diTr'.té. 

S,Per yu/gmtij(m9, N»ti0im9 , Vf**\Ìt- 
M«. t.At.'vu!iéit{gimut, Gr. r0>Xà ?4^ 
<^;oXX«3-«4f . B»rgh,Orig,Fir, ijo. Quel- 
lo, che fpeciafmcnte fichiamòdi Ciolo 
Abati, onde è nato il tritiamo provec- 
bio ec. 

TRITO . ^Add. dM Tritsrt , Lat. trUuK 
Gr. Ttr^ju/iAif^ . Pttr, cdm^. j. 5. LaC 
fando il corpo , che fia trita terra . 
Z>«ii».P4r. ij. E difie: quando l'nna pa- 
glia è trita ec. A batter l'altra dolce 
amor m'invita, rr.9. 8a.5. Si dia loro 
( s'fémi ) porro minuzzato trito, ov< 
ver cacio fresco . Fir^diMl,kell.d9mm, J76. 
Mandano a cuocere il trito cibo alla 
pentola dello fiomaco . 

i. I. Onde per metsf, Péf» trif , e fimi, 
li , $* intendi di P^0 pìcceli , e frefnenii 
cr.^«rr.««v.77. 14. Videro lo fcolarefire 
fu per la neve una carola trita al fuon 
d'un batter di denti . %^r, Fmr, 19. 8 r» 
Il deflrier, ch'avca andar tiico, efoa- 
ve , Portò air incontro la donzella io 
fretta . 

i. II. Per Ordinaria , Dì pec» fregit , 
Trivinl* » Bergh. Jtip, 198. £^ un opera 
tanto^ trita , e di sì debole maniera,, 
che vi fi trova poco di baono • 

f. IH. Per Comune, Vfifnte, Lat.««/. 
gétui , fMftif, freftms , Snlvin, dife, f. 
toc. Non vi ha cola p'u trita , ne più 
frequente prelfo i santi Padri ec. che 
il chiamare 1* inftitoto del vivere Cri- 
fi iano , e maffime il più flretto , e il 
più ritirato , quale fi era quello de* 
monaci , col noma di filofofia Criftia- 
na. 

TRITOLO . MìnetKVte. Lit, frufn. 
lum . Gt.TEAt«X'0' * y^*^* £''c«/.98.Quaa- 
do i meeflri voglion lignificare , che i 
fanciulli non (è le fono fapute, e non 
ne fanno Aracelo , ulano quelle voci : 
boccara , boccicara ce. punto , tritolo » 
briciolo ec 

TRITONO. ^Add. Termine mufienìe , 
e vaU Di ire fuemi . Lac. trit^num . ysreb, 
giuee, Pitfng, Dalle cofe derre fi vede 
manifcfiamente , che tra tutte le con- 
fonanze muficali^ femplici la diapafon 
è la maggiore; dico femplici , perchè 
fé ne trovano molte compofte, come il 
ditono , cioè due tuoni , femiditono , 
rritono ec. 

TRITUME. K^iggre^dìe di cefi trite . 
Làt^frnfiuln . Gr. tiì««X'« • 

$. Per Minugia, Gnl.Sifi. l^y, I filo- 
fofi fi occupano fopra gli oniverfali 
principalmente» trovano le definizioni, 
e i più comuni fintomi , lafciaodo poi 
certe fottigliezze, e certi rnrumi , che 
(on poi piuttofio curiofità , ai matte- 1 
matici . 
TRITURA. // tritsrt. Lat. iritnrdj 



Gt. ìt\6ifTit . Mer, S, Greg, La 1 
d' E hi ini ha apparato ad amar 1 
tura- 

i. p€r mttnf. ffdU sAfjlit^Unt , 
fcid. lAt.ammnA^ tegrìtude* Gt. 
Mir^ S,Grtg,i,t. Ma fé alcuna f 
:[|grtvaro d'alcuna trirura di pc 
EÌone, moftra ogni fua caldezza 
gare. 

TRIVIALE. ^dd,FerUU,Ordi 
S^fft* L^t.trividliSf vnl^dritf vilii 
>Ltì:^Ut uvitù^t ^òx^. Dtmet 
E Aeir^ìna, e nell'altra parte far 
cenéi 1 né troppo triviale , oè t 
arrlEiiofi* FVf. Piir. i|. Di rado 
cava il pCfAe1!o a cofe ordinarie , 
viali. £«i«.Ficr. a.4.10. Dìecimil) 
maj pQÙ< Triviali, evnl|^ri. G^ 
j$5. Sappiamo , che il signor Si 
non p^rli mai a cafo , né mer 
ciwpo paradoffo , che non rie! 
quirche concèrto non punto triv 

TRIVIALMENTE . *^»tPtr*. i 
minìe ^ Ordinarìétmtnte , Lar* VUÌ£é 

TRIVIO. V.L.Lnege, dev rifit 
tre ti* , L^r. trlvtnm . Ddnt. Ctn 
Alli fcEtc primi rifpondonote fette 
7.C dcf travio, e de! quadrivio. Sé 
^rcMd.pref,j, Ogni flrada, ogni b 
o^ni trivio fi vede feminarodi 
mini. Btrgh,0rig.Fir,r;2, Trebbio e 
molti dal Latino trivio , che noi 
rìfpondc male. 
TMUHFARE. «.TRIONFAI 
TRIONFO. «.TRIONFO. 
TRI UN VIRALE . K L, .Add.^ 
r f né file a' triunviri . Lat. trinm^i 
Gr. wf ^;?fl> Tire rjm ipX'ifm.K* 
Ortg^fir,^^, Sì pofibno in nn certo 1 
dìxc cotìdiirre per la legge triunviri 
TRIUMVIRATO . V. L. Prin^ip. 
tft utmitii, Ltt* tritimviréitns ^ Gr. 
rgiQr apxi • Beee, imv, 93. a. 
tifìcio chéamato rrinn virato lo 'm 
ili Roma refcgeva . Bergh. Orig, Fi 
Nel fa rifonda era già mancato il , 
lii ttitinrÌTaro . 

(. PiF fimiìit, dicefi di Tre ptrfene 
i /*»■ thnthi0M . Ddv. Scifm. fj, 
ài quthi detto Tommafo Cromo 
fa a^smnioper terzo a Crammet 
c^vefcovo, e Audleo Cancelliere 
fuidart con quello triunvirato og 
{a a f^uo modo . 

TRIUMVIRO . r. L. Un4 de* tt 
rrÌHityirste, Lat. trimmvir , Gr. m< 
Tf4Ìir «PX" ■'*"• Becejeit^im^ìte^ 
Sulpizia ec. di nafcofo avendo fé 
Lentulo Trufcellione fuo marito in 
lia profcrìtro da' triunviri, fi dee e 
reco» qiieflo amore, e fede averli] 
non meno piacere , che noia , la pr* 
zione ricevuta. Bergb,Orig.Fir,-;i,l 
do tanto chi Bramente efprefibinqn 
brcifo delle Colonie, che la fa crei 
de' triti (ivi li. E 9f< Quelle, che rej 
d» i riiunviri furono condotte . 

TROCI5CO, e TROCHISCO . 
dic^Mtnu iempe/le di diverfe pel veri 
fteUnfnUtmtefuge, e deee^inne , ck 
€ 1 Mmtmts pmfié /elidn , efi fermmm§ s j 
dig'^rtitritM . Lat. pdfiili, ♦ trecbtj 
Gr. JttiKMVKf/, Tpoxirnd^ . Voig, 
ì ttocifd dì canfora giovanoallc i 
calTili . E^pprif» : Iciocifci di riobi 
co vagUono molto poteotcmeote a 
gito cppiUto . ^ic«<#.F«ar.iia. I tre 
fono dì va eie forte , e parte da pi 
re di dcfiCfo al corpo da per loro 

P«r 



TRO 



TRO 



TRO 109 



Ite fcrTono alfa conipofìzione d*al- 
e mcdicÌBC. £ ia|. Formanli in gi- 
lletrc, onde da' Greci fono chiamati 
Dchifcì , e da* Latioi filigli . £ é^ 
rff9 : I ficifi degli Arabi non fono al- 
o, die i trocifci, e collirii de* Greci, 
Mi. Fl#r. f . a. |. Ma auendi a fiirtro- 
lifìri afTai di vipera. 
TROFEO. Prtfrkmmte U Sft^UeMf. 
fi à»' mimici iii»ii'9 ms fi fremJe anche 
r Cmmtrsgkrm9 , • Mfm§ris é'M^§H€ u§. 
fr, € flmhfk, Lat. 9r§fbMum, Gt.rpi. 
f4«r. w«r.F«r.i.5. E pei lei Io India, 
Media » iB Tartaria lafciato Atea 
ifinitj» ed immortal trofei . FIr, sAf. 
\, FrviCca la fortona il fnc rrofro, e 
iel}o medefimo, eh* ella fi ha pofto, 

fftalo, e finilcalo. 

. Fir,m9V.2. aoo. Tanto le ireone fi- 
ililiente in fàftidio la bava, il toflire, 
gli altri trofei della Tecdiiaia di qne- 
BOiarfro, eh* ella pensò trovarci qaal- 
le rrparo. 

TROGLIARE. BsHniirt. Lat. ^«/^ 
»«- Gr. Tiflf»*;'5«» . v.€hs at. V*Tch. 
mal. Sf. Di coloro , i qoali per vizio 
itmr^ , t> accidentale non poflbno 
iidfciire la lettera > ec. fi dice non fo- 
reste balbottire * o balbutire > come 
larinif ma ec. pib Fiorentioameote 
Mlare, e barbogi iare. 
nOGLIO . ^dd. Che tsrtéglU . Lat. 
«Dav, kUfus . Gr. t^oXoV . Fr^mc, Séte» 
lua«».9. Non confiderando alladefor- 
lira della fila F^rfona» che era piccio- 
fiiBo ihidicc ce. «d eia troglio , oy- 

TROGOLO. V. TRUOGOLO. 
TROIA. LétFeimmims det Ife/tiume Hr. 
M. lAt. fwrts t fms , Gr. 9 vf , PmlM. 
cMr.jt. I verri aguale fi debboncon- 
BfDcre alle troie, per generare . Tr, 
.77->> I verri ù deono eleggere gran- 
iÉrml ec. e che fieno lufluriofi , di 
!mpo d*BB BBBO , i qoali infine al 
Barro anno à poflbno mettere alle 
roic. Ffr.L«c. s.r. Oh che cera daca* 
:far trote. 

$• De9$9 s femmims Per imghiris,fréutc, 
Éeek, arv. 94. Qaaod* io arò affai fof- 
;no « io ti darò a divedere • che io 
OB (oBo gatta • foBia troia » che ma- 
idetto fin il di, che tu ci venifti . £ 
#v.f9a. Che vermocaB ti nafca » fos- 
a troia faftidiofa» che tn Te'. 

TROIACCIA . Pegrifét. di TreU\ 
'téme, f #rc4. srv. fo6. E ta *1 fai , che 1* 
lai iBcflb ec. a qoefte toe troiacce • 
Jhr, 9m. ioa. Naro d* nna troiaccia 
chiava Agnefa C i» f«c/' due efemff è 
d/Sgmifk.delS.diTreié^'i 

TROIATA . StnelU trmffs di msfmA. 
'»rr« ^ che fi meméute die f re i gemt Hmmiiti 
« eemimde, «. /• Srst, Flerent, esf. De 
rhimis , 4r ireimtit , Beee. m4V, 6t, at. 
'enBtici di contado, eafciti delle tro» 
Ite ec. vogliono le figliuole de'gentil- 
ooiìbì , e deHe boone donne per mo- 
Te. 

TROMBA . Sttmmente dì fitte , previe 
eOs milmfS^fMtte ^Mrgtuie, e d'ette^ 
e . Lat. tnlU. Gr. ^«xr/>( . G. T.io. 
9- s* Sansa fare nullo romore né di 
rooRbe , né d* altro tormento , fcefero 

poggio di Cafella , e aflalirono i! 
iropo , e r ofte del Re di Francia • 
«rr. Mv. j4- II* Nella fine del fno 
«rlare , che cof ì fi>fle , le trombe fo- 
aroao . Ddut, /»/. |. Fià bob fi de> 



(la Di qu^ dal foon dell* angelica tfom- 
ba. 

f.I. Per fimitH, Frsuc, Séuch, «mt. 145. 
MefTer Io gmdice , e' fon quedi, At 
ro* hanno cnofib qucfiione* quelli, che 
vi (bonano qoefte trombe. 

$.11. Termare , • Venire , • *A»dse^e cel- 
ie trwmbe nel fecce ; frwvcrb, che fi dice 
del Temme , • sAnéArfewe da fUMÌthe im- 
f^fn , che nen fi^ rinjfcìes • Lar. re infe- 
j ttét redire ^ letfus himt . Gr. Av«®u **X«' 
: 1U9. Merg, J4. f|. E colle trombe nel 
t facco ne venne. Lm/c, SìLìU. 4. 4- An- 
!dtanne colle trombe nd facco. ^mltr, 
■ Bem,^,6. Se n'andrà in dileguo Colle 
trombe nel facco « 
f.HI. Vendere ^lU iremhs , vnle Ven- 
I dere cen étnterità puLHics s fnen di trem- 
hs , fer lilferéue ai meggiere ejferemtet Suh^ 
i mftéO'e . Lar. vemiere /nh b*Jtét . Gr. xy> 
i pvTTWf m Cfwi. TétcDsv.fier» i. 259. 
. Ne ragliarono a peczi moire migliaia, 
' e molte venderò alla' r romba . Jéent, 
\fe9. 9. Che i bcnefisì vendonfi alla 
. tromba. 

4. IV. Pigliere U tremhs , Lar. inhd 
Cernere . Gr. 9vAr/(«v . Selvin, /i/c.a. i8tf. 
Noi quando vogliamo dire: divulgare, 
e propalare nnacofa, diciamo: andare 
in piasca , e pigliare la tromba . 

f . V. Tremhét , per U Prehefcide deWe- 
lefsnte . Lat. fremufcit . Gr. Tpefie^n «f . 
Serd,fier,%,29^ I qoali ieleféMti ) non 
folamente etano a (Ine Atti a portar le 
torri con gli arcieri fopra la fchiena » 
ma ancora a fcnotere alcune ù\ó lega- 
te a tra ver fo alla rromba , o grifo. 

f. Vi. Trtmhs , fer Fuece Mttifitjste , • 
d* MÌlegrttxje t ed è anche une Stmmente 
militare dafetece, Serd, fer, Ind.9, j^. 
Fatte difcofiare le Lanciare colle ^pen- 
tole, e trombe di fiioco, montò (opra 
la nave. CMt,Cnrn.^ì, Di ^r |>olVe- 
re^ fcoppi , trombe, e razzi Di pia va- 
rie ragioni Siam noi nucftri diligenti, 
e buoni . 

(.VII. Tretnhs marina t ^^neSirmmen^ 
te muficale £ mM eerda fela , chefifuena 
celt arce , e rende un tuene fonile a ^nel- 
le della tremka da fiate . Becc. nev. t$. 
IO. A buon'oru favrebber fa^to fare 
qoefti giovani di tromba manna ( ftii 
I fer ifcherxjt > 

f. VIII. Tremha da tirar acfma , ènne 
Stmmente di ferma cilindrica , che fa fa' 
lir tacfua pernia d* nn animella ^ e fer- 
ve a var\ nfi^ e farticelarmente fer ve- 
tar l* scarne fimanti . Lat. ^intlìs . Gr. 
(hr\m . Seri, fier, 4. 15 a. La nave di 
Nogno per vecchiezza s* apriva , e fa- 
ceva tane' acqua, che aveva di bifogno 
qoafi di continuo di dre trombe , per 
votarla. E 6, ^16, Per vorare . e netta* 
re le navi, accomodano da' lati diden- 
tro la tromba . G«/. dial. met, u 490. 
Ha quefta tromba il fno ftantofib , e 
animella fu aln , ficchè 1* acqaa fi fa 
falire per attrazione, e non per impol- 
fo, come fanno le trombe, che hanno 
l'ordigno da bafifo. 

I. IX. Tremka farlanie , 4Ucefi ^neU 
la f che imgrandifce tante la vece , che le 
farete feffene etdirfi difiimtamente in gram 
lent amanza . Lat. fientereefhemea • 

f. X. Tremha , fi dice anche eme Stm- 
mente in férma di tremha ^ che 4 adefe» 
ra da chi ha t udite ingre/ate , e che 
aiuta V udite celV aceefiar ^ la fua hec» 
chetta air erecchie • Lat. [tuha aeufil 



TROMBADORE. Semster di tremha. 
Lar. hueciuaterf iuhicen . Gr. eetkTiy» 
XTfr . cr.r.ii.9i.|. I trombadori , e ban- 
dirò H del comune « che fono i bandi- 
rori fei, e trombadori>naccherìno , e fve- 
glia , cennamella , e rrombetra dieci . 
Af. r. t.78. Feciono ec. abbarrere tutte 
r altre infegoe con una d* un tromba- 
dote da Firenze. Vit^Barl, n. (Jhiando 
il Re fbe rivenuto al (no palagio , ai 
mandò quello trombadorej il quale era 
flabiliro a quel miftiero . E ^ffreffe e 
Ahi folle fiimplice, e povero di fenno^ 

Ì eh' hai paura del miotergence tromba, 
dorè. 
TROMBARE. f«a«r2tf tremha. La^ 
, tuba camere, huccinare, Cr. «-«Xv/^wf • 
. a.r.5.19.2. Ordinò trombe grand =(8me 
' sì dificiatc , che a ogni vento tromba- 
- vano con grande fiiono . £ 9. loj. «, 
Stettero fchierari ciafcuno trombando 
a petto l'uno dell' altro . Ftmnc. Sacca. 
^ rim. 61. E fé per lui tutto *1 mond* 
troB»bafle. E^ejfhi Per trombare, o 
bandir. fiato finire . Tefeid. 7. no. Ma 
guardando Tefeo la genre ardita , Co 
: mandò , c4ie giammai non fi trombaC^ 
fé , Se e' noi d icelfe . *Annet, Vang. -Quan* 
do ru fai la limofina ,* non rrombaft 
dinanzi a -te , come ónno gì' ipocrkl 

TROMBATA . Senamemie di fftaaW, 
Stremkettata. M.K11.70. Il loro fcgB« 
I levarono alla Pieve a Ripoli /acceado 
gran trombata. 

; TROMBATO. ^dd.4tartmhm€.Q. 
V, 10.86. 7. Trombato , e rkhefio Ca- 
jftraccio 4ii -bartaglia , non comparen- 
\à9^^ parti l'oAe , e tornò in Prato « 
£ II. K*i. Trombato , e ritrombato • 
poi ^ partirono del campo fchiera- 
ri. 

TROMBATORE . Tremhadere . Lac 
tuhicen. Gr. ^akriyurif . Dant.Cenv. 
20 1. Per onorare lo corpo di Mifeoe 
morto , che era fiato troaibatore (f 
Ettore. 

TROMBETTA . Dim. di Tremha. G,V. 
vo. ss. j. Fece fonare trombe, errom- 
bette , e mandò bando, che ogni nomo 
cavalcafie verfoRoma. Dant.inf^t.Ed 
egli.avea del cui fìitto trombetta C fW 
fer fimilit, ) Frane. Saceh. ria», fo. Di 
che fi balla, e canta , Che ciafcun ha 
dinanzi la trombetta. 

S. I. Figuratam, Burch. a. >o. Sozze 
trombette, giovani sfacciate, Chen'aa- 
datecol collo difcopctto. Cant,Catn.im» 
O tromberte fvergognate , Noi v'abbia m 
si ben tenute. 

f.11. Per Senaier di tremha i che fidh- 
te anche Tremhette, Lar. tuhicen . Gf. 
^^Krtytirii. Vit.plut. Perchè il trom- 
betta non volle fonar tofto la trombet. 
ta, diedeli un calcio. M.V. 1. J9. per 
fegno di ciò g'>i mandò il guanto per 
lo (ilo trombetta . Sem. Ori, a. 27. à»» 
E fece a lui mandar tofto un aral- 
do lÀ dove combatteva , ed nn trom- 
be rta. 

TROMBETTARE. Senar latremhei^ 
tai che anche diciame Stremht$tare,\j^tm 
huccinare, Gr. caXfìl^eit . Cem. Inf.^M, 
E U decima rifpuofe alni trombettan- 
do col culo i^i fer fimilit.') 

I. Figuratam, fer Divulfare , • Sfar~ 
gere alcuna cefa ridicendela Per tutte • 
\LMt.fervulgare. Gr. ita^n/ui^en .^mhr* 
.£^*M* Io fon conrenriifimo Far qne 
I m elperieBBÌa , promettcadoaii Noa 



H 1 



l'aa* 



Ilo TRO 



V andar trombettando . Vétnb, ErctU 58. 
Allora farebbe il verbo Latino ('ncon^crf » 
che ^gnifìca tutto il contrario , cioè 
rrombettare» e dirlo fa pc* canti ancora 
a chi afcoltarlo non vuole. 
TROMBETTATO . ^dd. Ì4^ Tnmlftt. 

tMft, 

f. Ptr Vemduf dIU tnmhm . iBii««. Fltr, 
4. 2. 7^ Pc^ni ft racchi in fui piefto • e 
trombettati . 

TROMBETTATORE . Che ftfns U 
irtmktttM. , Trtmiftltitrt . I^r. tukictH . 
Gr.^aXT/^XT»!?. Bu9m. fi*r. a. 5.1. Un 
moro In abito Indiano , accompagnato 
Pa due trombettatori . 

Tì^OM BETTI ERE. S^natér di tttm. 
l^a, hit* ittyicen, ùuecimétér.Gr.myTty 
nrti^ . Lìkr. CUT. tnmUtt, JLo malore 
dello rputare, e roflìrc le fangai avviene 
roventemente a Ili trombettieri . Stgm. 
Prti. a. f. Scaccio fuor di quella cafa tue* 
ta !a turba affollata, e tutti i trombettieri 
piangenti . 

J. t€T mttMf, Péff. J47. Queftì cotal 
fono ingannatori , e trombettieri 1 e pec- 
cando mortalmente , fono tenuti >,te^ 
flitttsione d* ogni guadagno , eh' t 
fanno . 

TROMBETTINO. Trai»Wrri#rr . Lat. 
9Hkictn , buecimafr . Gt. raexr/>tcTVf • 
M, y. 11.54.intr' quali era un Trombetti 
no del noliro comune , il quale fonando, 
fu di faetta, che venne dalle mura , fé- 
diro, ce. e la tromba col fegno del trom- 
bettino^ ricoverato, ^r. Fece ftare a 
guardia in fol monre un fuo trombetti 
no , iìcchè quando le veieQe venire , 
fon a (Te la tromba . yì^gx.Sin, Il leofan- 
te fuona colla bocca > come farebbe un 
trombettino » quando facefTe bene ifquil* 
lare la trombetta . 

$. TrtmlftUini , è ancb» Dìm, di trtm- 
ktitM^ Piectts tr^mbnta . FrMnc, Ssech, 
ria». i4.G'>ìk trombe , e trombettini» S ve- 
glioni , e naccherini . 

TROMBETTO . SMéU^r dì trtmhs . 

Lar. iffiricrn, hutcìHMttr . Or. ryKvty- 

XTJ^f . Btr»,Orl, a. 14. aa^ Il Re Marfiglio 

entrato è già in battaglia, E d'intorno 

ha trombetti, e tamburini . Vmrch, fi§r, 

11. JS7* Poco appreflb a'apprefentó un 

trombetto al aignor MalateOa , e gli 

fs>ofc umilmente, che un cavaliere geo- 

I tiiuomo di que* di fuora delìderavj di 

i rompete una lancia con alcuno di que' 

Idi dentro. Citiee.fitr. a. 97- Mando un 

(trombetto nel campo Italiano. £ i|, 

' tf jo. per un trombetto venuto a Pefaro 

, dell' efercito nemico fu domandato a Lo- 

icn»«j falvoconJotro. 

TROMBONE . S§r$M di inm^M. Frdue, 
Smecb.rim.yo. Ch' io credo toAo , che 'i 
trombon divino RaHegnerà cijfcuno in 
quella valle. £••«'.171. Gli a^^oncio in 
Boa cafa ciafcnno colfuocoi eco! trom- 
bone a bocca . 

§. Per S9*dfr di irfmy»m0, Vst, Btttv* 
CtlLii* Mi fece intendere per Lorenzo 
trombone Lucchefe . il quale e og<i al 
ìervìaio del nuftro Duca . 

T&ONARE. V,^.L»ihff9^ thtt*n^ 
f . Lat. r«ii«r« . Gr. i8#99T«t v • Imtr, y,ri. 
Si levo ungiido si grande, come fé tro- 
nafle fortemente , e bafto gtandilCma 
pezza . Frétnc. Ssecb. rìm,'\6. Noi ftarem 
troppo , che il tempo fi turba , £ balena, 
ctruooa, Evefpro già fuona. 

TRONCAMENTO. // »rt«f4r*. L»t. 
émfutsti9, Gr. flìy«x&>9. Cr.a. 8. 9. Ma 
intorno le piante fi dee aver conlidera- 



TRO 

ziooe in portar quelle' per troncamento 
diparti rpinofe, e ftipe^flue. 

TRONCARE . M§tx»rt 9 Sficenf , 
Tugliéirdi-nett» , Llt. trtiUCéur* t Amputa» 
re, Gr. ot'rcxévTMy . DdHt^Imf.j, Tron* 
candoil co' denti a brano a brano . 
Liltr.Of, div. ^. E così detto» ù prefe 
co' denti la fua lingua , e troncollafi , 
e così tronca la gitro nel volto al ti- 
ranno. Frane, Saeth, n«v. ao$. Tornato 
con elfe ( /#n«f/i> ) il malifcalco rron- 
eòe le bocche it\ granchio. Tef, £r, $. 
j8. Chi vae al nido loro < de*rir$fli ) 
e tronca la gamba ad uno de* figliuo- 
li loro , la natura gli dà tanta cono- 
fcenza , eh' egli va per una er